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	<title>questo Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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	<title>questo Archivi - Insideroma</title>
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		<title>Una figuraccia che questo club non merita</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL TEMPO &#8211; CARMELLINI &#8211;&#160;Quando un paio di giorni fa scrivevamo su questo giornale della necessit&#224; di un cambio di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL TEMPO &#8211; CARMELLINI &#8211;&nbsp;</span><span>Quando un paio di giorni fa scrivevamo su questo giornale della necessit&agrave; di un cambio di passo, di una svolta alla quale lo stesso&nbsp;</span><span>Friedkin</span><span>&nbsp;sembrava pronto&nbsp;(non a caso aveva incontrato a Londra&nbsp;</span><span>Ralf Rangnick</span><span>)&nbsp;non sapevamo ancora l&#8217;epilogo della surreale vicenda&nbsp;</span><span>Diawara</span><span>. Tre a zero a tavolino&nbsp;nella gara d&#8217;esordio&nbsp;pareggiata al Bentegodi contro il Vero&shy;na perch&eacute; &egrave; stata sbagliata l&#8217;iscrizione del giocatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tanto per fare un esempio &egrave;&nbsp;come se la Ferrari si&nbsp;dimenticasse di iscrivere&nbsp;i suoi piloti a una gara: possibile? No, magari vanno piano ma la gara intan&shy;to la fanno.&nbsp;La vicenda&nbsp;del centrocampista guineano non fa che confermare quanto avevamo intuito e quanto anche lo stesso&nbsp;Friedkin&nbsp;ha iniziato a capire: serve gente competente che sappia fa&shy;re le cose e nel modo giusto,&nbsp;senza incappare&nbsp;in errori gros&shy;solani di questo tipo. Viene da pensare: se fanno cosi le cose pi&ugrave; elementari, immaginate&nbsp;quelle pi&ugrave; complesse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>[&#8230;] Sembra il campionato&nbsp;dei&nbsp;dilettanti allo sbaraglio: ma questa &egrave; la Roma, la squadra che&nbsp; rappresenta non solo la capitale d&#8217;Italia, ma anche una storia.&nbsp;[&#8230;]</span></p>
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		<title>Quote e scommesse live, dopo lo stop per covid riparte anche questo settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo oltre due mesi di pausa forzata, lo scorso weekend &#232; ripartita la Bundesliga e le scommesse live sono tornate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/marketing/quote-e-scommesse-live-dopo-lo-stop-per-covid-riparte-anche-questo-settore/">Quote e scommesse live, dopo lo stop per covid riparte anche questo settore</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span>Dopo oltre due mesi di pausa forzata, lo scorso weekend &egrave; ripartita la Bundesliga e le scommesse live sono tornate a far registrare numeri importanti. Un segnale positivo in attesa che ripartano anche Liga, Premier League e soprattutto Serie A.</span></p>
<p><strong><span>Coronavirus e calcio: i due mesi pi&ugrave; lunghi per gli amanti delle scommesse live</span></strong></p>
<p><span>Le scommesse live sul calcio rappresentano quasi il 50% del fatturato del mercato del betting italiano. Lo scorso sabato sono riprese le attivit&agrave; agonistiche <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Bundesliga/18-05-2020/bundesliga-boom-spettatori-tv-sky-germania-il-ritorno-coronavirus-3701074854112.shtml">&nbsp;con il ritorno della Bundesliga</a>, che era ferma da met&agrave; marzo, e con loro anche tutto il mondo del betting scommesse live comprese. Due mesi davvero critici per i bookmakers italiani che durante il lockdown dei campionati maggiori, hanno potuto offrire pochissimi match di calcio con scommesse live. Le nazioni che hanno continuato a giocare, rappresentando l&rsquo;esigua offerta di quote live del palinsesto sono state Bielorussia, Nicaragua, Guatemala, Tajikistan e Turkmenistan, dopo che anche Turchia, Russia e Australia avevano gettato la spugna.</span></p>
<p><span>Le scommesse live per&ograve;, come ovvio che sia, hanno patito tantissimo l&rsquo;interruzione dei campionati principali. Senza Champions League, Serie A, Liga, Bundesliga, Premier League e Ligue 1, che rappresentano l&rsquo;80% degli introiti riguardo alle scommesse live sul calcio, il mercato del betting ha passato il momento di crisi pu&ograve; duro dalla sua legalizzazione nel 1998. La chiusura tramite dpcm delle agenzie ha portato gli utenti a trasferirsi sull&rsquo;online per poter giocare su quelle poche scommesse live che erano rimaste in palinsesto fra met&agrave; marzo e met&agrave; maggio. Ma l&rsquo;ingresso nella fase 2 da parte di tutta l&rsquo;Europa, fa ben sperare.</span></p>
<p><strong><span>Un&rsquo;estate a tutto calcio con quote e scommesse live tutti i giorni</span></strong></p>
<p><span>Le scommesse live sul calcio stanno lentamente tornando a pieno regime. I governi e le federazioni hanno lavorato nelle scorse settimane a protocolli sanitari per la ripresa dei campionati a porte chiuse. Da qui a un mese &egrave; in programma la ripresa di quasi tutte le leghe principali e quindi anche delle relative scommesse live. Fra i principali campionati pronti a riprendere c&rsquo;&egrave; il Portogallo (4 giungo), la Svezia (14 giugno), Inghilterra (12 giugno, cos&igrave; come la Spagna). Per le scommesse live sulla Serie A bisogner&agrave; attendere l&rsquo;ufficialit&agrave; delle istituzioni, ma si parla della ripresa delle partite in 14 giugno.</span></p>
<p><span>Scommesse live invece ufficialmente chiuse per questa stagione in Francia, Belgio, Olanda e Scozia, che hanno deciso di non ripartire. Le scommesse live vivranno un&rsquo;estate da grandi protagoniste con la fine dei campionati, imposta dalla UEFA entro fine luglio e con Champions e Europa League che si giocheranno ad agosto. Grande attesa quindi per i principali operatori di settori e la loro offerta di quote live, come ad esempio </span><a style="font-size: small;" href="https://www.skiller.it/scommesse-live">Skiller</a><span>, che hanno nell&rsquo;offerta di scommesse live sul calcio uno dei loro punti di forza. Con un calendario cos&igrave; compresso ci saranno decine di match ogni giorno che faranno cos&igrave; felici gli amanti delle scommesse live. Dopo che &egrave; arrivato </span><a style="font-size: small;" href="https://www.insideroma.com/news/comunicati-ufficiali/figc-consiglio-federale-serie-a-serie-b-serie-c-italia-covid-19-id.128448">il si ufficiale della FIGC alla chiusura del campionato</a><span> entro Agosto gli operatori del settore si stanno gi&agrave; preparando alla ripresa della Serie A con una pioggia eventi e tantissime quote per scommesse live cos&igrave; da cercare di recuperare il tempo perduto.</span></p>
<p><span>Del resto, uno dei divertimenti del betting, &egrave; proprio quello di vedere una partita in tv e usare le scommesse live per essere protagonisti. Il tutto ovviamente giocando con moderazione. Vi ricordiamo che le scommesse sono un gioco e non devono trasformarsi in dipendenza.</span></p>
</div>
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		<title>Rooney: “Questo Liverpool come la Roma con Totti falso nueve”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA GAZZETTA DELLO SPORT &#8211; ZUCCHELLI &#8211; C&#8217;era una volta un tempo in cui i tifosi della Roma sognavano la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>LA GAZZETTA DELLO SPORT &#8211; ZUCCHELLI &#8211; C&rsquo;era una volta un tempo in cui i tifosi della Roma sognavano la coppia&nbsp;Totti-Rooney. Erano gli anni in cui la squadra di&nbsp;Spalletti&nbsp;arriv&ograve; per due volte tra le prime otto d&rsquo;Europa ed erano gli anni in cui a sbatterla fuori dalla Champions era il Manchester United guidato, proprio, da Rooney.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L&rsquo;inglese aveva un debole per&nbsp;il gioco di quel gruppo&nbsp;&ndash; lo ha ricordato spesso &ndash; e per questo quando al Sunday Times ha fatto un paragone tra &ldquo;<em>il gioco del Liverpool e quello della Roma con Totti e due ali veloci che attaccavano l&rsquo;area dall&rsquo;esterno</em>&rdquo; il pensiero &egrave; andato subito al 4-2-3-1 del primo Spalletti. In realt&agrave; per&ograve;, per quanto all&rsquo;epoca&nbsp;Vucinic e Mancini&nbsp;partissero larghi, con&nbsp;Perrottatrequartista, &egrave; pi&ugrave; plausibile che&nbsp;Rooney si riferisse ad una Roma pi&ugrave; recente, quella del 2013. L&rsquo;allenatore era Garcia&nbsp;e la squadra giocava con il 4-3-3 simile a quello attuale dei Reds. Totti era il numero 10, le ali, veloci, Gervinho e Florenzi che, con tutte le differenze del caso, avevano un modo di scendere in campo simile a quello di Man&egrave; e Salah. Anche il centrocampo, con Wijnaldum, Fabinho e Henderson, pu&ograve; essere messo a paragone con quello formato da&nbsp;De Rossi, Pjanic e Strootman.</span></p>
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		<title>Zaniolo, questo è amore: &#8220;Perché andare via ora?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA GAZZETTA DELLO SPORT &#8211;&#160;Qualunque sar&#224; la strada che Nicol&#242; Zaniolo sceglier&#224; di intraprendere&#160;una cosa &#232; certa, rimarr&#224; sempre nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>LA GAZZETTA DELLO SPORT &#8211;&nbsp;Qualunque sar&agrave; la strada che Nicol&ograve; Zaniolo sceglier&agrave; di intraprendere&nbsp;una cosa &egrave; certa, rimarr&agrave; sempre nel cuore di tutti i tifosi giallorossi. Per capirlo basta guardare le immagini di ieri pomeriggio, con&nbsp;il bagno di folla e l&#8217;entusiasmo con cui lui, Mkhitaryan e Antonucci sono stati accolti a&nbsp;Tor Bella Monaca, alla chiesa Santa Maria Madre del Redentore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Gli oltre 300 bambini che hanno partecipato all&#8217;evento potevano fare una domanda ai tre giocatori giallorossi, ma&nbsp;la pi&ugrave; frequente &egrave; stata quella per il numero 22: &#8220;<em>Resti alla Roma vero?</em>&#8220;. La risposta, per ora, ha messo tutti d&#8217;accordo: &#8220;<em>Sto bene qui ad ora e non vedo perch&eacute; cambiare. Se dovessi andarmene? Beh, sarei molto triste perch&eacute; Roma &egrave; una citt&agrave; che mi ha dato tanto e cos&igrave; la societ&agrave;. Ora non ci voglio pensare</em>&#8220;.</span></p>
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		<title>Fonseca: &#8220;E&#8217; stato chiaro che la squadra è stanca in questo momento&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato ai media dopo la sconfitta contro il Parma: FONSECA A SKY SPORT Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/fonseca-e-stato-chiaro-che-la-squadra-e-stanca-in-questo-momento/">Fonseca: &#8220;E&#8217; stato chiaro che la squadra è stanca in questo momento&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Paulo Fonseca</strong>, tecnico della <strong>Roma</strong>, ha parlato ai media dopo la sconfitta contro il <strong>Parma</strong>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>FONSECA A SKY SPORT</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Un brutto colpo, anche inaspettato. Il Parma ha meritato di vincere&hellip;</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Oggi &egrave; stato chiaro che la squadra &egrave; stanca in questo momento. Questi giocatori hanno giocato sempre le ultime partite, non &egrave; una questione di atteggiamento, ma non abbiamo avuto reazione e non siamo veloci in questo momento. Non abbiamo fatto una partita per vincere</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Cos&igrave; come con il Borussia nel primo gol di oggi c&rsquo;era un uomo solo in area di rigore. Cali di tensione?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Il Parma &egrave; stato sempre pericoloso in contropiede e ha creato situazioni da gol in contropiede perch&eacute; noi abbiamo rischiato. Volevamo vincere oggi. Il primo gol non ho visto bene la situazione era lontana da me, ma &egrave; una situazione di contropiede. Non abbiamo fatto bene nella transizione difensiva, anche nel primo tempo abbiamo avuto problemi</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Soffrite le squadre molto fisiche?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Si oggi non era una questione di atteggiamento, &egrave; una questione che non abbiamo reazione nei primi metri, la squadra &egrave; lenta a pensare e a reagire. Il Parma &egrave; un&rsquo;ottima squadra e ha meritato la vittoria</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dzeko nervoso?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Che non segni &egrave; una casualit&agrave;, oggi abbiamo avuto poche occasioni per segnare contro una squadra bassa che non ha lasciato spazi, per noi cos&igrave; &egrave; pi&ugrave; difficile e anche per Dzeko. Lui sta lavorando molto per la squadra ed &egrave; una casualit&agrave; che non segni</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Chi rientra dopo la sosta?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Spero che qualcuno rientri, Pellegrini vediamo, Mkhitaryan &egrave; sicuro che ritorna</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La squadra &egrave; stanca, ben venga la pausa&hellip;</strong></span><br /><span>&#8220;<em>E&rsquo; vero. Una analisi certa. Abbiamo giocato sempre con gli stessi giocatori, non abbiamo la possibilit&agrave; di cambiare e oggi penso che sia chiaro che abbiamo pagato tutto questo</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>FONSECA A ROMA TV</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La sensazione &egrave; che la Roma fosse stanca. Abbiamo perso per questo motivo?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>&Egrave; un fattore importantissimo in questo momento, la squadra era chiaramente stanca. I giocatori hanno giocato tutte le partite, non &egrave; una questione di atteggiamento ma di stanchezza. I giocatori sono stati pi&ugrave; lenti, non reattivi. Penso che sia chiaro oggi</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>All&rsquo;inizio del secondo tempo potevate passare in vantaggio. Poco cinismo o stanchezza?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>La verit&agrave; &egrave; che abbiamo avuto occasioni ma il Parma &egrave; stato molto pericoloso in contropiede e se non segni prima dell&rsquo;avversario poi &egrave; molto difficile. Il Parma ha segnato, ci siamo abbssati ed &egrave; stato pi&ugrave; difficile per noi</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Come va gestita la partita in queste situazioni? Pi&ugrave; possesso palla e uno contro uno?Inolter abbiamo preso gol con la squadra schierata&hellip;</span></strong><br /><span>&#8220;<em>Abbiamo avuto difficolt&agrave; anche nel primo tempo nei contropiedi, le marcature preventive non sono state fatte bene. L&rsquo;attacco &egrave; stato molto difficile, non abbiamo fatto superiorit&agrave; nei corridoi e non c&rsquo;era spazio al centro. Pastore era stanco e non &egrave; stato molto influente. &Egrave; un fattore determinante in attacco</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Non si poteva avere pi&ugrave; pazienza nell&rsquo;attaccare?</span></strong><br /><span>&#8220;<em>Noi volevamo vincere oggi e possiamo gestire il gioco in un altro modo. Ma &egrave; una questione di ambizione, la squadra ha capito che era importante vincere qui. Dopo la partita possiamo pensare che era meglio gestire in modo diverso, ma in attacco abbiamo creato occasioni ma alla fine non siamo stati molto reattivi. Il Parma &egrave; andato con facilit&agrave; in contropiede, &egrave; stato difficile</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Dzeko troppo da solo, cos&igrave; &egrave; pi&ugrave; difficile con un avversario che ti aspetta&hellip;</span></strong><br /><span>&#8220;<em>&Egrave; vero, &egrave; stato molto solo in attacco. Zaniolo e Kluivert hanno procurato altro spazio per fare altre accelerazioni. Kluivert ha fatto una buona partita. Ma con Pastore lontano da Dzeko, Dzeko &egrave; stato molto da solo</em>&#8220;.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/fonseca-e-stato-chiaro-che-la-squadra-e-stanca-in-questo-momento/">Fonseca: &#8220;E&#8217; stato chiaro che la squadra è stanca in questo momento&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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		<title>Conferenza stampa Fonseca: &#8220;La squadra ha mantenuto l&#8217;equilibro. Dobbiamo lottare con questo atteggiamento&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Paulo Fonseca, tecnico della Roma, &#232; intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto contro l&#8217;Udinese. Queste le sue [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Paulo <strong>Fonseca</strong>, tecnico della <strong>Roma</strong>, &egrave; intervenuto in <strong>conferenza stampa al termine del match vinto contro l&#8217;Udinese</strong>. Queste le sue parole:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Che tipo di partita si era immaginato nell&#8217;intervallo? Cosa ha detto ai giocatori tra il primo e il secondo tempo?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Era necessario mantenere l&#8217;equilibrio. Non dobbiamo solo difendere. Io credevo che con il tempo e con questo risultato potevamo avere pi&ugrave; spazio per attaccare. La squadra ha mantenuto l&#8217;equilibrio difendendo molto bene e in contropiede &egrave; stata sempre molto pericolosa</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come si spiega il diverso atteggiamento tra la partita con la Samp e quella di oggi?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>La partita con la Sampdoria &egrave; stata importante per noi per capire che non &egrave; cos&igrave; che si pu&ograve; vincere. La squadra ha cambiato l&#8217;atteggiamento e ha capito che &egrave; importante lottare in tutta la gara. Abbiamo cambiato soprattutto la mentalit&agrave;</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Con tutti questi problemi che ha avuto la Roma fino ad oggi, immaginava di arrivare allo scontro diretto con il&nbsp;Napoli&nbsp;davanti ai partenopei?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Io penso sempre alla vittoria, sono ottimista. &Egrave; vero che la partita contro il&nbsp;Napoli&nbsp;&egrave; importante, ma non &egrave; decisiva. Dobbiamo pensare solo a lottare per i tre punti con questo atteggiamento</em>&#8220;.</span></p>
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		<title>Questo sono io: Chris Smalling</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[smalling]]></category>
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		<category><![CDATA[Io]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ASROMA.COM &#8211; Il rapporto tra Chris Smalling &#232; il calcio &#232; nato in tenera et&#224;. Da l&#236; &#232; andato avanti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="b-article-block ">
<div class="b-article-text&lt;br /&gt;                               is-first-text-block&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">ASROMA.COM &#8211; Il rapporto tra Chris <strong>Smalling</strong> &egrave; il calcio &egrave; nato in tenera et&agrave;. Da l&igrave; &egrave; andato avanti, tra momenti difficili e coincidenze positive che lo hanno portato a vestire tra le altre le maglie del Manchester United, della nazionale inglese fino a quella della Roma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Lo abbiamo intervistato e lui ci ha raccontato tutto cos&igrave;&#8230;</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Chris, partiamo dall&rsquo;inizio.&nbsp;Quali sono i tuoi primi ricordi legati al calcio?<br />&ldquo;Probabilmente, il mio primo ricordo legato al calcio &egrave; di quando mio fratello e io giocavamo in giardino. Mia madre ci iscrisse subito in una squadra a due passi da casa nostra, i Walderslade Boys, forse eravamo nell&rsquo;Under 7. Penso che sia anche il mio primo ricordo in assoluto. Ho giocato l&igrave; fino all&rsquo;Under 12 o Under 13. &Egrave; stata una fortuna avere una squadra a due passi da casa. &Egrave; cos&igrave; che tutto &egrave; cominciato&rdquo;.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Quindi ti &egrave; sempre piaciuto il calcio?</strong><br /><em>&ldquo;Certamente. E questo vale sia per me sia per mio fratello. Facevamo diversi sport, come rugby, cricket, atletica, ma avere la possibilit&agrave; di iscriverci in un club di calcio, il nostro sport preferito, far parte di una vera squadra, con la divisa e tutto il resto, ci rendeva davvero felici e impazienti di arrivare al weekend. Era bellissimo&#8221;.</em></span></p>
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</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-image">
<div class="s-article-image-container"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">E poi? Sei stato selezionato dalle giovanili di una squadra professionistica?</span></strong></div>
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</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-text&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&ldquo;S&igrave;, giocavo sia nel Walderslade Boys, sia nella mia scuola. All&rsquo;incirca 11 anni&nbsp;il mio insegnante mi segnal&ograve; per i provini della rappresentativa della contea del Kent. Riuscii a entrare in quella squadra che era molto seguita da vari osservatori, tanto che nel corso della stagione fui preso dal Millwall, dove ho giocato fino ai 15 o 16 anni.&nbsp;&Egrave; stata la prima volta in cui ho attratto l&rsquo;interesse di una squadra professionistica, tutto questo grazie al fatto di giocare nella rappresentativa della contea e grazie all&rsquo;aiuto del mio insegnante, che mi ha anche accompagnato ai provini perch&eacute; mia mamma non aveva la patente. Devo dire di essere stato molto fortunato perch&eacute; ho trovato tanto aiuto nella mia fase di crescita&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Prima di quei provini, eri gi&agrave; consapevole di essere un buon giocatore?</strong><br /><em>&ldquo;Me ne ero reso conto nell&rsquo;ambito della mia squadra e della mia scuola, mi sentivo tra i migliori in quelle realt&agrave;. Ma quando si &egrave; cos&igrave; piccoli non ci si pensa, non ci si mette pressione addosso, si pensa solo a divertirsi giocando a calcio. Ecco, fare tutto questo in maniera rilassata e senza troppe pressioni sicuramente aiuta a dimostrare al meglio ci&ograve; che si sa fare&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Come &egrave; stata l&rsquo;esperienza nelle giovanili del Millwall?</strong><br /><em>&ldquo;Bellissima, passai dall&rsquo;allenarmi e giocare una volta a settimana all&rsquo;allenarmi due, tre volte alla settimana con altri giovani calciatori di talento. Tuttavia, sempre perch&eacute; mia mamma non guidava, ero costretto a saltare alcuni allenamenti. Le strutture erano lontane da casa mia, quindi era difficile essere presente sempre e perci&ograve; a volte dovevo allenarmi con ragazzi pi&ugrave; grandi di me di una o due categorie nei giorni in cui riuscivo a esserci. &Egrave; stata durissima e ho fatto tanta fatica, anche perch&eacute; il mio sviluppo fisico non era molto rapido a quei tempi, ma penso d</em>i aver imparato moltissimo, anche se &egrave; stata dura. Sono stati tempi difficili, ma credo che giocare con ragazzi pi&ugrave; grandi di me mi abbia aiutato nel lungo periodo&rdquo;.</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Adesso puoi guardarti indietro e vederla come un qualcosa che ti ha aiutato, ma ai tempi deve essere stata durissima.</strong><br /><em>&ldquo;S&igrave;, era una lotta. Io volevo allenarmi tutti i giorni in cui anche i miei compagni lo facevano, ma invece dovevo saltare per forza degli allenamenti. Vedevo che gli altri stavano crescendo in modo costante e volevo farlo anch&rsquo;io, quindi mi sembrava di star perdendo un&rsquo;occasione. Alla fine sono stato escluso perch&eacute; stavo crescendo troppo lentamente. L&rsquo;ho vissuta come un&rsquo;opportunit&agrave; sprecata, ma poi sono andato a giocare in una squadra locale e ho solo pensato a divertirmi giocando a calcio&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Ti aspettavi di essere escluso?</strong><br /><em>&ldquo;Forse s&igrave;, in realt&agrave;, perch&eacute; ho saltato tanti allenamenti. Diciamo che avevo bisogno di trovare qualcosa pi&ugrave; vicino a casa, perch&eacute; gli spostamenti stavano diventando sempre pi&ugrave; gravosi. All&rsquo;inizio c&rsquo;era un compagno che viveva vicino a me che mi dava un sacco di passaggi, ma poi si &egrave; infortunato e non ho pi&ugrave; potuto contare su di lui. Insomma, non era per niente una situazione ideale. Ovviamente rimasi molto deluso e sentii di aver perso una grandissima opportunit&agrave;&#8221;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>E poi? Sei tornato a giocare con la tua squadra locale e per la tua scuola?</strong><br /><em>&ldquo;Ho continuato a giocare per la rappresentativa della contea, venivo sempre convocato e mi divertivo. Poi, sono andato al Maidstone United e avrei dovuto giocare nell&rsquo;Under 16, ma sono stato subito promosso nell&rsquo;Under 18 e nella Squadra Riserve e, poco dopo, sono finito in Prima Squadra. Quella &egrave; stata la mia prima esperienza nel calcio dei grandi. Altra cosa importante, ho avuto la possibilit&agrave; di fare un provino per la Nazionale Scolastica dell&rsquo;Inghilterra per poi essere convocato. &Egrave; stata un&rsquo;altra occasione per farmi vedere da tanti osservatori. I ragazzi della Nazionale Scolastica fanno parte di club dilettantistici, quindi gli osservatori vanno sempre a caccia di uno o due giocatori interessanti. &Egrave; stato molto utile. Ho anche disputato partite in Prima Squadra col Maidstone, insomma, passi importanti in avanti nel mondo del calcio. Ai tempi ero magrolino e ho preso diversi colpi, anche perch&eacute; gli attaccanti avversari mi vedevano come un potenziale punto debole, ma sono stati momenti chiave per la mia crescita&#8221;.</em></span></p>
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</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-image">
<div class="s-article-image-container"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Pensavi a questo quando sei andato al Maidstone? Oppure era solo la scelta migliore per continuare a giocare in una squadra un po&rsquo; pi&ugrave; organizzata?</span></strong></div>
</div>
</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-text&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&ldquo;Direi la seconda. Stavo andando avanti con gli studi e gi&agrave; pensavo all&rsquo;Universit&agrave;. In termini calcistici, a me andava bene allenarmi due o tre volte alla settimana con una squadra semi-professionistica, vedere poi come stavo, quanto mi divertivo e che impegno mi avrebbe richiesto. Tuttavia, ero molto pi&ugrave; concentrato sui libri di scuola. Ovviamente il calcio mi piaceva tantissimo ed &egrave; stata una grandissima sfida per me&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Ti pagavano?</strong><br /><em>&ldquo;All&rsquo;inizio giocavo nell&rsquo;Under 18 e poi con le riserve. Anche quando ho cominciato a entrare in prima squadra, credo che stessi ancora pagando la quota! Nella stagione successiva ero fisso in prima squadra, ma, in tutta onest&agrave;, non ricordo di essere stato pagato, mi pare che non avessi nemmeno uno straccio di contratto. Forse se fossi rimasto per la stagione successiva, avremmo trovato un accordo in tal senso&#8221;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>A quel punto forse non pensavi pi&ugrave; di poter diventare un calciatore professionista vero? Non ti sembra che questa possibilit&agrave; sia sparita per poi ricomparire?</strong><br /><em>&ldquo;Penso che quando ero molto pi&ugrave; giovane e giocavo per la contea ed ero appena approdato al Millwall, diventare un professionista fosse un obiettivo realistico. Ovviamente, dopo essere stato tagliato ho avuto i miei dubbi, anche perch&eacute; c&rsquo;erano tanti giocatori bravi in tutte le categorie, ma anche con un po&rsquo; di fortuna, solo uno o due tra loro sarebbero poi riusciti ad arrivare fino in fondo. Quindi, s&igrave;, avevo cominciato ad abbandonare l&rsquo;idea. Anche quando giocavo nel Maidstone e nella Nazionale Scolastica pensavo pi&ugrave; a quale Universit&agrave; e quale corso di studi avrei frequentato. Pensavo perlopi&ugrave; a far bene a scuola e, dopo gli esami finali, sono stato chiamato per due provini. Anche l&igrave; non mi sono lasciato prendere la mano, ho pensato soprattutto agli esami e ai voti per poi andare a fare questi provini senza alcuna pretesa. Ecco il perch&eacute; della mia spensieratezza, sapere che gi&agrave; mi ero preparato un&rsquo;altra strada mi ha fatto andare l&igrave; senza alcuna pressione. Se cos&igrave; non fosse stato, se non avessi avuto alternative, allora forse sarei stato troppo nervoso. Mi sono soltanto detto &ldquo;proviamoci, se poi va bene, decider&ograve;!&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Se questi provini fossero stati sei o nove mesi dopo, avresti gi&agrave; cominciato l&rsquo;universit&agrave;?</strong><br /><em>&ldquo;S&igrave; perch&eacute; i provini si sono tenuti d&rsquo;estate. Due mesi dopo avrei gi&agrave; cominciato a frequentare l&rsquo;Universit&agrave;, quindi l&rsquo;unico momento per farli era quello. La stagione calcistica delle scuole stava finendo in quel periodo, ecco perch&eacute; facevano i provini in quei giorni. Probabilmente sarei andato all&rsquo;Universit&agrave; e poi mi sarei unito a una squadretta del luogo, pensavo solo a quello. Diciamo che il tempismo &egrave; stato molto importante&rdquo;.</em></span></p>
</div>
</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-image">
<div class="s-article-image-container"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">E poi cosa &egrave; successo?&nbsp;</span></strong></div>
</div>
</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-text&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&ldquo;S&igrave; perch&eacute; alla fine fui scelto in entrambi i provini. Sono stato davvero fortunato col Middlesbrough, sono andato l&agrave; e volevo rimanerci. Mio fratello e mia mamma mi hanno accompagnato e siamo rimasti davvero colpiti, volevo firmare subito perch&eacute; il posto mi piaceva tantissimo. Poi, ho avuto la possibilit&agrave; di andare al Fulham, una struttura altrettanto meravigliosa. All&rsquo;improvviso, dal non avere altra scelta, ho potuto scegliere. &Egrave; stato un vortice di emozioni&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Hai parlato con l&rsquo;allenatore dell&rsquo;epoca del Fulham, Roy Hodgson?</strong></span><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><br />&ldquo;S&igrave;, l&rsquo;allenatore era Roy Hodgson, mentre sulla panchina del Middlesbrough c&rsquo;era l&rsquo;attuale CT dell&rsquo;Inghilterra Gareth Southgate. Abbiamo parlato con entrambi in momenti diversi. Ero in prova al Fulham e ho giocato una partita di allenamento con la squadra riserve. L&rsquo;ufficio di Roy dava proprio sul campetto di allenamento e, alla fine della partita, uno dei preparatori mi ha chiesto di andare in ufficio perch&eacute; il mister voleva parlare con me. Una volta arrivato mi ha detto di avermi guardato e di essere rimasto molto colpito. Poi mi ha detto che anche lui aveva giocato nel Maidstone, ne abbiamo parlato un po&rsquo; e ci siamo trovati subito in sintonia. Mi sono sentito nel posto giusto al momento giusto. Certo, &egrave; davvero surreale vedere due allenatori di Premier League venire a parlare con te e dimostrare il loro interesse nei tuoi confronti&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Al Fulham le cose sono state veloci, sei entrato quasi subito in prima squadra&hellip;</strong><br /><em>&ldquo;S&igrave;, &egrave; successo tutto in fretta. Dopo aver firmato, ho fatto una preparazione durissima, era la prima volta che affrontavo un precampionato cos&igrave; duro e il mio corpo stava davvero cadendo a pezzi! Mi allenavo tutti i giorni, per poi tornare a casa e addormentarmi. L&rsquo;adattamento &egrave; stato duro ma necessario. Billy McKinley era l&rsquo;allenatore delle riserve ed era davvero duro con noi, ma &egrave; stato un grande allenatore per me, mi ha fatto crescere tantissimo e velocemente in quel primo anno. A met&agrave; stagione sono diventato capitano della squadra riserve e, verso la fine del campionato, ho cominciato a viaggiare con la prima squadra. Facevo il diciannovesimo uomo, non giocavo ma vivevo l&rsquo;esperienza delle partite. Ho debuttato all&rsquo;ultima di campionato, anno in cui siamo arrivati settimi e ci siamo qualificati per l&rsquo;Europa League. &Egrave; stato molto importante perch&eacute; dovevamo giocare pi&ugrave; partite, perci&ograve; avevo pi&ugrave; possibilit&agrave; di giocare ancora in prima squadra&rdquo;</em>.</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>E a met&agrave; della stagione successiva, il Manchester United ha bussato alla porta e ti ha acquistato!</strong><br /><em>&ldquo;Gi&agrave;, in quella stagione giocavo in Europa League, alcune partite di Premier e a Natale lo United ha raggiunto un accordo per acquistarmi, lasciandomi al Fulham in prestito fino a fine stagione, permettendomi di giocare altre partite per poi andarmene in estate&rdquo;.</em></span></p>
</div>
</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-image">
<div class="s-article-image-container"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Come &egrave; successo?&nbsp;Si stava realizzando un sogno per te&hellip;</span></strong></div>
</div>
</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-text&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&ldquo;Gi&agrave;, &egrave; vero, ha dell&rsquo;incredibile. Anche perch&eacute; quando leggete le notizie da fuori, sembra che siano cose che i giocatori sanno gi&agrave; da vari mesi, ma in realt&agrave; non &egrave; andata cos&igrave;. Sapevo di aver suscitato l&rsquo;interesse dell&rsquo;</span><span style="font-size: small;">Arsenal</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&nbsp;e che si stavano intavolando delle trattative. Essendo io un tifoso dell&rsquo;</span><span style="font-size: small;">Arsenal</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">ne ero felicissimo. Tuttavia, il Manchester United &egrave; sbucato fuori dal nulla. Dovevamo giocare in trasferta col Blackburn e stavo scendendo dal pullman che ci aveva portato fin l&agrave;. &#8220;All&rsquo;improvviso, Roy mi chiama e mi dice: &ldquo;il Manchester United ha formulato un&rsquo;offerta per te. Sar&agrave; accettata. Sir Alex Ferguson vuole incontrarti nella tua stanza d&rsquo;albergo fra 40 minuti&rdquo;&#8221;. &ldquo;Bene, wow, ok&rdquo;.&nbsp; &nbsp;&ldquo;Non riuscivo a crederci, ovviamente ho chiamato subito mia mamma per informarla, poi mi sono seduto nella mia stanza d&rsquo;albergo. Mi guardavo intorno, assicurandomi che non ci fossero cose imbarazzanti o in disordine anche se avevo appena fatto il check-in! E tuttavia pensavo, dentro di me: &lsquo;Di cosa parliamo? E se ci fosse un silenzio imbarazzante?&rsquo;. Poi per&ograve; Sir Alex &egrave; arrivato e mi ha messo subito a mio agio. Penso di aver parlato con lui per tre ore o forse di pi&ugrave;. Erano passate almeno tre ore da quando avevo controllato il telefono l&rsquo;ultima volta. &Egrave; stata una conversazione molto piacevole, ovviamente lui era molto interessato a me per venire fin dove mi trovavo, specialmente considerando tutto ci&ograve; a cui doveva pensare in quel periodo. &Egrave; stato davvero un grandissimo atto di fiducia&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Non temevi che fosse un po&rsquo; troppo presto per una mossa del genere? Avevi appena cominciato a giocare nella prima squadra del Fulham&hellip;</strong><br /><em>&ldquo;&Egrave; una delle cose di cui abbiamo parlato. Prima di fare un altro trasferimento, dovevo pensarci bene. Non volevo rimanere chiuso, lo United ovviamente aveva tanti grandi difensori da cui potevo imparare, ma quello che uno vuole sapere &egrave; di avere una chance o meno. E lui &egrave; stato molto chiaro sin dall&rsquo;inizio: &lsquo;se continui a giocare come stai facendo adesso, avrai le tue chance&rsquo;. Avevo giocato un buon numero di partite in quella stagione, pi&ugrave; di 30, mi pare.&nbsp;</em></span><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Quindi, quella era l&rsquo;unica cosa da prendere in considerazione: a quei tempi c&rsquo;erano Rio Ferdinand e Nemanja Vidic, poi c&rsquo;erano Wes Brown e Jonny Evans e anche John O&rsquo;Shea. Tuttavia, lui mi ha trasmesso quella fiducia dicendomi che avrei avuto le mie chance e, allo stesso modo, ho sentito che poteva essere una sfida alla mia altezza, che avrei potuto giocare pi&ugrave; partite di quante ne avessi disputate col Fulham in quella stagione. E forse alla fine ce l&rsquo;ho anche fatta, perch&eacute; Sir Alex &egrave; un uomo di parola. Forse le cose sarebbero state pi&ugrave; facili se avessi aspettato un altro anno disputando una stagione intera al Fulham che stava andando alla grande. Ma io avevo bisogno di raccogliere quella sfida&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Che allenatore era Sir Alex?&nbsp;&Egrave;&nbsp;rimasto lo stesso dopo il vostro primo incontro?</strong><br /><em>&ldquo;S&igrave;, &egrave; una persona molto diretta, soprattutto perch&eacute; avevamo un certo tipo di rosa, voglio dire, una rosa molto grande e piena di qualit&agrave;, da cui era davvero difficile scegliere soltanto 11 giocatori. Ovviamente io ero molto giovane e non mi aspettavo di scendere in campo in ogni partita, ma, allo stesso modo, avevo tanta voglia di giocare e poi c&rsquo;erano i giocatori con pi&ugrave; esperienza che si aspettavano di giocare. Ma lui era un grande allenatore e riusciva sempre a farci rimanere concentrati su un obiettivo.&nbsp;</em></span><em><span style="font-size: small;">Magari mi diceva che non avrei giocato nella partita successiva, ma che voleva che fossi pronto per marted&igrave;. Ha fatto cos&igrave; con me un paio di volte. Una di queste era il derby, che non pensavo che avrei giocato. Mi disse che mi avrebbe lasciato fuori nella partita precedente, per poi aggiungere &lsquo;Perch&eacute; voglio che tu sia pronto per il derby di sabato&rsquo;. In questo modo riusciva a mantenere i suoi giocatori motivati e sull&rsquo;attenti, ci incoraggiava a lavorare sempre un pochino di pi&ugrave;, sul controllo palla o qualsiasi altra cosa, per migliorare ancora di pi&ugrave; durante la settimana della partita. Comunque, quel derby &egrave; stato indimenticabile, la rovesciata di Wayne Rooney, la mia famiglia in tribuna&hellip; &Egrave; una persona unica, perch&eacute; non &egrave; facile tenere i calciatori a bada, specialmente quando ne hai tanti che vogliono giocare&rdquo;.</span></em></p>
</div>
</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-image">
<div class="s-article-image-container"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Come si affronta la pressione che comporta giocare in un club di caratura mondiale come il Manchester United?</span></strong></div>
</div>
</div>
<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-text&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&ldquo;Sicuramente c&rsquo;&egrave; tanta attenzione in pi&ugrave;, sia in Inghilterra sia nel resto del mondo. All&rsquo;inizio, l&rsquo;essere tra i pi&ugrave; giovani in rosa mi ha tenuto un po&rsquo; al riparo, ma alla fine si finisce sempre sotto la lente di ingrandimento in termini di prestazioni e se non si &egrave; esattamente all&rsquo;altezza si viene criticati e si ricevono ulteriori attenzioni. Questo fa parte del gioco, se un calciatore vuole durare in un club come lo United o la Roma, in cui si &egrave; sempre sotto la lente di ingrandimento, bisogna accettarlo, imparare e adattarsi. Tuttavia, in quel periodo giocavo molto e la squadra andava molto bene, quindi la transizione &egrave; stata pi&ugrave; facile. Invece, quando non si gioca si rischia di agitarsi e di far montare la frustrazione in attesa di una chance, e questo rende le cose molto pi&ugrave; difficili. Ma, per fortuna, sono stato bene per tutta la stagione e sono stato capace di integrarmi con i compagni e di adattarmi molto bene all&rsquo;ambiente&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>E alla fine della prima stagione hai ottenuto una medaglia di campione della Premier League. Praticamente soltanto dopo quattro anni dalla tua ultima partita da dilettante hai vinto la Premier League e sei stato convocato in Nazionale. Cosa hai pensato?</strong><br /><em>&ldquo;Nel calcio non c&rsquo;&egrave; mai abbastanza tempo per fermarsi a pensare, tuttavia, ci sono stati dei momenti in cui mi &egrave; sembrato tutto un po&rsquo; assurdo, come quando avevo il trofeo della Premier League tra le mani, oppure scendendo in campo in partite importanti di&nbsp;Champions League. Ma nel calcio tutto scorre velocissimo, vinci una partita e poi tre giorni dopo ne devi affrontare un&rsquo;altra che &egrave; pi&ugrave; importante. Bisogna quindi seguire il flusso e poi fermarsi solo alla fine della propria carriera, sperando di essere davvero soddisfatti di quanto &egrave; stato ottenuto. Penso che il calcio sia cos&igrave; impegnativo che non ho mai avuto il tempo di godermi o riflettere su quanto fatto fino ad adesso&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Quali sono i momenti migliori della tua esperienza al Manchester United?</strong><br /><em>&ldquo;Forse il primo titolo di Premier League alla prima stagione, ho avuto modo di pensare alle delusioni avute da giovane e a tutti gli sforzi fatti per arrivare sin l&igrave;. &Egrave; il sogno di tanti ragazzi, e realizzarlo &egrave; tra le cose migliori. Un&rsquo;altra cosa molto importante per me &egrave; stata indossare la fascia di capitano in finale di Coppa di Lega e vincere. Poi c&rsquo;&egrave; anche il gol nel derby che, specialmente per un difensore, &egrave; sempre una bella sensazione. Insomma, tante belle cose&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>In che modo sei cambiato come persona, dalla tua prima volta in campo fino a ci&ograve; che sei oggi,&nbsp;qui alla Roma?</strong><br /><em>&ldquo;&Egrave; il calcio. Il calcio &egrave; cos&igrave; veloce che passi dall&rsquo;essere uno tra i pi&ugrave; giovani a uno tra i pi&ugrave; esperti in breve tempo. Io penso di averlo fatto ispirandomi ai giocatori pi&ugrave; esperti, guardandoli e prendendo da loro le cose che facevano in allenamento e fuori dal campo. Adesso eccomi qua. Sono orgoglioso di come mi comporto fuori dal campo, so che ci sono alcuni giovani in squadra che prenderanno me come loro modello. Comunque mi piace questa transizione che mi porta a essere un giocatore maturo in ogni aspetto&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Sapevi gi&agrave; in questa estate che, molto probabilmente, ti aspettava una nuova sfida?</strong><br /><em>&ldquo;Domanda interessante, per cominciare direi che la porta &egrave; sempre stata aperta. Ovviamente ho firmato un rinnovo non molto tempo fa e parlavo spesso col mister, prima della preparazione, nel precampionato e all&rsquo;inizio della stagione. Volevo mantenere un dialogo aperto e, sapendo le opportunit&agrave; a disposizione, valutare cosa fosse meglio per me. Poi, quando ho detto al mister i miei desideri e di come vorrei sfruttare al massimo le stagioni che mi restano, credo che il panorama si sia fatto pi&ugrave; chiaro. L&rsquo;opportunit&agrave; &egrave; arrivata quasi alla fine della finestra di mercato. Io volevo davvero far parte della squadra, avere un ruolo attivo in ogni partita e non solo ogni tanto. Ero in un momento in cui volevo scendere in campo in ogni occasione&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Trasferirti all&rsquo;estero &egrave; stato un elemento interessante di questa opportunit&agrave; o solo un qualcosa in pi&ugrave;?</strong><br /><em>&ldquo;Non ho mai scartato alcuna ipotesi, andare all&rsquo;estero o meno, la cosa pi&ugrave; importante era il club, a cosa ambisce, quali sono gli obiettivi stagionali e se sono in linea con ci&ograve; che voglio io. Dopo aver parlato col mister sulla sua idea di gioco e su come mi avrebbe inserito, non ho avuto bisogno di altro. Poi penso che andare all&rsquo;estero, in un Paese e una citt&agrave; di cui si parla un gran bene e in un club con una tifoseria meravigliosa&hellip; penso che sia un bonus non da poco poter giocare e sperimentare una nuova cultura&rdquo;.</em></span></p>
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<div class="s-article-image-container"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Sta andando tutto come ti aspettavi?</span></strong></div>
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<div class="b-article-block " style="text-align: justify;">
<div class="b-article-text&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&ldquo;S&igrave;, forse anche meglio. Certo, ho saltato le prime due partite, ma stare bene adesso e, tocchiamo ferro, per il resto della stagione vuol dire poter essere determinante in campo, e questo rende il passaggio pi&ugrave; facile per quanto riguarda la conoscenza dei compagni dentro e fuori dal campo. La mia famiglia mi ha raggiunto e abbiamo anche preso casa. Tutte le questioni extra-campo stanno andando al loro posto, quindi spero che continui ad andare tutto per il meglio&rdquo;.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Gli allenamenti qua sono diversi dall&rsquo;Inghilterra?</strong><br />&ldquo;In termini di strutture e programmi non sono molto diversi. Come allo United, anche qua giochiamo a pochi giorni di distanza tra una partita e l&rsquo;altra, quindi l&rsquo;allenamento infrasettimanale &egrave; perlopi&ugrave; tattico e di recupero, invece di avere lunghe sessioni. Per quanto riguarda le partite, guardando molto di pi&ugrave; la Serie A da quando sono arrivato e studiando le avversarie, credo che rispetto all&rsquo;Inghilterra qui siano molte di pi&ugrave; le squadre che giocano con due punte, il che causa molti pi&ugrave; problemi. In Inghilterra spesso si ha a che fare con una sola punta avversaria, quindi l&rsquo;altro centrale ti pu&ograve; coprire mentre qui spesso ci troviamo in situazioni di due contro due. Capita anche di salire molto pi&ugrave; spesso da dietro. Sono tutte sfide nuove per me, ma mi piacciono, anche perch&eacute; amo i contrasti e gli sprint con le punte, mi ci trovo bene&rdquo;.</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>La partita in s&eacute; non &egrave; andata benissimo, ma contro l&rsquo;Atalanta hai vinto un bel contrasto contro Zapata un bel biglietto da visita per i tuoi tifosi.</strong><br /><em>&ldquo;S&igrave;, abbiamo preparato quella partita e mi aspettavo che Zapata partisse titolare perch&eacute; &egrave; uno dei calciatori pi&ugrave; pericolosi dell&rsquo;Atalanta. Ogni squadra comunque ha tante minacce, &egrave; come in Inghilterra, non esistono partite facili, sono le piccole cose a fare la differenza. Ecco perch&eacute; bisogna sempre essere attenti e concentrati&rdquo;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>C&rsquo;&egrave; qualche compagno di squadra che ti sta particolarmente aiutando ad ambientarti?</strong><br /><em>&ldquo;S&igrave;, onestamente devo dire di essere stato fortunato anche con i preparatori che parlano un buon inglese, e anche tanti giocatori in squadra mi capiscono, una buona met&agrave; della rosa ha un ottimo livello di lingua. Tuttavia, voglio imparare l&rsquo;italiano, sono ancora all&rsquo;inizio. Per ora sono stato molto fortunato anche col resto, col cibo, con l&rsquo;assistenza fuori dal campo, con il trasloco, &egrave; tutto perfetto.&rdquo;</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Hai gi&agrave; giocato in difesa insieme a Federico&nbsp;Fazio&nbsp;e Gianluca Mancini. Come sta andando?</strong><br />&ldquo;Credo che sia stato facile inserirmi nel gioco al loro fianco. In allenamento cambiamo e dividiamo spesso gli accoppiamenti per migliorare l&rsquo;affiatamento e affrontare scenari diversi tra loro. La pausa per le nazionali ci d&agrave; veramente modo di lavorare sulla linea difensiva da mettere in campo, mantenere la posizione, andare in supporto, scambi e tutto il resto. Spesso, quando si gioca ogni tre giorni, &egrave; difficile potersi allenare seriamente, ecco perch&eacute; la pausa per le nazionali ci permette di lavorare a fondo, specialmente per chi non c&rsquo;era durante la preparazione. Spero quindi di poter giocare bene al fianco di chiunque.&rdquo;</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"><strong>Come sta andando col mister dal vostro primo incontro in poi?</strong><br /><em>&ldquo;Penso che sia molto intelligente. Abbiamo parlato per la prima volta al telefono, io ero ancora a Manchester e lui mi descriveva che tipo di difensore voleva, come le mie caratteristiche lo riflettessero e del fatto che mi volesse nella sua squadra. Me lo ha fatto proprio sentire, e una volta finita la chiamata, mi sono detto: &lsquo;Facciamolo&rsquo;. &Egrave; bello lavorare con lui, credo che l&rsquo;aggressivit&agrave; e il modo in cui vuole che giochiamo siano molto adatti a me. Inoltre, tutto lo staff ci incoraggia continuamente mostrandoci delle clip che descrivono su cosa e come dobbiamo lavorare e migliorare. Mi sembra di imparare qualcosa ogni giorno, mi sto trovando molto bene&rdquo;.</em></span></p>
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<div class="s-article-image-container"><strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Non so se lo sapevi, ma da quando sei arrivato la stampa ha parlato molto del fatto che sei vegano, spiegandone le ragioni, e del fatto che in tempi recenti hai usato la tua popolarit&agrave; per richiamare l&rsquo;attenzione su temi sociali. Cosa ti ha convinto a dire la tua su queste tematiche?</span></strong></div>
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<div class="b-article-text&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"></p>
<p><em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&ldquo;Credo perch</p>
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		<title>Questo sono io: Edin Dzeko</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ASROMA.COM &#8211; &#200; il settimo marcatore di tutti i tempi dell&#8217;AS Roma e il suo mestiere &#232; sempre stato quello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/rassegna-stampa/questo-sono-io-edin-dzeko/">Questo sono io: Edin Dzeko</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>ASROMA.COM &#8211; &Egrave; il settimo marcatore di tutti i tempi dell&#8217;AS Roma e il suo mestiere &egrave; sempre stato quello di fare gol. Vuole continuare a segnare, per restare ancora di pi&ugrave; nella storia di questo Club, con cui ha prolungato il contratto fino al 2022.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Questo &egrave;&nbsp;Edin Dzeko.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Partiamo dall&rsquo;inizio. Da dove pensi sia nata la tua passione per il calcio? &Egrave; stata naturale? Ti ha spinto a giocare tuo padre?</span><br /><span>Mio padre ha giocato nelle leghe inferiori bosniache, quindi &egrave; possibile che questo abbia influito. Ma non dimentichiamoci che all&rsquo;epoca, quando ero piccolo, la Bosnia era in guerra. Quindi ho iniziato a giocare abbastanza tardi, dopo la fine del conflitto, quando mio padre ha iniziato a portarmi a giocare. Se non sbaglio avevo nove anni e mezzo, forse dieci, quando mi ha portato a fare i primi allenamenti. E ho anche iniziato a guardare alcune delle sue partite, cosa che prima non potevo fare, a causa della guerra. Penso che il calcio sia qualcosa di genetico, che tutti volevamo praticare. Tutti i bambini amano correre dietro a un pallone. Per me, tutto &egrave; iniziato l&igrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Eri consapevole del fatto che fosse in corso una guerra oppure i tuoi genitori ti hanno protetto da questo avvenimento?</span><br /><span>Ne ero decisamente consapevole. Sapevo cosa stava accadendo. Ma fa parte del passato. Non voglio parlarne ora. Ovviamente ero molto piccolo, avevo sei anni. Ma, sebbene ne fossi consapevole, la guerra era probabilmente una circostanza molto, molto pi&ugrave; dura per i miei genitori e per tutti gli altri adulti. I bambini vogliono semplicemente giocare e magari a volte non si rendono conto del pericolo che li circonda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Quando hai iniziato a giocare, hai sempre pensato che saresti finito a fare l&rsquo;attaccante?</span><br /><span>All&rsquo;inizio, ovviamente, quando hai dieci anni e stai cominciando a praticare questo sport ti fanno giocare un po&rsquo; dappertutto. Con il tempo iniziano a trovarti un ruolo, quello che pensano sia pi&ugrave; adatto alle tue caratteristiche. Io segnavo in continuazione. Per questo motivo mi hanno fatto giocare attaccante. A volte giocavo come esterno alto di destra, ma quello che cercavo sempre di fare era trovare un modo per segnare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Pensavi che avresti avuto successo?</span><br /><span>A essere sincero, non ci pensavo. Ovviamente tutti sognano di diventare qualcuno e di raggiungere qualcosa, ma quando sei piccolo non pensi a troppi scenari futuri. Magari mi sar&ograve; sognato qualcosa del genere, ma all&rsquo;epoca non immaginavo nemmeno che potesse diventare un lavoro. Quindi in realt&agrave; non ci facevo molto caso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ma alla fine &egrave; diventato possibile. E presto hai iniziato a giocare da professionista in Bosnia. Quando hai iniziato a pensare che, forse, eri sufficientemente bravo da poter avere non solo una buona carriera nel tuo Paese, ma che avresti potuto anche ambire a giocare all&rsquo;estero?</span><br /><span>Ci sono alti e bassi, soprattutto quando sei giovane. Nel mio Paese i giocatori pi&ugrave; grandi avevano un ruolo importante. Ti dicevano sempre &ldquo;sei ancora giovane&hellip;&rdquo; e in quei casi non era semplice trovarsi delle opportunit&agrave;. Guardando al passato non saprei, forse all&rsquo;epoca non ero abbastanza forte, o magari lo ero, ma hanno puntato sui pi&ugrave; grandi. Per me &egrave; stato molto importante trasferirmi in Repubblica Ceca assieme all&rsquo;allenatore che avevo avuto anche in Bosnia al Jiri Plisek. Si &egrave; trasferito e dopo qualche mese mi ha chiamato e io ho subito accettato, perch&eacute; sapevo che da lui avrei potuto imparare molto e che sarei migliorato, anche perch&eacute; sarei andato via di casa e avrei vissuto in un Paese nuovo. Questa esperienza mi ha dato sicuramente l&rsquo;opportunit&agrave; di migliorare e di lavorare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&Egrave; stata la prima volta che sei andato via da casa? Quanto &egrave; stato difficile?</span><br /><span>S&igrave;, avevo diciannove anni, forse diciotto e mezzo. Penso fosse l&rsquo;estate del 2005. E s&igrave;, era la prima volta che andavo via di casa per un periodo prolungato. Non &egrave; stato semplice, n&eacute; per me n&eacute; per i miei genitori, ma &egrave; la vita. Andando via di casa sono diventato un uomo, perch&eacute; ho dovuto fare i conti con cos&igrave; tante cose a cui prima non avevo mai pensato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Poi ti sei trasferito in Germania, al Wolfsburg. Sembra che la tua carriera sia stato un percorso di crescita graduale. C&rsquo;&egrave; stato un momento in cui hai pensato di aver fatto il passo pi&ugrave; lungo della gamba? Ti &egrave; sembrato cos&igrave;, all&rsquo;epoca?</span><br /><span>Probabilmente s&igrave;. Lo &egrave; stato perch&eacute; la Bundesliga &egrave; uno dei cinque migliori campionati d&rsquo;Europa. Quando sono andato l&igrave;, sono stato fortunato ad avere un allenatore, Felix Magath, che ci spingeva sempre a dare il massimo, fino al limite, a volte anche oltre. Ci allenavamo davvero duramente. &Egrave; stata una lezione importante per me. E mi piace veramente pensare che sia stato un percorso graduale. Sempre un passo alla volta. Ero in Bosnia e sono andato in Repubblica Ceca. Quindi ho fatto un altro passo e mi sono trasferito in Germania. Quando pensavo di non essere sicuro di poter fare quel primo passo, ecco che ne avevo fatto un altro. Non sono andato direttamente in Premier, ma ho avuto bisogno di fare determinate esperienze per migliorare. E poi al Wolfsburg ho avuto l&rsquo;allenatore giusto, la squadra giusta, ero nella societ&agrave; giusta in quel momento. Tutto si muoveva nella direzione giusta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il Wolfsburg campione di Germania nel 2009 viene ricordato come una squadra molto forte e offensiva, ma col senno di poi Magath non &egrave; noto per prediligere un calcio offensivo. Cosa rendeva quella squadra cos&igrave; efficace?</span><br /><span>Innanzitutto eravamo al massimo della forma. Fisicamente, eravamo pronti ad affrontare chiunque. E avevamo molti giovani, anzi la maggior parte dei giocatori erano giovani, c&rsquo;erano solamente due o tre veterani. Ma la base era formata da giocatori giovani che avevano qualit&agrave; e che correvano moltissimo. Giocavamo sempre con lo stesso modulo, con due attaccanti in un 4-3-1-2. E per quella squadra era perfetto, abbiamo fatto una cavalcata impressionante e alla fine abbiamo vinto il titolo. Ma vorrei sottolineare che non abbiamo vinto per caso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Non &egrave; stato un caso?</span><br /><span>No, ce lo siamo meritato. Vincevamo contro chiunque. A volte riuscivamo a segnare cinque gol contro squadre forti. &Egrave; stato assolutamente meritato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&Egrave; sembrato che in quel momento tutti i pezzi si incastrassero alla perfezione.</span><br /><span>Certamente. Poi ci vuole sempre un po&rsquo; di fortuna, ovviamente. Ma avevamo sicuramente degli ottimi giocatori e un ottimo allenatore. E poi non c&rsquo;era cos&igrave; tanta pressione. All&rsquo;inizio il nostro obiettivo non era quello di vincere il campionato. Era di finire tra le prime quattro e qualificarci per la&nbsp;Champions League. Ma quando si avvicina la fine del campionato e sei ancora in lizza, fai di tutto per vincerlo. Ed &egrave; quello che ho fatto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Poi sei andato al Manchester City, un periodo sul quale ti vengono fatte molte domande. Anche l&igrave; hai vinto il titolo. Che differenze ci sono tra le due vittorie? C&rsquo;era sicuramente molta pressione al City in quel periodo&hellip;</span><br /><span>Anche perch&eacute; il City era da molto tempo che non vinceva praticamente nulla. Quando ero al Wolfsburg nessuno si aspettava che potessimo vincere il campionato e ce l&rsquo;abbiamo fatta. Al City, tutti si aspettavano che vincessimo qualcosa, prima o poi. Avevamo speso molti soldi, facendo arrivare grandi giocatori, ce n&rsquo;erano davvero tanti. Era chiaro che ci fosse della pressione. Con calciatori di tale qualit&agrave;, alla fine, siamo riusciti a vincere. L&rsquo;abbiamo fatto due volte mentre ero l&igrave;. E in entrambi i casi la vittoria &egrave; stata pi&ugrave; che meritata. Sebbene ci fossero molte aspettative e ci fosse molta pressione, abbiamo giocato un calcio offensivo e piacevole. A volte giocavamo con tre attaccanti. Non &egrave; semplice farlo e vincere con continuit&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Come pensi che ti vedano i tifosi del City? Pensi che ora apprezzino di pi&ugrave; quello che hai fatto quando giocavi a Manchester rispetto all&rsquo;epoca?</span><br /><span>Forse mi apprezzano di pi&ugrave; ora rispetto a quando giocavo l&igrave;. Quando giochi in una squadra, le persone rischiano di abituarsi. Le cose possono cambiare, se giochi bene in una partita e se, magari, in quella successiva giochi male. Dipende quasi sempre dai risultati della squadra. Poi, quando vai via&hellip;&egrave; come con una ragazza, solamente quando se ne va capisci quello che avevi e che non avrai pi&ugrave;! Ma credo che mi apprezzino di pi&ugrave; ora rispetto a quanto non facessero quando ero l&igrave;. Anche se devo dire che i tifosi del City mi hanno sempre sostenuto quando giocavo con la loro maglia e penso di aver fatto bene in quei quattro anni e mezzo. A un certo punto &egrave; arrivato il momento di cambiare. Ma sento ancora, a volte, i tifosi del City cantare il mio nome e a volte qualcuno mi scrive dicendo che sono una leggenda. Fa piacere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>In quel periodo il City ha avuto molti attaccanti e pochi sono stati efficaci quanto te, soprattutto quando quasi tutti erano chiamati ad agire vicino a Sergio Aguero.</span><br /><span>C&rsquo;erano sempre quattro attaccanti di alto livello. Non potevamo giocare sempre tutti e per questo motivo non ero sempre contento, ma se in una squadra c&rsquo;&egrave; cos&igrave; tanta qualit&agrave;, &egrave; una battaglia che devi essere sempre pronto a combattere. C&rsquo;era Sergio, c&rsquo;era Tevez&hellip;poi, in momenti diversi, ci sono stati Jovetic, Balotelli, Negredo, Adebayor, Bony: c&rsquo;erano moltissimi attaccanti in squadra in quel periodo. C&rsquo;era una buona intesa tra me e Sergio, penso ci completassimo molto bene a vicenda. Insieme giocavamo bene, la coppia formata da un attaccante pi&ugrave; &ldquo;piccolo&rdquo; e uno pi&ugrave; alto funzionava molto bene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tornando a quello che hai detto a proposito del City, pensi che nel calcio funzioni cos&igrave;, in generale? Solamente con il tempo le persone apprezzano realmente quello che i giocatori hanno fatto per la propria squadra?</span><br /><span>Penso che a volte le persone non apprezzino appieno quello che fai fino a quando non te ne vai. Poi magari si rendono conto di quello che avevano e di quello che hai fatto. Si pensa sempre a quello che fai o che farai in quel momento. Questo &egrave; il calcio, funziona cos&igrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Passando alla Roma, qual &egrave; stata la tua prima impressione di Paulo Fonseca?</span><br /><span>&Egrave; stata positiva. Fin dal primo giorno abbiamo lavorato duramente e quasi sempre con la palla, dettaglio positivo per noi giocatori. A noi giocatori piace, vogliamo avere sempre la palla tra i piedi e lui vuole sempre lavorare con il pallone. Per me &egrave; stato perfetto. Devo dire che ho iniziato a divertirmi sin da subito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Come sono andate le prime chiacchierate con l&rsquo;allenatore? In estate molti giocatori, soprattutto i nuovi arrivati, hanno affermato quanto sia stato importante parlare con lui.</span><br /><span>Da come inizia a impostare la sessione di allenamento, si capisce subito che &egrave; uno che sa il fatto suo. Ci ha iniziato a trasmettere le sue idee in maniera positiva, &egrave; sempre disponibile a parlare, a confrontarsi. &Egrave; quello di cui abbiamo bisogno. Penso che l&rsquo;aspetto importante sia che Fonseca non &egrave; solamente un allenatore capace, ma &egrave; anche una persona onesta, aperta, caratteristiche che a volte sono difficili da trovare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per i giocatori &egrave; importante avere un allenatore di cui si fidano. Aiuta molto.</span><br /><span>Certamente. &Egrave; anche importante potersi divertire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&Egrave; un fattore che ha inciso nella tua decisione di rinnovare il contratto questa estate?</span><br /><span>S&igrave;, ci sono stati molti fattori, a dire la verit&agrave;. La societ&agrave;, l&rsquo;allenatore, i compagni, tutti. Ci sono stati molti fattori che hanno influito su questa scelta. Tutti mi hanno dimostrato quanto mi apprezzassero e quanto volessero che restassi. In fin dei conti, qui mi sono sempre trovato bene. La mia famiglia &egrave; felice qui, i miei figli sono nati qui, quindi sono stato felice di restare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Immagino che le scelte possano cambiare un po&rsquo; se a un certo punto entrano a far pare del quadro anche i figli e la famiglia.</span><br /><span>Certamente, perch&eacute; non gira pi&ugrave; tutto intorno a te. Quando ero pi&ugrave; giovane, pensavo sempre a dove volessi andare io &ndash; era la mia carriera, erano le mie decisioni e io volevo crescere. Non giocher&ograve; a calcio per tutta la vita, quindi inizio a fare delle scelte anche da quel punto di vista e poi, con una famiglia, penso anche a cosa potrebbe servire a loro. Ora le decisioni che mi riguardano sono quasi sempre le meno importanti. Bisogna valutare le cose in maniera pi&ugrave; ampia. &Egrave; normale, &egrave; cos&igrave; per gran parte delle persone. La mia famiglia &egrave; molto felice qui. Qui stiamo bene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Parlando da giocatore, pensi che il rinnovo significhi che questo sar&agrave; il posto in cui definirai quello che sar&agrave; il tuo lascito nel mondo del calcio? Nel senso che quando le persone penseranno a&nbsp;Edin Dzeko&nbsp;in futuro, la prima squadra a cui penseranno sar&agrave; la Roma?</span><br /><span>Ho firmato per altri tre anni. Quindi se giocher&ograve; qui per altri tre anni, avr&ograve; giocato per sette anni in questo club. Sar&agrave; il periodo pi&ugrave; lungo trascorso nella stessa squadra. Sar&agrave; la squadra con cui avr&ograve; segnato pi&ugrave; gol, la squadra con cui avr&ograve; collezionato pi&ugrave; presenze. E, ovviamente, la squadra con cui avr&ograve; vinto di pi&ugrave;, spero. &Egrave; sempre questo l&rsquo;obiettivo. Penso che quest&rsquo;anno abbiamo ingaggiato alcuni giocatori forti, esperti, in grado di aiutarci sin da subito. &Egrave; un fattore importante. Quando i giocatori sono pronti a giocare e a dare battaglia sin dalla prima partita, significa che potrai lottare per i diversi obiettivi, che per noi sono l&rsquo;Europa League, la Coppa Italia&hellip;e la qualificazione alla prossima&nbsp;Champions League, cosa che purtroppo non siamo riusciti a fare la scorsa stagione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tieni particolarmente ai riconoscimenti individuali? Sono importanti per te? Ad esempio, ti manca poco per diventare il settimo giocatore ad aver segnato 100 gol con la maglia della Roma. A fine stagione potresti addirittura diventare il terzo miglior marcatore nella storia del club. Diciamo che sei in una buona posizione per guadagnarti un ruolo di spicco nella storia di questo club&hellip;</span><br /><span>Penso si possa dire che &egrave; qualcosa a cui ho pensato quando ho dovuto decidere sul mio futuro. In fin dei conti, non gira sempre tutto attorno ai gol. Certo, sono un attaccante e vivo per fare gol, ma la cosa pi&ugrave; importante &egrave; vincere. Quest&rsquo;anno dobbiamo essere pi&ugrave; continui rispetto alla scorsa stagione se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Con i giocatori esperti che abbiamo, spero riusciremo a esserlo. Oltre a questo, vedremo cosa succeder&agrave; a livello di gol. Mentirei se dicessi che non penso a raggiungere quota 100.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I traguardi che potresti raggiungere ti rendono forse ancora pi&ugrave; orgoglioso, visto come sono iniziate le cose per te qui?</span><br /><span>Nel calcio le cose possono andare cos&igrave;, ci sono sempre alti e bassi. La cosa importante &egrave; non arrendersi mai. Se mi fossi arreso dopo il primo anno, non avrei fatto quello che ho fatto dopo. Sono cose che succedono: ci sono le partite negative, le settimane negative e anche i mesi negativi. Mi era successo anche prima. Ma quando succedono queste cose, dipende solo da te: sei tu che devi decidere come reagire. Io ho provato a mostrare le mie vere qualit&agrave; e sono riuscito a farlo nella stagione 2016-17 e in quelle successive. Spero che le cose andranno ancora meglio nei prossimi anni, perch&eacute; mi sento bene. Fisicamente sto bene. &Egrave; importante e spero di continuare cos&igrave;, perch&eacute; voglio continuare a crescere come giocatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Pensi che il tuo ruolo all&rsquo;interno della squadra sia cambiato, dentro e fuori dal campo? Ora sei uno dei leader, un mentore per i ragazzi pi&ugrave; giovani.</span><br /><span>Sono uno dei pi&ugrave; anziani ora, assieme ad Aleks [Aleksandar Kolarov], Fede [Federico&nbsp;Fazio] e Antonio Mirante. Ovviamente dobbiamo essere un esempio per i pi&ugrave; giovani, anche se oggi non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave; semplice. Ma noi cerchiamo di aiutarli e di portarli sulla strada giusta. Vogliamo aiutarli ad affrontare le situazioni nella maniera corretta, perch&eacute; abbiamo bisogno di loro: ogni giocatore, in ogni ruolo, pu&ograve; essere importante per noi in questa stagione, per raggiungere gli obiettivi. Dobbiamo lavorare tutti insieme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ci sono aspetti dell&rsquo;essere un giocatore professionista che ora conosci ma che avresti voluto conoscere prima, quando eri pi&ugrave; giovane?</span><br /><span>Penso che questo faccia parte del processo di crescita. Ovviamente ci sono cose che non si possono sapere, cos&igrave; come non le sapevamo noi, quando eravamo pi&ugrave; giovani, in un&#8217;epoca in cui non c&#8217;erano ancora i social network. Anche allora mi ricordo che alcuni giocatori mi dicevano: &ldquo;Un giorno capirai cosa significa l&rsquo;esperienza per un giocatore&rdquo;. E io pensavo: &ldquo;Cosa?! L&rsquo;esperienza? Cos&rsquo;&egrave;? A cosa serve?!&rdquo;. Ma fino a quando non lo vedi e non lo provi, non puoi capirlo. Ma ogni partita, ogni allenamento, ti insegna sempre qualcosa. Penso sia importante che i giovani vedano i pi&ugrave; anziani dare sempre il massimo, come magari hanno fatto negli ultimi venti anni. Ma &egrave; un processo di crescita che ogni giocatore affronta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Questo impegno da parte di tutti &egrave; ancora pi&ugrave; importante per te, ora che cerchi di far fruttare al meglio gli ultimi anni della tua carriera?</span><br /><span>S&igrave;, certamente. Come ho detto, non giocher&ograve; ancora per dieci anni. Forse potrei farlo, ma non sarebbe semplice e sicuramente non potrei giocare sempre ai massimi livelli. Ho ancora qualche anno davanti e voglio dare tutto e fare tutto il possibile. &Egrave; importante restare in forma ed evitare gli infortuni. Io dar&ograve; il massimo e cercher&ograve; di far s&igrave; che questa squadra raggiunga i propri obiettivi. Penso che abbiamo la qualit&agrave; per provare a farlo nei prossimi anni. Dobbiamo solamente essere pi&ugrave; continui e aiutarci a vicenda.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/rassegna-stampa/questo-sono-io-edin-dzeko/">Questo sono io: Edin Dzeko</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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		<title>Kluivert: &#8220;Con questa squadra e con questo mister ho molta fiducia. Sono felice di giocare bene e di segnare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Justin Kluivert, attaccante della Roma, ha commentato la vittoria di Europa League. Queste le sue parole: KLUIVERT A SKY SPORT [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/kluivert-con-questa-squadra-e-con-questo-mister-ho-molta-fiducia-sono-felice-di-giocare-bene-e-di-segnare/">Kluivert: &#8220;Con questa squadra e con questo mister ho molta fiducia. Sono felice di giocare bene e di segnare&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Justin <strong>Kluivert</strong>, attaccante della <strong>Roma</strong>, ha commentato la vittoria di Europa League. Queste le sue parole:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>KLUIVERT A SKY SPORT</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Sei soddisfatto? Stai migliorando molto</span></strong><br /><span>Con questa squadra e con questo mister ho molta fiducia. Sono felice di giocare bene e di segnare</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>Stai diventando pi&ugrave; completo anche tatticamente</span></strong><br /><span>Si penso di si, il primo anno &egrave; stato difficile per me ma quest&rsquo;anno sto facendo meglio, anche se sono solo 5 partite e voglio migliorare di pi&ugrave;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>L&rsquo;anno scorso eravate solo in 4 come esterni offensivi, quest&rsquo;anno siete tanti. Come pensi di superare la concorrenza?</span></strong><br /><span>Sono tutti buoni giocatori, abbiamo bisogno di tutti quest&rsquo;anno perch&eacute; abbiamo tante partite, se faccio gol posso giocare di pi&ugrave; ed &egrave; importante</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>L&rsquo;anno scorso eravate solo in 4 come esterni offensivi, quest&rsquo;anno siete tanti. Come pensi di superare la concorrenza?</span></strong><br /><span>Sono tutti buoni giocatori, abbiamo bisogno di tutti quest&rsquo;anno perch&eacute; abbiamo tante partite, se faccio gol posso giocare di pi&ugrave; ed &egrave; importante</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/kluivert-con-questa-squadra-e-con-questo-mister-ho-molta-fiducia-sono-felice-di-giocare-bene-e-di-segnare/">Kluivert: &#8220;Con questa squadra e con questo mister ho molta fiducia. Sono felice di giocare bene e di segnare&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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		<title>Fonseca: &#8220;Derby molto emozionante. Un inno per chi ama questo sport&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[per]]></category>
		<category><![CDATA[derby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato al termine del derby pareggiato per 1-1 contro la Lazio: FONSECA A SKY [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/fonseca-derby-molto-emozionante-un-inno-per-chi-ama-questo-sport/">Fonseca: &#8220;Derby molto emozionante. Un inno per chi ama questo sport&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Paulo Fonseca</strong>, tecnico della <strong>Roma</strong>, ha parlato al termine del derby pareggiato per 1-1 contro la <strong>Lazio</strong>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>FONSECA A SKY SPORT</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Partita pazza?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Si, per chi piace il calcio &egrave; stato straordinario, I tifosi sono stati deliziati da questa gara con due squadre che hanno creato occasioni da gol e spettacolo</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La partita di Dzeko, &egrave; stato un po&#8217; bloccato&#8230;</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Si, in alcuni momenti ci siamo dovuti abbassare e&nbsp;Dzeko&nbsp;&egrave; rimasto isolato nell&#8217;uscita palla. La Lazio ci ha creato problemi sulla sinistra, e ci siamo dovuti abbassare</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Com&#8217;&egrave; stato il suo primo derby?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Molto emozionante, spettacolare e un&#8217;ambiente favoloso. Per noi allenatori &egrave; difficile gestire le emozioni, lasciamo anche qualche anno di vita in campo. Si sono affrontate due grande squadre, &egrave; stato un inno al calcio per chi ama questo sport</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>&Egrave; troppo facile attaccarvi in questo momento?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>Si, Zappacosta ha avuto un problema, e sono stato costretto a mettere Kluivert. Il pressing non &egrave; stato sempre efficace, ma &egrave; difficile pressare una squadra che giocare 3. Non siamo stati sempre compatti e loro ci hanno creato problemi sulla sinistra</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>FONSECA A ROMA TV</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come &egrave; andata questa partita? Qual &egrave; stata la sua sensazione dopo questi 90&prime;?</strong></span><br /><span>&#8220;<em>In primo luogo vorrei dire che &egrave; stato un grande spettacolo, una bella partita. I tifosi andranno via soddisfatti. E&rsquo; stata una partita aperta, ricca di occasioni. Non &egrave; il risultato che volevamo ma abbiamo affrontato una squadra forte. Continueremo a lavorare per migliorare</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il fatto che Zappacosta si sia infortunato durante il riscaldamento ha un po&rsquo; scombinato i piani della Roma?&nbsp;</strong></span><br /><span>&#8220;<em>S&igrave;, ci siamo allenati tutta la settimana pensando di schierare Zappacosta a destra e Florenzi alto a sinistra. E&rsquo; saltata la nostra strategia</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>E&rsquo; stata una scelta quella di non andare a pressare alta la Lazio?&nbsp;</strong><br /><span>&#8220;<em>Da un punto di vista strategico &egrave; difficile andare a contrastare una squadra che costruisce a tre. Sapevamo che la Lazio avrebbe contato molto sulla situazione di palla in profondit&agrave;, abbiamo preparato la partita in funzione di questo e non ci ha permesso di stare alti</em>&#8220;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><span><strong>Cosa ti &egrave; piaciuto dei tuoi ragazzi? Cosa potevano fare meglio invece?&nbsp;</strong><br /><span>&#8220;<em>Abbiamo sofferto pi&ugrave; del dovuto, pi&ugrave; di quello che speravamo. Quello che dobbiamo migliorare &egrave; essere pi&ugrave; aggressivi nei corridoi laterali. Dobbiamo continuare a migliorare, forse arriveranno altri giocatori che possono aiutarci. Lo possiamo fare sia sul piano offensivo sia difensivo. Voglio una squadra pi&ugrave; dominante con la palla</em>&#8220;.</span></span></span></p>
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		<title>Alisson: &#8220;A Roma sono cresciuto molto. Savorani mi ha aiutato ad arrivare a questo punto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alisson Becker, ex portiere della Roma oggi al Liverpool, &#232; stato nominato miglior portiere della scorsa edizione della Champions League. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/alisson-a-roma-sono-cresciuto-molto-savorani-mi-ha-aiutato-ad-arrivare-a-questo-punto/">Alisson: &#8220;A Roma sono cresciuto molto. Savorani mi ha aiutato ad arrivare a questo punto&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Alisson Becker</strong>, ex portiere della <strong>Roma</strong> oggi al <strong>Liverpool</strong>, &egrave; stato nominato miglior portiere della scorsa edizione della <strong>Champions League</strong>. Queste le sue parole a <em>Sky Sport</em> in merito al premio:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&#8220;<span><em>C&#8217;&egrave; molto lavoro, ho imparato da mio padre lavorare per raggiungere i miei obiettivi. Ringrazio le persone che mi hanno aiutato, a Roma ho vissuto due anni in cui sono cresciuto molto, con un grandissimo allenatore dei portieri che &egrave; Marco Savorani, lui mi ha aiutato ad arrivare a questo punto. Mi sta aiutando anche il preparatore del Liverpool, &egrave; importante ringraziare tutti</em>&#8220;</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/alisson-a-roma-sono-cresciuto-molto-savorani-mi-ha-aiutato-ad-arrivare-a-questo-punto/">Alisson: &#8220;A Roma sono cresciuto molto. Savorani mi ha aiutato ad arrivare a questo punto&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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		<title>Bartoli: &#8221; Vedere l’Italia che ci ha amato in questo modo rimarrà sempre nei nostri ricordi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Elisa Bartoli, capitano della Roma femminile, &#232; intervenuta ai microfoni di Rai 2 durante la cerimonia che la nazionale italiana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/bartoli-vedere-litalia-che-ci-ha-amato-in-questo-modo-rimarra-sempre-nei-nostri-ricordi/">Bartoli: &#8221; Vedere l’Italia che ci ha amato in questo modo rimarrà sempre nei nostri ricordi&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Elisa Bartoli</strong>, <strong>capitano della Roma femminile</strong>, &egrave; intervenuta ai <em>microfoni di Rai 2</em> durante la <strong>cerimonia</strong> che la <strong>nazionale italiana di calcio femminile</strong> ha tenuto al <strong>Quirinale</strong> alla presenza del <strong>Presidente della Repubblica</strong>, <strong>Sergio Mattarella</strong>. Ecco le sue parole sulla rassegna in terra francese: &#8221;&nbsp;<em>Non ci aspettavamo tutto questo entusiasmo e sapere che le persone amano il calcio femminile &egrave; stata la vittoria pi&ugrave; bella. &Egrave; stato il primo mondiale, l&rsquo;emozione &egrave; stata tanta, superare squadre di livello e arrivare tra le prime 8 non ce lo aspettavamo. Vedere l&rsquo;Italia che ci ha amato in questo modo rimarr&agrave; sempre nei nostri ricordi</em>&#8220;</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://insideroma.com/news/breaking-news/bartoli-vedere-litalia-che-ci-ha-amato-in-questo-modo-rimarra-sempre-nei-nostri-ricordi/">Bartoli: &#8221; Vedere l’Italia che ci ha amato in questo modo rimarrà sempre nei nostri ricordi&#8221;</a> proviene da <a href="https://insideroma.com">Insideroma</a>.</p>
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