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	<title>dirsi Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>Under è a un bivio. Rialzare la testa e poi dirsi addio</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA GAZZETTA DELLO SPORT &#8211;&#160;Contro l&#8217;Atalanta&#160;Cengiz&#160;Under&#160;&#232; rimasto a sedere per tutta la partita. Attualmente per&#242; l&#8217;esterno turco &#232; uno dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>LA GAZZETTA DELLO SPORT &#8211;&nbsp;Contro l&#8217;Atalanta&nbsp;Cengiz&nbsp;Under&nbsp;&egrave; rimasto a sedere per tutta la partita. Attualmente per&ograve; l&#8217;esterno turco &egrave; uno dei pochi giocatori giallorossi a vedere la porta: ecco perch&egrave;&nbsp;potrebbe tornare titolare gi&agrave; da gioved&igrave; prossima, nella sfida di&nbsp;Europa&nbsp;League&nbsp;con il&nbsp;Gent.</span><br /><span>Alla terza stagione in giallorosso, l&rsquo;impressione &egrave; che questi possano essere gli ultimi mesi romanisti di Under. In passato il giocatore era stato cercato&nbsp;da&nbsp;Bayern&nbsp;Monaco,&nbsp;Tottenham&nbsp;ed&nbsp;Everton, oltre che dal&nbsp;Milan&nbsp;durante l&#8217;ultima sessione di mercato.</span></p>
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		<title>Il miglior modo per dirsi addio</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &#8211; MASSIMO PAPITTO &#8211;&nbsp;</span><span>Alla<strong> Juventus</strong> sono bravi in tutto. Non c&#8217;&egrave; niente da fare e da dire, c&rsquo;&egrave; da imparare perch&eacute; oltre a vincere otto scudetti consecutivi e varie coppe nazionali, nella vicenda<strong> Allegri-Agnelli</strong> hanno anche trovato il modo di dirsi addio con classe e senza polemica. La conferenza stampa di sabato pomeriggio alla vigilia della partita contro l&rsquo;Atalanta &egrave; stata un mix di buone maniere e (finti o no) sorrisi. Un addio di classe per non creare polemiche dopo un rapporto durato cinque stagioni a volte anche turbolente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>C&rsquo;&egrave; da credere a tutto quello che si &egrave; visto?</strong> L&rsquo;esperienza maturata nel mondo del calcio fa credere che qualcosa sia stato omesso e che nelle segrete stanze juventine qualche parola grossa sia volata e forse non solo quella. L&rsquo;addio per&ograve; &egrave; stato talmente perfetto che ci costringe soltanto a fare delle supposizioni e a credere a quelle parole dolci e smielate che si sono viste e sentite. Niente imbarazzi. Solo lacrime. Loro sanno come si fa e non come &egrave; successo marted&igrave; scorso a Roma con la conferenza stampa d&rsquo;addio di Daniele De Rossi. Quando arriva il momento di finire bisogna farlo bene. De Rossi dal canto suo in quella conferenza stampa fu perfetto mentre dall&rsquo;altra parte si &egrave; registrato palpabile un po&rsquo; di imbarazzo nel comunicargli la decisione di non rinnovargli il contratto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La commozione che si &egrave; registrata a Torino</strong> (finta o no) non ha trovato riscontro nella vicenda di Trigoria, dove tolto il saluto di Ddr ai suoi compagni, di lacrime se ne sono viste poche. Una freddezza inaspettata se si vanno a confrontare i due mondi calcistici (juventino e romanista) che per storia sono sempre stati diversi. In questo volubile mondo del calcio la passione romanista sembra essersi persa nel cinismo &ldquo;aziendale&rdquo; mentre il cinismo &ldquo;aziendale&rdquo; juventino sembra essersi sostituito in passione. Incredibile. Chi l&rsquo;avrebbe mai detto? A Torino, sponda Juve, trovano il modo di dirsi addio senza tirarsi gli &ldquo;stracci&rdquo; mentre a Roma invece volano gli &ldquo;stracci&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il calcio sta cambiando, d&rsquo;accordo.</strong> Ma l&rsquo;addio alle &ldquo;bandiere&rdquo; dovrebbe essere diverso rispetto ad un qualsiasi altro calciatore del club. Non freddo. Imbastire un addio non &egrave; mai cosa semplice ma l&rsquo;unica cosa che conta &egrave; farlo bene. <strong>Daniele De Rossi lo meritava e o merita.</strong></span></p>
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		<title>Arrivare in Champions e dirsi addio? Finale di stagione per Spalletti&#038;Co</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>GAZZETTA &#8211; L&rsquo;inno della Champions.&nbsp;Lo vogliono sentire tutti, l&rsquo;anno prossimo. Rischia di non sentirlo quasi nessuno: nemmeno i quattro che se lo saranno guadagnata. Per gli allenatori, anche in quelle zone nobili della classifica, vige l&rsquo;assoluta precariet&agrave;. L&rsquo;unico che pu&ograve; prepararsi al coro, che chiude l&rsquo;inno e che dal San Paolo di solito arriva fino a Castelvolturno, &egrave;&nbsp;Carlo Ancelotti. Lui ha gi&agrave; staccato il biglietto, mentre la conferma per l&rsquo;anno prossimo non &egrave; mai stata in discussione. Tutti gli altri, al massimo, hanno o l&rsquo;uno o l&rsquo;altra. Dalla Juve&nbsp;al&nbsp;Torino, nessuno escluso. Nemmeno chi, come&nbsp;Allegri, ha vinto lo scudetto con svariate settimane di anticipo (&hellip;). Condizione opposta per&nbsp;Mazzarri: nessuno lo muover&agrave; dalla panchina granata, con o senza l&rsquo;obiettivo storico centrato. (&hellip;).Per tutti gli altri l&rsquo;obiettivo potrebbe essere centrato e poi non &laquo;goduto&raquo;: in cima alla lista c&rsquo;&egrave; Luciano Spalletti, l&rsquo;uomo che ha riportato l&rsquo;Inter&nbsp;a &laquo;rivedere le stelle&raquo; dopo sei anni di assenza. Finire anche quest&rsquo;anno fra i primi quattro era considerato l&rsquo;obiettivo prioritario e minimo del club.&nbsp;(&hellip;) Ma centrarlo con ogni probabilit&agrave; non baster&agrave;, ora che l&rsquo;ombra di Conte&nbsp;sta diventando sempre pi&ugrave; solida. Sull&rsquo;argomento ultimamente si &egrave; espresso in termini pi&ugrave; fatalisti (&laquo;Fin quando ci sono, decido io&raquo;), ma non ha ancora alzato bandiera bianca. Quella sventolata ieri coscientemente da Ranieri, che fino a qualche settimana fa covava una piccola speranza di riconferma, mentre ora insegue il risultato, ma aggiungendo &laquo;poi il mio lavoro sar&agrave; finito&raquo;. Non gli resta che andare a prendere all&rsquo;aeroporto il successore, accogliendolo possibilmente con i&nbsp;50 milioni&nbsp;che garantisce la coppa. Fine corsa che si avvicina, comunque vada l&rsquo;inseguimento all&rsquo;Atalanta, per&nbsp;Gattuso: quella musica l&rsquo;ha sentita tante volte da giocatore. Per farlo da allenatore bisogner&agrave; ripassare pi&ugrave; avanti. (&hellip;).&nbsp;Poi c&rsquo;&egrave;&nbsp;Gasperini, che vive in un paradosso: pu&ograve; entrare nella storia della Dea e poi uscire accasandosi in una squadra che alla Champions&nbsp;non &egrave; arrivata. (&hellip;).&nbsp;Simone Inzaghi? Ha perso lo spareggio con Gasp, rester&agrave; fuori con la&nbsp;Lazio&nbsp;dall&rsquo;Europa top, ma pu&ograve; rientrare dal mercato. E magari l&rsquo;inno alla fine lo sente lui.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/rassegna-stampa/arrivare-in-champions-e-dirsi-addio-finale-di-stagione-per-spallettico/">Arrivare in Champions e dirsi addio? Finale di stagione per Spalletti&#038;Co</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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