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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>El Shaarawy: &#8220;La Roma è una squadra da Champions, merita di stare tra le grandi. Di Francesco? Ha dato tutto per la Roma e per noi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[asromacom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stephan El Shaarawy, attaccante della&#160;Roma, ha rilasciato un&#8217;intervista ad asroma.com. Queste le sue parole: Chi era Stephan da bambino? &#8220;Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/el-shaarawy-la-roma-e-una-squadra-da-champions-merita-di-stare-tra-le-grandi-di-francesco-ha-dato-tutto-per-la-roma-e-per-noi/">El Shaarawy: &#8220;La Roma è una squadra da Champions, merita di stare tra le grandi. Di Francesco? Ha dato tutto per la Roma e per noi&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong>Stephan El Shaarawy</strong>, attaccante della&nbsp;<strong>Roma</strong>, ha rilasciato un&rsquo;intervista ad <em>asroma.com</em>. Queste le sue parole:</span></p>
<p><span><strong>Chi era Stephan da bambino?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Un bambino con un&rsquo;infinita passione per il calcio. Da subito. Sono nato con il pallone in mano, che mi ha accompagnato per tutta la vita. Appena ho cominciato a camminare mio padre mi ha portato ai giardini a giocare. Il calcio &egrave; la mia vita&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Non ti piacevano altri sport?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Quasi (ride, ndr). Un giorno mentre ero al parco sotto casa, un ragazzo mi regal&ograve; un pallone da basket con la mano stampata sopra di Michael Jordan. Rimasi molto colpito e andai da mio padre, dicendogli che volevo giocare a pallacanestro. Lui avvert&igrave; Dionigi Donati, l&rsquo;allenatore che avevo ai tempi al Legino, che impazz&igrave; e lo preg&ograve; di farmi cambiare idea. Mio padre lo calm&ograve; e gli disse che voleva farmi almeno provare. Provai tre giorni, ma tornai a casa implorandolo di farmi tornare a giocare a calcio. Da l&igrave; non ho pi&ugrave; smesso&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Quando hai realizzato di avercela finalmente fatta?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Non c&rsquo;&egrave; stato un momento in particolare. Ma quando ho iniziato ad allenarmi con la prima squadra, quando ero al Genoa, sentivo che il mio sogno si stava avvicinando sempre di pi&ugrave;. Ho sempre voluto giocare in Serie A&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Sembra ieri, ma il tuo esordio in Serie A c&rsquo;&egrave; stato dieci anni fa. Te lo ricordi quel giorno? Che sensazioni provavi? Sapevi che sarebbe arrivato il tuo momento?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;&Egrave; stato tutto molto veloce, avevo 16 anni. Pensavo a giocare e a divertirmi. In quel periodo il Genoa non andava benissimo, c&rsquo;erano molti infortunati. Sono andato in panchina la partita prima dell&rsquo;esordio ma non entrai. Alla gara successiva, a Verona contro il Chievo, eravamo cinque Primavera tra i convocati. Jankovic aveva i crampi e il mister mi fece scaldare. In quei minuti sentivo il sogno che si stava avvicinando, sempre di pi&ugrave;, ero teso ed emozionatissimo, ma avevo una voglia incredibile. Entrai sullo 0-0 e segnammo, fui coinvolto nell&rsquo;azione del gol. Oliveira calci&ograve; in porta e segn&ograve; proprio accanto a me e andammo a esultare insieme. Fu un esordio da sogno&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Hai sempre giocato come attaccante?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Da piccolo ho fatto tutti i ruoli, anche il portiere. Poi crescendo sono stato mezzala fino ai Giovanissimi. Sono passato sulla fascia destra, prima di essere spostato sulla sinistra dove sono sempre rimasto: &egrave; quello il mio ruolo principale. Tranne al Padova, dove mi hanno schierato come trequartista&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>C&rsquo;&egrave; un calciatore al quale ti ispiravi o che ammiravi?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Prima era Ronaldinho, ma poi mi sono affezionato a Kak&agrave;. Andavo sempre a vedere le sue skill su YouTube, ogni giorno, quando tornavo a casa e cercavo di riproporle, mi ci allenavo. Da lui ne ho imparate un bel po&rsquo;. L&rsquo;ho sempre ammirato come calciatore e poi, quando l&rsquo;ho conosciuto, anche come persona&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Qual &egrave; il consiglio migliore che hai ricevuto in carriera?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;I consigli pi&ugrave; preziosi sono sempre stati quelli di mio padre. Con lui ho trascorso tutta la mia carriera calcistica. Mi ha sempre seguito, ha cambiato lavoro e vita in funzione della mia carriera. Accompagnava me e altri miei compagni al campo. Ha fatto tantissimi sacrifici e da lui ho imparato proprio questo: bisogna farne tanti, lavorare, mantenere alte le ambizioni, non accontentarti mai. E poi di rimanere umile, a prescindere dai successi&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Questi sono gli stessi consigli che daresti a un giovane che sta per intraprendere la carriera da professionista?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Non accontentarsi mai e cercare di giocare a calcio con passione, la devono vivere con gioia. Da te stesso, per&ograve;, devi pretendere il massimo: non basta mai quello che hai fatto&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>C&rsquo;&egrave; stato un periodo particolarmente difficile che hai vissuto in carriera?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;S&igrave;. Quando mi sono operato nel 2013 al metatarso del piede sinistro. Il mio primo infortunio in carriera. Quello forse rappresenta il giorno pi&ugrave; brutto della mia vita. Fu una ricaduta, perch&eacute; dopo uno stop di tre mesi arriv&ograve; un nuovo infortunio a dicembre, alla seconda partita dal mio ritorno in campo, con il Mondiale a pochi mesi di distanza. Con il dottore scegliemmo la strada dell&rsquo;operazione, ma poi sono arrivato a recuperare solo a maggio. Praticamente sono stato fuori un anno intero&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Cosa hai imparato da quel periodo?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Ho capito quali erano le vere persone su cui potevo contare nella mia vita: la mia famiglia e i miei amici. Dall&rsquo;esterno sono arrivate tante critiche che non mi appartenevano e che mi hanno fatto star male. Quel periodo mi ha insegnato tanto&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Chi &egrave; il tuo migliore amico nella vita?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Ne ho due. Uno si chiama Manuel, lo conosco da quando sono all&rsquo;asilo nido. E l&rsquo;altro &egrave; Aurel, lo conosco dalle medie. Abbiamo passato tantissimo tempo insieme e condividiamo tutto. Loro mi hanno supportato molto nei miei periodi pi&ugrave; bui&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>E nel calcio a chi sei pi&ugrave; legato?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Ho instaurato buoni rapporti in tutte le squadre. Nel tempo magari si perdono i contatti con certi ex compagni di squadra, ma una persona a cui sono molto legato &egrave; Mattia Perin. Con lui ho fatto tutte le giovanili e abbiamo vinto lo Scudetto Primavera insieme. Qui a Roma ho conosciuto un amico: a Lorenzo (Pellegrini, ndr), con lui passo davvero tanto tempo anche fuori dal campo e abbiamo un ottimo rapporto&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>&Egrave; vero che sei il pi&ugrave; forte a biliardo nella squadra?</strong></span><br /><span> <em>&#8220;Dipende. Se giochiamo con il biliardo a buche strette, come quello che abbiamo qui a Trigoria, devo dire che molti miei compagni sono migliorati. Florenzi &egrave; molto forte. Ma in quello che ho a casa, dove gioco a snooker, mi dicono tutti che sono il pi&ugrave; bravo&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Come nasce la passione per lo snooker?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;A me &egrave; sempre piaciuto il pool, ci giocavo spesso a Savona. Nel 2010 in televisione, per&ograve;, davano solo lo snooker e mi sono appassionato a questa specialit&agrave;. Era pi&ugrave; complicato, il tavolo era pi&ugrave; grosso, le buche pi&ugrave; strette e c&rsquo;era tanta tattica. Purtroppo in Italia non c&rsquo;era un posto per giocarci. Sono stato dal 2010 al 2014 solo a guardarlo su Eurosport. Un giorno il commentatore della sfida lesse un Tweet in cui si diceva che stavano aprendo una nuova accademia a Savona, la mia citt&agrave;. Non potevo crederci, ho chiamato subito per ricevere informazioni. Ero al Milan e al primo giorno libero andai a provare. Da quel momento ho iniziato a giocarci, finch&eacute; non mi sono comprato il tavolo e me lo sono messo qui a casa mia a Roma, dove vive anche il campione italiano, Gianluca Manoli, con il quale ogni tanto ci facciamo qualche partita&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Qualche mese fa sei anche andato anche ai Masters a Londra a vedere la partita.</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Il giorno prima avevo segnato al Torino, il mister ci diede due giorni liberi e a Londra c&rsquo;era la finale: non potevo non andare. Oltretutto si sfidavano due dei giocatori che amo di pi&ugrave; in assoluto: Ronnie O Sullivan, il pi&ugrave; forte di tutti i tutti in questa disciplina, e Judd Trump, che sabato verr&agrave; a vedermi anche allo Stadio&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Sappiamo che ti piace investire nel mondo digitale: ci racconti questa tua attivit&agrave;?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;&Egrave; un&rsquo;attivit&agrave; che porto avanti insieme a mio fratello, Manuel, al quale sono molto legato. Lui da sempre &egrave; appassionato di nuove tecnologie e del mondo digital. Tra le start up nelle quali abbiamo investito c&rsquo;&egrave; Charity Stars, una piattaforma che mette all&rsquo;asta prodotti ed experience donando l&rsquo;80% dei ricavi in beneficenza. In generale ci interessiamo a un settore in continua evoluzione, che in Italia si sta facendo spazio molto pi&ugrave; lentamente rispetto al resto dell&rsquo;Europa, per non parlare degli Stati Uniti. Noi, per&ograve;, abbiamo scelto di intraprendere questa strada: credere nelle idee significa credere nel nostro futuro&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Quest&rsquo;anno gli infortuni muscolari ti hanno fermato spesso sul pi&ugrave; bello, in momenti positivi della tua stagione. Che giudizio dai del tuo campionato finora?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;A livello personale sono soddisfatto della continuit&agrave; che ho avuto in questa stagione. Sono cresciuto, mi sento maturato come calciatore, sono cambiato in fase realizzativa e come rendimento generale. Tutto questo mi ha dato una maggiore consapevolezza dei mezzi e pi&ugrave; autostima. A livello di squadra abbiamo lasciato tanti punti per strada, potevamo fare meglio. Ma la classifica ci lascia ancora possibilit&agrave;. Siamo a un punto dalla Champions. Mancano sette partite e ci sono tutti i presupposti per centrare l&rsquo;obiettivo&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>La vittoria con la Sampdoria vi ha motivato pi&ugrave; del previsto?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Ha davvero cambiato lo scenario che stavamo vivendo, ci ha ridato tanta convinzione e credo abbia fatto lo stesso per l&rsquo;ambiente. Di punto il bianco il traguardo &egrave; diventato raggiungibile. Ora dobbiamo concentrarci per sfruttare questa occasione&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>C&rsquo;&egrave; una caratteristica che la Roma ha in pi&ugrave; rispetto alle altre contendenti per la zona Champions?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;L&rsquo;anno scorso abbiamo dimostrato, con quel percorso, che siamo una squadra da Champions. Ci meritiamo di stare tra i grandi e vogliamo rivivere quelle emozioni&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Contro l&rsquo;Empoli hai superato le 100 gare con la Roma, festeggiandole con un gol e con la fascia da capitano che Florenzi ti ha passato a fine partita. Ti senti un po&rsquo; un senatore di questa squadra?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;&Egrave; stata una grande emozione, un orgoglio. &Egrave; la prima volta che la indosso da quando gioco in Serie A. Mi dispiace per Ale che &egrave; dovuto uscire, ma indossare quella fascia per dieci minuti mi ha dato una carica incredibile: sul campo l&rsquo;ho sentita proprio. &Egrave; stata una bellissima emozione, una serata speciale&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Quella &egrave; stata anche la prima partita con Ranieri in panchina. Come ti stai trovando con lui?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Ha cercato di dare un&rsquo;impronta positiva basata sul gruppo e sull&rsquo;aiuto reciproco. Ci chiede di lottare su tutte le palle e lo stiamo seguendo. &Egrave; un tecnico di grande esperienza, che comunica tanto, anche con i giovani&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Non sar&agrave; stato facile salutare Di Francesco, soprattutto dopo una sconfitta dolorosa come quella con il Porto&hellip;</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;No. Un allenatore purtroppo &egrave; sempre il primo a pagare. Si &egrave; messo a disposizione, ha dato tutto quello che aveva per la Roma e per noi, ha cercato di trasmettere la sua idea di calcio. Quello che abbiamo fatto insieme l&rsquo;anno scorso non si dimentica, anche lui &egrave; entrato nella storia andando in semifinale di Champions. Lascia sicuramente un bel ricordo&rdquo;.</em></span></p>
<p><span><strong>Presto farai un&rsquo;esperienza con i ragazzi di Calcio Insieme, il progetto di Roma Cares. Com&rsquo;&egrave; nata questa iniziativa?</strong></span><br /><span> <em>&ldquo;Quasi tre anni fa ho fatto un incidente, un errore che pu&ograve; capitare a tutti. Mi sono assunto tutte le responsabilit&agrave; e mi sono proposto per fare qualcosa di socialmente utile, senza aspettare la sentenza del giudice. Spesso ho collaborato con Roma Cares in diverse attivit&agrave; e ho cercato di farlo anche in questa occasione. La mia intenzione era trasformare un episodio negativo in un&rsquo;esperienza positiva, sia per me sia per i bambini che saranno coinvolti. Ho addirittura letto che avrei evitato il carcere con una&nbsp;punizione. Passare del tempo con questi bambini sar&agrave; tutto tranne che con una punizione. Sar&agrave; un&#8217;opportunit&agrave; emozionante&rdquo;.</em></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/el-shaarawy-la-roma-e-una-squadra-da-champions-merita-di-stare-tra-le-grandi-di-francesco-ha-dato-tutto-per-la-roma-e-per-noi/">El Shaarawy: &#8220;La Roma è una squadra da Champions, merita di stare tra le grandi. Di Francesco? Ha dato tutto per la Roma e per noi&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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