L’addio a De Rossi scatena i tifosi. Striscioni contro Pallotta e il club
LEGGO - BALZANI - Dalle parole ai fatti, dagli insulti social (migliaia) alla contestazione. Pacifica, ma comunque dura. Il licenziamento di De Rossi ha scatenato un'ondata di malumore mai vista a Roma. La protesta è iniziata nella notte con l'affissione di diversi striscioni in giro per la capitale mentre diventa virale l'immagine dello stemma della Roma senza Romolo e Remo. Tra i più duri, quello affisso davanti a Campo Testaccio: Un presidente maiale e una società incompetente. DDR per sempre nel cuore della tua gente. Mentre fuori alla sede societaria dell'Eur è apparsa pure una croce rovesciata. Tutto dedicato al capitano quello apparso a Corso Vittorio dove abita il calciatore: DDR vanto nostro. Solo un antipasto della manifestazione andata in scena a Trigoria nel primo pomeriggio. Circa 150 ultras, nonostante la forte pioggia, hanno occupato il piazzale Dino Viola per dirigersi al centro sportivo. Esposti due lunghi striscioni «AS Azienda, oggi chiarimo sta faccenda» e «Noi l'As Roma voi aziendafunebre». Azienda è il termine usato spesso ieri dall'ad Fienga. Gli ultras hanno accesso fumogeni e intonato cori contro Pallotta e la società tanto da convincere lo stesso De Rossi ad uscire dai cancelli per parlare con loro. Il capitano è stato accompagnato dal ds Massara e da Ranieri. Il colloquio è durato circa 10 minuti e ha avuto toni forti ma decisamente pacifici. I tifosi hanno chiesto a gran voce a Massara il perché di questa decisione invitando la società a ripensarci. De Rossi ha fermato tutti: Anche se mi dovessero presentare il rinnovo ora non firmerei più. E ancora: «Non vestirò un'altra maglia italiana se me lo chiedete voi». Ma i tifosi non gliel'hanno chiesto. Massara ha poi aggiunto: «La decisione non è nostra, ma della società a Boston», quasi giustificandosi. E intanto Pallotta ha dovuto cancellare il profilo social del suo ristorante a Boston per troppi insulti.
La protesta proseguirà sabato a Reggio Emilia col Sassuolo e il 26 maggio quando avverrà l'ultimo saluto a De Rossi. Il numero 16 ha già ricevuto diverse offerte tra cui quella del Boca Juniors (sua 2° squadra del cuore), ma è disposto ad ascoltare eventuali offerte di club italiani. La decisione di non rinnovare il contratto a Daniele è stato anche un input del nuovo allenatore. Tutte le strade sembrano portare a Gasperini che avrebbe già detto sì. Ora c'è da convincere Percassi, il presidente dell'Atalanta. Il piano di riserva è Fonseca dello Shakhtar.
InsideRoma Daily News: Ranieri: "Io De Rossi lo vorrei sempre come mio giocatore". La Curva Sud annuncia sit-in di protesta
NOTIZIE DEL GIORNO | 16 MAGGIO 2019
QUI ROMA
La Roma guidata in panchina da coach Caludio Ranieri è scesa in campo questa mattina al "Fulvio Bernardini" di Trigoria intorno alle 11:00 per preparare la sfida di Reggio Emilia, contro il Sassuolo. Il gruppo ha svolto inizialmente la fase di riscaldamento, poi una parte tecnico tattica e infine il torello. Regolarmente in gruppo Nicolò Zaniolo out Lorenzo Pellegrini che ha lavorato a parte.
Julio Sergio, ex portiere della Roma, ha rilasciato un'intervista al portale soccermagazine.it. Queste le sue parole:
Sicuramente sai che sono due giorni che non si fa altro che parlare di Daniele De Rossi. Un pensiero su De Rossi come uomo e uno sul suo addio?
"Come uomo ricordo la prima partita che ho fatto, in cui lui mi ha detto che ragazzi come noi dovevano vincere. Appena finita la partita, lui mi ha salutato e mi ha detto questo. Poi lui ha il suo carattere, la sua personalità e tante volte ha preso responsabilità di cose che non doveva fare perché lui è così, lui vuole il bene della Roma. Poi, su questo momento forse ho un’opinione un po’ diversa dagli altri: l’età arriva per tutti. Cioè, ha smesso Totti, è andato via Daniele, ma la Roma continua. La Roma non finirà mai".
Quindi condividi la scelta della società di questo ricambio generazionale?
"No, non è questo che condivido. È arrivato il momento. Loro hanno preso una decisione, di cui poi dovranno rispondere, però non esiste un calciatore che è eterno. Alla fine il tempo passa per tutti. Ed è passato per Francesco – che non ci sarà mai più uno come lui – e per Daniele – che forse non ci sarà mai più uno come lui, però la società è ancora viva. A me fa piacere che loro hanno tutta questa voglia di far sentire amato Daniele, ed è importante perché è uno che ha fatto la storia della Roma e del calcio italiano, però è arrivato il momento. Zidane è stato venduto una volta, Ronaldo è stato venduto una volta, Kakà è stato venduto una volta, e altri hanno smesso, ma alla fine il calcio continua. E anche la vita di Daniele continuerà, la vita di Francesco continua. Dobbiamo essere meno passionali in questo momento e pensare a come fare per far vincere la società, la squadra. Sono sicuro che Daniele sarà contento se la Roma vince uno scudetto, che Francesco sarà contento se la Roma vince uno scudetto. Loro hanno dato il loro meglio quando erano lì, in campo. È questo che dobbiamo pensare: a vincere".
Francesco Totti si trova in Kuwait per l'Al Ruodan Tournament. L'ex capitano giallorosso ha parlato alla tv ufficiale dell'evento prima di scendere in campo. Queste le sue parole:
"Diciamo che i tempi di Maradona e Pelé erano diversi. Era un altro calcio. Messi e Ronaldo oggi continuano a stupire, battendo record su record, ma sicuramente questi quattro calciatori sono i più forti al mondo”.
Una battuta poi sulle squadre che in passato lo avrebbero strappato alla Roma:
“Ci sono state più occasioni in cui Berlusconi poteva portarmi al Milan. Come a lui anche ad altri presidenti ho detto no per il rispetto e l’amore che ho verso questa maglia”.
Totti scherza anche sulle differenze tra il Salah visto a Roma e quello ammirato a Liverpool:
“Ha solo cambiato maglia (ride, ndr). Penso che il passaggio lo abbia migliorato ancora di più, lo ritengo uno dei giocatori più forti in circolazione. In finale di Champions tifo per il Liverpool perché c’è lui e anche Alisson”.
In merito all'annuncio dell'addio di Daniele De Rossi alla Roma, la Curva Sud annuncia un sit in di protesta domani alle ore 15:00 sotto la sede della AS Roma all'Eur. Questo il comunicato:
"ORA BASTA!
DDR è stato solo l'ultimo di una lunga serie di comportamenti poco chiari nei confronti di chi ama questi colori. Non possiamo stare a guardare inermi la cancellazione dei nostri valori, dei nostri punti fermi, delle nostre certezze. Ora basta, i Romanisti scenderanno in piazza e si faranno sentire con un sit-in che si terra' domani, venerdi 17 a piazza Guglielmo Marconi alle ore 15.0 0, di fronte la sede amministrativa dell'"azienda" As Roma. Questo e un invito a chiunque si senta tradito nell'animo, a chiunque ritenga giusto mostrare il suo disappunto, come lo ritengono giusto i ragazzi della Curva Sud perché la Roma è un bene comune, ma sopratutto la Roma è del suo popolo. Per questo chiediamo rispetto ed è per questo che non devi far mancare la tua presenza.
L'AS ROMA APPARTIENE A NOI".
Avete 11 giorni per farlo firmare.....
INSIDEROMA.COM - GABRIELE NOBILE - “I ricavi degli sponsor sono cresciuti in maniera direttamente proporzionale all’engagement che il club ha saputo raggiungere sul web. Ritengo il reparto digital della Roma il migliore nell’ambito sportivo.” Parole di James Pallotta, presidente di AS Roma, rilasciate solamente pochi giorni, durante un suo intervento al summit Sports Decision Maker. Sempre recentemente, il maggior azionista giallorosso, direttamente attraverso un suo intervento sull’account ufficiale twitter del club di Piazzale Dino Viola, aveva richiamato l’attenzione dei fans romanisti per poter spostare il focus sullo stadio utilizzando queste parole: “Se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento”. Subito dopo si è scatenata una giusta reazione da parte dei tifosi che hanno preso di mira gli account twitter del sindaco, Virginia Raggi, e di altri esponenti del governo capitolino, chiedendo, in sostanza, di sbrigarsi e concludere l’iter dello Stadio.
Ieri la Roma ha annunciato, sempre tramite un comunicato apparso sui social ufficiali del club, che Daniele De Rossi non sarà più un giocatore della Roma, subito dopo il match che la squadra di Ranieri giocherà il 26 maggio all’Olimpico contro il Parma. Sempre in giornata lo stesso Daniele De Rossi, con affianco il CEO dell’azienda Roma, Guido Fienga, è intervenuto in conferenza stampa per dire la sua sul non rinnovo di contratto e la scelta di non accettare l’offerta che la Roma stessa gli aveva presentato, ovvero di smettere di giocare a calcio per diventare un nuovo dirigente del club capitolino. Questa più o meno è la cronaca della pazzesca giornata di ieri, in salsa giallorossa.
La reazione dei tifosi è stata veemente, con la maggior parte degli stessi che hanno preso di mira gli account ufficiali della Roma (Facebook, twitter, instagram etc) per urlare contro la società, ritenendo che la scelta di ammainare l’ultima grande bandiera giallorossa, il 36enne Daniele De Rossi, sia stato un grande errore. Presi di mira anche tutti gli account social che girano intorno al club di Trigoria, in primis quelli relativi agli sponsor, come la Qatar la Hyundai , passando per gli insulti arrivati alla pagine del ristorante di proprietà delle sorelle del presidente a Boston.
Mai come in questa situazione, relativa al fatto che dal 26 maggio il calciatore, capitano e uomo Daniele De Rossi non sarà più un effettivo della rosa romanista, c’è stato un coinvolgimento unanime da parte della tifoseria giallorossa. Tranne rarissime eccezioni, tutti ma proprio tutti vorrebbero un ripensamento da parte di James Pallotta per ridare la maglia numero 16 al capitano giallorosso, almeno per un’altra stagione. I tifosi hanno coniato un hashtag: #avete11giorniperfarlofirmare. Un claim nato probabilmente per l’amore infinito per De Rossi, ma anche un segnale di come lo sdegno arrivato tramite i social network, tanto amati da Pallotta, potrebbe rivelarsi un boomerang se lo stesso presidente non farà un passo indietro. L’umiltà di riconoscere un proprio sbaglio potrebbe rivelarsi il primo vero atto d’amore di Pallotta nei confronti della tifoseria giallorossa, privata da ieri, del suo elemento centrale, non solo puramente figurativo ma anche emozionale e perche no, anche tecnico.
Una società senza futuro che dimentica il passato e ammaina le bandiere
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - I tifosi della Roma sono sotto shock. Ieri, è stata convocata una conferenza stampa con protagonista Daniele De Rossi ed al suo fianco il nuovo CEO del club Guido Fienga per sancire la separazione del capitano e bandiera romanista dopo 18 anni vissuti con la stessa maglia. Proprio come accadde 2 anni fa con Francesco Totti, gli artefici delle decisioni più impopolari e sbagliate della storia del club romanista sono rimasti nelle rispettive sedi: Boston e Londra e le responsabilità sono state delegate ai neofiti della società. Ieri toccò a Monchi, già tornato a Siviglia dopo 2 stagioni disastrose in giallorosso e stavolta a Fienga, che senza offesa per nessuno, certamente non ha lo spessore che per esempio ha Giuseppe Marotta all'Inter o aveva Luciano Moggi alla Juventus.
Anni fa, Franco Baldini parlò di deromanizzazione della società e sta portando a termine la sua opera. Il paragone con la Juventus ed il caso Del Piero o Marchisio non sta in piedi perché a fronte di addii "sanguinosi" come furono quelli, i bianconeri hanno portato a casa scudetti, coppe Italia e 2 finali di Champions League. Al contrario, a Trigoria sono stati incassati risultati deludenti, amarezze, plusvalenze poco utili per vincere e sconfitte che sono entrate nella storia della Roma. Il 26 maggio 2013 la Roma ha perso la finale di Coppa Italia contro la Lazio, il 28 maggio 2017 è stata l'ultima partita di Francesco Totti per volere della società più che del calciatore e storico leader, bandiera, capitano e simbolo del club ed il prossimo 26 maggio ci sarà l'addio alla casacca romanista di Daniele De Rossi. Questi "i successi" della proprietà americana conditi con il 6-1 di Barcellona-Roma, l'1-7 di Roma-Bayern Monaco ed in ultimo il 7-1 di questa stagione nei quarti di Coppa Italia a Firenze contro una formazione che ancora non è matematicamente salva. Questo il progetto della proprietà americana, che si sta compiendo in toto ed in queste ore si sta svolgendo una manifestazione di protesta paciifica davanti ai cancelli di Trigoria, nonostante una pioggia battente ed il pericolo di sanzioni e Daspo.
Oggi, sono andati a parlare con i supporters giallorossi il ds Massara (prossimo a salutare), il mister Ranieri (che ha ribadito il suo addio a fine campionato) ed il diretto interessato, Daniele De Rossi (che ha confermato che lascerà la Roma anche nel caso la società faccia un passo indietro). Insomma, dov'è il "management" dell' "azienda" Roma? Dove sono coloro i quali hanno realizzato quest'altro affronto alla tifoseria romanista? Perché delegare a chi non ci sarà più tra meno di 2 settimane? Ora basta. Mister President, cerchi nuovi acquirenti, questo club non fa per lei!
La Lazio conquista la Coppa Italia. Atalanta battuta 2-0
La finale di Coppa Italia tra Lazio ed Atalanta è terminata con il risultato di 2-0 in favore dei biancocelesti. Il match si è deciso nel finale con le reti all'82' di Milinkovic-Savic (colpo di testa su corner) ed al 90' di Correa.
Buffon a De Rossi: "In bocca al lupo Lele, buona strada" (foto)
Gianluigi Buffon, ex Juventus ed oggi al PSG, ha voluto salutare Daniele De Rossi con un messaggio sul proprio profilo Instagram:
"C’è una bella canzone il cui testo recita così:
“Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s'è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada”. In bocca al lupo Lele. In bocca al lupo perché sei una persona speciale. Di quelle che vale la pena incontrare nella vita.
Perché nella vita l’eleganza è saper fare silenzio quando gli altri fanno rumore. E nei tuoi silenzi ho sempre trovato equilibrio, compostezza e maturità.
Un abbraccio amico mio! E buona strada!"
Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Gianluigi Buffon (@gianluigibuffon) in data: Mag 15, 2019 at 12:12 PDT
De Rossi non terrà un discorso al termine di Roma-Parma. Saluterà i tifosi con una pagina di giornale
Roma-Parma sarà l'ultima partita di De Rossi come calciatore e capitano dei giallorossi. Al termine del match il capitano svestirà per l'ultima volta la maglia della Roma ma, a differenza di Totti, non terrà un discorso dal campo a fine partita. Ma invece, come riferisce Sky Sport, comprerà una pagina di giornale per salutare i suoi tifosi.
InsideRoma Daily News: Contestazione dei tifosi davanti Trigoria. Stampa Inglese su De Rossi "scelta vergognosa e imprudente della società"
NOTIZIE DEL GIORNO | 15 MAGGIO 2019
QUI ROMA
In casa Roma continua a tenere banco la vicenda De Rossi, legata alla mancata decisione della società di rinnovargli il contratto. Sono arrivate nuove parole di stima da ex compagni ed avversari, tra cui Marchisio che ricorda come la Juventus inseguì De Rossi ma senza successo. Stima anche da Cairo, presidente del Torino, che però sottolinea come non prenderebbe De Rossi in squadra vista l'età.
I tifosi giallorossi non sono d'accordo con la scelta della società ed hanno deciso di protestare davanti Trigoria chiedendo un confronto. Confronto al quale sono interventi lo stesso De Rossi, Ranieri e Massara.
Contraria anche la stampa inglese, che ha definito la scelta di non rinnovare De Rossi "vergognosa ed imprudente".
Intanto la squadra si prepara al prossimo match di campionato con una sessione tecnico-tattica con partitella finale. Assente Lorenzo Pellegrini e Zaniolo, ma per il classe '99 si è trattata di sempplice gestione e non infortunio.
MERCATO
Per quanto riguarda il mercato, la Roma è ancora alla ricerca di un attaccante che possa sotituire Dzeko in caso di partenza. Piace Marega del Porto, che è nel mirino anche del West Ham.
QUI SASSUOLO
In casa Sassuolo ha parlato il tezino Lirola, che non ha paura degli avversari: "La Roma ha grandi giocatori ma faremo il massimo. Vogliamo fare punti per arrivare decimi".
INTERVISTE
Cairo: "De Rossi giocatore di grandisismo livello, ma non lo prenderei"
Marchisio: "Volevamo convincere De Rossi a venire alla Juve, ma non è servito"
Del Piero: "So come ti senti, sei una persona speciale"
Zoff: "Dispiace che sia arrivato questo momento"
Stampa inglese: "Scelta imprudente e vergognosa non rinnovare il contratto a De Rossi"
La scelta della Roma di non rinnovare il contratto di De Rossi sta facendo il giro del mondo. In Inghilterra, infatti, se n'è occupata anche il quotidiano The Independent, che ha così commentato la vicenda:
"Al meglio è stata una scelta imprudente, viste le polemiche che circondano il club, ma molti stanno comprensibilmente definendo la mossa vergognosa considerato il suo contributo negli ultimi 20 anni".
Lirola: "Con la Roma vogliamo fare punti per arrivare decimi. Hanno grandi giocatori ma faremo il massimo"
Pol Lirola, terzino del Sassuolo, era presente oggi in conferenza stampa a 3 giorni dal match contro la Roma, in programma sabato alle 20:30 a Reggio Emilia. Queste le sue dichiarazioni:
"Il nostro obiettivo ora è il decimo posto, possiamo dare fastidio a tutti come fatto con il Torino. Con la Roma vogliamo fare punti per arrivare decimi. Sarà una gara molto calda, tesa. Loro vogliono qualificarsi per l'Europa ma contro le grandi squadre abbiamo sempre fatto bene e proveremo a fare bene anche sabato. Costruiremo l'azione da dietro, cercando di fare gol senza paura. La Roma ha grandi giocatori ma faremo il massimo".
Arrivate già tante offerte a De Rossi sia da club italiani che stranieri
Tante richieste per Daniele De Rossi sia dall'Italia che da club esteri. Questo è quanto fa sapere Sky Sport, in merito al futuro dell'ormai ex capitano della Roma dopo l'ufficializzazione della sua chiusura del rapporto con la società capitolina al termine della stagione. Il giocatore non ha ancora deciso né escluso qualsiasi ipotesi.
Daniele De Rossi, Uno di Noi
INSIDEROMA.COM - ALESSANDRO CAPONE - Di gioie e dolori negli anni ne hai vissute tante. Si, è vero anche che passa il tempo e cambia la gente, ma ci sono cose che non possono e non devono (dovrebbero?) cambiare. Fin da bambini abbiamo avuto dentro di noi sogni, passione e senso di appartenenza. Passione e senso di appartenenza che ci inorgogliscono e danno un senso a qualcosa che altrimenti un senso non avrebbe. Passa il tempo dicevamo, cambia la gente ovviamente, cambiano le generazioni, cambiano i modi di approcciarsi alla passione e di vivere quel senso di appartenenza. Ecco, già questo di per se si fa fatica ad accettarlo, ma un conto è il cambiamento che gli anni ti mostra, mostrandoti i tuoi anni, un conto è il continuo tentativo di estirpare le radici per piantare nuovi semi da far germogliare in business, dove il pubblico sarà solo spettatore, sarà solo cornice, sarà solo un portafoglio da svuotare.
Ecco, questo non deve e non può accadere. Gioie e dolori dicevamo anche. Gioie e dolori dettati sempre e solo dall’inseguire un sogno, si sempre quello del bambino che sale i gradoni dello stadio per la prima volta nella mano con il papà. Un sogno che è cresciuto di pari passo con la statura e l’età. Gli occhi anche, sempre gli stessi, che cercavano e cercano nel rettangolo verde questo sogno trasportato in campo.
Roma è questo per noi, un sogno ad occhi aperti che cerchi guardando questo prato e delle volte, se sei fortunato, se guardi bene, lo trovi. E allora ti si apre un mondo in cui quel sogno lo vedi realizzato. Che anche alla soglia dei 40 speri ancora di avere una possibilità di correre verso la Sud ad esultare per un gol mostrando e baciando quella maglia che tanto rappresenta. Ecco cosa è Daniele De Rossi. Daniele è quel sogno che vedi realizzato, quello che hai sempre sperato, sei tu sul campo. Sei quella radice che è cresciuta germogliando e fiorendo sotto il sole di casa tua. Daniele, ora, è quella radice che stanno estirpando.
O si, di battaglie nei hai fatte tante, con lui insieme a te, insieme, noi. Un vanto, un baluardo, Un rappresentazione del tifo Romanista. C’era con te sul campo e c’eri tu con lui sugli spalti in quel primo gol al Torino e c’eri anche a Genova contro la Samp l’ultima volta in mezzo a quel settore che lui guardava braccia al cielo esultando con la cena di fuori come e con te.
Se fosse un film la sua carriera potrebbe sembrare il riassunto di ciò che siamo e che la storia ci ha riservato. Gioie (poche forse), dolori (troppi forse) ma in fondo quanta differenza passa fra la gioia e un dolore? Sono stati d’animo opposti eppure così vicini da vivere insieme. Sempre noi. Ma non vale la pena misurarle in trofei. Le emozioni, i sogni, a volte sono sicuramente in quei tiri usciti di un centimetro o in quel pallone che bacia il palo ed entra. Però le trovi soprattutto in chi come Daniele, non lo conosci magari di persona, ma è come se avessi con lui un legame che va oltre la conoscenza. Un legame fatto di amore per i nostri colori, di sogni visti realizzati. Sei stato con lui e lui con te. Siamo stati noi, tutti insieme, in ogni scivolata, in ogni contrasto, in ogni tiro, in ogni lacrima, in ogni gioia in ogni esultanza.
Sentire quella conferenza è stato un macigno. Hai sentito come se le parole dette a lui fossero state dette a te. Perché tu, con lui. Lui con te. Poi di 600 battaglie insieme, fianco a fianco a lottare per i nostri colori. Hai sentito il tuo sogno da bambino calpestato. Senti le tue radici che vengono tirate con forza via dal terreno. Ma no, questo non lo possono fare. Lo stemma, la data di nascita, le “offese”, il modo di fare di oltreoceano, no, questo non puoi accettarlo. È come se avessero cacciato te.
Intorno continuano a cercare di cambiare quello che è meraviglioso proprio perché così. Così viscerale, così fuori controllo. Come può essere catalogato e tenere a bada l’amore, una passione? Come si può far fuori qualcuno che se avesse avuto più di una carriera l’avrebbe data alla Roma? Come si può pensare di voler cambiare una mentalità che rende tutto magico proprio perché vera e sincera? Come possono cacciarti da casa tua?
Un giorno potrai raccontare di aver vissuto il tuo sogno, di aver aver esultato sotto la curva, di aver baciato la tua maglia, di aver lottato per i tuoi colori in campo.
No, non lo hai fatto fisicamente sul campo, ma è come se fosse così, perché ti sei rivisto in Daniele, sempre. Nelle parole oneste, sempre dalla parte della gente.
Oltre a questo, purtroppo, potrai raccontare di quando hai visto tentare di distruggere la tua storia da chi della tua storia, della tua vita, non ne può sapere nulla. Di chi vuole trasformare la tua passione in business, da chi ti vede come un cliente e non come una risorsa, qualcosa che ne fa parte.
Dirai però anche di quelle scivolate, di quei contrasti, di quelle esultanze, di quel trascinamento, di quelle imprese di cuore, gli racconterai di quando eri in campo con Daniele.
Intanto, adesso, ti ritrovi a fare i conti con il presente. Un presente in cui difenderai le tue radici, le tue passioni. Un presente in cui il tuo senso di appartenenza e il sogno saranno più forti dei cambiamenti e soprattutto di chi vuole cambiare. Cercherai ancora più forte di trasmettere alla prossima generazione che cosa vuol dire essere della AS ROMA 1927.
Non è difficile capire che è il momento di non mollare. Di stare tutto insieme. Da una parte c’è chi parla di settori ospiti, di amici, di birre e di panini e anche un po’ di campanilismo e “ignoranza” insomma, di emozione, brivido e sentimento. Dall’altra parte c’è chi parla di azienda... Non è e non sarà mai una azienda... non è e non sarà mai solo un gioco.
Oltretutto, oltre a tutti, difenderai i tuoi colori e il tuo essere, il nostro essere, da chi non ascolta il cuore ma il denaro. Di chi vive di incassi e milioni mentre tu incassi e ti prepari alla milionesima battaglia.
In fin dei conti però, oggi, provi a riordinare le idee, a rimetterti in forza. Ti senti cacciato tu dal posto che ami, che onori, che difendi e vorresti dire solo una cosa... Daniè per favore... te lo chiedo io... dimme che è solo un arrivederci... nun po esse un addio.