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		<title>Roma, il giorno della vergogna</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>IL MESSAGGERO &#8211; TRANI &#8211; Sparita, definitivamente. La Roma non c&#8217;&egrave; pi&ugrave;. A 9 partite dal traguardo, si ritira dal torneo (7&deg; posto e sorpasso della Lazio che deve pure recuperare la gara con l&#8217;Udinese), incapace di competere per qualsiasi obiettivo, anche quello di consolazione (4&deg; posto). Fuori dalla serie A, come dalla Coppa Italia e dalla Champions. Il Napoli si diverte all&#8217;Olimpico: torello e tiro al bersaglio. Ranieri &egrave; umiliato da Ancelotti che, festeggiato dalla Sud, al 7&deg; tentativo batte il collega, responsabile quanto i calciatori della nuova figuraccia. Cambia l&#8217;allenatore, dunque, e non il risultato. Anzi la situazione precipita: mai persi, in quasi 5 anni, 2 match di fila in campionato. Ultima volta, nel maggio 2014: Garcia in panchina e il 2&deg; posto in cassaforte. Sembra passata una vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>IMPROVVISAZIONE TOTALE</strong> &#8211; Fisicamente e tatticamente non c&#8217;&egrave; stata partita. Ma &egrave; la lezione del Napoli, con il 2&deg; posto al sicuro da tempo, a far riflettere, non il distacco di 16 punti in classifica. A rincorrere la zona Champions sembra che ci fosse Ancelotti (esulta a ogni gol), all&#8217;Olimpico senza 7 giocatori , e non Ranieri. Che non inquadra il match gi&agrave; in partenza, forzando i recuperi di Manolas, Kolarov e soprattutto di De Rossi per il forfait postdatato di Zaniolo che poi vedremo in campo senza un perch&eacute;. Con il capitano, scontato il ritorno al 4-2-3-1. Accanto a lui, Nzonzi. Pi&ugrave; Cristante trequartista dietro a Dzeko, Schick largo a destra e Perotti a sinistra. Basta un minuto e mezzo per capire che la modifica &egrave; superflua: l&#8217;assetto resta vulnerabile. Scavetto di Verdi in verticale, controllo volante con il tacco di Milik che spara sul palo coperto per il vantaggio. La Roma &egrave; sempre la stessa e prende gol come se piovessero (62 tra serie A e coppe). &Egrave; successo in 24 delle 29 partite in campionato (in 14 incassando almeno 2 reti a partita). Il trend &egrave; desolante. Con la linea a 4, qualsiasi siano gli interpreti schierati, sempre distratta e disorganizzata. Quindi fragile. Il centrocampo non fa mai schermo e gli esterni offensivi non rientrano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>CORREZIONE APPROSSIMATIVA</strong> &#8211; Il Napoli, con il solito 4-4-2, fa quello che vuole. Accelera, palleggia e conclude. Ranieri improvvisa per interrompere l&#8217;esibizione, rivedendo subito l&#8217;assetto e riproponendo il 4-3-3, la traccia preferita di Di Francesco, dopo appena 8 minuti. Cristante si allinea a De Rossi e Nzonzi: &egrave; il prologo del crollo. La gente non ne pu&ograve; pi&ugrave; e fischia ogni passaggio sbagliato. Verdi, su invito da destra di Mertens, si pappa la palla del raddoppio, calciando addosso a Olsen. Fallito il rigore in movimento. Calvarese, su chiamata chic dell&#8217;assistente Perotti, annulla la rete di Milik per fuorigioco millimetrico ancora su appoggio di Mertens. La Roma aspetta il recupero per il 1&deg; tiro nello specchio della porta. Che fa momentaneamente la differenza. In premio c&#8217;&egrave; il pari: Perotti spiazza su rigore Meret che ha atterrato Schick, dopo la torre di Nzonzi che, pescato in area da Dzeko, infierisce in elevazione sull&#8217;ex Mario Rui.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>CROLLO ANNUNCIATO</strong> &#8211; Il gol di Perotti, per&ograve;, non nasconde le lacune di questa squadra allo sbando. La gaffe di Olsen, su cross da destra di Callejon, certifica il 13&deg; ko stagionale (8&deg; in campionato): segna Mertens. Buca De Rossi e fa centro pure Verdi. Sul punteggio di 1-3, la Sud se l&#8217;&egrave; presa con il presidente Pallotta e a seguire con i calciatori, definiti mercenari e invitati a sfilarsi la maglia. Applausi solo per Zaniolo, dentro per Schick. L&#8217;esclusione iniziale della mezzala diventa inconcepibile proprio dopo la decisione di Ranieri di inserirlo poi a partita ormai chiusa. Traversa di Nzonzi prima del poker di Younes. La Roma, nei 6 scontri diretti contro le 4 squadre che la precedono in classifica, ha conquistato solo 3 punti su 18. Ancora nessun successo contro le big. Ranieri, intanto, imita Zeman, l&#8217;ultimo a prendere 4 reti in campionato all&#8217;Olimpico, il 1&deg; febbraio 2013 contro il Cagliari (2-4). Pag&ograve; solo l&#8217;allenatore, quella notte. Oggi ancora nessuno.</span></p>
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