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	<title>bartolomei Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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	<title>bartolomei Archivi - Insideroma</title>
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		<title>Ago per sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; ALESSANDRO CAPONE &#8211;&#160; Cosa vuol dire essere tifosi della Roma? Perch&#233;&#8230;&#8220;ci sono i tifosi di calcio e poi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &#8211; ALESSANDRO CAPONE &#8211;&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Cosa vuol dire essere tifosi della Roma?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Perch&eacute;&hellip;&ldquo;<strong><em>ci sono i tifosi di calcio e poi ci sono i tifosi della Roma</em></strong>&ldquo;. E&rsquo; qualcosa che viene dal profondo dell&rsquo;anima, che fa battere il cuore e riempie il corpo di un sentimento che manda fuori giri la ragione. Cose che non si possono spiegare a parole ma che qualcuno, come lui,&nbsp;&nbsp;nel suo esserlo dentro &egrave; riuscito ad insegnare.</p>
<p><strong>E allora come si fa ad insegnare qualcosa che non &egrave; possibile spiegare?</strong></p>
<p>Forse sta tutto nella naturalezza con cui i grandi rendono facili le cose difficili. In quelli proprio come lui che non vogliono insegnare nulla ma sono un esempio per tutti. Portano il vessillo e indicano una strada, spesso anche complicata, ma che arriva sempre ad una destinazione dove tutti possono comprendere il senso del viaggio che &egrave; stato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>E quindi&hellip;cosa vuol dire essere tifosi della Roma?</strong></p>
<p>In tutto quello che non pu&ograve; essere ne scritto ne descritto ma che senti come qualcosa di innato ed hai imparato a viverlo da chi nel tempo lo ha insegnato e ha condotto sempre la nave in porto nel mare in tempesta. &ldquo;<em><strong>La Roma &egrave; il cuore antico di questa citt&agrave;, antica come &egrave; antico il mondo</strong></em>&rdquo; e forse &egrave; tutto qui. E&rsquo; tutto in quel ragazzo semplice che ammirava e batteva le mani a chi sostiene questa maglia perch&eacute; <strong>il tifoso della Roma lo sente suo e lo difende</strong>. Sta in quelle esultanze spontanee , in quelle braccia al cielo con gli occhi che dicono tutto, anche quando tutto sembra andare male. Ha risollevato due generazioni da rovinose cadute passate e quelle stesse generazioni gli hanno regalato l&rsquo;immortalit&agrave; nei ricordi di chiunque ami questi colori. E l&rsquo;immortalit&agrave; nei ricordi &egrave; una cosa concessa a chi lo merita davvero, a chi lascia segno del proprio passaggio e che indica la strada verso il futuro.</p>
<p>E allora&hellip;forse&hellip;non c&rsquo;&egrave; bisogno di chiedersi cosa vuol dire essere tifosi della Roma&hellip;ma vivere oggi l&rsquo;emozione e il sentimento dicendo ancora <strong>Grazie Ago, figlio di Roma</strong>&hellip;<strong>capitano e bandiera</strong>&hellip;.per essere stato fra quei pochi nella nostra storia ad aver insegnato quello che ancora oggi non riusciamo a spiegare a parole ma che sentiamo nel nostro essere una parte&nbsp;&nbsp;di noi e continuiamo a portare avanti, a sorreggere quel vessillo che hai condotto in porto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Grazie ancora <strong>Agostino</strong> gol&hellip;sempre e per sempre&hellip;<strong>oggi i colori sventolano al cielo nel tuo ricordo che non verr&agrave; mai dimenticato</strong>.</span></p>
<p>a cura di Alessandro Capone</p>
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		<title>Ago, eterno Capitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 30 maggio non sar&#224; mai un giorno qualsiasi per un romanista.Sar&#224; sempre il giorno della finale di Coppa Campioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Il 30 maggio non sar&agrave; mai un giorno qualsiasi per un romanista.</span><br /><span>Sar&agrave; sempre il giorno della finale di <strong>Coppa Campioni</strong> persa in casa contro il <strong>Liverpool</strong> nel 1984. Ma quella sconfitta &egrave; stata passeggera, non fa pi&ugrave; male.</span><br /><span>Ci&ograve; che fa male ancora oggi successe dieci anni dopo, il 30 maggio 1994. Quel giorno hai lasciato questa terra, ma non lascerai mai i ricordi della tua gente.</span><br /><span>La stessa gente che cinque giorni fa ha festeggiato la vittoria della <strong>Conference League</strong> e lo ha voluto fare insieme a te, mai dimenticato capitano. Da lass&ugrave; avrai sicuramente visto il murale dove tu <em><strong>porti in trionfo Pellegrini e la coppa</strong></em>. Tu che della <strong>Roma</strong> sei stato capitano per 146 partite e che hai vinto solo con il giallorosso addosso.<br /><strong>Ago</strong>, hai sempre avuto la <strong>Roma</strong> nel cuore e la <strong>Roma</strong> ed i romanisti hanno te nel loro cuore. Sempre presente allo stadio su bandiere, stendardi e striscioni. Sempre nel ricordo del tuo popolo e per sempre nella storia della <strong>Roma</strong>.<br />E perdona il forzato addio nell&#8217;estate del 1984, non era cos&igrave; che doveva finire. Non era cos&igrave; che ci dovevi lasciare 28 anni fa.<br />Ma in realt&agrave; &egrave; come se non te ne fossi mai andato. Sei sempre con noi, come recitava lo strisicone alla tua ultima in giallorosso contro il <strong>Verona</strong>: &#8220;<span><em>Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva</em>&#8220;.<br />E la curva, la gente, sar&agrave; sempre con te; come tu sarai sempre il loro <strong>Capitano</strong>.<br /></span><span><em><strong>Ciao Ago</strong></em>.</span></span></p>
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		<title>Ago, a teatro lo spettacolo per Di Bartolomei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LEGGO &#8211; SCI &#8211;&#160;La storia di&#160;Agostino Di Bartolomei, il&#160;Capitano&#160;Silenzioso, lasciato ai margini da un mondo che non si volta indietro. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>LEGGO &#8211; SCI &#8211;&nbsp;<span>La storia di</span><span>&nbsp;Agostino Di Bartolome</span><span>i, il&nbsp;Capitano&nbsp;Silenzioso, lasciato ai margini da un mondo che non si volta indietro. Un uomo cresciuto in borgata, a Tor Marancia, tra partite sui prati e cinematografi, che con il suo linguaggio forbito portava in giro per l&#8217;Italia una romanit&agrave; diversa, fondata sui valori di solidariet&agrave; e ironia. Ago, andr&agrave; in scena oggi e domani alle 21 e domenica alle 18 al Teatro di Tor Bella Monaca (via B. Cirino). Lo spettacolo, diretto e interpretato da Ariele Vincenti, racconta l&#8217;uomo e il calciatore, un calcio popolare e un tempo che non c&#8217;&egrave; pi&ugrave;, attraverso gli occhi e la memoria di un tifoso della&nbsp;</span><span>Roma</span><span>, ex Ultr&agrave; di curva anni &#8217;80, cresciuto nello stesso quartiere e amico di infanzia di Ago. &laquo;Credo che Agostino possa essere un esempio importante per i giovani &#8211; spiega il regista &#8211; La funzione del teatro &egrave; mandare messaggi attraverso il richiamo a personaggi che diventano metafora dei tempi di oggi&raquo;. A chiudere lo spettacolo Il calcio figlio del popolo, brano del cantautore Emilio Stella.</span></span></p>
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		<title>Alicicco: &#8220;Se abbiamo la certezza matematica che possiamo ricominciare, allora va bene&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ernesto Alicicco, ex medico sociale della Roma dal 1978 al 2001, si &#232; raccontato ai microfoni di Centro Suono Sport [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/alicicco-se-abbiamo-la-certezza-matematica-che-possiamo-ricominciare-allora-va-bene/">Alicicco: &#8220;Se abbiamo la certezza matematica che possiamo ricominciare, allora va bene&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ernesto Alicicco</strong>, ex medico sociale della <strong>Roma</strong> dal 1978 al 2001, si &egrave; raccontato ai microfoni di <em>Centro Suono Sport</em> parlando anche della possibile ripartenza del campionato:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Lei ha fatto sia il calciatore che il medico: come ha fatto a compensare le due cose?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Io mi divertivo sia a giocare che a studiare</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Lei ha iniziato con la Lazio per&ograve;&hellip;</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>S&igrave;, ho iniziato con loro ma poi sono andato via dalla Lazio perch&eacute; gi&agrave; stavo curando alcuni giocatori della Roma. Non avendo mai pugnalato alle spalle nessuno, telefonai ad Agostino Di Bartolomei e sono rimasto alla Roma per 24 anni</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il suo periodo alla Roma &egrave; stato magico&hellip;</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Il primo anno &egrave; stato difficile perch&eacute; ci salvammo ad Ascoli. L&rsquo;anno successivo, per&ograve;, venne Liedholm e form&ograve; una squadra quasi invincibile</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Lei ha stabilito rapporti particolari con alcuni giocatori, sembra che sia stato quasi un padre per loro&hellip;</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Vero, quando giocavo io ci curava il massaggiatore, il medico lo vedi se avevi 40 di febbre. I giocatori vanno seguiti da vicino, c&rsquo;&egrave; chi &egrave; debole psicologicamente e chi no, io penso che la medicina sia curativa e che il medico debba stare in campo per rendersi conto della condizione fisica dell&rsquo;atleta</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Per chi &egrave; stato un fratello maggiore o un pap&agrave; per i calciatori?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Cappioli, Vierchowod, Di Bartolomei, Falcao tutti avevano bisogno di una parola al momento giusto, la psicologia &egrave; importante per un atleta, delle volte un atleta non rendeva non per una causa fisica ma psicologica. In quel momento, parlando con loro, cercavo di sollevarli. Alcuni giocatori venivano da me a parlare, questa &egrave; una maniera per mandare in campo un atleta in condizioni psico-fisiche giuste, se mandi un atleta stanco in campo rischi di farlo infortunare</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Anche ai suoi tempi il giocatore era forzato a scendere in campo in alcune occasioni&hellip;</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Avendo fatto il calciatore sono stato facilitato in confronto ai miei colleghi non calciatori. Il problema &egrave; che noi non siamo tuttologi, dobbiamo essere circondati da uno staff adeguato che ci possa consigliare, io per esempio ero affiancato da uno psicologo che ha lavorato anche al CONI. Delle volte un calciatore crede di essere malato ma non lo &egrave;, quindi non riesce a rendere. Una volta mi chiam&ograve; Mazzone e mi chiese di parlare con un calciatore e questi mi confess&ograve; che aveva litigato pesantemente con la fidanzata e io gli ho detto che aveva vinto al Totocalcio&nbsp;(ride, ndr) per consolarlo</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La volont&agrave; della Lega &egrave; di riprendere a giocare in tempi brevi: &egrave; possibile far giocare i calciatori 3 volte a settimane in un mese e mezzo?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>La partita posso dire che &egrave; allenante, &egrave; evidente che prima bisogna pensare alla salute. Se si facessero tre partite a settimana, servono dei programmi precisi e va messa d&rsquo;accordo la situazione psico-fisica, il tempo a disposizione e sapere che una partita &egrave; pi&ugrave; allenante di un allenamento. Se faccio tre partite a settimana, faccio un defaticante, uno pi&ugrave; specifico, poi mi fido del mio medico che magari mi fa fare un lavoro specifico. Ai tempi di Zeman facevamo i gradoni e io, logicamente, guardavo il programma e mi sentivo con i calciatori: se avevano dei problemi, non li avrei fatti allenare preventivamente</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Si parla di tante precauzioni per i calciatori, come tanti tamponi, pur di tornare in campo&#8230;</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Quando si parte per una trasferta ci sono tanti individui in ballo tra calciatori e staff: se disgraziatamente uno che parte rimane positivo come facciamo?</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>A Trigoria stanno sanificando la struttura e poi si adotteranno una serie di protocolli: &egrave; convinto da tutto questo?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Io comincio a dire che tutto ci&ograve; vada fatto con la mascherina, se ci si allena in quattro, per esempio, si deve stare distanza. Per fortuna i casi sembra che stiano calando, se verr&agrave; fuori il test che se sei stato positivo poi sei negativo, a questo punto chi &egrave; guarito &egrave; immune. Penso che debbano fare un protocollo importante per far giocare i calciatori, questa &egrave; una patologia subdola e faticando si potrebbe essere preda del virus, penso per&ograve; che sia stato abbastanza debellato</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dal 4 maggio si pu&ograve; tornare agli allenamenti? Si pu&ograve; giocare a fine maggio?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Penso che molti stiano studiando questa situazione, in Italia si &egrave; fermato tutto lo sport. Se stiamo in una situazione di deflessione e abbiamo la certezza matematica che possiamo ricominciare con le dovute precauzione, allora va bene. Giocando tanto, l&rsquo;unica cosa, &egrave; che i giocatori rischiano pi&ugrave; traumi</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Lei &egrave; tornato da Tirana dove insegna&hellip;</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Sono rientrato e sono in isolamento a casa</em>&rdquo;.</span></p>
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		<title>Da Ago a Daniele, passando per Giannini e Totti, quant’è difficile dirsi addio senza polemiche</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; MATTEO LUCIANI &#8211; In principio fu&#160;&#8216;Ago&#8217;&#160;Di Bartolomei, poi &#232; toccato al&#160;&#8216;Principe&#8217;&#160;Giannini e al &#8216;Capitano&#8217;&#160;Francesco Totti, mentre l&#8217;ultimo, soltanto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &ndash; MATTEO LUCIANI &#8211; In principio fu&nbsp;<em>&lsquo;Ago&rsquo;</em>&nbsp;<strong>Di Bartolomei</strong>, poi &egrave; toccato al&nbsp;<em>&lsquo;Principe&rsquo;</em>&nbsp;<strong>Giannini</strong> e al <em>&lsquo;Capitano&rsquo;</em>&nbsp;Francesco <strong>Totti</strong>, mentre l&rsquo;ultimo, soltanto in ordine cronologico, &egrave; stato Daniele <strong>De Rossi</strong>; nella&nbsp;Roma&nbsp;giallorossa,&nbsp;staccarsi&nbsp;dalla propria bandiera&nbsp;in modo pacifico appare praticamente impossibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Icone di generazioni diverse, le <strong>quattro leggende </strong>del club capitolino sono state <strong>accomunate dalla fascia di capitano e dal&nbsp;dna <em>romano e romanista</em>, ma non solo</strong>; i <strong>capitoli finali</strong> delle carriere a tinte giallorosse del poker di protagonisti citati purtroppo <strong>non</strong> sono stati <strong>degni delle meravigliose storie d&rsquo;amore</strong> che hanno contraddistinto i vari anni di militanza con la maglia da loro sempre amata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Agostino Di Bartolomei</strong>, capitano di mille battaglie, protagonista del&nbsp;secondo tricolore della storia romanista&nbsp;e vincitore di&nbsp;tre coppe nazionali, <strong>lascia il club capitolino</strong>, dopo&nbsp;ben undici anni di militanza, <strong>al termine della&nbsp;stagione 1983/84</strong>. Davanti al pubblico di casa, il&nbsp;30 maggio del 1984, la Roma vive una notte (sportivamente) tragica, perdendo ai&nbsp;calci di rigore la <strong>Finale</strong> della <strong>Coppa dei Campioni</strong> contro il <strong>Liverpool</strong>&nbsp;del portiere-giullare&nbsp;Bruce Grobbelaar. Quel <strong>maledetto</strong> <strong>epilogo</strong>, per i colori giallorossi, segna <strong>anche la conclusione del secondo ciclo dell&rsquo;allenatore svedese&nbsp;Liedholm</strong>, vero e proprio mentore di &lsquo;Ago&rsquo;, nella Capitale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Al capitano di un&rsquo;intera generazione romanista&nbsp;viene brutalmente fatto capire che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; spazio per lui.</strong> A Roma arriva un altro svedese,&nbsp;<strong>Eriksson</strong>, che nel suo&nbsp;calcio frenetico&nbsp;proprio non vede la figura di Di Bartolomei in mezzo al campo. Il&nbsp;presidente <strong>Viola</strong>&nbsp;parla di motivi&nbsp;<em>&ldquo;di ordine tecnico e comportamentale&rdquo;&nbsp;</em>per i quali il ragazzo di&nbsp;Tor Marancia&nbsp;non pu&ograve; pi&ugrave; restare nella Capitale, a casa sua.&nbsp;Liedholm lo porta con s&eacute;, al <strong>Milan</strong>, mentre <strong>Roma &egrave; in rivolta</strong> e&nbsp;la Curva Sud dedica a &lsquo;Diba&rsquo; lo <strong>striscione</strong>: <em>&laquo;Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva&raquo;</em>. Il finale della grande storia d&rsquo;amore tra Di Bartolomei e la Roma, tuttavia, sar&agrave; ancor pi&ugrave; amaro. Durante il primo campionato nella citt&agrave; meneghina, infatti,&nbsp;<strong>dopo poche giornate si gioca Milan-Roma; Di Bartolomei segna e festeggia</strong>.&nbsp;L&rsquo;esultanza &egrave; rabbiosa, quasi esagerata. La tifoseria capitolina, a quel punto, si sente&nbsp;tradita e non perdona, riservando al suo vecchio capitano un&rsquo;accoglienza piuttosto dura nella gara di ritorno; una sfida nella quale&nbsp;Di Bartolomei mostra tutto il proprio nervosismo&nbsp;commettendo un brutto fallo sul grande amico&nbsp;Bruno Conti&nbsp;e arrivando perfino alle mani con&nbsp;&lsquo;Ciccio&rsquo; Graziani. <strong>Il rapporto tra Agostino e la Roma si rovina inesorabilmente nonostante un amore che, da ambo le parti, rimarr&agrave; sempre fortissimo.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>L&rsquo;eredit&agrave; del capitano-tifoso viene in fretta raccolta da&nbsp;Giuseppe Giannini</strong>, cresciuto all&rsquo;ombra dello stesso Di Bartolomei, a partire dalla fine degli&nbsp;anni Ottanta.&nbsp;&lsquo;Il Principe&rsquo;, come verr&agrave; soprannominato per il portamento elegante tenuto sul rettangolo verde, cresce e si afferma in una Roma ben diversa da quella vincente di &lsquo;Ago&rsquo;. <strong>Sono&nbsp;anni duri per i tifosi della Lupa</strong>, soprattutto&nbsp;dopo la morte del leggendario presidente Dino Viola&nbsp;e la breve gestione di&nbsp;Ciarrapico, al termine della quale&nbsp;la Roma si trova sull&rsquo;orlo del fallimento. <strong>Giannini, per&ograve;, non si muove, rinunciando alla possibilit&agrave; vincere in club pi&ugrave; ambiziosi e&nbsp;giurando fedelt&agrave; eterna ai colori giallorossi</strong>&nbsp;nonostante una squadra non all&rsquo;altezza della sua classe. <strong>Tutto cambia quando la societ&agrave; capitolina passa nelle mani di&nbsp;Franco Sensi.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il rapporto tra i due non nasce nel migliore dei modi e si logora definitivamente nel marzo del 1994.</strong> La Roma naviga nei bassifondi della classifica e&nbsp;sfida la Lazio in un derby di vitale importanza. Vanno subito avanti i biancocelesti con&nbsp;<strong>Beppe</strong> <strong>Signori</strong>. Sul finire del match, uno scatenato giovane proveniente dalla primavera giallorossa,&nbsp;<strong>Francesco</strong> <strong>Totti</strong>, si procura il&nbsp;calcio di rigore&nbsp;che pu&ograve; ristabilire la parit&agrave;; <strong>sul dischetto va &lsquo;il Principe&rsquo;, che&nbsp;sbaglia per&ograve; clamorosamente</strong>. A fine gara, esplode la rabbia di <strong>Sensi</strong>: <em>&ldquo;se uno ha un rigore e lo sbaglia, non &egrave; degno di stare in questa squadra.&nbsp;Doveva tirare un altro al posto di Giannini, ma se poi avesse sbagliato voi giornalisti cosa avreste scritto?&ldquo;</em>. <strong>Il rapporto tra la Roma ed il suo capitano prosegue per altre due stagioni</strong>, principalmente&nbsp;grazie alla stima del tecnico Carlo Mazzone, di cui Giannini &egrave; il pupillo, <strong>ma finisce nell&rsquo;estate del 1996&nbsp;nel peggiore dei modi</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Mazzone saluta la Capitale e&nbsp;&lsquo;il Principe&rsquo; viene scaricato senza troppi complimenti</strong>; costretto ad abbandonare il sogno di giocare tutta la carriera soltanto con la maglia della sua amata Roma,&nbsp;Giannini emigra in Austria&nbsp;(<em>con tanto di sciarpetta giallorossa al collo il giorno della presentazione con lo&nbsp;Sturm Graz</em>) prima di finire col calcio giocato tra&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Lecce</strong>.&nbsp;Il&nbsp;<strong>17 maggio del 2000</strong>, <strong>Giannini torna nella Capitale per dare&nbsp;l&rsquo;addio al calcio&nbsp;</strong>in quell&rsquo;Olimpico&nbsp;che tante volte lo aveva visto trascinare i suoi compagni. La <strong>Lazio</strong>, da pochi giorni, si &egrave; laureata&nbsp;<strong>Campione d&rsquo;Italia</strong>&nbsp;e <strong>la manifestazione diventa l&rsquo;occasione, per alcuni sostenitori romanisti, per&nbsp;dimostrare tutta la rabbia contro il presidente giallorosso Sensi</strong>. <em>Zolle del prato strappate e porte distrutte: la storia di Giannini con la Roma e la sua gente non poteva finire in modo pi&ugrave; brutto.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Si arriva, cos&igrave;, all&rsquo;epopea di Francesco Totti</strong>&nbsp;che, come in un&rsquo;ideale staffetta,&nbsp;raccoglie il testimone, un tempo affidato ad Agostino Di Bartolomei, dallo stesso Giannini.&nbsp;&lsquo;<em>Er Pupone</em>&rsquo;, grazie ad una squadra di grande valore costruitagli attorno, riesce l&igrave; dove &lsquo;il Principe&rsquo; aveva fallito:&nbsp;la conquista del <strong>terzo tricolore della storia romanista</strong>.&nbsp;Arrivano successi e record.&nbsp;Totti scrive la storia della sua squadra e del calcio italiano&nbsp;grazie a numeri impressionanti. La Roma, nel frattempo, passa&nbsp;dalla <strong>famiglia</strong> <strong>Sensi</strong> ad un consorzio&nbsp;&lsquo;made in USA&rsquo;.&nbsp;L&rsquo;uomo forte del gruppo,&nbsp;<strong>James</strong> <strong>Pallotta</strong>, diventa presidente del club nell&rsquo;agosto del 2012&nbsp;e garantisce: <em>&ldquo;Totti? Decider&agrave; lui quando smettere&ldquo;</em>. I fatti sembrano dargli ragione visto che, sul finire del&nbsp;2013, Totti firma un&nbsp;prolungamento del contratto da calciatore per altri tre anni&nbsp;(oltre ad un accordo da&nbsp;dirigente per ben sei stagioni). Il capitano, fiero, esclama: <em>&ldquo;La Roma mi ha trattato come una bandiera. A Del Piero non &egrave; successo..&ldquo;</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Parole che, tuttavia, sembrano diventare ancor pi&ugrave; lontane rispetto agli effettivi due anni e mezzo nel&nbsp;febbraio del 2016.</strong> Il Capitano, ormai vicino alla scadenza del proprio contratto,&nbsp;non riceve comunicazioni dalla societ&agrave; e chiede &ldquo;<em>rispetto</em>&rdquo;&nbsp;per la sua figura.&nbsp;<strong>La Roma non si espone sulla possibilit&agrave; di rinnovo, facendo filtrare, anzi, la decisione di&nbsp;considerare il Totti calciatore ormai un ex</strong> visti i quarant&rsquo;anni imminenti. Il numero dieci, dal canto suo, non ci sta,&nbsp;vuole continuare a giocare e inizia a <strong>valutare anche offerte di altri club</strong>. Si tratterebbe del finale pi&ugrave; amaro; per fortuna, per&ograve;, viene sventato. A far pendere l&rsquo;ago della bilancia dalla parte di Totti sono la sua classe e l&rsquo;ambiente in cui si trova pi&ugrave; a suo agio: il rettangolo verde.&nbsp;Quattro gol decisivi nel giro di poche settimane tra Atalanta, Torino e Genoa&nbsp;ma, soprattutto, la sensazione che&nbsp;appena scende in campo lui si accenda la luce. <strong>Alla fine, dunque, pur con la sensazione che tanto il club quanto l&rsquo;allora mister Luciano Spalletti non siano entusiasti, Totti sigla il rinnovo per un&rsquo;ulteriore stagione da calciatore. </strong>La stagione 2016/2017 inizia come era terminata quella precedente: con un Totti sempre decisivo quando chiamato in causa, ad esempio <strong>nel match casalingo sotto un terribile nubifragio contro la Sampdoria</strong> di Giampaolo. Un <strong>assist pazzesco</strong> per <strong>Dzeko</strong> e un <strong>calcio di rigore realizzato</strong> a tempo ormai scaduto regalano alla Roma tre punti importanti, dopo che la squadra era andata sotto nel punteggio e aveva mostrato tanta confusione in campo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Scorrono le settimane, tuttavia, e Totti perde sempre pi&ugrave; spazio nelle gerarchie del tecnico Spalletti;</strong> un po&rsquo; a causa di alcuni contrattempi fisici, un po&rsquo; perch&eacute; i quarant&rsquo;anni ormai compiuti iniziano a farsi sentire sulle gambe del talento di Porta Metronia<strong>, si ripropone la medesima situazione della stagione precedente: tra il numero dieci giallorosso e l&rsquo;allenatore toscano volano stracci</strong>. La stagione, comunque, si conclude con la Roma che raggiunge la qualificazione diretta alla successiva Champions League e il record di punti nella propria storia in Serie A (87).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Francesco Totti</strong> prende tempo sul proprio futuro, da parte sua non molto contento del trattamento della societ&agrave; nei suoi confronti, ma alla fine sceglie di iniziare il percorso dirigenziale gi&agrave; prospettatogli anni prima sotto la gestione di Rosella Sensi. &ldquo;<em>Tutti vissero felici e contenti</em>&rdquo;? <strong>Macch&eacute;.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Dopo un anno di apprendistato nelle retrovie, l&rsquo;ex numero dieci reclama pi&ugrave; spazio nella dirigenza romanista, stufo di essere unicamente una &lsquo;figurina&rsquo; da spedire in giro per il mondo e soprattutto di sottostare alle decisioni del suo &lsquo;nemico giurato&rsquo; <strong>Franco Baldini</strong>, consigliere personale del presidente Pallotta. Si arriva, infine, alla clamorosa rottura e all&rsquo;innaturale addio di Francesco Totti alla Roma: un&rsquo;altra bandiera che si separa polemicamente dai colori giallorossi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il caso pi&ugrave; recente, invece, riguarda <strong>Daniele De Rossi</strong>. Cresciuto nel settore giovanile del club e lanciato tra i &lsquo;grandi&rsquo; sul finire della stagione 2002/2003 da Fabio Capello, il centrocampista di Ostia si afferma negli anni come uno dei calciatori pi&ugrave; completi a giostrare in mezzo al campo. Non tardano, dunque, ad arrivare offerte dalle squadre pi&ugrave; importanti d&rsquo;Europa, <strong>Real Madrid</strong> su tutti. Nell&rsquo;estate del 2008, in particolare, le &lsquo;<em>Merengues&rsquo;</em> mettono sul piatto una proposta sontuosa sia alla Roma di Rosella Sensi sia al ragazzo; la societ&agrave; capitolina avrebbe bisogno di soldi freschi, viste le sue casse malandate, ma declina la proposta perch&eacute; non se la sente di tradire il proprio popolo con una cessione sentimentalmente tanto dolorosa. Dal canto suo, De Rossi &egrave; ben contento di rimanere in giallorosso perch&eacute;, come ha modo di spiegare in prima persona, &ldquo;<em>il mio rimpianto &egrave; quello di poter donare una sola carriera alla Roma</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Un amore del genere sembrerebbe non poter avere fine e invece</strong> si arriva allo scorso maggio con Daniele De Rossi con il contratto in scadenza alla fine del mese seguente e senza notizie sul futuro da parte della Roma. Il calciatore comprende bene che segnali del genere non siano incoraggianti in merito alla possibilit&agrave; di restare e infatti<strong> il 14 maggio il club annuncia con un comunicato che l&rsquo;esperienza, anzi sarebbe meglio dire la vita, giallorossa di De Rossi ha fine con la naturale scadenza del suo contratto il 30 giugno successivo</strong>. <em>I tifosi giallorossi esplodono di rabbia,</em> ma a nulla servono le proteste verso la societ&agrave; americana con la richiesta di tornare sui propri passi: <strong>Daniele De Rossi sceglie di continuare a giocare, ma non pu&ograve; farlo con la Roma</strong>. Rifiuta la <strong>Fiorentina</strong>, perch&eacute; proprio non ce la farebbe a scendere in campo contro chi veste la maglia della &lsquo;magica&rsquo; e sposa il progetto del <strong>Boca Juniors</strong>, da sempre compagine ammirata dal ragazzo per il calore del suo stadio e dei suoi tifosi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Finisce, dunque, in modo traumatico, beffardamente per l&rsquo;ennesima volta, quella che era stata una fantastica storia d&rsquo;amore tra la Roma, il suo popolo e un capitano romano e romanista.</em></span></p>
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		<title>Giovedì 6 giugno al via il Torneo Agostino Di Bartolomei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 30 maggio cadevano i 25 anni dalla scomparsa di Agostino Di Bartolomei, storico capitano del secondo scudetto giallorosso. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/giovedi-6-giugno-al-via-il-torneo-agostino-di-bartolomei/">Giovedì 6 giugno al via il Torneo Agostino Di Bartolomei</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Lo scorso <strong>30 maggio</strong> cadevano i <strong>25 anni dalla scomparsa</strong> di <strong>Agostino Di Bartolomei</strong>, storico capitano del <strong>secondo scudetto</strong> giallorosso. Anche quest&#8217;anno la societ&agrave; Roma, tramite una <strong>nota</strong> apparsa sul <em><strong>proprio sito ufficiale</strong></em>, ha confermato che gioved&igrave; 6 giugno,presso il <strong>centro tecnico Fulvio Bernardini</strong> di Trigoria, si terr&agrave; la <strong>quinta edizione del torneo Agostino Di Barolomei</strong>. Di seguito la nota della societ&agrave;:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Gioved&igrave; 6 giugno, presso il centro tecnico Fulvio Bernardini&nbsp;di Trigoria, si terr&agrave; la quinta edizione del torneo Agostino Di Bartolomei.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>La manifestazione si svolger&agrave; nel campo intitolato allo storico capitano giallorosso e, com&#8217;&egrave; nello spirito che ha animato l&#8217;iniziativa fin dal primo anno, pi&ugrave; che un torneo sar&agrave; una esperienza di calcio, come Agostino credeva dovesse essere vissuta, con divertimento e seriet&agrave;. Oltre all&#8217;AS Roma, parteciperanno altre tre scuole calcio delle AS Roma Academy, ossia&nbsp;Certosa calcio, Anzio calcio e Albalonga calcio.</span></p>
<p><span>Saranno presenti i familiari dell&#8217;indimenticato capitano romanista ed ex calciatori della Roma. L&rsquo;ingresso per i tifosi sar&agrave; gratuito e i cancelli saranno aperti a partire dalle 16.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>In ogni partita le squadre schiereranno 11 giocatori nati nel 2006. Le gare si svolgeranno in due tempi da 25 minuti secondo il seguente programma:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ore 16.30, prima semifinale: Certosa calcio-Anzio calcio</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ore 17.30, seconda semifinale: Albalonga calcio-AS Roma</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ore 19.00, finale (Vincente prima semifinale-vincente seconda semifinale)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>In caso di parit&agrave; di punteggio al termine della gara,&nbsp;per designare la squadra vincente&nbsp;si effettueranno direttamente i calci di rigore, senza ricorrere ai tempi supplementari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>A seguire, premiazione sul campo di tutte le squadre partecipanti.</span></p>
<div style="text-align: justify;"><span>&nbsp;</span></div>
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		<title>La Roma ricorda Di Bartolomei in occasione dei suoi 64 anni (Video)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Roma ricorda Agostino Di Bartolomei tramite un video apparso sul canale Twitter dei giallorossi. Oggi l&#8217;ex bandiera dei capitolini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>La Roma ricorda Agostino Di Bartolomei</strong> tramite un video apparso sul canale <em>Twitter</em> dei giallorossi. Oggi l&#8217;ex bandiera dei capitolini, avrebbe infatti compiuto 64 anni.</span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="it" dir="ltr">Oggi Di Bartolomei avrebbe compiuto 64 anni</p>
<p>Ago sempre nei nostri cuori <a href="https://twitter.com/hashtag/ASRoma?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ASRoma</a> <a href="https://t.co/nxlwXiFSl7">pic.twitter.com/nxlwXiFSl7</a></p>
<p>&mdash; AS Roma (@OfficialASRoma) <a href="https://twitter.com/OfficialASRoma/status/1115166149266890752?ref_src=twsrc%5Etfw">8 aprile 2019</a></p></blockquote>
<p><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="https://platform.twitter.com/widgets.js"></script></p>
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