Florenzi rientra oggi a Roma per via dell'infortunio al polpaccio, salterà le 2 gare di qualificazioni ad Euro 2020
Il problema al polpaccio sinistro di Alessandro Florenzi sembra più serio del previsto. Il terzino giallorosso, fermatosi ieri durante il ritiro di Coverciano con gli Azzurri, salterà le due sfide di qualificazione a Euro 2020 con Finlandia e Liechtenstein. Il giocatore, secondo quanto riporta gianlucadimarzio.com, farà rientro a Roma nella giornata di oggi.
De Biasi: "Zaniolo talento più interessante della serie A"
Gianni De Biasi, ex allenatore dell'Albania, è stato intervistato dal portale tuttomercatoweb.com e ha parlato della nostra serie A e del suo futuro. Queste le sue dichiarazioni:
“La Juve gioca un campionato a parte, mentre il Napoli si sta confermando per il secondo posto anche se ha fatto meno punti rispetto allo scorso anno. Ma è normale”.
A mercato chiuso il Napoli ha ceduto Hamsik.
“Hanno voluto dare ad Hamsik una gratificazione per l’attaccamento dimostrato. E al di là di Hamsik, il Napoli sta dando un bel contributo in termini di spettacolo”.
L’Inter ha portato a casa il derby...
“La vittoria dei nerazzurri nel derby rasserena l’ambiente, è rientrato anche il caso di Icardi e questo darà una mano. È lotta con il Milan per il terzo posto. Sicuramente aver vinto il derby aiuta”.
Icardi è rientrato. Ma che caos...
“La storia poteva essere gestita meglio”.
Serie A: c’è la pausa per la Nazionale. Come vede gli azzurri di Mancini?
“Il campionato sta producendo nuovi talenti molto interessanti. Su tutti Zaniolo. Ma Barella non è da meno. Per non parlare di Chiesa. C’è una nuova generazione che può dare un contributo. L’importante è darle fiducia. La rivelazione è sicuramente Zaniolo. Non immaginavo potesse inserirsi così in un contesto difficile come quello della Roma”.
Il Toro sta ritrovando Belotti.
“È un giocatore importante. Deve cercare di tornare ai livelli di un tempo, era un’ira di Dio”.
Mister, rassegnato a non tornare in panchina prima del prossimo anno?
“Per mia scelta, sì. Se avessi voluto rientrare lo avrei fatto. Voglio ripartire da qualche progetto importante”.
Qualche chiamata l’ha ricevuta...
“Ho preferito lasciar perdere. Sia Frosinone che Venezia. Così come l’Armenia”.
Serie B: chi andrà in Serie A?
“Il Brescia su tutti. E se il Palermo riesce a tenersi isolato dalle vicende societarie può fare qualcosa di importante”.
Corruzione, indagato anche Frongia. De Vito: rovinata la mia reputazione
CORRIERE DELLA SERA - L’inchiesta nata dalle tangenti di Luca Parnasi arriva a lambire il cerchio magico di Virginia Raggi, fino a far comparire tra gli indagati il nome del suo più fidato collaboratore in giunta, l’ex vicesindaco e poi assessore allo Sport, Daniele Frongia, che ieri si è autosospeso da M5S [...]. L’accusa per lui è corruzione, ma si tratta di una iscrizione relativa al primo capitolo delle indagini che mercoledì hanno portato in carcere anche il presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito.
Una vicenda del 2018, dunque, che emerge oggi e potrebbe presto esaurirsi con una richiesta di archiviazione. Frongia è finito sotto inchiesta per la ventilata possibilità di far assumere una persona da lui segnalata in una società del gruppo Parnasi. L’imprenditore arrestato nel giugno scorso ha raccontato ai pm di aver chiesto all’assessore un nome per il ruolo di responsabile delle relazioni istituzionali della Ampersand. Resta invece di strettissima attualità il secondo capitolo dell’inchiesta, in cui i pm Ielo, Zuin e Spinelli, sulla base di indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, hanno chiesto e ottenuto l’arresto di De Vito e del suo amico, socio e presunto complice, Camillo Mezzacapo. I due sono comparsi ieri davanti al gip Tom selli per gli interrogatori di garanzia. Mezzacapo si è limitato a dichiarazioni spontanee («Non ho preso tangenti ma compensi per attività professionali che nulla avevano a che fare con l’attività politica di De Vito. La Mdl srl non è una società-cassaforte e non è in alcun modo riconducibile a De Vito»); De Vito ha scelto di non rispondere, perché il suo avvocato, fresco di nomina, Angelo Di Lorenzo, ha chiesto più tempo per studiare il fascicolo. I nomi di Frongia e De Vito si incrociano in un’intercettazione in cui il secondo parla con Parnasi dell’ex Fiera e concordano, secondo il gip, di contattare il capogruppo grillino in consiglio comunale, Paolo Ferrara, e l’assessore. De Vito: «Lavoriamo un po’ sulla maggioranza». Parnasi: «Sì sì, assolutamente». De Vito: «Mo’ riparla con Daniele (Frongia, ndr)».
Idea Petrachi per portare Antonio Conte sulla panchina della Roma
Gianluca Petrachi uno dei candidati per ricoprire il ruolo di direttore sportivo alla Roma. Secondo quanto riferisce il portale granata toro.it, il ds granata rappresenterebbe il tassello per arrivare ad Antonio Conte e quindi convincerlo a sposare il progetto della Roma. Petrachi e l'ex tecnico juventino sono infatti amici di vecchia data.
Stadio della Roma, le prossime tappe: Variante e Convenzione
IL ROMANISTA - DE ANGELIS - Entro aprile dalla Roma ci si attende che venga completato l'iter amministrativo per l'approvazione della Variante al Piano Regolatore Generale e la Convenzione Urbanistica. I due atti che mancano per tornare in Regione e ottenere il via libera a costruire. Andare oltre sarebbe un rischio (sia per la pubblica amministrazione che per i proponenti) non tollerabile, e che potrebbe comportare una slittamento ulteriore di mesi a quel punto. L'indicazione (non il consiglio, ma qualcosa di più perentorio) dall'alto è stata data dai vertici del Movimento 5 Stelle alla guida del Comune, ed è stata quella di non fermarsi e di velocizzare il lavoro per il completamento della Variante al Piano Regolatore Generale della città. Mancherebbero pochi documenti e poi i tecnici dell'assessore Luca Montuori sarebbero pronti a presentare il documento in Giunta.
Più complesso, ma anche in questo caso prossimo alla conclusione, il lavoro per la stesura della Convenzione Urbanistica, il contratto che legherà pubblico e privato, e che vedrà coinvolto oltre al Comune di Roma, anche la Città Metropolitana, la Regione Lazio e lo Stato. Balla sul piatto della bilancia circa un miliardo di euro di soldi privati, per questo non si sta lasciando nulla al caso. Non ci sono inchieste che tengano. L'ultima, quella che riguarda Marcello De Vito, non tocca lo stadio ed anzi riguarda comportamenti (presunti) in molti casi addirittura successivi all'arresto di Luca Parnasi. Per non parlare della prima inchiesta, la Rinascimento. E la notizia di ieri dell'indagine nei confronti dell'Assessore Daniele Frongia, non può preoccupare, anzi deve solo far interrogare ogni cittadino che sia anche minimamente interessato alle sorti dello stadio. Perché le notizie emerse ieri sull'ennesimo pezzo da novanta dell'amministrazione grillina sono al limite del surreale.
Guerre stellari
IL FATTO QUOTIDIANO - TRAVAGLIO - Ci sono due modi di affrontare la notizia dell'arresto di Marcello De Vito, presidente M5S dell'Assemblea capitolina, per corruzione. Il primo è quello dei partiti e dei giornali al seguito: evviva, anche i 5Stelle (uno in dieci anni, per la verità) rubano; ma, siccome parlano di onestà mentre gli altri se ne guardano bene, le loro corruzioni sono infinitamente più gravi di quelle degli altri; anzi, se ruba un 5Stelle, allora le centinaia di ladri degli altri partiti sono scagionati o autorizzati a rubare; infatti degli scandali del M5S si parla per settimane, mentre di quelli degli altri nemmeno per un giorno.
Il secondo è quello di chi vuole capire ciò che accade e possibilmente trovare antidoti per evitare che si ripeta. E quegli antidoti, quando la disonestà è un fatto individuale, non di sistema odi partito, come emerge dalle accuse a De Vito, sono difficili da trovare. Ma passano necessariamente attraverso meccanismi più severi ed efficaci nella selezione della classe dirigente. Abbiamo spesso massacrato i 5Stelle perla loro selezione a casaccio. E confermiamo: le autocandidature votate online, senza una preparazione in apposite scuole di politica e di amministrazione, possono premiare persone di valore come pessimi soggetti. La regola dei due mandati, utile per evitare le incrostazioni di potere e i compromessi per comprarsi la rielezione in saecula saeculorum, può diventare addirittura criminogena: chi è privo di scrupoli, se ha poco tempo, lo impiega per arraffare tutto il possibile. Contro le mele marce insospettabili (se il resto del cestino è sano), non c'è che la repressione: i casi De Vito si scoprono soltanto con più intercettazioni, anche per reati che ora non le prevedono (finanziamento illecito, abuso d'ufficio, falso in bilancio), e con gli agenti infiltrati introdotti dalla Spazzacorrotti che offrono mazzette e testano l'integrità dei pubblici amministratori. Poi, certo, i partiti devono controllare i loro dirigenti, eletti e amministratori. Ma non solo i 5Stelle: tutti. Chi se la ride per De Vito, fingendo di dimenticare i mille supermegamaxidevito che ha in casa (e si guarda bene dall'espellere), ricorda come un mantra leculpae ineligendo della Raggi e dei 5Stelle con Marra e Lanzalone, dovrebbe spiegare ai cittadini i propri criteri di selezione. Che non sono neppure casuali come quelli pentastellati: sono molto peggio, perché sono scientifici. Come quelli del bar di Guerre stellari. Lasciamo perdere il centrodestra, che s'è appena visto condannare il suo ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a 6 anni, per tacere di tutti gli altri arraffoni del giro Buzzi e Carminati.
Ma Walter Veltroni? È una brava persona ed è stato un buon sindaco: ma come fu che, al suo fianco, spuntò Luca Odevaine, che rubò per anni a man bassa con quelli di Mafia Capitale? E Beppe Sala? Da tutti additato come un sindaco modello, non ha quasi mai azzeccato un collaboratore. Quando dirigeva Expo 2015, si vide portar via uno dopo l'altro tutti i suoi fedelissimi, senza mai accorgersi di nulla: il suo braccio destro Angelo Paris, arrestato con la cupola degli appalti; il suo subcommissario Antonio Acerbo, responsabile del Padiglione Italia e delle vie d'acqua, arrestato con Andrea Castellotti, facility manager di Palazzo Italia; Antonio Rognoni, capo di Infrastrutture Lombarde, arrestato; Pietro Galli, promosso a direttore generale vendite e marketing malgrado una condanna per bancarotta (poi segnalata, invano, da Cantone); Christian Malangone, dg di Expo, condannato. Siccome il talento va premiato, Sala divenne sindaco di Milano e anche lì si dimostrò un talent scout da far impallidire dieci Raggi: nominò assessore al Bilancio e Demanio il suo socio in affari Roberto Tasca; promosse segretario generale Antonella Petrocelli, imputata per turbativa d'asta, poi in cinque giorni fu costretto a revocarla; come capo di gabinetto, chiamò senza gara l'avvocato Mario Vanni, tesoriere del Pd milanese, con stipendio da dirigente, poi purtroppo si scoprì che non aveva i requisiti dirigenziali richiesti dalla legge Madia per ricoprire l'incarico (poco male: il supersindaco si tiene anche il vecchio capo di gabinetto di Pisapia, col compito di firmare gli atti che Vanni non può firmare). A Roma, poi, non c'è solo "il modello Raggi a pezzi" (il titolo di Repubblica sull'arresto dell'acerrimo nemico della Raggi). Ci sarebbe pure, anche se nessuno se n'è accorto, il governatore del Lazio e neo segretario del Pd Nicola Zingaretti indagato per finanziamento illecito e ancora in attesa di archiviazione per falsa testimonianza al processo Mafia Capitale.
E nel caso Parnasi-Lanzalone, gli unici politici imputati sono due di FI (l'ex vicepresidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi e il capogruppo in Comune Davide Bordoni) e uno del Pd (l'ex assessore regionale Michele Civita), mentre sono indagati il tesoriere della Lega, Giulio Centemero, e quello del Pd renziano Francesco Bonifazi. Nessuno dei quali, diversamente da De Vito, risulta espulso dal suo partito. Né tantomeno arrestato, ci mancherebbe. Intanto il dibattito sulla classe dirigente 5Stelle prosegue. Dal bar di Guerre stellari. Ps. Ieri il sito de La Stampa apriva l'homepage sull'assessore Daniele Frongia indagato perché Parnasi gli chiese consiglio su un giornalista capace per il suo ufficio stampa e lui glielo diede, con questo titolo: "Mazzette a Roma: indagato l'assessore Frongia, fedelissimo della sindaca Raggi. Le intercettazioni: Due anni per far soldi" (né Frongia, né tantomeno la Raggi, c'entrano nulla con storie di mazzette e di soldi). È la stessa Stampa che mercoledì aveva nascosto la notizia di Zingaretti indagato in un francobollino a pagina 10. Vergogniamoci per loro.
Raggi bloccata, tra inchieste e malcontento
IL FATTO QUOTIDIANO - GOMEZ - Per capire che cosa sta accadendo a Roma, dove il Movimento 5 Stelle sta rapidamente bruciando gran parte del suo consenso elettorale, è utile fare un tuffo nel passato e guardare a Milano. Nella metropoli lombarda, tra i residenti più anziani, esistono due opinioni diverse su Carlo Tognoli e Paolo Pillitteri, i due sindaci socialisti che amministrarono la città a cavallo tra gli anni 80 e 90. Entrambi furono coinvolti nell'inchiesta Mani Pulite. Molti dei loro assessori e alcuni esponenti di spicco delle coalizioni che li sostenevano risultarono profondamente invischiati nel sistema delle tangenti. Ma se di Tognoli la maggioranza dei milanesi conserva tutto sommato un buon ricordo, non lo stesso si può dire di Pillitteri.
Il perché chiaro. Durante gli anni di Tognoli, Milano appariva in costante progresso. I socialisti (e gli altri partiti) rubavano, ma venivano inaugurate opere pubbliche, c'erano decine e decine di iniziative culturali, l'economia girava a mille e anche chi denunciava gli scandali aveva la sensazione di vivere in una città orientata verso il futuro. Con Pillitteri invece tutto, o quasi, si fermò. Il nuovo Piccolo Teatro, allora simbolo della Milano che voleva competere con le capitali europee, ci mise anni e anni prima di essere terminato (a causa delle tangenti). E a rilento andavano i cantieri della metropolitana e del passante ferroviario, due arterie sotterranee destinate a cambiare in meglio la vita dei milanesi. Per questo, anche sedi fatto le due giunte avevano commesso i medesimi reati, quando esplose Mani Pulite l'opinione dei cittadini sui due sindaci rimase profondamente diversa. Guardiamo ora cosa sta accadendo a Roma.
Dal punto di vista penale, la giunta di Virginia Raggi non può essere paragonata a quelle milanesi coinvolte nell'inchieste su Tangentopoli. Ha un solo assessore indagato (Daniele Frongia per ilq uale potrebbe presto essere chiesta l'archiviazione) e ha visto finire in manette il presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, e un importante consulente, l'avvocato Luca Lanzalone. Ma se il malaffare appare molto meno diffuso rispetto ad allora (e anche rispetto a quanto accadeva solo pochi anni fa proprio a Roma con Mafia Capitale) la sindaca Raggi suscita malcontenti sempre maggiori. Dopo tre anni di amministrazione, la città, secondo molti suoi abitanti, non è migliorata. Secondo altri è addirittura peggiorata.
È certamente vero che chi aveva governato Roma prima di lei aveva lasciato solo macerie. Ma36 mesi di amministrazione sono molti, anche perché a Palazzo Chigi, da un anno, c'è un esecutivo amico. Così, oggi, aver scoperto un presunto ladro tragli eletti 5Ste1le peggiora ulteriormente la situazione. Gli attivisti del Movimento possono certamente sottolineare che, a differenza di quanto accade in altri partiti, Luigi Di Maio non ha semplicemente sospeso, ma immediatamente espulso De Vito, o che quest'ultimo rappresentava l'opposizione interna alla sindaca. Ma chi vive e vota a Roma giudicala giunta solo da quello che vede: i servizi pubblici, la pulizia e il manto delle strade, la manutenzione del verde. Se poi a tutto questo si aggiunge un'indagine che verosimilmente allungherà ulteriormente i tempi di costruzione dello stadio e del recupero dell'area dei mercati generali, ecco chela miscela della delusione diventa esplosiva. Il conto alla rovescia corre sempre più veloce. Per disinnescarlo la giunta Raggi ha una sola possibilità: migliorare finalmente la vita dei romani. Ma arrivati a questo punto è giusto chiedersi se sia davvero in grado di farlo. Chi scrive pensa di no.
Roma, indagato Frongia. Di Maio lo fa sospendere
IL FATTO QUOTIDIANO - PACELLI - ZANCA - Il giorno dopo l'arresto per corruzione del presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito, un'altra grana si abbatte sul MSs: anche Daniele Frongia, già vicesindaco in Campidoglio oggi assessore allo Sport, è indagato dalla Procura di Roma nell'ambito del filone principale dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma, quello dal quale è nato il troncone d'indagine che ha portato all'arresto di De Vito. L'accusa per Frongia è corruzione: avrebbe segnalato - come Il Fatto raccontò il 22 settembre - una persona da assumere in una delle società del costruttore Luca Parnasi, accusato dai pm di Roma di essere a capo di una associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione.
Era stato lo stesso Parnasi a raccontare ai pm, durante un interrogatorio, di aver chiesto lui stesso a Frongia se avesse qualcuno da segnalargli come responsabile delle relazioni istituzionali di una sua società, la Ampersand. Frongia avrebbe proposto una donna di 30 anni. L'incarico poi non fu formalizzato, anche perché Parnasi venne arrestato prima. L'imprenditore romano però ai pm ha anche detto di non aver mai ricevuto pressioni o richieste di favori da parte di Frongia. La Procura hai scritto quindi l'assessore nel registro degli indagati, mala sua posizione va verso l'archiviazione. Quando Il Fatto pubblicò a settembre le rivelazioni di Parnasi, Frongià spiego: "Parnasi avrebbe dichiarato che sarei uno dei pochi, forse l'unico, tra i politici che ha incontrato a non avergli mai chiesto né ad aver ricevuto favori. È così. L'ho incontrato un paio di volte, come faccio con tanti imprenditori che vogliono investire nello sport a Roma, e in una occasione mi disse di essere alla ricerca di personale specializzato per una sua nuova azienda chiedendomi se conoscessi qualcuno con determinate competenze. A puro titolo di condivisione, ho passato questa informazione a persone con i requisiti ricercati". Appena la notizia della sua iscrizione per corruzione è diventata pubblica, ieri pomeriggio alle 16, l'assessore - fedelissimo di Virginia Raggi - ha fatto sapere che"avendola certezza di non aver mai compiuto alcun reato e appurato che non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia, confido nell'imminente archiviazione".
Qualche ora più tardi, però, l'ex vicesindaco ha dovuto annunciare la sua autosospensione dal Movimento e rimettere le deleghe da assessore: una decisione arrivata dopo il pressing di Luigi Di Maio, che ieri ha spedito in Campidoglio il suo emissario Max Bugani per capire i contorni della vicenda. Che evidentemente non lo hanno convinto. Più volte, ieri, il capo politico dei 5 Stelle ha sentito Virginia Raggi. E non ha mancato di farle arrivare il suo "disappunto": in ballo, le ha spiegato, c'è l'immagine del Movimento, che non può essere danneggiata da qualcuno che ha affrontato le cose "con sufficienza". Non solo perché - secondo i principi grillini - i rapporti con Parnasi andavano gestiti coi piedi di piombo, ma anche perché Frongia non avrebbe informato i vertici M55 dell'indagine a suo carico. Secondo quanto ricostruito, Frongia era a conoscenza da qualche giorno dell'inchiesta che lo riguardava, maavrebbesottovalutatolaquestione,certodellaprossima archiviazione. Di Maio - che, ricordiamolo, finì nei guai per non aver condiviso la mail che lo avvertiva dell'inchiesta su un altro membro della giunta Raggi, l'ex assessore all'Ambiente Paola Muraro - non ha gradito tanta riservatezza. Fonti vicine al capo politico fanno sapere che solo ieri alle 14 Frongia avrebbe "furbescamente" scritto ai probiviri, consapevole che la notizia sarebbe stata pubblicata on line, come poi del resto è avvenuto. "Non ci si comporta così": al di là dell'esito giudiziario della vicenda, insistono dal M55, l'atteggiamento del braccio destro della Raggi "ha un peso". E non è passato per nulla inosservato.
Allenamento Roma, lavoro atletico ed esercitazioni tecniche. Oggi lo staff sanitario giallorosso valuterà l'infortunio al polpaccio di Florenzi
La squadra torna ad allenarsi al “Fulvio Bernardini” per preparare la sfida contro il Napoli (Stadio Olimpico di Roma – 31 Marzo ore 15). Dopo una prima fase di riscaldamento, Ranieri ha pianificato per il gruppo un lavoro atletico e subito dopo alcune esercitazioni tecniche. Manolas, Pellegrini, De Rossi, Under e Pastore si dividono tra terapie ed individuale in campo, mentre per Kolarov prevista solo una seduta di terapia. Florenzi sta rientrando a Trigoria, sarà valutato dallo staff sanitario della Roma, nella giornata di oggi, per valutare il problema al polpaccio accusato in Nazionale
Manolas piace all'Atletico Madrid. Per i Colchoneros la clausola di 36 milioni non sarebbe un problema
Kostas Manolas è nei piani dell’Atletico Madrid. Questo è quanto fa sapere il portale calciomercato.it, che spiega come la dirigenza dei colchoneros ritiene che il difensore della Roma abbia le giuste credenziali per far parte della retroguardia di Simeone, valutando il fatto che i 36 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria non siano un ostacolo insormontabile. Lo stesso Manolas piace ad importanti club europei come il Manchester Utd, il City ed in Italia la Juventus.
Magalhaes del Lille nuovo obbiettivo della Roma per rinforzare la difesa
Il nuovo nome per la difesa giallorossa potrebbe essere il Gabriel dos Santos Magalhaes, di proprietà del Lille. Il club francese valuta il centrale 15 milioni di euro. Questo è quanto riferisce calciomercato.it, che spiega come il profilo del brasiiano naturalizzato cileno è attenzionato anche da altri importanti club europei, in primis la Juventus.
Arresto De Vito, l'avvocato: "Faremo ricorso al Tribunale del Riesame. Presenteremo istanza nei termini"
Angelo Di Lorenzo, legale di Marcello De Vito, ex presidente dell'Assemblea capitolina, ha parlato quest'oggi in merito all'arresto del suo assistito nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma, collegata allo stadio della Roma. Queste le sue dichiarazioni:
"Faremo ricorso al Tribunale del Riesame. Presenteremo istanza nei termini, a questo punto depositeremo la richiesta la prossima settimana".