Non un centimentro di meno

Abbiamo trascorso una giornata con Daniele De Rossi alla Coach Experienze di Rimini. A 400 allenatori entusiasti ha raccontato come vive la sua nuova professione, a noi come vuole costruire la sua Roma. Con l’esempio delle notti magiche.

"Io lavoro nella stessa maniera. Sempre alle 7 e mezza al campo andavo (a Ferrara). Lì ci mettevo sette minuti con la bicicletta, adesso 40 minuti, così dormo meno perché mi sveglio alle 6.
Però preparo l’allenamento nello stesso modo, i rapporti con i giocatori, i dirigenti, con lo staff, è tutto uguale. Cambiano le percezioni degli altri, magari.
In panchina alla Spal mi mettevo le mani in tasca e mi dicevano che sembravo un coglione. Lo faccio nella Roma, e i primi tempi vincevamo tutte le partite e mi dicevano “Guarda che sicurezza che ha, addirittura tiene le mani in tasca”.
La percezione che lasciamo negli altri dipende dai risultati.
A Roma dopo quattro partite sembrava dovessimo riprendere l’Inter. Poi se vinci sei più bello e puoi apparire più umile. Ma è anche un po’ di atteggiamento. Ecco, la differenza è che a Ferrara ho avuto problemi di natura umana, niente di gravissimo, per carità, ma insomma non ero a mio agio, e un paio di volte non sono rimasto sereno perché anche io ho un carattere spigoloso. A Roma invece per fortuna mi trovo benissimo con tutti".
"Nella tesi sostenuta con Ulivieri (il presidente dell’Aiac che gli è sempre stato accanto durante l’incontro, ndr) ho scritto che non amo alzare la voce. Ma tutto parte da quello che penso di essere. Io cerco di essere autentico, di essere me stesso.
Ad esempio: i discorsi che fanno gli allenatori all’inizio di un rapporto sono sempre gli stessi, no? 'Io do rispetto e in cambio voglio rispetto, bisogna andare forti in allenamento, per me siete tutti uguali ecc. ecc. '. Ma io a volte diventavo matto perché poi nei fatti non si comportavano così. Tanti erano forti con i primavera, e deboli con i grandi. E i giocatori se ne accorgono dopo un minuto.
Ecco, io vorrei essere autorevole senza strillare, come quando ero calciatore. Non ho mai attaccato al muro nessuno, pochissime volte ho litigato con qualcuno. Vi faccio l’esempio di Conte: quando si arrabbiava, era vero, non era posticcio. Vedevi dentro che era lui, ti sputava il suo dolore addosso e tu ne ricevevi carica. Sbroccava dopo una partita andata male o un brutto primo tempo. Se io lo copiassi sarei ridicolo. Non lo saprei fare, anche se in lui lo apprezzavo.
Io preferisco parlare senza urlare e mi è capitato magari di andare dal giocatore forte a dirgli 'Hai fatto cacare, devi vergognarti, devi correre di più'. Non serve urlare, gli altri venti lo capiscono. E nello stesso tono lo dici al primavera. Poi mi è capitato di sbroccare e magari lì l’ho fatto anche per presentarmi un po’ meglio ai miei ex compagni di squadra.
Vi racconto l’ultimo episodio, relativo al derby. Io ho rispetto per la Lazio. Ma in preparazione della partita volevo spiegargli quanto fosse importante per noi battere la Lazio, oltretutto non vincevamo da tanti derby... Però vedevo che il messaggio non arrivava. Allora ho cambiato strategia: al portoghese ho chiesto 'tu che squadra odiavi quando eri ragazzino? Lo Sporting Lisbona'. Al turco: 'E tu?' 'Il Fenerbahce'. Al tedesco, al francese e agli altri ho fatto la stessa domanda e li ho caricati: 'Ora pensate che dovete giocare contro la squadra che odiavate da ragazzini e rompetegli...' "

Il Romanista


Italia, Spalletti su Pellegrini: "Può vestire la maglia numero 10 dell'Italia"

Luciano Spalletti spiega la scelta del numero dieci azzurro: "Per le qualità che ha #Pellegrini può vestire la numero 10 in maniera corretta, è fatto di quella pasta lì ed è un giocatore che sa galleggiare, sa calciare le punizioni e i rigori. Ha il piede per mettere quella palletta morbida ed è sempre messo bene con la postura del corpo, sa saltare l'uomo nello stretto."


Idantikit

Mentre i Friedkin tentano l’espansione nel calcio europeo tramite le multiproprietà, si delineano i piani per il mercato: la nuova Roma sarà composta da giocatori giovani, “di gamba”, in grado di alzare il valore tecnico e finanziario. 

Il Romanista


La Roma inizierà la preparazione probabilmente a Trigoria per poi spostarsi altrove

I giallorossi in questi giorni stanno iniziando a programmare le varie fasi del ritiro precampionato. Si inizierà a Trigoria e poi la squadra si sposterà all'estero per la seconda parte della preparazione. Le possibili soluzioni sono l'Inghilterra, la Germania e l'Austria. 


Edoardo Bove: "Tempo di riposare per ripartire più forti"

Edoardo Bove su Instagram: "Cari tifosi un’altra stagione si è conclusa e volevo ringraziarvi. Ci siete sempre, nelle sfide semplici e anche in quelle più difficili, sostenendoci comunque vada. Pur avendo fallito nel raggiungere due obiettivi importanti, avete continuato a starci vicino e a farci sentire tutto il vostro entusiasmo.
Per me è stato un anno molto speciale. Il rinnovo fino al 2028 mi ha dato molta fiducia che mi ha aiutato a trovare sicurezza e a crescere. Ora è tempo di riposare per ricominciare più forti che mai. Per vincere insieme. Forza Roma."

Interesse per Soulè e Suslov

Sky Sport: forte interesse per Soulè della Juventus, ma finora non sono stati mossi passi concreti. A centrocampo idea Suslov dell'Hellas Verona. Per la fascia destra oltre Bellanova si seguono Guela Doué del Rennes e Tiago Santos del Lille.  

Sky Sport


Il quoziente inglese

Abraham finisce nel mirino di diversi club di Premier: Tottenham e West Ham su di lui. La partenza di Tammy potrebbe aprire diversi scenari in entrata. 

Il Romanista


Claudio Ranieri: "Non aver vinto lo scudetto a Roma è un rimpianto"

Claudio Ranieri non dimentica il suo passato in giallorosso: "Un rimpianto? Non aver vinto lo scudetto con la mia Roma. Oggi posso dirlo: l’avrei volentieri scambiato con il titolo del Leicester."

Corriere dello Sport


De Rossi: "Sto tutti i giorni a Trigoria per dare un grande futuro alla Roma"

Daniele De Rossi, a margine della quinta edizione di ‘The coach experience’, evento organizzato dall’AIAC, è tornato a parlare della Roma.

Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Mi approccio a questa stagione con grande entusiasmo e tanta presenza, forse troppa, dato che sto tutti i giorni lì a Trigoria. Ma c’è bisogno di stare lì, scambiarsi opinioni con direttore e società. Ieri abbiamo fatto una riunione lunga e bella su quelli che sono i nostri obiettivi e quello che sarà il nostro futuro, quindi tra 10 anni prenderò magari qualche vacanza e mi allontanerò un po’ da Roma. Ma per il momento voglio stare lì, ne ho bisogno”.

La Champions mancata per un soffio?
“Può essere stato un soffio, ma in realtà se diciamo così allora stiamo tranquilli che l’anno prossimo la coppa la vinciamo noi. Il Bayer Leverkusen ci è stato superiore e noi vogliamo migliorare”.

Ghisolfi?
“Stiamo lavorando bene, è una fortuna. Non ci conoscevamo, parliamo due lingue diverse anche se poi parliamo inglese, poteva succedere di tutto e invece ci sia incastrati bene, sia con lui sia con il suo collaboratore Simone insieme a Lina, Maurizio e tutte le persone che già hanno lavorato con me”.

Che Roma può essere quella del prossimo anno?
“Io cerco di regalarle attitudine e atteggiamenti positivi in campo. Il concetto di fame è generico, ma se si parte dalla voglia di sentirsi migliori di quello che siamo stati vuol dire che è la base giusta. Non c’è e non ci sarà un centimetro al di sotto di alcune magiche serate che abbiamo vissuto, non posso accettare niente di meno di Roma-Lazio, Roma-Brighton, Roma-Milan e Milan-Roma sia come atteggiamento sia come prestazione. Poi ovviamente le squadre cambiano, magari aggiungendo qualche caratteristica che manca”.

Retesport


La Roma punta Chiesa ma la Juve chiede 40 milioni

Il futuro incerto di Federico Chiesa sta aprendo tanti scenari. La prossima settimana sarà nella Capitale l'agente dell'attaccante azzurro e della Juventus

La società bianconera per farlo partire ad un anno dalla scadenza del contratto (2025) chiede 40 milioni. Oltre la Roma anche Liverpool, Milan e Napoli osservano la situazione. C'è anche il fattore Europeo da prendere in considerazione. 

Tuttosport


Totti su De Rossi: "E' l'uomo giusto per la Roma"

Francesco Totti ha risposto ad alcune domande su De Rossi e il suo percorso da allenatore nella Roma: "Daniele è l'uomo giusto per la Roma e lo sta dimostrando facendo un buon percorso. Speriamo possa avere un buon inizio di stagione e che la società lo sostenga."


Mangiante su Chiesa: "Su di lui si gioca la prima partita di mercato della Roma"

Mangiante su X: "Lavori in corso".  
Su Chiesa si giocherà la prima partita. È il profilo che più piace a De Rossi per le sue caratteristiche di gioco. L'incontro con l'agente nei prossimi giorni servirà ad approfondire la questione. Sarà la prima risposta della società per andare nella direzione dell'allenatore per migliorare la squadra nei titolari. La prima pietra dei lavori in corso. Tre anni per costruire un modello duraturo. È questo l'obiettivo strutturale e passa attraverso i tre anni di contratto a De Rossi e la stessa durata per Ghisolfi. Un lavoro di condivisione appena cominciato.
Sostenibilità è il primo input arrivato dalla proprietà. Significa monteingaggi che non potrà più essere il terzo della Serie A con una Champions che manca da 6 anni. L'uscita per fine prestito degli ingaggi pesanti di Lukaku, Renato Sanches e Azmoun darà più ossigeno alle casse del club.
Altra condizione che filtra dalla società è prima vendere e poi comprare. Ghisolfi è all'inizio di un'estate no stop. Dovrà vendere una decina di giocatori non strategici. Significa privarsi di giocatori non titolari. Tre di questi, Abraham, Bove e Zalewski, essendo giovani e avendo un potenziale valore sul mercato, potrebbe essere sacrificati per capitalizzare un tesoretto da reinvestire nei ruoli mirati da migliorare. Ovvero due esterni, un centrocampista e due attaccanti. La cessione dei tre potrebbe portare nelle casse del club tra i 40 e i 50 milioni. Sugli altri in uscita, da Smalling a Karsdorp, da Celik a Aouar, servirà un mezzo miracolo di Ghisolfi. Ma queste ulteriori cessioni, per agevolare altri acquisti, contribuirebbero a rendere la rosa più vicina alle esigenze di De Rossi."

Sky Sport