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	<title>resistono Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>Totti e la Roma divorziano ma le altre bandiere resistono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; ILARIA PROIETTI &#8211; Francesco Totti ha dovuto dire addio alla Roma due volte in due anni. Nel 2017 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &#8211; ILARIA PROIETTI &#8211; <strong>Francesco Totti ha dovuto dire addio alla Roma due volte in due anni</strong>. Nel 2017 ha abbandonato il calcio giocato all&#8217;et&agrave; di quasi 41 anni, con la sensazione e l&#8217;amaro in bocca che <em>qualcuno</em> lo avesse portato a farlo. Lo stesso <em>qualcuno</em> che sarebbe anche la causa del secondo addio del <em>pupone</em> alla societ&agrave; giallorossa. Questo club (<em>pardon</em>, azienda) era diventato troppo piccolo per tutti e due. <strong>Cos&igrave; l&#8217;eterno capitano ha deciso di fare un passo indietro e lasciare la sua Roma</strong>.&nbsp;<br /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;addio stavolta &egrave; stato pi&ugrave; composto, pi&ugrave; consapevole, pi&ugrave; distaccato. Niente lacrime e pi&ugrave; di una risata amara. Nella <strong>Sala d&#8217;Onore del CONI</strong>, gentilmente offerta dall&#8217;amico Malag&ograve;, Francesco ha spiegato le sue ragioni, in quasi un&#8217;ora e mezza di botta e risposta con i numerosissimi giornalisti presenti. Tra frecciatine pi&ugrave; o meno esplicite, <strong>ha detto la sua verit&agrave;: mi hanno tagliato fuori</strong>. Ha spiegato che il <strong>ruolo di direttore tecnico</strong> offertogli dalla Roma, al quale aspirava da quando ha appeso gli scarpini al chiodo, fosse di pura facciata, per niente operativo, men che meno incisivo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>L&#8217;accusa pi&ugrave; grave mossa al club &egrave; stata quella di voler estirpare il <em>romanismo&nbsp;</em>da Trigoria</strong>, tagliando fuori uno ad uno tutti i suoi rappresentati, con <strong>De Rossi</strong> ultima vittima.&nbsp;Il club ha debolmente ribattuto alla conferenza stampa di Totti prima con un comunicato in cui smentiva ogni accusa, giudicando la sua ricostruzione molto lontana dalla realt&agrave;, poi con delle dichirazioni del <em>poliziotto buono</em> <strong>Baldissoni</strong>. I tifosi sono ormai rimasti senza alcun punto di riferimento nella Roma di propriet&agrave; americana che ad oggi appare pi&ugrave; distante che mai (<strong>Pallotta non si vede nella Capitale da oltre un anno</strong>). Non puntare sul beniamino dei tifosi sembra essere un autogol clamoroso, soprattutto considerando che <strong>molti altri club, invece, hanno scelto di trattenere alcune delle loro bandiere e affidargli un ruolo ben preciso</strong>.&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Basti pensare a Javier <strong>Zanetti</strong>. Dopo quasi 19 stagioni all&#8217;<strong>Inter</strong> e 13 anni passati con la fascia da capitano al braccio, si ritira nel maggio 2014. Il neo presidente,&nbsp;<span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">l&#8217;indonesiano&nbsp;</span>Erick <strong>Thohir</strong>, decide subito che <strong>Zanetti sar&agrave; il suo vice</strong>. L&#8217;argentino &egrave; tuttora vice-presidente dell&#8217;Inter, nonostante la propriet&agrave; sia passata al gruppo Suning.&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Altro esempio lampante &egrave; Pavel&nbsp;</span><strong style="font-size: small;">Nedvěd</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">. Nel 2009 lascia il calcio al termine di quasi 10 anni di <strong>Juventus</strong>. A poco pi&ugrave; di un anno dal suo ritiro, </span><strong style="font-size: small;">nell&#8217;ottobre 2010, entra a far parte del CdA bianconero</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">, diventando uno degli undici componenti del </span><em style="font-size: small;">board</em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"> della societ&agrave;. </span><strong style="font-size: small;">Cinque anni dopo viene nominato vice-presidente della Juventus</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">, diventando a tutti gli effetti braccio destro di Andrea </span><strong style="font-size: small;">Agnelli</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">.&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Anche lo storico capitano Paolo </span><strong style="font-size: small;">Maldini</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&nbsp;&egrave; tornato a far parte del <strong>Milan</strong>. I rossoneri gi&agrave; in passato avevano fatto una corte spietata all&#8217;ex difensore, ma soltanto lo scorso anno sono riusciti a riportarlo a Milanello.&nbsp;</span><strong style="font-size: small;">Il 5 agosto 2018 viene annunciato il suo ingresso nell&#8217;organigramma societario del Milan</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"> come direttore sviluppo strategico area sport. La settimana scorsa, invece, &egrave; stato investito del ruolo di </span><strong style="font-size: small;">direttore tecnico</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">, in sostituzione del dimissionario Leonardo. Altra vecchia conoscenza in casa Milan &egrave; Zvonimir </span><strong style="font-size: small;">Boban</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">. Il croato ha militato con i rossoneri dal&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">1992 al 2001 e, dopo essere stato&nbsp;<span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">vicesegretario generale della&nbsp;</span>FIFA<span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">&nbsp;per lo sviluppo del calcio e l&#8217;organizzazione delle competizioni, <strong>&egrave; tornato a Milano per ricoprire il ruolo di&nbsp;Chief Football Officer.&nbsp;</strong></span></span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">La </span><strong style="font-size: small;">Fiorentina</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">, invece, fresca di propriet&agrave; americana, vorrebbe riportare a Firenze </span><strong style="font-size: small;">Batistuta</strong><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">. Il </span><em style="font-size: small;">Re Leone</em><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1"> sembrerebbe pi&ugrave; che favorevole ad entrare nella societ&agrave; viola e nella giornata di ieri ha avuto un colloquio pi&ugrave; che positivo con&nbsp;</span><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Joe Barone, il braccio destro del neo patron della Fiorentina Commisso. <strong>L&#8217;ex bomber &egrave; a un passo dal ritorno a Firenze e per lui sembra prospettarsi un ruolo tutt&#8217;altro che marginale.&nbsp;</strong></span></p>
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