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	<title>allenero Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>De Rossi: &#8220;Penso che allenerò la Roma, ma succederà solo se diventerò un bravo tecnico&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Daniele De Rossi&#160;&#232; stato ospite di&#160;Casa Sky Sport, rispondendo alle domande da studio e dei tifosi da casa. Ecco le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/de-rossi-penso-che-allenero-la-roma-ma-succedera-solo-se-diventero-un-bravo-tecnico/">De Rossi: &#8220;Penso che allenerò la Roma, ma succederà solo se diventerò un bravo tecnico&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Daniele De Rossi</strong>&nbsp;&egrave; stato ospite di&nbsp;<em>Casa Sky Sport</em>, rispondendo alle domande da studio e dei tifosi da casa. Ecco le sue parole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come stai?</strong></span><br /><span>&#8220;Bene, sto un po&#8217; come stanno tutti quanti. Mi sento un po&#8217; stretto, per&ograve; passer&agrave;, dai. C&#8217;&egrave; gente che sta molto peggio&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Adani: citando l&#8217;intervista che facemmo tre anni fa, concludemmo davanti al tuo mare, a Ostia. In quella circostanza, ti strappai una promessa, che era quella di poter avere come ambizione quella di allenare la Roma. Qual &egrave; l&#8217;obiettivo adesso? Che percorso abbiamo in mente?</strong></span><br /><span>&#8220;Ho fatto un percorso calcistico non unico, ma raro. Giocare 20 anni in una squadra non capita tutti i giorni. NOn posso sognare la stessa cosa se diventer&ograve; allenatore, non esistono allenatori che resistono cos&igrave; a lungo. Mi piacerebbe allenare la Roma, ma prima devo diventare allenatore e per farlo c&#8217;&egrave; un percorso di crescita di cui tutti gli allenatori giovani hanno bisogno. In pochi giorni sono diventato da calciatore vecchio ad allenatore giovane, vedo le cose con una rilassatezza che da calciatore non puoi permetterti. Sedermi su quella panchina mi piacerebbe, ma non ho la fretta di farlo accadere domani. Presumo, spero succeda: succeder&agrave; se sar&ograve; diventato un bravo allenatore e non per essere stato un calciatore grandissimo di questa squadra&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>In campo ti sei preso sempre responsabilit&agrave;, puoi essere definito gi&agrave; allenatore per come parlavi dopo le partite, mettevi sempre la faccia nei momenti difficili.</strong></span><br /><span>&#8220;Inizier&ograve; questo percorso non solo perch&eacute; mi piacerebbe, ma perch&eacute; penso di poterlo fare. In Italia lo pensano un po&#8217; tutti, ma penso di poterlo fare. Sono sempre stato bravo, mi &egrave; sempre stato riconosciuto questo ruolo di leader, sar&ograve; un pochino avvantaggiato, ma l&#8217;allenatore &egrave; tanto altro, &egrave; prendere decisioni, &egrave; mettere la squadra in campo, scegliere lo staff, subire pressioni che on ho mai rifiutato, ma da allenatore sei solo contro tutti. Prendersele da allenatore&#8230; se perdi &egrave; colpa tua, se vinci sono bravi i giocatori. I nostri allenatori erano sempre sottoposti a questo tipo di giudizio&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Quali sono state le tue sensazioni durante il giorno dell&#8217;addio?</strong></span><br /><span>&#8220;L&#8217;ho vissuta con grande serenit&agrave;, credo si sia visto. Non ho finto, mi sono emozionato in alcuni momenti, durante il match c&#8217;erano alcuni momenti di vuoto. Nelle pause mi trovavo a non dover far nulla, mi giravo e guardavo quella che era stata casa mia, pensavo che non avrei visto pi&ugrave; quel posto da quella prospettiva. Ho fatto un percorso negli anni, mi sono detto di arrivarci pronto. Non conta a quanti anni arriva e quello che hai fatto, fa male a chiunque, senti un senso di malinconia, ma era importante per me. Avevo la mia famiglia vicino, volevo far vedere che non era una tragedia e che andavo via col sorriso, perch&eacute; ero felice di quello che mi avevano fatto diventare&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il tuo ultimo discorso nello spogliatoio&#8230;</strong></span><br /><span>&#8220;Non preparo niente, ci penso sempre 30-60 secondi prima. Quei bastardi dei miei compagni mi facevano un applauso anche dopo un passaggio di 5 metri (ride, ndr). Dissi loro che non era il derby del cuore, non era una partita d&#8217;addio, ma una partita di calcio, volevo giocare una partita vera. Il fatto che sia&nbsp; finita 0-0 (in realt&agrave; fin&igrave; 2-1, ndr) voleva dire questo&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Avevi qualche rito scaramantico?</strong></span><br /><span>&#8220;Ne ho avuti negli anni tanti, li ho cambiati. Non servono a niente, partiamo da questo punto. Non funzionano. Quando funzionano &egrave; perch&eacute; funzioni tu o la tua squadra. L&#8217;unico che non ho mai cambiato sono i tre saltelli quando eravamo tutti allineati a centrocampo. Facevo questi saltelli e mi piegavo, &egrave; iniziata tanti anni fa come a volersi sgranchire, ma non correre come me perch&eacute; non vinci niente (ride, ndr)&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Adani: &#8220;Non hai scelto di abbandonare la Roma, mentre hai scelto di lasciare il calcio. La domanda riguarda entrambe le situazioni: hai pi&ugrave; sentito i dirigenti della Roma? Che rapporto hai avuto con Riquelme al Boca?&#8221;.</strong></span><br /><span>&#8220;Non ho scelto io di lasciare la Roma e ho scelto io di lasciare il calcio. Sono stati due momenti difficili, in entrambi ho dovuto prendere decisioni che non avrei voluto prendere, una volta perch&eacute; aveva deciso qualcun altro e un&#8217;altra perch&eacute; era la cosa pi&ugrave; giusta per la mia famiglia. La mia famiglia ha tratto un grande beneficio dall&#8217;essere&nbsp; tornato a casa, a parte questi ultimi due mesi. Non ho sentito dirigenti della Roma, ne ho incontrato uno una volta, ho incontrato De Sanctis al Tre Fontane, l&#8217;altro giorno mi ha scritto un dirigente per sapere come stessi, ma se ti riferisci a chiacchierate per un futuro non mi ha chiamato nessuno. Non chiamer&ograve; nessuno neanche io. Il rapporto con Roman &egrave; stato semplice e diretto. La prima volta che l&#8217;ho visto gli ho spiegato le mie situazioni, mi sono sentito in dovere di dirgliela. Mi disse che volevano che rimanessi, che volevano mettermi a punto fisicamente e che puntavano su di me. A parlarmi era un giocatore che era stato un esempio di come si interpreta il ruolo, mi ha fatto effetto. Mi sono allenato 5-6 giorni con la squadra, mi chiedevano di rimanere. Dissi loro che me ne andavo domani, altrimenti non sarei pi&ugrave; andato via. L&igrave; stavo da dio, stavo troppo bene. Ho nostalgia di quel posto, di popolazione, &egrave; una nostalgia forte e pesante&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Video di Marchisio: &#8220;Volevo mandarti un grandissimo abbraccio, farti i complimenti per quello che hai fatto. Sarebbe stato bello giocare insieme in un club, sarai sempre una delle poche bandiere del calcio italiano. Ti faccio un in bocca al lupo per tutto&#8221;.</strong></span><br /><span>&#8220;Intanto mi fa piacere vederlo, ci parliamo. Un ragazzo di una sensibilit&agrave; differente, &egrave; uno che si prende responsabilit&agrave; sul sociale. Mette bocca su cose che calciatori difficilmente fanno. Lo incontrai per la prima volta in un Roma-Empoli, lui e Giovinco ci misero in difficolt&agrave; in un modo imbarazzante. Dissi che sarebbero arrivati in nazionale. In un certo momento della carriera si &egrave; trasformato da mediano, per me era tagliato per quel ruolo. Poi ha avuto 2-3 infortuni che l&#8217;hanno bloccato, ma parliamo di un calciatore incredibile. L&#8217;Italia deve lavorare su questi ruoli, fatichiamo a trovare giocatori come lui, sembra che ora ne stiano nascendo di interessanti&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto &egrave; stata fondamentale Sarah nel tuo percorso?</strong></span><br /><span>&#8220;Sarah ha solo questo difetto, che &egrave; molto pi&ugrave; social di me, a volte mi giro e vengo ripreso (ride, ndr). Dal punto di vista umano &egrave; stata&nbsp; fondamentale, non trovi calciatore che dice che la moglie sia una zavorra. Ma &egrave; una persona che mi ha migliorato molto, come umore, stile di vita, serenit&agrave; familiare. &Egrave; stata in quell&#8217;unica circostanza in cui ho dovuto prendere una decisione fondamentale, mi ha detto che avrei potuto decidere io. Ovviamente c&#8217;erano destinazioni pi&ugrave; o meno gradite, ma &egrave; stata pronta ad accettare la mia decisione di andare in Argentina. Si &egrave; innamorata dell&#8217;Argentina prima ancora di me, e non mi ha messo il muso quando ce ne siamo andati. In pochi mesi aveva creato una casa e una famiglia a Buenos Aires. Quando dico che abbiamo fatto fatica parlo di questo. Guardavamo la Casa di Carta, un personaggio ha detto due parole argentine: ci siamo guardati e ci siamo detti quanto ci manca. Ci &egrave; entrato nel cuore, ma mi ha dato ragione nel tornare a casa&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Perch&eacute; il Boca?</strong></span><br /><span>&#8220;Vorrei sapere se sto parlando con uno dei pi&ugrave; grandi opinionisti o quello che fa le rovesciate sul letto (ride, ndr). Ho scelto il Boca da ragazzino, vedendo il tifo, vedendo Maradona, che &egrave; stato uno dei miei idoli. Mi sono appassionato a lui, alla squadra e poi &egrave; tutto virato per questa tifoseria. Tutti la conoscono, ma nessuno la conosce. Non so chi sia il&nbsp;<em>mas grande</em>, ma chi d&agrave;&nbsp;<em>mas amore</em>&nbsp;&egrave; il Boca&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Federico Buffa: &#8220;Cosa hai trovato a Buenos Aires di diverso da quel che ti aspettavi? Cosa vorrai condividere con i nuovi allievi di questa esperienza?&#8221;</strong></span><br /><span>&#8220;L&#8217;esperienza &egrave; stata meravigliosa, ma non solo dal punto di vista umano. Ho imparato tantissimo e mi sono reso conto di quanto talento, senza organizzazione, vada sprecato. Bisogna organizzarli per farli suonare insieme in campo, altrimenti diventa una sorta di confusione, bella da vedere, ma sempre confusione. Far coesistere queste meraviglie, questi mancini che cantano, questi giocatori ruvidi ma tecnici, sarebbe il primo passo di qualunque squadra. Un allenatore c&#8217;&egrave; riuscito, Gallardo c&#8217;&egrave; riuscito, ha giocatori fortissimi e ne aggiunge un altro ogni volta che ne perde uno. Speriamo che l&#8217;ultima giornata dell&#8217;ultimo campionato sia stata destabilizzante per loro. Se l&#8217;Argentina ci riuscisse come nazionale, cambierebbero le sorti del calcio mondiale. Hanno talento esattamente come il Brasile&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto &egrave; stata importante la figura di Lippi in Germania?</strong></span><br /><span>&#8220;Ovviamente l&#8217;hanno detto un po&#8217; tutti, non posso non ricordare quanto Lippi fu importante. Una nazionale con grandissimo talento, con giocatori mostruosi, ma non era la nazionale pi&ugrave; forte: il Brasile era pi&ugrave; forte. Vincemmo perch&eacute; fummo grandi lottatori, ma perch&eacute; lui dal primo giorno, cre&ograve; una squadra di club, che in nazionale non &egrave; mai facile. Ti vedi una volta ogni 30 giorni, ognuno ha i suoi malumori. Lui cre&ograve; un gruppo di amici in due anni, poi l&#8217;ha gestita bene anche a livello tecnico-tattico, ma ha creato un qualcosa di diverso. Quella nazionale partiva con grande pressione, grande importanza per quel trionfo e per me, se non ci fossero stati 60 minuti e i rigori in finale l&#8217;avrei assaporato con un sapore agrodolce. Ho sempre sentito la sua fiducia, anche quando era incazzatissimo, anche quando ero squalificato. Ho sempre sentito che qualora ci fosse stata l&#8217;opportunit&agrave; di rientrare la&#8217;vrei potuto fare. Peruzzi mi disse che mi voleva ributtare dentro in finale. Partivo come un panchinaro che doveva fare il suo di l&igrave; a poco, cos&igrave; fu e rimane il ricordo pi&ugrave; memorabile della mia carriera calcistica&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Adani: &#8220;Un altro allenatore importante &egrave; Heinze. Lavorando sul fatto che andrai a documentarti, quali sono i primi 2-3 appuntamenti che pensi di avere in agenda? La partita con l&#8217;Atletico Tucuman l&#8217;abbiamo messa in preventivo, campiamo di rendita dal 9 dicembre 2018&#8230; (vittoria del River sul Boca nella finale di Libertadores, ndr&#8221;).</strong></span><br /><span>&#8220;Gabi Heinze &egrave; un allenatore interessantissimo, andando in Argentina e avendo opportunit&agrave; di vedere partite a ripetizione ho potuto vederlo. Aveva giocatori interessanti al Velez, lui &egrave; andato via, parlando con un DS italiano si sa anche in Europa quanto sia bravo. Sarei contento se si riaprissero per lui le porte del calcio europeo. Crespo mi ha impressionato al Banfield, una squadra medio piccola che ci ha messo in grossa&nbsp; difficolt&agrave;. Penso che avr&ograve; bisogno di sentire tutti, mille allenatori, di scrutarli, posso imparare da tutti. C&#8217;&egrave; un proverbio africano che dice che un bambino in piedi non riesce a vedere dove vede un vecchio seduto. E io sono un bambino. Chi si affaccia a questa professione, se pu&ograve; partire dal migliore di tutti e non lo fa sbaglia. E il migliore &egrave; Guardiola: se avr&ograve; opportunit&agrave; partir&ograve; da lui. Poi ci sono allenatori bravi in Italia, Gattuso, De Zerbi che mi fa impazzire. Tanti, dai quali devo imparare molto. Saranno viaggi professionali e di divertimento. Andr&ograve; a vedere allenatori di altri sport, voglio contattare Pozzecco per il rapporto che hai coi giocatori. Le dinamiche penso che siano simili. Avr&ograve; un bel giro da fare. Se non imparer&ograve; niente perch&eacute; sono un asino, almeno mi sar&ograve; divertito. La terza: chi &egrave; del Boca &egrave; sempre la festa dopo la partita con il Gimnasia. Ma anche quella dopo la semifinale persa: in piedi, occhi lucidi e saluti. Non mi voglio attribuire il titolo di argentino, ma un amore cos&igrave; &egrave; solo da applaudire&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ci racconti del trucco e parrucco per mimetizzarti in Sud nel derby?</strong></span><br /><span>&#8220;&Egrave; nata come una battuta, uno scherzo. Avevo questa grande voglia di andare in curva, ma senza essere preso in braccio tipo Oronzo Can&agrave;, volevo passare in osservato. Inizialmente volevo andare a Firenze, ma la Roma arrivava da una serie di vittorie di fila e scaramanticamente non andai. Fu l&#8217;unica maniera per poter passare inosservato. Un ragazzo dietro di me mi ha riconosciuto dopo un secondo e lo ringrazio per avermi permesso di godermi lo spettacolo&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Giuseppe De Bellis: &#8220;Qualche tempo fa mi hai detto che il giorno pi&ugrave; difficile sarebbe stato l&#8217;ultimo a Trigoria. &Egrave; stato davvero cos&igrave;?&#8221;</strong></span><br /><span>&#8220;Voglio chiarire una cosa. &Egrave; stato il giorno pi&ugrave; difficile della mia ultima esperienza. Non significa che abbia smesso a Roma, non &egrave; stato lasciare la Roma, ma chiudere quella porta per l&#8217;ultima volta. &Egrave; stato difficile, io l&igrave; dentro non ci rientrer&ograve; pi&ugrave;, perch&eacute; &egrave; la camera dove ho dormito di pi&ugrave; in vita mia, &egrave; un posto che non rivedr&ograve; mai pi&ugrave;. &Egrave; stata una bella botta, un momento nel quale mi hanno tremato pi&ugrave; le mani&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Luca Marchegiani: &#8220;Qual &egrave; la difficolt&agrave; principale che ti aspetti per cominciare la carriera da allenatore? Ho sentito nomi di allenatori che pensi di andare a vedere, tutti abbastanza innovativi. Come giudichi il livello del nostro calcio rispetto alle nuove proposte dal punto di vista tecnico-tattico?&#8221;</strong></span><br /><span>&#8220;Difficolt&agrave; ne incontrer&ograve;, mi aiuto da solo pensando cos&igrave;. Non so se so fare alcune cose: dovr&ograve; organizzare un precampionato, formare uno staff, parlare alla gente da un&#8217;altra prospettiva. Tutti ti devono seguire, magari inizier&ograve; da un livello pi&ugrave; basso di quello che ho vissuto da calciatore e dovr&ograve; accettarlo. Difficolt&agrave; che spero di superare. Riguardo gli allenatori, ho citato allenatori innovativi, ma devo imparare tanto dagli altri, pi&ugrave; pragmatici. Il livello del calcio in Italia si sta direzionando verso lo spettacolo: la sensazione &egrave; che anche le piccole squadre abbiano iniziato a proporre qualcosa di interessante. Il Barcellona di Guardiola ha cambiato la percezione del calcio, il pericolo &egrave; abusarne, abusare del palleggio e di idee propositive quando la squadra non &egrave; all&#8217;altezza. Posso citare altri allenatori, come Fonseca. Mi complimentai con lui dopo Roma-Shakhtar, mi aveva fatto una grande impressione&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Da chi rubiamo qualcosa di quelli che hai avuto?</strong></span><br /><span>&#8220;Non voglio dare risposte paracule, ma devo rubare da tutti, anche da chi mi &egrave; piaciuto di meno. Si ruba anche cercando di non ripetere errori gravi. Se penso a chi mi ha segnato penso a Spalletti, insieme a Luis Enrique. Come gestione del gruppo sono un tranquillone, ma un pizzico di atteggiamento &agrave; la Capello non guasta mai&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Quale soprannome ti &egrave; pesato di pi&ugrave;? Capitan Futuro o Nino?</strong></span><br /><span>&#8220;Questo non &egrave; di Roma, &egrave; di Ostia! Da piccolo avevo questa scodella bionda, a Roma non c&#8217;&egrave; nessuno che non abbia un soprannome, ero Nino riferito a Nino D&#8217;Angelo, finch&eacute; non sono diventato Capitan Futuro&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Paolo Cond&ograve;: &#8220;Hai avuto modo di pensare ai tuoi progetti tecnici? Puoi raccontare il primo giorno al campo di allenamento del Boca?&#8221;</strong></span><br /><span>&#8220;I progetti sono tutti in stand-by. Pensare a queste cose in questo momento non mi sembrerebbe giusto. Ho grande voglia di fare questo lavoro, ho fretta, smanio, ma mi sento circondato da un alone di tristezza, di difficolt&agrave;, di tutto il mondo. Andare a pensare al corso, alle squadre mi sembra un po&#8217; ridicolo. Il primo giorno, non ricordo se fosse il primo o il secondo, facemmo questa partitella. Ero abituato ai Primavera della Roma, che tendono a levare un po&#8217; il piede. Ci fu questo contrasto con questo torello di 170 cm per 100 kg e mi ha ribaltato, un animale. Si &egrave; subito fermato, pensando di fare qualcosa di male, gli dissi di continuare cos&igrave;. Da loro era inverno, campo fangoso, il paradiso&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Leonardo Bonucci: &#8220;Eicordi quando ti ho tirato la scarpetta? Raccontalo!&#8221;</strong></span><br /><span>&#8220;Questa &egrave; lunga. Parliamo di un ragazzo del quale tutti i miei conoscenti mi dicono che &egrave; odioso. C&#8217;&egrave; una percezione di Leo che &egrave; totalmente sbagliata. Un professionista incredibile, mi spiace che si pensi che sia antipatico. A volte lo &egrave; in campo, ma &egrave; frutto della maglia che indossa, quella squadra ti d&agrave; quell&#8217;impostazione l&agrave; ed &egrave; un motivo per cui vincono sempre. In allenamento lui mi tir&ograve; uno scarpino, che slitt&ograve; e mi prese col tacchetto. La cosa era diventata un po&#8217; meno scherzo, poi dopo un minuto pass&ograve; tutto. &Egrave; uno dei ragazzi che ricordo con pi&ugrave; piacere, quel tavolo era una bolgia. Grandi momenti insieme&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Luca Marchegiani: &#8220;Hai un rammarico in carriera?&#8221;</strong></span><br /><span>&#8220;Senza entrare nel dettaglio: non aver vinto qualcosa di importante, di strappalacrime, con la Roma. Ieri vedevo uno speciale su Di Bartolomei, o lo scudetto di Francesco. &Egrave; un rammarico grande. A volte vengo tacciato di aver avuto poche ambizioni, ma ho avuto l&#8217;ambizione di provare a vincere dove non si vince mai, in una squadra meno forte delle sue avversarie. Mi sento in pace con la mia coscenza, ma il rammarico c&#8217;&egrave;. Le cose non vanno sempre come uno spera. Se guardo la mia carriera sono fortunato, se guardo la bacheca &egrave; abbastanza vuota e mi dispiace&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Paolo Di Canio: &#8220;Il calcio inglese? Ci hai fatto qualche pensiero? In che squadra ti saresti visto? Con Roy Keane&nbsp;o con Paul Scholes? O con Gerrard? O con Mourinho, insieme a Lampard?&#8221;</strong></span><br /><span>&#8220;Risposta secca: da quando sono piccolo ho sempre amato molto il Manchester United. Proprio perch&eacute; mi ha citato loro &egrave; giusto che non ci sia andato. Riguardo al Boca, era proprio un mio desiderio. A posteriori era fare un paio di stagioni delle mie, con 50-60 partite in quello stadio, con quella maglia&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Messaggio di Gianmarco Pozzecco: &#8220;Potrai prendere tantissimi spunti negativi dai miei allenamenti. Vieni a vedere un mio allenamento, fai esattamente il contrario e hai successo (ride, ndr). &Egrave; giusto dirti che le porte sono aperte, puoi venire quando vuoi e speriamo che tutto ci&ograve; accada presto, in una situazione migliore di quella di oggi&#8221;.</strong></span><br /><span>&#8220;Che dire, mi fa un grande effetto. Sono un appassionato di basket, &egrave; stato sempre una sorta di punto di riferimento, mi &egrave; sempre piaciuto tantissimo vederlo. Da allenatore sta facendo grandi cose, non devo vedere come spiega il pick&#8217;n&#8217;roll, ma come interagisce con i giocatori. Sar&agrave; un bel viaggio, con lui non mi annoier&ograve; sicuramente&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Cosa ci lascer&agrave; un momento del genere? Come ripartire?</strong></span><br /><span>&#8220;Penso che porteremo via da questo momentaccio delle cose positive se in questo momento remeremo nella stessa parte. &Egrave; adesso che dobbiamo sentirci sulla stessa barca, tra nord e sud c&#8217;&egrave; una differenza gigante. Penso che questo popolo possa risollevarsi, una delle cose pi&ugrave; intelligenti la disse Balotelli, prima di politici e dottori: ha detto di avere una madre di una certa et&agrave; e che non le vuole attaccare nessuna malattia. &Egrave; facendo le cose normali che ne usciremo, poi ci sono scienziati e politici che si devono occupare di cose pi&ugrave; importanti. Siamo una popolazione che ha sempre dimostrato di avere la pelle dura&#8221;.</span></p>
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		<title>Conte: &#8220;Mi sono innamorato di Roma, un giorno la allenerò. Oggi le condizioni non ci sono&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Conte, nel mirino della Roma, ha rilasciato una lunga intervista per la Gazzetta della Sport in cui parla della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/conte-mi-sono-innamorato-di-roma-un-giorno-la-allenero-oggi-le-condizioni-non-ci-sono/">Conte: &#8220;Mi sono innamorato di Roma, un giorno la allenerò. Oggi le condizioni non ci sono&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Antonio Conte</strong>, nel mirino della <strong>Roma</strong>, ha rilasciato una lunga intervista per la <em>Gazzetta della Sport</em> in cui parla della possibilit&agrave; di sedersi sulla panchina del club giallorosso:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>I tifosi della Roma sognano Totti presidente e Conte allenatore. Rimarr&agrave; un sogno?&nbsp;</span></strong><br /><span>&#8220;<em>Mi sono innamorato di Roma frequentandola nei due anni in cui sono stato ct della Nazionale. All&rsquo;Olimpico senti la passione da parte di questo popolo che vive il calcio con un&rsquo;intensit&agrave; particolare, che per la Roma va fuori di testa. Che vive &ldquo;per la Roma&rdquo;. Un ambiente molto passionale, che ti avvolge. Oggi le condizioni non ci sono, ma penso un giorno, prima o poi, andr&ograve; ad allenare la Roma</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Un ritorno alla Juve?</span></strong><br /><span><em>&#8220;Penso che la Juve abbia iniziato un percorso e penso che siano molto contenti di Allegri che sicuramente ha continuato il lavoro, sta facendo molto bene. Un domani non si sa mai</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Una societ&agrave; che voglia Conte cosa deve proporgli?</span></strong><br /><span>&#8220;<em>L&rsquo;esperienza che ho fatto all&rsquo;estero mi ha reso pi&ugrave; forte e completo. La consiglierei a qualsiasi allenatore italiano. &Egrave; dura, per&ograve; ti migliora. Oggi se qualcuno mi chiama sa che io devo incidere, con lamia idea di calcio e con il mio metodo. Non sono un gestore, non credo che l&rsquo;obiettivo di un allenatore sia fare meno danni possibile. Se pensano questo, le societ&agrave; non mi chiamino. Trovo umiliante per la categoria sentire una cosa del genere. Io voglio incidere, perch&eacute; sono molto severo con me stesso. Poi ho un problema: la vittoria. Che sento come l&rsquo;obiettivo del mio lavoro. Il percorso per arrivarci &egrave; fatto di lavoro, di sacrificio, di unit&agrave; d&rsquo;intenti, di pensare con il noi e non con l&rsquo;io. Non ne conosco altri</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Vale anche per Inter o Milan?&nbsp;</span></strong><br /><span>&#8220;<em>Vale per qualsiasi squadra. Io devo avere la percezione di poter battere chiunque. Devo sentire che vincere &egrave; possibile. Altrimenti, senza problemi, posso continuare a restare fermo</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Perch&eacute; negli otto anni di scudetti, n&eacute; nel ciclo suo n&eacute; in quello di Allegri, la Juventus riesce a vincere in Champions?</span></strong><br /><span>&#8220;<em>Parliamo di cicli totalmente diversi. Io prendo una Juve non protagonista assoluta, anzi scomparsa dalla Champions. Avevamo giocatori buoni con poca esperienza, tranne Pirlo, in Champions. Di qui i risultati. Il Chelsea era arrivato 10&deg;, non aveva partecipato neanche all&rsquo;Europa League. Abbiamo vinto la Premier e l&rsquo;anno dopo fatto la Champions. Passato il primo turno, siamo usciti con il Barcellona. Cicli diversi. In quegli anni si faceva di necessit&agrave; virt&ugrave;. Non mi &egrave; mai capitato di prendere una squadra ai vertici. Sono sempre partito da situazioni difficili e sono riuscito a conquistare la vetta. La Juve oggi &egrave; cresciuta. La struttura &egrave; al livello delle prime 3-4 del mondo</em>&#8220;.</span></p>
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		<title>Conte: &#8220;Ci sono probabilità che allenerò in Italia come all&#8217;estero&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[sono]]></category>
		<category><![CDATA[ci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Conte risponde alle domande de &#8220;Le Iene&#8221;. Sottoposto alla macchina della verit&#224;, le domande sono incentrate su quale squadra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/conte-ci-sono-probabilita-che-allenero-in-italia-come-allestero/">Conte: &#8220;Ci sono probabilità che allenerò in Italia come all&#8217;estero&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Antonio <strong>Conte</strong> risponde alle domande de &#8220;Le Iene&#8221;. Sottoposto alla macchina della verit&agrave;, le domande sono incentrate su quale squadra allener&agrave; prossimamente e tra le ipotesi ci sono Roma, Inter, Paris Saint Germain e un ritorno alla Juventus.</span></p>
<p><span><strong>A settembre sar&agrave; l&#8217;allenatore del Milan?</strong> </span><br /><span><em>&#8220;No&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dell&#8217;Inter?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>No</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Della Roma?</strong> </span><br /><span><em>&#8220;No</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Della Juventus? </strong></span><br /><span><em>&#8220;No&#8221;</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Del Paris Saint-Germain? </strong></span><br /><span><em>&#8220;No. Non posso dire s&igrave; per nessuna squadra perch&eacute; non c&#8217;&egrave; niente&#8221;</em> (la macchina della verit&agrave; registra dello stress)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ci sono stati contatti con squadre di serie A?</strong></span><br /><span><em>&#8220;Personalmente no, &egrave; un po&#8217; presto&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>E&#8217; vero che ha incontrato Maldini? </strong></span><br /><span><em>&#8220;No&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ha sentito la dirigenza del Milan? </strong></span><br /><span>&#8220;<em>No</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Andrea Agnelli della Juventus? </strong></span><br /><span>&#8220;<em>No</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il presidente del PSG Al-Khela&iuml;fi? </strong></span><br /><span><em>&#8220;No, in passato s&igrave;, ma non adesso&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ha mai incontrato Marotta?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>No</em>&#8220;. ( anche in questo caso la macchina della verit&agrave; registra dello stress)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Allenerai in Italia?</strong></span><br /><span><em>&#8220;Ci sono buone probabilit&agrave;, come anche che allener&ograve; all&#8217;estero. Ma c&#8217;&egrave; anche la probabilit&agrave; di restare fermo. La priorit&agrave; &egrave; andare in una societ&agrave; che mi permetta di lottare per vincere&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Tradotto in percentuale?</strong></span><br /><span>&#8220;60% di probabilit&agrave; che resto in Italia, 30% che vado all&#8217;estero e 10% che rimango ad aspettare&#8221;.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/conte-ci-sono-probabilita-che-allenero-in-italia-come-allestero/">Conte: &#8220;Ci sono probabilità che allenerò in Italia come all&#8217;estero&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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