Club in vendita: trattativa col Qatar riaperta ad aprile, ma Pallotta dice no
LEGGO - Un incontro ad aprile in un lussuoso hotel del centro e una distanza ancora tutta da colmare. Secondo l’Adnkronos proseguono i contatti tra la proprietà americana della Roma e il fondo del Qatar dello sceicco Al Khelaifi. Al momento il proprietario del Psg non riterrebbe vantaggiosa la valutazione fatta da Pallotta. Ma la trattativa potrebbe riprendere a giugno. Al Khelaifi vorrebbe allargare gli interessi del fondo Qatar Sport Investement in un’altra capitale europea anche in vista del prossimo mondiale. Pallotta in serata ha smentito in parte: «Io non ho mai incontrato lo sceicco».
Una volata da Champions da cuore e batticuore
MESSAGGERO - BUFFONI - Atalanta e Inter padrone del loro destino. Il Milan ha qualche motivo per sperare. La Roma può solo invocare il miracolo sportivo. E in coda tremano Genoa e Fiorentina. Lo sprint per raggiungere Champions e salvezza infiamma gli ultimi 90 minuti di una serie A scossa in extremis dal monotono dominio Juventus. Sarà una domenica sera da Tutto il calcio minuto per minuto, con le gare interessate tutte con il via alle 20,30.
PERCENTUALI BULGARE Andando a spulciare le 81 combinazioni possibili emerge che l'Atalanta può soltanto strappare con le sue mani il biglietto per la Champions. La squadra di Gasperini ha infatti l'85,2% di possibilità di piazzarsi al 3° o al 4° posto (in 42 casi può salire sul podio e in 27 può finire quarta). Quasi lo stesso dicasi per l'Inter: 77,8% di chance (33,3% per il terzo posto e 44,4% per il quarto). Si fa prima ad analizzare cosa dovrebbe accadere per far sì che ce la faccia chi insegue. Il Milan (33,3% di possibilità) festeggerebbe il ritorno nella massima competizione continentale battendo la Spal a Ferrara, sperando che una tra Atalanta e Inter manchi i tre punti. Gattuso stapperebbe lo champagne anche pareggiando, a patto che l'Empoli faccia il colpaccio a San Siro, il Sassuolo faccia altrettanto nel derby di Reggio Emilia con l'Atalanta (padrona di casa per l'indisponibilità del suo stadio) e che la Roma batta il Parma all'Olimpico. Con un arrivo a quattro a quota 66 la classifica avulsa premierebbe i rossoneri (e l'Inter). Un pari darebbe la Champions a Piatek e soci anche con Inter imbattuta e Atalanta ko, perché il Diavolo negli scontri diretti è in vantaggio sulla Dea.
CREPUSCOLO GIALLOROSSO Roma-Parma quasi certamente passerà alla storia come la partita d'addio ai giallorossi di De Rossi. Che a questa festa possa abbinarsi quella del ritorno in Champions è quasi impossibile: appena l'1,2% di chance. La Roma non può finire terza e in appena un caso su 81 può arpionare il 4° posto: successo sul Parma e sconfitte di tutte le altre. L'arrivo a tre a quota 66 (senza il Milan) prevede questa classifica avulsa: Atalanta 6 punti, Roma 4 e Inter 3. C'è un'ipotesi residuale (valutata al 2,5%), legata ai risultati esatti delle partite: se l'Atalanta vince o pareggia, il Milan e l'Inter perdono, decideranno i risultati di Roma-Parma e Inter-Empoli. La squadra di Ranieri dovrebbe recuperare 6 gol di differenza reti con i nerazzurri e, quindi, dovrebbe vincere con almeno 5 gol di scarto.
SI SALVI CHI PUÒ Anche la corsa salvezza è diventata un thriller. Merito (o colpa) di Empoli, Genoa e Fiorentina. I toscani di Andreazzoli sono padroni del loro (difficile) destino: vincendo a San Siro contro Spalletti (sfida fratricida in panchina) con 41 punti sarebbe salvo. Scenderebbe in B una tra Genoa (37 punti) e Fiorentina (40) che si sfideranno al Franchi: viola salvi con 3 o un punto; Montella precipiterebbe perdendo. Se l'Empoli dovesse perdere Prandelli potrebbe salvarsi anche con un pari, visto che il Genoa è in vantaggio negli scontri diretti. Un bel rompicapo.
I dubbi del Capitano: «Non me l’hanno chiesto»
LEGGO - BALZANI - «Io direttore tecnico? Non so nulla, se arriva la proposta la valuterò». Tottinon chiude la porta, ma nemmeno apre le braccia in maniera incondizionata al futuro in una Romacomandata ancora dal nemico Baldini. L'ex capitano ieri è entrato ufficialmente nella Hall of Fame del calcio italiano e durante la premiazione a Firenze («Sono orgoglioso») non è sembrato entusiasta del passaggio dietro la scrivania: «Sul rettangolo di gioco mi divertivo di più, era più facile per me. Da dirigente sto capendo alcuni meccanismi che non pensavo ci fossero. Comunque era meglio giocare. Il piede è stata la mia fortuna, ma parte tutto dalla testa, dai sentimenti e dai valori». Quei valori che la tifoseria romanista sente di aver perso dopo il mancato rinnovo di De Rossi. Totti non si è ancora espresso sulla decisione presa tra Boston e Londra, così come non ha ancora chiarito il suo futuro. Perdere un'altra bandiera rappresenterebbe forse il colpo finale per una società contestata ormai in ogni angolo di Roma (e non solo). Così Pallotta si sarebbe deciso a mantenere la promessa fatta ormai due anni fa ed assegnare a Totti il primo ruolo operativo da dirigente. Un ruolo che lo vedrebbe a stretto contatto col campo. Specialmente per quanto riguarda il rapporto con i settori giovanili. Il lavoro maggiore lo affronterebbe selezionando e aiutando la crescita dei ragazzi, ma Totti affiancherebbe pure il nuovo ds Petrachi nella scelta dei giocatori. E proprio su questo punto Francesco vuole vederci chiaro. Qualche settimana fa l'ex numero dieci ha dichiarato: «Se avrò più poteri cambieranno molte cose». Tradotto: vuole carta bianca, e quindi non dover subire le scelte di altri. Dove altri sta per Franco Baldini. Il consulente fidato di Pallotta, però, sta mettendo su la nuova Roma consigliando al presidente il rifiuto a De Rossi, la scelta del nuovo allenatore (Gasperini sale) e l'ennesima rivoluzione che nel prossimo futuro potrebbe colpire pure Bruno Conti e Alberto De Rossi. Insomma Totti non si accontenterebbe di una semplice nomina. Negli ultimi mesi d'altronde sembrava più coinvolto nel progetto: dalla scelta Ranieri ai tentativi per Conte passando per la gestione del caso Zaniolo. Poi la palla è passata di nuovo a Baldini, e Totti è tornato dietro le quinte. Vuole vederci chiaro e poi decidere. Senza escludere una pausa di riflessione, magari in attesa di un cambio di proprietà. La notorietà di Francesco negli Emirati è enorme, così come importanti cominciano a essere le voci di una trattativa col fondo del Qatar. «Totti direttore tecnico? E' la nostra ultima speranza», l'amaro sfogo di Giannini.
All'Olimpico saranno in 60 mila per salutare De Rossi
GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI, ZUCCHELLI - Il tempo è solo una variabile e non occorre scomodare Einstein per capirlo. La settimana di Daniele De Rossi, infatti, sarà brevissima ed infinita, visto che in fondo alla strada – domenica sera contro il Parma – ci sarà la sua ultima partita nella Roma. E così sono già cominciati i preparativi. La squadra giocherà con la nuova maglia che, come fu per Totti, sarà l’ultima indossata da Daniele. La festa in sé sarà semplice: il giro di campo e poco altro. Non è previsto nessun discorso, ma non è escluso che il capitano improvvisi, anche se di sicuro comprerà una pagina di giornale per ringraziare tutti. Per la Roma ad omaggiarlo sarà Totti, l’unico della dirigenza che può scendere in campo senza essere contestato (perché la contestazione ci sarà, e non banale). La «DeRossimania» comunque è cominciata, come testimonia anche Instagram, visto che ieri Daniele ha fatto una passeggiata punteggiata di selfie, con la gente in lacrime che se lo abbracciava. Intanto anche i tatuatori si fregano le mani, perché tanti tifosi prenotano «lavori» celebrativi. Nessuna sorpresa, visto che ieri è stato celebrato anche dai tifosi della Lazio (con uno striscione), oltre che da Lippi e Antognoni.
Futuro misterioso
Per quanto riguarda il futuro, tutto di deciderà nella seconda metà di giugno. Oltre alle parole di stima di Giampaolo («lo vorrei nel mio staff»), chi si è fatto avanti davvero è solo il Boca Juniors di Burdisso. Alcuni soci di Pallotta potrebbero portarlo ai Los Angeles Fc per dar vita a un derby con Ibra (ai Galaxy). Segnalata la stima che nutre per lui anche Guardiola, che lo prenderebbe volentieri nel suo staff, De Rossi deciderà anche in base alle esigenze familiari. Con lui andrebbero la moglie Sarah e i figli più piccoli (Olivia e Noah, 5 e 3 anni), mentre Gaia, 14 anni a luglio, dovrebbe restare qui con la madre, la ex Tamara Pisnoli. Anche Sky lo corteggia, se dovesse smettere. Quest’ultima «avance» potrebbe anche non essere fuori luogo perché, se nessuna delle proposte ricevute lo convincesse, De Rossi potrebbe anche decidere di smettere e studiare per diventare allenatore, magari girando il mondo per aggiornarsi. Ma sempre con la Roma nel cuore.
E Totti parla già da d.t.: «Zaniolo? Grandi prospettive»
GAZZETTA DELLO SPORT - CALAMAI, CECCHINI - Che faccia ha il futuro? Se si parla di Roma, è quella sorridente di Francesco Totti, ieri a Firenze entrato nella «Hall of Fame» del calcio italiano. Ufficialmente, è ovvio, perché in realtà il suo posto era già pronto da tanti anni. Ma se l’Italia lo omaggia, il suo cuore batte soprattutto emozioni giallorosse, che ha modo di sgranare anche come ospite del «Memorial Niccolò Galli». In attesa (forse già la prossima settimana) di essere nominato direttore tecnico della Roma, la sua giornata – grazie anche a qualche scambio di battute con Massimiliano Allegri – è ricca anche d’incursioni sull’avvenire.
Lui e Zaniolo
«Bisogna puntare sui settori giovanili – spiega – e inculcare nei ragazzi i giusti valori». Facile l’accostamento con Zaniolo, su cui dice: «Ha buone prospettive». A distanza il ragazzo (che domenica sarà premiato come miglior giovane della Serie A) ringrazia di cuore. «So che devo lavorare ancora duramente ed è quello che farò giorno dopo giorno con il solo obiettivo di levarci le soddisfazioni che non siamo riusciti a prenderci in questa stagione». È ciò per cui Totti ha già cominciato ad operare nella sua nuova veste, così vicina eppure lontana dal passato. «Mi sono divertito tanto e ancora oggi mi diverto – spiega –. Il piede è stata la mia fortuna, ma tutto parte dalla testa, dai sentimenti, dai valori».
Lui e Petrachi
Adesso però per l’ex capitano inizia davvero una nuova avventura, in attesa di sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda di del d.s. Petrachi, che la scorsa settimana ha incontrato Cairo per liberarsi dal Torino. «Sul rettangolo di gioco mi divertivo di più, era molto più facile per me – ammette –. Da dirigente sto capendo alcuni meccanismi che non pensavo ci fossero. Il mio futuro ruolo da direttore tecnico lo valuteremo più avanti. Adesso non so niente di preciso». Vero, ma questo non gli ha impedito di scherzare a pranzo a Coverciano con Allegri, alla luce del fatto che la Roma cerca un allenatore e il livornese adesso è libero. L’impressione, però, è che Allegri abbia altre idee. «Hanno detto che Pallotta è saltato dalla sedia quando ha saputo che ero libero? Speriamo non sia caduto a terra...», ha replicato col sorriso l’allenatore, che chiede di non essere accostato al momento a nessuno dei club che pure lo seguono
Pallotta, stop al Qatar
Ma ovviamente Totti e gli altri dirigenti devono lavorare a 360 gradi. Anche, se occorre, nelle smentite sul fronte societario. Ieri, ad esempio, l’Adn Kronos ha riferito voci di un incontro a Roma, ad aprile, tra rappresentanti del club e lo sceicco Al Khelaifi (Psg) e alcuni rappresentanti del club giallorosso per la cessione del club, ma Pallotta ha smentito: «Non ci siamo mai incontrati». Buon per l’ex capitano, insomma, che del calcio per il momento raccoglie solo il lato più bello, come fa quando descrive i cimeli che ha lasciato al Museo del Calcio. «Consegno la maglia e la fascia dell’ultima partita che ho giocato con la Roma. Speravo che quel giorno non arrivasse mai, ma purtroppo è arrivato».
Lui e Mancini
A premiarlo c’è il c.t. Mancini, a cui – da ambasciatore per l’Europeo 2020 («20-20, mentre noi eravamo 10-10», scherza) – Totti augura vento nelle vele. «È un giorno speciale e bellissimo. Spero di portare fortuna. So che abbiamo un grande allenatore e avremo una grande squadra. Ci sarà l’occasione per portarci ai massimi livelli». E Mancini replica: «Speriamo che ciò si avveri, è ormai da troppo che l’Italia non riesce a vincere un Europeo. Spero possa essere il momento giusto, perché i ragazzi hanno qualità». Anche se di Totti e Mancini, al momento, all’orizzonte non se ne vedono.
"L'ultima notte da capitano": un docu-film sul numero 10
IL MESSAGGERO - FILIPPI – RAVARINO - Si chiamerà ‘L'ultima notte da capitano’ e racconterà la vita e la carriera di Francesco Totti il film documentario che la Wildside porterà sul set, a Roma, nei prossimi giorni. A dirigere il film sarà Alex Infascelli, regista e firma autorevole del documentario, già premiato nel 2016 con il David di Donatello per “S is for Stanley - Trent'anni dietro al volante per Stanley Kubrick”. Costruito attraverso testimonianze dirette, spezzoni di film e interviste, “S is for Stanley” (nominato miglior documentario agli European Film Awards) è un film che, proprio come nel caso del Capitano, mette al centro della storia un’icona globale, non del calcio ma del cinema: il regista Stanley Kubrick, raccontato attraverso la sua amicizia decennale con l'autista tuttofare Emilio D'Alessandro. Ma il parallelo con il film su Kubrick non si ferma al rapporto con il mito. A scrivere il soggetto del documentario su Totti, infatti, è lo stesso sceneggiatore che con Infascelli collaborò per S is for Stanley, il romano Vincenzo Scuccimarra, già co-autore della mini serie “Il commissario Nardone” e della serie “Apnea”.
PARTONO I LAVORI Entro questa settimana dovrebbero cominciare le riprese del film, che precedono la messa in cantiere - sempre da parte della Wildside - di una serie tv dedicata a Totti, cui sarebbero interessati - per la distribuzione - le piattaforme di Amazon e Sky. «Sulla serie siamo ancora in alto mare, non abbiamo nemmeno cominciato a discutere il cast», è il commento che trapela dalla casa di produzione, che lo scorso marzo ha acquistato i diritti di ‘Un Capitano’, l'autobiografia che Francesco Totti ha scritto con Paolo Condò, a giugno tradotta anche in Spagna. E per la quale, secondo voci insistenti ma non confermate, Alessandro Borghi sarebbe il primo possibile candidato per calarsi nei panni del campione di Porta Metronia. Si moltiplicano dunque i progetti sulla vita del calciatore della Roma, corteggiato più o meno seriamente come attore da Piersilvio Berlusconi, interessato ad averlo in una sit-com insieme alla moglie («Avrebbero la possibilità di fare qualcosa di molto spiritoso, ne ho parlato con Ilary: magari accettassero»), e portato recentemente a teatro con lo spettacolo ‘Il discorso del Capitano, Roma-Genoa 3-2’, raccontato e interpretato da Giulio Manfredonia. Un soggetto, quello dell'ultima partita di Totti, che potrebbe fare da cornice anche al documentario di Infascelli, che sembra riferirsi, nel titolo, proprio a quella gara. Un match decisivo per la conquista del secondo posto per la Roma e per l'accesso diretto alla Champions League, sofferto e combattuto per tutti i 90 minuti, e concluso dalla lettura emozionata del discorso che Totti aveva preparato per il suo addio. Lo stesso tema è stato anche oggetto di un cortometraggio di cinque minuti, ‘Prima dell'ultima’, videoracconto di una città che si prepara a salutare il suo campione ambientato prima della notte dell'addio - il 27 maggio 2017 - e girato da Paolo Geremei, già autore del documentario ‘Zero a Zero’.
Totti e Allegri nella Hall of Fame. Mancini riapre a Belotti e Balotelli
CORRIERE DELLA SERA - È Marcello Lippi, c.t. campione del mondo nel 2006, a premiare Massimiliano Allegri, entrato nella Hall of Fame del calcio italiano. (…). Entra nel firmamento anche Francesco Totti, che durante la cerimonia, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, non cela i rimpianti: «Mi divertivo più da giocatore». Totti riceve il premio da un altro grande numero 10, Roberto Mancini che, in vista delle cruciali partite della Nazionale con Grecia e Bosnia, apre a Belotti e a Balotelli: «Sono cresciuti nella seconda parte della stagione e mi stanno piacevolmente mettendo in difficoltà». (…).
Ultima giornata, rompicapo per l’Europa
LEGGO - SARTI - Dal Paradiso della Champions all’inferno dei preliminari di Europa League, con le prime gare ufficiali a luglio. È un affare tra Atalanta, Inter, Milan e Roma. Armiamoci di pallottoliere e districhiamoci fra Atalanta-Sassuolo, Inter-Empoli, Spal-Milan e Parma-Roma.
ATALANTA (66) – Se si impone sugli emiliani già salvi è in Champions. Con il pari centra l’obiettivo se una delle due milanesi non vince. In caso di stop, Inter e Milan dovrebbero perdere entrambe. Ora la Dea è terza, ha oltre l’85% di possibilità (su tutte le combinazioni di risultati) di andare in Champions, ma può ancora finire sesta, in un’ipotetica classifica avulsa a 66 punti con Milan (4°) e Roma (5ª).
INTER (66) - Oltre un mese e 5 turni fa aveva 6 punti sulla quinta. Adesso rischia la beffa Champions se non batte a San Siro l’Empoli, reduce da 3 vittorie di fila e salvo con una quarta. Con il pari Spalletti sarebbe condannato dai successi contemporanei di Gattuso e Gasperini. Perdendo, si salverebbe arrivando a pari con il Milan, in tutti i casi di avulsa a 66 punti in 3 o 4 squadre, tranne in compagnia di Atalanta e Roma. Pure l’Inter rischia ancora i preliminari di Europa League.
MILAN (65) – La strada maestra per la Champions è imporsi a Ferrara e “spingere” almeno una tra Sassuolo ed Empoli, affinché non perda. L’Europa che conta, con il pareggio, è ancor meno probabile. Il Diavolo esulterebbe solo in caso di arrivo a quota 66 con l’Atalanta, con Atalanta e Roma e con il trio Atalanta-Inter-Roma (in Champions le due milanesi). Basta un pari per conservare l’accesso ai gironi di Europa League.
ROMA (63) – Per la Champions ci vuole il triplo regalo degli stop di Atalanta, Milan e Inter, da unire a un successo all’Olimpico sul Parma. Poi c’è il sovrannaturale: arrivare quarti a 66 con Atalanta o Inter ribaltando (con la parità negli scontri diretti) la differenza reti generale sfavorevole (ora Atalanta +29, Inter +23, Roma +17).
InsideRoma Daily News | Roma-Parma domenica alle 20:30. Zaniolo miglior giovane della Serie A. Pallotta: "Mai incontrato Al Khelaifi"
NOTIZIE DEL GIORNO | 20/05/2019
QUI ROMA
Roma-Parma sarà l'ultima partita in giallorosso di De Rossi e l'ultima chance per i giallorossi di conquistare un posto in Champions League. Il match, ora è ufficiale, si giocherà alle 20:30 in concomitanza con i match diAtalanta, Inter e Milan.
Ennesimo riconoscimento per Francesco Totti. Come comunicato dalla Figc l'ex capitano giallorosso e attuale dirigente del club capitolino verrà inserito oggi nella Hall of Fame del calcio italiano. La cerimonia di premiazione è in programma oggi pomeriggio a Firenze. Appuntamento alle 15:00 a Palazzo Vecchio. Tra gli altri premiati anche Javier Zanetti e Massimiliano Allegri.
La Lega Serie A ha eletto Nicolò Zaniolo come Miglior Giovane della Stagione. Il premio sarà consegnato domenica prossima allo stadio Olimpico in occasione di Roma-Parma
La Roma comincia a pensare alla prossima stagione ripartendo dai giovani e due di questi potrebbero essere Antonucci e Frattesi. I due, come riferisce calciomercato.it, potrebbero rientrare nel futuro progetto dellaRoma.
Antonucci è ancora di proprietà della Roma e rientrerà a Trigoria dopo il prestito al Pescara con cui ha collezionato 20 presenze. L'esterno offensivo piace anche a Sassuolo e Brescia.
Ed è proprio dal Sassuolo che potrebbe arrivare, o meglio ritornare, il centrocampista Frattesi. L'ex Roma, venduto ai neroverdi nel 2017, ha giocato l'ultima stagione all'Ascoli dove ha collezionato 32 presenze. Il centrocampista potrebbere tornare a Trigoria grazie al diritto di recompra che i giallorossi potrebbero esercitare per circa 10 milioni di euro.
INTERVISTE
Pallotta: "Incontro con Al Khelaifi? Non c'è mai stato"
Totti: "Orgoglioso di essere entrato nella Hall of Fame del calcio italiano"
Dzeko convocato con la Bosnia
Edin Dzeko, attaccante della Roma, è stato convocoato dal CT Prosinecki per aggregarsi alla nazionale della Bosnia. Dunque il numero 9 giallorosso parteciperà ai match di qualificazione ai prossimi Europei contro Finlandia (8 giugno) e Italia (11 giugno).
Serie A, Lazio-Bologna 3-3
Si conclude il posticipo della 37esima giornata di Serie A con il pareggio 3-3 tra Lazio e Bologna. Biancocelesti inizialmente in vantaggio con Caicedo, rimontati poi dai gol di Poli e Destro. Bastos riporta in pareggio gli uomini di Inzaghi, ma Orsolini allunga di nuovo le distanze. Il definitivo 3-3 porta la firma di Milinkovic-Savic.
Anche la Curva Nord omaggia De Rossi: "Fiero e irriducibile nemico sul campo"
La Lazio, impegnata stasera nel posticipo contro il Bologna, pochi minuti prima dell'inzio della partita, ha esposto uno striscione per salutare Daniele De Rossi, che domenica contro il Parma giocherà la sua ultima partita con la maglia giallorossa: "La Nord saluta De Rossi, fiero e irriducibile nemico sul campo".