Maran: "Li rispetto ma il Cagliari può fare risultato"
GAZZETTA DELLO SPORT - FRONGIA - Una questione di testa. Con spirito, cattiveria e intelligenza giusti. Rolando Maran, il suo Cagliari e la Roma. Tra più di un dubbio e certezze. «Ci attendono cinque finali», la frase clou del tecnico alla vigilia del faccia a faccia con Nzonzi e soci. Questione di testa e di feeling, per dirla con Mina. «Veniamo da una settimana di entusiasmo, abbiamo raggiunto i quaranta punti». Maran tira dritto. Intuisce ostacoli e curve. «Dite che a Roma sono preoccupati di quel che fa il Cagliari? Spero abbiano ragione». La sfida è complicata. Ma il tecnico è fiducioso: «La squadra si è allenata bene e con le sensazioni adeguate. Saremo attenti e concentrati. Il bersaglio? Vogliamo raggiungere la salvezza aritmetica e migliorare la nostra classifica. Lo meritiamo noi e i tifosi».
DUBBI e VARIABILI «La formazione? Tutti possono giocare, già sabato contro il Frosinone, pur con tante assenze, chi ha giocato ha dimostrato di stare bene. E non c’è stata alcuna differenza nella qualità e nella gestione della prestazione». Il messaggio è chiaro. Maran amplia lo sguardo sul roster. Fuori causa Klavan, Castro e Cerri («Viene con noi ma non è al top, ha la febbre»), in gruppo riappare Cacciatore. I dilemmi nascono in mediana, con Faragò squalificato si cerca un sostituto. La prima ipotesi vede partire a sinistra di Cigarini, regista dei sardi, il gioiellino della casa, Barella. Il numero 18, scontato il turno di stop rimediato a Torino, ha firmato ottime performance alle spalle di Pavoletti e Joao Pedro. Questo pomeriggio potrebbe rivestire i panni della mezzala. Una soluzione che vede in campo Birsa nella terra di mezzo. Viceversa, con Barellik trequartista, la casella lasciata libera da Faragò se la giocano Padoin e Deiola. Un bel match. Di fatto, Maran tiene tutti in tiro.
DUELLO «Troviamo la Roma in lotta per un obiettivo, stanno bene e vengono da una serie positiva. Serviranno personalità e impatto fisico. Sfidiamo una grande che non lascia spazi e non ti fa giocare». L’allenatore rossoblù taglia corto: «Li rispettiamo ma sappiamo che se mettiamo in campo le nostre qualità possiamo fare risultato. Ranieri e Di Francesco sono grandi colleghi, ma non mi piace fare paragoni. La Roma adesso concede davvero poco. Il 2-2 dell’andata? Abbiamo capito bene che si gioca fino e oltre il 90’. Ci sono state decisioni strane ma l’abbiamo acciuffata con merito». Infine, l’sms di Tommaso Giulini. «Le parole del presidente? Importanti e motivanti. Adesso, sappiamo qual è la strada. Ma non va scordato cosa abbiamo fatto».
Roma, Conte apre: "Io in giallorosso? Vediamo". E la città sogna
GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Il sole del Salento dovrebbe allungarsi fino a Roma, spazzando via quella fastidiosa pioggerellina che ieri ha fatto spesso capolino tra il Colosseo e il Cupolone. Almeno così dicono gli esperti di meteo, almeno così sperano in tanti nella Capitale. Perché quel sole lì, quello salentino, sta facendo sognare i tifosi giallorossi molto di più di quello romano di questi giorni. E pazienza se oggi pomeriggio all’Olimpico c’è Roma-Cagliari, una Champions League da inseguire e un futuro tutto da disegnare. Roma ribolle di attesa per altro e quell’altro si chiama Antonio Conte. L’uomo che potrebbe ricolorare tutti i sogni giallorossi e che, di colpo, è diventato l’argomento principale in quasi tutti gli angoli della città. Bar, ristoranti, piazze o anche semplici chat, nell’era della comunicazione moderna. La domanda un po’ ovunque è sempre la stessa: «Ma arriva davvero?». Difficile, ma sognare è lecito e anche giusto. Nel frattempo, però, c’è da battere il Cagliari, ma a quello ci dovrà pensare Ranieri.
IN SPIAGGIA Conte in questi giorni è a casa sua, nel Salento appunto, dove si sta godendo degli squarci di sole che sembra già estate. Intercettato da una tifosa giallorossa (e collaboratrice de «laroma.info») sulla spiaggia di Porto Cesareo, ad esplicita domanda su un suo possibile sbarco in giallorosso l’ex tecnico di Juventus e Chelsea ha risposto con un «Vediamo, vediamo...» che ha incoraggiato i sogni di una città intera (almeno la parte romanista). Incalzato subito dopo anche da tifosi del Milan, Conte ha sorriso apertamente anche quando la stessa tifosa della Roma gli ha rimarcato che «da noi si vive meglio che a Milano o Londra». Uno sketch da spiaggia, non è altro che quello, ma tanto basta a Roma in questi giorni per far volare un po’ tutti con la mente anche oltre i sogni, anche oltre le nuvole. Soprattutto dopo che il filone tra la Roma e Gianluca Petrachi (amico di Conte) è diventato caldissimo. Insomma, l’assioma generale è che se arriva Petrachi il passo per Conte è breve. Che ci può anche stare, ma non è poi così matematico come si pensa. E si spera, appunto.
ALLO STADIO In tutto questo, in una città che vola con la testa e con la mente al futuro, c’è anche un presente che conta eccome. E quel presente si chiama appunto Cagliari, la sfida di oggi pomeriggio che la Roma ha sostanzialmente l’obbligo di vincere, se vuole ancora avere delle chance di esserci anche nella prossima Champions League. Ma mentre il termometro del tifo in città è altissimo, quello allo stadio continua a tenere una temperatura media. Non di più, anche se poi chi di solito c’è all’Olimpico non ha mai fatto mancare il suo apporto e il suo calore. Anche oggi, però, non saranno più di 35mila i tifosi della Roma, con circa 12mila paganti. Siamo nella media (nelle prime sedici gare di campionato è stata di 12.746 paganti a gara) ma forse con la Roma che si è ripresa e che insegue la Champions, si sperava in qualcosa di più. Soprattutto considerando che è sabato, che l’orario è favorevole (ore 18) e che i prezzi sono popolarissimi. Di certo, però, ci sarà un aspetto in più e cioè che molti dei 23.768 abbonati saranno lì, sulle tribune dell’Olimpico. Aspetto non secondario, visto che nelle ultime gare sono stati in molti tra i tesserati a disertare lo stadio. E ci saranno per spingere la Roma verso un successo che è basilare anche per Antonio Conte. Già, perché il paradosso – a conti fatti – è proprio questo. Si sogna il domani, ma per quel domani è fondamentale l’oggi, l’attualità. La Roma di Ranieri in sette partite è sempre andata a segno e viene da quattro risultati utili consecutivi. Oggi c’è da allungare entrambe le strisce positive. Poi, a Conte, ci si tornerà a pensare dalle 20 in poi...
Mercato bollente: Tonali, Pellegrini e ora anche Chiesa
GAZZETTA DELLO SPORT - LAUDISA - Il clamore delle grandi trattative è ancora lontano, ma le mosse incrociate di Inter e Juventus fanno già rumore: a prescindere dagli obiettivi (più o meno concreti) in comune. Pensi a Federico Chiesa o a Sandro Tonali e t’imbatti nelle immancabili schermaglie di Beppe Marotta e Piero Ausilio in antitesi a quelle di Fabio Paratici sulla sponda opposta. Vista con superficialità potrebbe sembrare la solita minestra, resa bollente dalla storica rivalità tra le due società. Invece stavolta va in onda una trama differente, con i dirigenti impegnati in una sfida personale sulle due sponde. Del resto sia Marotta che Paratici devono dimostrare di poter fare a meno l’uno dell’altro. E questo comprensibile moto d’orgoglio permette di apprezzare il lato umano di vicende che ormai siamo abituati a leggere (purtroppo) con la lente del cinismo.
CONTROFFENSIVA Non sfuggirà come proprio l’approdo di Marotta in nerazzurro sia stato il segnale di una novità significativa per il nostro calcio. Nel momento più aureo del dominio della Juventus, da Milano parte una controffensiva ben congegnata: con il preciso intento di programmare un futuro ambizioso. L’attuale strapotere tecnico bianconero va (ovviamente) di pari passo con il differenziale economico tra le due società. Un vantaggio ormai considerevole, frutto in maniera evidente delle capacità gestionali del club di Andrea Agnelli. Ma quel divario è anche l’effetto delle fragilità patite dai nerazzurri dal Triplete in poi. L’eclissi dell’era-Moratti e i tentennamenti della gestione Thohir, e il club di Corso Vittorio Emanuele è rimasto inghiottito tra le pene del fair play finanziario.
IL SOGNO CHIESA Invece il contratto triennale all’ex a.d. della Juve vale come una firma sul futuro. Senza frenesie la proprietà cinese intende colmare quel gap e vede nel mercato una delle strade per accelerare senza follie. Lo scatto per Godin è stato il primo avviso ai naviganti, ma nel frattempo sono nati altri fronti ancor più importanti. Prendiamo il caso di Federico Chiesa, da almeno un anno nel mirino della super-potenza torinese. In passato l’Inter non ha mai potuto affondare i colpi per intavolare un discorso economico con i Della Valle. Strada facendo, però, qualcosa è cambiato. Innanzitutto il ritorno in Champions League restituisce ai nerazzurri ciò che avevano perso negli ultimi tempi. E in ogni caso, ora come ora, Marotta e Ausilio possono permettersi anche di mettersi in vetrina con il preciso intento di rendere la vita difficile ai rivali.
LA CLAUSOLA-PELLEGRINI Una strategia che la stessa Juve porta avanti da tempo e con successo. Paratici si siede su tutti i tavoli più interessanti anche con il solo scopo di far alzare i prezzi. E indurre i concorrenti a scappare. Certo, la partita per la stella viola è troppo importante per immaginare svolte in tempi brevi. I colpi di scena mettiamoli in preventivo. Anche sul conto di Lorenzo Pellegrini: potrebbe nascere un duello per il centrocampista, l’altro giallorosso che si può ipotizzare in uscita, grazie ad una clausola da 30 milioni.
E SE ARRIVA CONTE... Allo stesso modo Inter e Juve stanno usando tutte le armi diplomatiche per conquistare la pole nella rincorsa a Tonali, il pezzo pregiato del Brescia che guida la volata per il ritorno in A. Il centrocampista è incedibile: Cellino ha spostato l’orologio delle trattative al 2020. Ma ciò non placa i suoi estimatori e non ci sarà da sorprendersi se nasceranno nuove scaramucce nelle prossime settimane. Come quelle di gennaio, quando sia Inter che Juve si erano interessate al baby del Chievo, Emanuel Vignato, fresco di convocazione per lo stage azzurro di lunedì. E la tensione potrebbe ulteriormente salire se a fine stagione si concretizzasse anche l’approdo di Antonio Conte alla Pinetina, al posto di Luciano Spalletti. Allora sì che la sfida sarebbe totale: non c’è bisogno di aggiungere altro.
Pastore, con il Cagliari possibile ritorno in campo
INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI – 2 Marzo, l’ultima volta in campo di Javier Pastore. Era il giorno del derby, perso malamente dalla Roma e da quel momento dell’argentino, solo tante voci, tra mercato e tribuna. Quel giorno, uno spezzone di gara quasi in trasparenza e un litigio in panchina con Di Francesco, che gli è costato l'allontanamento (con infortunio al seguito) da Porto-Roma. Mandato via DiFra, per Javier è cambiato davvero poco, anzi forse la situazione è pure peggiorata: cinque partite saltate per infortunio e due in panchina, totale dal suo arrivo a oggi, quattordici presenze - 644 minuti complessivi - due gol e un assist. Pochino per chi doveva ribaltare il centrocampo nel segno della qualità, delle idee. La mezz'ala non è riuscito a farla, il trequartista nemmeno, lo abbiamo visto anche (e male) da centravanti di movimento, sempre senza continuità. Ora, per mancanza di avversari, torna alla ribalta il suo nome per il ruolo che sente suo, quello dietro le punte: assenti Cristante, Zaniolo più De Rossi, chi gioca sulla trequarti nel 4-2-3-1? Oppure Ranieri valuterà l'idea di rimettersi 4-4-2 (o 4-4-1-1) con una seconda punta vicino a Dzeko e non un trequartista? Il dibattito è aperto. Vediamo le varie opzioni, con i pro e i contro.
LE IDEE PER IL CAGLIARI - Pastore, senza dubbio, è un'opzione in corsa, Ranieri lo sta studiando e valutando in questi giorni. Lui è a posto fisicamente e una chance pensa di meritarla. Ma Ranieri, che non vuole fare esperimenti in questa fase decisiva della stagione, ieri è stato chiaro e sta studiando altre soluzioni possibili. L'alternativa giusta. L'ipotesi più facile, anche se in passato non ha dato risultati entusiasmanti, è riproporre Schick vicino a Dzeko, in una sorta di 4-4-1-1 (quello contro la Spal, tanto per ricordare). Schick o Pastore (in corsa) per il Cagliari, insomma: la strana coppia da recuperare e rivitalizzare. Ranieri, appena arrivato, aveva puntato molto sul ceco, che ha risposto solo a intermittenza, come spesso gli è accaduto durante tutto il soggiorno romano. L'occasione si ripresenta e la scelta potrebbe cadere su di lui, magari pensando a Dzeko più trequartista che centravanti, con Schick a fare la punta. Patrik nelle sette gare con Ranieri, solo due volte è rimasto a guardare, con Fiorentina e Inter, le altre in un modo o nell'altro è sempre stato impiegato, segnando pure un gol, che sembrava ben augurante, nella prima ranieriana contro l'Empoli. Con la presenza di una seconda punta al fianco di Dzeko, il resto dell'attacco dovrebbe essere composto da El Shaarawy e Under, oppure Kluivert.
Un'altra ipotesi, provata in questi giorni, per non cambiare troppo fisionomia della squadra e lasciare un po' tutti al loro posto è: alzare in mediana Florenzi e schierare il tridente classico, composto da Under, Dzeko ed El Shaarawy. In questo 4-3-3 difranceschiano, Pellegrini agirebbe da mezz'ala, pronto ad alzarsi dietro le punte in alcune fasi della partita, Nzonzi sarebbe il centrale. Juan Jesus ha già dimostrato di poter, all'occorrenza, fare il terzino destro (l'ha fatto con l'Udinese), e Florenzi si è sempre reso disponibile ad agire in vari ruoli, questa poi è la posizione che ricopriva all'inizio della sua avventura in giallorosso. Meno probabile vedere Perotti - che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe - dietro Dzeko, così come El Shaarawy (con uno tra Diego e Kluivert nel ruolo di esterno sinistro alto). E Coric? Ranieri è stato chiaro: non viene preso in considerazione per l'undici titolare, come sempre in quest'annata piena di contraddizioni, cominciate proprio con i tanti trequartisti acquistati a un allenatore che non sapeva cosa farsene. Tra un’idea ed un’ipotesi, un’unica certezza, oggi con il Cagliari esiste solo un risultato, la vittoria.
Allenamento Roma. Manolas e Karsdorp di nuovo in gruppo, individuale per De Rossi e Santon
La Roma è tornata ad allenarsi questo pomeriggio in vista della sfida di domani contro il Cagliari in programma domani alle ore 18 allo stadio Olimpico. La squadra ha svolto lavoro atletico e tattico. Kostas Manolas e Rick Karsdorp sono tornati a lavorare col resto del gruppo dopo alcuni giorni di lavoro individuale, cosa che continuano a fare De Rossi e Santon.
Emergenza centrocampo. Le possibilità di Ranieri
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - Domani alle ore 18, la Roma scenderà in campo allo stadio Olimpico per affrontare il Cagliari senza 3 elementi della zona nevralgica del campo. Capitan De Rossi è ancora out per l'infortunio rimediato nel corso del match casalingo contro L'Udinese ed è in dubbio anche per la gara successiva a Genova contro i rossoblu. Mancheranno pure Zaniolo e Cristante, che erano diffidati ed entrambi si sono fatti ammonire a San Siro contro l'Inter la scorsa partita. A questo punto, quali soluzioni ha a disposizione mister Ranieri?
Mettendo da parte Ante Coric, sin qui pochissimo considerato da Di Francesco e mai utilizzato dal tecnico romano, gli unici 2 centrocampisti schierabili sono Lorenzo Pellegrini e Steven Nzonzi. Contro gli uomini di Spalletti, la Roma è andata meglio quando ha modificato il suo assetto a centrocampo passando da 2 a 3 con Pellegrini non più trequartista ma interno. Questa non sarà un'opportunità da prendere in considerazione proprio per mancanza di elementi a meno che non si voglia schierare Pastore da interno, dopo che è rimasto per mesi in naftalina anche a causa dei numerosi infortuni subiti in stagione.
L'argentino, però, potrebbe esser comunque impiegato ma nel suo ruolo naturale: da trequartista dietro la prima punta. Difficile che l'ex trainer del Leicester adotti quest'ipotesi, almeno non dal primo minuto. Innanzitutto, bisognerà capire con quale sistema di gioco sarà schierata la squadra. Se prevarrà il 4-4-2, Dzeko non agirà da solo ma avrà al fianco una seconda punta e sinora questo schema non ha quasi mai prodotto risultati positivi e soprattutto se accanto dovesse avere Schick, il rischio che i 2 si pestino i piedi è molto alto. A centrocampo, detto che la coppia centrale sarà inevitabilmente Pellegrini-Nzonzi, l'esterno a sinistra sarà El Shaarawy, con Perotti come unica valida alternativa. Sul fronte opposto, è bagarre proprio tra El Monito, Under e Kluivert con l'olandese in leggero vantaggio sul turco. Se a prevalere, invece, dovesse esser il 4-2-3-1, salgono appunto le quotazioni del Flaco Pastore ma anche Perotti potrebbe tornare a giocare dall'inizio in posizione centrale sempre con Under e Kluivert a giocarsi il posto sulla corsia di destra.
Tanto lavoro per l'allenatore giallorosso, chiamato anche questa volta a sbrogliare una matassa davvero complicata, nella speranza che possa tornare a splendere il sereno in casa Roma, come alcune dichiarazioni dei giocatori fanno supporre ma che solo i fatti potranno confermare.
14/12/2008 – Una rimonta da urlo per credere ancora alla Champions
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI - E’ il 14 dicembre del 2008 e i giallorossi di Luciano Spalletti si apprestano ad affrontare i sardi allenati da Massimiliano Allegri. Dopo un avvio di stagione stentato, il club capitolino ha iniziato ad ingranare e si trova ora in sesta posizione, a quota 23 punti, a quattro lunghezze dall’ultimo posto utile per disputare i preliminari di Champions League.
Il Cagliari, dal canto suo, staziona a metà classifica, in nona posizione, forte di ben otto punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Entrambe le squadre attraversano un ottimo momento di forma. La Roma ha, infatti, ottenuto quattro vittorie ed un pareggio nelle ultime cinque partite giocate mentre il Cagliari è reduce da tre successi ed un pareggio negli ultimi quattro impegni.
Una sfida che si preannuncia, dunque, tutt’altro che semplice per la truppa di Spalletti. L’allenatore di Certaldo, inoltre, perde i pezzi per questo match, dovendo fare a meno di Doni (infortunatosi durante il riscaldamento), Aquilani, Brighi, Pizarro e Taddei. Il tecnico toscano ridisegna così la sua Roma con un 4-3-2-1 che prevede in campo i seguenti undici: Artur, Cassetti, Mexes, Juan, Riise, Cicinho, De Rossi, Perrotta, J. Baptista, Vucinic, Totti.
Allegri risponde con il suo consueto (almeno nell’esperienza in terra sarda) 4-3-3 scegliendo i seguenti uomini: Marchetti, F. Pisano, Lopez, Canini, Agostini, Fini, Conti, Biondini, Cossu, Jeda, Larrivey.
La partita è piacevole sin dalle prime battute, con i giallorossi che sono più frizzanti e spesso si fanno vedere dalle parti del futuro laziale Marchetti. La prima occasione è creata da Mirko Vucinic con un tiro a giro; la parabola finisce sul palo e il Cagliari si salva. I ritmi di gioco sono elevati ma le due squadre non riescono a creare molte occasioni, annullandosi sostanzialmente a vicenda. Le uniche occasioni provengono da tiri dalla lunga distanza, che finiscono la loro corsa ai lati delle porte difese da Artur e Marchetti.
Al 37′, ancora Vucinic è protagonista in area avversaria e chiede a gran voce un rigore, ma Trefoloni lascia correre, invitando il montenegrino a rialzarsi. Due minuti dopo, il numero nove romanista, con una bella sponda di testa, serve Francesco Totti, che con uno splendido sinistro da fuori area sigla la rete dell’1-0. La Sud esplode e pure Spalletti esulta, convinto di aver messo sul giusto binario una partita tosta. Prima dell’intervallo, inoltre, viene (giustamente) annullato un gol a Julio Baptista per fuorigioco.
Nella ripresa, si parte con Panucci al posto dell’acciaccato Juan nella Roma ed Acquafresca che rileva Larrivey tra le fila dei sardi. I giallorossi sembrano da subito in grado di gestire il vantaggio ma al 58′ un episodio beffardo cambia il match: si tratta di una bellissima punizione del ‘solito’ (unicamente contro la Roma) Daniele Conti, che porta il punteggio sull’1-1.
I giallorossi sembrano in bambola e iniziano a subire l’iniziativa del Cagliari. Jeda va vicinissimo al raddoppio, ma spreca una grande occasione. Pochi minuti dopo, però, proprio il brasiliano non fallisce e mette dentro, ottimamente servito da Cossu davanti all’incolpevole Artur.
L’Olimpico ora sembra un acquario: completamente ammutolito.
Spalletti butta nella mischia Menez, al posto di un inconcludente Julio Baptista, per provare a dare brio all’attacco e i giallorossi si riversano in avanti. Il forcing romanista porta al pareggio al minuto 77. E’ Simone Perrotta ad inventarsi una spettacolare semirovesciata per battere Marchetti. Luciano Spalletti ora ci crede e inserisce anche Montella per Cicinho.
La Roma è tutta a trazione anteriore e crea occasioni su occasioni: prima Totti colpisce la parte superiore della traversa con un pallonetto poi Perrotta sfiora il palo con un gran tiro. Il tempo è scaduto e la partita sembra ormai volgere al termine.
Al 90′, però, Menez si invola sulla fascia sinistra mettendo il turbo, getta la palla in mezzo all’area e Vucinic è il più veloce di tutti a raccogliere la sfera, dopo una serie di rimpalli, siglando la rete del definitivo 3-2. E’ apoteosi.Lo Stadio Olimpico esplode, Spalletti impazzisce di gioia e la corsa del montenegrino sotto la Sud è irrefrenabile.
La Roma vince la quinta partita consecutiva, vola a 26 punti e mantiene inalterato il distacco dalla zona Champions. L’Europa, con questa grinta, sembra sempre meno un miraggio.
Lipsia interessato a Schick. Il futuro del ceco lo deciderà il nuovo tecnico della Roma
Il futuro di Patrik Schick potrebbe essere in Bundesliga. Questo è quanto fa sapere il portale calciomercato.com, che spiega come l'attaccante ceco potrebbe salutare la Roma a titolo definitivo e non in prestito come si era pensato in passato. Il Lipsia sarebbe la società ad essersi interessata maggiormente all'ex Samp ma bisognerà aspettare l'arrivo del nuovo tecnico che deciderà se trattenerlo a Trigoria o cederlo.
La Roma punta Kruse. Possibile l'arrivo a parametro zero
La Roma, che potrebbe perdere Dzeko al termine della stagione, sta cercando un nuovo innesto per rinforzare il reparto offensivo. Dalla Germania, come riferisce la Bild, piace Max Kruse del Werder Brema. L'attaccante 31enne, con 34 presenze e 11 gol in stagione, è in scadenza contrattuale il prossimo giugno e la Roma potrebbe acquistarlo a parametro zero.
InsideRoma Daily News: Quasi fatta per Petrachi come DS, potrebbe agevolare l'arrivo di Conte. De Rossi out contro il Cagliari
NOTIZIE DEL GIORNO | 26 APRILE 2019
QUI ROMA
In casa Roma la squadra si allenata in vista del Cagliari con un focus atletico e tattico. Rientrati in gruppo Karsdorp e Manolas, mentre De Rossi e Santon hanno lavorato a parte. Entrambi, insieme a Karsdorp, non sono stati convocati per il match di domani.
Brutte notizie, invece, per Nura. Il terzino nigeriano non ha avuto l’idoneità sportiva per proseguire la carriera ed è stato costretto ad appendere gli scarpini al gioco. Per lui potrebbero aprirsi le porte di un ruolo in società.
MERCATO
Il talentino Zaniolo continua a fare gola alle big d’Europa, con il Bayern Monaco che avrebbe offerto 45 milioni più bonus alla Roma. Ma la società giallorossa avrebbe rispedito l’offerta al mittente ribadendo che Zaniolo non è in vendita.
Sul fronte panchina sembra definitivamente tramontare l’ipotesi Gasperini.
Sembra fatta per Petrachi come futuro DS giallorosso a partite dalla prossima stagione. L’arrivo del pugliese potrebbe agevolare la firma di Conte come allenatore, sempre più probabile. Da definire, a questo punto, il ruolo di Massara; che potrebbe rimanere con altre mansioni o decidere di lasciare il club.
QUI CAGLIARI
Rolando Maran, in conferenza stampa, chiede attenzione e concentrazione ai suoi per avere la meglio sulla Roma. Una Roma forte e che lotta per un obiettivo importante, che non lascia giocare l’avversario con tranquillità ma che si può battere se i sardi giocheranno come sanno. Sicuramente assenti gli infortunati Klavan e Castro, mentre Cerri ci sarà ma verrà valutato giorno per giorno.
INTERVISTE
El Shaarawy: "Contento di come sto giocando. Quello che è successo con Dzeko è un capitolo chiuso"
Convocati Roma. Out Santon, De Rossi e Karsdorp
La Roma ha reso noti i nomi dei 19 convocati per la sfida di domani alle 18 contro il Cagliari. Ancora out Karsdorp, nonostante si sia allenato quest'oggi con il resto del gruppo così come non ci saranno Santon e De Rossi alle prese con i rispettivi infortuni. Salteranno la gara coi sardi anche Cristante e Zaniolo squalificati. Ecco la lista completa apparsa sull'account Twitter del club capitolino:
I convocati giallorossi per #RomaCagliari #ASRoma pic.twitter.com/4jIpuYsN20
— AS Roma (@OfficialASRoma) 26 aprile 2019
Accordo totale tra Petrachi e la Roma. Ora si punta a convincere Conte
La Roma ha raggiunto un accordo con Gianluca Petrachi a partire dalla prossima stagione. Questo è quanto riporta il sito alfredopedulla.com, che spiega come sarà proprio il leccese il nuovo direttore sportivo giallorosso. Negli ultimi giorni, l'attuale dirigente del Torino ha incontrato sia il presidente Pallotta che Baldini e hanno quindi raggiunto un'intesa totale, reciproca, con la volontà di affidargli il nuovo progetto. Ancora da stabilire la posizione dell'attuale ds giallorosso, Frederic Massara, che potrebbe rimanere con altre mansioni o decidere di accettare nuove proposte (come ad esempio quella del Bologna, dove ritroverebbe Walter Sabatini, ad un passo dall'accordo coi felsinei).
Petrachi ha le stesse origini salentine di Antonio Conte, di cui è grande amico ed ecco perché negli ultimi giorni la Roma avrebbe contattato con insistenza l’ex ct, ricevendo un'apertura e garanzie dallo stesso ds granata. Non ci sarebbe nessun problema anche per l’ingaggio che sarebbe da top manager, ovvero da almeno 7 milioni a stagione più bonus, eventuali e varie.