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	<title>romondini Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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		<title>Romondini: &#8220;Zaniolo è stato la rivelazione, sa fare tutto e bene. Totti e De Rossi per me riferimenti autentici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fabrizio Romondini, ex calciatore della&#160;Roma&#160;nella stagione 1996/1997, &#232; stato intervistato dall&#8217;AS Roma Match Program, e ha parlato della sfida di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><strong>Fabrizio Romondini</strong>, ex calciatore della&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;nella stagione 1996/1997, &egrave; stato intervistato dall&#8217;<em>AS Roma Match Program</em>, e ha parlato della sfida di domenica tra i giallorossi ed il Napoli. Queste le sue dichiarazioni:&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il tecnico del suo debutto fu Carlos Bianchi, di cui non tutti hanno un grande ricordo da queste parti, soprattutto perch&eacute; avrebbe acconsentito alla cessione di Francesco Totti alla Sampdoria.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Quello fu un errore del mister, senza dubbio, anche perch&eacute; Totti lo conosco da sempre, andavamo al campo insieme e siamo praticamente coetanei. Io ho un anno in meno di lui. Parliamo di uno dei calciatori pi&ugrave; forti della storia del calcio italiano. Io, per&ograve;, di Bianchi non posso che parlarne bene. Mi teneva in considerazione fin dall&rsquo;estate in ritiro, ero praticamente l&rsquo;unico ragazzo del settore giovanile che guardava con interesse. Non a caso mi fece debuttare, facendomi realizzare un sogno. Ecco, a proposito di Francesco posso citare un aneddoto che riguarda proprio il mio esordio&hellip;</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Racconti.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Lui era gi&agrave; uscito dal campo, fu Annoni a prendere il suo posto. Quando Bianchi mi disse di iniziare a scaldarmi che poi sarei entrato, Francesco mi guard&ograve; e mi disse: &ldquo;Oh, sbrigate prima che ce ripensa&hellip;&rdquo;. Non ci ripens&ograve; e io in campo diedi tutto me stesso. Sfiorai anche il gol se Baldini &ndash; il difensore avversario &ndash; non si fosse messo nel posto giusto per ribattere la mia conclusione&rdquo;</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>A posteriori, ha mai pensato che il tecnico argentino abbia commesso degli errori nella gestione di quella stagione giallorossa?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>S&igrave;, ritengo che abbia sbagliato soprattutto in alcune metodologie di allenamento. Ci faceva lavorare tanto sulla forza, sia in palestra e sia sul campo di gioco. Sollecitavamo tanto le gambe, cercando di rinforzarle sensibilmente, ma poi quando si andava a giocare in partita, i carichi non venivano smaltiti completamente e le gambe non andavano come dovevano. Le sentivamo pesanti. Credo che quello fu uno degli errori in quell&rsquo;annata</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>L&rsquo;anno successivo il presidente Sensi ingaggi&ograve; Zeman e lei cambi&ograve; vita. And&ograve; in Spagna, all&rsquo;Albacete.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Fu un&rsquo;esperienza interessante, ma non semplice. Venivo via da casa mia, da Trigoria, per andare in un campionato diverso, in un paese straniero di cui non conoscevo la lingua. Andavo a vivere da solo e fu tutt&rsquo;altra cosa. Comunque, giocai abbastanza e la mia crescita da giocatore ne benefici&ograve;. Insomma, mi fece crescere. E poi,&nbsp; fammi dire, una fortuna particolare mi ha accompagnato per la carriera</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Quale fortuna?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Quella di aver giocato praticamente sempre. Ho militato in piazze calde come Catania, Salernitana, Avellino, Padova, Venezia, Spezia, la stessa Cisco Roma. Non sono mai stato espulso. E ho dalla mia un record difficilmente superabile nel calcio: sono l&#8217;unico ad aver giocato in tutte le categorie, dalla Serie A alla Promozione</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dunque, si ritiene soddisfatto della sua carriera?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Ho giocato pi&ugrave; di 500 partite tra i professionisti, tra Serie B e Lega Pro (o Serie C). Ho incrociato e affrontato tanti giocatori forti. Direi di s&igrave;&#8230;</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Tra questi avversari risulta anche Igor Zaniolo, il pap&agrave; di Nicol&ograve;.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>S&igrave;, ci sfiorammo pure alla Salernitana. Ma lui arriv&ograve; l&rsquo;anno dopo di me. Ma in campo ci siamo incontrati pi&ugrave; volte ed era veramente un attaccante di livello. Un Ibrahimovic in scala minore: forte fisicamente, abile nei duelli, e bravo tecnicamente</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il figlio sembra ancora pi&ugrave; forte, lei da centrocampista dovrebbe intendersene.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Zaniolo &egrave; stato la rivelazione. Sa fare tutto, lo sa fare bene. Ha due caratteristica che rivedevo anche del padre: la personalit&agrave; e la sfacciataggine</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Lei ha 42 anni e ancora non ha nemmeno ipotizzato di appendere gli scarpini al chiodo.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Mi diverto, sono contento di quello che faccio. Quando vado al campo, per l&rsquo;allenamento, lo faccio sempre volentieri. Non mi pesa mai. Cerco sempre di migliorarmi e di mettere la mia esperienza al servizio della squadra. I compagni mi ripagano con fiducia, vedendo in me un punto di riferimento</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>&Egrave; capitano e numero 16 del Montespaccato. Sembra di rivedere qualcosa di conosciuto alle latitudini romaniste&hellip;</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>L&rsquo;ho fatto proprio per omaggiare il mio amico Daniele. Gliel&rsquo;ho anche detto a inizio stagione, che avrei scelto il suo numero. Lui e Francesco per me sono riferimenti autentici, sotto tutti i punti di vista&rdquo;</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Di Totti ha quasi la stessa et&agrave; ed ha dichiarato di averlo frequentato anche fuori dal campo. La conoscenza con De Rossi, di sei anni pi&ugrave; piccolo, come nasce?</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>Il rapporto nasce nel settore giovanile della Roma. Oggi ci sentiamo spesso al telefono, qualche giorno fa l&rsquo;ho incontrato al semaforo sulla Cristoforo Colombo. Mi ha suonato e ci siamo abbracciati per strada</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Nel corso degli anni si &egrave; impegnato in prima persona con la nazionale attori, per scopi di beneficenza.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>S&igrave;, &egrave; un&rsquo;esperienza che mi arricchisce. Alleno e gioco con la nazionale attori facendo beneficienza in giro per l&rsquo;Italia. Ma pure con il Montespaccato contribuisco ad un&#8217;iniziativa</em>&rdquo;.</span></p>
<p><span><strong>La spieghi.</strong></span><br /><span>&ldquo;<em>&Egrave; un progetto unico in Italia, all&#8217;interno di un quartiere non sempre facile. Si chiama&nbsp;Talento e Tenacia&nbsp;e consente ai ragazzi della zona l&#8217;inserimento nel mondo del sociale e del lavoro. Artefice del piano &egrave; il presidente, Massimiliano Monnanni. E io sono davvero fiero di poterne fare parte</em>&#8220;.</span></p>
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