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	<title>pirati Archivi - Insideroma</title>
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		<title>Presi i pirati delle pay-tv: 700 mila utenti rischiano sanzioni da 25mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL MESSAGGERO &#8211; ERRANTE &#8211;&#160;Partite di&#160;Seria A,&#160;coppe europee,&#160;film&#160;e&#160;serie tv. Tutto su un&#8217;unica piattaforma per soli 12 euro al mese. Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL MESSAGGERO &#8211; ERRANTE &#8211;&nbsp;</span><span>Partite di&nbsp;</span><span>Seria A</span><span>,&nbsp;</span><span>coppe europee</span><span>,&nbsp;</span><span>film</span><span>&nbsp;e&nbsp;</span><span>serie tv</span><span>. Tutto su un&#8217;unica piattaforma per soli 12 euro al mese. Un business da 60 milioni di euro all&#8217;anno. La&nbsp;</span><span>Guardia di Finanza</span><span>, coordinata dalla&nbsp;</span><span>procura di&nbsp;</span><span>Napoli</span><span>, ha avviato le indagini nel 2015, partendo dal basso, dai sodali italiani di un&#8217;organizzazione internazionale che ha condotto i militari fino in&nbsp;</span><span>Grecia</span><span>. Un&#8217;indagine coordinata all&#8217;estero da&nbsp;</span><span>Eurojust</span><span>&nbsp;ed&nbsp;</span><span>Europol</span><span>, che alla fine si &egrave; incrociata con un&#8217;inchiesta su server all&#8217;estero della&nbsp;</span><span>Polizia postale</span><span>. Ieri mattina la Guardia di Finanza ha staccato la spina alla diffusissima piattaforma streaming&nbsp;</span><span>Xstream Codes</span><span>, in un maxi-blitz messo a segno anche dalla Polizia contro le iptv illegali, 700mila utenti erano online. Ma sono 5 milioni i potenziali clienti. Anche loro rischiano: multe fino a 25mila euro al mese e la reclusione da sei mesi a 3 anni, visto che gli investigatori, come hanno spiegato il colonnello&nbsp;</span><span>Giovanni Reccia</span><span>, comandante del Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica, e&nbsp;</span><span>il comandante</span><span>&nbsp;dei gruppi operativi,&nbsp;</span><span>Gianluca Berruti</span><span>, intendono risalire agli &laquo;</span><em style="font-size: small;">abbonati</em><span>&raquo; attraverso la traccia ip, l&#8217;indirizzo dell&#8217;apparecchio collegato a internet e le carte con cui sono stati effettuati i pagamenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>LA CHAT&nbsp;Da una stima, scrive il gip, nel decreto di sequestro, risulterebbero &laquo;<em>oltre 90 server attivi</em>&raquo;. Benvenuti in famiglia, gruppo Skype con 213 utenti, ad esempio, funzionava come un servizio clienti: &laquo;<em>In tale chat</em>&nbsp;&#8211; si legge nel decreto &#8211;&nbsp;<em>venivano scambiati messaggi inerenti il sistema Iptv e i partecipi si adoperavano per fornire i crediti, previo pagamento, a tutti gli altri ed informare circa lo stato dei lavori sui vari server</em>&raquo;.<br />L&#8217;indagine diretta dal procuratore di&nbsp;Napoli,&nbsp;Giovanni Melillo&nbsp;riguarda 25 persone, tra cui due greci. Uno di loro,&nbsp;Christos Papaoikonomu, ritenuto l&#8217;inventore e il gestore della piattaforma, &egrave; stato arrestato a Salonicco aveva con s&eacute; 110mila euro in contanti. I membri dell&#8217;organizzazione predisponevano e gestivano all&#8217;estero gli spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano il segnale dei&nbsp;Sky,&nbsp;Dazn,&nbsp;Netflix. Una fitta rete commerciale, con basi in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, acquisiva illegalmente i pacchetti di contenuti e li rivendeva. Sono otto gli ordini cattura europei di indagine eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria dalle rispettive polizie giudiziarie. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e commercializzazione illecita di Iptv con la circostanza aggravata del reato trasnazionale. A livello internazionale, attraverso le Agenzie europee Eurojust ed Europol, la Polizia postale ha disarticolato la complessa infrastruttura tecnologica. Potentissimi i Server posizionati all&#8217;estero che consentivano la diffusione del segnale in tutta Europa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>LA TECNOLOGIA&nbsp;I contenuti protetti da copyright venivano acquistati lecitamente, come segnale satellitare, dai vertici dell&#8217;organizzazione (le cosiddette sorgenti). Successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica e organizzativa, vengono poi trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video,&nbsp;messi&nbsp;quindi a disposizione di una fitta intelaiatura criminale, di una rete capillare di rivenditori e utenti finali, dotati semplicemente di connessione internet domestica e apparecchiature idonee alla ricezione (come l&#8217;ormai noto Pezzotto). Le pi&ugrave; recenti stime parlano infatti di danni per pi&ugrave; di 800 milioni di euro.<br />Soddisfatto il&nbsp;presidente della&nbsp;Lega serie A Gaetano Miccich&eacute;&nbsp;che si complimenta per l&#8217;operazione: &laquo;<em>La pirateria &egrave; una piaga che drena risorse altrimenti investite e alimenta circuiti malavitosi. Solo in Italia i danni economici e di impiego superano il miliardo di euro</em>&raquo;.</span></p>
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		<title>I pirati tv all’assalto del calcio: nel 2018 crescita record del 50%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL SOLE 24 ORE &#8211; BIONDI &#8211; Record su record.&#160;I pirati della tv vanno sempre di pi&#249; all&#8217;assalto del calcio.&#160;E [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL SOLE 24 ORE &#8211; BIONDI &#8211; Record su record.&nbsp;<strong>I pirati della tv vanno sempre di pi&ugrave; all&rsquo;assalto del calcio.</strong>&nbsp;E pazienza che il campionato concluso sia stato quello dei record di violazioni individuate: oltre 64 mila eventi live, il quadruplo rispetto al 2011-12. I numeri sulla prima met&agrave; del campionato 2018/2019, alla 19ma giornata, secondo le elaborazioni della Lega Serie A mostrano un incremento drammatico:&nbsp;<strong>43.167 violazioni</strong>,&nbsp;<strong>+50% rispetto allo stesso periodo del campionato passato.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>La Serie A alle prese con la finale di Supercoppa italiana fra Milan e Juventus che si disputer&agrave; oggi a Gedda, in Arabia Saudita, alla ripresa dovr&agrave; fare ancora di pi&ugrave; i conti con un crescendo che sembra inarrestabile. Qualcosa fa per&ograve; pensare che stia per iniziare una stagione in cui si prover&agrave; a dare una zampata al fenomeno. Del resto un tris di condizioni rende sulla carta il quadro favorevole ad accelerare su una campagna di contrasto al fenomeno: in legge di Bilancio per il 2019 sono state inserite misure ad hoc.<strong>&nbsp;I vertici della Lega Serie A hanno messo la pirateria fra i punti in cima all&#8217;agenda:</strong>&nbsp;i numeri segnalano algebricamente come il limite sia stato superato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>I numeri del fenomeno</strong>&nbsp;Basti pensare &#8211; e questi sono dati diffusi a novembre &#8211; che in base a una ricerca Ipsos/Fapav&nbsp;<strong>4,6 milioni di italiani fruiscono illegalmente di eventi sportivi live</strong>, con una stima di<strong>&nbsp;circa 21 milioni di atti di pirateria</strong>&nbsp;compiuti nell&#8217;anno passato. Il pi&ugrave; colpito &egrave; naturalmente il mondo del calcio: 3 pirati su 4 guardano le partite di calcio. Seguono poi Formula 1, Moto GP e tennis. Insomma, un&#8217;ondata di contenuti piratati, attraverso siti web che diffondono illegalmente le immagini live, ma anche attraverso Iptv illegali (contenuti televisivi attraverso tv online illegali) e decoder contraffatti (i &#8220;pezzotti&#8221;). Per questi esiste una vera e propria attivit&agrave; di riscossione in cui il confine fra gli esattori e criminalit&agrave; organizzata &egrave; spesso inesistente. Le cifre sono da capogiro. Un abbonamento che pu&ograve; includere sport, ma anche cinema, serie tv, canali per i pi&ugrave; piccoli, documentari, pu&ograve; essere pagato somme variabili fra&nbsp;i 10 e i 20 euro. A questo si unisce il business dei siti pirata che per sostenersi fanno leva sulla raccolta pubblicitaria.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Cosa si rischia</strong>&nbsp;I reati per chi organizza siti con contenuti piratati o iptv possono essere&nbsp;<strong>hackeraggio, riciclaggio di denaro, reati valutari, associazione a delinquere</strong>. C&#8217;&egrave; l&#8217;articolo 473 del codice penale che indica&nbsp;<strong>multe dai 2.500 euro ai 25mila euro,</strong>&nbsp;oltre alla&nbsp;<strong>reclusione da sei mesi a tre anni</strong>&nbsp;<strong>per chi vede contenuti attraverso Iptv illegali.</strong>&nbsp;Tutti rischi evidentemente non percepiti come tali, a giudicare da quel 50% in pi&ugrave; di partite piratate a met&agrave; campionato che fa pensare a un altro anno record.&nbsp;<strong>Non una bella notizia per Sky e Dazn</strong>&nbsp;che sono titolari dei diritti per la Serie A (Sky 7 partite su&nbsp;10 ogni giornata e Dazn per le ulteriori 3). &laquo;<em>Tanto &egrave; stato fatto, ma molto &egrave; ancora da fare, partendo da un processo di educazione sociale, in particolare rivolto ai giovani, con l&#8217;ausilio delle autorit&agrave; competenti e degli altri player interessati</em>&raquo;, dice&nbsp;<strong>Veronica Diquattro</strong>, Executive vicepresident Italy di Dazn. L&#8217;aumento della pirateria non &egrave; per&ograve; neanche una buona notizia per gli stessi club: nei contratti per il triennio in corso con Sky e Dazn sono stati inseriti&nbsp;<strong>compensi variabili in funzione del numero di abbonati.</strong>&nbsp;Non a caso gi&agrave; a ottobre il presidente della Lega Miccich&egrave; ha voluto segnalare come sia &laquo;<em>necessario che le istituzioni, le autorit&agrave; e le forze dell&#8217;ordine proseguano in questa lotta, anche perch&eacute; l&#8217;evoluzione tecnologica fornisce sempre nuove armi alla pirateria e rende necessario un monitoraggio costante e una risposta dinamica con nuove soluzioni, anche da un punto di vista normativo&raquo;</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La politica batte un colpo</strong>. Solo qualche giorno fa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,&nbsp;<strong>Vito Crimi,</strong>&nbsp;ha tuonato su Facebook contro il calcio pirata dopo aver ricevuto una proposta sponsorizzata su Telegram. &laquo;<em>Altro che Robin Hood</em>&raquo;, ha scritto formulando un invito perentorio: &laquo;<em>Denunciate la pirateria televisiva che danneggia le pay tv e l&#8217;economia del nostro Paese, io l&#8217;ho fatto</em>&raquo;. Per il sottosegretario&nbsp;<strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, intervistato da Sky Sport, &laquo;<em>la pirateria non &egrave; un atto di furbizia, ma qualcosa che deve essere sanzionato. Certo, &egrave; un percorso su cui non bastano le leggi, ma deve crescere complessivamente il senso civico</em>&raquo;. Il riferimento sulle norme &egrave; a quanto previsto nella legge di Bilancio per il 2019 dove &egrave; stata introdotta una misura che rafforza la lotta alla pirateria, affiancando alla Lega Serie A (titolare dei diritti) anche i broadcaster e detentori di diritti che, in accordo con la Lega, possono far valere i loro diritti, denunciando i pirati e chiedendo l&#8217;intervento del giudice per chiudere il sito pirata. La nuova norma dispone anche misure per impedire la reiterazione della violazione, con un &#8220;<strong>Daspo online&#8221;</strong>&nbsp;per&nbsp;<strong>siti e server pirati.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Le altre Leghe europee.</strong>&nbsp;Il problema non &egrave; solo italiano, ovviamente. Lo sanno soprattutto i campionati pi&ugrave; &#8220;esportati&#8221; come Liga spagnola e Premier League inglese. Quest&#8217;ultima ha&nbsp;<strong>creato un ufficio a Singapore</strong>&nbsp;per combattere in maniera mirata il tema della pirateria. E c&#8217;&egrave; un punto sul quale dall&#8217;Italia si guarda con un po&#8217;di invidia Oltremanica. Per i contenuti sportivi protetti dal copyright la Premier League e gli Internet service provider hanno trovato un accordo che poi &egrave; stato reso esecutivo dall&#8217;Alta Corte di Giustizia di Londra: l&#8217;inibizione non solo dell&#8217;accesso ai domini (Dns) dei siti pirata (in Italia il Regolamento Agcom, comunque apprezzato sul tema dal mondo del calcio e recentemente rafforzato, prevede questo), ma anche dell&#8217;accesso ai server che consentono a tali siti pirata di operare. Solo nella stagione 2017-2018 le violazioni bloccate sono state 200 mila.</span></p>
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