Il fallimento è senza fine
MESSAGGERO - LIGUORI - Questa rubrica, per il nome e la storia che porta, non può proseguire indifferente tra le macerie della Roma giallorossa. Con l’uscita di De Rossi – e ancora una volta è agghiacciante il modo – la gestione Pallotta-Baldini tocca un nuovo vertice di vergogna. Naturalmente, assumo personalmente l’intera responsabilità di quello che penso e scrivo: Il Messaggero porta soltanto l’onere di ospitarmi con gentilezza e spirito di libertà. È del tutto inutile parlare della partita di stasera dopo un bombardamento che la Roma subisce ormai da tempo con la gestione Pallotta, soprattutto dopo che è stata ridimensionata la cubatura monstre del primo progetto. È superfluo anche sprecare parole per ricordare la statura di De Rossi. I romani e romanisti non hanno più casa a Trigoria. Da quando c’è questa nuova gestione la Roma non vince più nulla, siamo tornati drammaticamente nei periodi più bui. Chi pensa di portarci Pallotta nel nuovo stadio, tifosi stranieri? L’unico vantaggio è che la storia recente ci ha permesso di valutare meglio le persone: avete chiara la differenza tra Ranieri e Spalletti? Claudio ci è piaciuto subito, questa settimana si è confermato. Se Pallotta tace, Baldini sussurra: su di lui non ci sentiamo di aggiungere nulla allo striscione esposto a Londra, rude ma efficace.
In 2.000 contro Pallotta: “No al nuovo stadio”. E Gasperini è a un passo
REPUBBLICA - FERRAZZA - Auspicava una Roma che diventasse internazionale, varcando i confini italiani, e in un certo senso c’è riuscito. La contestazione scatenata dal mancato rinnovo del contratto a De Rossi è arrivata fino a New York, passando per Londra e coinvolgendo Sidneysotto forma di striscioni d’insulto al presidente giallorosso esposti dai tifosi locali. E ieri si sono ritrovati in duemila davanti alla sede amministrativa all’Eur del club, richiamati dal comunicato diffuso dai gruppi della Curva Sud, per protestare, duramente, contro la società. “Le bandiere non si ammainano. Si difendono e si onorano. Dirigenza di cialtroni senza rispetto”, la lunghissima scritta a spiegare il perché della manifestazione. “L’as Roma appartiene a noi”, e ancora “No al nuovo stadio”, la presa di posizione che più ferisce Pallotta, immerso da sei anni nella battaglia per la costruzione dell’impianto a Tor di Valle. E che proprio ai tifosi aveva chiesto aiuto per sollecitare le istituzioni. Il dissenso è invece totale. “Pallotta- Roma ma stati uniti”, più tantissimi cori – molti non riferibili – contro il numero uno di Boston, Baldini e Baldissoni. Nessuno di loro presente in quei momenti di contestazione in sede. Baldissoni era infatti sul treno con la squadra in partenza per Reggio Emilia. Già, perché stasera la Roma giocherà contro il Sassuolo (ore 20,30, diretta Dazn) la sua penultima gara di una stagione devastante, che potrebbe concludersi con i preliminari di Europa League. E chissà se davvero interessi a qualcuno impiccarsi la preparazione estiva – tournée americana compresa – per cominciare a giocare il 25 luglio. La testa dei tifosi è tutta alla sfida col Parma, l’ultima di De Rossi (anche lì proseguirà la contestazione), mentre quella dei giocatori a un “fuggi fuggi” che la vicenda di Daniele sta generando. «Presto tutti si renderanno conto di cosa è ed è stato lui per la Roma», dichiara a Dazn con disappunto Kolarov. «Non ho mai visto un giocatore così legato alla sua squadra. Sperava di finire la sua carriera qui, poi la società ha deciso in modo diverso», conclude il terzino, uno dei più arrabbiati per questa vicenda. Manolas non è partito con i compagni perché ha riportato una distorsione alla caviglia in allenamento, mentre c’è e dovrebbe giocare, De Rossi. Il futuro racconta di un Gasperini pronto a sedere sulla panchina giallorossa (triennale a 2 milioni a stagione), con l’annuncio che dovrebbe arrivare dopo l’ultima contro il Parma. Il tempo di lasciare l’Atalanta, con la quale ha ormai un legame affettivo, e di trovare l’accordo definitivo con i giallorossi. E poi comincerà a lavorare con quello che sarà il nuovo ds, Petrachi, cercando di capire cosa salvare e da quale giocatore ripartire. Consapevole che non sarà un’estate semplice, vista la netta rottura tra tifoseria e proprietà. Senza De Rossi e, chissà, forse anche senza Totti, che sta seriamente pensando di allontanarsi anche lui da Trigoria, subito dopo l’ultimo saluto dell’Olimpico da giocatore al numero 16. La piazza lo sta pressando per arrivare a questa decisione, lui è pieno di dubbi che verranno risolti al termine del campionato. Qualsiasi sarà la sua decisione, la spiegherà al popolo giallorosso.
Roma, ultima chiamata
IL TEMPO - BIAFORA - Vincere con il Sassuolo per mettere pressione ad Atalanta e Milan, impegnate domenica con Juventus e Frosinone. In una settimana dove si è pensato poco al campo e molto alla questione De Rossi, la Roma è chiamata al successo per sperare fino all’ultima giornata di poter rivivere le emozioni della Champions League. Il capitano, scombussolato da giorni complicati, non dovrebbe essere in campo per guidare i compagni di squadra, con l’obiettivo di non rischiare di saltare la partita con il Parma, l’ultima in cui indosserà la maglia giallorossa. Ranieriha parlato con il numero 16 ed ha poi deciso di puntare nuovamente sul 4-3-3, con Nzonziriferimento centrale in mediana e Cristante e Zaniolo mezzali. C’è qualche piccolo dubbio sull’impiego del classe 1999, alle prese con un sovraccarico al polpaccio nell’allenamento di mercoledì. Questa mattina il giovane talento di Massa svolgerà un provino e se non dovessero sorgere problemi sarà utilizzato dal primo minuto. In alternativa, visto che Pellegrini è convocato ma non al meglio della condizione fisica, ci sarebbe un cambio di modulo, con il passaggio al 4-2-3-1 e la presenza di Pastore sulla trequarti. In difesa chi sicuramente sarà assente è Manolas, che ha rimediato una distorsione alla caviglia destra e non è stato nemmeno convocato per la trasferta a Reggio Emilia. Al suo posto, a protezione di Mirante, c’è il ballottaggio tra Juan Jesus e Marcano, con il brasiliano favorito sullo spagnolo per completare il reparto con Florenzi, Fazio e Kolarov, che ha invitato tutti a non mollare: “Nel calcio - ha dichiarato il serbo - può succedere di tutto, anche se non dipende da noi. Dobbiamo sperare che le altre perdano punti, ma noi come professionisti abbiamo l’obbligo di vincere, poi si vedrà”. Davanti il centravanti sarà Dzeko, a caccia della doppia cifra in campionato, supportato da El Shaarawy a sinistra e uno tra Under e Kluiverta destra. L’olandese piace di più a Ranieri per la grande applicazione in fase difensiva, ma il turco è entrato alla grande contro la Juve ed ha la smania di timbrare il cartellino in questo 2019, che lo vede ancora a secco dopo il grave infortunio muscolare. Qualche problema di formazione per il Sassuolo, che deve fare a meno di Peluso, operato in settimana, Sensi, infortunatosi alla mano, e Bourabia, squalificato dopo l’espulsione dell’ultimo turno. De Zerbi, che in alcune delle scorse partite aveva optato per la difesa a tre, si schiererà a specchio con la Roma, proponendo Locatelli a centrocampo, Berardi e Boga esterni offensivi e uno tra Babacar e Djuricic al centro dell’attacco. Il tecnico bresciano ha promesso battaglia per raggiungere il decimo posto in classifica: “Vogliamo cercare di fare risultato, userò l’undici migliore”. Nonostante un avversario pronto allo scontro la Roma non più commettere passi falsi.
Roma, adesso anche Gasperini strizza l'occhio al club
GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - La data x è il 27 maggio, il giorno successivo alla fine del campionato. Perché da lì in poi – probabilmente – inizieranno a farsi davvero i giochi, sia a Roma sia a Bergamo. Già, perché oramai gli indizi portano quasi tutti lì. E cioè all’Atalanta ed a Gian Piero Gasperini, il tecnico che la Roma ha individuato per iniziare a ricostruire il futuro. Anche se non sarà facile strappare il sì definitivo dell’allenatore nerazzurro. Un po’ perché l’Atalanta (e il patron Percassi) fanno muro su di lui, un po’ perché nel frattempo ha iniziato a pensare a lui anche il Milan, per l’eventuale dopo-Gattuso. In caso di un no, ovviamente, la Roma non si farà trovare impreparata, visto che i dirigenti giallorossi stanno lavorando anche su altre piste. Ovviamente, per ora, non può farlo però Gianluca Petrachi, il d.s. «in pectore» della prossima stagione. Perché è ancora sotto contratto con il Torino e perché il presidente granata Urbano Cairo per ora non ci pensa neanche un attimo a liberarlo. Insomma, per avere l’accoppiata Gasperini-Petrachi bisognerà lottare. Altrimenti si virerà altrove.
La scelta
L’allenatore dell’Atalanta, però, sembra aver deciso, l’idea di salire sul treno che lo porta a Roma gli piace eccome. Perché nonostante a Bergamo venga considerato un profeta in patria, è anche convinto che più di questo sia davvero complicato fare. «Per squadre come l’Atalanta diventa difficile restare al livello delle big dovendo sempre vendere i suoi pezzi migliori – ha detto alla vigilia della finale di Coppa Italia – Servirebbe un meccanismo diverso, che premi i club virtuosi, quelli che raggiungono risultati come il nostro con molta meno disponibilità economica delle altre». Frasi inserite in un discorso più generico, ma esplicative dei suoi pensieri. E poi Gasperini, a 61 anni, vuole giocarsi una delle ultime carte della sua carriera per allenare una grande del calcio italiano. Dopo il passaggio all’Inter del 2011, sarebbe l’occasione del riscatto.
Le difficoltà
Ma, come detto, non sarà facile per lui lasciare Bergamo, almeno non per ora. La Roma e Gasperini si piacciono, di mezzo c’è però l’Atalanta. E Percassi, un presidente che – giustamente dal suo punto di vista – non perde occasione per ribadire come il suo allenatore resterà tale. «Ha un contratto fino al 2021 con opzione per un altro anno, per me il problema non esiste — ha detto anche ieri alla Gazzetta –. C’è un legame unico tra squadra, tecnico e città. Per me resterà qui a vita». Insomma, non sarà facile convincerlo a liberare Gasperini e una chiave potrebbe essere mettersi a tavolino per parlare di qualche giocatore che interessa alla Roma, magari pagandolo anche un po’ più del dovuto. Una sorta di buonuscita o giù di lì. Tra l’altro, radiomercato parla di recenti sondaggi giallorossi con Pierluigi Gollini, il portiere nerazzurro che piace anche a Petrachi. Tra l’altro, la fidanzata di Gollini, Giulia Provvedi (una delle due Donatella), ha già preso informazioni logistiche sulla città, contattando alcuni amici personali per chiedere eventuali suggerimenti. Magari la chiave potrebbe essere proprio questa qui, di certo tra un paio di settimane sapremo come potrà andare a finire.
Pallotta contestato sotto la sede
IL TEMPO - BIAFORA - Un sit-in pacifico per contestare la decisione presa dalla società su De Rossi. Dopo la prima protesta avvenuta a Trigoria e il colloquio con il capitano, Massara e Ranieri, ieri è andata in scena una nuova manifestazione di altri gruppi del settore caldo del tifo romanista, che sui social avevano lanciato l’iniziativa invitando a partecipare “Chiunque si senta tradito nell'animo, chiunque ritenga giusto mostrare il suo disappunto, come lo ritengono giusto i ragazzi della Curva Sud perché la Roma è un bene comune ed è del suo popolo”. Circa duemila i presenti a Piazza Marconi, proprio davanti alla nuova sede della società, inaugurata il 22 febbraio scorso. All’interno della struttura non c’erano dirigenti, partiti alle 16.05 con la squadra alla volta diReggio Emilia, o dipendenti, che come da indicazione delle forze dell’ordine avevano lasciato gli uffici intorno alle 13. Il raduno per mostrare il dissenso per l’addio di De Rossi è durato quasi due ore e, tranne per qualche minuto di leggera tensione per un presunto avvistamento di Baldissoni, in realtà in treno con i giocatori, il tutto si è svolto senza l’intervento della polizia, sul luogo con cinque camionette. I tifosi, oltre ad intonare diversi cori contro Pallotta, Baldini, Baldissoni e Fienga, hanno esposto numerosi striscioni: “Le bandiere non si ammainano, si difendono e si onorano. Dirigenza di cialtroni senza rispetto”, “L’AS Roma è la nostra leggenda… solo gli indegni la chiamano azienda”, “Stemma, bandiere e simboli di Roma. La vostra azienda deve finire ora”, “L’AS Roma appartiene a noi” e uno contro il nuovo Stadio della Roma. Alcuni ultras hanno spiegato che gran parte di loro sono a favore della costruzione dell’impianto a Tor di Valle e si tratta di una provocazione ai danni di Pallotta, dopo che il presidente aveva sollecitato i tifosi a farsi sentire con il Comune. Tra cori, bandiere e fumogeni, parte del popolo romanista ha mostrato ancora una volta l’affetto per De Rossi, a cui era stata dedicata un’altra scritta sotto casa: “Daniè caricaci ancora sulle spalle… dove il tempo non esiste”.
Gasp favorito ma Baldini lavora per Sarri
IL TEMPO - BIAFORA - La Roma e Gasperini sono promessi sposi, anche se per la decisione sul futuro allenatore viene sempre tenuto d’occhio Sarri. Il tecnico è pronto a liberarsi dall'Atalanta e ha già iniziato a parlare con Percassi per concordare le modalità dell'addio. Più ingarbugliata la situazione Sarri, il cui entourage è sempre in contatto con Baldini. Il mister toscano è monitorato pure dalla Juventus, ma prima del 29 maggio non prenderà alcun impegno.
Giochi senza bandiere: fra la Roma e De Rossi via al finale più triste
REPUBBLICA - SISTI - E se i tifosi della Roma dovessero alla fine ringraziare chi ha deciso, chiunque esso sia, una così sgradevole conclusione del rapporto tra De Rossi e la Roma? Non c’è dubbio che abbia dato loro un’occasione irripetibile per sbottare, per sfogarsi dopo delusioni, sofferenze. Non una, non le ultime. Tante. Tanta rabbia accumulata perché la Roma, come si leggeva ieri in uno striscione, «è una leggenda...e non un’azienda». E dentro la cornice della rima giù sostantivi pesanti rivolti alla dirigenza, a quella che c’è e a quella che non c’è (mai stata). Tottiescluso. Raccontano che durante la manifestazione di ieri dei 2 mila davanti alla nuova sede sociale dell’Eur, una sagoma nota sia apparsa in controluce alla finestra. Se fosse veramente quella di Baldissoni, poco importa. Anzi meglio la vaghezza: era la sfumata immagine, senza volto, di un profilo societario che non riesce a gestire bandiere e futuro e che in questo cortocircuito temporale riesce persino a far svanire quel presente secondo il quale la Roma dovrebbe oggi giocare a Reggio Emilia contro il Sassuolo per inseguire un’altra tremolante silhouette: la Champions della prossima stagione. «Ho vissuto tante cose nella mia carriera, ma uno come De Rossi nella mia vita no, proprio non l’ho mai visto. Così appassionato, legato ai colori. Tutti, a breve, si renderanno conto di cosa sia stato Daniele per la Roma». Sono parole di un altro senatore in rampa di lancio, Aleksandar Kolarov. Il serbo sbaglia solo in un dato: non a breve ma subito, non domani ma già oggi si sente il vuoto. Il peccato grave di quest’acida fine non è stabilire quanto De Rossi avrebbe ancora potuto dare alla sua Roma in campo, cosa farà adesso (Sudamerica? Nordamerica? Niente?) e per quanto tempo. Non pesa la tristezza che vivranno tutti domenica 26 all’Olimpico nell’ultima di campionato con il Parma. Il vero dramma è che a De Rossi non è stata data la possibilità di allontanarsi scegliendo lui il modo, i tempi, lo stile. Via, senza dignità. Via perché sei vecchio. Ogni cosa, alla Roma, finisce con un scricchiolìo sinistro. Ma non è quello del giocatore che smette, né quello delle sue ginocchia, magari stanche. È la società che continua senza di lui, a scricchiolare.
Addio De Rossi: mille romanisti contestano Pallotta e club
CORRIERE DELLA SERA - Oltre mille tifosi romanisti in piazza, sotto la sede amministrativa all’Eur, per gridare tutta la loro rabbia nei confronti della Roma, del suo presidente James Pallotta e dei dirigenti. Si è toccato ieri il punto più basso nel rapporto tra la tifoseria e la società. i. Il «pretesto» è stato l’addio a Daniele De Rossi, ma il malessere è molto più profondo e mette le radici in un rapporto, quello tra Pallottae i tifosi, mai decollato, e nei mancati risultati della squadra. I sostenitori giallorossi hanno contestato duramente con cori e striscioni offensivi, ma senza creare disordini. I poliziotti presenti, in tenuta anti sommossa, non sono mai dovuti intervenire e hanno assistito alle quasi due ore di protesta come semplici spettatori. Il più bersagliato è stato Pallotta, seguito a ruota dal suo vice Mauro Baldissoni: entrambi insultati e invitati ad andarsene. Parole dure anche per Guido Fienga: «L’As Roma è la nostra leggenda. Solo gli indegni la chiamano azienda».
Roma: adesso si gioca. Assalto al Sassuolo per sperare ancora
CORRIERE DELLA SERA - Claudio Ranieri in questi giorni avvelenati dalle polemiche e dalle contestazioni in piazza, ha provato il più possibile ad isolare la squadra dai condizionamenti esterni: impresa pressoché impossibile. Da una parte, infatti, il polverone alzato dalla comunicazione del mancato rinnovo del contratto di Daniele De Rossi, dall’altro le voci sul nome del suo successore sulla panchina romanista. Una delle poche certezze per la prossima stagione, infatti, è che l’attuale tecnico, chiamato a marzo al posto di Di Francesco, andrà via dalla Roma: lo ha confermato lui stesso, in maniera ufficiale davanti alle telecamere e ufficiosa nel colloquio che c’è stato fuori dai cancelli di Trigoria con alcuni tifosi che erano andati a chiedere spiegazioni. Per la sua successione sembra una corsa a due tra Gian Piero Gasperini e Maurizio Sarri. [..] Per quanto riguarda la formazione anti-Sassuolo, non ci sarà Manolas, che si è fermato dopo l’allenamento di ieri mattina per una distorsione alla caviglia destra. Recuperato, invece, Lorenzo Pellegrini che per tutta la settimana si era allenato a parte a causa di un risentimento muscolare. Ranieri potrebbe confermare il 4-3-3visto contro la Juventus e avrà ampia scelta, soprattutto a centrocampo: De Rossi potrebbe partire di nuovo dalla panchina e lasciare spazio al francese Nzonzi, per poi giocare l’ultima gara della sua carriera in giallorosso, il 26 maggio all’Olimpico contro il Parma.
«Parnasi attendibile, De Vito invece no»
IL TEMPO - Le dichiarazioni con cui l’immobiliarista Luca Parnasi ha coinvolto l’ex presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito in uno dei filoni d'inchiesta nati dalle indagini sul Nuovo Stadio della Roma «hanno assunto un significativo rilievo». Mentre quel- le pronunciate durante le spontanee dichiarazioni dal politico indagato appaiono «in palese contrasto con le emergenze e il significato degli elementi sussistenti». In altre paro- le «poco credibili». Anche per questo il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari nei confronti di De Vito. Era finito in carcere lo scorso 20 marzo insieme al suo socio, l’avvocato Camillo Mezzacapo, perché accusato di aver messo a disposizione di alcuni imprenditori (Luca Parnasi, i fratelli Toti e Luigi Statuto) la propria funzione pubblica in cambio di incarichi professionali allo studio Mezzacapo: «Dal 2017 ai primi mesi del 2019, “in breve tempo”, De Vito è stato un affidabile interlocutore privilegiato di gran- di gruppi imprenditoriali interessati a impor- tanti opere urbanistiche nella Capitale», si legge nelle motivazioni con le quali il Tribunale ha confermato la detenzione in carcere per l'ex presidente del Consiglio comunale. Nell’atto si sottolinea ancora una volta il comportamento «cinicamente predatorio» del politico, che «ha dismesso i principi di imparzialità e correttezza risultando stabilmente asservito agli interessi privati». Secondo il Tribunale «agisce barattando il suo ruolo, operando in maniera tale da funzionalizzare i propri poteri agli interessi dei privati (...) in spregio alle finalità istituzionali che dovrebbero ispirarne i comportamenti». Ed è per questo che avrebbe trovato in Parnasi un interlocutore. Del resto l’immobiliarista, secondo i magistrati, era il dominus di un'associazione a delinquere che affidava allo «strumento corruttivo (...) la dignità di strumento aziendale». E così era avvicinato a De Vito, perché «gode di notevole credito nel circuito del Movimento 5 stelle e nel Comune di Roma e il suo peso specifico (...) risulta significativamente dimostrato dalla circostanza di essere riuscito a collocare nella multiservizi Acea un uomo di sua fiducia interloquendo a riguardo in maniera paritaria con Luca Lanzalone», ritenuto essere un «importante esponente dell’amministrazione comunale» nonostante non rivestisse «al- cuna carica pubblica». «De Vito - si legge negli atti - ha contribuito alla nomina dell’amministratore delegato di Acea, stefano Donnarumma (...) il quale a sua volta ha provveduto a coinvolgere immediatamente il Mezzacapo», con incarichi professionali remunerati profumatamente. Insomma l’ex presidente dell’ Assemblea Capitolina «non è il taglianastri» definito da Mezzacapo durante l’interrogatorio, ma «l’amico potente» di cui parlava al telefono. Ed è proprio Mezzacapo il «raccordo materiale, collettore di tangenti, delle volontà corruttive dei privati e del politico». Infatti «le somme di denaro corrisposte a titolo di compenso costituiscono le "tangenti" finalizzate a retribuire De Vito». Soldi che sarebbero confluiti nella Mdl Srl, società divenuta «cassaforte». I due avrebbero realizzato una strategia per «realizzare il massimo profitto dall'incarico pubblico ricoperto da De Vito», una tattica che sottolinea «un'ostinata inclinazione a delinquere», perché messa in pratica «nonostante l'arresto di un importante esponente dell’amministrazione comunale, quale Lanzalone». Per tutto questo «il Riesame è infondato - scrive il Tribunale - e non può trovare accoglimento».
Roma-De Rossi, la protesta del tifo fa tappa anche a Miami: "Dopo Totti e De Rossi nessuna pietà"
La protesta dei tifosi giallorossi contro Pallotta e la dirigenza non si è limitata alla sola città di Roma. Il non rinnovo contrattuale di De Rossi ha scatenato una vera e propria bomba, la cui onda d'urto si è fatta sentire anche nella città di Miami. Anche nel capoluogo del Miami-Dade, nello stato della Florida, sono apparsi degli striscioni rivolti contro Pallotta e Baldini, ritenuti i principali responsabili dell'addio alla Roma di De Rossi: "Dopo Totti e De Rossi nessuna pietà, Pallotta e Baldini fuori da sta città".
Sarri-Chelsea, entro fine mese la decisione. La Roma resta alla finestra
Il campionato volge al termine e la Roma sta ancora decidendo a chi affidare la propria panchina in vista della prossima stagione. Sfumato Conte, il prescelto per guidare i giallorossi sembra essere Gasperini, ma non è tramontata l'idea Sarri. L'ex Napoli, oggi al Chelsea, sembra il primo nome sulla lista di Baldini; che proprio da Londra guiderebbe le operazioni per convincere il tecnico a trasferirsi a Roma. Un addio al Chelsea non è del tutto da escludere poichè, nonostante una finale di Europa League da disputare, la dirigenza dei Blues vorrebbe dare il ben servito al tecnico italiano. Lo stesso Sarri, come riferisce il Times, vorrebbe maggiori chiarimenti sul suo futuro e chiede che una decisione definitiva venga presa entro la fine del mese.