Master Uefa Pro, presenti anche De Sanctis, Mancini e Cerezo

È iniziato oggi il programma che per quattro giorni – fino a giovedì prossimo, 9 maggio – vedrà impegnati gli allievi del Master Uefa Pro a Nyon.

Un percorso di 'Student Exchange' organizzato dalla Uefa che coinvolgerà gli allievi del massimo corso - italiano - di formazione per allenatori insieme ai colleghi studenti di altre tre federazioni, ovvero di Inghilterra, Spagna e Svezia.

Quattro giorni di lezioni in cui i corsisti di Coverciano – accompagnati dal direttore della Scuola Allenatori, Renzo Ulivieri, e dal segretario del Settore Tecnico, Paolo Piani - potranno confrontarsi con i propri omologhi, tra cui figurano alcune vere e proprie leggende del calcio europeo, come Raul, Xavi e Xabi Alonso.

Il cosiddetto ‘Master’ è il massimo livello di formazione per allenatori riconosciuto a livello Uefa e, in caso di esito positivo degli esami finali, abilita a poter guidare tutte le squadre dei massimi campionati a livello continentale. Nel corso italiano figurano molti nomi noti del calcio italiano e internazionale, come l’ex presidente del Settore Tecnico, Gianni Rivera, oltre ai tecnici federali della Nazionale Under 15, Patrizia Panico, e della Nazionale Under 19, Federico Guidi.

A Nyon presenti anche gli ex giallorossi De Sanctis, Mancini e Cerezo.


Roma e Lazio meno 26 punti, i numeri mettono a nudo il flop delle romane

IL MESSAGGERO - BUFFONI - La deludente stagione di Roma e Lazio può essere spiegata anche con le statistiche. Il confronto con il campionato precedente dopo 35 giornate è impietoso, pur se non ancora definitivo. Ci dice, per esempio, che l’Atalanta di Gasperini si merita tutti i complimenti del mondo ma che a ben vedere ha messo insieme solo un +4 rispetto a un anno fa. Nel 2018 con 58 punti i bergamaschi erano sesti e lottavano per una qualificazione in Europa League, poi arrivata solo attraverso la strada dei preliminari (falliti contro il Copenaghen). Sono stati Roma e Lazio a cedere strada alla Dea, perdendo fin qui 26 punti in due. Per i biancocelesti 55 punti odierni contro 70, per un saldo negativo di -15 che oggi è record (il Chievo accusa un -16 frutto anche dei tre punti di penalizzazione inflitti a inizio torneo per la vicenda delle plusvalenze fittizie). La squadra di Inzaghi un campionato fa vinceva a Torino contro i granata 1-0 agganciando la Roma. Oggi le mancano l’enormità di 34 gol segnati (sono 50, erano 84), mentre sono solo 4 le reti incassate in meno (39 a 43). E la Roma, con il suo -11 (condiviso col Napoli a cui però è mancato totalmente il sogno scudetto inseguito un anno fa), è l’altro flop conclamato stagionale. Alla 35ª giornata di una stagione fa Schick e Dzeko stendevano il Chievo all’Olimpico per 4-1, sfoggiando per la prima volta lo sponsor Qatar Airwais sulle maglie e preparandosi ad affrontare la notte del sogno: ovvero il tentativo di rimonta sul Liverpool dopo il 5-2 di Anfield Road nella semifinale di andata di Champions. Il 2 maggio all’Olimpico il 4-2 non bastò. Sembrò una delusione, ma era niente rispetto a quella vissuta quest’anno. Sono mancati i gol di Dzeko? Chiaro. Però là davanti il saldo è positivo di 3 reti (62 a 59). Pesano, invece, le 19 reti incassate in più (47 a 28). Come a dire: perdere Alisson è costato un aggravio di mezzo gol a partita.
UN ANNO TORO A picco anche la Fiorentina (-14). In definitiva è il campionato di Torino e Spal, oggi con un rotondo +10 rispetto alla stagione precedente. La Juve? Con CR7 è arrivato l’8° scudetto di fila con largo anticipo ma, almeno per ora, con un solo punto in più in classifica segnando addirittura 12 gol in meno.


Roma su Colley e N'Koulou, in salita la strada per Mancini

Omar Colley e Nicolas N’Koulou, rispettivamente calciatori di Sampdoria e Torino, sono entrati nel mirino della Roma. Come riferito da tuttomercatoweb.com, il difensore del Torino è corteggiato anche dall’Arsenal. Si complica invece la strada che porta a Gianluca Mancini dell’Atalanta.


Veltroni su Conte: "La frase 'prima o poi allenerò la Roma' non è una frase buttata lì". Marino: "Conte è allettato dalla proposta dell'Inter"

Walter Veltroni, l'autore dell'intervista di Antonio Conte rilasciata a La Gazzetta dello Sport, è intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stereo, dove ha chiarito alcuni passaggi delle dichiarazioni dell'ex ct della Nazionale. Queste le sue parole:

Quando è stata realizzata questa intervista?
"Ci sono stati più contatti e l'ultima volta che ci siamo parlati è stata ieri".

Si è trovato davanti un allenatore in cerca di panchina o un allenatore in cerca qualche offerta?
"Sono stato io a proporre l'intervista ad Antonio e non lui a sollecitarla. Ci conosciamo da molti anni, c'è un rapporto di stima reciproca, per cui lui ha fatto una lunga conversazione e non ho avuto la sensazione che lui sia in cerca di visibilità o di qualsiasi contratto. Credo che lui voglia tornare in Italia con un progetto che gli consenta di essere competitivo con la squadra. La condizione che lui pone, ed è comprensibile visti i risultati fatti con la Juventus e il Chelsea, è di avere una squadra che gli consenta di poter vincere".

È la condizione economica, progettuale o ambientale che ha inciso sulla risposta di Conte sulla Roma?
"Ha una gran voglia di avere un rapporto con questa città che ha conosciuto quando era allenatore della Nazionale e apprezza molto il calore del tifo della Roma. La frase 'prima o poi allenerò la Roma' non è una frase buttata lì, ma è l'espressione di una persona che vorrebbe farlo e che oggi registra che non ci sono le condizioni. Sicuramente non quella ambientale, anzi sarebbe stata la condizione che lo avrebbe spinto a prendere in considerazione questa ipotesi. Probabilmente ci sono altre condizioni, ma su questo Conte è stato riservato. Ciò che posso dire che Antonio ha stima in Francesco Totti e proprio della società".

Quali sono le percentuali di vedere Conte all'estero a quali sono quelle di vederlo in Italia?
"Ho la sensazione che lui voglia allenare in Italia, ma la condizione che pone è quella di allenare una squadra mettendolo in condizione di poter competere per lo scudetto. Se queste condizioni non ci sono c'è la possibilità che si fermi".

Nell'intervista Conte ha dichiarato che un giocatore non si deve mai sentire di passaggio ma deve essere sempre pronto a scrivere delle pagine importanti per il club in cui milita. Questo tassello potrebbe aver scoraggiato l'idea che ha Conte di costruire una squadra?
"Questa frase lo ha pronunciata riferendosi alla Juventus. Quando è arrivato nel club bianconero, pur non avendo la rosa dello stesso livello di oggi, parlando con PAratici si rese conto che alcuni giocatori che c'erano non avevano le motivazioni necessarie. Perciò la cosa che cerca, avendo questa ossessione per la vittoria, sono giocatori che abbiano questa ossessione e che abbiano un fortissimo rapporto con la maglia e Marco Tardelli ne è la dimostrazione".

Anche Pierpaolo Marino si è espresso sull'accaduto, ai microfoni di Radio Sportiva. Queste le sue parole:

 

“Da quel che so, Antonio ha trattato con la Roma, poi però è saltato tutto. Il motivo? È stato allettato dalla proposta dell’Inter. Spalletti? Il suo futuro è legato a come finirà la stagione l’Inter, con la situazione che ora si è fatta complessa anche per quanto riguarda il terzo posto. Credo che Marotta abbia intenzione di cambiare e penso che i nerazzurri volteranno pagina. È più probabile che Allegri rimanga alla Juventus che Spalletti a Milano”.

 


InsideRoma Daily News | La Roma torna ad allenarsi a Trigoria. Dopo il "no" di Conte di nuovo in voga i nomi di Giampaolo e Sarri. Esclusa lesione muscolare per Florenzi.

NOTIZIE DEL GIORNO | 7 maggio 2019

QUI ROMA

La Roma è tornata ad allenarsi a Trigoria in vista della partita con la Juventus. La squadra ha iniziato la seduta alle 11 in palestra, dove è stata per circa 15-20 minuti, per poi spostarsi in campo per proseguire la seduta. A un riscaldamento iniziale è seguita una lunga parte tattica e infine c’è stata una partitella a campo ridotto, alla quale non hanno partecipato i giocatori scesi in campo a Marassi contro il Genoa. Note positive i rientri in gruppo di Santon De Rossi, mentre hanno svolto individuale Perotti, a rischio per la sfida con i bianconeri, e Florenzi.

Una buona notizia dall'infermeria giallorossa. Come ha fatto sapere la Roma, gli esami a cui si è sottoposto Alessandro Florenzi, uscito nei minuti finali della partita di Marassi contro il Genoa per un problema alla coscia, non hanno evidenziato alcuna lesione muscolare. A questo punto, il numero 24 della Roma sembra proiettato verso una covocazione per la prossima partita di campionato in programma la sera di domenica 12 maggio allo stadio Olimpico contro la Juventus

 

La Roma non ha in programma nessun incontro con Daniele De Rossi per parlare di rinnovo di contratto, almeno non al momento. Questo è quanto riferito da Sky Sport in merito al capitano giallorosso, che è in scadenza a giugno.

Con l'opzione Conte sfumata, la Roma è costretta a guardarsi intorno per il post Ranieri. Dall’Inghilterra, secondo telegraph.co.uk, rilanciano la candidatura di Sarri con la società giallorossa pronta ad un’offensiva per liberare l’ex Napoli dal Chelsea. I Blues, in questo modo, avrebbero una grana in meno su una complicatissima decisione di cacciare o tenere il tecnico che, inoltre, risulta poco simpatico alla tifoseria inglese. Secondo Sport Mediaset, però, in pole position per la panchina giallorossa ci sarebbe Marco Giampaolo, attualmente alla Sampdoria. Il tecnico blucerchiato è un’ipotesi più di retroguardia, dall’impatto economico molto inferiore, ma che ad oggi sembra essere l’opzione favorita. 

La Roma, nonostante il toto-allenatore ancora in ballo, continua a muoversi sul mercato per rafforzarsi in vista della prossima stagione di campionato. Come riportato da Tuttomercatoweb, infatti, il club giallorosso avrebbe messo gli occhi sul talento turco  Abdulkadir Omur del Trabzonspor. La squadra capitolina, però, dovrà battere una feroce concorrenza per aggiudicarsi il giocatore. All'estero, infatti, Omur è seguito da club come Manchester United, Liverpool e Barcellona. In Italia, invece, sarebbe il Napoli la squadra pronta a mettere i bastoni tra le ruote nei piani giallorossi. Per la retroguardia, invece, sono stati presi in considerazione i profili di Omar Colley e Nicolas N’Koulou, rispettivamente calciatori di Sampdoria e Torino. Il difensore del Torino è corteggiato anche dall’Arsenal. Si complica invece la strada che porta a Gianluca Mancini dell’Atalanta.


Giampaolo favorito per la panchina giallorossa ma rispunta anche Sarri

Con l'opzione Conte sfumata, la Roma è costretta a guardarsi intorno per il post Ranieri. Dall’Inghilterra, secondo telegraph.co.uk, rilanciano la candidatura di Sarri con la società giallorossa pronta ad un’offensiva per liberare l’ex Napoli dal Chelsea. I Blues, in questo modo, avrebbero una grana in meno su una complicatissima decisione di cacciare o tenere il tecnico che, inoltre, risulta poco simpatico alla tifoseria inglese. 

Secondo Sport Mediaset, però, in pole position per la panchina giallorossa ci sarebbe Marco Giampaolo, attualmente alla Sampdoria. Il tecnico blucerchiato è un’ipotesi più di retroguardia, dall’impatto economico molto inferiore, ma che ad oggi sembra essere l’opzione favorita.


Leghe contro nuova Champions, giù le mani da campionati

ANSA - Le Leghe europee dicono no ai progetti Eca e Uefa di riforma del calcio europeo, Champions in primis. Di più, qualsiasi revisione del sistema deve passare "inevitabilmente" attraverso l'accordo tra le leghe nazionali. Dal presidente dell'European League, Lars Christer Olson al n.1 della Liga, Javier Tebas, da Claudio Lotito ad Aurelio De Laurentiis fino all'a.d. della Lega di A, Luigi De Siervo, la riunione allargata delle leghe europee a Madrid, ha visto crescere il fronte comune "contro le riforme calate dall'alto". Domani l'incontro decisivo con l'Uefa. Edwin van der Sar, dg dell'Ajax e vice di Andrea Agnelli alla guida dell'associazione dei principali club europei, ha illustrato la posizione dell'Eca dopo l'introduzione del n.1 Juve.

 

"Non e' vero che vogliamo giocare il sabato". Ma Leghe e "un'ampia maggioranza di club" sono contrari comunque. Il loro e' un no alla 'nuova' Champions che rischia di stravolgere i campionati nazionali: è la sintesi emersa dall'incontro nella capitale spagnola per discutere della proposta di riforma avanzata dall'Eca che ipotizza posti fissi per le big. Le Leghe e "un'ampia maggioranza di club non sono contro i cambiamenti, ma hanno serie preoccupazioni verso una proposta che potrebbe alterare la struttura dei rispettivi campionati nazionali"; e ribadiscono la ferma convinzione che "il merito sportivo debba rimanere la via di qualificazione alle competizioni europee".

 

"E' finito il tempo dei servi della gleba", la metafora del presidente della Lazio secondo cui "non possono essere 20 società a decidere il futuro di tutti". "Il calcio europeo è cambiato rispetto ad anni fa - ha detto Tebas - Dal nostro punto di vista non può essere presa una decisione senza accordo con le varie leghe, non si può riformare se non c'e' accordo tra tutti". Adesso serve una nuova 'governance', l'unica preposta a decidere nei processi decisionali di riforma.

 


Nzonzi: "Dovremo dare il massimo in ogni partita. Futuro? Sono concentrato sulla Roma"

Steven Nzonzi, centrocampista della Roma, ha rilasciato un'intervista a Bein Sports. Queste le sue parole:

Roma meglio alla fine della stagione...
"Abbiamo 4 partite (Genoa-Roma 1-1, disputata dopo l'intervista, ndr) da giocare che faranno la differenza e che spero ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi".

Il cambio in panchina tra Ranieri e Di Francesco ha avuto un effetto positivo?
"Con Ranieri lavoriamo bene, soprattutto fisicamente. Si lavora molto con il pallone ed è una cosa che ci ha fatto bene mentalmente e dal punto di vista fisico. Sta andando molto bene".

Il calendario di questo fine campionato è molto impegnativo.
"Non ci sono scuse, dovremo vincere. Sarà la squadra più preparata a livello mentale che farà la differenza".

Come spieghi le difficoltà della Roma in questa stagione?
"Tutte le stagioni sono complicate. Non so se negli anni precedenti la squadra ha vinto tutto. Faremo un bilancio alla fine, ci sono ancora delle partite che possono fare la differenza. Non so se questo sia stato un anno di transizione, ma dovremo dare il massimo in ogni partita".

Come reputi la tua prima stagione in Italia?
"Mi piacciono le sfide e i cambiamenti, sono cose che ti permettono di crescere. È dai momenti di difficoltà che si impara, e ciò passa anche per il cambio di  Paese, di cultura o di campionato. Devi essere in grado di adattarti, di continuare a lavorare, questo per me è un bene, Per fare un bilancio personale aspetto la fine della stagione".

Hai giocato in Premier, nella Liga e in Serie a, quale è il campionato più difficile?
"Tutti sono impegnativi e difficili. Dalla televisione sembra che la Serie a sia meno difficile della Premier ma quando ci giochi capisci che non è così. È un campionato molto tattico, dove ci sono meno spazi. La Liga è più tecnica. Sono campionati diversi e difficili, devi sapere come adattarti e questo dipende anche dall’allenatore con cui lavori".

La Roma è stata eliminata ai sedicesimi di Champions, come valuti il cammino in Europa?
Abbiamo fatto un buon lavoro, ma sono i dettagli a fare la differenza. È su quelli che vieni giudicato. Contro il Porto potevamo anche vincere, sarebbero bastati altri cinque minuti.

In cosa ti senti di dover ancora migliorare?
In ogni cosa. Non mi pongo limiti e sono uno che vuole sempre migliorare. Indipendentemente dall’età. Sono un centrocampista e questa è una posizione nella quale devi essere il più completo possibile.

È stata dura riprendersi dopo la vittoria del Mondiale?
Ho provato a concentrarmi subito sulla nuova stagione ma ci sono stati dei problemi, derivanti dal lavoro svolto. Non mi sentivo bene fisicamente ma non era dovuto alla vittoria della Coppa del mondo. Sono contento di non aver avuto infortuni gravi e di aver giocato molte partite.

Cosa ti rimane di quella vittoria? 
È sempre un piacere ricordarla, ma devi sapere quando è il momento di concentrarti sulla quotidianità della stagione.

Cosa è cambiato nella tua vita di tutti i giorni? 
Forse la gente in Francia mi riconosce un po’ di più, ma io sono abbastanza discreto e non faccio nulla per espormi.

La stampa in Italia parla di un tuo addio alla fine della stagione…
Non guardo a queste cose, non ascolto ciò che la gente dice o dove dicono che dovrei andare. Per ora sono concentrato sulla Roma, in futuro vedremo…


Champions League, Liverpool-Barcellona 4-0. Blaugrana beffati, in finale vanno i Reds

A Messi e compagni non basta il 3-0 dell'andata al Camp Nou: il Barcellona subisce uno strepitoso Liverpool ad Anfield e perde 4-0. I ragazzi di Klopp volano in finale grazie alle doppiette di Origi e Wijnaldum. Domani sera il match tra Ajax e Tottenham deciderà l'altra finalista. 


La Roma cade sul più bello

IL MESSAGGERO - TRANI - La solita distrazione e l'ennesimo regalo, a 3 giornate dal traguardo, rischiano di essere fatali alla Roma. Che frena nella corsa al 4° posto, staccando la spina nel recupero del match di Marassi. In vantaggio con El Shaarawy, si fa raggiungere da Romero e rischia addirittura di perdere al fotofinish contro il Genoa. Mirante, però, respinge il rigore di Sanabria. Il pareggio, 1-1, fa scappare l'Atalanta che ora ha 3 punti di vantaggio sui giallorossi. Che si fanno riconoscere anche in questo viaggio: sono 18 i punti lasciati alle formazioni di bassa classifica.
ANDAMENTO LENTO - Ranieri, facendo solo il minimo per vincere la complicata sfida di Marassi, stecca proprio nel pomeriggio decisivo. Insiste con il suo 4-2-3-1 che resta però prudente in fase difensiva: eccetto Dzeko, gli altri giocatori di movimento si piazzano sotto la linea della palla per il 4-4-1-1, con Pellegrini che si sistema alle spalle di Dzeko. L'atteggiamento rinunciatario non paga. È vero che il baricentro basso consente alla Roma di limitare le ripartenze di Kouamé che parte largo a sinistra nel 4-3-3 di Prandelli e Lapadula che attacca in velocità Manolas e Fazio. Ma è fiacco il ritmo dei giallorossi. Dzeko, avvicinandosi alla panchina, chiede di alzarlo per non dare il tempo a Genoa di sistemarsi. Anche perché Radovanovic soffoca Pellegrini. E i terzini Biraschi e Criscito bloccano rispettivamente El Shaarawy e Zaniolo. Florenzi, quando attacca, è intraprendente ed efficace. É a destra che la Roma costruisce le azioni migliori, anche se poi la chance più significativa è la girata di Fazio su corner per la deviazione spettacolare di Radu.
COPIONE LIMITATO - Non basta, però, conquistare la fascia destra per prendersi il match. Dzekolavora per i compagni, distribuendo palloni preziosi. Pellegrini li spreca. Come fanno, per la verità, Kouamé e Lapadula. La lettura della linea difensiva giallorossa sulle imbucate e sui lanci non è quasi mai corretta. La Roma ha l'iniziativa. Non per scelta. E' il Genoa che consegna il possesso palla per ribaltare poi l'azione, saltando direttamente il centrocampo giallorosso. Tagliati fuori Cristante e Nzozni che non riescono mai a verticalizzare. Romero, in pieno recupero, ha l'occasione più nitida del 1° tempo. Ma conclude largo, dopo la torre di Kouamé su corner di Criscito. Kolarov e soprattutto El Shaarawy entrano in partita dopo l'intervallo. La Roma, insomma, riesce finalmente a sfruttare entrambe le fasce. Ma il fraseggio rimane scontato. Tant'è vero che scarseggiano le chance. Zaniolo, defilato e quindi fuori da coro, calcia dal limite e Radu alza sopra la traversa. Più pericoloso Lapadula che sfrutta la sua rapidità. Interviene Ranieri che vuole i 3 punti: dentro Schickper Pellegrini e a seguire Kluivert per Zaniolo. Replica Prandelli che cambia pure il sistema di gioco: spazio a Pandev per Lapadula e per il 4-4-1-1. Ecco che sta per entrare anche Pastore. Ma si rimette subito seduto in panchina, perché El Shaarawy, pronto a lasciare il posto al compagno, su cross di Kluivert e spizzata di Dzeko, fa centro sotto la curva semivuota dei suoi ex tifosi: 11 gol in campionato per l'attaccante che, nella ripresa, cambia marcia e va a dama. Sembra la svolta, ma i giallorossi escono di scena proprio sul più bello. E subiscono la settima rimonta in campionato.

FINALE INQUIETANTE - Il Genoa non sbanda e cerca il pari con Sanabria per Lerager e Rolonper Bessa. Si arrende Florenzi, tocca a Karsdorp. E si addormenta la Roma. In gruppo, all'inizio del recupero. Sul corner di Veloso, distrazione per 4: Fazio, Manolas, Nzonzi e Schick. In mezzo a loro, colpisce di testa Romero per il pari. Anche Mirante esce in ritardo. E si ripete su Sanabriache lo anticipa: fallo e rigore. Prandelli indica Criscito, ma a calciarlo è Sanabria. Mirante, all'ultimo respiro, si riscatta e respinge la conclusione dell'ex giallorosso. Prodezza per evitare la figuraccia contro la quintultima. Non c'è, però, da esultare. In 2 mesi (9 match), nessun passo avanti. Stessa posizione in classifica e identico distacco dal 3° e dal 4° posto.


Il Faraone e un altro gol da favola: trattenerlo a Trigoria è un dovere

IL MESSAGGERO - CARINA - Nel giorno in cui la Champions si allontana, l'unica nota lieta di Marassi è El Shaarawy. Ancora un gol per il Faraone, l'undicesimo in campionato, che però rischia di contare molto poco. Sorprende quindi l'analisi a caldo' dell'attaccante: «È un punto guadagnato? Sì, speriamo possa essere quello che ci servirà per arrivare in Champions». Poi, dopo una piccola pausa, resosi conto probabilmente dell'eccessivo ottimismo, corregge il tiro: «È comunque un'occasione mancata. Vincere con un gol all'81' sarebbe stato importante. In questi campi non si molla mai, ma non possiamo far altro che prenderci questo punto e crederci fino alla fine. Dobbiamo vincerle tutte». Anche con 9 punti, la Champions, ora, appare una chimera ma Stephan rilancia: «Finché la matematica non ci condanna dobbiamo sperare. Abbiamo raddrizzato la stagione con dei risultati positivi e subendo meno gol». Il termine raddrizzare stona con la classifica della Roma. Paradossalmente, dopo il pari di ieri, sembra essere tornati indietro di due mesi, al momento dell'esonero di Di Francesco. All'epoca infatti la Roma era quinta a tre punti dalla quarta. La stessa posizione occupata oggi, con l'aggravante che adesso mancano soltanto 270 minuti alla conclusione del torneo.

 
LA DEDICA  - Aspettando la risposta di Conte, la Roma ha intenzione di ripartire da El Shaarawy, sempre in attesa della chiamata decisiva per il rinnovo. Che poi, a dirla tutta, con l'ex ct non è che fosse sbocciato un gran feeling in nazionale. All'epoca, infatti, l'ex milanista - nonostante la convocazione per l'Europeo, - riuscì a giocare appena 9 minuti nella competizione. Nel 3-5-2 voluto dall'allenatore salentino, faticava infatti a ritagliarsi uno spazio. Conte gli preferiva giocatori più inclini a coprire tutta la fascia come Florenzi, Bernardeschi e Candreva. Oggi, però, è un El Shaarawy diverso, maturato in campo e fuori. Un ragazzo che ha imparato anche a commuoversi. È accaduto ieri, quando al termine delle interviste rilasciate in tv, ha deciso di ritagliarsi uno spazio tutto per lui: «Il gol segnato lo dedico ad una ragazza che purtroppo è venuta a mancare due settimane fa, si chiamava Orsetta. L'ho conosciuta quando ho fatto il Genoa Camp, era una persona speciale. Aveva 25 anni, questo gol è tutto per lei, nel suo stadio, mi piaceva ricordarla così».


Ranieri ci crede: “Grazie Mirante, siamo in corsa”

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - È in difficoltà, Claudio Ranieri, quando parla al 90’ dopo il pareggio di Genova. Dice: «Meno male che Mirante ha parato il rigore, noi lotteremo fino alla fine»,ma la sensazione è che la partita di Marassi sia stata peggiore di quello che credeva. «Sapevamo che avremmo sbattuto contro un muro e che avremmo dovuto fare attenzione ai calci piazzati, peccato, questi tre punti ci volevano», spiega il tecnico della Roma. L’undicesimo gol in stagione di El Shaarawy, che non ha esultato per rispetto nei confronti della sua ex squadra, sembrava aver spianato la strada alla Roma non solo per il quarto posto, ma anche per la lotta al terzo, visto il pareggio dell’Inter. Invece gli ultimi 10’ hanno rimesso tutto in discussione. «Siamo ancora in corsa per la Champions — insiste Ranieri — non so a quanti punti ci si qualifica, non ci penso, voglio solo sperare di riuscire ad arrivarci». In settimana verrà discusso il rinnovo di El Shaarawy, ancora una volta protagonista, visto che ha il contratto in scadenza nel 2020: si prolungherà fino al 2023, con un sostanziale aumento dell’ingaggio. Il Faraone è uno dei migliori di questa stagione e dentro Trigoria sono convinti di voler continuare con lui, a prescindere da quello che sarà l’allenatore del prossimo anno. E domenica, all’Olimpico, arriverà la Juventus, nella penultima gara casalinga stagionale. Allenatore e tifosi vorrebbero un Olimpico pieno, in una delle gare più importanti della stagione, ma i prezzi non sono proprio popolari e difficilmente si avrà lo stadio delle grandissime occasioni. Magari, a dare una mano, potrebbe e dovrebbe esserci De Rossi, che Ranieri dovrebbe recuperare, per quello che è un obiettivo che si è prefissato il ragazzo. Daniele sta cercando di farcela, da qualche giorno lavora di nuovo sul campo e vorrebbe esserci contro i bianconeri e nelle altre tre gare che mancano alla fine del campionato. Da verificare Florenzi, uscito ieri per un fastidio muscolare alla coscia destra. Dopo la Juve, in trasferta il Sassuolo e poi il Parma, all’Olimpico, prima di congedarsi dai tifosi. Se temporaneamente, in attesa del rinnovo di un contratto che scadrà il prossimo mese, o se per sempre, verrà deciso a stagione chiusa, quando il capitano e la società si siederanno intorno a un tavolo e prenderanno la decisione migliore per entrambi. Sul fronte allenatore, nella prossima settimana se ne saprà qualcosa di più per quanto riguarda il tormentone Conte, mentre sono da registrare le parole polemiche di Giampaolo, uno degli allenatori che fino a qualche settimana fa si faceva per la panchina della Roma. «Un’altra stagione da anonimi non mi sta bene, voglio fare un altro step, se ci sono le condizioni. Se ci sono andiamo avanti, altrimenti non sono più proponibile per restare alla Samp, anche se dovessi rimanere fermo a casa».