Serie A, tutto facile per la Juventus. Udinese battuta 4-1
L'anticipo di venerdì di Serie A ha visto affrontarsi Juventus ed Udinese; con i padroni di casa che si sono imposti con il risultato di 4-1.
Al termine della prima frazione di gioco la Juventus si è portata in vantaggio per 2-0 grazie alla doppietta del giovane Kean (11' e 39').
Nella ripresa altri due gol dei piemontesi con Can al 67' e Matuidi al 71'. A cinque minuti dal termine del match (85') è arrivata la rete della bandiera dell'Udinese con Lasagna.
La Roma cambia tutto col rischio di rimanere sempre uguale
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma prima perde il derby, poi esce dalla Champions League ed a pagare sono allenatore e direttore sportivo. I 2 hanno lavorato in grande sintonia e con stima reciproca, visto che molto spesso si è detto che Monchi sarebbe andato via nel momento in cui fosse stato esonerato Di Francesco e così è stato. Scelta giusta, sbagliata, doveva rimanere l'uno o l'altro, tante le discussioni che si sono e si stanno facendo in queste ore in merito alle decisioni societarie ma forse il problema è più profondo.
L'ormai ex mister giallorosso ha pagato il suo ostinarsi a credere nel progetto prospettatogli dalla dirigenza con l'ex ds romanista in testa ma dal suo arrivo ha visto partire Szczesny, Salah, Paredes e Rudiger appena messo piede a Trigoria ed Alisson, Nainggolan e Strootman la scorsa estate. La rivoluzione di Monchi non doveva trasformare la Roma in un supermercato ed invece questo è stato con giocatori di alto livello venduti quasi tutti a prezzi sin troppo "modici". A fronte di questi calciatori, sono arrivati: Olsen, Moreno prima e Marcano poi, Under, Cristante, Nzonzi e Zaniolo. Il raffronto tra il mercato degli ultimi 2 direttori sportivi appare impietoso.
Lo spagnolo si era presentato nella Capitale con le stigmati del vincente ma evidentemente non è saputo entrare nello spirito italiano o quantomeno romanista perché il ridimensionamento è stato palese nonostante lo scorso anno i giallorossi avessero raggiunto le semifinali di Champions, evento che non accadeva da 34 anni ed incassato più di 100 milioni da investire sul mercato sempre grazie ai giocatori della gestione precedente. Le spese sono state fatte la scorsa estate perché Nzonzi, Cristante, Pastore, Bianda e Coric sono costati più di quei 100 milioni ma potevano e dovevano esser investiti meglio.
Al trainer abruzzese, invece, si rimprovera di non aver dato un vero e proprio gioco alla squadra, cosa che è vera solo in parte. La passata stagione, la Roma aveva un'identità tattica ben precisa con movimenti di squadra chiari sia in fase difensiva che in avanti. I giallorossi sono stati la terza miglior difesa del campionato e davanti gli schemi erano svariati, piacevoli da vedere e spesso eseguiti al meglio. La differenza sostanziale è stata negli interpreti: sia perché il centrocampo è stato smembrato sia perché i sostituti non erano nè all'altezza nè adatti al gioco di Di Francesco. Alcuni giocatori facenti parte della rosa anche l'anno precedente, in questa sono andati completamente nel pallone e l'esempio più lampante è Federico Fazio, passato da colonna difensiva a problema sistematico.
Un altro "capo d'accusa" verso l'ex tecnico di Pescara, Sassuolo e Roma è quello di aver avallato una campagna acquisti-cessioni che non corrispondeva minimamante alle sue idee di gioco. Una rosa "monca" (non è un gioco di parole ma la semplice realtà) in alcuni ruoli, con doppioni ed esuberi in altri e che ha costretto il tecnico a passare dal suo amato 4-3-3 al 4-2-3-1 adattando Lorenzo Pellegrini nel ruolo di trequartista, Cristante in cabina di regia, Nzonzi a giocare a 2 a centrocampo quando preferisce giocare "alla De Rossi" davanti alla difesa, lasciando che a gennaio partisse Luca Pellegrini senza prendere un sostituto dovendo adattare Santon a sinistra e con 3 terzini a destra. Davanti, Under è l'unico esterno destro offensivo di piede mancino quando per 2 anni e 4 campagne acquisti il tecnico ne aveva chiesto un altro di esperienza internazionale ed è stato preso Kluivert, che ancora non è arrivato a 20 anni. Saltato Malcolm, Monchi ha preso Nzonzi invece di acquistare un calciatore con le caratteristiche del brasiliano.
Un altro problema imputabile all'ex allenatore della Roma è dovuto alla preparazione ed agli infiniti infortuni muscolari (anche lo staff sanitario non può esser totalmente esente da responsabilità se ad esempio Lorenzo Pellegrini ha avuto 2 ricadute ed una volta è successo anche per De Rossi, Manolas ed Under). Una volta, alcuni se la prendevano anche con i campi di Trigoria ma sono stati rifatti da poco e la problematica è molto più atavica.
L'ultimo preparatore atletico della Roma premiato come migliore della stagione è stato Paolo Bertelli, attualmente in forza al Chelsea ma col contratto in scadenza nel 2019. Sarà il caso di riprendere anche lui dopo i 3 allenatori dell'era Sensi? E' ormai dai tempi di Rudi Garcia che la preparazione atletica (per non parlare di quella sui generis di Luis Enrique) che i giallorossi hanno numeri record di infortunati ogni anno, soprattutto muscolari ma non solo.
Ora, la direzione tecnica è stata affidata a Claudio Ranieri e quella sportiva a Frederic Massara. In entrambi i casi, la scelta appare più momentanea che definitiva anche se nel caso dell'ex vice di Sabatini le speranze di rimanere in carica appaiono più alte. Sembra, però, che tutto cambi ma che in realtà rimanga tutto uguale. Le scelte degli allenatori sono continui corsi e ricorsi storici, quella dei ds in base alle loro capacità di fare trading ma la sostanza resta sempre la stessa: se giocatori, mister e ds sono all'altezza si può puntare ad una posizione in Champions e nelle coppe si vive di speranza. Una volta si diceva che quando mancano i soldi bisogna sopperire con le idee ma ultimamente sembra che ci siano stati più soldi a disposizione delle idee.
8 anni fa, la Juventus veniva da un anno di serie B, 2 stagioni fallimentari ed i tifosi in subbuglio. Lo stadio ha certamente aiutato a far tornare la gente ma gli acquisti di Pirlo e Pogba a parametro 0, di Vidal a 10 milioni più Lichsteiner allo stesso prezzo ed Asamoah con al comando un tecnico emergente ma dal carattere forte come Conte, le cose hanno preso un'altra piega. La società li ha supportati ciecamente ed ora i bianconeri sono impredibili per chiunque in Italia ma allora l'attacco era composto da Vucinic (preso proprio dalla Roma a 9 milioni), Quagliarella, Matri, Giovinco e Del Piero all'ultimo anno di Juve ed in rosa c'erano De Ceglie, Krasic ed Elia.
Si può fare bene anche con un budget non eccelso (chiedere a Daniele Pradè proprio nella prima era Ranieri) o spendere male i soldi a disposizione. Questa è la vera rivoluzione che dovrà fare la società giallorossa: spendere con intelligenza i soldi che ha e mettere quei giocatori agli ordini di un tecnico preparato, dal carattere forte e che possa rimettere in sesto un ambiente difficile ma che può esaltarlo come accadde con Fabio Capello.
Pallotta incontra Campos. Sarà lui il prossimo ds della Roma?
INSIDEROMA.COM - GABRIELE NOBILE – Luis Campos attenzionato dal management della Roma. La notizia era filtrata nella giornata odierna, a poche ore dalla rescissione contrattuale tra la Roma ed il suo DS Monchi, avvenuta nel primo pomeriggio. Campos vanta un curriculum di tutto rispetto con trascorsi in importanti Club europei come il Monaco e il Lille, oltre una breve esperienza nel Real Madrid come osservatore. Come risulta ad Insideroma, ci sono stati incontri tra il presidente Pallotta e il dirigente portoghese nei giorni scorsi. In discussione, l’eventuale ruolo di Campos all’interno del management giallorosso, visto che il portoghese, attualmente DS del Lille, ha una visione del calcio più come esperto di scouting che da vero e proprio direttore sportivo di campo. Campos è molto richiesto da top club, come il Chelsea e il Manchester United. Difficile che l’ex Monaco possa chiudere con i Blues, vista la recente condanna da parte dell’Uefa, che ha chiuso loro il mercato per 2 sessioni.
Champions League. Lo United vince 3-1 a Parigi e passa ai quarti
Clamoroso al Parco dei Principi, il Manchester United vince 3-1 e passa ai quarti di finale. Il Paris Saint Germain aveva vinto 2-0 nella gara d'andata e bastava poco per andare alla fase successiva ma Lukaku soprattutto non è stato di questo avviso. L'ex Chelsea ha segnato una doppeitta (2' e 30') anche se al 12' Bernat aveva trovato il momentaneo pari per i parigini ma il rigore di Rashford al 93' ha visto gli inglesi festeggiare ed i francesi uscire agli ottavi come lo scorso anno.
Roma, rigore netto negato nel finale
Nell'ultimo minuto dei tempi supplementari alla Roma viene negato un rigore per un fallo, molto sospetto, in area nei confronti di Patrik Schick. La partita si conclude pochi secondi dopo con la vittoria del Porto.
Manolas: "Abbiamo dato il massimo. Una vergogna che l'arbitro non sia andato a vedere il VAR"
Kostas Manolas, difensore della Roma, al termine della gara di Champions Leaguecontro il Porto ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:
MANOLAS A SKY
Avete dato il massimo?
“Sì, abbiamo dato il massimo. Abbiamo fatto una buona gara che ci lascia con l’amaro in bocca. Abbiamo visto che potevamo fare il 2-2 in tre occasioni per passare il turno. Poi ci fischiano un rigore e non ce ne fischiano uno netto a noi. L’arbitro non è andato a vedere il VAR, è una vergogna perché quando una squadra ha dato il massimo non puoi fare così”.
Cosa vi ha detto l’arbitro in campo?
“Ha detto che l’hanno visto, non so perché succedono solo a noi queste cose.”
Anche l’anno scorso è successo…
“Sì, ci hanno chiesto scusa a fine gara ma non c’è scusa nel calcio. Adesso c’è il VAR, devi andarlo a vedere, è evidente”.
MANOLAS ALLA RAI
Quanta rabbia avete?
“Molta, non è giusto che siamo andati fuori. L’arbitro doveva andarlo a vedere, perché con loro si e per noi no? Il tocco è evidente”.
Cosa vi ha detto?
“Niente, ora chiederà scusa, ma anche l’anno scorso contro il Liverpool è successo, non capisco”.
Il rigore per il Porto?
“Il tocco c’è, lui va a vederlo ma perché non l’ha fatto anche con noi? Non capisco perché non va a vederlo”.
Il rimpianto?
“E’ quello di non aver passato, abbiamo dato tutto, sbagliando 2-3 occasioni, ma non è giusto come siamo andati fuori”.
Uniti con Di Francesco?
“Certo, sempre”.
Felipe: "Abbiamo fatto tutti del nostro meglio. Esausti ma felici"
Felipe, difensore del Porto, ha parlato in zona mista dopo il successo di questa sera contro la Roma:
"La nostra felicità si è vista tutta in campo. Abbiamo fatto tutti del nostro meglio e siamo tutti esausti. Ecco perché siamo felici".
Telles: "Non sono stato solo io a segnare il rigore, ma tutta la squadra"
Alex Telles, giocatore del Porto che ha segnato il rigore decisivo durante i supplementari, ha parlato in zona mista dopo il successo contro la Roma:
"Non sono stato solo io a segnare il rigore ma tutta la squadra. Il Dragao, tutto lo stadio, mi ha fatto sentire a mio agio. È stata una bella energia".
Caicedo prende in giro la Roma sui social
Felipe Caicedo, attaccante della Lazio, ha pubblicato un post sul suo profilo ufficiale Twitter dove si prende gioco del risultato della Roma.
— Felipe Caicedo (@FelipaoCaicedo) 6 marzo 2019
Herrera: "Abbiamo meritato di superare il turno. Eravamo superiori"
Hector Herrera, centrocampista e capitano del Porto, ha parlato in zona mista dopo il successo contro la Roma:
"Abbiamo meritato di superare il turno, eravamo superiori. Ci abbiamo creduto: è questo quello che ha fatto la differenza".
De Rossi: "Per la prestazione meritavamo nei 120′ di passare questo turno. Mi auguro che continueremo a lavorare con Di Francesco”
Daniele De Rossi, centrocampista della Roma, al termine della gara di Champions League contro il Porto ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:
DE ROSSI A SKY
E’ dura ma il risultato va accettato?
“Va accettato per quello che è. La modalità è terribile da accettare, viviamo di alti e bassi, non abbiamo fatto una partita perfetta ma ho visto un gruppo di uomini seri che ci tenevano tanto, non meritavamo questo. Dovevamo vincere 2-0 all’andata, oggi hanno fatto meglio loro”.
Come hai visto l’intervento del VAR?
“Non ho visto, qualcuno ci ha detto che il rigore di Manolas ci poteva essere”.
Lo stadio è stato un fattore?
“Non lo so. Non parliamo dell’arbitro, voglio prima riguardarlo”.
Cuore e anima, li abbiamo visti entrambi stasera…
“Sono fierissimo di questi giocatori, a volte siamo un po’ addormentati. Oggi abbiamo mantenuto la tensione alta, il Porto è una squadra forte. Per la prestazione meritavamo nei 120′ di passare questo turno”.
Cosa sarebbe giusto fare con Di Francesco?
“Siamo arrivati ad un minuto dai rigori. Non so cosa succederà, ma questo al mister non glielo toglierà nessuno. Purtroppo c’è sempre stata questa poca continuità nei risultati in campionato. Da domani ricominciamo a lavorare col nostro allenatore per la partita con l’Empoli e quella con la Spal”.
Come va il polpaccio?
“Penso di essermi stirato, è un peccato perché mi sentivo bene”.
Una partita così è una spinta per il quarto posto?
"Deve essere una spinta. La nostra stagione non finisce oggi, si spegne un sogno che avevamo e che ogni tanto custodiamo come l’anno scorso però abbiamo tante altre partite. Se facciamo 6 punti nelle prossime partite saremo più vicini al quarto posto, forza. Piangiamo stasera ma da domani si lavora".
Si lavora con Di Francesco?
"Mi auguro di sì. Non credo che la squadra debba dimostrare niente, ha sempre dimostrato di essere seria, ma se c’era bisogno di una dimostrazione è quella di stasera che significa che sta al 100% con la testa e col cuore".
Sulle decisioni arbitrali…
"Non io ma qualcuno si è sentito rispondere cose un po’ confuse. Adesso l’ho rivisto, avevo fatto il vago. E’ rigore. Non va bene soprattutto perché siamo usciti dalla Champions l’anno scorso dicendo: “Se ci fosse stato il VAR…”, in futuro il VAR sarà perfetto. Questo è un errore umano, come in Fiorentina-Inter. Non possiamo parlare di errore di VAR, sarebbe stato epico passare col 3-2".
Nella prima ora avete perso troppi palloni. Era la pressione degli avversari o la vostra testa?
"Un po’ le due cose, sono stati bravi a toglierci un po’ di spazio. Ho parlato dei 90 minuti dove loro hanno fatto meglio, la partita però si era allungata e abbiamo fatto dei contropiedi incredibili. Avremmo meritato di passare, loro hanno fatto un gol all’andata su un tiro svirgolato. A volte come nel derby perdi meritatamente e stai zitto. Stasera la dinamica è dolorosa".
Non avevate la stessa voglia di fare gol in certi momenti? Oppure avevate paura di subire contropiedi?
"E’ stata una partita disordinata, poi nei contropiedi siamo stati pericolosi. Forse non ci abbiamo creduto abbastanza. Siamo stati meno convinti anche rispetto all’andata dove eravamo stati bravi a creare occasioni e a sfruttarle".
Sei sempre tu il rigorista o doveva essere Perotti?
"Siamo tre rigoristi in questa squadra. Il mister ci lascia un po’ di scelta, Diego mi aveva detto che li avrei continuati a tirare io. Ad Alex (Kolarov, ndr) gliel’ho chiesto e mi ha detto di fare come mi sentivo".
Nella lotta per la Champions ci sarà anche la lotta per riportare te in Champions? Continuerai?
"A fine primo tempo gli avevo detto: “Rifate fare una partita a questo vecchio in Champions”. Ogni partita quando stai per smettere te la vuoi gustare, ogni competizione te la vuoi giocare fino alla fine. Sono infortuni, adesso pensiamo al grande sacrificio che ha fatto la squadra, al mio futuro ci penserò in questi mesi".
Corona: "Sognavamo di arrivare ai quarti"
Jesus Corona, attaccante del Porto, ha parlato in zona mista dopo il successo contro la Roma:
"Sognavamo di arrivare ai quarti di finale e ci siamo riusciti. Siamo grati a tutti i tifosi".