Rischiano di lasciare il club anche Manolas e Zaniolo

LEGGO - BALZANI - Non solo Totti e De Rossi. La Roma continua a perdere pezzi. Dopo Dzeko (a un passo dall’Inter) e Kolarov (vicino al Fenerbahce) è la volta di Manolas che in settimana potrebbe trasferirsi al Napoli. Il difensore ha già accettato lo stipendio da 4 milioni, ora gli azzurri devono pagare l’intera clausola da 36 o inserire Martens nell’affare. Entro venerdì l’incontro decisivo anche perché la Roma ha bisogno di liquidità entro il 30 giugno. Occhio a un colpo di coda della Juve che intanto si avvicina a Zaniolo. A luglio arriverà la maxi offerta (50 milioni) che potrebbe far traballare Pallotta. In entrata si avvicina Veretout. Intanto, nonostante tutto, è boom abbonamenti: già sottoscritte 13 mila tessere.


Totti e la Roma: sarà addio al veleno

LEGGO - BALZANI -  Dallo Stadio Olimpico al Salone d'Onore del Coni distano pochi metri. E due anni. Di frustrazioni, silenzi, sopportazioni e addii. L'ultimo quello di De Rossi meno di un mese fa, il primo quello di Totti il 28 maggio del 2017. Da calciatore, perché quello definitivo alla squadra che ama da quando è nato e che rappresenta dal 1989 arriverà alle 14 di un 17 giugno mai banale (18 anni dal terzo scudetto) in una conferenza che si preannuncia carica di veleno. Zitti tutti, quindi, ora parla Totti. Si fermerà la città, e si fermerà pure un pezzetto di Londra da dove lo ascolteranno Pallotta, Baldini e Fienga. I dirigenti temono che le rivelazioni di oggi possano agitare ulteriormente l'ambiente. Il presidente aveva provato a buttare acqua sul fuoco venerdì scorso, ma ormai l'incendio era divampato. Totti dice addio alla Roma perché nella Roma da dirigente si è sentito messo all'angolo. «Sopportato e mai supportato», il succo del discorso. Lo pensa da mesi, lo ha deciso circa 30 giorni fa dopo il no di Conte, l'addio di De Rossi e la scelta Fonseca. Decisioni prese da Baldini, nemico più che avversario. Francesco racconterà la sua verità, dirà che è stato interpellato solo nei momenti d'emergenza (vedi Ranieri). Totti ha mal digerito scelte tecniche (vedi le cessioni di Nainggolan ed Alisson), forme comunicative e un organigramma societario poco chiaro in cui Baldini ha spesso indossato il ruolo di gestore senza nomina. All'ex capitano non è mai stato chiesto un parere vero e proprio tanto che non è stato invitato nei tre precedenti summit tra Boston e Londra. Nell'ultimo l'invito è arrivato, ma le decisioni erano state già prese. E Totti non vuole mettere la faccia su un progetto di totale ridimensionamento. Parlerà al Coni, dall'amico Malagò. I due potrebbero ritrovarsi a lavorare insieme, magari proprio nella Roma. Ovviamente con un'altra proprietà. Ma ora cosa farà Totti? Intanto si godrà un mese di vacanza, poi prenderà una decisione. La Figc gli ha proposto un ruolo importante in vista dei prossimi europei. Non solo di rappresentanza, ma pure di supporto al ct Mancini. L'ex numero 10 dovrebbe accettarlo. Un antipasto dei Mondiali in Qatar vista la corte degli sceicchi nel ruolo di massimo rappresentante della kermesse del 2022.


Il giorno più triste. Totti incendia la Roma

IL TEMPO - AUSTINI - Come rovinarsi un anniversario. Ai romanisti non è più consentito neppure di godersi il ricordo dell'ultimo scudetto vinto il 17 giugno 2001, una data che da oggi diverrà anche quella in cui Francesco Totti lascia il club dopo trent'anni. Ore 14, Salone d'Onore del Coni, l’addio della bandiera giallorossa si consumerà in diretta televisiva nazionale (Rai 2, Sky e Tgcom24) in una conferenza stampa che si annuncia pesantissima.

Non bastava lo straziante (e forzato) saluto da giocatore del 2017, con l’Olimpico in lacrime e costretto a viversi lo stesso copione neppure un mese fa con De Rossi. Una «tragedia» popolare dietro l’altra, come se la Roma non riuscisse a trovare una via d'uscita per guardare al futuro con positività.

Non aiuterà di certo a migliorare il clima quanto dirà oggi Totti al Coni. Ha intenzione di chiarire senza peli sulla lingua i motivi dell'addio, c'è da aspettarsi bordate al «nemico» Franco Baldini, freddezza con Pallotta e la proprietà americana, più altri sassolini sparsi e
magari qualche rivelazione a sorpresa. E probabile che dallo sfogo lascerà fuori il Ceo Guido Fienga, colui che si è speso più di tutti negli ultimi mesi per provare a coinvolgerlo nella gestione societaria. Totti ha apprezzato, ma non basta: nella Roma come dirigente si sente sopportato, mai realmente incisivo e ha deciso di proseguire la sua vita professionale lontano dalla «casa» di sempre, stracciando con qualche anno d'anticipo il contratto e lasciando 2.4 milioni sul tavolo di Trigoria, con contestuale rifiuto del ruolo di direttore tecnico.

Il suo staff, guidato dalla cognata Silvia Blasi che cura da tempo la comunicazione per lui, è stato inondato di richieste di accrediti, i presenti in platea saranno oltre 200 e al fianco di Totti ci sarà il giornalista Paolo Condò, scelto come moderatore. Lui che ha scritto insieme a
Francesco l’autobiografia «Un capitano» che ha preceduto fiction e docu-film attualmente in produzione per portare sugli schermi la vita del simbolo romanista, oltre a una sit-com con la moglie Ilary. Oggi inizia un nuovo capitolo, all'insegna della freddezza e della polemica. Totti ha ottenuto l'ospitalità del Coni grazie al rapporto speciale che ha col presidente Giovanni Malagò e non ha voluto coinvolgere la Roma, che infatti non avrà rappresentanti in sala.

E il primo passaggio ufficiale del Totti post-giallorosso, in attesa di scoprire cosa gli riserverà il futuro. A livello economico ha costruito una sorta di industria personale grazie alle presenze da star ai più svariati eventi, progetti e spot pubblicitari: già firmati nuovi contratti milionari. La Figc gli offre un ruolo come direttore delle Academies, intanto sarà testimonial di Euro2020 perl’Italia e in futuro per il Mondiale in Qatar. Diversi amici procuratori gli propongono di lavorare insieme e l’idea lo stuzzica, Domani inizierà le vacanze a Ibiza, a inizio luglio, mentre la Roma starà sudando a Pinzolo, lui è atteso come testimonial (dal 1° al 7) del torneo Gillette Padel Vip a Sabaudia, la sua storica residenza estiva. Il padel è l’altra grande passione sportiva, con l'ex compagno Alberto Aquilani inseparabile spalla sui campi e possibile partner di un progetto a breve. Insomma a Totti non mancano motivi per guardare avanti con entusiasmo, dopo essersi tolto un macigno dallo stomaco. La Roma, invece, resta orfana dei suoi simboli più riconosciuti, nel giro di venti giorni perde il Dieci e De Rossi, ma una volta assorbito il colpo, che mediaticamente e a livello ambientale sarà durissimo, avrà più spazio di manovra per imporre le proprie idee. Con qualche condizionamento in meno.


Candela: «Una situazione surreale: ma io sto con Francesco»

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Pronto, Vincent, ha saputo? «No, cosa?». Totti lascia la Roma. «Non ci credo, è sicuro?». Beh, uno che convoca una conferenza stampa all'Olimpico... «Io ancora non ci credo, Totti lontano dalla sua Roma: surreale».

Surreale, inaccettabile per una città che vive di sentimenti e non di vittorie.
«Francesco ha fatto un percorso di trenta anni con gli stessi colori addosso. Non è facile pensarlo lontano dalla Roma. Ha fatto tanto per quella maglia, la sua storia è nei numeri, non nelle chiacchiere. Poi, come tutti, ha i suoi difetti, ma questo è normale».

Poteva essere una risorsa.
«Lo era, doveva continuare ad esserlo, poi non so cosa sia successo...».

Come, lei, suo amico, non sa?
«Immagino che molto sia dipeso dal rapporto con Baldini, così ho letto, così dicono. Due figure, a quanto pare, incompatibili».

La Roma ha fatto le sue scelte.
«Totti è un simbolo, uno che capisce di calciatori come pochi, ma il padrone della Roma è Pallotta».

Ma cosa voleva fare Francesco?
«Occuparsi di calcio, far parte di uno staff che potesse prendere decisioni tecniche. Ripeto: Totti capisce di pallone. Poi, ovvio: non poteva fare tutto lui. C'è un ds, un allenatore. Ma il suo parere poteva contare molto».

E poi c'è Baldini?
«Baldini fa parte della Roma?».

Ufficialmente no.
«Quindi è un uomo influente, questo sì. Io sto con Totti, magari il presidente sta con Baldini».

Ecco, appunto.
«Magari potevano lavorare insieme, ma forse non era possibile in questo momento».

Ha sbagliato Totti in questi due anni?
«No. Si è sempre messo a disposizione. E' chiaro, non era facile diventare un manager in poco tempo».

C'è chi gli rimprovera che non abbia studiato, che non sappia l'inglese?
«Mica deve parlare con Trump. Per individuare un calciatore o un allenatore e dire se siano in grado di venire alla Roma, bisogna parlare l'inglese? Il linguaggio del calcio è uno, Francesco lo conosce molto bene».

Che ne sarà della Roma senza romani?
«Si va avanti. Per me nulla viene a caso. Francesco troverà una dimensione altrove. Come ho letto di recente, non tutte le tempeste arrivano per distruggerti la vita. Alcune arrivano per pulire il tuo cammino. Chissà».

Totti via, De Rossi via, via anche Ranieri.
«Per Daniele situazione diversa rispetto a Francesco: uno voleva giocare, l'altro voleva essere più al centro delle idee tecniche. Quanto a Ranieri, meglio lasciar perdere. Ha sparato sulla Roma appena ha saputo di non essere confermato. Non si fa, così troppo facile. Comunque i romani non sono mai un problema nella Roma».

Che cosa penserà quando rientrerà a Trigoria e non troverà più il suo amico?
«Mi dispiacerà. Per la Roma. E per lui».

Dove lo vede in futuro?
«Lo vedo come un uomo libero. Tra i campioni come Figo e Ronaldinho, a rappresentare il calcio nel mondo. Ovunque, sarà sempre il mio capitano».

 


Il Codacons all'attacco: "Non ci mancheranno i suoi spot"

IL TEMPO - Controcorrente il Codacons sull’addio di Totti. «Mentre da più parti si stracciano le vesti, dal canto nostro siamo certi che non rimpiangeremo il suo addio alla società - spiega il presidente Carlo Rienzi - le doti sportive di Totti sono innegabili, ma un campione lo si riconosce per le azioni di cui si rende protagonista fuori dai campi da gioco. In tal senso Totti, che ha fatto per anni da testimonial al gioco d’azzardo attraverso una serie di spot televisivi, non ha reso un gran servizio al paese e di certo non ha aiutato la lotta alla ludopatia, spingendo migliaia di cittadini specie giovani ad avvicinarsi all’azzardo».


Deromanizzazione: salto nel vuoto

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Terminato (per adesso...) in tre mosse (Totti, De Rossi e Ranieri) il processo estivo di deromanizzazione della Roma tanto caro a Franco Baldini, il club dalla strategia tosco-statunitense ora è chiamato a ripartire con una squadra da rifondare e senza un ds di ruolo perché quello designato, Gianluca Petrachi, è ancora tesserato per il Torino. Il dirigente salentino, che aveva conquistato le simpatie di James Pallotta (leggi Baldini) assicurando che avrebbe portato Antonio Conte nella Capitale (ma il primo contatto con il neo allenatore dell'Inter è stato di Totti...), è stretto nella morsa di Urbano Cairo che pretende soldi per allentarla. Assicurano dal management di mister Jim, però, che Petrachi sta già lavorando per il suo nuovo (nuovo?) club, ma questo lo scopriremo solo vivendo. Intanto, sappiamo con certezza che, per motivi facilmente intuibili, la Roma avrà un'anima profondamente diversa rispetto a quella avuta negli ultimi due decenni molto abbondanti. Non ci sarà più il romanismo ad intasare la strada verso le vittorie, in primis. O almeno questo è ciò che sembra dar forza all'ennesimo progetto aziendale partorito tra Londra e Boston. Il Via i romani dalla Roma non è in assoluto una garanzia di successo (al momento, una Roma senza De Rossi in campo e Totti nello staff dirigenziale non è più forte di quella romanizzata: le auguriamo di diventarlo), ma evidentemente aiuta i capi dell'azienda a sperare in un futuro diverso. Migliore. Vincente, finalmente. Forse per questo, chissà, è stato scelto un marziano (Ennio Flaiano ci perdoni...) come il portoghese Paulo Fonseca che, paradossalmente, oggi rappresenta l'unica certezza tecnica della nuova Roma.
RISCHI E PERICOLI - Nel senso che, se non altro, la Roma ha almeno la certezza di avere un tecnico. Nato in Mozambico e cresciuto sulle panchine ucraine: più deromanizzato di così non si poteva trovare, giusto? Fonseca, che ha dimostrato di essere un valido allenatore, dovrà fare immediatamente i conti con mille ostacoli, e non soltanto di natura tecnica. Questo perché la squadra sarà profondamente rinnovata, a cominciare dal suo asse portante: portiere, difensore centrale, mediano centrale e centravanti. Non sarà facile trovare gli uomini giusti ai prezzi giusti ma la Roma, che risparmierà un sacco di soldi di stipendi eccellenti, non potrà permettersi il lusso di allestire una gruppo che sia in grado di lottare soltanto per un posto in Europa League, magari senza preliminari. Sarebbe buona cosa, per mille motivi, che qualcuno vicino a Pallotta (il presidente, si sa, comunica solo senza contraddittorio e attraverso i giornalisti di casa) parlasse con sincerità ai tifosi, magari senza sbandierare all'americana traguardi roboanti ma poco accessibili. Non ce ne è bisogno; non ce ne è più bisogno, ormai. Meglio una brutta verità che un bella bugia, in assoluto. Il tutto senza dimenticare che entro la fine del mese ci sarà bisogno di recuperare 40-50 milioni di plusvalenze per stare in grazia di Dio con l'Uefa. E che la Roma non potrà neppure contare sugli introiti Champions. Ma forse, come va di moda dire di questi tempi, è tutta colpa del governo (tecnico) precedente.


Totti: addio a reti unificate

IL MESSAGGERO - TRANI - Alla tristezza di 2 anni fa aggiunge la rabbia che lo ha accompagnato definitivamente fuori dalla sua Roma. Così Francesco Totti chiuderà i suoi 30 anni in giallorosso. Lontano da Trigoria e da chi la governa. Ma metterà in piazza come è stato fatto fuori e da chi. E, avendo più credibilità e più appeal di chi lo ha usato e preso in giro fino all'ultimo giorno, parlerà a reti unificate: Rai, Sky, Mediaset più i social e i siti internet. Alle ore 14, diretta tv dal Salone d'Onore del Coni, concessione dell'amico Giovanni Malagò che, solidale e affettuoso, gli apre per l'occasione la casa dello sport italiano. Loro sì, sono romanisti. E sanno che lungo pomeriggio li aspetta. Paolo Condò, il giornalista che ha firmato la biografia Un Capitano presentata a settembre al Colosseo, farà il moderatore. Accreditati 250 giornalisti. I posti a sedere sono 160, più 30 quelli degli scranni che però potrebbero non essere utilizzati per dar spazio, a quel punto in piedi, a più persone. Contando anche fotografi e operatori tv, davanti al palco sanno più di 350 i presenti. Fuori, invece, attesi i gruppi della Sud.
SENZA FILTRO - Totti farà un'introduzione, confermando che non avrebbe mai immaginato di dire basta e di rifiutare il ruolo vuoto di dt. «Non ci sono più le condizioni per andare avanti». Offrirà finalmente alla piazza la chiarezza che spesso gli è stata silenziata dentro il recinto di Trigoria. Francesco dirà perché se n'è andato. Indicherà chi lo ha voluto escludere da ogni strategia. Baldini, ovviamente. Che lo definì «pigro» nel 2011 e che ammise di avergli fatto chiudere la carriera nel 2017. Che non lo ha interpellato al momento di scegliere il nuovo allenatore tra Giampaolo, De Zerbi e Fonseca. Entrerà nei particolari. Ringrazierà Fienga. Non Pallotta che si fa condizionare in ogni scelta senza vivere la realtà quotidiana. Bacchettata in arrivo anche per qualche altro dirigente, svelto a scaricarlo nei giorni più delicati della convivenza con Spalletti.

FUTURO INCERTO - Non darà, invece, anticipazioni sulla nuova vita. Se lavorerà per la Nazionale o altrove. Ci penserà dopo le vacanze (da domani in Spagna). Solo l'addio è ufficiale, l'arrivederci no. Chissà se tornerà e quando. Gli piacerebbe ricominciare con Daniele De Rossi, quando la proprietà non sarà più quella attuale. Hanno anche provato a metterli uno contro l'altro. Dentro la società e non fuori (con tanto di delatore americano, il preparatore atletico Ed Lippie che è anche il fisioterapista di fiducia del presidente). Tentativo andato a vuoto. Anzi, utile a rafforzare l'amicizia. E a programmare il domani in tandem: dirigente con pieni poteri e allenatore della Roma che verrà.
MARCHIO INUTILIZZABILE - Totti è la Roma: la scritta, al centro della Curva Sud, nella gara con il Genoa del 28 maggio 2017, l'ultima del capitano. Ma, almeno nel merchandising, non lo è più. Francesco, rinunciando ai 4 anni di contratto da dirigente, interrompe pure ogni altra collaborazione commerciale con il club giallorosso. Non sarà, dunque, più presente nelle iniziative degli sponsor che hanno preteso di averlo come testimonial negli spot televisivi e fotografici. E gli store non potranno più vendere la sua maglia personalizzata, Che, qui e all'estero, resta ancora la più venduta e la più richiesta.


Verdone: «Un danno alla città. Ora il club ci spieghi cosa vuol fare»

IL MESSAGGERO - LENGUA - L'addio di Francesco Totti alla Roma dopo 30 anni di carriera ha disorientato i tifosi e sconcertato un'intera città. Carlo Verdone, in questi giorni impegnato sul set in Puglia per le riprese del suo nuovo film, è rimasto attonito e oggi tra un ciak e l'altro si fermerà ad ascoltare le parole dell'amico Francesco: «È una cosa non bella per la città di Roma. Evidentemente, o non condivide la linea della società o non si sente completamente a suo agio con questa dirigenza e, quindi, c'è da rispettarlo. Poteva essere molto utile, è cresciuto, è stato un po' il motivatore della Roma e di cose di calcio ne conosce. Mi dispiace vedere andare via una figura così importante e simbolica», ha detto l'attore e regista romano a Il Messaggero. Verdone, come la maggior parte dei tifosi giallorossi, non ha ben chiaro il progetto del club: «Una persona come Totti doveva fare da tramite, ma non è stato possibile per lui. Evidentemente si prendono gli ordini da Baldini. Dalla società nessuno si esprime, si sente solo parlare di cessioni. Allo stato attuale bisognerebbe fare una comunicazione rassicurante e non generica. Io, più della rabbia dei tifosi, mi preoccuperei del disamoramento che è già in atto e che li allontana dallo stadio per disperazione». La gestione del club a distanza non appare convincente: «Non si può fare tutto per telefono da Londra e non si può governare da Skype una cosa così importante».


Campagna abbonamenti, già sottoscritte circa 13 mila tessere. Più della scorsa stagione

Si è conclusa oggi la fase di rinnovo degli abbonamenti per la prossima stagione della Roma. Da domani si aprirà la vendita libera, con i primi dodici giorni che hanno fatto registrare già 13.103 abbonamenti. Molti di più degli 8.719 che si erano registrati la scorsa stagione dopo lo stesso periodo di tempo dall'apertura della campagna abbonamenti.


Euro Under 21, Italia batte Spagna 3-1. In rete anche Pellegrini. Paura per Zaniolo

E' iniziato il cammino Europeo della nazionale Under 21, che questa sera ha esordito al Dall'Ara di Bologna contro la Spagna.
In vantaggio, però, passano gli ospiti con Ceballos che al nono trova l'incrocio dei pali con un tiro dalla distanza. L'Italia reagisce intorno la mezz'ora con Chiesa, che sale in cattedra e scarica in rete da posizione defilata dopo un'azione personale. Prima della fine della prima frazione di gara Di Biagio è costretto a sostituire Zaniolo per un colpo alla testa. Nulla di grave per il giallorosso che perde conoscenza per qualche minuto ma si riprende senza dover andare in ospedale per controlli ulteriori. Al suo posto Orsolini.
Nella ripresa l'Italia passa in vantaggio nuovamente con Chiesa che al 64' riceve in area e scarica sotto la traversa. Chiude il match il giallorosso Pellegrini su rigore all'82'.
Vittoria per l'Italia che mercoledì giocherà contro la Polonia, vittoriosa a Reggio Emilia contro il Belgio.


Totti, cresce l'attesa per le parole di addio: i timori della Roma

REPUBBLICA.IT - MORRONE - Dopo la valanga di voci e indiscrezioni che hanno caratterizzato le ultime ore, adesso è arrivata l'ufficialità. Domani alle 14, nel Salone d'Onore del Coni, si terrà la conferenza stampa in cui Francesco Totti dirà addio alla Roma. A rendere noti i dettagli dell'evento, con tanto di modalità per l'accredito ai giornalisti, è stato lo stesso ex capitano che, attraverso la sua pagina Twitter, ha quindi confermato quanto si era detto e scritto nelle ultime ore. La scelta di non fare la conferenza stampa a Trigoria, centro tecnico romanista che Totti ha frequentato per trent'anni, dà la misura di quanto ormai l'ex capitano in questa Roma si senta un estraneo, ma anche di quanto il rapporto con la proprietà targata Pallotta-Baldini si sia dissolto per sempre. La bandiera più amata e venerata dai tifosi della Roma saluterà, per ironia della sorte, 18 anni esatti dopo la conquista del terzo scudetto e lo farà a pochi metri dagli spogliatoi che il 17 giugno del 2001 lo videro festeggiare il successo più importante della sua carriera. C'è chi, nella scelta di convocare la conferenza al Coni, ha intravisto il desiderio di Totti di sperimentare un futuro nelle istituzioni sportive, con un ruolo in Nazionale sulle orme di Gigi Riva o magari in Federcalcio. Non a caso, ieri è stato lo stesso presidente della Figc Gravina ad aprire le porte alla leggenda giallorossa: "La Figc è la casa della memoria e della storia. La Federazione non può non accettare l'idea di avere grandi campioni come Totti, aspetto un cenno da lui".

Il timore della Roma per le rivelazioni di Totti - In ogni caso, le parole che Totti pronuncerà domani al Coni produrranno effetti incalcolabili e forse irreparabili, rendendo ancor più complicata la ricostruzione dopo un'annata disastrosa. I dirigenti giallorossi temono che le rivelazioni di domani possano agitare ulteriormente l'ambiente, rendendo ancora più incandescente l'umore della tifoseria che, in occasione dell'addio di De Rossi, ha contestato la proprietà americana come non aveva mai fatto prima. Se due anni fa l'addio da calciatore Totti lo aveva vissuto con tristezza, convinto che la scelta di fargli appendere gli scarpini al chiodo fosse un'ingiustizia, questa separazione è diversa. È frutto della rabbia e della delusione per come si è comportata la società con lui, per non averlo mai reso davvero partecipe delle decisioni più importanti per il futuro del club, per averlo sempre scavalcato e utilizzato freddamente come un ambasciatore da esporre in giro per il mondo senza dargli però alcun potere decisionale. Il pensiero di Totti, confidato agli amici, è chiaro: "Se devo rimanere da sopportato, è meglio che vada via". Il primo a sancire lo scarso peso politico che Totti ha avuto da dirigente era stato Daniele De Rossi, quando nella sua conferenza stampa d'addio spiegò i motivi per cui non aveva alcuna intenzione di iniziare un'avventura manageriale: "La sensazione è che sia difficile incidere per davvero sul club. Faccio fare il lavoro sporco a Totti, spero prenda più potere possibile e poi magari un giorno, se cambierò idea, lo raggiungerò". Alla fine, invece, è stato Totti a raggiungere De Rossi: lontano dalla Roma e soprattutto da Pallotta e Baldini.


La Roma segue Thauvin ma il giocatore chiude al trasferimento: "Non ho motivi per andarmene"

La Roma ha messo nel mirino il francese Florian Thauvin, esterno offensivo del Marsiglia. Un trasferimento che sembra quasi impossibile, con una risposta negativa che arriva direttamente  dal giocatore ai microfoni di Telefoot: "Sto bene al Marsiglia, mi sono fidato del progetto. Sul futuro non mi sono fatto delle domande. Il mio obiettivo è puntare sempre in alto, finchè il Marsiglia me lo consentirà non ho motivi per andarmene".