Primavera, De Rossi: "Purtroppo spesso siamo stati discontinui, ma vogliamo finire con una grande vittoria"
Alberto De Rossi, tecnico della Roma Primavera, ha parlato a Roma Tv alla vigilia della sfida contro l'Udinese. Queste le sue parole:
"Dobbiamo finire con una grande vittoria, per fare più punti possibili. Poi se possibile raggiungere il terzo posto, non un grandissimo risultato, ma la Roma deve sempre stare sul podio. Purtroppo spesso siamo stati discontinui, sia in casa che in trasferta. Questo ha caratterizzato la nostra stagione, è stata la nota negativa. Non sappiamo dare una risposta, abbiamo cercato da inizio campionato la continuità che ci è mancata. Per questo non siamo nelle prime due posizioni in classifica".
Under convocato dalla Turchia per le qualificazioni a Euro 2020
Cengiz Ünder vesitrà la maglia della sua Turichia in occasione dele gare contro Grecia, Francia, Uzbekistan e Islanda, valide per la qualificazione al prossimo Europeo del 2020.
La Roma apre i contatti con Benitez. C'è anche il Marsiglia
La Roma è ancora alla ricerca della figura che sostituirà Claudio Ranieri. Secondo quanto scritto da Chroniclelive.co.uk, il club avrebbe contattato il tecnico del Newcastle, Rafa Benitez. Insieme ai giallorossi anche il Marsiglia che ha sancito da poco la rottura del rapporto con Garcia. La priorità dell'ex Napoli, però, sarebbe il rinnovo con il club inglese.
Barcellona fuori dalla Champions, Pique: "Qualcuno è stato influenzato dalla rimonta subita a Roma"
Il Barcellona è stato eliminato in Champions. La sconfitta ha riportato in auge il sorpasso indimenticabile della Roma con i blaugrana e Pique dichiara al quotidiano El Pais:
"Qualcuno è stato influenzato dalla rimonta che abbiamo subito a Roma. Dopo il primo gol inconsciamente abbiamo pensato a quello. Era tutto così simile. Ci hanno pressato bene e molto, poi Anfield ha fatto il resto. Non siamo stati all'altezza e a volte succede. È stato difficile recuperare emotivamente perché i giorni passavano e pensavamo a quella sconfitta. È un ricordo che resterà nel tempo, ma dobbiamo guardare avanti".
Kolarov convocato dalla nazionale (Foto)
Aleksandar Kolarov chiamato dalla nazionale serba. Per le prossime qualificazioni agli Europei 2020, il giallorosso è stato convocato: la Serbia giocherà contro Ucraina e Lituania.
Selektor Mladen Krstajić je saopštio spisak igrača za dve kvalifikacione utakmice za #EURO2020 protiv Ukrajine u Lavovu i Litvanije u Beogradu. #SrcemSvim #Orlovi #Srbija #FSS pic.twitter.com/dLhPMLsGx8
— Fudbalski savez Srbije | FA Serbia (@FSSrbije) 24 maggio 2019
Candela: "Procedi a testa alta, grazie Daniele!" (Foto)
Vincent Candela saluta De Rossi. Su Instagram dedica un post al giallorosso che giocherà la sua ultima partita domenica:
"Grazie Daniele per aver unito coloro che cantano, raccontano storie, si godono la vita e hanno la gioia negli occhi. Perché la gioia è contagiosa e riesce sempre ad impedire che gli uomini si lascino paralizzare dalla depressione, dalla solitudine e dalle difficoltà. Procedi a testa alta, come hai sempre fatto, anche se hai gli occhi pieni di lacrime! Grazie Daniele!".
Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Vincent Candela (@vincentcandelaofficial) in data: 24 Mag 2019 alle ore 2:02 PDT
Totti: "Niente Pallone d'Oro? E allora vinco l'Oscar"
GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - L’ultima notte, in fondo, non è ancora passata. Lo capisci quando Francesco Totti, intorno alle 10.30 alza gli occhi e vede tre signore di mezza età, con la divisa da cuoche, schierarsi sulle scale della scuola e cominciare a cantare: «Un capitano, c’è solo un capitano». Un mezzo sorriso imbarazzato, la gola serrata. Non vi fermate alla superficie. Questo, per il più grande giocatore della storia della Roma, non è solo un giorno di riprese del documentario sulla sua vita – il cui titolo sarà appunto «L’ultima notte» – è l’immersione struggente nel suo tempo perduto, perimetrato da quelle strade che lo hanno visto bambino. Siamo in Via Vetulonia, davanti alla casa in cui è cresciuto, ad un battito di cuore appena dalla elementare «Manzoni», il set di oggi.
Il suo quartiere
Abbracci, emozione, occhi lucidi. Francesco ha il passo veloce. Nella scuola, intanto, regna quasi un silenzio irreale, di cui più tardi scopriremo la ragione. Lui entra dentro in un’aula adibita a camerino, e mentre abbandona la prima maglia grigia per indossarne un’altra nera, sussurra: «Stanotte non riuscivo a dormire per l’emozione. Erano quasi trent’anni che non tornavo qui. Vede? – e dalla finestra indica un portone – Quella era casa mia. Bastava che uscissi alle 8.27 per arrivare puntuale». Stavolta, però, tutto il quartiere è stato virtualmente bloccato. Anche le auto sono state fatte sgomberare per lasciare il posto a vetture dell’altro ieri. In Via Vetulonia i negozi sono gli stessi dei suoi tempi. La parrucchieria, l’officina, il bar, la tabaccheria. In tanti si mettono sulla soglia e aspettano, «perché tanto più tardi passa». Avranno ragione. Sarà lui che, nelle tante pause delle riprese, va a riabbracciare i vecchi amici che ne approfittano per far fotografare figli e nipoti. «Ammazza, sei sempre bello», dicono le ragazze di un tempo. I loro padri sono lì accanto. «France’, te ricordi?». Sì, ricorda e tratta con deferenza un nugolo di teste bianche che allora avevano i suoi quarant’anni. Se a noi è vietato farlo, neppure nessuno di loro nomina la Roma.
Ciak si gioca
Ogni tanto il regista lo richiama sul set. Una passeggiata, una sosta davanti ad un murale che lo raffigura finché, dal cancello della scuola, sbuca fuori un pallone sbadato. A calciarlo è un bambino biondo di 8 anni, Massimo, che pare il sosia di Francesco in miniatura. A mangiarlo con gli occhi sono i due genitori, Fabrizio e Desiré Annibali, emozionatissimi per il fatto che sarà loro figlio a impersonare Totti bambino. «Siamo sempre stati malati di Roma», racconta il papà. La mamma conferma e rivela: «Pensi che il giorno del nostro primo appuntamento Fabrizio mi disse: “Esco solo se vince la Roma perché è la mia prima donna”». Intanto Francesco palleggia con Massimo spiegandogli come calciare. L’impressione è che si divertano un sacco e a confermarcelo è la pausa pranzo. Petto di pollo veloce e poi tutti sul campo della Fortitudo, a pochi metri. «Qui ho cominciato a giocare», dice Totti. E non ha ancora finito perché con lo staff organizza una sfida che termina – ovvio – con un cucchiaio. Ma si fa tardi e c’è da girare le «paperelle», una specie di tiro a bersaglio con la palla in cui Francesco era (è) bravissimo. Uno spettacolo.
Caccia all’Oscar
Col passare delle ore, arrivano il fratello Riccardo, i cugini, sua cognata Silvia. Poi appare anche sua moglie Ilary coi tre figli. Coccole per tutti, clima rilassato, anche perché arriva la pizza con le patate che piace a Francesco. «Strano, no? – ci dice —. Non ho mai vinto il Pallone d’Oro e magari vinco l’Oscar». Già, perché il documentario potrebbe essere presentato nel 2020 al Festival di Berlino come trampolino per Hollywood. Ma meglio non correre, anche perché c’è altro da fare.Dalle finestre cresce un coro: «Vogliamo Totti». Sono gli 850 bambini della scuola, fin qui muti. «Perché avevamo detto – rivela una maestra – che se avessero fatto silenzio sarebbe venuto a trovarli». Il momento è arrivato. Francesco passa per tutti i piani e raccoglie baci, lacrime e disegni. È il caos. La «security» lo spinge fuori, ma lui chiede di aspettare: «Voglio vedere la mia classe». Terzo piano. Eccola. «Il mio banco era quello vicino alla finestra». Si siede commosso. Una maestra gli dice: «Io c’ero quando tu stavi qui, ma ora vado in pensione». «Io ci sono già andato», replica Totti con un sorriso. «Ma poi sussurra malinconico: «Pagherei oro per tornare a quegli anni». Ma ha vinto il tempo, come sempre. Lo ha pensato anche il giorno prima, quando, girando all’Olimpico e si è rimesso la maglia della Roma. «Un’emozione, indossarla è sempre bellissimo – dice mentre ci saluta e lascia la scuola per infilarsi in macchina tra due ali di folla –. Avrei voluto avere dieci anni in meno. Anzi no, me ne basterebbero solo cinque per fare la differenza». E il tramonto che ci avvolge, adesso, sembra un po’ triste.
Roma, rapinata la mamma di Zaniolo: "Poi non lamentatevi"
GAZZETTA DELLO SPORT - La paura è stata grande, anche se in parte è passata. Di certo, però, ha scosso un po’ tutti, ad iniziare da Nicolò Zaniolo. Già, perché la rapina di ieri pomeriggio all’Eur ai danni di mamma Francesca non lo ha lasciato indifferente, come è anche giusto che sia (oltre che comprensibile). Così tanto che Nicolò, d’impeto, ha scritto subito un post in una storia di instagram, post poi cancellato. «Mia mamma per la seconda volta ringrazia chi si è permesso di rubare qualcosa che non gli appartiene. Troppo facile vedere una donna sola, minacciarla e di conseguenza derubarla delle sue cose. Poi non lamentatevi...». (...) Zaniolo da oggi tornerà a pensare solo al campo, al Parma. Poi da lunedì si inizierà a ragionare anche sul futuro, con il d.s.in pectore Gianluca Petrachi (ieri le voci di dimissioni già presentate al Torino) che ha dato appuntamento all’entourage per la prossima settimana. Lunedì a Milano Vigorelli (l’agente del giocatore) e Paratici (d.s. della Juventus) si sono incontrati al Premio Gentleman Fair Play e hanno parlato per una decina di minuti. Forse anche di Zaniolo, di certo di tante cose. Tra l’altro, che il giocatore piaccia alla Juventus(esattamente come al Tottenham) non è un mistero. Se la Roma e Zaniolo vorranno però andare avanti insieme, un modo lo si troverà. Dai 300mila euro attuali bisogna salire. Per la Roma fino a 1,3, per Zaniolo a due. L’accordo, probabilmente, si troverà a metà strada.
Infascelli: "Francesco è bravissimo pure sul set"
GAZZETTA DELLO SPORT - "Francesco è bravissimo. Ha i tempi della recitazione e poi ha idee, propone soluzioni. Girare con lui è un piacere". Parole di Alex Infascelli, regista vincitore del David di Donatello per «S is for Stanley» su Kubrick. È lui a dirigere il documentario – tratto dall’autobiografia «Un Capitano» scritta con Paolò Condò (ieri sul set) e tradotto presto in 31 lingue (...) "Vorrei fare qualcosa di misterioso, in stile John Carpenter quando ha lavorato su Stephen King, oppure lo “Stand by me” di Bob Reiner. Vedrete, sarà bello". Così come lo sarà la serie tv su Totti su cui si sta scegliendo il cast. A sceneggiare, tra l’altro, ci sarà anche Stefano Bises, uno degli autori di Gomorra. Brividi assicurati.
E De Rossi offre ai compagni l'ultima cena da Capitano
GAZZETTA DELLO SPORT - Ha scelto Zuma, a Palazzo Fendi, nel cuore di Roma, perché è lì che in passato ha festeggiato derby vinti e gioie varie. Ha scelto un posto a cui è legato, Daniele De Rossi, per offrire ai compagni di squadra e a gran parte dello staff l’ultima cena da capitano. Tra risate ed emozioni, Daniele, dalle 22, in una terrazza riservata in pieno centro a Roma, ha invitato gli altri giocatori per una cena a base di sushi, per stare insieme, ma soprattutto per ringraziarli di tutto il supporto di questi ultimi giorni. (...) C’erano i calciatori di questo ultimo anno, dai titolari a quelli che hanno giocato meno, senza mogli o fidanzate, ma idealmente c’erano tutti quelli che con Daniele hanno indossato la maglia della Roma dal 2001 ad oggi. Domani, a Trigoria, l’ultimo allenamento, domenica sera, in un Olimpico tutto esaurito, la sua ultima partita davanti a 60mila spettatori.
La vita di Totti, i primi ciak del documentario
CORRIERE DELLA SERA - «Un nuovo grande progetto è alle porte! Iniziano le riprese del documentario che racconterà la mia storia». Le parole sono di Francesco Totti, che con un post su Instagram ha ufficializzato l’inizio delle riprese del documentario sulla sua vita. Ieri mattina l’ex capitano giallorosso è andato a fare visita alla scuola elementare Alessandro Manzoni, in via Lusitania, che ha frequentato da bambino: inevitabile il bagno di folla nel suo vecchio quartiere per un Totti visibilmente emozionato nel rivedere tanti amici d’infanzia. Il documentario, tratto dal libro «Un Capitano» scritto insieme con il giornalista Paolo Condò e vero caso letterario dell’anno, sarà distribuito nei cinema: il primo ciak c’è stato due giorni fa allo stadio Olimpico con il regista Alex Infascelli. (...) Come «La Notte dei Re», in programma il prossimo 2 giugno allo stadio del tennis del Foro Italico. Le due squadre che si affronteranno saranno capitanate da Totti e Luis Figo. Il romanista ha voluto al suo fianco gli amici di tutta la carriera: Peruzzi, De Sanctis, Aldair, Candela, Cassetti, Chivu, Zambrotta, Aquilani, Perrotta, Pirlo, Pizarro, Tommasi, Borriello, Cassano e Toni. Con il portoghese nomi altrettanto importanti come Hierro, Stankovic, Seedorf e Patrick Kluivert. Lo spettacolo, insomma, è assicurato.
Il ds Petrachi vedrà Pallotta a Parigi
IL TEMPO - BIAFORA - Dopo nove anni e mezzo alla guida della direzione sportiva del Torinovolge al termine l’esperienza di Petrachi all'ombra della Mole. Mercoledì sera il dirigente leccese ha consegnato la lettera di dimissioni al presidente Cairo ed è pronto ad iniziare la sua esperienza alla Roma (la prossima settimana è atteso l'addio di Massara). Dai
granata non è arrivato nessun comunicato sulla vicenda, perciò Petrachi prima di essere annunciato ufficialmente dalla società giallorossa dovrà aspettare di definire tutte le questioni in ballo con il Toro, che come parziale risarcimento per l'interruzione anticipata del rapporto di lavoro vorrebbero il giovane Pezzella, uno dei pezzi più pregiati della Primavera di Alberto De Rossi. Nella Capitale porterà con sé Antonio Cavallo, che in Piemonte ricopriva il ruolo di capo scout. Nei primi giorni di giugno Petrachi dovrebbe incontrare Pallotta, che sarà a Parigi per una riunione dell’Eca, organizzata nella città francese negli stessi giorni del Congresso Fifa. L'imprenditore di Boston non passerà però per Roma, da cui manca da oltre un anno.