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	<title>giannini Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jan 2025 22:53:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>giannini Archivi - Insideroma</title>
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		<title>Stramaccioni: &#8220;Ranieri ha rimesso in piedi la Roma, anche se non ancora del tutto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 22:52:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Stramaccioni, allenatore con un trascorso nelle giovanili della Roma ed oggi opinionista di Dazn, ha parlato della compagine giallorossi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/stramaccioni-ranieri-ha-rimesso-in-piedi-la-roma-anche-se-non-ancora-del-tutto/">Stramaccioni: &#8220;Ranieri ha rimesso in piedi la Roma, anche se non ancora del tutto&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Andrea Stramaccioni</strong>, allenatore con un trascorso nelle giovanili della <strong>Roma</strong> ed oggi opinionista di <strong>Dazn</strong>, ha parlato della compagine giallorossi ai microfoni dell&#8217;emittente radiofonica <em><strong>Tele Radio Stereo</strong></em>:</p>
<p><strong>Come può non essere rigore il mani di Sabelli contro il Genoa, alla luce anche di Open Var?</strong><br />
“Ieri c&#8217;era Antonio Damato, una persona seria e sempre molto equilibrata. Capisco che loro facciano il fermo-immagine, se fai una fotografia a quel momento è una cosa. In dinamica quel gesto di Sabelli, un mio ragazzo nelle giovanili della Roma, in altri campi è stato dato come calcio di rigore. Se l&#8217;arbitro avesse dato il rigore, probabilmente non lo avrebbero tolto. Per quello che abbiamo visto in campionato, in tanti episodi è un calcio di rigore. Quello di Sabelli è un braccio largo. Ho suggerito a Rocchi di semplificare il tema dei falli di mano. Oggi nessuno parla più del fuorigioco, ci possiamo tutti rammaricare di un centimetro ma non dice più niente nessuno. Il fallo di mano, invece, ci fa diventare matti. E&#8217; una cosa che secondo me mette in enorme difficoltà anche loro”.</p>
<p><strong>Come si può valutare una dinamica veloce con un rallenty?</strong><br />
“In teoria il discorso dovrebbe essere il contrario, il rallenty ti dovrebbe aiutare dove c&#8217;è una dinamica veloce. Cerco di essere imparziale, gli arbitri sono persone come noi: loro vanno nella direzione di fischiare sempre meno. Il rigore dovrebbe essere un episodio inequivoco, anche Rocchi ci ha dato ragione su questo. E&#8217; quel tornare all&#8217;episodio che cambia la partita. Contro il Genoa, per fortuna della Roma, la squadra ha trovato subito gol, altrimenti sarebbe diventato un episodio. Senza Var, comunque, non riusciamo più a giocare. Vedi Rebic contro il Cagliari. Tutti i giocatori, nei duelli, sono mentalizzati a sapere che ci sono 3-4 occhi che ti controllano. Il fallo di mano è rimasta una delle cose più complicate e da semplificare”.</p>
<p><strong>L&#8217;interpretazione non mette in difficoltà gli arbitri?</strong><br />
“Quando sei in panchina sei sempre coinvolto, ora che magari vedo le cose con uno sguardo professionale dico che serve, all&#8217;interno del gioco del calcio e di un&#8217;innovazione che lo ha cambiato, andare verso la semplicità e la chiarezza. E&#8217; quello che vogliono tifosi e addetti ai lavori. Ripeto il tema del fuorigioco, c&#8217;è la linea e non si discute più di quello”.</p>
<p><strong>Perché si cerca la perfezione e il non-errore nel calcio?</strong><br />
“Il calcio muove interessi enormi, si è andata a cercare un&#8217;affidabilità maggiore di ciò che avvenisse in campo. Siamo romani, abbiamo tutti vissuto periodi opinabili. Con la RAI l&#8217;estate scorsa ho commentato gli Europei U21, dove il Var non c&#8217;è: dopo i gironi l&#8217;hanno dovuta inserire di corsa. Impazzivano tutti, ormai il calcio è cambiato in questa direzione. Non sta a me giudicare se in meglio o in peggio. La scelta a monte era andare in una direzione più affidabile. In teoria oggi se c&#8217;è una grande polemica si risolve, vedere cose da anni &#8217;70-80 è molto difficile”.</p>
<p><strong>L&#8217;arbitro subisce o è viziato dall&#8217;essere educato al Var?</strong><br />
“Secondo me assolutamente sì. Ora tu arbitri sapendo che c&#8217;è dietro una macchina pronta ad aiutarti e supportarti. Rocchi dice sempre che vuole arbitri che decidono. L&#8217;avere il Var può rischiare di non creare i Collina, Rizzoli, Rosetti, Orsato. I nostri ex arbitri hanno tutti cariche importanti, la nostra classe arbitrale è sempre stata una delle migliori al mondo: lo dicono i riconoscimenti”.</p>
<p><strong>Sarebbe d&#8217;accordo a un ritorno al concetto di luce nel fuorigioco?</strong><br />
“No, ma va bene perfezionare quello che è in corso. C&#8217;è un coro inglese che dice &#8220;hai il naso in fuorigioco&#8221;. E&#8217; una battuta per dire che capisco i fuorigioco di 1-2 centimetri, ma oggi le difese lavorano sapendo che tu hai quella tutela lì. Questo è il calcio di adesso, possiamo fare i nostalgici ma secondo me bisogna lavorare sulla direzione che è stata presa”.</p>
<p><strong>Come si evolverà il calcio nei prossimi anni sotto questo punto di vista?</strong><br />
“Due cose innovative possono essere comunicare velocemente allo stadio che cosa ha fischiato l&#8217;arbitro. Sarebbe una cosa tranquilla, tanto ormai hai deciso. E&#8217; una cosa che fa parte però dello spettacolo. La seconda cosa potrebbe essere capire come avere la possibilità di una chiamata, ma non dovrebbe rallentare il gioco. Tre chiamate a partita sarebbero tante. Potrebbe essere sicuramente un passo avanti. Il primo segnale di Var è stato la Goal-Line Technology, ricordo ancora l&#8217;arbitro piegato a guardare vicino alla linea: sembrano anni luce fa”.</p>
<p><strong>Quale è stato l&#8217;apporto di Ranieri alla Roma?</strong><br />
“Un apporto fondamentale, decisivo. E&#8217; la riprova che il calcio non è solo schemi, diagonali e palle inattive. Il calcio è empatia, rapporto con i giocatori, essere al posto giusto nel momento giusto. Ho avuto la fortuna di respirare Ranieri, era alla Roma quando ero nelle giovanili. L&#8217;ho ritrovato all&#8217;Inter, dove ahimé l&#8217;ho sostituito. I fatti hanno confermato che il suo avvento in un determinato momento, societario e di campo, ha rimesso in piedi una Roma che ora sta dimostrando, anche se non ancora del tutto, che in una partita secca può battere chiunque. Ricordo che con Juric si contavano le palle gol, stesso modulo e stessi giocatori e a volte stesse situazioni. Ora è una Roma che gioca, si diverte. L&#8217;altro grande merito è aver messo Dybala al centro del villaggio”.</p>
<p><strong>Ranieri sta lavorando a blocchi, prima fase offensiva e poi a scendere?</strong><br />
“Li aveva bombardati tutta la settimana sulle preventive. Ho seguito le prime partite, me le ricordo bene. Il primo step è stato trovare l&#8217;assetto e i giocatori cardine, la spina dorsale. Questo non l&#8217;ha fatto bene, di più. E&#8217; stato anche fortunato con il ritorno di Saelemaekers, ma ha rimesso Hummels al centro della difesa a tre. A lui va anche il merito del ritorno ai suoi livelli di Paredes. A Napoli c&#8217;erano Paredes e Dybala dietro di me che facevano le ripetute. Ora c&#8217;è una squadra di carattere. Paredes per poco non si mangia l&#8217;arbitro dopo il rigore non dato per mani di Sabelli. Sono giocatori che Ranieri ha rimesso al centro del progetto. Prima ha trovato l&#8217;assetto, poi ha cominciato a lavorare sui blocchi. Era inutile lavorare sul metro con una squadra malata. E&#8217; come l&#8217;alfabeto. Ora la Roma sta cominciando a lavorare sui dettagli, quelli importanti. Da adesso in poi ricomincerà anche l&#8217;Europa, ti alleni giocando. La Roma è stata attentissima nell&#8217;ultima partita, la Roma ci aveva lavorato. Ranieri ha un aspetto paterno. Vedi con Pellegrini: conosco bene il ragazzo, è una persona sensibile, romano e romanista vero, che ha attraversato un momento difficilissimo. Ranieri si è comportato da papà: dalle conferenze ai paragoni con Lampard, poi da papà lo ha buttato dentro al derby. Al netto dei campanilismi, Ranieri ha compiuto un miracolo gestionale bellissimo. Vedere i compagni come lo hanno abbracciato e quello che gli hanno detto vuol dire aver creato l&#8217;atmosfera giusta. Questo è Ranieri”.</p>
<p><strong>Che opinione ha su Pellegrini?</strong><br />
“Sicuramente la sua qualità peculiare è l&#8217;attacco dell&#8217;ultimo terzo di campo, gli ultimi 20-25 metri: lo dicono i numeri. Contro la Lazio Provedel si arrabbia tantissimo con Gila, perché aveva lasciato a Pellegrini tempo e spazio per prendere la mira. Ha quel piede là. La fascia al braccio prima di lui la hanno portata monumenti come Di Bartolomei, Giannini, Totti e De Rossi. Se sei romano e romanista vale il triplo. C&#8217;è stato un momento no, a ottobre l&#8217;espulsione col Belgio è arrivata per eccesso di generosità. Ero allo stadio, lavorando a quella partita: Pellegrini ha fatto un&#8217;entrata con un coefficiente di rischio, ma su un palla corta di Bastoni e con Spalletti che diceva &#8220;dalla su&#8221;. Conosco il suo carattere, è un giocatore positivo nello spogliatoio. E&#8217; stimato da tutti, gli vogliono tutti bene e si vede da esultanze e battute dei giocatori, anche nuovi. Gli spogliatoi così sono una rarità, quando vedo giocatori scherzare e fare battute con un rapporto del genere è un valore aggiunto. Vedi Thuram con Lautaro, nell&#8217;Inter”.</p>
<p><strong>Come si può ovviare alla problematica della differenza tra la Roma in casa e in trasferta?</strong><br />
“Secondo me è una questione di mentalità, come atteggiamento della squadra lontano dall&#8217;Olimpico. Non sono preoccupato di questo nell&#8217;analisi della Roma. Torniamo al discorso di un passo alla volta. Ora la Roma ha trovato una continuità di prestazione. La Roma a Bologna ha giocato una buona gara fino al gol del vantaggio, poi il rigore ha cambiato la partita. Ma la Roma non ha perso una partita che, secondo me, diciotto squadre su venti avrebbero perso. Aspettiamo un attimo a giudicare, ora la Roma può costruire qualcosa di diverso anche in trasferta. Contro il Como è stata una partita incredibile. Questa Roma non ha mai giocato a un&#8217;intensità altissima, non ha nelle sue corde di giocare Atalanta-Style”.</p>
<p><strong>Un pensiero invece su Cristante?</strong><br />
“Ora ci sono tante partite, Paredes e Koné mi piacciono tantissimo e sono fortissimi ma Cristante è un giocatore che, soprattutto a due, può darti tanto. Secondo me ha sofferto tanto quando è stato portato da una zona lontana dalla sua propria, quella davanti alla difesa: lì è un giocatore importante. Ha fisicità e gioco aereo, può essere utile anche a partita in corso. Ranieri lo terrà sicuramente in considerazione”.</p>
<p><strong>Perché si attinge poco dalla Primavera e invece si vanno a prendere prospetti all&#8217;estero?</strong><br />
“E lo si dice a Roma, pensa le altre squadre che dovrebbero dire. La Roma ha tirato tanti giocatori della Primavera, ha tanti giocatori che sono arrivati in prima squadra. Mi piace parlare di ciò che conosco: fino a qualche anno fa avevo una cognizione piena di ciò che c&#8217;era nel settore giovanile della Roma, ora non più. Il mister è molto esperto, se ci fosse stato qualcuno da aggregare non avrebbe avuto problemi a farlo. Lasciamo perdere la partenza sfortunata, la Roma è una squadra forte e non è facile prendersi la maglia da titolare”.</p>
<p><strong>Sarebbe meglio investire subito su Frattesi o cercare un ricambio di Koné e investire poi col nuovo allenatore?</strong><br />
“Sono un sostenitore dell&#8217;idea che la squadra debba essere ragionata sulle caratteristiche dell&#8217;allenatore che vuoi prendere. Magari poi ci sono giocatori che vanno bene anche per il futuro. Mi ha stupito che in Inter-Empoli Frattesi non abbia fatto neanche un minuto, può giocare da mezzo destro o anche sottopunta quindi dalla Roma potrebbe essere considerato un investimento. Il prestito, però, non avrebbe senso”.</p>
<p><strong>Quale è l&#8217;allenatore italiano del futuro?</strong><br />
“Se parliamo di allenatori di alto livello non è facile. A Bologna Italiano dopo un momento complicato ora ha creato una squadra, è difficile giocarci contro e non era facile succedere a Thiago Motta. La Lazio sta facendo bene con Baroni, è una persona perbene. Un complimento va fatto a Simone Inzaghi: quando Conte tre giorni prima della chiusura del mercato dice che non sarebbe rimasto, va a prendere l&#8217;allenatore più adatto, anche se non il più forte e preparato, per la struttura che l&#8217;Inter aveva cioè il 3-5-2. Chi in Italia giocava col 3-5-2 con ottimi risultati? Inzaghi alla Lazio. Mettere l&#8217;allenatore nelle qualità che lui ha è la cosa migliore. Non capisco la scelta della Roma di Juric, quando c&#8217;era una squadra con caratteristiche non sue. Conosco Ivan da tempo, lo ho detto anche a lui. Non so perché la società lo abbia scelto, è stato scelto o dal punto di vista calcistico o per sinergie e quant&#8217;altro”.</p>
<p><strong>Se la Roma chiama, tornerebbe?</strong><br />
“Ho tantissimi amici della Roma, che stanno veramente nella Roma e che lavorano per la Roma per uno stipendio anche meno giusto di quello che fanno. Li porto nel cuore. Io per la Roma ci sto sempre”.</p>
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		<title>Giannini a Tuttosport: &#8220;Roma da Champions. Teniamo De Rossi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Papitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista al Principe Giuseppe Giannini da parte di Tuttosport oggi in edicola. &#8220;De Rossi mi esalta: pu&#242; avviare un nuovo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Intervista al Principe <strong>Giuseppe Giannini</strong> da parte di Tuttosport oggi in edicola. &#8220;<strong>De Rossi</strong> mi esalta: pu&ograve; avviare un nuovo grande progetto. Con <strong>Smalling</strong> e questo <strong>Pellegrini</strong>, poi&#8230; spero che <strong>Totti</strong> rientri in societ&agrave;. E magari anch&#8217;io&#8221;.&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p>Tuttosport</p>
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		<title>Giuseppe Giannini ricorda Roma-Slavia Praga: &#8220;Ci sembrava di aver vinto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Papitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla vigilia di Roma Slavia Praga di Europa League Giuseppe Giannini ha rilasciato un&#8217;intervista a Il Messaggero, in cui ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Alla vigilia di <strong>Roma Slavia Praga</strong> di Europa League <strong>Giuseppe Giannini</strong> ha rilasciato un&rsquo;intervista a <strong>Il Messaggero</strong>, in cui ha parlato della partita giocata nel 1996 in cui la Roma sub&igrave; la rete di Vavra nel finale.&nbsp;</span><span>Ecco uno stralcio delle sue parole:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>La Roma ne ha vissute di serate cos&igrave;.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>&laquo;Appunto. Spesso ci ricordiamo le partite memorabili, giocate con il cuore. Le vittorie sfiorate, mancate dopo aver vissuto grandi emozioni.&nbsp;Come Roma-Torino, finale di Coppa Italia del 1993, li addirittura di reti ne segnai tre, senza portare niente a casa&raquo;.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Lo ricorda il gol?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>&laquo;Carboni doveva calciare una punizione da destra, ma visto che era mancino non mi aspettavo la palla sul secondo palo, e andai sul primo. Di testa, in girata, l&rsquo;ho messa dentro. Una gioia accecante. Ci sembrava di essere arrivati al traguardo&raquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Poi, arriva Vavra.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>&laquo;Un gol casuale, tiro da fuori dopo un lungo rinvio del&nbsp;<a class="wiki" title="Wiki Roma 24: Portiere" href="https://laroma24.it/wiki/Portiere" rel="tag">portiere</a>. Quella sera &egrave; finita anche l&rsquo;avventura di Mazzone. E nel peggiore dei modi&raquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>E domani, come la vede?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>&laquo;Altra storia, altro momento.&nbsp;Non c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ansia da rimonta, ma ovvio, la Roma prover&agrave; a vincere per finire prima nel girone. Il pubblico per&ograve; s&igrave;, sar&agrave; lo stesso&raquo;.</em></span></p>
<p>Il Messaggero</p>
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		<title>Giuseppe Giannini al CdS: &#8220;Mourinho rimani. Roma è unica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Papitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mourinho]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex Capitano giallorosso che perse la finale di Coppa Uefa nel 1991 concede un&#8217;intervista al Corriere dello Sport: &#8220;In finale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;ex Capitano giallorosso che perse la finale di Coppa Uefa nel 1991 concede un&#8217;intervista al <strong>Corriere dello Sport</strong>: &#8220;In finale &egrave; meglio il Siviglia della Juve: hanno vinto 6 volte, potrebbero sentirsi sicuri e allora la Roma&#8230;&#8221;. <strong>Giannini</strong> poi si concede un pensiero su Mourinho: &#8220;In qualche grande club europeo potrebbe avere pi&ugrave; campioni ma l&#8217;amore dei tifosi giallorossi non ha eguali da nessun&#8217;altra parte. Roma &egrave; unica. Qui pu&ograve; continuare a costruire una squadra ancora pi&ugrave; forte e importante&#8221;.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</span></p>
<p>Corriere dello Sport</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/rassegna-stampa/giuseppe-giannini-al-cds-mourinho-rimani-roma-e-unica/">Giuseppe Giannini al CdS: &#8220;Mourinho rimani. Roma è unica&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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		<title>Giuseppe Giannini ricorda Vialli: &#8220;Era un leader. Un esempio. Periodo terribile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Papitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex centrocampista della Roma ha ricordato cos&#236; Gianluca Vialli in un&#8217;intervista a&#160;Il Messaggero: &#8220;Non &#232; possibile, un disastro. Dopo Sinisa, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;ex centrocampista della <strong>Roma</strong> ha ricordato cos&igrave; <strong>Gianluca Vialli</strong> in un&#8217;intervista a&nbsp;<em>Il Messaggero</em>: &#8220;Non &egrave; possibile, un disastro. Dopo Sinisa, anche lui. Periodo terribile. Era un leader. Bastava una parola, un gesto. Un esempio nello spogliatoio, con i suoi guizzi, la sua intelligenza e poi, qualcosa nota a tutti, le sue doti tecniche, che lo hanno reso giocatore unico. Luca &egrave; stato determinante per la vittoria dell&#8217;ultimo Europeo, con il carisma, i consigli e con quel sentimento forte per la maglia azzurra, trasmesso ai pi&ugrave; giovani, da calciatore e poi da dirigente&#8221;.</span></p>
<p>Il Messaggero</p>
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		<title>Giannini esalta Dybala: &#8220;Sarebbe un colpo alla Batistuta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Giannini&#160;indimenticato ex capitano della Roma esprime sulle colonne del Corriere dello Sport la sua opinione riguardo il possibile arrivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Giuseppe Giannini</span></strong>&nbsp;indimenticato ex capitano della Roma esprime sulle colonne del <strong>Corriere dello Sport</strong> la sua opinione riguardo il possibile arrivo dell&rsquo;argentino in giallorosso:<em>&nbsp;&#8220;<strong>Dybala</strong> alla Roma sarebbe un colpo fantastico. Il pi&ugrave; entusiasmante dopo l&rsquo;acquisto di <strong>Batistuta</strong>. Dove potrebbe arrivare la squadra con lui? Speriamo di poterlo scoprire. Di diritto con le prime tre, a mio avviso. Con Dybala e Abraham davanti, una buona difesa, l&rsquo;organizzazione in copertura che d&agrave; Mourinho penso proprio che possa inserirsi tra Juventus, Inter e Milan&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Fonte: Corriere dello Sport&nbsp;</span></p>
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		<title>Totti: &#8220;Dopo il ritiro avevo opportunità, ma la mia scelta di vita era di indossare un&#8217;unica maglia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Totti, leggenda ed ex capitano della Roma, &#232; intervenuto in diretta su Sky Sport tramite videochiamata: Come passi il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/totti-dopo-il-ritiro-avevo-opportunita-ma-la-mia-scelta-di-vita-era-di-indossare-ununica-maglia/">Totti: &#8220;Dopo il ritiro avevo opportunità, ma la mia scelta di vita era di indossare un&#8217;unica maglia&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Francesco Totti</strong>, leggenda ed ex capitano della <strong>Roma</strong>, &egrave; intervenuto in diretta su <em>Sky Sport</em> tramite videochiamata:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come passi il tempo a casa?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>La giornata &egrave; lunga ma per fortuna ho una famiglia che mi sostiene e stiamo sempre dietro ai bambini, tra compiti, giochi, palestra il tempo passa</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>C&#8217;&egrave; qualche film che ti piace particolarmente e che rivedresti?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>In questi 20 giorni abbiamo scaricato Netflix tra Serie Tv e film. La sera &egrave; l&#8217;unico modo per passare il tempo e da stasera inizier&agrave; la Casa di Carta</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Cosa state facendo per aiutare lo Spallanzani?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Non ci saremmo mai aspettati di trovarci in queste condizioni, un problema reale, serio. Abbiamo comprato 15 macchinari, abbiamo raccolto quasi 350.000 euro che utilizzeremo nel migliore dei modi, prendendo autoambulanze, macchinari per salvare quante pi&ugrave; persone possibili. Con i campioni del mondo 2006 abbiamo realizzato un&#8217;iniziativa con la Croce Rossa e abbiamo ottenuto una bella somma</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Lippi: non credevi di poter recuperare per il mondiale 2006. Alla fine ci sei riuscito con una gran forza di volont&agrave;</strong></span><br /><span>&#8220;<em>A febbraio ebbi quell&#8217;infortunio molto serio. La sera stessa Mariani mi oper&ograve; per la frattura del perone e la rottura dei legamenti. Fu un intervento duro, mi pass&ograve; in testa qualsiasi cosa, ero sicuro che non sarei riuscito ad andare ai mondiali. Mariani mi disse dopo l&#8217;intervento che aveva fatto tutto e che sarebbe toccato a me di recuperare. Il giorno dopo ebbi questa bellissima sorpresa con la visita di Lippi. Vidi la volont&agrave;, l&#8217;amore e la voglia che mi trasmise il mister con quel discorso. Mi diede la forza di uscire dal tunnel lungo e buio con la voglia di partecipare al mondiale. Sapevo sarebbe stato l&#8217;ultimo. Grazie al mister e ai compagni ho avuto la forza in pi&ugrave; per partecipare e vincere il trofeo pi&ugrave; importante si possa vincere</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come mai hai lasciato presto la Nazionale?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Era una decisione presa prima di farmi male. Ogni anno facevo quasi 60 gare e avevo un problema alla schiena e dovevo mettere da parte qualcosa. Non potevo mettere da parte la Roma, anche perch&eacute; non giocando con la Roma non sarei potuto andare in nazionale. La Roma &egrave; stata tutto, la vita, il mio percorso pi&ugrave; bello. Fortunatamente ho chiuso l&#8217;avventura in nazionale vincendo il mondiale</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Del Piero: Siamo cresciuti insieme. Le nostre carriere sono simili. Come vedeva la figura mia e della Juve nei confronti della sua figura e di quella della Roma. Com&#8217;&egrave; stata vissuta nell&#8217;arco della sua carriera?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Ci hanno messo sempre in competizione, hanno cercato di metterci contro ma vendo due caratteri quasi simili ci siamo uniti sempre di pi&ugrave;. Ci siamo capiti l&#8217;un contro l&#8217;altro. Ognuno ha sostenuto l&#8217;altro. Avevamo e abbiamo un gran rapporto e nessuno ce lo toglier&agrave;</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>De Rossi ha chiuso la carriera con un&#8217;altra maglia. Tu l&#8217;avresti fatto avendo l&#8217;opportunit&agrave;?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Rispetto ci&ograve; che ha fatto Daniele, ognuno &egrave; libero di fare le proprie scelte. Di opportunit&agrave; ne ho avute a fine carriera, sia all&#8217;estero che in Italia ma ero dubbioso. Io volevo continuare, sentivo di poter dare ancora qualcosa ma alla fine un anno o due non avrebbe cambiato nulla. La mia scelta di vita era di indossare un&#8217;unica maglia e fare un anno fuori avrebbe cambiato tutto, avrei cancellato tutto</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Chi ti ha chiamato dall&#8217;Italia?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>La Samp mi voleva a tutti i costi, Ferrero ha un debole per me, &egrave; romano e romanista</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La Samp ti voleva anche all&#8217;inizio della carriera</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Se non ci fosse stato il torneo Citt&agrave; di Roma con Ajax e &#8216;Gladbach&nbsp;io la settimana dopo sarei andato alla Samp. Il mister non mi vedeva bene ma quella serata cambi&ograve; tutto. Fortunatamente sono riuscito a rimanere in questa splendida citt&agrave;. Chi lo sa dove sarei andato</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Se non avessi fatto il calciatore, quale altro sport avrebbe fatto?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Se non avessi fatto il calciatore avrei fatto qualsiasi sport. Ultimamente mi trovo bene con il padel, avrei giocato a tennis. Avrei fatto il benzinaio anche per l&#8217;odore della benzina</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Mangiante: Sei amico con Federer. Cosa vi lega? Lui disse che tu sei stato una fonte di ispirazione per giocare fino a 40 anni. Sei andato anche a vederlo giocare nell&#8217;ATP Finals di Londra, com&#8217;&egrave; andata?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Lui per me &egrave; il tennis, &egrave; un mio amico. Spesso ci sentiamo via messaggio. Lui non parla italiano, io non parlo inglese, con translate &egrave; pi&ugrave; semplice. Purtroppo siamo lontani, lui &egrave; sempre in giro per il mondo, io prima giocavo e non potevo muovermi tanto. C&#8217;&egrave; stima reciproca, mi identifico tanto con lui. Quando lui fa punto &egrave; la normalit&agrave;, come quando io facevo un passaggio di prima mentre per altri sarebbe impossibile fare queste cose. Lui &egrave; il tennis, un personaggio esemplare, positivo, lui &egrave; Federer</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Giannini?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Avevo il poster suo nella casa a San Giovanni</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Giannini: Ci sono tante cose che ci legano, i colori giallo e rosso, il numero e il pezzo di stoffa portato al braccio importantissimo. Quando vuoi ci sfidiamo a tennis</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Accetto la sfida volentieri. Lo ringrazio perch&eacute; quando avevo 16 anni mi ha dato tanti consigli. Sono stato molto fortunato ad averlo vicino. Quel pezzetto di stoffa &egrave; diverso da tutto il resto: per noi romani significava tanto, portare pi&ugrave; in alto possibile i colori della Roma. Essere capitano della Roma &egrave; un vanto, un privilegio, un onore che tutti i bambini vorrebbero realizzare</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Che emozioni ricordi di tre anni fa?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>&Egrave; come se non fossero passati tre anni. Spesso e volentieri riguardo quella giornata indimenticabile, nella quale si racchiude tutto il mio amore per questa squadra, per i colori e per i tifosi. Ricordo tutto, speravo non arrivasse mai la fine. Quando ho fatto la passerella non avrei voluto salutare alcune persone, ma per quello che c&rsquo;era intorno ho dovuto mettere tutto da parte. &Egrave;&nbsp;un giorno bello e brutto allo stesso tempo. Brutto&nbsp;perch&eacute; ho smesso di giocare, bello per l&rsquo;amore che mi ha dato la gente quel giorno. Non pensavo si potesse piangere cos&igrave;, non ho retto nemmeno all&rsquo;emozione. Sapevo cosa sarebbe potuto succedere in quella partita e li ringrazier&ograve; per sempre perch&eacute; mi hanno dato e mi danno ancora tanto. Il campo per me era tutto, sapevo quello che potevo dare e contraccambiavo in campo lo facevo per far contento questo popolo che, per la Roma, farebbe qualsiasi cosa. So cosa significa essere romani e romanisti, cosa significa vedere la Roma dalla Curva o dalla Tribuna. I romani sono questi e sono fiero</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Quale partita vorresti rivedere tra Roma-Parma del 2001, Lazio-Roma 1-5, Roma-Juve&nbsp;4-0 e Inter-Roma 2-3 con quel pallonetto?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Tutte e 4 le gare hanno un sapore diverso. Il pallonetto &egrave; tra i pi&ugrave; bei gol della carriera, con la Juve c&#8217;&egrave; sempre stata rivalit&agrave; e fu una gara stratosferica. Nel derby ci fu la dedica a Ilary (Sei unica), magari se non avessi fatto quel gol non avrebbe mai visto quella e non l&#8217;avrei mai sposata. Roma-Parma &egrave; la gara dello scudetto, dico quella</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Pizarro: tra il gol di San Siro e il gol contro la Samp quale scegli?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Il Peq &egrave; il numero uno, un figlio di una buona donna (ride ndr). Veramente un simpaticone, fa scherzi quotidianamente. Quando gli rode &egrave; un permalosone. Comunque tra i due gol</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Bergomi: Quanto ti piaceva giocare qui a San Siro, quali emozioni ti dava?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>La scala del calcio, dopo l&#8217;Olimpico lo stadio pi&ugrave; significativo, min dava emozioni, l&igrave; tra Inter e Milan ho fatto tanti gol per fortuna, con prestazioni ad alto livello. L&igrave; erano abituati a vedere i campioni. Uno stadio dove ti veniva voglia di giocare</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il tuo rapporto con il primo Spalletti? Cosa &egrave; successo dopo?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Sono stati due personaggi diversi. Il primo Spalletti &egrave; stato top, come un secondo padre, una persona con cui stavo quasi h24. Il secondo Spalletti ha avuto le sue ragioni, ha voluto non dico mettermi i bastoni tra le ruote ma le cose non sono andate come avrei voluto. Ho cercato di tenere la testa alta e fare il mio meglio anche se ero in difficolt&agrave;</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dopo aver segnato di rovesciata al derby cosa hai pensato?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Quello era un derby ormai perso, perdevamo 2-0 e poi nella ripresa siamo rientrati con un&#8217;altra mentalit&agrave; e cattiveria e voglia di ribaltare il risultato. Mi sono trovato al posto giusto al momento giusto in entrambi i gol. Il secondo &egrave; stato molto difficile: a quell&#8217;et&agrave; fare un balzo del genere non &egrave; facile</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Hai una bella amicizia con Simone Inzaghi. Qual &egrave; stato il giocatore della Lazio con cui hai avuto pi&ugrave; rivalit&agrave;?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Con Simone ho un bellissimo rapporto, c&#8217;&egrave; rispetto reciproco, abbiamo giocato in nazionale, condividiamo tanti amici. Lui &egrave; tra gli allenatori pi&ugrave; forti della Serie A, sta facendo grandi cose. Rivalit&agrave; con Nesta, con cui ho un ottimo rapporto</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Da tifoso romanista come stavi vedendo l&#8217;ascesa di una Lazio straordinaria. Saresti stato contento per l&#8217;amico Inzaghi o avresti preferito non vincesse il campionato?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Sarei stato contento se avesse allenato un&#8217;altra squadra. Da tifoso della Roma spero si fermino il prima possibile. Sono quelle annate in cui ti dice tutto bene. Spero ci possa essere un black out il prima possibile</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Marchegiani: ero presente a Roma-Torino quando entrasti a pochi minuti dalla fine e, con due palloni toccati, facesti vincere la tua Roma. Cose che fanno solo i pi&ugrave; grandi. Perch&eacute; oggi cos&igrave; pochi numeri 10 come tu e Del Piero?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Del Piero va visto e rivisto nelle scuole calcio di tutto il mondo. Trovare un altro numero 10 non sar&agrave; facile perch&eacute; ognuno ha le sue caratteristiche, il suo metodo di giocare. Bisogna puntare tanto sui settori giovanili e non cercare all&#8217;estero gli stranieri</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Domanda di Assogna: con la tua societ&agrave; di Scouting hai gi&agrave; individuato dei profili interessanti e hai gi&agrave; chiamato questi giovani calciatori e che reazioni hanno avuto?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Eravamo partiti con questo progetto ma ora siamo un po&#8217; bloccati, anche se stiamo lavorando lo stesso. Vorrei trovare un altro Totti. Cercher&ograve; in tutto il mondo, in Italia e in Europa. Cercher&ograve; di farli crescere nel migliore dei modi. Ho preso qualche giovane e lo crescer&ograve; come ho sempre voluto fare col mio pensiero. Riuscir&ograve; a trovarlo</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Che idea ti sei fatto di Fonseca?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>In questo momento, la Roma &egrave; alti e bassi e purtroppo siamo abituati a questo. Fonseca &egrave; un grandissimo allenatore che sta capendo il calcio italiano, sta capendo Roma e tante cose. Me ne parlano tutti bene, in primis i giocatori. Con alcuni innesti precisi della societ&agrave;, possiamo fare un grandissimo campionato l&#8217;anno prossimo</em>&#8220;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Da sottolineare il possiamo</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Anche se sono fuori da Trigoria il mio cuore &egrave; l&igrave; dentro</em>&#8220;.</span></p>
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		<title>Giannini: &#8220;Che peccato, grande prova. Mancano i gol degli esterni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[derby]]></category>
		<category><![CDATA[gasport]]></category>
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		<category><![CDATA[giannini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe&#160;Giannini,&#160;grande ex capitano della&#160;Roma, ha commentato la prestazione dei giallorossi. Uno stralcio delle sue parole a La Gazzetta dello Sport: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Giuseppe&nbsp;<strong>Giannini</strong>,&nbsp;grande ex capitano della&nbsp;Roma, ha commentato la prestazione dei giallorossi. Uno stralcio delle sue parole a<em> La Gazzetta dello Sport</em>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Con tante occasioni, &egrave; mancato il gol per&ograve;.</span></strong><br /><span><em>&laquo;S&igrave;, ma non &egrave; mancato Dzeko, che a me &egrave; piaciuto per come si &egrave; mosso e per la sua capacit&agrave; di essere leader. Purtroppo alla Roma, e non solo oggi, mancano le reti degli esterni e magari anche dei centrocampisti. Non pu&ograve; essere sempre e solo Edin a risolvere le situazioni&raquo;.</em></span></p>
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		<title>Giannini: &#8220;La Roma non deve esaltarsi e correre a fari spenti. Dzeko è un leader&#8221;</title>
		<link>https://insideroma.com/news/breaking-news/giannini-la-roma-non-deve-esaltarsi-e-correre-a-fari-spenti-dzeko-e-un-leader/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Giannini, ex giocatore e capitano della Roma, ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb.com della compagine giallorossa: &#8220;&#200;&#160;un momento importante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Giuseppe Giannini</strong>, ex giocatore e capitano della <strong>Roma</strong>, ha parlato ai microfoni di <em>tuttomercatoweb.com</em> della compagine giallorossa:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&#8220;<em>&Egrave;&nbsp;un momento importante anche perch&eacute;&nbsp;quando ci sono partite ravvicinate il rischio &egrave; di uscirne male.&nbsp;&Egrave;&nbsp;stato un successo importante anche per consolidare a livello di immagine ci&ograve; che la Roma &egrave; sempre stata</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Per il campionato che segnala manda la Roma?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Credo che giallorossi debbano correre a fari spenti, senza esaltarsi o andare a mirare mete di cui ora &egrave; prematuro parlare. Credo che per lo scudetto sia molto difficile, l&#8217;obiettivo quarto posto invece &egrave; un traguardo assolutamente possibile. Gli ultimi arrivati peraltro hanno alzato il livello tecnico e di esperienza anche se uno di questi, Smalling, deve ancora giocare</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Da grande centrocampista che cosa pensa di Veretout e del suo inizio con i giallorossi?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Mi &egrave; sempre piaciuto, anche quando era alla Fiorentina. Qualcuno aveva storto il naso al momento del suo acquisto, invece sta facendo molto bene, ha giocato due buonissime partite e spero possa continuare cos&igrave;. Ha caratteristiche che altri non hanno: abbina qualit&agrave; e quantit&agrave; ed &egrave; un punto di riferimento e di equilibrio quando la Roma decide di far giocare Pellegrini e Zaniolo</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Si aspettava che Dzeko potesse diventare il leader di questa squadra?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>&Egrave;&nbsp;un leader simile, come atteggiamento a Totti. Non &egrave; cio&egrave; un leader che trascina i compagni col carattere o gli atteggiamenti ma lo fa con la sua qualit&agrave;, le sue giocate, la sua visione di gioco, il calcio che ha in testa</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>E poi c&#8217;&egrave; Pellegrini, sempre pi&ugrave; importante&#8230;</strong></span><br /><span>&#8220;<em>&Egrave;&nbsp;un giocatore che sta compiendo il passo definitivo per la sua crescita. Si &egrave; trasformato e sta mostrando le sue qualit&agrave; sia segnando sia sfornando assist. E sta facendo bene in Nazionale e nella Roma</em>&#8220;.</span></p>
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		<title>Da Ago a Daniele, passando per Giannini e Totti, quant’è difficile dirsi addio senza polemiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; MATTEO LUCIANI &#8211; In principio fu&#160;&#8216;Ago&#8217;&#160;Di Bartolomei, poi &#232; toccato al&#160;&#8216;Principe&#8217;&#160;Giannini e al &#8216;Capitano&#8217;&#160;Francesco Totti, mentre l&#8217;ultimo, soltanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &ndash; MATTEO LUCIANI &#8211; In principio fu&nbsp;<em>&lsquo;Ago&rsquo;</em>&nbsp;<strong>Di Bartolomei</strong>, poi &egrave; toccato al&nbsp;<em>&lsquo;Principe&rsquo;</em>&nbsp;<strong>Giannini</strong> e al <em>&lsquo;Capitano&rsquo;</em>&nbsp;Francesco <strong>Totti</strong>, mentre l&rsquo;ultimo, soltanto in ordine cronologico, &egrave; stato Daniele <strong>De Rossi</strong>; nella&nbsp;Roma&nbsp;giallorossa,&nbsp;staccarsi&nbsp;dalla propria bandiera&nbsp;in modo pacifico appare praticamente impossibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Icone di generazioni diverse, le <strong>quattro leggende </strong>del club capitolino sono state <strong>accomunate dalla fascia di capitano e dal&nbsp;dna <em>romano e romanista</em>, ma non solo</strong>; i <strong>capitoli finali</strong> delle carriere a tinte giallorosse del poker di protagonisti citati purtroppo <strong>non</strong> sono stati <strong>degni delle meravigliose storie d&rsquo;amore</strong> che hanno contraddistinto i vari anni di militanza con la maglia da loro sempre amata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Agostino Di Bartolomei</strong>, capitano di mille battaglie, protagonista del&nbsp;secondo tricolore della storia romanista&nbsp;e vincitore di&nbsp;tre coppe nazionali, <strong>lascia il club capitolino</strong>, dopo&nbsp;ben undici anni di militanza, <strong>al termine della&nbsp;stagione 1983/84</strong>. Davanti al pubblico di casa, il&nbsp;30 maggio del 1984, la Roma vive una notte (sportivamente) tragica, perdendo ai&nbsp;calci di rigore la <strong>Finale</strong> della <strong>Coppa dei Campioni</strong> contro il <strong>Liverpool</strong>&nbsp;del portiere-giullare&nbsp;Bruce Grobbelaar. Quel <strong>maledetto</strong> <strong>epilogo</strong>, per i colori giallorossi, segna <strong>anche la conclusione del secondo ciclo dell&rsquo;allenatore svedese&nbsp;Liedholm</strong>, vero e proprio mentore di &lsquo;Ago&rsquo;, nella Capitale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Al capitano di un&rsquo;intera generazione romanista&nbsp;viene brutalmente fatto capire che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; spazio per lui.</strong> A Roma arriva un altro svedese,&nbsp;<strong>Eriksson</strong>, che nel suo&nbsp;calcio frenetico&nbsp;proprio non vede la figura di Di Bartolomei in mezzo al campo. Il&nbsp;presidente <strong>Viola</strong>&nbsp;parla di motivi&nbsp;<em>&ldquo;di ordine tecnico e comportamentale&rdquo;&nbsp;</em>per i quali il ragazzo di&nbsp;Tor Marancia&nbsp;non pu&ograve; pi&ugrave; restare nella Capitale, a casa sua.&nbsp;Liedholm lo porta con s&eacute;, al <strong>Milan</strong>, mentre <strong>Roma &egrave; in rivolta</strong> e&nbsp;la Curva Sud dedica a &lsquo;Diba&rsquo; lo <strong>striscione</strong>: <em>&laquo;Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva&raquo;</em>. Il finale della grande storia d&rsquo;amore tra Di Bartolomei e la Roma, tuttavia, sar&agrave; ancor pi&ugrave; amaro. Durante il primo campionato nella citt&agrave; meneghina, infatti,&nbsp;<strong>dopo poche giornate si gioca Milan-Roma; Di Bartolomei segna e festeggia</strong>.&nbsp;L&rsquo;esultanza &egrave; rabbiosa, quasi esagerata. La tifoseria capitolina, a quel punto, si sente&nbsp;tradita e non perdona, riservando al suo vecchio capitano un&rsquo;accoglienza piuttosto dura nella gara di ritorno; una sfida nella quale&nbsp;Di Bartolomei mostra tutto il proprio nervosismo&nbsp;commettendo un brutto fallo sul grande amico&nbsp;Bruno Conti&nbsp;e arrivando perfino alle mani con&nbsp;&lsquo;Ciccio&rsquo; Graziani. <strong>Il rapporto tra Agostino e la Roma si rovina inesorabilmente nonostante un amore che, da ambo le parti, rimarr&agrave; sempre fortissimo.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>L&rsquo;eredit&agrave; del capitano-tifoso viene in fretta raccolta da&nbsp;Giuseppe Giannini</strong>, cresciuto all&rsquo;ombra dello stesso Di Bartolomei, a partire dalla fine degli&nbsp;anni Ottanta.&nbsp;&lsquo;Il Principe&rsquo;, come verr&agrave; soprannominato per il portamento elegante tenuto sul rettangolo verde, cresce e si afferma in una Roma ben diversa da quella vincente di &lsquo;Ago&rsquo;. <strong>Sono&nbsp;anni duri per i tifosi della Lupa</strong>, soprattutto&nbsp;dopo la morte del leggendario presidente Dino Viola&nbsp;e la breve gestione di&nbsp;Ciarrapico, al termine della quale&nbsp;la Roma si trova sull&rsquo;orlo del fallimento. <strong>Giannini, per&ograve;, non si muove, rinunciando alla possibilit&agrave; vincere in club pi&ugrave; ambiziosi e&nbsp;giurando fedelt&agrave; eterna ai colori giallorossi</strong>&nbsp;nonostante una squadra non all&rsquo;altezza della sua classe. <strong>Tutto cambia quando la societ&agrave; capitolina passa nelle mani di&nbsp;Franco Sensi.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il rapporto tra i due non nasce nel migliore dei modi e si logora definitivamente nel marzo del 1994.</strong> La Roma naviga nei bassifondi della classifica e&nbsp;sfida la Lazio in un derby di vitale importanza. Vanno subito avanti i biancocelesti con&nbsp;<strong>Beppe</strong> <strong>Signori</strong>. Sul finire del match, uno scatenato giovane proveniente dalla primavera giallorossa,&nbsp;<strong>Francesco</strong> <strong>Totti</strong>, si procura il&nbsp;calcio di rigore&nbsp;che pu&ograve; ristabilire la parit&agrave;; <strong>sul dischetto va &lsquo;il Principe&rsquo;, che&nbsp;sbaglia per&ograve; clamorosamente</strong>. A fine gara, esplode la rabbia di <strong>Sensi</strong>: <em>&ldquo;se uno ha un rigore e lo sbaglia, non &egrave; degno di stare in questa squadra.&nbsp;Doveva tirare un altro al posto di Giannini, ma se poi avesse sbagliato voi giornalisti cosa avreste scritto?&ldquo;</em>. <strong>Il rapporto tra la Roma ed il suo capitano prosegue per altre due stagioni</strong>, principalmente&nbsp;grazie alla stima del tecnico Carlo Mazzone, di cui Giannini &egrave; il pupillo, <strong>ma finisce nell&rsquo;estate del 1996&nbsp;nel peggiore dei modi</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Mazzone saluta la Capitale e&nbsp;&lsquo;il Principe&rsquo; viene scaricato senza troppi complimenti</strong>; costretto ad abbandonare il sogno di giocare tutta la carriera soltanto con la maglia della sua amata Roma,&nbsp;Giannini emigra in Austria&nbsp;(<em>con tanto di sciarpetta giallorossa al collo il giorno della presentazione con lo&nbsp;Sturm Graz</em>) prima di finire col calcio giocato tra&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Lecce</strong>.&nbsp;Il&nbsp;<strong>17 maggio del 2000</strong>, <strong>Giannini torna nella Capitale per dare&nbsp;l&rsquo;addio al calcio&nbsp;</strong>in quell&rsquo;Olimpico&nbsp;che tante volte lo aveva visto trascinare i suoi compagni. La <strong>Lazio</strong>, da pochi giorni, si &egrave; laureata&nbsp;<strong>Campione d&rsquo;Italia</strong>&nbsp;e <strong>la manifestazione diventa l&rsquo;occasione, per alcuni sostenitori romanisti, per&nbsp;dimostrare tutta la rabbia contro il presidente giallorosso Sensi</strong>. <em>Zolle del prato strappate e porte distrutte: la storia di Giannini con la Roma e la sua gente non poteva finire in modo pi&ugrave; brutto.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Si arriva, cos&igrave;, all&rsquo;epopea di Francesco Totti</strong>&nbsp;che, come in un&rsquo;ideale staffetta,&nbsp;raccoglie il testimone, un tempo affidato ad Agostino Di Bartolomei, dallo stesso Giannini.&nbsp;&lsquo;<em>Er Pupone</em>&rsquo;, grazie ad una squadra di grande valore costruitagli attorno, riesce l&igrave; dove &lsquo;il Principe&rsquo; aveva fallito:&nbsp;la conquista del <strong>terzo tricolore della storia romanista</strong>.&nbsp;Arrivano successi e record.&nbsp;Totti scrive la storia della sua squadra e del calcio italiano&nbsp;grazie a numeri impressionanti. La Roma, nel frattempo, passa&nbsp;dalla <strong>famiglia</strong> <strong>Sensi</strong> ad un consorzio&nbsp;&lsquo;made in USA&rsquo;.&nbsp;L&rsquo;uomo forte del gruppo,&nbsp;<strong>James</strong> <strong>Pallotta</strong>, diventa presidente del club nell&rsquo;agosto del 2012&nbsp;e garantisce: <em>&ldquo;Totti? Decider&agrave; lui quando smettere&ldquo;</em>. I fatti sembrano dargli ragione visto che, sul finire del&nbsp;2013, Totti firma un&nbsp;prolungamento del contratto da calciatore per altri tre anni&nbsp;(oltre ad un accordo da&nbsp;dirigente per ben sei stagioni). Il capitano, fiero, esclama: <em>&ldquo;La Roma mi ha trattato come una bandiera. A Del Piero non &egrave; successo..&ldquo;</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Parole che, tuttavia, sembrano diventare ancor pi&ugrave; lontane rispetto agli effettivi due anni e mezzo nel&nbsp;febbraio del 2016.</strong> Il Capitano, ormai vicino alla scadenza del proprio contratto,&nbsp;non riceve comunicazioni dalla societ&agrave; e chiede &ldquo;<em>rispetto</em>&rdquo;&nbsp;per la sua figura.&nbsp;<strong>La Roma non si espone sulla possibilit&agrave; di rinnovo, facendo filtrare, anzi, la decisione di&nbsp;considerare il Totti calciatore ormai un ex</strong> visti i quarant&rsquo;anni imminenti. Il numero dieci, dal canto suo, non ci sta,&nbsp;vuole continuare a giocare e inizia a <strong>valutare anche offerte di altri club</strong>. Si tratterebbe del finale pi&ugrave; amaro; per fortuna, per&ograve;, viene sventato. A far pendere l&rsquo;ago della bilancia dalla parte di Totti sono la sua classe e l&rsquo;ambiente in cui si trova pi&ugrave; a suo agio: il rettangolo verde.&nbsp;Quattro gol decisivi nel giro di poche settimane tra Atalanta, Torino e Genoa&nbsp;ma, soprattutto, la sensazione che&nbsp;appena scende in campo lui si accenda la luce. <strong>Alla fine, dunque, pur con la sensazione che tanto il club quanto l&rsquo;allora mister Luciano Spalletti non siano entusiasti, Totti sigla il rinnovo per un&rsquo;ulteriore stagione da calciatore. </strong>La stagione 2016/2017 inizia come era terminata quella precedente: con un Totti sempre decisivo quando chiamato in causa, ad esempio <strong>nel match casalingo sotto un terribile nubifragio contro la Sampdoria</strong> di Giampaolo. Un <strong>assist pazzesco</strong> per <strong>Dzeko</strong> e un <strong>calcio di rigore realizzato</strong> a tempo ormai scaduto regalano alla Roma tre punti importanti, dopo che la squadra era andata sotto nel punteggio e aveva mostrato tanta confusione in campo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Scorrono le settimane, tuttavia, e Totti perde sempre pi&ugrave; spazio nelle gerarchie del tecnico Spalletti;</strong> un po&rsquo; a causa di alcuni contrattempi fisici, un po&rsquo; perch&eacute; i quarant&rsquo;anni ormai compiuti iniziano a farsi sentire sulle gambe del talento di Porta Metronia<strong>, si ripropone la medesima situazione della stagione precedente: tra il numero dieci giallorosso e l&rsquo;allenatore toscano volano stracci</strong>. La stagione, comunque, si conclude con la Roma che raggiunge la qualificazione diretta alla successiva Champions League e il record di punti nella propria storia in Serie A (87).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Francesco Totti</strong> prende tempo sul proprio futuro, da parte sua non molto contento del trattamento della societ&agrave; nei suoi confronti, ma alla fine sceglie di iniziare il percorso dirigenziale gi&agrave; prospettatogli anni prima sotto la gestione di Rosella Sensi. &ldquo;<em>Tutti vissero felici e contenti</em>&rdquo;? <strong>Macch&eacute;.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Dopo un anno di apprendistato nelle retrovie, l&rsquo;ex numero dieci reclama pi&ugrave; spazio nella dirigenza romanista, stufo di essere unicamente una &lsquo;figurina&rsquo; da spedire in giro per il mondo e soprattutto di sottostare alle decisioni del suo &lsquo;nemico giurato&rsquo; <strong>Franco Baldini</strong>, consigliere personale del presidente Pallotta. Si arriva, infine, alla clamorosa rottura e all&rsquo;innaturale addio di Francesco Totti alla Roma: un&rsquo;altra bandiera che si separa polemicamente dai colori giallorossi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il caso pi&ugrave; recente, invece, riguarda <strong>Daniele De Rossi</strong>. Cresciuto nel settore giovanile del club e lanciato tra i &lsquo;grandi&rsquo; sul finire della stagione 2002/2003 da Fabio Capello, il centrocampista di Ostia si afferma negli anni come uno dei calciatori pi&ugrave; completi a giostrare in mezzo al campo. Non tardano, dunque, ad arrivare offerte dalle squadre pi&ugrave; importanti d&rsquo;Europa, <strong>Real Madrid</strong> su tutti. Nell&rsquo;estate del 2008, in particolare, le &lsquo;<em>Merengues&rsquo;</em> mettono sul piatto una proposta sontuosa sia alla Roma di Rosella Sensi sia al ragazzo; la societ&agrave; capitolina avrebbe bisogno di soldi freschi, viste le sue casse malandate, ma declina la proposta perch&eacute; non se la sente di tradire il proprio popolo con una cessione sentimentalmente tanto dolorosa. Dal canto suo, De Rossi &egrave; ben contento di rimanere in giallorosso perch&eacute;, come ha modo di spiegare in prima persona, &ldquo;<em>il mio rimpianto &egrave; quello di poter donare una sola carriera alla Roma</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Un amore del genere sembrerebbe non poter avere fine e invece</strong> si arriva allo scorso maggio con Daniele De Rossi con il contratto in scadenza alla fine del mese seguente e senza notizie sul futuro da parte della Roma. Il calciatore comprende bene che segnali del genere non siano incoraggianti in merito alla possibilit&agrave; di restare e infatti<strong> il 14 maggio il club annuncia con un comunicato che l&rsquo;esperienza, anzi sarebbe meglio dire la vita, giallorossa di De Rossi ha fine con la naturale scadenza del suo contratto il 30 giugno successivo</strong>. <em>I tifosi giallorossi esplodono di rabbia,</em> ma a nulla servono le proteste verso la societ&agrave; americana con la richiesta di tornare sui propri passi: <strong>Daniele De Rossi sceglie di continuare a giocare, ma non pu&ograve; farlo con la Roma</strong>. Rifiuta la <strong>Fiorentina</strong>, perch&eacute; proprio non ce la farebbe a scendere in campo contro chi veste la maglia della &lsquo;magica&rsquo; e sposa il progetto del <strong>Boca Juniors</strong>, da sempre compagine ammirata dal ragazzo per il calore del suo stadio e dei suoi tifosi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Finisce, dunque, in modo traumatico, beffardamente per l&rsquo;ennesima volta, quella che era stata una fantastica storia d&rsquo;amore tra la Roma, il suo popolo e un capitano romano e romanista.</em></span></p>
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		<title>Giannini: &#8220;I modi e le tempistiche del mancato rinnovo non sono stati adatti a un personaggio importante come De Rossi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Giannini, ex giocatore della Roma,&#160;ha rilasciato alcune dichiarazioni a&#160;Sky Sport&#160;nel corso degli Internazionali di tennis al Foro Italico. Queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Giuseppe</strong> Giannini, ex giocatore della <strong>Roma</strong>,&nbsp;ha rilasciato alcune dichiarazioni a&nbsp;<em>Sky Sport</em>&nbsp;nel corso degli Internazionali di tennis al Foro Italico. Queste le sue parole: </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>De Rossi?</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span>&#8220;I modi e le tempistiche non sono stati adatti a un personaggio importante come lui, che ha sempre dato tutto per la maglia. E questo ha portato alla manifestazione di ieri, di affetto e di rabbia nei confronti della societ&agrave;&#8221;. </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Cosa si aspetta il 26 maggio? </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span>&#8220;Un saluto grandioso per questo ragazzo, uomo, giocatore e capitano, come &egrave; stato per Totti. Avevo detto in precedenza di consigliare a De Rossi di andare in vacanza quel giorno ma erano parole dettate dall&#8217;amarezza. Lo stadio sar&agrave; pieno, spero sar&agrave; una giornata d&#8217;amore per De Rossi&#8221;. </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Gasperini? </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span>&#8220;Dipende dagli obiettivi della societ&agrave;. Ripartire da un allenatore che sta facendo bene dovrebbe essere tenuto in considerazione&#8221;. </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Sarri? </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span>&#8220;Parliamo di ottimi allenatori, come chiunque esca da Coverciano&#8221;.</span></em></p>
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		<title>Giannini: «Ma il 26 maggio vada al mare con la famiglia»</title>
		<link>https://insideroma.com/news/rassegna-stampa/giannini-ma-il-26-maggio-vada-al-mare-con-la-famiglia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL MESSAGGERO &#8211; CARINA &#8211;&#160;Giuseppe&#160;Giannini, come Francesco&#160;Totti, &#232; uno dei pochi che sa realmente quello che sta provando in queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">IL MESSAGGERO &#8211; CARINA &#8211;&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Giuseppe&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Giannini</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">, come Francesco&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Totti</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">, &egrave; uno dei pochi che sa realmente quello che sta provando in queste ore&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">De Rossi</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">. Anzi, il Principe &#8211; rispetto ai suoi successori &#8211; visse addirittura una duplice beffa. Perch&eacute; impossibilitato a salutare la tifoseria in campionato all&#8217;Olimpico il 12 maggio del 1996 contro l&#8217;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Inter</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&nbsp;(era squalificato), lo fece con una festa postuma (nel 2000), rovinata da un mix di amore nei suoi confronti e rabbia della tifoseria verso la precedente gestione, a tre giorni dalla vittoria dello scudetto della Lazio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Trova analogie con il suo addio?</span><br /><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&laquo;Tante ma &egrave; trascorso tanto tempo e alcune persone non ci sono pi&ugrave;. Sarebbe indelicato&raquo;.</span><br /><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Come ha reagito quando &egrave; venuto a conoscenza della notizia? &laquo;Male. Sono nervoso, amareggiato, deluso. Un altro pezzo di storia che viene scaricato e allontanato. Mi dispiace, meritava ben altro. Uno che fa oltre 600 presenze con la Roma non pu&ograve; essere salutato con mezz&#8217;ora di conferenza stampa o un ringraziamento via tweet. Mi auguro solo che non sia un&#8217;indicazione del prossimo tecnico. L&#8217;unica cosa che mi ha fatto sorridere &egrave; quando Daniele ha detto che la sua auto va in automatico a Trigoria. Mi ha rubato una frase di 20 anni fa. Da casa impiegavo 12 minuti e posso raccontarle anche come erano posizionate le buche&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Dopo l&#8217;addio, lei fece un&#8217;esperienza allo Sturm Graz e poi accett&ograve; offerte dal&nbsp;Napoli&nbsp;e dal Lecce. E fu rimproverato.<br />&laquo;In molti si dimenticano che lo feci soltanto per Mazzone. A&nbsp;Napoli, quando il mister venne allontanato dopo un mese, andai subito in sede e rescissi il contratto&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Che cosa consiglia a&nbsp;De Rossi?</span><br /><span>&laquo;Di andarsene al mare con la famiglia il giorno di Roma-Parma. Sarebbe un segnale forte. C&#8217;&egrave; poi il rischio, come accadde con me, che un giorno di festa si trasformi in una contestazione forte nei confronti del club. Tanto la gente che gli vuole bene, ora che lo sa, andr&agrave; in trasferta per salutarlo&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">In citt&agrave;, alcuni lamentano una presa di posizione di&nbsp;Totti&nbsp;nella vicenda. Condivide la critica?</span><br /><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&laquo;Francesco sa come la penso. Tre mesi fa ci siamo incontrati e mi sono permesso di dargli qualche consiglio. Su tutti, quello di andare dal presidente, parlargli e chiedere un ruolo importante. Ognuno poi fa quello che ritiene pi&ugrave; opportuno. Se a lui sta bene cos&igrave;&#8230;&raquo;</span></p>
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