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	<title>aggiustatore Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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	<title>aggiustatore Archivi - Insideroma</title>
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		<title>Il karma dell’aggiustatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; MATTEO LUCIANI &#8211; &#8220;Ognuno di noi ha un&#160;karma, il mio evidentemente &#232; quello dell&#8217;aggiustatore&#8221;: parlava cos&#236; in conferenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &ndash; MATTEO LUCIANI &ndash; <em>&ldquo;Ognuno di noi ha un&nbsp;karma, il mio evidentemente &egrave; quello dell&rsquo;aggiustatore&rdquo;:</em> parlava cos&igrave; in conferenza stampa <strong>Claudio Ranieri </strong>nel <strong>settembre </strong>del <strong>2011</strong>, quando venne chiamato dall&rsquo;allora presidente dell&rsquo;<strong>Inter</strong> Massimo <strong>Moratti </strong>per risolvere una situazione assai problematica in casa nerazzurra, <strong>dopo il pessimo avvio di stagione con Gian Piero Gasperini al timone</strong> della squadra meneghina. Non una novit&agrave; per il mister <em>testaccino</em>, come testimoniato dalle sue sincere dichiarazioni, anzi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>In tal senso, <strong>la Roma di oggi</strong>, che soltanto qualche giorni fa, casi del destino proprio contro l&rsquo;Inter in quel di San Siro, si &egrave; confermata finalmente una &lsquo;squadra&rsquo; nel vero senso del termine, <strong>appare fulgido esempio di ci&ograve; che ha spesso rappresentato colui che oggi la guida in panchina</strong>: <em>unione d&rsquo;intenti, grinta, motivazione e spirito di sacrificio</em>. Lo spettacolo? Soltanto un aspetto accessorio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ranieri &egrave; tornato nella Capitale da poco pi&ugrave; di quaranta giorni</strong>, eppure gi&agrave; sembra essere riuscito ad &lsquo;<em>aggiustare&rsquo;</em> molte delle situazioni che con l&rsquo;ex allenatore Eusebio <strong>Di Francesco</strong> avevano preso una piega disastrosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Esattamente in linea con il suo &lsquo;<em>karma&rsquo;</em>, <strong>a partire da quell&rsquo;8 marzo in cui &egrave; stato ufficializzata la sua seconda esperienza in giallorosso come tecnico, l&rsquo;ex Leicester ha cercato subito di puntare sulla compattezza del proprio undici in campo</strong>; non pi&ugrave; pressione alta e aggressione costante nei confronti dell&rsquo;avversario di turno, ma attendismo, &ldquo;<em>difesa della propria porta come se fosse vostra madre</em>&rdquo; (per dirla alla <strong>Carlos Bianchi</strong>) e spazio all&rsquo;estro degli attaccanti in fase offensiva. <strong>Una ricetta semplice e finora redditizia</strong>, se &egrave; vero che la <strong>Roma</strong>, complice anche un ruolino di marcia tutt&rsquo;altro che spedito delle dirette avversarie, <strong>pu&ograve; continuare a credere con fondate speranze nel quarto posto</strong> che significherebbe accesso diretto alla Champions League del prossimo anno, ma soprattutto soldi freschi per le malandate casse societarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Sull&rsquo;efficacia del mister di San Saba nel ruolo <em>ad interim</em> per il quale &egrave; stato voluto in primis da <strong>Francesco Totti</strong>, non vi erano grossi dubbi; come avvenuto nel corso della sua prima esperienza a Trigoria, semmai<strong>, il problema con Claudio Ranieri pu&ograve; sorgere in un secondo momento</strong>, ovvero quando c&rsquo;&egrave; necessit&agrave; di &lsquo;<em>costruire&rsquo;</em> e non pi&ugrave; di &lsquo;<em>aggiustare&rsquo;</em>. <strong>Anche in questo caso, sono le varie esperienze vissute in carriera a <em>parlare</em> per il tecnico.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>In primis per tale motivo, probabilmente, la conferma di Ranieri in giallorosso pure per la prossima stagione sportiva sembra essere opzione assai lontana dai piani societari.</strong> Impossibile dimenticare la <strong>differenza</strong> tra la <strong>Roma 2009/2010</strong>, presa in corsa da Ranieri e arrivata a un passo da un clamoroso scudetto al cospetto della super Inter del &lsquo;Triplete&rsquo; di Jos&egrave; Mourinho e <strong>quella dell&rsquo;annata seguente</strong>: una squadra eccessivamente votata alla difesa (&ldquo;<em>Abbiamo rispolverato il catenaccio. Non abbiamo giocato a pallone, non abbiamo mai tirato in porta, abbiamo pensato solo a difenderci, sempre con dieci uomini sotto la palla. Giocando in questa maniera, francamente sar&agrave; difficile vincere le partite</em>&rdquo;, afferm&ograve; uno <strong>stizzito capitan Totti</strong> dopo una pessima figura rimediata <strong>in Champions League a Monaco contro il Bayern</strong>) e con poche idee per far male agli avversari, soprattutto su palcoscenici di livello.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il &lsquo;karma&rsquo; del <em>costruttore</em>, evidentemente, non fa per mister Ranieri, che anche in altre circostanze si &egrave; trovato in difficolt&agrave; quando si &egrave; trattato di impostare un progetto partendo da zero.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nell&rsquo;<strong>estate</strong> del <strong>2003</strong>, ad esempio, l&rsquo;allenatore romano viene confermato al proprio posto e diventa quindi il primo tecnico dell&rsquo;era <strong>Abramovich</strong> al <strong>Chelsea</strong>. Il russo si attende richieste esose per i migliori calciatori al mondo al fine di migliorare l&rsquo;organico e invece arrivano: <strong>campioni in difficolt&agrave;</strong>, come <strong>Ver&ograve;n</strong>, reduce da una pessima esperienza al Manchester United e <strong>Crespo</strong>, &lsquo;dismesso&rsquo; dall&rsquo;Inter dopo una sola stagione; <strong>promesse</strong> <strong>poi</strong> <strong>disattese</strong>, quali <strong>Mutu</strong>, <strong>Joe</strong> <strong>Cole</strong>, <strong>Duff</strong>, <strong>Johnson</strong>; <strong>giocatori</strong> assolutamente <strong>normali</strong>, rispondenti ai nomi di <strong>Geremi</strong>, <strong>Bridge</strong>, <strong>Parker</strong> e <strong>Smertin</strong>. Il risultato &egrave; un buon secondo posto finale in Premier e la semifinale di Champions, ma anche l&rsquo;addio a fine anno. <strong>Abramovich sceglie di puntare sull&rsquo;allora emergente Mourinho per vincere e la storia avrebbe poi sentenziato che il petroliere ci aveva visto lungo</strong>. Nelle due stagioni e mezza vissute a Londra prima dell&rsquo;avvento del presidente russo, invece, Ranieri aveva ottenuto risultati assolutamente positivi (piazzamenti europei), considerando le pessime condizioni economiche in cui versavano i Blues; da l&igrave; nacque il soprannome di &ldquo;<em>tinkerman</em>&rdquo; (o &ldquo;<em>tinkerer</em>&rdquo;), traducibile in italiano come &ldquo;<em>colui che sa riparare con pochi mezzi a disposizione</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Pochi mesi dopo l&rsquo;addio alla Premier, Ranieri torna a Valencia. Viene scelto dai bianconeri sin dall&rsquo;estate e </strong>per la sua squadra, il tecnico<strong> punta soprattutto sui connazionali Fiore, Corradi e Moretti: un altro buco nell&rsquo;acqua. </strong>A fine febbraio,<strong> Ranieri viene esonerato.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Diversa la storia (da subentrato) a Parma</strong> tra febbraio e maggio del 2007. Chiamato in una situazione ampiamente compromessa, l&rsquo;allenatore testaccino <strong>riesce a salvare miracolosamente gli emiliani</strong>, collezionando la bellezza di 27 punti in 16 partite.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Arriva, cos&igrave;, la chiamata della prima Juventus post Calciopoli nella massima serie.</strong> I bianconeri hanno <strong>bisogno</strong> di un <strong>tecnico</strong> <strong>affidabile</strong>, un uomo <strong>senza</strong> <strong>troppi</strong> <strong>fronzoli</strong> e Claudio Ranieri pare proprio l&rsquo;identikit perfetto. In effetti, alla fine arriva un<strong> ottimo terzo posto </strong>per i torinesi. <strong>Grossi problemi sorgono tuttavia nuovamente durante la costruzione della squadra per l&rsquo;annata seguente</strong>: la Juventus sceglie di riversare molti milioni di euro sull&rsquo;acquisto del bomber <strong>Amauri</strong>, che ha vissuto una stagione pazzesca a Palermo e Ranieri, per potersi permettere il &lsquo;<em>tridente pesante&rsquo;</em> <strong>Del Piero-Trezeguet-Amauri</strong>, porta all&rsquo;ombra della Mole il centrocampista danese <strong>Poulsen</strong> in luogo di <strong>Xabi</strong> <strong>Alonso</strong>. Un errore madornale, anche se poi lo stesso Ranieri afferm&ograve; in seguito che non fu sua la responsabilit&agrave; della scelta che fece iniziare la crisi tra il tecnico e la societ&agrave; degli Agnelli. <strong>Finisce con stracci che volano e l&rsquo;esonero dell&rsquo;allenatore a due giornate dalla fine del campionato, con una nuova qualificazione in Champions in tasca: un gesto non proprio da &lsquo;stile Juventus&rsquo;.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dopo il primo avvento alla Roma</strong> tra alti e bassi, come detto, per Ranieri c&rsquo;&egrave; <strong>l&rsquo;Inter</strong>. L&rsquo;ex Chelsea <strong>inizialmente conferma le sue ottime doti da &lsquo;aggiustatore&rsquo;</strong>, con la formazione milanese che inizia a volare in classifica; tuttavia, <strong>dopo le cessioni di Thiago Motta e Coutinho a gennaio del 2012, arrivano il naufragio e l&rsquo;esonero.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Pochi mesi dopo, l&rsquo;infaticabile mister Ranieri &egrave; a Montecarlo per risollevare le sorti della compagine del Principato, finita in Ligue 2 (la Serie B francese)</strong>. Il &ldquo;<em>tinkerman</em>&rdquo; non tradisce: <strong>arriva subito la promozione</strong> e la ricca propriet&agrave; russa lo conferma anche per la stagione seguente. <strong>Un mercato sontuoso porta a Montecarlo il bomber Falcao e James Rodriguez</strong>. La squadra viene migliorata anche in altri reparti e Ranieri termina il campionato unicamente <strong>alle spalle del Psg </strong>ultramilionario. <strong>Il piazzamento &egrave; ottimo, ma la propriet&agrave; vorrebbe pi&ugrave; spettacolo e qualche trofeo: ecco allora il congedo da Ranieri e l&rsquo;avvento del portoghese Jardim</strong>, che riuscir&agrave; poi a portare i biancorossi sul tetto di Francia grazie al suo calcio assai propositivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dopo una fugace esperienza con la nazionale greca, ecco il capolavoro autentico: la Premier vinta con il Leicester.</strong> Il 13 luglio del 2015 Claudio Ranieri viene annunciato (in fretta e furia) come nuovo tecnico delle Foxes. Il contesto &egrave; difficilissimo, ma &egrave; quello che in realt&agrave; meglio si addice a un &ldquo;<em>tinkerer</em>&rdquo;: l&rsquo;ex allenatore del Leicester, <strong>Nigel Pearson</strong>, dopo una salvezza clamorosa conquistata nelle ultime giornate della precedente stagione, viene allontanato per un brutto caso riguardante il proprio figlio, a sua volta tesserato delle Foxes. Fatto sta che a inizio luglio, con l&rsquo;avvio della Premier League 2015/2016 alle porte, il Leicester si trova senza guida tecnica e letteralmente &lsquo;corre ai ripari&rsquo; con Ranieri, un usato sicuro per centrare una nuova salvezza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come andr&agrave; a finire lo sappiamo tutti: Claudio Ranieri e i suoi uomini scrivono probabilmente la pagina pi&ugrave; bella nell&rsquo;immaginario libro sulla storia del calcio.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Pure in questo caso, i problemi nascono quando si va a progettare la stagione post &lsquo;sbornia&rsquo;.</strong> Per riconoscenza, Ranieri punta forte sul blocco, ormai per&ograve; senza pi&ugrave; fame, dell&rsquo;annata precedente. Un paio di uscite, altrettante entrate e nulla di pi&ugrave;. <strong>Il binomio Ranieri-Leicester si esaurisce a febbraio del 2017</strong>, dopo un percorso assai altalenante sia in campionato sia in Champions League.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Una nuova avventura &egrave; comunque all&rsquo;orizzonte</strong>. Ranieri torna in Francia, precisamente al <strong>Nantes</strong>. I gialloverdi raggiungono un accordo biennale con il tecnico di San Saba, che al primo anno sfiora un&rsquo;incredibile qualificazione in Europa League. Sembra ci siano tutti i presupposti per andare avanti insieme, ma alla fine <strong>le strade del Nantes e di Ranieri si separano dopo soltanto una stagione per divergenze sui progetti futuri. Sempre loro.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Si arriva ai giorni nostri. Claudio Ranieri effettua il suo terzo ritorno in Premier per cercare di salvare un <strong>Fulham</strong> in condizioni disperate e confermare la propria fama di &lsquo;<em>tinkerman&rsquo;</em>. Va male. Dopo sedici partite e con soltanto tre vittorie all&rsquo;attivo, l&rsquo;allenatore viene sollevato dall&rsquo;incarico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il &lsquo;<em>karma&rsquo;</em>, per&ograve;, evidentemente non tradisce e da &lsquo;<em>aggiustare&rsquo;</em> c&rsquo;&egrave; ancora una volta la squadra del cuore, la &lsquo;sua&rsquo; <strong>Roma</strong>. Come affermato dallo stesso Ranieri nei primi giorni del suo nuovo mandato a Trigoria: <em>&ldquo;Ho accettato a certe condizioni soltanto perch&eacute; si tratta della squadra di cui sono tifoso da sempre&rdquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Qualora riuscisse nell&rsquo;ennesimo miracolo sportivo</strong>, ovvero condurre la formazione giallorossa ad una qualificazione in Champions che fino a poche settimane fa pareva solamente un miraggio, <strong>Claudio Ranieri meriterebbe di diritto la possibilit&agrave; di giocarsi quella coppa da mister della Roma.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Occhio, per&ograve;, a quel mancato karma da &lsquo;pianificatore&rsquo;&hellip;</strong></span></p>
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		<title>Sor Claudio alza le mani, l&#8217;aggiustatore stavolta sembra aver peggiorato i danni</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL MESSAGGERO &#8211; CARINA &#8211; L&#8217;aggiustatore non aggiusta pi&ugrave;. Sono bastati 270 minuti per fiaccare anche l&#8217;entusiasmo di Ranieri. Arrivato con mille propositi, Sir Claudio ieri &egrave; apparso in grande difficolt&agrave;. Sia a livello tecnico-tattico che mediatico. In campo &egrave; stato surclassato da Ancelotti, non riuscendo a porre rimedio al gioco del Napoli che si sviluppava perlopi&ugrave; sulle fasce. Fuori, essendosi gi&agrave; giocato a Ferrara la carta della reprimenda pubblica al gruppo, ha virato sull&#8217;evidente disparit&agrave; di condizione atletica tra le due squadre: &laquo;C&#8217;&egrave; poco da fare se gli altri corrono di pi&ugrave; e ti mettono in mezzo&#8230;&raquo;. Ha ragione da vendere: la Roma non corre poco, cammina. Il problema per&ograve; &egrave; che lo faceva anche prima del suo arrivo. E nonostante l&#8217;ecatombe muscolare fosse una costante da inizio stagione, prima del ko del derby, i calciatori che ieri non riuscivano a fare due passaggi di fila e arrivavano sempre secondi sul pallone, erano comunque riusciti a inanellare una serie di 6 vittorie e due pareggi. Premessa d&#8217;obbligo: non &egrave; in atto una riabilitazione di Di Francesco che ha commesso molti errori (e li ha pagati) ma la semplice constatazione di fatti e numeri. Della serie: la precariet&agrave; atletica esisteva anche prima, nonostante in molti alludessero ad &laquo;un mero problema di testa&raquo; (cit.). Ma insieme a questa si vedeva anche un minimo di organizzazione e un&#8217;idea di gioco. La Roma durava un&#8217;ora ma almeno in quei 60 minuti pressava, provava a verticalizzare, non sempre riuscendoci, creava occasioni da rete e quello che pi&ugrave; conta nel gioco del calcio, tirava in porta. Nelle ultime 2 gare, invece, non s&#8217;&egrave; visto nulla. Solo lanci lunghi a superare la mediana avversaria, sperando di sfruttare le seconde palle. Ma se la condizione atletica non ti assiste, sul pallone arrivi sempre secondo. L&#8217;alternativa &egrave; pallone a Perotti e vediamo cosa accade. Se salta l&#8217;uomo, bene. Altrimenti non c&#8217;&egrave; un&#8217;altra opzione: notte fonda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>EX TINKERMAN</strong> &#8211; Senza contare la confusione tattica. Il tecnico di San Saba si &egrave; presentato annunciando che la prima cosa da fare era &laquo;trovare l&#8217;equilibrio&raquo;. In 3 gare ha invece alternato 3 moduli: 4-2-3-1, 4-4-2 (e 4 attaccanti) e il 4-3-3 in corsa di ieri. Nonostante il flop, prova comunque a rilanciare: &laquo;Siamo tutti sulla stessa barca, anche se io sono salito da poco. Non penso alle dimissioni. Cerchiamo di arrivare in porto nel miglior modo possibile&raquo;. Chiss&agrave; se cambier&agrave; idea in caso di ko contro la Fiorentina. Intanto se il porto al quale allude &egrave; la Champions, il rischio di naufragare &egrave; dietro l&#8217;angolo.</span></p>
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