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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>Ottavio Bianchi: “È la Roma che avrei voluto”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL MESSAGGERO &#8211; TRANI &#8211; &#171;Sono stanco, allo stadio non vado da 2 anni. Il calcio, dalla tribuna, non mi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">IL MESSAGGERO &#8211; TRANI &#8211; &laquo;<em>Sono stanco, allo stadio non vado da 2 anni. Il calcio, dalla tribuna, non mi interessa pi&ugrave;. Andare non &egrave; pi&ugrave; una passeggiata. I tornelli e altro: basta. Meglio la tv, non mi perdo nemmeno una partita</em>&raquo;. Figuriamoci se&nbsp;<strong>Ottavio</strong>&nbsp;<strong>Bianchi</strong>, bresciano che vive a Bergamo, buca la prossima dell&#8217;Atalanta che domenica ospita la Roma. &laquo;<em>Non parliamo, per&ograve;, di sorpresa in questo torneo: contesto subito la definizione</em>&raquo;. A 75 anni, compiuti il 6 ottobre, &egrave; quello di sempre. Nella personalit&agrave; e nello spirito. Con il carattere portato in campo da calciatore, l&#8217;autorevolezza usata da allenatore e la lucidit&agrave; mostrata da dirigente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Ok, la realt&agrave; Atalanta. Gasperini o il club, di chi il merito?</strong></span><br /><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"> &laquo;Mettiamoci pure la citt&agrave;: pubblico del Nord che trasmette il calore del Sud. L&#8217;Atalanta ha sempre avuto una bella tradizione per il vivaio. Prima, per&ograve;, con alti e bassi. Ora non pi&ugrave;. C&#8217;ero 3 anni fa quando Gasperini, a rischio esonero, super&ograve; il Napoli. Vittoria meritata con diversi ragazzi al debutto. Da l&igrave;, il ciclo&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Vota, dunque, Gasperini?</strong></span><br /><span> &laquo;Il suo lavoro. Non &egrave; integralista, sa cambiare. Completo. Il gioco &egrave; ben definito. Si sminuisce l&#8217;Atalanta chiamandola provinciale. Fa ovunque la partita. Fisicamente sempre al top&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Gasperini fall&igrave; all&#8217;Inter. Piccolo se guida una grande?</strong></span><br /><span> &laquo;Non sono d&#8217;accordo. Uno deve avere garanzie dalla societ&agrave;. Poi sa dove usare un sistema e dove un altro. Ma se trova i lavativi, o li affronta o gli va dietro. Se i giocatori vanno per&ograve; a cercare l&#8217;appoggio dai dirigenti, il tecnico si ritrova solo. E fine. L&#8217;Atalanta, comunque, &egrave; grande quanto le altre. Anzi, ha fatto meglio dell&#8217;Inter, del Milan e della Roma, pur stando sotto. Loro, partite con grandi ambizioni, sono lontanissime dal 1&deg; posto. Big, da 60 anni, solo la Juve&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Definitivo?</strong></span><br /><span> &laquo;La maggior parte delle squadre vive sull&#8217;improvvisazione. Gasperini no. Non segue una moda. Non s&#8217;inventa niente. Pratico. C&#8217;&egrave; chi chiede solo calciatori pronti, lui riparte ogni anno con nuovi e gli insegna cosa fare in campo. Non con Messi e Ronaldo. Ma passa da Petagna a Zapata come se niente fosse. Da un centravanti che fa salire i centrocampisti a uno che va in profondit&agrave;. Gomez da esterno lo accentra. Parte Caldara e lui lancia Mancini. Fa segnare i difensori come gli attaccanti&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Anche la Roma vende i migliori e si rinnova in ogni stagione. La squadra, per&ograve;, non &egrave; sempre competitiva. Conosce bene la Capitale: dov&#8217;&egrave; il problema?</strong></span><br /><span> &laquo;L&#8217;ambiente. Se a Bergamo vendono qualcuno bravo, la gente non dice niente. Roma &egrave; Roma, non puoi sbagliare una partita. Ai giovani vanno concessi gli errori, li fanno pure i vecchi. E invece se non giochi bene una gara, sei bocciato. Pazienza zero&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La Roma adesso &egrave; pi&ugrave; giovane. E pi&ugrave; italiana.</strong></span><br /><span> &laquo;Come piace a me, &egrave; il mio calcio. Poi il campione lo vai a prendere all&#8217;estero. Ma la base deve essere indigena. Ora tutti si stupiscono di Zaniolo. Io, conoscendo la Capitale, mi preoccupo. Non va esposto mediaticamente. Se ha una calo, possibile per un giovane, pu&ograve; andare in panchina. Senza, per&ograve;, aprire dibattiti in radio o televisione&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come valuta Di Francesco?</strong></span><br /><span> &laquo;Bene con il Sassuolo. Con la Roma meglio in Europa: squadra pi&ugrave; libera. &Egrave; fondamentale che non si faccia condizionare e porti avanti il suo calcio. Io venni a Roma solo perch&eacute; c&#8217;era Viola. Mi disse che ai tifosi e ai giornalisti avrebbe pensato lui. Io feci solo l&#8217;allenatore. Grande persona l&#8217;ingegnere, mi chiese la salvezza: per questioni politiche, la Roma avrebbe faticato. Mi fece nomi, cognomi e indirizzi. Arrivammo in finale di Coppa Uefa e vincemmo la Coppa Italia. Peccato lui non ci fosse pi&ugrave;, sarebbe stato orgoglioso. Alz&ograve; la coppa la signora Flora, fu la mia stagione pi&ugrave; bella&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come si rinforza una squadra che vuole sfidare la Juve?</strong></span><br /><span> &laquo;Ok i giovani, ma poi per vincere serve Batistuta. A Trigoria ne sanno qualcosa. ok Florenzi, Cristante, Pellegrini e Zaniolo. Poi, per&ograve;&#8230; il colpo grosso. Ricordo che cosa mi spieg&ograve; invece Tapie, l&#8217;ex presidente del Marsiglia, invitandomi a Parigi da dirigente del Napoli: il campione puoi venderlo, ma due anni prima devi prendere il sostituto per farlo crescere accanto al big da cedere. E chiari con chi vuole partire: via a fine anno solo se fai una grande stagione. Ci guadagnano il club, il tecnico e il giocatore&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Batistuta, dunque. O Ancelotti, come ha fatto il suo Napoli. Giusto?</strong></span><br /><span> &laquo;Mossa perfetta: per sfidare la Juve, l&#8217;allenatore vincente. Con Sarri grande calcio, ma non &egrave; bastato. Ancelotti non ha sprecato quanto fatto dal collega. Ha, per&ograve;, portato le sue idee. E sfruttato bene la rosa. Male che va ottiene quanto fatto dal predecessore&#8230;&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dietro alla Juventus che ha pure Cr7 in pi&ugrave;.</strong></span><br /><span> &laquo;Ronaldo ha cancellato ogni mio dubbio con il professionismo e l&#8217;umilt&agrave;, nonostante i privilegi economici e di prestigio&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Gattuso &egrave; 4&deg;. Promosso?</strong></span><br /><span> &laquo;S&igrave;, bravo. La sua stagione mi ricorda la mia carriera. Da navigatore solitario. Come lo capisco&#8230; Quando non sai se la societ&agrave; c&#8217;&egrave; o no. Solo al Como ho vissuto tranquillo. Poi, mai pi&ugrave;. E a Napoli ho vinto da solo contro tutti. Urlando ai migliori&raquo;.</span></p>
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