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		<title>L’arbitro? Un Co.co.co da 200mila euro annui. Sirene cinesi per Rizzoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL SOLE 24 ORE &#8211; BELLINAZZO &#8211; Qualche settimana fa, il presidente dell&rsquo;Aia, l&rsquo;associazione degli arbitri italiani,&nbsp;Marcello Nicchi&nbsp;ha accennato alla possibilit&agrave; di adottare un &ldquo;reddito di cittadinanza&rdquo; per i direttori di gara, molti dei quali, pur essendo dilettanti, sono costretti a lasciare il lavoro. &laquo;Cos&igrave; quando finisce l&rsquo;attivit&agrave;&nbsp;&ndash; ha spiegato Nicchi &#8211;&nbsp;si ritrovano senza nulla, ad una et&agrave; avanzata. Non escludiamo di creare un fondo di solidariet&agrave; della durata di uno-due anni, per dare agli arbitri la possibilit&agrave; in questo lasso di tempo di ricrearsi una vita, un lavoro&raquo;. Marted&igrave; scorso, lo stesso Nicchi in audizione alla&nbsp;Commissione Cultura della Camera, che sta esaminando il disegno di legge collegato alla&nbsp;Finanziaria&nbsp;in materia di ordinamento e professioni sportive, ha avanzato la richiesta di riconoscere l&rsquo;attivit&agrave; arbitrale come rapporto di lavoro sportivo. La carriera di un arbitro dura &#8211; per limiti d&rsquo;et&agrave; &#8211; fino a 45 anni a livello nazionale e fino a 37 anni a livello internazionale. Per ogni stagione vengono selezionati dall&rsquo;Aia una ventina di &ldquo;fischietti&rdquo; per la&nbsp;Serie A&nbsp;(con un paio di debuttanti) che operano nella veste di liberi professionisti con partita Iva: dei co.co.co sportivi sostanzialmente, a cui spetta un compenso fisso (giuridicamente qualificato come &ldquo;diritto di immagine&rdquo;) e una diaria legata all&rsquo;impegno settimanale. In sintesi, un arbitro di prima fascia, un &ldquo;internazionale&rdquo; (sono una decina), pu&ograve; percepire compensi ordinari per circa&nbsp;200mila euro lordi. Un arbitro al primo anno pu&ograve; contare invece su introiti per&nbsp;120mila euro&nbsp;(circa 70mila netti).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per quanto riguarda il torneo di&nbsp;Serie A, la parte fissa infatti va dai 30mila euro riconosciuti ai cosiddetti &ldquo;neo &ndash;immessi&rdquo; ai 90mila euro assegnati ai pi&ugrave; esperti ovvero gli Internazionali. Ci sono poi varie fasce intermedie che dipendono dal numero di gare dirette e dall&rsquo;anzianit&agrave; di servizio. La diaria per una partita di Serie A invece &egrave; pari a 3800 euro lordi. Mediamente ogni arbitro scende in campo per 15/16 partite di campionato a stagione. Fanno circa 60mila euro. Gli arbitri che non vengono impiegati per dirigere i match sono dirottati sul servizio&nbsp;Var&nbsp;(Video Assistant Referee), sperimentato nella Penisola dallo scorso campionato. In Serie A la diaria per chi &egrave; chiamato a valutare i replay e suggerire al fischietto in campo eventuali errori &ldquo;chiari ed evidenti&rdquo; &egrave; pari a 1.500 euro a partita (750 per chi svolge il ruolo di assistente al Var). Ogni arbitro svolge il servizio di Var per altri 15/16 match per un compenso medio che quindi si aggira sui 25mila euro. Ci sono inoltre gli impegni in&nbsp;Coppa Italia. Qui si va dai mille euro riconosciuti agli arbitri &ldquo;titolari&rdquo; nei primi turni ai 1.500 per i quarti di finale, fino ai 2.500 per le semifinali e ai 3.800 per la finale (stesso importo per la&nbsp;Supercoppa italiana). Si pu&ograve; arrivare perci&ograve; a 180mila euro per l&rsquo;attivit&agrave; nazionale. Per quanto riguarda l&rsquo;attivit&agrave; internazionale, esiste un tariffario per le partite di&nbsp;<a class="wiki" title="Wiki Roma 24: UEFA Champions League" href="http://laroma24.it/wiki/UEFA_Champions_League" rel="tag">Champions</a>&nbsp;(per cui si fattura fino a 5mila euro), per&nbsp;l&rsquo;Europa League&nbsp;e le&nbsp;Nazionali. Un fischietto di prima fascia pu&ograve; dirigere una decina di match. La media &egrave; di 4-5 partite con un compenso intorno ai 20mila euro. Per i numeri uno della categoria selezionati per i&nbsp;Mondiali&nbsp;c&#8217;&egrave; poi un assegno ulteriore di 50mila dollari corrisposto per i raduni e la rassegna. Molto meno guadagnano gli assistenti &#8211; i guardalinee &#8211; la cui carriera &egrave; separata da quella degli arbitri. In Serie A prendono 1000 euro a match (mentre il quarto uomo si ferma a 500 euro). Il fisso per gli assistenti va dagli 8mila dei neopromossi ai 24mila degli internazionali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>C&rsquo;&egrave; da dire che la crescita globale del football sta anche aprendo nuovi mercati per gli arbitri. Cos&igrave; accade sempre pi&ugrave; spesso di vedere le ex giacchette nere emigrare in campionati non europei in cambio di ricchi ingaggi. L&rsquo;inglese&nbsp;Mark Clattenburg, dopo aver lasciato nel febbraio 2017 la&nbsp;Premier League&nbsp;per ricoprire il ruolo di coordinatore degli arbitri nella&nbsp;Saudi Professional League, si &egrave; trasferito in&nbsp;Cina&nbsp;dove percepirebbe una retribuzione di 500mila dollari. Stessa destinazione e compenso analogo per il serbo&nbsp;Milorad Mazic, arbitro nell&rsquo;ultima finale di&nbsp;<a class="wiki" title="Wiki Roma 24: UEFA Champions League" href="http://laroma24.it/wiki/UEFA_Champions_League" rel="tag">Champions</a>. La&nbsp;Chinese Football Association&nbsp;per migliorare la qualit&agrave; dei propri arbitri ha deciso di creare una task force di fischietti professionisti. Il prossimo acquisto potrebbe essere un pezzo da novanta del settore come&nbsp;Nicola Rizzoli&nbsp;che attualmente come designatore degli arbitri italiani guadagna 200mila euro. Per strapparlo alla Serie A dalla Cina pare siano disposti a sborsare un milione di dollari. Il costo per la&nbsp;Figc&nbsp;del sistema arbitrale nel 2017 &egrave; stato pari a 44 milioni. Questa somma serve a coprire i rimborsi spese per tutti i campionati professionistici o dilettantistici. Parliamo di oltre 433mila partite ufficiali gestite da direttori di gara designati. I costi complessivi, inclusi raduni e preparazione tecnica, per la Serie A sono di circa 9 milioni all&rsquo;anno pagate dalla&nbsp;Lega&nbsp;alla&nbsp;Figc. Gli arbitri tesserati in Italia sono 32mila (di cui 1600 sono donne). Al vertice della categoria giunge lo 0,1%. Una selezione durissima, scandita da enormi sacrifici personali e professionali</span>. Anche chi arriva in Serie A guadagna in fondo quanto un panchinaro e con una durata media della carriera pi&ugrave; breve.</p>
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