Il mondo di Jim va al contrario
IL MESSAGGERO - CAPUTI - James Pallotta, il presidente della Roma, pare sempre più convinto che i problemi accumulati negli anni dal suo club siano frutto di quanto avviene fuori da Trigoria. La realtà, invece, ci conferma che i veri responsabili risiedono all’interno del club. Perché è lì che si fanno le scelte, che si decidono uomini e strategie.
Additare, ad esempio, ancora una volta le radio romane come causa dei mali giallorossi, significa fuggire dalla realtà. Cosa c’entrano le radio (e potremmo aggiungere i giornali e, perché no, i tifosi ora invocati per mettere pressione al Comune per la costruzione dello stadio) se si sono cambiati allenatori come fossero calzini, se non si è vinto nulla, se si è arrivati al punto di non avere le “condizioni” giuste per convincere un top coach a legarsi alla Roma? Colpa soltanto del tanto chiacchierato (e spesso in modo esagerato) ambiente romano oppure ci sono responsabilità dirette anche di chi la società possiede e governa?
È normale, mister Pallotta, che è più di un anno che lei non si fa vedere a Trigoria?Possibile che non abbia sentito la voglia, anzi l’esigenza, di andar e a verificare di persona i motivi della crisi del suo club? Di parlare con allenatore e giocatori? Di testare e tastare l’umore della piazza? Noi siamo convinti che vivere di più Roma e la Roma, nel bene e nel male, le avrebbe portato giovamento. E, chissà, forse lo avrebbe portato anche alla società. E, poi, ci tolga una curiosità: oggi alla Roma, chi comanda realmente? Qualcuno del suo management oppure un suo vecchio amico rintracciabile tra un viaggio e l’altro su e giù per il mondo?
De Rossi, ritiro o futuro? Decide il nuovo tecnico
LEGGO - BALZANI - Un'altra bandiera è in pericolo. Dopo l'addio di Totti, infatti, pure De Rossirischia di far piangere i tifosi al termine di questa stagione. Dopo l'ottimismo dei mesi precedenti è calato il gelo sul rinnovo del contratto in scadenza a giugno.
I numeri di quest'anno d'altronde sono impietosi a causa dei troppi infortuni: 1192 minuti in 17 apparizioni. Alla sua età (35 anni) Totti ne giocò mille in più (2208). Al momento non è previsto alcun incontro con la dirigenza, si attende la scelta dell'allenatore decisiva per il futuro del capitano. Con Gasperini le possibilità scenderebbero.
Quello di domenica all'Olimpico, quindi, potrebbe essere l'ultimo Roma-Juve (il 27° in carriera) per De Rossi pronto a tornare titolare dopo l'ennesimo stop. In caso di mancato rinnovo Daniele - che ieri a Trigoria ha ricevuto la visita degli ex Juan e Perrotta - potrebbe pure iniziare subito la carriera da allenatore, magari partendo dalle giovanili dove ritroverebbe pure l'amico Aquilani. Difficile che possa prolungare la carriera da calciatore con un'altra maglia, nonostante la voglia di America.
Arriva la sfida con la Juventus: in palio ci sono punti pesanti ma nessuno (o quasi) ci pensa
IL MESSAGGERO - CARINA - Prima il no di Conte, ieri la frenata di Sarri, non tralasciando la battuta di Zaniolo (poi smentita dalla mamma su Instagram) e il temporeggiare di Gasperini. Domanda lecita: a tre giorni dalla gara, qualcuno pensa a Roma-Juventus?
Difficile possa farlo l'ambiente bianconero. Al netto dell'invasione attesa all'Olimpico, dove i tifosi della Juventus residenti nella Capitale vorranno festeggiare l'ennesimo scudetto e vedere dal vivo Cristiano Ronaldo, i pensieri sono tutti rivolti all'incontro tra Allegri e Agnelli, con Conte (sì, proprio lui) in trepida attesa. Ancor meno ci pensa la squadra, che ha potuto giovare - dopo il derby - di ben 4 giorni di riposo, tornando ad allenarsi soltanto ieri.
Il versante giallorosso vede invece il termometro oscillare tra il depresso e il rassegnato. Senza addentrarsi nel futuro, anche il presente non sorride: dopo il pareggio di Genova ed essere scivolati addirittura al sesto posto in classifica, la Champions si è allontanata. Roma-Juve, però, è sempre Roma-Juve, la gara che per i tifosi giallorossi sostituì il derby negli anni '80. A tal proposito, ieri era la ricorrenza dei 36 anni del gol di Pruzzo a Genova, che regalò il secondo scudetto. Emozioni sopite. Domenica però ci si gioca l'ultima chance. Serve vincere per sperare.
Senza contare che potrebbe essere l'ultimo Roma-Juve per molti. In primis per Dzeko. Proprio ai bianconeri, è legata la sua prima rete in serie A, con tanto di corsa alla Pierino Prati (a braccia aperte) sotto la Curva Sud. Poi c'è Ranieri. La conferma portando in dote la Champions era già difficile. Figuriamoci senza. Sir/Sor Claudio, però, a dispetto di molti non può viverla come una gara qualunque. Oltre al tifoso e al professionista, in ballo c'è anche l'amor proprio, ricordando come venne trattato a Torino.
Non ci resta che Gasp: no di Sarri dopo Conte, la Roma senza scelta
LEGGO - BALZANI - «Voglio restare al Chelsea, mi piace tanto il calcio inglese». Poche parole, chiarissime però. Dopo Conte la Roma incassa pure il no di Sarri, destinato a restare a Londra almeno per un'altra stagione complice pure il blocco del mercato per le prossime due sessione imposto dalla Fifa ai Blues.
A meno di esonero (improbabile) quindi il nome di Sarri è da cancellare. L'obiettivo numero uno (o meglio numero tre) diventa quindi sempre più Gasperini con il quale la Roma vorrebbe ripetere una sorta di modello Atalanta 2.0: investimenti sui giovani, taglio degli ingaggi, allenamenti duri e nessuna pretesa di vittoria immediata. Ovviamente nell'affare è incluso pure lo staff di Gasperini tra cui il guru danese Bangsbo, ex Juve ed esperto in preparazione atletica e sistemi di allenamento. In giallorosso il tecnico ritroverebbe Cristante e forse pure il difensore Mancini.
La scelta è presa e i contatti sono stati già avviati, ma il Gasp - che ha rinnovato a settembre fino l 2022 - ha preso tempo anche perché il club bergamasco si giocherà nei prossimi 15 giorni due traguardi storici: la qualificazione in Champions e la coppa Italia. Il tecnico piemontese ha voglia di riscatto in un grande club dopo il fallimento all'Inter nel 2011, ma la prospettiva di giocare la Champions con la sua Atalanta lo alletta non poco. La Roma è disposta a offrire 2,5 milioni a stagione (quasi il doppio di quanto guadagna a Bergamo) e aspetterà qualche giorno, ma stavolta non si farà trovare impreparata in caso di ennesimo rifiuto visto che i tempi stringono e il rischio concreto dei preliminari di Europa League costringerebbe il club a iniziare la stagione tra poco più di un mese. Quasi sfumata la possibilità di puntare su Ranieri (che potrebbe tornare in Premier) si tiene in caldo Giampaolo, ma nelle ultime ore è rispuntata pure la candidatura di Gattuso in uscita dal Milan.
Nomi che non scaldano il nome della piazza e nemmeno quello di alcuni big. Tra loro Manolas, corteggiato dall'Arsenal oltre che da Juve e United. Piovono quindi nuove critiche nei confronti di Pallotta che, a margine di un evento di marketing a Miami, ha preferito parlare di stadio e radio romane.
Roma, mistero di fine maggio
IL MESSAGGERO - TRANI - All'Eur, nella nuova sede di via Tolstoj, più che a Trigoria si raccolgono i cocci della negoziazione con Conte andata in frantumi. Al lavoro c'è il management di Pallotta che prova a riorganizzare le idee, vecchie o inedite che siano, per trovare il sostituto di Ranieri. Voltare pagina in fretta: l'input è del presidente, presente nella Capitale solo nella conference call quotidiana. Da lontano, però, perde spesso la pazienza, anche con i collaboratori: non gli è piaciuta la gestione della trattativa per il top coach che ha poi rifiutato la panchina giallorossa. Adesso vorrebbe subito il nuovo tecnico. Ma anche il suo suggeritore Baldini gli ha chiarito che non potrà essere accontentato a breve termine: dovrà attendere la fine del campionato. I principali candidati, Sarri e Gasperini, sono sotto contratto rispettivamente con il Chelsea e l'Atalanta. Bisogna aspettare, dunque. Senza avere la certezza del sì. La loro stagione, tra l'altro, non è finita: Maurizio, conquistata la partecipazione alla Champions, stasera ha la chance di andare in finale di Europa League; Gian Piero, pronto a sfidare il 15 maggio la Lazio per alzare la Coppa Italia, si gioca il 4° posto nelle ultime 3 gare di serie A.
CONFERMA DA LONDRA - «L'ho già detto la settimana scorsa: voglio rimanere qui». Sarri, durante la conferenza stampa alla vigilia della semifinale di ritorno contro l'Eintracht, ha ribadito quanto spiegato dopo la gara d'andata. «Mi piace il calcio inglese e l'atmosfera che si respira, voglio restare in Premier League. Se è possibile con il Chelsea. Oppure posso provarci con un altro club, ma sempre in Inghilterra». La sua posizione è inequivocabile. La Roma, contando sul pressing del suo amico Baldini, punta sul ripensamento e gli offre 6 milioni. Alla sua conferma è contrario il pubblico di Stamford Bridge. Chissà se la tifoseria dei Blues influenzerà Abramovich. Il club giallorosso può dunque andare a dama solo in caso di esonero. Sarri guadagna 9 milioni: se chiedesse di liberarsi in anticipo, dovrebbe versarli al Chelsea. Lui o direttamente Pallotta che, al momento, ha sotto contratto pure Di Francesco: altri 3 milioni, tanto per gradire, da spendere a vuoto. Proprio ieri la commissione d'appello della Fifa ha bocciato il ricorso del Chelsea, confermando lo stop nelle prossime due sessioni di mercato. Adesso Abramovic andrà pure davanti al Tas, ma l'allenatore rischia di perdere giocatori di riferimento senza poterli sostituire.
CANDIDATO INGOMBRANTE - «Parla di futuro chi non ha obiettivi. Io, in questa stagione, ancora ne ho». Gasperini, anche se allertato, non tratta ancora con la Roma che, rivale per il 4° posto, aspetterà la finale di Coppa Italia. Agli amici, intanto, ripete che non intende rinunciare, se centrerà l'obiettivo, all'esperienza in Champions con l'Atalanta. Che lo sostituirebbe con Giampaolo, sedotto e abbandonato dalla società giallorossa. Perché a Bergamo sanno che la tentazione per il grande club, comunque, rimane. L'allenatore nerazzurro, però, detta le sue condizioni: contratto triennale e rosa competitiva. A Trigoria il messaggio è arrivato. Come quello della tifoseria che vota per capitan De Rossi. Suggestione che ci sta. Baldini, però, pedala come sempre contro vento. E incrocia lo stesso qualche amico: Blanc, pure se non allena da 3 anni, o Wenger, ormai quasi settantenne.
InsideRoma Daily News | Toto nomi per l'allenatore: da Wenger a Semplici. Vicino il rinnovo di El Shaarawy
NOTIZIE DEL GIORNO | 9 maggio 2019
QUI ROMA
Continua la telenovela allenatore in casa Roma, con Conte e Sarri che sembrano ormai definitivamente sfumati. Ma la società giallorossa non demorde e continua la ricerca, con Gasperini in cima alla lista dei seguiti. Ma non si guarda solo in Italia, con Baldini che da Londra, come riferisce il Corriere dello Sport, segue anche i profili di Blanc, Fonseca e Wenger.
Blanc, fermo da tre anni ormai, viene visto più come gestore che come allenatore vero e proprio. Fonseca, incrociato la stagione scorsa in Champions League, sarebbe un profilo interessante. Mentre Wenger, stimato da Baldini, avfrebbe già preso accordi con il PSG per il ruolo di direttore tecnico.
Daniele De Rossi diventa un murales. Ostia questa mattina si è svegliata con un capitano dipinto su un muro con la scritta "Vanto di Ostia, simbolo di Roma" e non è un caso si trovi nella zona di nascita del giallorosso.
La Figc rende pubblici gli arbitri per la 17a giornata di campionato. La Roma scenderà all'Olimpico contro laJuventus e al comando ci sarà Massa, accanto a Meli e Preti nel ruolo di assistenti. Guida al IV uomo,Mazzoleni e Carbone al Var e Avar.
Nuova contestazione per il presidente americano della Roma, James Pallotta. Nonostante il numero uno giallorosso abbia chiesto il supporto dei tifosi per portare avanti la questione stadio, il gruppo della Sud ‘Ultimo Baluardo’ ha voluto ribadire la propria posizione di protesta. Nella notte, a Trigoria, è apparso il seguentestriscione: "Mille illusioni e un rifiuto netto la sintesi del tuo progetto. Vattene". Viene tirata in ballo, chiaramente, la vicenda legata ad Antonio Conte non andata a buon fine.
La Roma vuole rinnovare al più presto il contratto di Stephan El Shaarawy. Questo è quanto riferisce il portale gianlucadimarzio.com, anche per la bellissima stagione che sta facendo l'ex Milan, autore di 11 reti e 5 assist. L'incontro con l'entourage del Faraone è previsto per la prossima settimana con il fratello dell'italo-egiziano a rappresentare l'esterno giallorosso e si darà così ufficialmente inizio alla trattativa.
Spunta un nome nuovo per la panchina della Roma. Secondo quanto riportato dal sitotuttomercatoweb.com, sarebbe Leonardo Semplici, tecnico della SPAL che portato alla salvezza per il secondo anno consecutivo, l'allenatore che potrebbe al caso dei giallorossi nel caso si puntasse ad un progetto-giovani. Questa possibilità potrebbe farsi più concreta nel caso in cui non dovesse arrivare il quarto posto, lasciando così partire i big per ricominciare da capo. Franco Baldini, però, avrebbe altre idee ed avrebbe proposto Laurent Blanc, ex mister del PSG. A quanto pare, questa soluzione non convincerebbe Pallotta, intenzionato a puntare su un tecnico italiano.
Alla ricerca dell'allenatore perduto
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma ha probabilmente perso l'ultimo treno per provare ad andare in Champions League ed ora dovrà fare di tutto per mantenere almeno il sesto posto, valido per entrare nell'Europa che conta meno. Questa la triste realtà di un club che solo un anno fa di questi tempi stava sognando l'accesso alla finale della Coppa dalle Grandi Orecchie ma che dopo una campagna acquisti-cessioni quantomeno scriteriata, l'addio anticipato dell'artefice di tale disastro e del tecnico, si deve leccare le ferite e ripartire.
Il colpo del ko al morale del tifoso romanista lo ha dato Antonio Conte. In molti speravano nel suo ingaggio per poter tornare almeno a sognare in grande ma il mister leccese ha detto che un giorno accadrà ma non è questo il momento. Le cause sono facilmente spiegabili: l'ex Juve vuole una società che possa garantirgli vittorie immediate e la Roma non fa parte di questa categoria di club. Altro elemento, questo, che fa capire come la tanto sbandierata crescita societaria non è mai avvenuta, se non nei pensieri di chi la dirige da 8 anni a questa parte.
Si è tornato a fare i nomi dei soliti noti: Gasperini, Giampaolo e Sarri più vari outsider tra cui Gattuso e Blanc ma nessuno di questi entusiasma o accende la fantasia dei supporter giallorossi. Viste le alternative, in molti si domandano perché non affidarsi all'attuale trainer capitolino: Claudio Ranieri. L'ex campione d'Inghilterra all'epoca del miracolo Leicester ha cercato di rimettere a posto una barca che perdeva acqua da tutte le parti ed in questo è certamente uno dei migliori in Europa ma raramente è riuscito a ripetere gli stessi risultati quando ci si è affidati a lui dall'inizio.
Sarà importante capire chi sarà il nuovo direttore sportivo perché la collaborazione tra mister e ds è una delle chiavi per arrivare a raggiungere grandi traguardi. Il nome che va più di moda al momento è quello di Gianluca Petrachi, che tutti dicono che si libererà a fine campionato dal Torino e che ha già preso contatto con i procuratori dei giocatori della Roma per i rinnovi. Tutti, tranne Urbano Cairo, l'attuale datore di lavoro dell'ex centrocampista del Perugia. Secondo alcuni, questa sarebbe una mossa del patron granata per tenere compatto l'ambiente sino a fine stagione in modo che la squadra non si distragga e possa tentare di arrivare in Europa ma se invece facesse valere il contratto in essere col suo dipendente e lo costringesse a rimanere un altro anno sotto la Mole? Quali alternative avrebbe la società giallorossa? Frederic Massara resterebbe a fare il ds della Roma ben sapendo che è una scelta di ripiego? Stesso discorso che potremmo allargare anche per lo stesso Ranieri. Tra i tanti dubbi, c'è una sola certezza: la confusione nelle stanze dei bottini di Trigoria.
"Non escludo il ritorno. Mi garba questa cosa" E se toccasse ancora a lui?
INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - "C'è una citazione di un cantautore romano importante, che sulla tomba ha scritto l'epitaffio 'Non escludo il ritorno'. Mi garba questa cosa qui": era il 30 maggio del 2017, quando Luciano Spalletti pronunciava queste parole a conclusione della sua ultima conferenza stampa come allenatore della Roma.
"Mi sono innamorato di Roma frequentandola nei due anni in cui sono stato c.t. della Nazionale. All’Olimpico senti la passione da parte di questo popolo che vive il calcio con un’intensità particolare, che per la Roma va fuori di testa. Che vive “per la Roma”. Un ambiente molto passionale, che ti avvolge. Oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, io andrò ad allenare la Roma": molto più recenti, invece, tali dichiarazioni, affidate da Antonio Conte, ovvero il tecnico su cui la società di Pallotta aveva sostanzialmente puntato tutto in funzione del rilancio per la prossima stagione sportiva, alle pagine della Gazzetta dello Sport in edicola ieri mattina; gelato una volta per tutte, quindi, l'entusiasmo montato in molti sostenitori giallorossi all'idea che l'ex mister di Juventus e Chelsea potesse accettare la corte della Magica.
In che modo, tuttavia, questi pensieri potrebbero essere legati? È presto detto.
Nella medesima intervista, Antonio Conte ha spiegato la sua voglia di tornare ad allenare in Italia (e fin lì la Roma avrebbe pertanto avuto speranze di riuscita nell'operazione), a condizione di trovare un progetto che gli possa permettere sin da subito di puntare alla vittoria: niente visioni a lungo termine, dunque, ma un instant team composto da campioni già pronti per sollevare trofei (questo il fragoroso punto di rottura fra il mister leccese e i piani di Pallotta & co.).
A questo punto, per Conte rimangono unicamente due strade percorribili: il ritorno alla Juventus, qualora Allegri dovesse effettivamente 'saltare', elemento comunque tutt'altro che scontato, vista la grossa stima nutrita dal presidente bianconero Andrea Agnelli nei confronti dell'allenatore livornese; oppure l'approdo all'Inter del 'vecchio amico' Marotta.
Ecco il punto di connessione tra i due personaggi e le due dichiarazioni in principio citate: l'Inter.
Attualmente, la panchina nerazzurra è affidata proprio a Luciano Spalletti, che tuttavia da tempo non è più ben visto da gran parte del tifo nerazzurro a causa dell'assenza di trofei e gioco negli ormai due anni trascorsi all'ombra della Madonnina. In aggiunta all'opinione del popolo di fede interista, c'è la smania di successi del colosso cinese Suning, che non appare più così certo di voler puntare ancora sull'ex mister della Roma per il futuro ed è assai tentato di affidare la direzione tecnica della propria compagine a chi, invece, di vittorie ha già dimostrato di intendersene eccome: Antonio Conte, appunto.
In mezzo a questo mare di incertezze, c'è la 'povera' Roma di James Pallotta, che tanto aveva scommesso sulla possibilità di portare Conte a Trigoria per lanciare un segnale forte e chiaro ai propri fan e alle avversarie. Cosa fare adesso? Confermare il testaccino Claudio Ranieri per dare continuità e puntare sul senso di appartenenza alla causa romanista? Iniziare il corteggiamento nei confronti di un altro allenatore, magari in grado di lavorare con una squadra composta da giovani di prospettiva, come Gasperini?
E se, invece, avvenisse l'imponderabile?
Qualora Conte dovesse realmente scegliere il progetto Inter firmato Suning, Luciano Spalletti verrebbe esonerato e sarebbe libero di accasarsi da qualunque altra parte.
Qualunque altra parte come, ad esempio, la Roma.
Chiariamo: trattasi di semplice e pura provocazione.
Pensandoci bene, tuttavia, si tratterebbe di un quadro che, in caso di matrimonio Conte-Inter, sarebbe in grado di soddisfare più di una parte in causa: innanzitutto, la Roma, che avrebbe la possibilità di (ri)portare sulla propria panchina uno dei migliori tecnici della sua storia, nonché l'ultimo a far alzare dei trofei al club nato nel 1927 e colui in grado di stabilire il record di punti in una singola stagione di Serie A in giallorosso (87); lo stesso Luciano Spalletti, a quel punto senza panchina, potrebbe puntare sulla mission impossible di riconquistare l'amore perduto da parte dei suoi ex tifosi in seguito ai tanti scontri avuti con Francesco Totti nel corso della sua seconda esperienza capitolina.
Già, Francesco Totti, colui che più di ogni altro si opporrebbe a un'ipotesi del genere.
L'ex capitano (a patto che si possa mai definire 'ex') giallorosso oggi sembra pronto per iniziare a rivestire un ruolo sempre più importante all'interno del panorama dirigenziale del club di Piazzale Dino Viola ed appare quanto meno surreale che possa scegliere di portare sulla panchina della 'sua' Roma un proprio nemico giurato come Spalletti: immaginarli entrambi di nuovo a Trigoria al momento è fantascienza pura.
In questo bailamme di ipotesi, tuttavia, pure la fantascienza può diventare realtà, anche perché "'Non escludo il ritorno'. Mi garba questa cosa qui".
Champions League. Lucas Moura metta la firma sul match e manda in finale il Tottenham
Epilogo incredibile anche nella semifinale della Johan Cruijff Arena. Gli olandesi vanno avanti di due reti nel primo tempo grazie a de Ligt e Ziyech, ma nella ripresa gli Spurs trovano la forza di riportarsi in partita grazie alla tripletta del brasiliano Lucas Moura, segnando il gol del clamoroso sorpasso al 6' di recupero. A Madrid sarà derby inglese col Liverpool.
Pallotta: "Ho inviato emissari da Boston per lo stadio, ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli..." (Foto)
“Ho inviato da Boston importanti membri di SDR sperando in un progresso", ha affermato Pallotta, "ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli. Forse un grande investimento e tanti nuovi posti di lavoro non sono così importanti. Se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento”.
Queste le parole del presidente della AS Roma, James Pallotta, rilasciate tramite un tweet sull'account ufficiale inglese della Roma stessa.
JP: “Ho inviato da Boston importanti membri di SDR sperando in un progresso, ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli. Forse un grande investimento e tanti nuovi posti di lavoro non sono così importanti. Se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento” pic.twitter.com/soFUDyifUN
— AS Roma (@OfficialASRoma) 8 maggio 2019
Allenamento Juventus. Dybala e Bentancur parzialmente in gruppo
Questa mattina, la Juventus è tornata ad allenarsi al centro sportivo Continassa in vista della sfida di domenica sera contro la Roma. Mister Allegri aveva concesso 4 giorni di riposo ai suoi giocatori dopo il pareggio nel derby con il Torino. Lavoro atletico ed esercitazioni sul possesso palla per i bianconeri. Dybala e Bentancur hanno svolto in gruppo parte della seduta. Nuova seduta d'allenamento prevista per domani mattina. Questo è quanto riferisce il sito ufficiale del club piemontese, juventus.com.
Mourinho: "Ho rispetto per i club che mi hanno cercato. Alla fine, ne sceglierò uno"
José Mourinho è stato intervistato dalla tv araba Bein Sports e ha parlato del suo futuro. Queste le dichiarazioni del tecnico, cercato anche dalla Roma:
“Ho molto rispetto per i club che hanno mostrato interesse nei miei confronti e che mi hanno cercato, credendo che io possa essere la persona giusta. Questo mi rende davvero molto orgoglioso. Alla fine ne sceglierò uno, ma non sono il tipo di persona che ne parlerà, perché ho rispetto per tutti. Aspettiamo e vediamo”.