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	<title>franco Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>Da Paulo Sergio alla &#8216;deromanizzazione&#8217;, la parabola giallorossa di Franco Baldini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; MATTEO LUCIANI &#8211; Era l&#8217;estate del 1997 e Franco Baldini era ancora soltanto un giovane procuratore di belle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &#8211; MATTEO LUCIANI &#8211; Era l&#8217;<strong>estate del 1997 </strong>e <strong>Franco Baldini</strong> era ancora soltanto un <strong>giovane procuratore di belle speranze</strong>. All&#8217;epoca, tra i tanti, si trovava a gestire un attaccante brasiliano di ottimo livello: <strong>Paulo Sergio</strong>. Di sicuro, Baldini mai avrebbe potuto immaginare che quell&#8217;esterno offensivo carioca militante tra le fila dei tedeschi del <strong>Bayer Leverkusen</strong>, di fatto avrebbe dato il via alla sua <em>liaison</em> (ad oggi divenuta ultraventennale) con l&#8217;Associazione Sportiva Roma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Dal canto loro, nell&#8217;estate del 1997, i <strong>giallorossi</strong> del <strong>presidente</strong> Franco <strong>Sensi</strong> erano occupati in una <strong>faticosa opera di ricostruzione tecnica </strong>dopo la tragica stagione sportiva che aveva visto passare a Trigoria il presunto &#8216;mago&#8217; argentino della panchina <strong>Carlos Bianchi</strong>. Al fine di riportare nella squadra la <strong>cultura del lavoro</strong> e del sacrificio, a seguito di un&#8217;annata tanto buia quanto surreale, Sensi scelse l&#8217;ex laziale <strong>Zdenek Zeman</strong> come nuovo allenatore della formazione con la lupa sul petto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il 4-3-3 divent&ograve; il nuovo dogma giallorosso</strong>; tuttavia, per poter ammirare lo splendido gioco gi&agrave; proposto a Foggia e sull&#8217;altra sponda del Tevere, era necessario fornire al boemo gli elementi adatti al suo credo calcistico. In primis, <strong>due esterni d&#8217;attacco di buona corsa in grado di effettuare i classici &#8216;tagli&#8217; verso l&#8217;area di rigore avversaria</strong>. Il primo era gi&agrave; in casa e rispondeva al nome e cognome di <strong>Francesco Totti</strong>, che di l&igrave; a poco sarebbe stato insignito della maglia numero dieci e poi anche della fascia di capitano. <strong>Mancava, per&ograve;, il secondo.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ecco allora arrivare Franco Baldini da Reggello in soccorso della Roma</strong>. Il presidente Sensi non aveva ancora avviato il periodo di spese folli, che avrebbe condotto nella Capitale campioni del calibro di <strong>Montella, Samuel, Emerson, Batistuta e Cassano</strong> (solo per fornire alcuni nomi), ma soprattutto un <strong>tricolore</strong> atteso per diciotto anni e quindi apprezzava il fatto che Baldini proponesse un calciatore dal curriculum interessante e allo stesso tempo dal costo del cartellino piuttosto esiguo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Alla fine, l&#8217;affare si fece: <strong>Paulo Sergio divent&ograve; ufficialmente un calciatore giallorosso per circa sei miliardi delle vecchie lire</strong>. Zeman entr&ograve; quindi in possesso virtuale del suo <strong>primo tridente offensivo a tinte giallorosse</strong>, composto da <strong>Totti</strong>, <strong>Balbo</strong> <strong>e</strong> appunto <strong>il</strong> <strong>brasiliano</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>La stagione della Roma si riveler&agrave; avara di trofei, tuttavia carica di entusiasmo e ritrovato amore tra la tifoseria e la squadra, grazie al meraviglioso gioco espresso dalla truppa zemaniana. Arriv&ograve; un<strong> buon quarto posto</strong>, che equivalse alla qualificazione alla Coppa UEFA dell&#8217;anno seguente, <strong>ma soprattutto la sensazione che si stesse dando inizio a qualcosa di veramente importante</strong>. Carlos Bianchi e il suo fedele &#8216;mastino&#8217; <strong>Trotta</strong> erano ormai soltanto un lontano ricordo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nel frattempo, <strong>Franco Sensi</strong> aveva avuto modo di <strong>approfondire</strong> i <strong>rapporti</strong> <strong>personali</strong> <strong>con</strong> l&#8217;agente Franco <strong>Baldini</strong> e iniziava a nutrire nei confronti del manager toscano una stima tanto alta da <strong>proporgli di entrare a far parte dei quadri dirigenziali della societ&agrave; di Trigoria</strong>. Baldini accett&ograve; con entusiasmo, figurando inizialmente come <strong>consulente esterno</strong> del club.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Si tratt&ograve;, comunque, dell&#8217;inizio di una <strong>rapida ascesa</strong>, che condusse Franco Baldini a passare al ruolo di <strong>consulente di mercato e infine di direttore sportivo del club</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Sullo scudetto del 17 giugno 2001 la sua firma fu tangibile</strong>. L&#8217;operazione con cui strapp&ograve; <strong>Emerson</strong> al <strong>Bayer</strong> <strong>Leverkusen</strong> con un anno d&#8217;anticipo rispetto a tutte le migliori compagini d&#8217;Europa, piuttosto che quella inerente al giovane e non troppo conosciuto <strong>Walter Adrian Samuel</strong> del <strong>Boca</strong> <strong>Juniors</strong> furono realmente da <em>standing ovation</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Con lo scorrere degli anni, tuttavia, <strong>i tifosi giallorossi si innamorarono di Baldini soprattutto per le sue</strong> <strong>dichiarazioni al vetriolo contro i &#8216;poteri forti&#8217; del Nord al fianco del presidente Sensi</strong>, impegnato nel 2002 in una lunga, e alla fine beffarda, lotta per la presidenza della Lega Calcio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;inizio della malattia di Franco Sensi pose la figura di Franco Baldini sempre pi&ugrave; in risalto all&#8217;interno della dirigenza del club giallorosso. Il sodalizio con Fabio Capello, intanto, divenne fortissimo e i due, grazie ai soldi immessi sul mercato dal presidente marchigiano, continuarono a mantenere la Roma ad alti livelli, realizzando nell&#8217;estate del 2003 quello che a tutt&#8217;oggi pu&ograve; essere considerato l&#8217;ultimo &#8216;grande colpo&#8217; di un certo tipo di mercato giallorosso: il centrale romeno <strong>Cristian Chivu</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>L&#8217;anno seguente, la Roma venne sconquassata da una serie di eventi clamorosi. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Innanzitutto, alla fine della stagione 2003/2004, <strong>Capello abbandon&ograve; Trigoria per sposare il progetto juventino</strong>. Si tratt&ograve; del <strong>preludio al ridimensionamento</strong> che il club capitolino fu costretto ad attuare a causa di una profonda crisi economica: <strong>Capitalia rilev&ograve; il 49% di Italpetroli</strong> per favorire il risanamento del gruppo comandato da Franco Sensi, mentre la <strong>Roma</strong> si trov&ograve; <strong>costretta a cedere i pezzi pregiati Samuel ed Emerson</strong> per rientrare (parzialmente) di una grave situazione debitoria. La stagione sportiva cominci&ograve; a rivelare il suo aspetto disastroso gi&agrave; prima dell&#8217;avvio del campionato, con il nuovo allenatore <strong>Prandelli</strong> che <strong>scelse di dimettersi per restare vicino alla moglie malata</strong>. <strong>Arriv&ograve;</strong> l&#8217;ex leggenda Rudi <strong>Voeller</strong>, che per&ograve; <strong>dur&ograve;</strong> <strong>soltanto un mese prima di abbandonare Trigoria sbattendo la porta</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il terzo allenatore della Roma in tre mesi divenne Luigi Del Neri: fu la decisione che fece traboccare il proverbiale vaso nel rapporto tra Baldini e il club giallorosso. </strong>La politica della Roma era infatti completamente cambiata, divenendo assai pi&ugrave; &#8216;morbida&#8217; nei confronti di quei &#8216;poteri del Nord&#8217; un tempo acerrimi nemici. Il fatto che alla fine si opt&ograve; per <strong>Del Neri</strong>, allenatore <strong>assistito dalla GEA di Alessandro Moggi</strong>, mand&ograve; su tutte le furie Baldini, che di fatto si trasform&ograve; in un <em>dead man walking</em> all&#8217;interno della dirigenza giallorossa fino all&#8217;inizio del 2005, quando in un&#8217;<strong>intervista a Serena Dandini </strong>nel programma televisivo <em>&#8220;Parla con me&#8221;</em> <strong>espresse tutto il suo dissenso per le nuove posizioni assunte dal club di Trigoria</strong>. La <strong>separazione</strong> giunse a breve: il 24 marzo del 2004 <em>&#8220;l&#8217;A.S. Roma S.p.A. comunica di aver ricevuto in data odierna le dimissioni presentate dal Franco Baldini, dalla carica di Consulente di mercato della Societ&agrave;. L&#8217;A.S. Roma desidera ringraziare Baldini del lavoro sin d&#8217;ora svolto per la societ&agrave; e del contributo dato&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Bisogna attendere sei anni</strong>, svariate voci di cessioni del pacchetto azionario della societ&agrave;, nel frattempo passata nelle mani di Rosella Sensi e un effettivo cambio di propriet&agrave;, <strong>prima che il legame tra Baldini e la Roma torni a esistere.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>L&#8217;inizio del Baldini 2.0 rivela subito un clamoroso colpo di scena</strong>. In un&#8217;intervista al quotidiano <em>La Repubblica</em>, il direttore generale giallorosso <em>in pectore</em> (al momento del colloquio con il giornale, infatti, il toscano &egrave; ancora formalmente un dirigente della federazione inglese) <strong>definisce Francesco Totti</strong> &#8220;<em>pigro</em>&#8220;. <strong>Apriti cielo.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La situazione sembra rientrare quando Baldini sbarca ufficialmente di nuovo a Trigoria, con tanto di foto di rito e stretta di mano con lo stesso capitano.</strong> Il 21 ottobre del 2011, poi, avviene la conferenza stampa di presentazione nel centro sportivo Fulvio Bernardini e ci&ograve; che colpisce di pi&ugrave; &egrave; la frase &#8220;<em>Perch&eacute; sono tornato qui? Sinceramente non lo so nemmeno io</em>&#8220;. <strong>Un&#8217;affermazione che rappresenta il perfetto preludio al disastro sportivo che sarebbe avvenuto di l&igrave; a non molto.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Due allenatori sbagliati in due anni</strong> (il &#8220;<em>magnifico errore</em>&#8221; <strong>Luis Enrique</strong> e il &#8216;cavallo di ritorno&#8217; <strong>Zeman</strong>, ritenuto un anno prima abile ad allenare unicamente la Primavera giallorossa), con il <em>&#8216;capolavoro&#8217;</em> finale della Coppa Italia persa in Finale contro la Lazio il 26 maggio del 2013.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Arriva il secondo addio alla Roma, naturale epilogo di un biennio senza capo n&eacute; coda.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Finita qui? Macch&eacute;.</strong> James Pallotta continua ad avere fiducia in &#8220;<em>Franco</em>&#8221; e nel 2016 si scopre che, in buona sostanza, <strong>Baldini</strong> <strong>sia</strong>, come si suol dire, <strong>uscito dalla porta per poi rientrare dalla finestra</strong>. &Egrave; lui il grande <strong>protagonista</strong> del <strong>ritorno</strong> di Luciano <strong>Spalletti</strong> nella Capitale, mentre a settembre del suddetto anno pur non avendo cariche ufficiali nella Roma, figura come <strong>consulente</strong> della <strong>Raptor</strong>, il fondo del presidente giallorosso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il 27 luglio del 2018 va in scena una nuova puntata della storia di amore-odio tra Baldini e la Roma.</strong> In un&#8217;intervista,&nbsp;James Pallotta dichiara: &#8220;<em>Alle 3 del mattino mi sono svegliato e ho cominciato a mandarmi messaggi con Monchi e Baldini.&nbsp;Ora Franco &egrave; anche nel nostro comitato esecutivo</em>&#8220;. <strong>Altro giro, altro incarico.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Stavolta, tuttavia, dura (formalmente&#8230;) davvero poco</strong>. Il tempo della pubblicazione dell&#8217;autobiografia di Francesco Totti &#8220;Il Capitano&#8221;, nella quale l&#8217;ex numero dieci scrive che Baldini gli ha rivelato di essere stato il principale fautore della fine della sua carriera come calciatore e che anche in passato avrebbe tentato in tutti i modi di allontanarlo dalla &#8216;sua&#8217; Roma. <strong>Franco Baldini ritiene che essendo &#8220;<em>parola di capitano</em>&#8221; non si possa replicare e sceglie di uscire dal comitato esecutivo del club.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Peccato che <strong>un mese dopo</strong>, al termine della disfatta della Roma di Eusebio Di Francesco in quel di Bologna, <strong>sia proprio lui</strong>, che non ha un incarico ufficiale in societ&agrave; al contrario del direttore sportivo Monchi, <strong>a spingere per l&#8217;esonero dell&#8217;allenatore e a proporre la soluzione Paulo Sousa.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Il resto conduce agli ultimi avvenimenti</em>: la spinta per portare Maurizio <strong>Sarri</strong>, poi finito alla Juventus, sulla panchina della Roma, mentre Francesco <strong>Totti</strong> si prodigava per convincere Antonio <strong>Conte</strong>, fino alla proposta (accettata) Paulo Fonseca; il <strong>mancato</strong> <strong>rinnovo</strong> a Daniele <strong>De Rossi</strong> e la <strong>frattura</strong> <strong>mai</strong> <strong>sanata</strong> <strong>con</strong> <strong>Totti</strong>, che porta all&#8217;innaturale addio dell&#8217;ex numero dieci.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La &#8216;deromanizzazione&#8217; tanto cara a Franco Baldini e al suo &#8216;vecchio amico&#8217; Fabio Capello &egrave; ormai stata attuata.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Non resta che la curiosit&agrave; di vedere quali effetti avr&agrave; sulla Roma versione 2019/2020.</span></p>
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		<title>Francesco e Franco: da uno scudetto storico allo scontro finale</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jun 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>GAZZETTA &#8211; Eppure ci fu un tempo in cui&nbsp;Franco&nbsp;e&nbsp;Francesco&nbsp;sembravano solo declinazioni diverse di un comune sentire. Erano i giorni del vino e delle rose, quelli della caccia di coppia al terzo scudetto di cui &ndash; col senso del paradosso di cui solo il destino &egrave; capace &ndash; proprio oggi cadr&agrave; il 18&deg; anniversario. In quel tempo&nbsp;Baldini&nbsp;non appariva &laquo;l&rsquo;uomo nero&raquo; da detestare ma il d.s. a caccia di Samuel e Batistuta; cos&igrave; come Totti&nbsp;non era l&rsquo;inadeguato alla stanza dei bottini ma il leone affamato di successi. Un decennio pi&ugrave; tardi, fu Baldini a far capire che le cose erano cambiate. Bast&ograve; un&rsquo;intervista in cui diceva: &laquo;Deve liberarsi della sua pigrizia&raquo;. Fu l&rsquo;inizio della fine, anche perch&eacute; i corifei iniziarono a parlare di troppi privilegi, troppi allenamenti blandi, troppi anni sulle spalle.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Inutile dire che nei mesi dolorosi dell&rsquo;addio al calcio Totti&nbsp;vide sempre in Baldini lo stratega che aveva armato la mano a Pallotta&nbsp;e Spalletti. E se il capitano, ormai divenuto un ex, aveva avuto dei dubbi, fu proprio&nbsp;Baldini&nbsp;&ndash; migrato nel ruolo misterioso di consulente sempre omaggiato dal presidente &ndash; a toglierglieli. &laquo;Sono stato io a farti ritirare&nbsp;&ndash; ha ricostruito Totti&nbsp;nella sua autobiografia &ndash;.&nbsp;Ho voluto Spalletti&nbsp;perch&eacute; la pensava come me. Anni fa volevo venderti, ma ogni allenatore chiedeva la tua presenza&raquo;. Il sigillo fu il no della vice presidenza chiesta da Francesco. Motivo: &laquo;Non ne hai bisogno. Noi siamo dei noiosi passacarte, tu sei Totti&raquo;.&nbsp;</span></p>
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		<title>Franco Baldini, il Mark Caltagirone che decide le sorti della Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; EDITORIALE &#8211; Che cosa c&#8217;&#232; in un nome? Ci&#242; che noi chiamiamo con il nome di Franco Baldini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &#8211; EDITORIALE &#8211; Che cosa c&#8217;&egrave; in un nome? Ci&ograve; che noi chiamiamo con il nome di <strong>Franco Baldini</strong>, anche se si dimettesse o avesse un&#8217;altra mansione, serberebbe pur sempre lo stesso potere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Scomodando e parafrasando il sommo Shakespeare, il pensiero di Giulietta non &egrave; poi cos&igrave; distante da quello dei tifosi della Roma, gi&agrave; avvelenati senza dover ingurgitare niente, disposti a ad andare contro i propri interessi, proprio come Romeo, pur di seguire l&#8217;amata una volta annunciata la sua morte come <strong>squadra di calcio fatta di bandiere e passione popolare </strong>per lasciare spazio ai <em>follower</em> sui social, al <em>brand</em> e all&#8217;azienda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Franco Baldini incarna la frustrazione di tutti:</strong> il nemico a cui bisogna aggrapparsi e o inventarsi quando non si sa pi&ugrave; con chi prendersela e soprattutto ci si accorge di <strong>non avere pi&ugrave; il potere di un tempo di contare qualcosa e di poter cambiare qualcosa</strong>. Il divario, non solo in termini di Km, con la propriet&agrave; &egrave; incolmabile e le squadre di calcio <strong>non hanno pi&ugrave; bisogno dei tifosi veri</strong> e in loco per generare soldi ma solo di appassionati dal soldo facile che <strong>comprano magliette con i fulmini e ditoni di spugna da portare allo stadio</strong> una volta l&#8217;anno per farsi un po&#8217; di foto, quelli che vivono in America e pensano che a Roma ci si vesta ancora con la toga bianca e l&#8217;alloro in testa o quelli con gli occhi a mandorla, sentiti con le mie orecchie, che davanti alla basilica di S.Marco a Venezia asserivano fosse San Pietro e chiedevano indicazioni per il Colosseo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Franco Baldini &egrave; anche il <strong>Keyser Soze</strong> a cui ruotano attorno <strong><em>i &#8220;soliti sospetti&#8221; </em></strong>un giorno avvalorati un altro smentiti su <strong>chi decida veramente le sorti dell&#8217;azienda Roma</strong>. Il super cattivo immaginario, che incute timore ma che non si sa n&egrave; dove sia n&egrave; cosa faccia<em>: &#8220;Sta a Londra? sta in Sudafrica? Guarda le partite o sta solo macinando chicchi di caff&egrave;?&#8221;</em> In fondo non importa &egrave; importante che crediamo ci sia per potersela prendere con qualcuno e dare la possibilit&agrave; <strong>a chi invece sta a Roma di scaricare il barile allargando le braccia e dicendo di non avere poteri,</strong> quando in realt&agrave; almeno un potere c&#8217;&egrave; ed &egrave; quello delle <strong>dimissioni.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il potere di Franco Baldini, la sua egemonia &egrave; come <strong>Mark Caltagirone</strong>, ci tiene in scacco da <strong>10 anni</strong> ma <strong>non sappiamo se esista o meno</strong>. Sappiamo solo che proprio come il finto fidanzato di Pamela Prati, abbia destabilizzato mentalmente le sue vittime, i tifosi della Roma sotto tutti i punti di vista. Proprio come l&#8217;attrice fidanzata e pronta sposarsi con <strong>uno che non ha mai visto e che non esiste</strong>, sulle stesse basi illogiche <strong>i tifosi romanisti vogliono combattere un fantasma</strong>, un fumo grigio, che appena provi a prenderlo sparisce e si dissipa di nuovo nel nulla.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ieri sera &egrave; stata l&#8217;ultima battaglia<strong>, l&#8217;ultimo rigurgito di passione popolare</strong>, la resa o se preferite la &#8220;<em>morte</em>&#8221; dell&#8217;<strong>ultimo capitano</strong>, simbolo e baluardo romanista, <strong>Daniele De Rossi</strong>. L&#8217;ultima battaglia di una guerra impossibile da vincere che ci mette davanti a solo due alternative entrambe scomode: <strong>inchinarsi e sottomettersi al nuovo corso o scappare in ritirata disperdendosi.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Quel concetto di Roma non esiste pi&ugrave; battuto dalla sua ombra, o se preferite <strong>uomo ombra</strong>, e proprio come canta il cantante Salmo: <em>&#8220;Ho perso quando ho fatto a pugni contro l&#8217;ombra&#8221;.</em> L&#8217;ombra siamo noi, pronti addirittura all&#8217;estremo atto di masochismo <strong>rinunciando allo stadio per fare l&#8217;ultimo dispetto a chi comunque da questa storia ne uscir&agrave; senza graffi</strong> e molto probabilmente, se mai dovesse levare le tende, con il portafoglio molto pi&ugrave; gonfio di quando &egrave; arrivato.</span></p>
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		<title>Sarri smentisce l&#8217;incontro con Franco Baldini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>
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		<category><![CDATA[sarri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine della partita con il Malmoe Maurizio Sarri, tecnico del Chelsea, ha parlato i merito alle voci che lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Al termine della partita con il Malmoe <strong>Maurizio Sarri</strong>, tecnico del <strong>Chelsea</strong>, ha parlato i merito alle voci che lo vorrebbero sulla panchina della <strong>Roma </strong>il prossimo anno e, in particolare, <strong>sull&rsquo;incontro avvenuto con Franco Baldini</strong>. Queste le dichiarazioni a <em>Sky Sport</em>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>&ldquo;Una bella caz**ata. L&#8217;ultima volta che ho sentito Franco era in Sudafrica, penso sia ancora l&igrave;&rdquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Altre dichiarazioni sono arrivate a <em>BT Sport</em>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&#8220;<em>Nessun contatto con la Roma, ho un contratto con il Chelsea anche per la prossima stagione, &egrave; impossibile per me.&nbsp;C&#8217;&egrave; anche chi ha detto di avermi visto a cena a Londra con Baldini, ma l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho sentito era in Sudafrica e credo sia ancora l&igrave;&#8221;.</em></span></p>
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