Gasperini alla GdS: “Scudetto? I sogni non si soffocano mai. Mora è un grande vero”
Gian Piero Gasperini ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport
Gasperini, ma se sorprende Cristante e Pellegrini che parlano di scudetto e Circo Massimo, li striglia o dice: “Bravi, ragazzi, credete?
«I sogni non si soffocano mai. L’importante è sapere che, quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa. Poi, se vivi la realtà nel modo giusto, puoi anche farla combaciare con i sogni. Ma non sono discorsi da inizio settembre».
Com’è l’aria in città dopo la sgommata iniziale?
«La passione c’è sempre stata, ora vedo entusiasmo, ma maturo, consapevole. Più di quanto si creda fuori Roma. Ai romanisti non gliela racconti facilmente. Hanno avuto grandi campioni, grandi squadre. Conoscono il calcio. Oggi sono tifosi soddisfatti. È la mia grande gratificazione. Vederli soddisfatti».
Per tanti il Fairplay finanziario è una sorta di supercazzola della Uefa. Lei Io ha capito?
«Con mio grande rammarico, credo di sì. A giugno, pensavo che avessimo risolto i problemi con i soldi della qualificazione in Champions. Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così. L’estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio. La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile. E comunque, il mio rammarico è stato compensato».
Da cosa?
«Dalla voglia di restare di un gruppo di ragazzi, giovani e meno, che si sono tagliati lo stipendio e hanno messo davanti a tutto l’amore per la maglia e per la piazza: Dybala, Hermoso, Mancini, Cristante, Pellegrini, Lulli… Questo spirito è la nostra forza. Non succede ovunque».
Dopo un anno, le idee sono entrate sotto pelle e ora laRoma sembra una Dea: 4 gol per volta. Paura che Dybala si fermi?
«No, ha fatto tutta la preparazione al meglio, è forte, sta bene. Ci sono parole che odio: preservare, risparmiare, riposare… Io chiedo a Paulo: “Vuoi giocare ancora?”. Se mi risponde “Si”, lo tengo dentro anche sul 4-0 per noi. Mai fermare un ragazzo che si diverte e giocare. Quante ne ha saltate Messi?».
Ilicic, Papu, la Joya: scelga.
«Impossibile. Ognuno è unico a suo modo. Sono la poesia del calcio che non sarà mai ridotta al solo risultato».
Cosa l’ha fatta innamorare di Malen?
«Il primo tocco, con cui si crea lo spazio. Con il secondo si prepara, col terzo spara. Mi sono detto: se sposto quei tre tocchi vicino alla porta, diventa letale. Infatti…».
Dove può migliorare?
«Mantenere la fame, anche se ha già segnato due gol. Si può sbagliare, ma c’è modo e modo. A Lecce l’ha fatto con troppa leggerezza».
Quanti gol si aspetta dall’olandese?
«Se insidia il record dei 36 di Higuain, non mi sorprende».
Qualcuno teme che Mora sia un altro Zaragoza..
«Noo! Questo è un grande vero. Ogni palla che tocca, succede qualcosa. Come succede ai grandi»
Il giovane Lulli?
«Lo facevo allenare con noi già nella stagione scorsa. Per valori atletici, velocità e resistenza, è superiore a tutti, anche a Wesley. Una forza della natura. Ed è un ragazzo d’oro. Deve crescere tecnicamente».



