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	<title>spegne Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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	<title>spegne Archivi - Insideroma</title>
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		<title>Collina: &#8220;Il Var non spegne l&#8217;entusiasmo, bisogna migliore l&#8217;utilizzo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Var continua a far parlare. Dopo il gol di Kalinic annullato a pochi minuti dalla fine di Roma-Cagliari, le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Il Var continua a far parlare. Dopo il gol di Kalinic annullato a pochi minuti dalla fine di Roma-Cagliari, le voci non si sono placate e anche Collina ha detto la sua:<br /></span><br /><em><span>&#8220;Non credo spenga l&#8217;entusiasmo, credo anzi che lo raddoppi. C&#8217;&eacute; sicuramente l&#8217;esigenza di migliorare l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale per ridurre i tempi, anche perch&eacute; le attese in campo non piacciono. Siamo gi&agrave; in moto per i mondiali del 2022, la logistica non sar&agrave; semplice ma ce la faremo. Sulla selezione degli arbitri le 211 federazioni e ovviamente anche l&#8217;Italia stanno gi&agrave; facendo un lavoro ottimale&#8221;.</span></em></p>
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		<title>Grande fuga dalla Serie A, il tifoso spegne la tv</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL FATTO QUOTIDIANO &#8211; VENDEMIALE &#8211;&nbsp;Il primo gol di&nbsp;Cristiano Ronaldo&nbsp;su Sky, la festa scudetto su&nbsp;Dazn. Ritardi, proteste, polemiche, il solito trionfo della&nbsp;Juventus: il campionato 2018/2019 &egrave; stato la rivoluzione del pallone in tv, con l&#8217;addio allo storico duopolio Sky-Mediaset e l&#8217;inizio di una nuova era, fatta di doppi abbonamenti ed esclusive pretese dalle pay-tv (anzi, dall&#8217;unica pay-tv rimasta). Le rivoluzioni, per&ograve;, fanno sempre vittime: in questo caso i tifosi. Con un mercato saturo, alla ricerca di profitti pi&ugrave; alti, la soluzione &egrave; stata spremere gli appassionati, costretti a pagare di pi&ugrave; per vedere le stesse partite, spesso meno bene, neppure troppo interessanti. Cos&igrave; tanti sono scappati e il bilancio di fine stagione non accontenta nessuno:&nbsp;la Serie A ha perso 700 mila abbonati e il 30% di audience, i conti Dazn per ora non tornano e pure Sky non ha troppo da festeggiare. Altro che effetto CR7.</span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Con l&#8217;uscita di scena di Mediaset resta solo il colosso di Comcast. Ma quasi 700 mila contratti si sono persi per strada (e cresce la pirateria). Gi&agrave; era iniziato male il campionato del resto: la corsa al nuovo abbonamento, le immagini a scatto. Alla lunga i tifosi si sono abituati (o rassegnati) alla grande novit&agrave;: Dazn &egrave; entrata nell&#8217;immaginario collettivo col volto di Diletta Leotta e nelle case degli italiani. Tante, quasi tutte: fra parenti o amici qualcuno che tira fuori la password quando c&#8217;&egrave; la partita si trova sempre. La vera domanda &egrave;:&nbsp;chi paga Dazn?&nbsp;Qui la risposta &egrave; pi&ugrave; complessa, perch&eacute; tra account condivisi, mesi di prova e&nbsp;<em>voucher</em>&nbsp;si tratta di una platea pi&ugrave; fluida di quella delle tradizionali pay-tv. Niente numeri ufficiali, l&#8217;azienda non ne ha divulgati nemmeno nell&#8217;ultima convention in cui ha snocciolato inutili curiosit&agrave;. Qualche dato per&ograve; c&#8217;&egrave;: secondo rilevazioni effettuate dalla Lega Calcio,&nbsp;Dazn avrebbe circa 1,3 milioni di abbonati. Ancora pi&ugrave; difficile capire quanti di questi in comune con Sky: quelli &#8220;propri&#8221; (utenti che hanno solo Dazn) sarebbero&nbsp;circa 300 mila. Di qui la contrazione del mercato. I problemi sono tanti, e non riguardano solo il gap tecnologico del Paese (su cui l&#8217;azienda ora chiede aiuto al governo). Con solo tre partite a settimana (di cui una di cartello, l&#8217;anticipo del sabato sera) Dazn non &egrave; alternativa al colosso di Comcast, al massimo complementare. Non gode nemmeno di buona reputazione: vuoi per l&#8217;avvio tribolato, vuoi per un palinsesto inferiore, secondo una ricerca Antitrust la sua offerta viene considerata di&nbsp;qualit&agrave; media (52%) o bassa (25%). Per entrare nel mercato italiano, per&ograve;, Perform (la societ&agrave; che controlla Dazn) ha pagato caro:&nbsp;193 milioni di euro a stagione per la Serie A,&nbsp;altri 22 per la Serie B, poi i vari tornei minori per arricchire il bouquet. Senza dimenticare i costi della nuova struttura, tra manager, giornalisti, tanti collaboratori, la pubblicit&agrave; battente. Sky ha dato una mano (e milioni) anche comprando pacchetti di abbonamenti e i diritti per i locali commerciali, a riprova di una competizione non proprio agguerrita (la formazione di un secondo polo faceva comodo). Ma con 1,3 milioni di abbonati a 10 euro al mese (non per tutti i mesi e non tutti a prezzo pieno; c&#8217;&egrave; pure l&#8217;Iva da togliere) i conti per il momento non tornano.&nbsp;<em>&#8220;Vogliamo raggiungere fra 3 e 5 milioni di clienti nel medio termine&#8221;</em>, aveva detto il&nbsp;Ceo&nbsp;James Rushton. Senza spingersi a tanto, ce n&#8217;&egrave; di strada per il punto di pareggio (almeno sopra 2 milioni). Lo sbarco in Italia &egrave; comunque un successo, perch&eacute; muovere un milione di abbonati in pochi mesi &egrave; risultato notevole. Al primo anno per&ograve; l&#8217;operazione &egrave; in perdita e per invertire la tendenza c&#8217;&egrave; bisogno di altro: tre partite pi&ugrave; la Serie B (che l&#8217;anno prossimo si annuncia ancora pi&ugrave; povera, senza grandi piazze) non bastano. L&#8217;esclusiva non basta, Sky cos&igrave; non ha pi&ugrave; rivali. L&#8217;estate scorsa ha lottato duramente per ricacciare in patria gli spagnoli di&nbsp;Mediapro&nbsp;e avere un bando per prodotto, cucito su misura. Ha giocato al ribasso sui diritti, &#8220;spento&#8221; l&#8217;unico vero competitor, ottenuto esattamente ci&ograve; che voleva.</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Oggi chi vuole vedere la Serie A deve avere Sky. Di pi&ugrave;: chi vuole vedere il pallone deve avere Sky, sommando&nbsp;Champions&nbsp;e Europa League il grado di esclusiva &egrave; altissimo. Infatti sono&nbsp;circa 3 milioni i clienti calcio&nbsp;(forse anche pi&ugrave;, 3,2); secondo indiscrezioni di stampa a inizio 2019 quelli totali hanno&nbsp;superato quota 5&nbsp;(l&#8217;ultimo bilancio Comcast era fermo a 4,8). Gli abbonati sono cresciuti. Forse, per&ograve;, non quanto si aspettavano: se l&#8217;obiettivo era inglobare tutta l&#8217;ex clientela&nbsp;Mediaset&nbsp;per risistemare i conti, l&#8217;operazione pu&ograve; dirsi riuscita solo parzialmente. Il monopolio sulla Serie A non ha affatto risolto i problemi, anzi. Alle spalle ci sono tagli importanti (la sanguinosa chiusura della redazione romana), all&#8217;orizzonte pesanti impegni proprio sui diritti tv da onorare. Il traguardo dei 6 milioni di abbonati &egrave; lontano, presto Sky si trover&agrave; di nuovo a un bivio:&nbsp;non pu&ograve; fare a meno del calcio ma tenerlo costa tanto, forse troppo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Clienti spremuti in fuga Per ora la nuova era Sky-Dazn ha portato un solo risultato certo: la Serie A ha perso abbonati e spettatori. Dai 4 milioni medi di Sky-Mediaset si &egrave; passati a 3,3-3,5, con una riduzione di 700-500 mila abbonati secondo la Lega Calcio. Lo confermano gli ascolti tv, che fino all&#8217;anno scorso erano pubblicati sul sito della Serie A e da quest&#8217;anno non pi&ugrave;: dai dati visionati da Il Fatto, nel girone d&#8217;andata ci sono stati&nbsp;91 milioni di spettatori&nbsp;totali contro i 133 dell&#8217;anno scorso,&nbsp;meno -31% di audience cumulata&nbsp;(picco di -57% a ottobre). Del resto prima c&#8217;erano due grandi distributori, ora ne &egrave; rimasto solo uno. E gli ex abbonati Serie A Mediaset che fine hanno fatto? Secondo una ricerca Agcm,&nbsp;il 32% ha sottoscritto un&#8217;offerta Sky&nbsp;(o NowTv, la sua piattaforma streaming),&nbsp;il 15% Dazn, il 17% entrambi. Poi c&#8217;&egrave; una grossa fetta, il 36%, che non ha pi&ugrave; niente.&nbsp;Nel passaggio dal vecchio al nuovo equilibrio la Serie A si &egrave; persa per strada tanti tifosi. Alcuni non guardano proprio pi&ugrave; il pallone (c&#8217;&egrave; crisi), altri hanno trovato vie &#8220;alternative&#8221;: la pirateria, fenomeno in crescita allarmante che secondo Fapav (Federazione anti-pirateria) conta&nbsp;ormai 2 milioni di illegali. Tutti soldi sottratti al calcio, in particolare alle pay-tv inviperite per il furto, anche con chi non tutela il suo prodotto. Rischia di diventare ulteriore motivo di scontro. Il calcio in tv &egrave; cambiato, forse cambier&agrave; ancora. Per ora ci sono altre due stagioni davanti cos&igrave;. Dazn si sta imponendo sul mercato italiano, anche se per ora a caro prezzo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;" data-mce-mark="1">Chiusa l&#8217;era del duopolio Sky-Mediaset, nel 2018 l&#8217;ultima asta dei diritti tv si &egrave; conclusa con una vera e propria rivoluzione: dopo l&#8217;accordo stretto e stracciato con gli spagnoli di MediaPro, la Serie A &egrave; finita a Sky e Dazn. La tv satellitare trasmette 7 partite in esclusiva. Le altre 3 (tra cui l&#8217;anticipo del sabato sera) sono su Dazn, nuova piattaforma Ott (OverThe-Top, streaming internet) del gruppo Perform.&nbsp;La Lega incassa 973 milioni a stagione. II tifoso, per&ograve;, deve fare 2 abbonamenti che voleva ma non il suo l&#8217;obiettivo. La Serie A non ci ha guadagnato (aumento dei ricavi minimo, perdita di spettatori) per&ograve; si &egrave; garantita un altro triennio di sopravvivenza. Chi ci ha perso di sicuro, invece, &egrave; il tifoso: costretto per la prima volta dopo anni al doppio abbonamento, a spendere pi&ugrave; e vedere meno, tra ritardi e rincari. In passato perla Serie A (almeno le 8 big) bastavano&nbsp;29 euro al mese su digitale terrestre, oggi il prezzo di accesso minimo&nbsp;supera i 40. Qualcuno doveva pur rimetterci.</span></p>
</div>
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