29 Ago 2025In Breaking News11 Minuti

Conferenza Stampa Gasperini: “La Roma deve avere una sua identità, a prescindere dal singolo. Pellegrini sarà convocato”

Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita di Serie A tra la compagine giallorossa ed il Pisa:

Da questi primi 90 minuti ha avuto conferme di pregi e difetti del gruppo? Ci sono urgenze da risolvere sul mercato?
“No, la cosa più importante è stata la risposta della squadra, di come in questi due mesi i giocatori sono stati partecipi, ci credono e mi hanno sempre seguito, di come si sono presentati al di là della prestazione, che è migliorabile, tutti con grande spirito. Questo fa onore ed è la base di partenza. È la prima di campionato, da domani dobbiamo dare seguito e sarà insidiosa: è una piazza che dopo tanti anni torna in A con entusiasmo, è un’altra bella partita. Di partita in partita ci saranno sempre nuove indicazioni e obiettivi da raggiungere. Il mercato? Da lunedì sera sarà definitivo almeno per cinque mesi”.

Ziolkowski? Quante pedine servono ancora per essere più forti?
“È un acquisto che ha visto Massara e mi fido delle sue intuizioni di mercato, è il suo mestiere vedere molti giocatori in giro durante l’anno. È nei profili di quelli richiesti, l’ho visto solamente in video e il mio giudizio è parziale, è un profilo giusto da mettere dietro a Mancini e dargli i giusti spazi che avrà a disposizione, speriamo che sia un giocatore di altro livello come sta dimostrando in questi primi inizi di carriera. Questo è un completamento bello e giusto, nei termini fissati. Per essere sostenibile, anche a livello economico, la squadra deve avere un gruppo forte il più possibile, solido e competitivo. Invece di caricarti di contratti vanno bene questi giovani con questi profili, anche qualcuno in più che magari un domani entra a far parte dell’altro gruppo è un bel successo. Permette alla società anche di non guardare sempre profili top ma di portare avanti questo tipo di profili, è una filosofia e consente di essere sostenibili. Ma la base devi averla, altrimenti fai fatica a crescere i giovani. Poi lo dicono loro con le prestazioni, in allenamento e in partita”.

Soddisfatto del reparto offensivo per raggiungere la Champions, Europa League e Coppa Italia?
“Stiamo parlando di obiettivi, ma non ci ho pensato. La base è costruire una squadra competitiva il più possibile. Non possiamo parlare neanche oggi, sono parole al vento, mancano alcuni giorni alla fine del mercato. La concentrazione è sulla gara di domani, il Pisa sarà disposto a fare di tutto e ha fatto un buon risultato a Bergamo. C’è tempo per il resto”.

Quanti innesti ci dobbiamo aspettare? Come sta Dybala?
“Domani il nostro attacco è formato da Ferguson, Dybala, Dovbyk, El Shaarawy, Baldanzi e Soulé e sarà aggregato Arena che mi ha incuriosito in allenamento e visto che abbiamo posto lo portiamo dietro. Questo è l’attacco domani e da questo dobbiamo tirare fuori quanto necessario per vincere col Pisa”.

Sancho che risposta ha dato?
“Se hai il numero chiamalo (ride). Sapete tutto, avete scritto tutto e di più. Non so quali siano i margini in questi giorni. Non bisogna mai pregare nessuno, vale per Sancho e per tutti gli altri: è una possibilità per darci un valore aggiunto ma è una grande opportunità per loro, non puoi mettere insieme due mentalità opposte. Se entrano in questo tipo di pensiero le cose si sposano. Non lo so, se lo capisce ha senso altrimenti starà dov’è. Non è un problema”.

Come i suoi predecessori anche lei pensa che esiste una Roma con e una senza Dybala?
“Ho la sensazione che esiste una Roma e Dybala è un valore aggiunto, soprattutto quando sta bene e non ha problemi di natura prettamente fisica. È un grande giocatore, ha sicuramente un piede straordinario e dà valori aggiunti. Non sono tanti quelli che riescono a creare un gap, rientra in questa fascia. Ma nessun giocatore, per quanto importante, può essere spiazzante per la Roma. La Roma deve avere una sua identità a prescindere dall’individuo. Poi l’individuo può dare qualcosa di più”.

Dovbyk è ancora centrale nella Roma?
“Ha avuto una sosta iniziale subito durante la preparazione, è stato un ragazzo molto positivo, si è impegnato moltissimo e ha sempre cercato di svolgere gli allenamenti. Non ho alcuno appunto da fare. Quello che mi aspetto da lui domani è che se gioca dall’inizio, se entra o se sta fuori porta tutta la sua energia per fare risultato”.

Dicono che spesso è infuriato, mi sembra sereno. Tatticamente Dybala impone alcune attenzioni nella fase di non possesso?
“Non è un problema, va preso per le sue caratteristiche. Alla fase difensiva partecipano tutti, anche Dybala. Nel calcio di oggi è così, con le proprie caratteristiche va messo a suo agio. Difficilmente copre una zona di 70 metri, ma lo farà con le sue caratteristiche altrimenti sarebbe un mezzo giocatore. Mi auguro che diventi determinante sia per i gol sia per gli assist. Non ci sono difficoltà di inserimento e ruolo per nessun giocatore, vanno sposate al meglio le qualità di ognuno, Dybala va messo a proprio agio. Sabato abbiamo giocato con Hermoso a destra, è la dimostrazione di quello che dicevo: tutti, nessuno escluso, hanno dato una disponibilità straordinaria e lui ha fatto un’ottima gara. Poi magari è un’emergenza, se ne devi fare 38 partite così significa che qualcosa nella costruzione non l’hai fatta nel modo migliore. Vorrei che venisse evidenziata la disponibilità dei calciatori, è la base per fare un buon campionato”.

Dove vede Pisilli? Pellegrini è nel progetto tecnico di Gasperini?
“Pisilli è un centrocampista duttile, può giocare nei due e nei tre, sono evidenti le caratteristiche: può giocare più alto, più basso e di regia. Domani Pellegrini sarà convocato perché ha finito la fase di riabilitazione, si è allenato con la squadra durante la settimana. Poi di Pellegrini ho già detto la difficoltà: devono trovare la soluzione migliore per entrambi e mi prendo un merito perché finalmente hanno raggiunto dei colloqui insieme. È un ragazzo maturo, attaccato alla Roma ed è disponibile a fare altre scelte. Ha voglia di giocare, di mettersi a disposizione per raggiungere obiettivi, sapete la situazione del contratto e ne è pieno il mondo di queste storie. Gli auguro il meglio se va via, il problema è che mancano 3 giorni. La disponibilità del giocatore e della società è totale. Anche i giocatori hanno le loro esigenze, sono trattative tra di loro e ho ereditato questa storia per fortuna. Adesso che la risolvano”.

Se resterà qui il 2 settembre?
“Il 2 settembre ne parlerò. Dell’Europa League non vi frega niente?”.

Il Pisa?
“Gilardino è stato un giocatore che mi ha risolto un sacco di difficoltà, è stato un campione del Mondo, è stato un mio giocatore al Genoa, è un ragazzo splendido e ho un bellissimo rapporto. Ha fatto molto bene da allenatore, ho visto il Pisa domenica scorsa a Bergamo, ha la sua identità. Farà una grande carriera da allenatore”.

Numericamente il centrocampo è a posto? O è preoccupato dalla eventuale convocazione di El Aynaoui per la Coppa d’Africa?
“Adesso ci sono delle priorità, si sta cercando di costruire. Sono usciti tanti giocatori numericamente, circa 10, quasi mezza squadra che si riforma e si riprepara. C’è questo rimpasto che ha bisogno anche di tempo, però nel calcio non c’è tempo. Il tempo è ristretto, non mi prendo alibi. Quello che puoi fare bisogna farlo subito. Non c’è più tempo da perdere”.

Si dicono tante cose. Ha avuto la percezione della Roma in ritardo sul mercato?
“Prendete per base le mie dichiarazioni virgolettate, poi c’è un mondo intorno che interpreta molto spesso basandosi sulle proprie opinioni. Ce n’è già da vendere, bisogna partire da quello che dico”.

L’Europa League?
“Girone bello tosto, da battagliare da subito. In casa Lille e Stoccarda sono tra le migliori dell’Europa League, il Midtjylland l’ho incontrato in casa e ho fatto fatica. In trasferta sono tutte belle partite in ambienti difficili. Dobbiamo sudare da subito, partita per partita. Tutti dicono di arrivare tra i primi 8, se si può sì, altrimenti tra i primi 24. Questa formula è particolare e strana, puoi avere gironi vantaggiosi ma lo scopri col campo e non è pari per tutti, aumenta la parte aleatoria della classifica. Non mi strappo i capelli per arrivare ottavo, ma dobbiamo stare dentro. Le vere competizioni arrivano a marzo, per me è un obiettivo stare dentro”.