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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>«Roma, ho sbagliato. non mollo e rilancio» irrompe Pallotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>GAZZETTA &#8211; CECCHINI &#8211; &#200; un po&#8217; il &#171;Guerra e pace&#187; delle dichiarazioni presidenziali. Gli esegeti hanno contato 17.181 battute [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>GAZZETTA &#8211; CECCHINI &#8211; &Egrave; un po&rsquo; il &laquo;Guerra e pace&raquo; delle dichiarazioni presidenziali. Gli esegeti hanno contato 17.181 battute che &ndash; nel proprio genere &ndash; avrebbe trovato l&rsquo;approvazione anche di Lev Tolstoj. Insomma, &egrave; passato un po&rsquo; di tempo, ma James Pallotta si &egrave; ripreso la scena, vergando una lettera fiume in cui ripercorre le tappe salienti del suo impegno e soprattutto dell&rsquo;ultima, malinconica stagione. Una lettera a cuore aperto i cui destinatari sono i tifosi della Roma, per i quali il messaggio &egrave; chiaro: vuole ricostruire per vincere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Rabbia e ambizione</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Su alcuni dei personaggi principali abbiamo sintetizzato sopra le dichiarazioni chiave, ma c&rsquo;&egrave; davvero molto altro. &laquo;Che mi crediate o meno &ndash; esordisce &ndash; non penso ci sia stato nessuno, in societ&agrave;, pi&ugrave; deluso, pi&ugrave; depresso e pi&ugrave; arrabbiato di me per come sono andate le cose alla Roma negli ultimi 18 mesi.Mi dispiace per gli errori che abbiamo commesso, uno di questi si &egrave; rivelato molto grave a livello sportivo. &Egrave; stato probabilmente uno dei pi&ugrave; grandi errori che abbia mai commesso nella mia intera carriera e alla fine sono io che me ne devo assumere la responsabilit&agrave;&raquo;. L&rsquo;accenno &egrave; a Monchi che &ndash; pur non replicando (&laquo;Non &egrave; il mio stile fare del male alla Roma&raquo;) &ndash; quasi in contemporanea ha messo come foto del suo profilo le 5 Europa League vinte col Siviglia. Come dire: non sono poi cos&igrave; male. Ma Pallotta prosegue. &laquo;Stiamo lavorando per ingaggiare persone di talento, che ci aiuteranno a riportare la Roma dove deve stare: ovvero a giocare sui pi&ugrave; grandi palcoscenici, a competere per i trofei e a rendere orgogliosi i nostri tifosi. A coloro che dicono &ldquo;bla bla bla&rdquo;, rispondo di essere fermamente convinto che negli ultimi 4-5 anni, abbiamo allestito squadre molto competitive, ma non &egrave; stato sufficiente per vincere un trofeo. Questo &egrave; un mio grande rimpianto, perch&eacute; alla fine il motivo per cui sono qui &egrave; vincere trofei. L&rsquo;ultima stagione secondo me &egrave; stata un completo disastro, per&ograve; abbiamo investito e i numeri e i fatti parlano da soli. Con i miei investitori, ho versato centinaia di milioni di euro. Se qualcuno pensa che io sia interessato solo a fare soldi con la Roma, non potrebbe commettere errore peggiore&raquo;. E infatti spiega come non volesse vendere n&eacute; Salah n&eacute; Alisson, ma sono stati loro a chiedere di andare via. D&rsquo;altronde, c&rsquo;&egrave; il fair play finanziario. &laquo;Non ci piace ma &egrave; una realt&agrave; che ci ha condizionato. So che alcuni club non lo hanno preso sul serio. L&rsquo;ho segnalato col Milan e ora sono sotto la lente di ingrandimento per quanto fatto&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tecnico e squadra</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Si capisce come la contestazione lo abbia ferito. &laquo;&Egrave; stancante ma lo accetto, Quello che non posso accettare sono le centinaia di persone che hanno insultato le mie sorelle definendole troie, puttane e maiali&raquo;. Inqualificabile. Meglio parlare di calcio e dell&rsquo;onore delle armi concesso a De Rossi e Di Francesco, anche se Pallotta non smentisce tutta la ricostruzione di &laquo;Repubblica&raquo; di due giorni fa. &laquo;Daniele per 18 anni &egrave; stato un guerriero per la Roma. Vogliamo che faccia parte del club per sempre e speriamo che questo succeda. L&rsquo;ho invitato a passare del tempo con me alla fine delle sue vacanze. Lui e Di Francesco? Daniele mi ha chiesto di continuare con lui fino a fine stagione. Il mio errore &egrave; stato questo: a dicembre avrei voluto operare dei cambiamenti, ma sono stato convinto a non farlo. Quell&rsquo;indecisione, forse, ci &egrave; costata un posto in Champions&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Stadio e futuro</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I titoli di coda sono chiari. &laquo;Ho gi&agrave; speso quasi 90 milioni di euro in un progetto per lo stadio che avrebbe dovuto essere approvato anni fa: se vogliamo competere con i maggiori club europei, ne abbiamo bisogno&raquo;. E quindi non molla. Con una promessa. &laquo; Non sono venuto a Roma nell&rsquo;ultimo anno, ma &egrave; stato un grave errore, la prossima stagione ci sar&ograve;. Ci sono alcune persone che sono insoddisfatte perch&eacute; non potranno mai manipolarmi, minacciarmi o attaccarmi al punto da farmi vendere il club. Vogliamo costruire qualcosa di grande qui. Sfortunatamente per loro non andr&ograve; da nessuna parte. A me interessa solo costruire una Roma grande e vincente: niente e nessuno mi impedir&agrave; di perseguire questo obiettivo&raquo;.</span></p>
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		<title>Ranieri: &#8220;Questa squadra ha futuro e potrà far bene. Per carattere non mollo mai&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Claudio Ranieri, attuale tecnico della Roma, ha rilasciato una lunga intervista per il sito ufficiale della societ&#224; giallorossa (asroma.com).Queste le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/ranieri-questa-squadra-ha-futuro-e-potra-far-bene-per-carattere-non-mollo-mai/">Ranieri: &#8220;Questa squadra ha futuro e potrà far bene. Per carattere non mollo mai&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Claudio Ranieri</strong>, attuale tecnico della <strong>Roma</strong>, ha rilasciato una lunga intervista per il sito ufficiale della societ&agrave; giallorossa (<em>asroma.com</em>).<br />Queste le sue parole:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Mister, a quasi tre mesi dall&rsquo;inizio di questa esperienza che bilancio si sente di poter fare in vista di Roma-Parma?</strong><br />&ldquo;<em>Il bilancio &egrave; positivo. Al momento del mio arrivo avevo trovato una situazione di scoramento generale della squadra, i ragazzi erano abbattuti perch&eacute; speravano di fare meglio. Devo dire che qui a Trigoria ho avuto l&rsquo;appoggio di tutti. E anche della squadra, perch&eacute; ha saputo reagire, &egrave; stata positiva e vogliosa. Non si arriva con la bacchetta magica. Alla prima partita siamo stati molto fortunati contro l&rsquo;Empoli, pi&ugrave; avanti ci sono state SPAL e Napoli e da l&igrave; in poi abbiamo cambiato la strategia tattica. Avevo la necessit&agrave; di far sentire pi&ugrave; sicuri i difensori e piano piano le cose sono migliorate. Questa squadra ha un futuro, perch&eacute; ci sono dei giovani molto interessanti: sono sicuro che potr&agrave; far bene&rdquo;</em>.</p>
<p><strong>Quali sono gli aspetti positivi e quelli che l&rsquo;hanno delusa?</strong><br />&ldquo;<em>Gli aspetti positivi sono proprio legati alla solidit&agrave; difensiva, che prima mancava. Un aspetto negativo &egrave; il gol subito a Genova nei minuti di recupero. Anche se Mirante, poi, ci ha fatto quella parata sul calcio di rigore. Oltre a Sassuolo-Roma, in cui abbiamo creato pi&ugrave; occasioni di ogni altra partita senza tuttavia riuscire a segnare. C&rsquo;&egrave; ancora una possibilit&agrave; remota di entrare in Champions League. Bisogner&agrave; fare cinque gol e vedere ai risultati delle altre? E noi ci proveremo. Io sono fatto cos&igrave;, come carattere non mollo mai e devo provarci fino in fondo. Se non ci riusciremo faremo i complimenti agli altri</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Quanto ha inciso la situazione della squadra sul tipo di calcio che ha scelto in queste settimane?</strong><br />&ldquo;<em>Quando si arriva in corsa, verso il finale di stagione, tutto &egrave; condizionante. Io sono un allenatore che chiede organizzazione ed equilibrio tattico. Tutto questo incide sul mio modo di vedere il calcio. &Egrave; logico che anche a me piace pressare novanta minuti in avanti e poi ripiegarsi, ma credo sia meglio non tenere troppo palla, perch&eacute; l&rsquo;altra squadra si chiude e poi devi trovare il modo di aprire le difese. Anche per questi motivi,</em> <em>cerco sempre di giocare in velocit&agrave;. So che fare il mio calcio non &egrave; facile e per questo sono contento di quello che hanno fatto i miei giocatori</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Ha cambiato spesso il sistema di gioco, a dimostrazione che nella sua idea di calcio non esiste solo un modo di schierare la squadra in campo.</strong><br />&ldquo;Io ho inizia<em>to a fare i miei cambiamenti sul sistema di gioco quando allenavo il Cagliari nel 1990. Nel girone di andata eravamo straultimi in classifica e tutti ci davano come retrocessi. All&rsquo;epoca si giocava con il 3-5-2 e solo il Milan di Sacchi si schierava con il 4-4-2. Io nella seconda parte di campionato cambiai diverse volte tra 4-4-2 e 3-5-2 e mi salvai con una giornata di anticipo. Mi piace cambiare, ma dipende sempre dalla squadra e da quanto si pu&ograve; lavorare con i ragazzi.</em> <em>Ho preso in mano una squadra esperta, che&nbsp;sapeva gi&agrave; il fatto suo. Se noi lottiamo fino all&rsquo;ultima giornata &egrave; perch&eacute; prima &egrave; stato fatto bene. Che poi non sia stato tutto cos&igrave; fruttifero ci sta, fa parte delle annate. Il mondo del calcio &egrave; cos&igrave;</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Qual &egrave; partita che le lascia il ricordo migliore?</strong><br />&ldquo;<em>Forse quella contro la Juventus, &egrave; stata molto bella. &Egrave; vero che Mirante ha fatto tre capolavori, ma un portiere &egrave; l&igrave; anche per quello: l&rsquo;anno scorso quanti ne ha fatti Alisson? Siamo stati bravi ad approfittarne al momento giusto e siamo riusciti a vincere la partita, regalando una bella soddisfazione ai nostri tifosi presenti allo Stadio Olimpico</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Qual &egrave; il calciatore da cui ha avuto maggiori soddisfazioni in termini di crescita?</strong><br />&ldquo;<em>Io credo che Fazio e Nzonzi abbiano fatto vedere le loro capacit&agrave;. Federico lo conoscevamo gi&agrave;. Steven non aveva incontrato i favori del pubblico. Io lo avevo gi&agrave; cercato al Leicester, una volta partito Kant&eacute; volevamo prenderlo. Forse sapere che gi&agrave; lo stimavo gli ha dato quel quid in pi&ugrave; per far vedere di che pasta &egrave; fatto. Gioca sempre a due tocchi e riesce a recuperare delle palle incredibili come una piovra. Certo, nel calcio italiano deve migliorare nella verticalizzazione, lui invece rischia di meno e gioca sempre per il compagno. Mi sembra di rivedere Thiago Motta all&rsquo;Inter, non perde mai la bussola, &egrave; sempre calmo e a disposizione della squadra. Credo che la Roma con lui abbia fatto un ottimo acquisto</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>&Egrave; Genoa-Roma la partita che le lascia pi&ugrave; rimpianti per come sono andate le cose?</strong><br />&ldquo;<em>S&igrave;. Non era facile vincere e avevamo trovato il varco giusto per far gol. Prendere il pareggio su palla inattiva considerate le caratteristiche della nostra difesa mi &egrave; dispiaciuto molto. Ci avrebbe proiettati all&rsquo;Olimpico contro la Juventus con un tifo ancora pi&ugrave; appassionato. E poi con due punti avremmo avuto pi&ugrave; possibilit&agrave; di entrare in Champions League</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Cosa si sente di dire in vista di una partita che rischia di non poter permettere alla squadra di raggiungere quell&rsquo;obiettivo?</strong><br />&ldquo;<em>Questa squadra ha lottato per cercare di entrare in Champions League. Come ho gi&agrave; detto, ci sono delle annate positive e negative. &Egrave; come in agricoltura: il contadino pu&ograve; fare sempre lo stesso lavoro, ma ci sono annate in cui il vino &egrave; meraviglioso e annate in cui esce diverso da come lo si vorrebbe. Dipende da mille fattori.</em> <em>Purtroppo &egrave; andata cos&igrave;, ma l&rsquo;impegno, l&rsquo;abnegazione e il senso di appartenenza ci sono sempre stati</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Nell&rsquo;ultimo post partita alcune sue parole hanno fatto discutere: ha parlato di una Roma che dalla prossima stagione potrebbe non essere pronta a giocarsi un posto in Champions. Ci approfondisce questo pensiero?</strong><br />&ldquo;<em>Bisogna vedere come cambier&agrave; la squadra del prossimo anno e capire che allenatore verr&agrave;. Questo gruppo sta lottando fino in fondo in un&rsquo;annata che &egrave; andata male. Io non voglio caricare di responsabilit&agrave; il mio successore. Sarebbe troppo facile. Io dico che questa &egrave; una buona squadra e che negli ultimi anni &egrave; sempre andata in Champions. E allora diciamo che la prossima squadra dovr&agrave; entrare in Europa League, voliamo pi&ugrave; in basso. Se poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;anno buono, vorr&agrave; dire che entrer&agrave; in Champions League e sar&agrave; una bella sorpresa. Io sono sempre stato cos&igrave;, meglio non caricare di aspettative i tifosi e, di conseguenza, allenatori, Societ&agrave; e tutto il sistema. Se contro il Parma riuscissimo a entrare in Champions ovviamente entrerebbero pi&ugrave; soldi. Questa Societ&agrave; ha sempre messo in chiaro di voler mantenere il bilancio a posto e credo che sia giusto. Quando sono tornato ho visto tantissimi cambiamenti, tante cose&nbsp;che prima non c&rsquo;erano, vuol dire che i soldi qui sono stati spesi e le cose sono state fatte bene. Ovviamente ai tifosi di tutto ci&ograve; che&nbsp;che non si vede&nbsp;non importa nulla, loro vogliono vedere solo la squadra lottare sul campo. Un tifoso giustamente pensa cos&igrave;. Io che sono allenatore dico che qui c&rsquo;&egrave; un&rsquo;ottima struttura, c&rsquo;&egrave; una grande Societ&agrave; e c&rsquo;&egrave; una grande crescita</em></span><span>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Quanto la emoziona vivere in panchina l&rsquo;ultima partita da allenatore della Roma?</strong><br />&ldquo;<em>Io mi emoziono sempre sulla panchina della Roma. Entro in campo dopo l&rsquo;inno perch&eacute; altrimenti mi emoziono troppo. Voglio restare freddo e lucido fino in fondo. Dato che &egrave; l&rsquo;ultima ci tengo a ringraziare il Presidente perch&eacute; mi ha dato l&rsquo;opportunit&agrave; di guidare ancora una volta la squadra del mio cuore</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>E sar&agrave; anche l&rsquo;ultima partita in giallorosso di Daniele, &egrave; un&rsquo;emozione in pi&ugrave;?</strong><br />&ldquo;<em>Lo sar&agrave; per lui, per i tifosi che vedranno Daniele per l&rsquo;ultima volta con la fascia da Capitano sul campo e con la maglia della Roma. Ogni tifoso si &egrave; identificato in lui, per quella voglia che ha, per quello spirito combattivo che ha sempre fatto vedere. Mi auguro che domenica sia una giornata caratterizzata da un saluto pieno di amore</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Cosa ha rappresentato per la sua carriera, nella quale ha raggiunto il traguardo pi&ugrave; clamoroso della storia del calcio contemporaneo, mettersi in gioco per questi tre mesi per la Roma?</strong><br />&ldquo;<em>Per me Roma rappresenta tutto. Quale tifoso non accetterebbe di guidare la propria squadra del cuore anche solo per una partita? Io sono stato chiamato in un momento difficile. Fosse stata un&rsquo;altra squadra non avrei mai accettato. Non mi sarei messo a rischiare cos&igrave;. Immaginate se dopo SPAL e Napoli avessimo continuato a perdere: le critiche sarebbero andate tutte su di me. Io queste cose le ho pensate, ma l&rsquo;amore ti porta oltre il ragionamento pratico e freddo. Ho accettato prendendomi i rischi. Tutta la mia carriera &egrave; stata cos&igrave;, prima del Leicester sono arrivato secondo con la Roma, con la Juventus, con il Monaco, ma quelle sono piazze in cui sono arrivato sempre in un momento di necessit&agrave;: non mi &egrave; mai stata costruita una squadra attorno</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Che differenze vede oggi tra il calcio italiano e il calcio inglese?</strong><br />&ldquo;<em>Le differenze sono date da tanti fattori. La Premier League genera tanti soldi. E poi noi siamo ancorati troppo nei tatticisimi. Questo rallenta il gioco. Se un giocatore viene da l&igrave;, in Italia non rende subito. Ci vuole del tempo per capire il calcio italiano, quel mezzo metro pi&ugrave; avanti, quella diagonale ben fatta. In Inghilterra, in Spagna e in Francia non sono cos&igrave; ingabbiati. In Premier amano la competizione e le squadre devono lottare dal primo al novantesimo. Ci si allena meno che in Italia, ma si fa tutto a mille all&rsquo;ora. Nelle partitine se ne danno di santa ragione. Lo spirito che i tifosi vogliono &egrave; quello: vivere emozioni. E le emozioni si creano solo correndo e lottando su ogni pallone</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>&Egrave; tornato spesso sul tema dello Stadio di propriet&agrave;: dalla sua esperienza diretta quanto incide nella crescita di un Club?</strong><br />&ldquo;<em>Io non riesco a capire come in Italia ci siano tutte queste difficolt&agrave;. Se penso che a Londra, tra tutte le categorie, ogni quartiere ha il suo stadio mi chiedo come &egrave; possibile che qui non ci riusciamo. Non solo a Roma, ma in tutta Italia. Ma per quale motivo? Io non lo capisco. Cos&igrave; si ferma il Paese, cos&igrave; si ferma tutto. Qual &egrave; la causa? La paura della corruzione? E allora state con gli occhi aperti</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>&Egrave; quella la chiave per far crescere il calcio del nostro Paese?</strong><br />&ldquo;<em>Serve a mettere a posto i conti, altrimenti con il Fair Play Finanziario si blocca tutto. Guardate la Juventus. Chi fa uno stadio di propriet&agrave; &egrave; gi&agrave; un passo avanti</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>In pi&ugrave; circostanze l&#8217;hanno chiamata in causa sul ruolo di Francesco Totti e lei ha spiegato che i giocatori hanno bisogno di tempo per imparare a diventare dirigenti. Ci fa capire il suo pensiero?</strong><br />&ldquo;<em>Spesso si pensa che giocare a calcio e fare il dirigente siano le stesse cose. Non &egrave; cos&igrave;, sono due mestieri diversi. Questo accade in tutti i lavori. Io non potrei fare il giornalista. Francesco ha smesso di giocare e lui sa cosa sente e cosa vuole fare, ma la crescita &egrave; graduale, non si nasce imparati. Certo &egrave; che lui di calcio ne sa</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Al suo arrivo ci ha raccontato che due giorni prima aveva fatto un grande tifo per la squadra contro il Porto: da luned&igrave; cosa succede, si rimette i panni del tifoso?</strong><br />&ldquo;<em>Non me li sono mai tolti. Sono e sar&ograve; sempre tifoso</em>&rdquo;.</span></p>
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