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	<title>tinkerman Archivi - Insideroma</title>
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	<description>Roma news: ultime notizie ASROMA h24</description>
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	<title>tinkerman Archivi - Insideroma</title>
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		<title>Il karma dell’aggiustatore</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; MATTEO LUCIANI &#8211; &#8220;Ognuno di noi ha un&#160;karma, il mio evidentemente &#232; quello dell&#8217;aggiustatore&#8221;: parlava cos&#236; in conferenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &ndash; MATTEO LUCIANI &ndash; <em>&ldquo;Ognuno di noi ha un&nbsp;karma, il mio evidentemente &egrave; quello dell&rsquo;aggiustatore&rdquo;:</em> parlava cos&igrave; in conferenza stampa <strong>Claudio Ranieri </strong>nel <strong>settembre </strong>del <strong>2011</strong>, quando venne chiamato dall&rsquo;allora presidente dell&rsquo;<strong>Inter</strong> Massimo <strong>Moratti </strong>per risolvere una situazione assai problematica in casa nerazzurra, <strong>dopo il pessimo avvio di stagione con Gian Piero Gasperini al timone</strong> della squadra meneghina. Non una novit&agrave; per il mister <em>testaccino</em>, come testimoniato dalle sue sincere dichiarazioni, anzi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>In tal senso, <strong>la Roma di oggi</strong>, che soltanto qualche giorni fa, casi del destino proprio contro l&rsquo;Inter in quel di San Siro, si &egrave; confermata finalmente una &lsquo;squadra&rsquo; nel vero senso del termine, <strong>appare fulgido esempio di ci&ograve; che ha spesso rappresentato colui che oggi la guida in panchina</strong>: <em>unione d&rsquo;intenti, grinta, motivazione e spirito di sacrificio</em>. Lo spettacolo? Soltanto un aspetto accessorio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Ranieri &egrave; tornato nella Capitale da poco pi&ugrave; di quaranta giorni</strong>, eppure gi&agrave; sembra essere riuscito ad &lsquo;<em>aggiustare&rsquo;</em> molte delle situazioni che con l&rsquo;ex allenatore Eusebio <strong>Di Francesco</strong> avevano preso una piega disastrosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Esattamente in linea con il suo &lsquo;<em>karma&rsquo;</em>, <strong>a partire da quell&rsquo;8 marzo in cui &egrave; stato ufficializzata la sua seconda esperienza in giallorosso come tecnico, l&rsquo;ex Leicester ha cercato subito di puntare sulla compattezza del proprio undici in campo</strong>; non pi&ugrave; pressione alta e aggressione costante nei confronti dell&rsquo;avversario di turno, ma attendismo, &ldquo;<em>difesa della propria porta come se fosse vostra madre</em>&rdquo; (per dirla alla <strong>Carlos Bianchi</strong>) e spazio all&rsquo;estro degli attaccanti in fase offensiva. <strong>Una ricetta semplice e finora redditizia</strong>, se &egrave; vero che la <strong>Roma</strong>, complice anche un ruolino di marcia tutt&rsquo;altro che spedito delle dirette avversarie, <strong>pu&ograve; continuare a credere con fondate speranze nel quarto posto</strong> che significherebbe accesso diretto alla Champions League del prossimo anno, ma soprattutto soldi freschi per le malandate casse societarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Sull&rsquo;efficacia del mister di San Saba nel ruolo <em>ad interim</em> per il quale &egrave; stato voluto in primis da <strong>Francesco Totti</strong>, non vi erano grossi dubbi; come avvenuto nel corso della sua prima esperienza a Trigoria, semmai<strong>, il problema con Claudio Ranieri pu&ograve; sorgere in un secondo momento</strong>, ovvero quando c&rsquo;&egrave; necessit&agrave; di &lsquo;<em>costruire&rsquo;</em> e non pi&ugrave; di &lsquo;<em>aggiustare&rsquo;</em>. <strong>Anche in questo caso, sono le varie esperienze vissute in carriera a <em>parlare</em> per il tecnico.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>In primis per tale motivo, probabilmente, la conferma di Ranieri in giallorosso pure per la prossima stagione sportiva sembra essere opzione assai lontana dai piani societari.</strong> Impossibile dimenticare la <strong>differenza</strong> tra la <strong>Roma 2009/2010</strong>, presa in corsa da Ranieri e arrivata a un passo da un clamoroso scudetto al cospetto della super Inter del &lsquo;Triplete&rsquo; di Jos&egrave; Mourinho e <strong>quella dell&rsquo;annata seguente</strong>: una squadra eccessivamente votata alla difesa (&ldquo;<em>Abbiamo rispolverato il catenaccio. Non abbiamo giocato a pallone, non abbiamo mai tirato in porta, abbiamo pensato solo a difenderci, sempre con dieci uomini sotto la palla. Giocando in questa maniera, francamente sar&agrave; difficile vincere le partite</em>&rdquo;, afferm&ograve; uno <strong>stizzito capitan Totti</strong> dopo una pessima figura rimediata <strong>in Champions League a Monaco contro il Bayern</strong>) e con poche idee per far male agli avversari, soprattutto su palcoscenici di livello.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Il &lsquo;karma&rsquo; del <em>costruttore</em>, evidentemente, non fa per mister Ranieri, che anche in altre circostanze si &egrave; trovato in difficolt&agrave; quando si &egrave; trattato di impostare un progetto partendo da zero.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nell&rsquo;<strong>estate</strong> del <strong>2003</strong>, ad esempio, l&rsquo;allenatore romano viene confermato al proprio posto e diventa quindi il primo tecnico dell&rsquo;era <strong>Abramovich</strong> al <strong>Chelsea</strong>. Il russo si attende richieste esose per i migliori calciatori al mondo al fine di migliorare l&rsquo;organico e invece arrivano: <strong>campioni in difficolt&agrave;</strong>, come <strong>Ver&ograve;n</strong>, reduce da una pessima esperienza al Manchester United e <strong>Crespo</strong>, &lsquo;dismesso&rsquo; dall&rsquo;Inter dopo una sola stagione; <strong>promesse</strong> <strong>poi</strong> <strong>disattese</strong>, quali <strong>Mutu</strong>, <strong>Joe</strong> <strong>Cole</strong>, <strong>Duff</strong>, <strong>Johnson</strong>; <strong>giocatori</strong> assolutamente <strong>normali</strong>, rispondenti ai nomi di <strong>Geremi</strong>, <strong>Bridge</strong>, <strong>Parker</strong> e <strong>Smertin</strong>. Il risultato &egrave; un buon secondo posto finale in Premier e la semifinale di Champions, ma anche l&rsquo;addio a fine anno. <strong>Abramovich sceglie di puntare sull&rsquo;allora emergente Mourinho per vincere e la storia avrebbe poi sentenziato che il petroliere ci aveva visto lungo</strong>. Nelle due stagioni e mezza vissute a Londra prima dell&rsquo;avvento del presidente russo, invece, Ranieri aveva ottenuto risultati assolutamente positivi (piazzamenti europei), considerando le pessime condizioni economiche in cui versavano i Blues; da l&igrave; nacque il soprannome di &ldquo;<em>tinkerman</em>&rdquo; (o &ldquo;<em>tinkerer</em>&rdquo;), traducibile in italiano come &ldquo;<em>colui che sa riparare con pochi mezzi a disposizione</em>&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Pochi mesi dopo l&rsquo;addio alla Premier, Ranieri torna a Valencia. Viene scelto dai bianconeri sin dall&rsquo;estate e </strong>per la sua squadra, il tecnico<strong> punta soprattutto sui connazionali Fiore, Corradi e Moretti: un altro buco nell&rsquo;acqua. </strong>A fine febbraio,<strong> Ranieri viene esonerato.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Diversa la storia (da subentrato) a Parma</strong> tra febbraio e maggio del 2007. Chiamato in una situazione ampiamente compromessa, l&rsquo;allenatore testaccino <strong>riesce a salvare miracolosamente gli emiliani</strong>, collezionando la bellezza di 27 punti in 16 partite.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Arriva, cos&igrave;, la chiamata della prima Juventus post Calciopoli nella massima serie.</strong> I bianconeri hanno <strong>bisogno</strong> di un <strong>tecnico</strong> <strong>affidabile</strong>, un uomo <strong>senza</strong> <strong>troppi</strong> <strong>fronzoli</strong> e Claudio Ranieri pare proprio l&rsquo;identikit perfetto. In effetti, alla fine arriva un<strong> ottimo terzo posto </strong>per i torinesi. <strong>Grossi problemi sorgono tuttavia nuovamente durante la costruzione della squadra per l&rsquo;annata seguente</strong>: la Juventus sceglie di riversare molti milioni di euro sull&rsquo;acquisto del bomber <strong>Amauri</strong>, che ha vissuto una stagione pazzesca a Palermo e Ranieri, per potersi permettere il &lsquo;<em>tridente pesante&rsquo;</em> <strong>Del Piero-Trezeguet-Amauri</strong>, porta all&rsquo;ombra della Mole il centrocampista danese <strong>Poulsen</strong> in luogo di <strong>Xabi</strong> <strong>Alonso</strong>. Un errore madornale, anche se poi lo stesso Ranieri afferm&ograve; in seguito che non fu sua la responsabilit&agrave; della scelta che fece iniziare la crisi tra il tecnico e la societ&agrave; degli Agnelli. <strong>Finisce con stracci che volano e l&rsquo;esonero dell&rsquo;allenatore a due giornate dalla fine del campionato, con una nuova qualificazione in Champions in tasca: un gesto non proprio da &lsquo;stile Juventus&rsquo;.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dopo il primo avvento alla Roma</strong> tra alti e bassi, come detto, per Ranieri c&rsquo;&egrave; <strong>l&rsquo;Inter</strong>. L&rsquo;ex Chelsea <strong>inizialmente conferma le sue ottime doti da &lsquo;aggiustatore&rsquo;</strong>, con la formazione milanese che inizia a volare in classifica; tuttavia, <strong>dopo le cessioni di Thiago Motta e Coutinho a gennaio del 2012, arrivano il naufragio e l&rsquo;esonero.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Pochi mesi dopo, l&rsquo;infaticabile mister Ranieri &egrave; a Montecarlo per risollevare le sorti della compagine del Principato, finita in Ligue 2 (la Serie B francese)</strong>. Il &ldquo;<em>tinkerman</em>&rdquo; non tradisce: <strong>arriva subito la promozione</strong> e la ricca propriet&agrave; russa lo conferma anche per la stagione seguente. <strong>Un mercato sontuoso porta a Montecarlo il bomber Falcao e James Rodriguez</strong>. La squadra viene migliorata anche in altri reparti e Ranieri termina il campionato unicamente <strong>alle spalle del Psg </strong>ultramilionario. <strong>Il piazzamento &egrave; ottimo, ma la propriet&agrave; vorrebbe pi&ugrave; spettacolo e qualche trofeo: ecco allora il congedo da Ranieri e l&rsquo;avvento del portoghese Jardim</strong>, che riuscir&agrave; poi a portare i biancorossi sul tetto di Francia grazie al suo calcio assai propositivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Dopo una fugace esperienza con la nazionale greca, ecco il capolavoro autentico: la Premier vinta con il Leicester.</strong> Il 13 luglio del 2015 Claudio Ranieri viene annunciato (in fretta e furia) come nuovo tecnico delle Foxes. Il contesto &egrave; difficilissimo, ma &egrave; quello che in realt&agrave; meglio si addice a un &ldquo;<em>tinkerer</em>&rdquo;: l&rsquo;ex allenatore del Leicester, <strong>Nigel Pearson</strong>, dopo una salvezza clamorosa conquistata nelle ultime giornate della precedente stagione, viene allontanato per un brutto caso riguardante il proprio figlio, a sua volta tesserato delle Foxes. Fatto sta che a inizio luglio, con l&rsquo;avvio della Premier League 2015/2016 alle porte, il Leicester si trova senza guida tecnica e letteralmente &lsquo;corre ai ripari&rsquo; con Ranieri, un usato sicuro per centrare una nuova salvezza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Come andr&agrave; a finire lo sappiamo tutti: Claudio Ranieri e i suoi uomini scrivono probabilmente la pagina pi&ugrave; bella nell&rsquo;immaginario libro sulla storia del calcio.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Pure in questo caso, i problemi nascono quando si va a progettare la stagione post &lsquo;sbornia&rsquo;.</strong> Per riconoscenza, Ranieri punta forte sul blocco, ormai per&ograve; senza pi&ugrave; fame, dell&rsquo;annata precedente. Un paio di uscite, altrettante entrate e nulla di pi&ugrave;. <strong>Il binomio Ranieri-Leicester si esaurisce a febbraio del 2017</strong>, dopo un percorso assai altalenante sia in campionato sia in Champions League.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Una nuova avventura &egrave; comunque all&rsquo;orizzonte</strong>. Ranieri torna in Francia, precisamente al <strong>Nantes</strong>. I gialloverdi raggiungono un accordo biennale con il tecnico di San Saba, che al primo anno sfiora un&rsquo;incredibile qualificazione in Europa League. Sembra ci siano tutti i presupposti per andare avanti insieme, ma alla fine <strong>le strade del Nantes e di Ranieri si separano dopo soltanto una stagione per divergenze sui progetti futuri. Sempre loro.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Si arriva ai giorni nostri. Claudio Ranieri effettua il suo terzo ritorno in Premier per cercare di salvare un <strong>Fulham</strong> in condizioni disperate e confermare la propria fama di &lsquo;<em>tinkerman&rsquo;</em>. Va male. Dopo sedici partite e con soltanto tre vittorie all&rsquo;attivo, l&rsquo;allenatore viene sollevato dall&rsquo;incarico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il &lsquo;<em>karma&rsquo;</em>, per&ograve;, evidentemente non tradisce e da &lsquo;<em>aggiustare&rsquo;</em> c&rsquo;&egrave; ancora una volta la squadra del cuore, la &lsquo;sua&rsquo; <strong>Roma</strong>. Come affermato dallo stesso Ranieri nei primi giorni del suo nuovo mandato a Trigoria: <em>&ldquo;Ho accettato a certe condizioni soltanto perch&eacute; si tratta della squadra di cui sono tifoso da sempre&rdquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Qualora riuscisse nell&rsquo;ennesimo miracolo sportivo</strong>, ovvero condurre la formazione giallorossa ad una qualificazione in Champions che fino a poche settimane fa pareva solamente un miraggio, <strong>Claudio Ranieri meriterebbe di diritto la possibilit&agrave; di giocarsi quella coppa da mister della Roma.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Occhio, per&ograve;, a quel mancato karma da &lsquo;pianificatore&rsquo;&hellip;</strong></span></p>
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		<title>Il ritorno di Tinkerman</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>INSIDEROMA.COM &#8211; MASSIMO DE CARIDI &#8211; La Roma si riaffida a Claudio Ranieri. Dopo la sconfitta netta per 3-0 nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>INSIDEROMA.COM &#8211; MASSIMO DE CARIDI &#8211; <strong>La Roma si riaffida a Claudio Ranieri</strong>. Dopo la sconfitta netta per 3-0 nel derby e soprattutto l&#8217;eliminazione dalla <strong>Champions League</strong> (ingiusta nonostante il parere della UEFA), la societ&agrave; giallorossa ha deciso di esonerare <strong>Eusebio Di Francesco</strong> e consegnare la squadra nelle mani di un tecnico di fama internazionale e che conosce bene la Capitale italiana. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ranieri, infatti, &egrave; nato a San Saba e <strong>sa quali sono le cosiddette &#8220;regole d&#8217;ingaggio&#8221; in questa citt&agrave;</strong>, sa che c&#8217;&egrave; bisogno di una scossa e chi meglio di quello che in Inghilterra chiamavano &#8220;<strong>Tinkerman</strong>&#8220;, cio&egrave; colui che rimette a posto con ci&ograve; che ha o per meglio dire &#8220;il normalizzatore&#8221;? &nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il compito dell&#8217;allenatore cresciuto a Testaccio e che nel 2016 ha portato il Leicester a vincere la Premier League per la prima volta &egrave; complicato ed al danno si &egrave; aggiunta la beffa infortuni. Nella prossima gara contro l&#8217;Empoli mancheranno <strong>De Rossi, Manolas e Pellegrini,</strong> fattisi male nel corso del match col <strong>Porto</strong> pi&ugrave; il lungodegente <strong>Under</strong> ed i 3 squalificati <strong>Dzeko, Fazio e Kolarov.</strong> Non sar&agrave; facile presentare una formazione equilibrata e di livello, come nelle intenzioni di Ranieri e bisgner&agrave; anche capire quale sar&agrave; il modulo che vorr&agrave; adottare.&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Storicamente, <strong>l&#8217;ex trainer del Chelsea ha sempre giocato col 4-4-2</strong>, almeno come sistema di gioco di base. In difesa, un terzino rimane pi&ugrave; bloccato ed un altro spinge. Quindi, con tutti gli effettivi, i pi&ugrave; adatti al compito paiono <strong>Santon</strong> a destra e <strong>Kolarov</strong> a sinistra. Contro i toscani, <strong>Florenzi</strong> dovrebbe svolgere i compiti del serbo anche se dal lato destro con l&#8217;ex <strong>Inter</strong> pi&ugrave; difensivo sul lato opposto. I centrali saranno per forza di cose&nbsp;<strong>Marcano</strong> e <strong>Juan Jesus</strong> ma con il rientro di <strong>Fazio</strong> e Manolas bisogner&agrave; capire se cambieranno o meno le gerarchie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>A centrocampo, l&#8217;emergenza permetter&agrave; a <strong>Nzonzi</strong> di avere una prova d&#8217;appello dopo le deludenti prestazioni fornite sinora ed accanto ci sar&agrave; <strong>Cristante</strong>, in attesa del ritorno di <strong>De Rossi</strong> e <strong>Pellegrini</strong>, che probabilmente saranno i titolari. Se fosse confermato il centrocampo a 4, dovrebbero adattarsi al ruolo di esterni <strong>Zaniolo</strong> a destra ed <strong>El Shaarawy</strong> a sinistra con <strong>Florenzi</strong> che potrebbe esser impiegato come esterno alto a destra in concorrenza con <strong>Under</strong> quando rientraranno gli indisponibili. Difficilmente, il tecnico romano si &egrave; affidato ai giovani nelle difficolt&agrave;, puntando pi&ugrave; sui calciatori d&#8217;esperienza e cos&igrave; il turco ed il promettente Zaniolo potrebbero esser i sacrificati.&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Davanti, l&#8217;unico sicuro del posto appare Edin Dzeko</strong>. Accanto a lui, tante soluzioni sia dal primo minuto che a gara in corso. <strong>Schick</strong> sembra la scelta pi&ugrave; prevedibile ma la pi&ugrave; interessante potrebbe portare a <strong>Perotti</strong>, sia perch&eacute; col Porto &egrave; sembrato in gran forma nonostante fosse fermo da un p&ograve;, sia perch&eacute; cos&igrave; Ranieri avrebbe un giocatore di peso ed un &#8220;piccolo&#8221;, come accadeva nelle coppie offensive anni &#8217;90 che tanto piacevano al mister. Non sono da escludere neanche le soluzioni <strong>El Shaarawy</strong> seconda punta con esterno sinistro di centrocampo<strong> Zaniolo</strong> o lo stesso Under ma sia Il Faraone che il giovane turco sono pi&ugrave; esterni offenisivi che seconde punte. Mancando <strong>Dzeko</strong>, con l&#8217;Empoli il centravanti sar&agrave; Schick ed accanto a lui &egrave; probabile giochi l&#8217;argentino ma sar&agrave; interessante vedere gli allenamenti di questi giorni per saperne un p&ograve; di pi&ugrave;.&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Sarebbe fondamentale anche che Claudio Ranieri porti in dote quel minimo di buona sorte</strong> che certamente &egrave; mancata in questo periodo e che potrebbe aiutare a riportare le cose alla normalit&agrave;. Esattamante ci&ograve; che la societ&agrave; capitolina spera possa fare.&nbsp;</span></p>
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		<title>La sfida di Ranieri-Tinkerman che frigge con l’olio che ha</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA REPUBBLICA &#8211; SISTI &#8211; Nelle sue molte incarnazioni&#160;Ranieri&#160;ha visto di tutto. Non ha mai detto di essere un fenomeno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>LA REPUBBLICA &#8211; SISTI &#8211; Nelle sue molte incarnazioni&nbsp;Ranieri&nbsp;ha visto di tutto. Non ha mai detto di essere un fenomeno, non ha mai dimostrato di essere una scartina. Ha solcato i mari, ha rischiato colpi clamorosi e accettato figuracce (la pi&ugrave; clamorosa come ct della Grecia). L&rsquo;hanno chiamato&nbsp;Fettina,&nbsp;Pecione,&nbsp;Sor Claudio&nbsp;e poi anche&nbsp;Sir Claudio&nbsp;per le glorie inglesi. Quand&#8217;era al&nbsp;Chelsea&nbsp;venne per lui coniato un termine elastico e centrato, &ldquo;<em>the tinkerman</em>&rdquo;, per alludere ai suoi certificati talenti da &ldquo;<em>minestraro</em>&rdquo;, di colui che fa quel che pu&ograve; con gli ingredienti rimasti in dispensa.&nbsp;Ranieri &egrave; un pezzo di Roma citt&agrave; e di Roma squadra. Col suo naso camuso potrebbe posare per il busto di qualche imperatore. Adesso all&rsquo;imperatore chiedono un posto in&nbsp;Championslavorando per soli tre mesi, mentre la societ&agrave; traballa cos&igrave; tanto che &egrave; difficile mettere a fuoco persino le competenze del magazziniere. Il suo dire s&igrave; al &ldquo;<em>progetto</em>&rdquo; non fa di Ranieri n&eacute; un eroe n&eacute; una scelta disperata. Non gli sfuggir&agrave; tuttavia di avere appena affittato una casa vacanze nella stagione delle piogge: esci con il costume da bagno ma ti porti l&rsquo;ombrello. Ranieri &egrave; un uomo dalla panchina poliglotta (non ha allenato soltanto in Germania&hellip;) ma non &egrave; un vincente. Proprio con la Roma, subentrato a&nbsp;Spalletti, fu sul punto di regalarsi il classico trionfo oltre ogni immaginazione. Era il 2010 e stava accadendo l&rsquo;impossibile. Non si sa bene come la sua Roma aveva quasi vinto lo scudetto. E non si sa bene come lo perse nel secondo tempo contro la&nbsp;Samp. C&rsquo;era&nbsp;Rosella Sensi, oggi non c&rsquo;&egrave; nessuno o quasi. E&nbsp;Totti&nbsp;&egrave; in borghese. Contro l&rsquo;Empoli&nbsp;non avr&agrave; a disposizione mezza squadra e l&rsquo;altra mezza ha il morale nebulizzato. Pu&ograve; un uomo di 67 anni restituire in poche ore slancio, allegria e obiettivi credibili a 25enni invecchiati rapidamente? Pi&ugrave; che un gioco, deve dare un senso. L&rsquo;unica speranza &egrave; che dietro l&rsquo;anziana silhouette si nasconda l&rsquo;animo del ragazzino. Che insomma sia lui il quadro. E Dorian Gray i fatti.</span></p>
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