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	<title>messi Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>Conferenza Stampa Gasperini: &#8220;Ho scelto la Roma perchè sono convinto sia la strada giusta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 11:39:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gian Piero Gasperini, neo allenatore della Roma, si è presentato ai suoi nuovi tifosi durante la conferenza stampa presso Trigoria. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/conferenza-stampa-gasperini-ho-scelto-la-roma-perche-sono-convinto-sia-la-strada-giusta-la-scelta-giusta/">Conferenza Stampa Gasperini: &#8220;Ho scelto la Roma perchè sono convinto sia la strada giusta&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gian Piero Gasperini</strong>, neo allenatore della <strong>Roma</strong>, si è presentato ai suoi nuovi tifosi durante la conferenza stampa presso <strong>Trigoria</strong>. Insieme a lui è intervenuto <strong>Claudio Ranier</strong>i, nella nuova veste di<strong> Senior Advisor</strong> del club:</p>
<p><strong>Apre la conferenza Ranieri:</strong> &#8220;<em>Buongiorno a tutti. Credo che per la prima volta state vedendo due allenatori, perché lo sono fino al 30 giugno. Mi avete dato del bugiardo quando mi avete detto che era Gasperini, avevo chiesto la sua disponibilità e lui mi disse &#8220;perché no?&#8221; ma da lì a dire che fosse lui, ce ne voleva. I Friedkin hanno scelto lui. Dove è andato ha fatto bene, Crotone, Genoa, Atalanta. Riesce a cambiare la fisonomia di un atleta, riesce a rendere ottimi determinati giocatori ed è quello che speriamo tutti qua. Sa delle difficoltà che incontreremo in questi due mercati, se fossi restato io avremmo perso un anno di tempo per la costruzione, è stato chiamato per costruire qualcosa che possa dare frutti rigogliosi. Personalità, schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po&#8217; risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto&#8221;</em></p>
<p><strong>PAROLE GASPERINI</strong></p>
<p><strong>Il suo rapporto con Friedkin? Le ha chiesto come si fa a stare stabilmente in Champions League? Ha indicato un percorso? Si è dato una risposta sul perché la Roma non sia mai stata competitiva per la qualificazione in Champions? </strong><br />
&#8220;<em>I primi contatti li ho avuti con Claudio e lui mi ha descritto per filo e per segno realtà e situazione di squadra e città, delle vicissitudini di questi anni. Poi ho avuto modo di incontrare la proprietà e sono persone con grande entusiasmo sulla Roma. Non so se traspare, ma mi hanno detto che spendono molto tempo sulla Roma, è nei loro pensieri, hanno progetti ambiziosi che hanno fatto fatica a raggiungere. Hanno individuato in me attraverso Claudio la possibilità di creare qualcosa di costruttivo e forte. Ci siamo confrontati sulle loro idee, sappiamo della situazione di Fair Play Finanziario di questi due mercati, ma è una società molto forte, che ha intenzione di investire nella Roma ma bene, in modo più sostenibile rispetto agli anni precedenti e vogliono portare la Roma in alto. Mi sembra sufficiente per una buona impressione</em>&#8221;</p>
<p><strong>Cosa l&#8217;ha convinta a venire qui? Roma non è Bergamo, anche per questa sala così piena, Roma ha una sua liturgia particolare. La spaventa?</strong><br />
&#8220;<em>Da quando sono arrivato tutti mi mettete in guardia sulla città di Roma, dove è difficile raggiungere obiettivi sportivi, ma questa deve essere una forza, non una debolezza. Mi parlano della radio, della pressione, ma io da fuori vedo un grande entusiasmo, grande voglia di calcio e di raggiungere obiettivi. Queste forze vanno incanalate nel modo migliore. Se negli ultimi sei anni ci sono state difficoltà a raggiungere obiettivi sperati probabilmente possiamo correggere qualcosa che consenta alla Roma di essere più forte e competitiva. Se il Napoli ha vinto due volte lo Scudetto, se Parigi è diventata capitale d&#8217;Europa non più per turismo ma anche per il calcio, vuol dire che si può fare risultati non solo a Milano e Torino. Bisogna costruire nel modo giusto, mettere tutto nelle spinta giusta. Tutti siete tifosi della Roma, tutti volete il meglio per la Roma, come chi lavora di qua. Se riusciamo a fare questo siamo tutti più forti</em>&#8221;</p>
<p><strong>Deve costruire un feeling con i tifosi?</strong><br />
&#8220;I<em>l feeling con i tifosi c&#8217;è sempre stato a Roma. Contano i risultati. Quello che mi ha spinto in modo forte ad affrontare questa realtà è che possiamo alzare il livello. Certo che se parto dai risultati di Claudio nelle ultime 22-23 giornate sono stati straordinari. Questo significa che la squadra conta più di tutto, ha dato una dimostrazione fondamentale che i giocatori in difficoltà di risultati riuscendo ad avere un po&#8217; più di atteggiamento per la squadra, è stato molto bello vedere chi era in panchina che aiutava e spingeva, è la base su cui fare squadra e poi ottenere il migliore. Non è che si possono fare programmi a dieci anni in una piazza come Roma, bisogna essere più veloci e concreti, ma bisogna mettere un punto, far crescere la squadra, volere che i tifosi si identifichino nella squadra per come vince e a volte come perde. Il resto viene di conseguenza</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ranieri ha detto che lei sa cambiare la fisonomia di alcuni giocatori. Crede di riuscire a farlo con Dybala? Può essere un suo giocatore?</strong><br />
&#8220;<em>Spero non serva, che vada bene così, che Dybala stia bene e abbia una buona condizione. Per lui come per tanti altri giocatori. C&#8217;è un prospetto di squadra che deve essere identificata per tutti, dove tutti spingono al di là dei personalismi, poi ci sono i singoli sui quali con lo staff ci mettiamo per cercare di migliorare tecnica, tattica, personalità, se alzi il livello dei singoli la squadra ne giova. Fa parte del mio lavoro da sempre, forse perché ho fatto settore giovanile, questi sono gli obiettivi. Non ci sono giocatori che non sono adatti, devono stare bene. Dybala quando sta bene è un grande giocatore, quando ha difficoltà anche a voi piace meno</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Con lei sono esplosi attaccanti fortissimi come Milito e Retegui. Che idee ha su Dovbyk e Abraham? Possono entrare in questa scia?</strong><br />
&#8220;<em>Quegli attaccanti erano giocatori forti. Io non ho mai dato di più a loro di quello che già avevano, il merito è stato tirare fuori il meglio di ciò che avevano. Gli attaccanti hanno fatto bene forse per come giocano le mie squadre, prolifiche, dipende da come la squadra interpreta il gioco. Vorrei riproporre anche qui questa caratteristica. Ora si parte da quello che c&#8217;è, poi altre decisioni di mercato verranno prese strada facendo</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Si parla di un anno di costruzione. Lei sarebbe contento alla fine della stagione?</strong><br />
&#8220;<em>Il risultato massimo può essere la qualificazione in Champions. In questo momento la Roma non può essere in grado di vincere lo Scudetto, poi non si sa mai, quello è il traguardo massimo da porci. Io voglio rendere questa squadra più forte, con più giocatori possibile da nazionale, internazionali, costruire un nucleo sempre più ampio di giocatori che possono dare continuità a questa squadra, che possono creare un nocciolo duro sul quale nel prossimo anno con più disponibilità sia possibile arrivare a giocatori che ora non possono arrivare. Un nocciolo che dia solidità, continuità a una squadra con giocatori relativamente giovani, poi serve sempre un mix. Nella mia esperienza anche vendendo dei pezzi, magari la Roma non avrà bisogno, però può essere una forza anche questa. Se hai giocatori che raggiungono una valorizzazione alta ne giova tutto il movimento</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Nel 2017 a Sconcerti disse, tornando sull&#8217;esperienza all&#8217;Inter: &#8220;Se dovesse ricapitarmi farei in un altro modo. Sono stato troppo accomodante, dovevo entrare forte, o spacchi o vieni spaccato&#8221;. La pensa così?</strong><br />
&#8220;<em>Rimango della stessa idea. Devi dare segnali importanti, devi portare la gente dalla tua parte, devi dare identità alla squadra e la gente deve riconoscersi in essa, deve dare fiducia, ma non c&#8217;è bisogno di dirlo, lo hanno sempre fatto. Se crei la sinergia con la tua gente poi superi anche meglio le difficoltà dettate dagli avversari. Dietro la Roma ci sono squadre importanti ed emergenti fuori dalle Coppe, c&#8217;è una corsa più che allo Scudetto alle posizioni Champions, che permettono di creare un gap con le altre. È evidente che in una piazza con così tanto entusiasmo devi entrare forte, intendo con la squadra che ti segue, crei un ambiente forte. Ti senti più forte in tutto</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Da qualche anno c&#8217;è un gruppo di giocatori che hanno partecipato nel bene e nel male alle fortune e sfortune. Ranieri ne ha parlato come monumenti, Dybala, Paredes, Cristante, Pellegrini. Lei ha in mente rispetto a loro un mantenimento di questo zoccolo, saranno ancora così importanti, o si pensa di rinunciare? Paredes parla sempre del ritorno al Boca.</strong><br />
&#8220;<em>Si parte da quello che c&#8217;è. C&#8217;è tanto già. Poi non possono essere gli stessi, mi aspetto dal mercato che porti qualcosa di diverso, a dei giocatori che creino un nucleo, poi ci sarà un mix. La Roma deve guardare e aspirare ad avere anche nuove figure che possano portare più in alto la squadra</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Le caratteristiche principali degli obiettivi di mercato? Dove ci indirizziamo viste le difficoltà?</strong><br />
&#8220;<em>Sono poche le società che possono prendere allenatori già affermati. I giocatori molto spesso te li devi costruire in casa, prendere giocatori emergenti che possono raggiungere traguardi, che possono crescere. Per raggiungere obiettivi di alto livello ti servono giocatori di quel livello, nazionali, internazionali, di spessore e valore nelle coppe. Questo è il programma che si vuole arrivare a fare. A volte anche con giocatori emergenti. Mancini e Cristante, che ho avuto, in quel momento sono andati via presto dall&#8217;Atalanta e sono andati in nazionale. Spero che tutti questi ragazzi abbiano l&#8217;obiettivo non di difendere quello che hanno fatto finora, ma di fare la stagione migliore della loro carriera. Non è il momento di accontentarsi e gestirsi. Se hai 30 anni non sei vecchio, se ne hai 22 e vuoi scalare posizioni, questo deve essere lo spirito. Se mettiamo tutto questo mettiamo più chance. Parto da una base fortunata, quella fatta da Claudio, dimostrazione che gli stessi giocatori hanno avuto un cambiamento di prestazioni e risultati. Difendere le posizioni non è sufficiente</em>&#8221;</p>
<p><strong>Su Pellegrini. Ranieri disse che aveva perso il sorriso. Lei si è fatto un&#8217;idea di come farglielo tornare, dove lo vede in campo? Si è fatto un&#8217;idea su Soulé?</strong><br />
&#8220;<em>Pellegrini ora è infortunato, ma il discorso vale per lui e per tutti. Devono pensare tutti di fare la miglior stagione. A voi piace Pellegrini che entra, calcia e fa gol, vi piace meno quello in difficoltà. Soulé è un giocatore offensivo, deve segnare, fare assist, prendere rigore. Oggi nel calcio moderno si attacca e si difende, conta essere squadra. Quello che abbiamo visto con il PSG è straordinario, ha perso Messi e Neymar e raggiunto risultati mai raggiunti. Il calcio è questo. Il Napoli ha vinto da squadra, forse c&#8217;era una squadra più forte ma sono stati squadra. La Roma è stata una squadra, questi sono i principi. Devi saper fare tutto, devi andare forte. L&#8217;Atalanta ha vinto un&#8217;EL dopo 25 anni che un&#8217;italiana non lo vinceva, brutto segnale, a parte la Conference della Roma. Dobbiamo togliere luoghi comuni e vedere le cose con altra ottica. Dobbiamo prendere quella strada</em>&#8221;</p>
<p><strong>Quanto c&#8217;era di vero nell&#8217;avvicinamento della Juventus?</strong><br />
&#8220;<em>Vero, ma ho avuto la sensazione che questa fosse la strada giusta, oltre i rischi che mi vengono elencati. Per la mia carriera, per il modo di fare calcio, per la possibilità di incidere questa poteva essere la soluzione giusta. Ho ragionato su questo, ho messo davanti questa situazione. Questo è quello che cerco e di cui ho bisogno ora, ho la convinzione forte di aver fatto la scelta giusta</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Lei è stato l&#8217;iniziatore di un tipo di gioco che ha inventato lei e ha portato grandi risultati. Non a caso ora a Bergamo c&#8217;è Juric e qui le cose non hanno funzionato. Ha visto quelle partite, ha capito il problema? Pensa ci sia modo di giocare in quella maniera?</strong><br />
&#8220;<em>La mia esperienza è diversa. Con Juric abbiamo condiviso tanti anni, sia da tecnico e giocatore sia come vice, ma sono passati parecchi anni, nel frattempo le esperienze sono state diverse. Il mio modo di vedere calcio negli anni si è evoluto. Ci sono due aspetti: vuoi aspettare che la squadra avversaria perda palla o vuoi conquistarla? Sono validi entrambi. A stare senza palla sto un po&#8217; male, preferisco averla io, ma dipende contro chi giochi. La cosa ideale è avere la palla noi e andarla a prendere alta, ma devi saper fare tutto. Ora lo fanno in tanti, ci sono grandi cambiamenti nel calcio e devi avere una grande duttilità. Non so cosa non ha funzionato per Juric</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I suoi pregi e difetti? Cosa proverà affrontando l&#8217;Atalanta? </strong><br />
&#8220;<em>Fortunatamente sarà a gennaio, c&#8217;è tempo. Pregio? Lavoro, mi piace lavorare in campo, mi piace quando fai cose che vedi nel giocatore in campo, mi piace convincere i giocatori, non ho mai imposto niente ai calciatori. Molti risultati sono ottenuti dipendono dal fatto che hanno tratto vantaggio da questo e il merito è loro. Difetti? Faccio fatica (ride, nda). Forse me la prendo a volte, ma non penso sia un difetto (ride, nda)</em>&#8220;.<br />
<strong><br />
Dai tempi di Zeman non si fa una preparazione di un certo tipo. Come pensa di organizzarla? Con i gradoni?</strong><br />
&#8220;<em>Ma non è vero, mai fatto un gradone in vita mia (ride, nda). Quando giocavamo al Palermo, Zeman era alla Primavera del Palermo e noi facevamo un mega torello a centrocampo sempre, e i ragazzini della Primavera si giocavano i gradoni. Allora, anche su questo: intanto non è morto nessuno. Intanto credo che, come ho detto prima, per noi è importante che i giocatori si divertano e trovino il loro benessere, così come chi va in campo. Abbiamo la fortuna, tutte le mattine, di svegliarci e fare il mestiere che più ci piace, quello che facevamo da ragazzi. E in più lo fai anche con la Roma, e quindi ti devi sentire molto fortunato. L’allenamento è fondamentale, è un allenamento importante. È importante per tutte le professioni migliorarsi, e l’allenamento è fatto in funzione di: uno, stare bene; due, cercare di migliorare la tua prestazione. Non può essere un problema allenarsi, deve essere anche un divertimento, perché il gioco del calcio è essenzialmente divertente. Sono d’accordo su quello che si diceva prima, forse anche sull’esempio di Pellegrini: se non sorridi, non puoi giocare bene a calcio. Io la vedo come un brasiliano in questo. Un brasiliano triste non può giocare a calcio. E quindi anche un calciatore deve avere sempre un bello spirito. Probabilmente è così in tutto lo sport. Bisogna avere un bel clima di lavoro, di crescita l’uno con l’altro, di trasmettersi a vicenda le migliori situazioni per potersi migliorare. È finalizzato a questo il mio lavoro, non ci sono altre cose. Deve esserci anche un bel clima, non può mai essere un clima teso. Deve essere sempre un clima in cui, quando vai a giocare, ci sono sempre avversari molto difficili da superare. Gli avversari sono quelli fuori, non quelli dentro. E bisogna arrivare sempre con un bello spirito, perché i risultati da ottenere si fanno con molta fatica e sono difficili, e tutti quanti sono ben armati&#8221;.</em></p>
<p><strong>PAROLE RANIERI</strong></p>
<p><strong>Ci sono soluzioni imminenti per il DS ?</strong><br />
&#8220;<em>La società sta valutando dei nominativi. Quanto prima conoscerete il prossimo direttore sportivo</em>&#8221;</p>
<p><strong>Come sarà il suo rapporto con Gasperini?</strong><br />
&#8220;<em>Stava antipatico anche a me, gliel&#8217;ho detto. Ai tifosi della Roma, per me molto di più. È stato scelto lui perché sono convinto che Roma ha bisogno di una personalità forte, di un tecnico che non si accontenta mai, che è sempre incavolato, che vuole migliorare la squadra, il singolo. Non sarà facile, per questo gli offriamo un anno per farsi capire. Sarò un amico per lui, starò da una parte e se avrà bisogno di qualcosa cercherà di risolvere problemi</em>&#8221;</p>
<p><strong>Dove pensa possa arrivare la Roma di Gasperini? Com&#8217;è andata la trattativa?</strong><br />
&#8220;<em>La bugia bianca l&#8217;abbiamo scoperta. L&#8217;ho chiamato e gli ho chiesto se poteva interessargli la panchina, ne abbiamo riparlato a fine campionato, sono andati avanti i discorsi. Siamo stati sorpresi a Firenze e il resto è noto. È stato molto pratico, veloce, c&#8217;è stata subito sintonia, ho trovato una persona super motivata, super entusiasta, perciò io sono particolarmente contento. Per il momento sono soddisfatto, poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c&#8217;è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati in ogni verso. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. È la qualità di ogni allenatore, arrivare ai giocatori che ti analizzano in ogni discorso. Vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Alla fine del triennio stabilmente in Champions e quando si può vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto, vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono il massimo, vogliono portare Roma a livello calcistico allo stesso livello del brand turistico</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Cosa avete chiesto nell&#8217;immediato a Gasperini?</strong><br />
&#8220;<em>Di fare il Gasperini. Mi sorprendeva Percassi quando diceva &#8216;partiamo per salvarci&#8217;. Roma non era l&#8217;Atalanta di allora, noi dobbiamo fare bene. I nostri tifosi hanno vinto grandi giocatori e grandi squadre, i tifosi si identificheranno con il suo gioco. Gli chiediamo di far bene, di conoscere la squadra e la piazza per un anno e salire sempre di più. Io sono sincero, vogliamo sempre il massimo, ma non ho fatto la volpe che non arriva all&#8217;uva e dice che è acerba. In Champions avremmo incontrato 6 inglesi, 5 spagnole e noi forse non siamo pronti per questo, siamo più agguerriti sull&#8217;Europa League. Spero in un buon percorso in campionato e uno in Europa, accettando le cose belle e qualche boccone amaro. Anche quando la costruzione è ben fatta ci sono partite che perdi. Il popolo romano vuole vedere la squadra lottare fino in fondo, da arrabbiati. Sono sicuro che anche quando si perderà il romanista avrà visto i suoi giocatori lottare come mai prima</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La sua versione sulla Nazionale?</strong><br />
&#8220;<em>Si è detto tanto, tenetevi quello che s&#8217;è detto. Rispetto l&#8217;Italia, ma sono della Roma&#8221;</em></p>
<p><strong>Quanto c&#8217;è di suo nel riavvicinamento Svilar-Roma sul contratto?</strong><br />
&#8220;<em>Sono cose che ha fatto Ghisolfi. Io ho solo chiamato il ragazzo e gli ho detto che si vuole fare bene, una grande Roma e che ci sono i presupposti. Lui è ambizioso, abbiamo preso un tecnico ambizioso e prenderemo giocatori ambiziosi. Io ho fatto solo questo</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Cosa è successo con Ghisolfi?</strong><br />
&#8220;<em>Lo ha detto Castaldi, non commentiamo</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Può spiegarci meglio le limitazioni del FPF?</strong><br />
&#8220;<em>Ci sono dei paletti. Siamo vicini, manca qualcosina, sono sicuro che riusciremo a essere dentro questi parametri da rispettare a giugno 2026, poi saremo liberi di lavorare con più tranquillità. La società si sta operando, non può mettere soldi altrimenti li avrebbe messi. Ci sono due mercati in cui stringere i denti, in cui trovare giocatori validi, ma ci sono squadre che prendono ragazzi a 60 milioni e hanno 20 anni, 18, non è facile. Te ne prendono 4, 5, 6, poi li tengono, li danno in prestito, li vendono, tu devi lottare con questi mostri, come i club di Premier League. Dobbiamo stimolare le idee e farci trovare pronti, parlo del calcio italiano in generale</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La composizione ideale per lei dal punto di vista societario quale sarà? Ci sarà un direttore sportivo, lei e Gasperini?</strong><br />
&#8220;<em>Questo non posso saperlo, non so se la proprietà vorrà mettere altri. A livello calcistico resterà la base solida creata e un altro direttore sportivo, se vogliono prendere altre figure non sta a me decidere o saperlo</em>&#8220;.</p>
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		<title>Dal 2015 solo Messi ha segnato più gol da fuori area di Dybala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Papitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal suo primo gol da fuori area in Serie A (febbraio 2015), solo Lionel Messi (55) ha segnato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>A partire dal suo primo gol da fuori area in Serie A (febbraio 2015), solo<strong> Lionel Messi</strong> (55) ha segnato pi&ugrave; reti dalla distanza di <strong>Paulo Dybala</strong> (28) nei maggiori 5 campionati europei.&nbsp;</span></p>
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<p>OptaPaolo</p>
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		<title>Perez: &#8220;Sono molto contento di essere alla Roma. Fonseca mi ha dimostrato fiducia da subito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Carles Perez, giocatore della Roma, ha rilasciato un&#8217;intervista per il sito ufficiale del club nella quale ripercorre le tappe della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/perez-sono-molto-contento-di-essere-alla-roma-fonseca-mi-ha-dimostrato-fiducia-da-subito/">Perez: &#8220;Sono molto contento di essere alla Roma. Fonseca mi ha dimostrato fiducia da subito&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Carles Perez</strong>, giocatore della <strong>Roma</strong>, ha rilasciato un&#8217;intervista per il sito ufficiale del club nella quale ripercorre le tappe della sua carriera parlando anche del suo rapporto con il calcio:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Chi era Carles da bambino?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Ero un bambino molto allegro e vivace. Sin da quando ho ricordi volevo sempre stare con la palla tra le mani e soprattutto tra i piedi, quando non ce l&rsquo;avevo&nbsp;mi lamentavo. Passavo tanto tempo a giocarci con i miei amici, sempre da attaccante, non mi piaceva quando toccava a me andare in porta. Ricordo anche per me c&rsquo;era un solo regalo che desideravo ricevere in ogni occasione: un palla, poi un pallone o qualsiasi cosa che avesse a che fare con il calcio</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Qual &egrave; il tuo primo ricordo legato al calcio?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Il primo ricordo distinto &egrave; la partita Real Madrid-Barcellona 2-6 della Liga del 2009. L&rsquo;ho vista insieme alla mia famiglia. Vedevo sempre le partite con loro. Io da piccolo non mi ritenevo tifoso di una sola squadra, ma ovviamente dato che tutti i miei familiari erano del Barcellona, seguivo anche io il club</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>E il tuo idolo chi era?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Leo</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Le partite della nazionale spagnola agli Europei e ai Mondiali le seguivi?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Devo essere sincero: io ho sempre amato giocare a calcio pi&ugrave; che guardarlo in TV. Ovviamente seguivo le grandi partite ma non le guardavo tutte. Anche delle competizioni delle nazionali iniziavo a guardare tutte le partite dalla fase a eliminazione diretta</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Come spagnolo da piccolo non ti &egrave; andata male visti i due Europei vinti oltre al Mondiale&hellip;</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Effettivamente s&igrave;, abbiamo vinto tantissimo soprattutto giocando un calcio spettacolare</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>A quanti anni hai iniziato a giocare a giocare in una squadra?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>A 5 anni ho iniziato con la scuola calcio poi a 7 sono andato nella prima vera squadra: il Damm. Non &egrave; al livello di Espanyol e Barcellona ma ha una buona tradizione a livello giovanile. Sono rimasto al Damm per tre anni e poi sono stato preso dall&rsquo;Espanyol</em>&rdquo;.</span></p>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-text                                        ">
<p><strong><span>Passare all&rsquo;Espanyol suona gi&agrave; come un bel passo in avanti, ricordi le emozioni che hai provato?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Beh s&igrave;, &egrave; stato un passaggio che mi ha dato molta forza e fiducia per andare avanti. Il fatto che una delle due migliori squadre della citt&agrave; e della regione mi avesse preso mi ha dato molta soddisfazione. Con loro sono rimasto per 4 anni</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Gi&agrave; sognavi di diventare un calciatore professionista a quell&#8217;et&agrave;?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Assolutamente s&igrave;. Avevo le idee molto chiare da subito, anche quando ero al Damm. Non avevo la certezza di farcela ma certamente il mio obiettivo era quello di diventare un calciatore. Anche riuscire a entrare nel Barcellona era un traguardo a cui puntavo e ci sono riuscito all&rsquo;et&agrave; d 14 anni</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Che effetto ti ha fatto?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>La mia reazione immediata alla notizia che mi avevano preso &egrave; stata di incredulit&agrave;. &Egrave; stato subito dopo una partita giocata contro di loro con la maglia dell&rsquo;Espanyol in cui abbiamo vinto per 3-1 con una mia doppietta. Mi seguivano gi&agrave; da tempo e hanno parlato con mio padre fino a perfezionare il passaggio. Sono entrato nella squadra&nbsp;Cadete B&nbsp;[U15] e dopo tre mesi mi hanno ammesso alla categoria superiore, la&nbsp;Cadete A&nbsp;[U16]</em>&rdquo;.</span></p>
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<div class="b-article-text                                        ">
<p><strong><span>In quel periodo abitavi ancora con la tua famiglia o vivevi in un convitto del club?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>No, continuavo ad abitare in casa con la mia famiglia. Mio padre mi accompagnava agli allenamenti e poi mi riportava a casa. Il viaggio era di circa 35 minuti da casa mia. Poi quando ho preso la patente ho iniziato ad andare da solo e mi sono trasferito in un appartamento a Barcellona</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Quali sono state le persone pi&ugrave; importanti per la tua crescita e la tua carriera?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Sicuramente &egrave; stato fondamentale l&rsquo;appoggio della mia famiglia in tutta la mia crescita, mi hanno sempre sostenuto dandomi tanta fiducia</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>E il consiglio migliore da chi lo hai ricevuto?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Per quanto riguarda la carriera i consigli migliori non possono che arrivare da calciatori esperti ed affermati. Nel mio caso scelgo quello che mi ha dato Xavi: nel calcio tutto dipende da noi stessi, nessuno ti regala niente, ogni traguardo va conquistato contando sulle proprie forze. Anche Leo Messi ha aiutato me e tanti altri giovani con i suoi consigli, ma le parole che mi hanno segnato di pi&ugrave; sono state quelle di Xavi</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Com&rsquo;&egrave; stato allenarsi per la prima volta in prima squadra con il Barcellona?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Eh, ricordo benissimo che ero molto nervoso, anche se si trattava di una sessione nel giorno successivo a una partita, quindi i titolari facevano scarico mentre noi giovani giocavamo con chi non era sceso in campo. Nonostante questo la pressione era tanta, c&rsquo;era mister Ernesto Valverde che ti guardava e anche Leo Messi e altri fenomeni a bordo campo che assistevano alla partitella, era come essere sempre sotto esame</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Nelle giovanili hai affrontato la Roma nella Youth League del 2015-16: che effetto ti fa ripensarci oggi?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>&Egrave; stato un caso del destino. Quando sono arrivato alla Roma mi hanno mostrato le foto di quelle partite. Era la fase a gironi e pareggiammo 0-0 a Trigoria e 3-3 a Barcellona. Le giocai entrambe, la Roma aveva davvero un&rsquo;ottima squadra</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Qual &egrave; il tuo ricordo dell&rsquo;esordio in prima squadra?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>La mia prima partita &egrave; stata all&rsquo;ultima giornata della Liga 2018-19 in casa dell&rsquo;Eibar. Sono entrato al 70&rsquo;, ma quello che considero il mio vero debutto &egrave; stato al Camp Nou nella seconda giornata di questo campionato: Barcellona-Betis. Sono partito titolare, abbiamo vinto 5-2 e io ho segnato il gol del momentaneo 3-1. &Egrave; stata un&rsquo;emozione indimenticabile</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>E dell&rsquo;esordio in Champions League con gol in casa dell&rsquo;Inter che ricordo hai?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Bello, ho segnato in uno stadio leggendario come San Siro, contro una grande squadra che ricordavo nelle sfide viste in tv da bambino con mio padre. Ricordo di quando da piccolo gli dicevo che mi sarebbe piaciuto tantissimo giocare partite di quel livello. &Egrave; stata la realizzazione di un sogno</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>A Roma sei arrivato a gennaio: quali sono le tue sensazioni di questa esperienza finora?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Ho un buon ricordo dei primi mesi fino allo stop dovuto al Coronavirus. Come ho sempre detto sono molto contento di essere arrivato qui e del sostegno ricevuto da parte dello staff, dei compagni e di tutte le persone che lavorano nella Roma. Il loro supporto mi ha dato molta fiducia. &Egrave; stato un peccato non aver potuto giocare per tutto questo tempo ma siamo pronti a ripartire</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Come ti trovi con Paulo Fonseca?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Se sono qui &egrave; anche grazie alla fiducia che mi ha dimostrato sin dalla prima volta che ci siamo sentiti. &Egrave; una persona con le idee molto chiare, ha grande conoscenza calcistica e gli piace giocare bene con uno stile che a me piace, che punta a mantenere il controllo del gioco e del pallone piuttosto che a inseguire l&rsquo;avversario</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Quanto ti ha aiutato per l&rsquo;ambientamento arrivare insieme a un altro spagnolo come Gonzalo Villar?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Io e Gonzalo ci siamo conosciuti nell&rsquo;Under 21. &Egrave; chiaro che quando si va a fare un&rsquo;esperienza all&rsquo;estero &egrave; importante avere l&rsquo;appoggio di un connazionale. Ci stiamo aiutando a vicenda, fortunatamente l&rsquo;italiano non &egrave; cos&igrave; differente dallo spagnolo, quindi in questo siamo facilitati. Anche gli altri compagni ci hanno aiutato molto mettendoci a nostro agio da subito</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Il tuo primo gol &egrave; arrivato contro il Gent nell&rsquo;esordio in Europa League&hellip;</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Sono stato molto felice di segnare ed &egrave; stato ancora pi&ugrave; bello farlo in casa e festeggiare davanti ai nostri tifosi. In particolare sentire lo Stadio Olimpico gridare il mio nome dopo il gol mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione, quasi non me lo aspettavo. &Egrave; un ricordo che conserver&ograve; per sempre</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Hai avuto modo di apprezzare la citt&agrave;? Almeno fino a quando c&rsquo;&egrave; stata la possibilit&agrave; di farlo&hellip;</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>&Egrave; superfluo dire che Roma &egrave; una citt&agrave; meravigliosa, senza eguali, ricca di storia. Non ero mai stato a Roma da turista e nel poco tempo che ho avuto a disposizione appena arrivato ho visitato il Colosseo, la Fontana di Trevi e altre mete tipiche insieme alla mia famiglia e ai miei amici. Anche la gente &egrave; molto gentile e disponibile. Peccato che poi sia arrivato il Coronavirus, ma speriamo di potercelo lasciare alle spalle al pi&ugrave; presto</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Come hai vissuto il periodo di lockdown?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Non &egrave; stato facile anche perch&eacute; ero qui da solo. Oltre al campo e alla squadra mi mancava molto la mia famiglia. In generale l&rsquo;insegnamento che possiamo trarre da questo periodo &egrave; di tornare ad apprezzare cose che diamo per scontate come poter vedere i propri familiari, i propri amici, poterli abbracciare e baciare. Dovendo passare tanto tempo a casa ho colto l&rsquo;occasione per studiare un po&rsquo;, ho giocato molto alla Playstation con gli amici a Call of Duty e ho guardato qualche Serie TV come la Casa di Carta ed Elite</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Durante l&rsquo;emergenza hai promosso una raccolta fondi in favore dell&rsquo;ospedale della tua citt&agrave;. Com&rsquo;era l&igrave; la situazione legata al Coronavirus?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Si tratta dell&rsquo;ospedale al quale mi sono sempre rivolto per ogni necessit&agrave; da piccolo quindi ho cercato di dare il mio contributo alla struttura nell&rsquo;acquisizione di tutti i materiali e i presidi necessari per affrontare l&rsquo;emergenza. Mi &egrave; sembrata la cosa pi&ugrave; naturale da fare per ricambiare l&rsquo;aiuto che io e i miei concittadini abbiamo ricevuto nelle nostre vite. L&rsquo;impatto del Covid-19 in Spagna &egrave; stato simile a quello che c&rsquo;&egrave; stato in Italia, gradualmente le cose stanno tornando alla normalit&agrave;</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Che effetto ti ha fatto tornare ad allenarti a Trigoria con i compagni?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>&Egrave; stata una sensazione di grande sollievo poter indossare di nuovo gli scarpini e correre su un campo dopo tanto tempo passato in casa. &Egrave; tutto quello che un calciatore vuole: giocare a pallone. &Egrave; stato bello tornare a lavorare con i compagni e con lo staff</em>&rdquo;.</span></p>
<p><strong><span>Il 24 giugno la Roma torner&agrave; a giocare contro la Sampdoria: quanto ti mancano le partite?</span></strong><br /><span>&ldquo;<em>Ho tantissima voglia di tornare in campo per una partita, di indossare la maglia della Roma di cercare di fare il mio meglio. Anche se giocare a calcio senza i tifosi non sar&agrave; la stessa cosa faremo tutto il possibile per cercare di divertire e per dare soddisfazione ai tifosi che ci seguiranno in TV</em>&rdquo;.</span></p>
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		<title>Carles Perez va 34/6 km/h: meglio di Messi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>GAZZETTA DELLO SPORT &#8211; Carles&#160;Perez, il pi&#249; veloce di&#160;Barcellona. Ieri il sito&#160;Sportsfinding.com ha stilato una classifica dei giocatori pi&#249; veloci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>GAZZETTA DELLO SPORT &#8211; Carles&nbsp;Perez, il pi&ugrave; veloce di&nbsp;Barcellona. Ieri il sito&nbsp;Sportsfinding.com ha stilato una classifica dei giocatori pi&ugrave; veloci del club blaugrana fino a gennaio (quando Perez si &egrave; trasferito alla&nbsp;Roma):&nbsp;Il classe &rsquo;98, infatti, nella prima parte dell&rsquo;annata, quando giocava ancora in Liga, ha fatto registrare un velocit&agrave; impressionante di ben&nbsp;34.67 km/h. L&rsquo;attaccante spagnolo &egrave; stato pi&ugrave; veloce persino di Lionel&nbsp;Messi.</span></p>
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		<title>Su punizione solo Messi ha fatto meglio di Kolarov</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kolarov&#160;ha segnato ben sei goal su punizione diretta dal suo arrivo alla&#160;Roma&#160;nell&#8217;estate del 2017. Nei cinque top campionati europei solo&#160;Messi&#160;ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Kolarov&nbsp;ha segnato ben sei goal su punizione diretta</strong> dal suo arrivo alla&nbsp;Roma&nbsp;nell&rsquo;estate del 2017. Nei cinque top campionati europei <strong>solo&nbsp;Messi&nbsp;ha fatto meglio del serbo</strong>, siglando dodici marcature. Lo riporta <em>OptaPaolo</em>.</span></p>
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		<title>Messi: &#8220;La scorsa stagione macchiata dalla sconfitta di Roma&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lionel Messi, argentino del Barcellona ed uno dei migliori di sempre, ha parlato alla vigilia della finale di Coppa di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Lionel Messi</strong>, argentino del <strong>Barcellona</strong> ed uno dei migliori di sempre, ha parlato alla vigilia della finale di <strong>Coppa di Spagna</strong> tornando sulla sconfitta della scorsa <strong>Champions League</strong> contro la <strong>Roma</strong> e quella recente contro il <strong>Liverpool</strong>: &#8220;<em>&Egrave; stato duro, durissimo, pessimo, ingiustificabile, inspiegabile. Ci era gi&agrave; successo a Roma e non poteva succedere di nuovo. Comunque vada domani col Valencia questa stagione rester&agrave; macchiata, condizionata da quella partita. Esattamente come la scorsa stagione &egrave; rimasta macchiata dalla gara di Roma. Solo che questa macchia &egrave; pi&ugrave; grande, perch&eacute; viene dopo la prima, sapevamo cosa avevamo vissuto e non siamo stati capaci di evitarlo&#8221;.</em></span></p>
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		<title>Origi piu Wajnaldum: é Liverpool da favola. Messi, nuovo incubo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL MESSAGGERO &#8211; CASSETTA &#8211; Le note di You&#8217;ll never walk alone come colonna sonora di una rimonta da Oscar. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/rassegna-stampa/origi-piu-wajnaldum-e-liverpool-da-favola-messi-nuovo-incubo/">Origi piu Wajnaldum: é Liverpool da favola. Messi, nuovo incubo</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL MESSAGGERO &#8211; CASSETTA &#8211; Le note di You&#8217;ll never walk alone come colonna sonora di una rimonta da Oscar. Il&nbsp;Barcellona&nbsp;di Valverde in ginocchio davanti al&nbsp;Liverpool&nbsp;di Klopp saluta la&nbsp;Champions League. Ad Anfield Road i Reds travolgono 4-0 i catalani nella semifinale di ritorno, ribaltando lo 0-3 dell&#8217;andata al Camp Nou. Ancora una volta il&nbsp;Bar&ccedil;a&nbsp;esce dalla competizione subendo una clamorosa remuntada. Lo scorso anno fu la&nbsp;Roma&nbsp;di&nbsp;Di Francesco&nbsp;con i gol di&nbsp;Dzeko,&nbsp;De Rossi&nbsp;e&nbsp;Manolas&nbsp;ad eliminare allo stadio Olimpico&nbsp;Messi&nbsp;e compagni ai quarti. Ieri sera fatali le doppiette di Origi e Wijnaldum in un match a senso unico. La leziosit&agrave; degli spagnoli schiantata dal pragmatismo e della grinta degli inglesi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>CAPOLAVORO</strong><strong>&nbsp;</strong>&#8211; Ritmi alti fin dai primi minuti. Pressing a tutto campo. Determinazione da vendere e cinismo sotto porta. Queste le armi vincenti di Klopp, costretto a fare a meno di&nbsp;Salah&nbsp;e Firmino, entrambi infortunati e seduti in tribuna. L&#8217;assenza di Momo, fermato da un trauma cranico, fa venir meno la sfida nella sfida con&nbsp;Messi. La Pulce, letale in Spagna, non punge mai Inghilterra (resta ancora a secco ad Anfield). Al di l&agrave; di qualche contropiede, l&#8217;argentino si eclissa e finisce per essere annientato dall&#8217;aggressivit&agrave; dei difensori del Liverpool. L&#8217;atmosfera &egrave; da brividi e il&nbsp;Barcellonasembra impaurito. Milner, Henderson e Fabinho lottano su ogni pallone, mordono le caviglie degli avversari e la manovra &egrave; avvolgente. Anche i terzini sono coinvolti. Poco importa degli spazi lasciati da Alexander-Arnold sulla destra e Robinson sulla sinistra. Rischi calcolati dal tecnico tedesco, che dopo sette minuti raccoglie gi&agrave; i frutti del suo gioco. Il capolavoro del Liverpool inizia con il vantaggio di Origi, rapido nel ribadire il pallone in rete dopo la parata di ter Stegen su Henderson. Il belga, decisivo gi&agrave; in Premier nell&#8217;ultimo match con il Newcastle, apre e chiude le marcature in&nbsp;Champions.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>STASERA AJAX-TOTTENHAM</strong><strong>&nbsp;&#8211;</strong> Il poker, firmato al minuto 78 sugli sviluppi di un calcio d&#8217;angolo battuto velocemente, vale il pass per la finale di&nbsp;Madrid, in programma al Wanda Metropolitano il prossimo 1 giugno contro la vincente di Ajax-Tottenham. Una rete che scatena la festa ad Anfield Road, gi&agrave; esploso alla doppietta di Wijnaldum. Il centrocampista, entrato nella ripresa al posto di Robertson, sposta gli equilibri della partita: due gol, entrambi di testa, nel giro di tre minuti. Il primo con un inserimento su un cross di Alexander-Arnold, l&#8217;altro su assist di Shaqiri. Un sogno ad occhi aperti per i tifosi del Liverpool. Un&#8217;impresa memorabile per i Reds, che conquistano la nona finale di&nbsp;Champions. Una notte completamente da dimenticare, invece, per&nbsp;Messi&nbsp;e per il&nbsp;Barcellona, che a distanza di un anno rivivono l&#8217;incubo delle rimonte.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/rassegna-stampa/origi-piu-wajnaldum-e-liverpool-da-favola-messi-nuovo-incubo/">Origi piu Wajnaldum: é Liverpool da favola. Messi, nuovo incubo</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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		<title>Udinese, Lasagna: &#8220;Li abbiamo messi in difficioltà, peccato tornare a casa senza punti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kevin Lasagna, capitano dell&#8217;Udinese, &#232; stato intervistato dal canale ufficiale del club friulano&#160;Udinenews Tv. Queste le sue dichiarazioni: &#8220;Li abbiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Kevin Lasagna</strong>, capitano dell&#8217;<strong>Udinese</strong>, &egrave; stato intervistato dal canale ufficiale del club friulano&nbsp;<em>Udinenews Tv</em>. Queste le sue dichiarazioni:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&#8220;<em>Li abbiamo messi&nbsp;in difficolt&agrave;, abbiamo avuto diverse occasioni, &egrave; un peccato tornare a casa senza punti. Il rammarico &egrave; non aver fatto punti dopo un buon primo tempo, abbiamo preso due pali e non abbiamo fatto gol. Mercoled&igrave; sar&agrave; un&#8217;altra partita molto tosta, cercheremo di prendere contro di loro i punti persi oggi</em>&#8220;.</span></p>
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		<title>Under sceglie il suo top 11: &#8220;In porta Alisson, uno dei portieri più forti al mondo. Davanti CR7, Messi e Ibra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cengiz&#160;&#220;nder, esterno offensivo della Roma, ha scelto il suo 11 ideale.&#160;Queste le sue parole apparse sul canale&#160;Youtube&#160;apparse nel video pubblicato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Cengiz</strong>&nbsp;<strong>&Uuml;nder</strong>, esterno offensivo della<strong> Roma</strong>, ha scelto il suo 11 ideale.&nbsp;Queste le sue parole apparse sul canale&nbsp;<em>Youtube&nbsp;</em>apparse nel video pubblicato dalla societ&agrave; capitolina:&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>In porta Alisson.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Ritengo sia uno dei portieri pi&ugrave; forti al mondo</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Difesa a 4 con Dani&nbsp;Alves,&nbsp;Sergio&nbsp;Ramos, Puyol&nbsp;e&nbsp;Marcelo.</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Ramos &egrave; uno dei migliori al mondo</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>A centrocampo&nbsp;Xavi&nbsp;e&nbsp;Iniesta.</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Un duo fantastico, quando li seguivo mi piacevano molt</em>o&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dietro le punte&nbsp;David&nbsp;Silva.</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Il mio idolo, vederlo giocare &egrave; sempre un piacere per me. Spero un giorno di poterci giocare&nbsp;contro</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Davanti tridente con&nbsp;Messi, Cristiano&nbsp;Ronaldo&nbsp;e&nbsp;Ibrahimovic.</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Messi non c&#8217;&egrave; neanche bisogno di commentarlo</em>&#8220;.</span></p>
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