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	<title>americana Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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	<title>americana Archivi - Insideroma</title>
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		<title>La Roma americana ha toccato il fondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL MESSAGGERO &#8211; TRANI &#8211;&#160;Profondo giallorosso. A&#160;San Siro&#160;evapora definitivamente l&#8217;ambizione. E in classifica viene a galla solo il ridimensionamento.&#160;Mai la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL MESSAGGERO &#8211; TRANI &#8211;&nbsp;Profondo giallorosso. A&nbsp;San Siro&nbsp;evapora definitivamente l&rsquo;ambizione. E in classifica viene a galla solo il ridimensionamento.&nbsp;Mai la Roma,&nbsp;da quando nell&rsquo;agosto del 2011 sono sbarcati a Trigoria gli americani,&nbsp;era stata cos&igrave; lontana dal quarto posto, obiettivo principale e vitale per il club,&nbsp;ingolosito dalla vetrina internazionale del pi&ugrave; prestigioso torneo continentale e ancora di pi&ugrave; dall&rsquo;introito garantito, circa 50 milioni a stagione,&nbsp;dalla partecipazione alla&nbsp;Champions.&nbsp;La squadra di&nbsp;Fonseca&nbsp;alla giornata&nbsp;numero 28&nbsp;del torneo&nbsp;ha 9 punti dall&rsquo;Atalanta.</span></p>
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		<title>Tra Totti e la Roma americana finisce a coltellate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL TEMPO &#8211; AUSTINI &#8211; Parte con un annuncio amarissimo: &#171;Alle 12.41 del 17 giugno 2019 ho mandato una mail [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL TEMPO &#8211; AUSTINI &#8211; Parte con un annuncio amarissimo: &laquo;Alle 12.41 del 17 giugno 2019 ho mandato una mail al Ceo della Roma dove scrivo un po&rsquo; di frasi per me inimmaginabili, ho dato le mie dimissioni&raquo;. Salone d&#8217;Onore del Coni, davanti a lui una platea di quasi trecento persone tra amici, giornalisti, fotografi e operatori, all&rsquo;inizio la voce &egrave; spezzata dall&rsquo;emozione. Poi parte come un fiume in piena che spazza via tutto e tutti senza piet&agrave;, buttando addosso alla Roma americana la rabbia accumulata in otto anni, i primi sei da giocatore e gli ultimi due da dirigente, &laquo;in cui mi hanno sempre considerato un peso&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Francesco Totti prova a celebrare in diretta televisiva nazionale il funerale della Roma made in Usa, con la sua potenza mediatica superiore a chiunque tra gli sportivi di questo Paese. Un&rsquo;ondata non arginabile. Sincera, perch&eacute; la realt&agrave; che descrive &egrave; quella che ha visto dal suo punto d&rsquo;osservazione: una societ&agrave; che non lo ha mai preso in considerazione nelle decisioni. Gli effetti delle sue accuse sono pesantissimi per la societ&agrave;, gi&agrave; disintegrata durante tutta la stagione, culminata con il divorzio polemico di De Rossi e ora un altro tsunami.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Totti tira fuori tutto quello che ha dentro, non risparmia nessuno tranne rare eccezioni, da Pallotta ai dirigenti, dal-le persone che a suo dire non lo vedono bene dentro Trigoria, fino ai giocatori facendo dei distinguo ben chiari: oltre all&#8217;amicizia confermata con De Rossi, la benedizione come erede preferisce darla a Lorenzo Pellegrini piuttosto che al capitano attuale Florenzi. Parla Totti e quindi ogni cosa ha un peso triplo e diventa il verbo per il popolo romanista da sempre ai piedi del miglior giocatore di sempre. Qualcuno lo critica ma sono la minoranza, la gente sta con lui perch&eacute; lo vede pi&ugrave; sincero e dedito alla causa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tra una bordata e l&rsquo;altra la bandiera giallorossa fa capire che tornerebbe solo con un&rsquo;altra propriet&agrave; e che girando il mondo ha raccolto l&rsquo;interesse &#8211; finora solo a parole &#8211; di diversi potenziali investitor per il club. Fatti concreti ancora nulla, lo chiarisce, ma aspetta e spera. Oggi parte per le vacanze e avr&agrave; tempo per capire da dove pu&ograve; ricominciare a lavorare, oltre agli inviti personali che lo rendono un&rsquo;industria ricchissima di se stesso. &laquo;Ho ricevuto tante offerte, mi ha chiamato stamattina pure una squadra italiana&raquo;. &Egrave; la Sampdoria di Massimo Ferrero, che aveva contattato anche De Rossi. Lui, da romano, sa bene come accattivarsi i consensi. Pallotta, invece resta un freddo uomo di business. E al momento perde quella che in realt&agrave; &egrave; sempre stata una guerra fra due mondi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Pallotta: &laquo;Si fida delle persone sbagliate e non viene. Ora cambi rotta&raquo;</span><br /><span>Totti accusa Pallotta di essere poco presente e di fidarsi delle persone sbagliate: &laquo;Il presidente deve cambiare rotta. Se io avessi Totti e De Rossi gli darei in mano tutto, Pallotta invece si circonda di persone sbagliate e continua a farlo. Ma se sbaglio da 8 anni, me la far&ograve; una domanda?&raquo;. Poi rinacara la dose: &laquo;Qualcuno mi ha pugnalato dentro Trigoria, ma non far&ograve; mai i nomi, per&ograve; non vogliono che io sia l&igrave; dentro. Ci sono delle persone che fanno il male della Roma, Pallotta tante cose non le sa eppure continua a fidarsi sempre degli stessi. Io conosco Trigoria come le mie tasche, invece ognuno fa il bene di se stesso. Delle cose che arrivano a Boston, solo un 10% &egrave; la verit&agrave;. Nelle ultime settimane ha cercato in tutti i modi di trattenermi, mentre in due anni non ho mai sentito nessuno. Lui non c&#8217;&egrave; mai e sbaglia perch&eacute; il capo deve stare qua altrimenti i giocatori fanno come gli pare&raquo;. Quindi sulle cessioni dei campioni: &laquo;Purtroppo ci sono problemi finanziari. E per questo devi vendere giocatori importanti e la squadra s&#8217;indebolisce. Ma alla gente bisogna dire la verit&agrave;, anche se &egrave; brutta&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Baldini: &laquo;Non avr&ograve; mai un rapporto con lui, Londra decide tutto&raquo;</span><br /><span>Senza accusarlo direttamente, l&rsquo;ex capitano giallorosso conferma la sua distanza di vedute con il consigliere del presidente, Franco Baldini, colui che secondo Totti ha deciso di farlo smettere di giocare e poi di non dargli poteri da dirigente. &laquo;Il rapporto con lui Baldini non c&rsquo;&egrave; mai stato e mai ci sar&agrave;. Uno di noi due doveva scegliere e mi sono fatto da parte io, troppi galli a cantare non servono&raquo;. Secondo il capitano &egrave; il dirigente toscano l&rsquo;ispiratore di alcune scelte che condizionano Pallotta. &laquo;L&#8217;ultima parola era sempre a Londra. Solo quando erano in difficolt&agrave; mi hanno chiesto un aiuto. Avr&ograve; fatto dieci riunioni in due anni. Adesso, anche se andasse via Baldini non tornerei.&raquo;. Per Totti il trattamento &egrave; stato chiaro: &laquo;Io per questa societ&agrave; sono stato un peso, ero troppo ingombrante sia da calciatore che da dirigente. Mi hanno fatto male entrambe le cose, la seconda di pi&ugrave;. Questa &egrave; peggio, preferivo morire. Non &egrave; stata colpa mia, perch&eacute; non ho avuto mai la possibilit&agrave; di esprimermi e non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Gli altri dirigenti: &laquo;Baldissoni mi ha indirizzato, ma dove? Altri felici se si perde&raquo;</span><br /><span>Non solo Baldini, il simbolo romanista ne ha per gli altri dirigenti. Su Baldissoni non inferisce: &laquo;Ha cercato di indicarmi la strada, non so quale&#8230; Mi ha aiutato sotto alcuni punti di vista, ma non ce l&rsquo;ho con lui. Lui fa parte dei dirigenti. &Egrave; una carica importante quella del vice presidente&raquo;. Poi, senza fare nomi, lancia una delle accuse pi&ugrave; pesanti: &laquo;A fine partita vedere alcuni giocatori che quando perdono ridono&#8230; ti fa girare le palle. I tifosi alcune cose non le sanno. C&#8217;&egrave; qualche dirigente che &egrave; contento delle sconfitte, &egrave; la realt&agrave;. Non far&ograve; mai i nomi, neanche sotto tortura, ma &egrave; cos&igrave;. La Roma deve essere la Roma, al primo posto davanti a tutto. Se hai queste persone dentro Trigoria, non vai da nessuna parte. Se sei unito non deragli e vai dritto fino alla fine. Tutti uniti si pu&ograve; fare qualcosa, se qualcuno esce dal binario sei finito. Di Francesco, che non ho portato io, ha chiesto 4-5 giocatori, non gliene hanno preso uno&raquo;. E racconta, senza nominarli, di aver sconsigliato l&rsquo;acquisto di Pastore reduce da &laquo;tremila infortuni&raquo; e suggerito quello di Ziyech senza essere ascoltato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I romani: &laquo;Florenzi non chiama, Pellegrini s&igrave; ed &egrave; super. De Rossi non avvisato&raquo;</span><br /><span>Uno dei passaggi pi&ugrave; delicati arriva quando gli chiedono se i romani rimasti in squadra, Florenzi e Pellegrini. lo abbiano contattato alla notizia dell&#8217;addio. La risposta fa capire chiaramente dei due sente pi&ugrave; vicino e in grado di fare il capitano: &laquo;Non ho sentito Florenzi, ho sentito Lorenzo. Gli faccio i complimenti per ieri, anche se glieli ho gi&agrave; fatti via Instagram. Non ci credeva, ma ci creder&agrave;. A lui ho promesso tante cose, e spero che queste cose possano avverarsi. &Egrave; un ragazzo speciale, forte, sia in campo che fuori. &Egrave; una persona pulita, pu&ograve; fare bene alla Roma, pu&ograve; dare tanto a questa societ&agrave; e a questa maglia. Lui la onorer&agrave; fino alla fine perch&eacute; &egrave; un tifoso della Roma. Qualche romano dentro la Roma serve sempre&raquo;. C&#8217;&egrave; spazio anche per parlare del contratto non rinnovato a De Rossi. &laquo;Gi&agrave; da settembre dissi: &ldquo;Se pensate che &egrave; l&rsquo;ultimo anno, diteglielo subito, non fate come avete fatto con me che lo avete detto a due giornate dalla fine&rdquo;. Lui va rispettato, &egrave; una bandiera della Roma. Tutti mi dicevano che dovevano valutare e cos&igrave; via. Il problema di Trigoria &egrave; che le cose vanno fatte subito&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Fienga: &laquo;E l&rsquo;unico che voleva darmi potere. Ranieri uomo vero&raquo;</span><br /><span>Tra i pochi salvati dalle bordate di Totti, il ceo Guido Fienga. &laquo;E l&rsquo;unico che ci ha messo la faccia e lo ringrazio, che mi ha detto che se comandasse lui sarei stato il direttore tecnico. Fienga me lo disse tre mesi fa che mi avrebbe fatto fare il direttore tecnico. Dal primo contratto firmato tutti sapevano che avrei voluto fare il direttore tecnico. Se c&#8217;&egrave; per&ograve; uno che ti mette il bastone tra le ruote e trova ogni volta un intoppo&#8230; Io non sono stupido. Nessun altro mi ha fatto questa proposta. &Egrave; inutile continuare su questa strada&raquo;. Quindi tira in ballo l&rsquo;ultimo allenatore giallorosso: &laquo;Su Claudio Ranieri ho preso una decisione che altri volevano non prendessi. Oggi lo ringrazio, perch&eacute; sarebbe venuto anche gratis per la Roma, ha fatto il massimo per noi ed &egrave; un uomo vero. Appena l&#8217;ho chiamato, non abbiamo parlato di niente e mi ha detto &ldquo;domani sono a Trigoria&rdquo;. I romanisti devono esserne fieri e infatti gli hanno dato un contributo all&rsquo;addio di Daniele ed &egrave; doveroso ringraziarlo oggi. Le dichiarazioni di Pallotta? Non sono qui ad andare contro di lui, non mi serve dare bugie. A che pro? Dico la verit&agrave;&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Fonseca: &laquo;E bravo e preparato ma per lavorare bene serve pi&ugrave; serenit&agrave;&raquo;</span><br /><span>Sull&rsquo;allenatore scelto, non da lui, Totti ha questa idea: &laquo;Fonseca deve trovare un ambiente sereno e tranquillo, una strada percorribile senza intoppi. Deve essere bravo, la gente lo stima per quello che ha fatto e per come si &egrave; messo a disposizione. Da quello che ho visto &egrave; un grande allenatore, ha studiato e fatto bene allo Shakhtar e spero che possa fare bene in questa squadra&raquo;. E Totti ci sar&agrave; allo stadio? &laquo;S&igrave;, perch&eacute; no. Sono sempre tifoso della Roma, pu&ograve; darsi che vado in Curva Sud, anche se l&igrave; non si vede la partita. La partita non la vedr&ograve;, metter&ograve; una parrucca. Anzi, prendo De Rossi e andiamo in Curva a vedere una partita se non va a giocare da un&rsquo;altra parte&raquo;. E in sala scatta l&#8217;applauso. Nessun attrito con DDR nonostante l&#8217;inchiesta de La Repubblica che ipotizzava una fronda di Daniele contro di lui. &laquo;Mi fido al 100% di De Rossi, ci metto la mano sul fuoco che non &egrave; stato lui a dire e pensare quelle cose. Alla Roma avrei potuto dare un contributo, non cambiarla,. Di promesse ce ne sono state tante&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Conte: &laquo;Ho chiamato solo lui e aveva quasi accettato Altri non li ho sentiti&raquo;</span><br /><span>Questione allenatore, Totti svela quanto si fosse speso su Conte, quasi convinto di accettare la proposta della Roma &laquo;Su tutto quello che &egrave; stato scritto, l&rsquo;unico allenatore che ho chiamato &egrave; Antonio Conte. Mihajlovic, De Zerbi, Gasperini, Gattuso e cos&igrave; via non li ho mai chiamati. Una persona ho chiamato: Antonio Conte, il resto tutta fantascienza. Se fanno passare che ho chiamato tutti e che mi hanno detto di no, e l&rsquo;unico che non ho chiamato &egrave; Fonseca che &egrave; l&rsquo;unico che ha accettato, non va bene. Per stupido non ci passo. Tutto quello che viene scritto &egrave; lo 0% di verit&agrave;. Io e Fienga, prima che Pallotta sapesse di questa cosa, abbiamo alzato il telefono: &ldquo;L&rsquo;unico che pu&ograve; cambiare la Roma in questo momento &egrave; Conte e dare una risonanza diversa all&#8217;ambiente e ai risultati. Lui ci aveva dato l&rsquo;ok, poi ci sono stati dei problemi e ha cambiato idea&raquo;. Perch&eacute;? &laquo;Conte doveva venire per una rivoluzione, ma lui voleva una continuazione. Qua in questo momento devi innanzitutto vendere. Ora devi fare una squadra dal quarto posto in su&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Malag&ograve; e gli acquirenti: &laquo;Tornerei con lui. Il club interessa&raquo;</span><br /><span>La bandiera romanista si augura un cambio di propriet&agrave;. &laquo;Ho girato spesso in vari continenti. Soprattutto in Kuwait, a Doha o Dubai. Ci sono tante persone che vorrebbero fare investimenti, ma finch&eacute; non vedo il nero su bianco non ci credo. La Roma &egrave; amata e stimata in tutto il mondo e tutti la vorrebbero prendere. Stare qui per&ograve; a dire che c&#8217;&egrave; uno o l&rsquo;altro &egrave; inutile. Non mi posso esporre perch&eacute; so niente su tutto ci&ograve;&raquo;. Ma se dovesse spuntare una cordata con Malag&ograve; presidente, &laquo;spero che mi chiamer&agrave; in quel caso, mi basta un po&rsquo; pi&ugrave; di potere. Quando dico io una cosa non va bene, a me non serve stare davanti a tutti, a loro s&igrave;&raquo;. Progetti per il futuro? &laquo;Posso fare tante cose. Sto valutando tranquillamente, questo mese valuter&ograve; tutte le offerte: ne ho ricevuta una stamattina da una squadra italiana. Juve? Non esageriamo. Ho sempre dato il massimo in quello che ho fatto, e se prender&ograve; una decisione sar&agrave; definitiva&raquo;. A proposito dei tanti impegni che lo hanno allontanato dalla squadra: &laquo;Lo so, il calcetto, il padel, la settimana bianca. Cose che fanno tutti, ma se le faccio io non va bene&raquo;.</span></p>
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		<title>La Roma americana tra sparate e false illusioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; ROBERTO CONSIGLIO &#8211;&#160; &#8220;Se vogliono gettare merda su di me bene, ma io non torno indietro&#8221;. E&#8217; questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &#8211; ROBERTO CONSIGLIO &#8211;&nbsp; &ldquo;<em>Se vogliono gettare merda su di me bene, ma io non torno indietro&rdquo;.</em> E&#8217; questa la frase con cui <strong>James Pallotta</strong>, presidente della squadra di calcio della <strong>AS Roma</strong>, ha voluto rispondere alle numerose iniziative di protesta messe in atto contro di lui in questi ultimi giorni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il rapporto tra il numero uno giallorosso ed tifosi romanisti si &egrave; definitivamente incrinato quando &egrave; arrivata la notizia che la societ&agrave; americana <strong>non avrebbe rinnovato il contratto al capitano Daniele De Rossi</strong>. Molti infatti accusano lo stesso Pallotta di <strong>aver distrutto la squadra</strong>, da quando ne &egrave; <strong>diventato proprietario nel 2011</strong>, e di aver praticamente cancellato quel concetto di &ldquo;<strong><em>romanit&agrave;</em></strong>&rdquo; che, da sempre, caratterizza i tifosi e la squadra capitolina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Lasciando da parte le prese di posizione sulla questione riguardante il rinnovo di De Rossi, in questo pezzo vorremmo mettere in evidenza le varie <strong>attese disilluse che la gestione americana &egrave; riuscita a non rispettare in questi 8 anni</strong>. Gi&agrave; pochi giorni dopo aver chiuso l&#8217;acquisto del club, <strong>Thomas DiBenedetto</strong>, primo presidente americano della squadra giallorossa e predecessore dello stesso Pallotta nel medesimo ruolo, ha affermato: <em>&ldquo;La Roma &egrave; una principessa, ne faremo una regina. Vogliamo vincere subito lo scudetto&rdquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Purtroppo, per&ograve;, <strong>la storia legata ai trofei da esporre a Trigoria &egrave; stata ben diversa</strong>. In questi anni di presidenza d&#8217;oltreoceano, infatti, sono state molte di <strong>pi&ugrave; le delusioni e le amarezze rispetto alle soddisfazioni</strong> che il popolo romanista ha potuto vivere dal punto di vista calcistico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tra le delusioni pi&ugrave; cocenti possiamo ricordare la sconfitta nella finale di <strong>Coppa Italia con la Lazio</strong>, vinta dai biancocelesti quel <strong>26 maggio 2013</strong> grazie ad un gol di Senad Lulić, o i <strong>7 gol presi</strong>, lo scorso 30 gennaio, durante la partita dei <strong>quarti di finale di Coppa Italia contro la Fiorentina.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per quel che riguarda le soddisfazioni ci viene in mente la <strong>semifinale di Champions League</strong>, raggiunta lo scorso anno. I giallorossi, in quell&#8217;occasione, uscirono pi&ugrave; che a testa alta dalla massima competizione europea, contro gli inglesi del <strong>Liverpool</strong>, dopo due partite giocate a viso aperto e in cui furono determinanti, soprattutto nella gara di ritorno, le decisioni del direttore di gara.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Da quella partita <strong>si sarebbe potuto/dovuto ripartire per fare quel definitivo salto di qualit&agrave;</strong> che, a parere di chi scrive, avrebbe fatto diventare la squadra della Citt&agrave; Eterna, col dovuto tempo debito, quasi <strong>a livello dei migliori team calcistici europei</strong>. Tutto questo, per&ograve;, non avvenne perch&egrave;, per scelte societarie in nome del cosiddetto <em>&ldquo;flair paly finanziario&rdquo;,</em> molti giocatori cardine di quella rosa vennero venduti ad altre squadre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I <strong>sostituti</strong> che arrivarono purtroppo, per alcuni fin da subito per altri col passare del tempo, non si <strong>rivelarono all&#8217;altezza di chi se ne era andato</strong>. Fatto sta che, quest&#8217;anno, la Roma rischia seriamente di <strong>dover affrontare il terzo turno preliminare di Europa League</strong>: l&#8217;altra coppa continentale europea che, per&ograve;, sotto numerosi punti di vista, in particolare quello del prestigio e quello finanziario, <strong>non pu&ograve; minimamente essere paragonata alla Coppa dalle grandi orecchie.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ma soprattutto James Pallotta &egrave; stato il presidente che ha dovuto gestire due patate bollenti che pi&ugrave; bollenti non si pu&ograve;: l&#8217;addio alla maglia giallorossa di <strong>Francesco Totti e Daniele De Rossi</strong>. Ma questi due addii, con tutte le similitudini che hanno, presentano anche parecchie differenze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Infatti, se per il primo &egrave; stato un addio &ldquo;<em>graduale</em>&rdquo;, che per&ograve; non ha risparmiato il presidente a stelle e strisce da feroci critiche dai supporter pi&ugrave; ortodossi, <strong>per il secondo James Pallotta &egrave; scivolato su una vera e propria buccia di banana.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Non si capisce come mai l&#8217;addio di DDR, da molti visto come un vero e proprio emblema del &ldquo;<em>romanismo</em>&rdquo; in campo, sia stato scelto in <strong>maniera unilterale negli studi di Boston e in quelli di Londra</strong>, dal confidente pi&ugrave; seguito di Pallotta: <strong>Franco Baldini.</strong> La cosa che lascia ancora pi&ugrave; di stucco &egrave; che, nonostante tutte le critiche arrivate dopo tale decisione, il numero uno giallorosso non si sia fatto vivo e, soprattutto, <strong>non sia in procinto di venire a Roma</strong>, almeno per il momento, per spiegare questa sua decisione che, agli occhi dei pi&ugrave;, &egrave; un vero e proprio <em>&ldquo;suicidio calcistico&rdquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>A tutto ci&ograve; lo stesso presidente yankee ha risposto, pochi giorni fa, con la frase citata all&#8217;inizio del pezzo. Non proprio un modo elegante per dare spiegazioni a chi lo accusa, oltre che di aver distrutto la squadra sotto pi&ugrave; punti di vista, anche <strong>di essere interessato solo alla costruzione del nuovo stadio:</strong> un&#8217;altra patata bollente, per il patron di Boston, visti i numerosi scandali scoppiati al riguardo in questi anni. Insoma, forse la presidenza americana <strong>ha sparato un po&rsquo; troppo in alto all&#8217;inizio della sua avventura romana e poi non &egrave; riuscita a mantenere quello che aveva detto.</strong> Non proprio un bell&#8217;inizio insomma. Se poi ci&ograve; lo fai in una piazza calda come Roma, dove sono molte le voci messe in giro e le speranze che si accendono in poco tempo, ecco che la frittata &egrave; bella che fatta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per chiudere il pezzo vorremo fare <strong>il confronto tra Pallotta &nbsp;altri due esponenti del mondo romano attuale: </strong>il presidente della Lazio <strong>Claudio Lotito</strong> e la sindaca di Roma, in orbita Cinque Stelle, <strong>Virginia Raggi.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;inquilina del Campidoglio vinse, senza troppi patemi d&#8217;animo, il <strong>ballottaggio contro Giachetti</strong> e divent&ograve; <strong>prima cittadina della capitale il 22 giugno 2016</strong>. Essa rappresentava un partito che, a detta di molti e per gli stessi slogan scelti, doveva rappresentare <strong>un vero e proprio cambiamento rispetto alle precedenti amministrazioni</strong> legate a quella che veniva definita <em>&ldquo;la vecchia politica&rdquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Anche in questo caso, insomma, come in casa Roma, ci si attendeva <strong>una vera e propria rivoluzione</strong>. Ed anche in questo caso, nonostante alcune cose buone siano state fatte, le aspettative iniziali sono state abbastanza disilluse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Non vogliamo fare un pezzo &ldquo;<em>politico</em>&rdquo;. Vogliamo per&ograve; far notare che, a quasi tre anni del suo insediamento, la Raggi <strong>non gode pi&ugrave; di quel consenso che la fece arrivare a man bassa sulla poltrona principale dell&#8217;Aula Giulio Cesare</strong>, proprio come accaduto al bostoniano accolto come un salvatore e oggi in &ldquo;esilio&rdquo; quasi permanente oltre oceano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Un <strong>esempio positivo</strong>, almeno da questo punto di vista, per James Pallotta potrebbe essere, con tutte le precauzioni del caso naturalmente, il presidente della Lazio <strong>Claudio Lotito</strong>. Il numero uno biancoceleste, infatti, da quando guida la societ&agrave; di Formello dal luglio 2004, non ha mai detto dichiarazioni sensazionalistiche con cui ha fatto crescere aspettative nei tifosi biancoazzurri per poi illuderle come se nulla fosse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nonostante questo <strong>&egrave; riuscito a mettere su una buona squadra che, negli ultimi anni, ha portato a casa qualche trofeo da esporre in bacheca</strong>. Sebbene abbia molti altri difetti, sotto diversi punti di vista, almeno da questo lato il numero uno laziale sembra aver capito una lezione che James Pallotta, almeno per il momento, sembra ben lontano da comprendere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Cosa succeder&agrave; in futuro non possiamo certo dirlo adesso. Possiamo dire per&ograve; che il tempo <em>&ldquo;dir&agrave; e vedr&agrave;&rdquo;</em>: almeno di questo, ne siamo pi&ugrave; che certi&#8230;..</span></p>
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		<title>Lo squadrone ceduto dalla Roma americana prima dell’addio a Capitan De Rossi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>CORRIERE DELLA SERA &#8211;&nbsp;(&#8230;) La Roma americana non ha vinto nulla, ma le aspettative erano alte e la qualit&agrave; di molti giocatori indubitabile. (&#8230;) Prendendo le valutazione di Transfermarkt, la Bibbia del calciomercato, la Roma ha venduto questa squadra (4-2-3-1): Alisson&nbsp;(62,5 milioni, Liverpool); Rudiger&nbsp;(35, Chelsea), Marquinhos (31,4, Psg),<br />Romagnoli (25, Milan), Emerson&nbsp;Palmieri (20, Chelsea); Strootman&nbsp;(25, Olympique Marsiglia), Pjanic&nbsp;(32, Juve); Gervinho (18, Hebei), Nainggolan&nbsp;(38, Inter), Lamela (30, Tottenham); Salah&nbsp;(42, Liverpool). Belle plusvalenze, anche se adesso Salah&nbsp;ne vale 150. E, soprattutto, garanzie di vittoria se fossero rimasti alla Roma. Almeno un po&rsquo; e almeno per qualche anno in pi&ugrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>La situazione, ora, &egrave; preoccupante. Senza gli introiti della prossima Champions&nbsp;si dovr&agrave; vendere, abbassare il monte ingaggi e fare una squadra di giovani. L&rsquo;addio a De Rossi&nbsp;nasce in quest&rsquo;ottica e non sar&agrave; l&rsquo;unico senatore ad andarsene. Dzeko&nbsp;e Manolas&nbsp;sono i primi. La scelta dell&rsquo;allenatore &mdash; Gasperini favorito,<br />ma la Roma non molla la pista Sarri, che potrebbe essere licenziato dal Chelsea &mdash; nasce in questo senso: una squadra da corsa. Una delle cose che pi&ugrave; ha fatto infuriare Pallotta&nbsp;&egrave; stato il numero degli infortuni (un record: 50!) e De Rossi&nbsp;ha pagato anche questo. (&#8230;).</span></p>
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		<title>Il calendario della tournée americana</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL TEMPO &#8211; MENGHI &#8211; Sar&#224; la&#160;Roma&#160;a rompere il ghiaccio&#160;nell&#8217;International&#160;Champions&#160;Cupcon la sfida inedita contro i messicani del&#160;Chivas&#160;il 16 luglio a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL TEMPO &#8211; MENGHI &#8211; Sar&agrave; la&nbsp;Roma&nbsp;a rompere il ghiaccio&nbsp;nell&rsquo;International&nbsp;Champions&nbsp;Cupcon la sfida inedita contro i messicani del&nbsp;Chivas&nbsp;il 16 luglio a Bridgeview, nell&rsquo;Illinois. Quattro giorni dopo&nbsp;l&rsquo;Arsenal&nbsp;a Charlotte, in Carolina del Nord, poi il&nbsp;Benfica&nbsp;il 24 luglio, in chiusura di tourn&eacute;e, alla Red Bull Arena di Harrison. In tutto una decina di giorni negli States, 3 partite e spostamenti limitati a confronto con le altre italiane impegnate nel torneo, vedi la&nbsp;Juve&nbsp;che se la vedr&agrave; a&nbsp;Singapore&nbsp;contro il&nbsp;Tottenham, in&nbsp;Cina&nbsp;con&nbsp;l&rsquo;Inter&nbsp;e a&nbsp;Stoccolma&nbsp;con&nbsp;l&rsquo;Atletico. Tra&nbsp;Usa&nbsp;ed&nbsp;Europa&nbsp;il&nbsp;Milan.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Tra&nbsp;Buenos&nbsp;Aires&nbsp;e&nbsp;Roma&nbsp;&egrave; scoppiata una polemica che ha protagonista&nbsp;Perotti: tutto nasce dalla visita di&nbsp;Burdisso, diesse del&nbsp;Boca&nbsp;Juniors, a&nbsp;Massara&nbsp;e dalle parole del pap&agrave;&nbsp;Hugo, che aveva ventilato la possibilit&agrave; di un ritorno in Argentina del figlio. &ldquo;Per il momento non torno, ho ancora 2 anni di contratto qui. Mio padre&nbsp;&#8211; replica il romanista a Tyc Sports &#8211;&nbsp;ha fatto un casino e alla Roma si sono arrabbiati&rdquo;. Ma i rapporti con il club restano ottimi</span></p>
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