Tangenti in Comune: parte l'inchiesta su cinque progetti
IL MESSAGGERO - PIRAS - Si è sobbarcata l'interim di deleghe pesanti come l'Ambiente e i Rifiuti e rischia di prendersi quelle allo Sport e ai Grandi Eventi che sono vacanti in attesa che la Procura archivi l'inchiesta su Daniele Frongia. Ma la delega più politica che ha assunto ieri la sindaca Virginia Raggi è quella dell'indagine interna. Altro che due diligence. Dietro gli anglicismi si poteva nascondere la paura dell'infiltrazione corruttiva. Altro che indagine del Politecnico. L'illusione si era già spenta quando l'impatto del progetto fu definito dai professori universitari «catastrofico». Ora è il tempo dell'ispezione profonda, del corpo a corpo, del legittimo sospetto su ogni firma che è stata apposta e in qualche modo forzata dal sistema di corruttela scoperchiato dai magistrati. Ieri Raggi ha convocato tutti i dirigenti apicali delle aree più esposte ai reati. «E ora ditemi chi ha avuto rapporti con Marcello De Vito e su cosa». Questa la perentoria richiesta della sindaca ai dirigenti per andare alla fonte del problema, smascherarlo, cercare di prevenire, almeno nei tempi, la procura. Ha incontrato anche Gabriella Raggi, la capo segreteria dell'assessore Luca Montuori che con tutta probabilità sarà rimossa dall'incarico perché indagata per corruzione.
Per questo verrà acceso un faro potente sui progetti che compaiono nelle carte dell'inchiesta. Gli approfondimenti verteranno su Tor di Valle che ora staziona in un limbo, una specie di quarantena. Ma anche gli altri progetti subiranno uno stop per essere passati al setaccio e sono: gli ex Mercati generali, l'ex fiera, il progetto l'ex stazione Trastevere e i piani di zona. «Rallenterà tutto ma ora è prioritario», è il ragionamento. Perciò dai lavori pubblici all'Urbanistica, dal Verde all'Avvocatura. Tutti sono andati a rendere conto di fronte a Raggi di quel sistema che risulta agli inquirenti.
L'INTERVENTO - Serve anche ad andare «avanti compatti», perché «abbiamo un progetto comune», come ha ribadito fino alla nausea Raggi alla sua maggioranza scossa e paralizzata dall'intervento dei pm. Hanno paura delle penali da pagare i consiglieri ma la sindaca ha spiegato che ora è necessario fare una verifica amministrativa e che lo stadio non si deve fare a tutti i costi. L'hashtag Lo stadio si fa non c'è più. Per i progetti ora congelati Raggi dovrà capire fin dove è penetrata la mano di De Vito. Quei dossier risultano infatti pilotati e perciò considerati dagli indagati «redditizi».
LE PAROLE - «L'analisi contestuale di entrambi i procedimenti (i due filoni di inchiesta sullo stadio della Roma ndr) fotografano il grave fenomeno corruttivo che si è realizzato ai vertici di Roma Capitale», scrive il gip e queste parole sono ora scolpite. Con l'aiuto del capo do gabinetto Stefano Castiglione la sindaca ora procederà a una disamina attenta. Il braccio destro di Raggi sarà Cinzia Esposito, la dirigente dell'Urbanistica considerata un ostacolo da Parnasi e che Raggi ha voluto a capo di questo settore così delicato trasferendola da Ostia al Campidoglio. Si va per contrasti ormai e i nemici del nemico diventano amici.
Stadio, indagato Frongia: nuova tegola sulla Raggi
IL MESSAGGERO - ALLEGRI - Non c'è pace per il Campidoglio a Cinquestelle. Nel giorno dell'interrogatorio di garanzia dell'ormai ex presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, arrestato due giorni fa per corruzione e traffico di influenze per le tangenti incassate dall'imprenditore Luca Parnasi e da altri tre costruttori, un nuovo terremoto giudiziario scuote la giunta pentastellata. Perché sul registro degli indagati c'è anche il nome dell'assessore allo Sport Daniele Frongia, ex vicesindaco, fedelissimo della prima cittadina Virginia Raggi, che in serata ha annunciato di avere rimesso le deleghe e di essersi autosospeso dal Movimento. L'accusa, pure per lui, è corruzione. E la contestazione è riferita, ancora una volta, all'affaire Tor di Valle e a Luca Parnasi, già imputato per associazione a delinquere per il giro di mazzette legato alla realizzazione del Nuovo stadio della Roma. Il fascicolo su Frongia e quello su De Vito sono separati, anche se il nome dell'assessore allo Sport è emerso anche nell'ordinanza che ha portato in carcere il presidente del Consiglio comunale. Il filo conduttore che li lega è proprio Parnasi: entrambe le indagini sono state aperte dopo gli interrogatori dell'imprenditore. Per quanto riguarda l'assessore, il costruttore, lo scorso settembre, ha raccontato all'aggiunto Paolo Ielo e alle pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli di avere chiesto al politico di segnalargli il nome di qualcuno da assumere in Ampersand, una delle società del costruttore, come responsabile delle relazioni istituzionali. Frongia avrebbe suggerito il nome di un'amica trentenne, una collaboratrice del Campidoglio. Ma la cosa non era andata in porto perché Parnasi era stato arrestato. Nello stesso interrogatorio, il costruttore aveva anche specificato che il politico non aveva mai avanzato richieste, né aveva fatto pressioni. «Da informazioni assunte dalla Procura emerge che la posizione del nostro assistito sarà definita a breve con una richiesta di archiviazione», commentano gli avvocati dell'assessore, Emiliano Fauslo e Alessandro Mancori.
LE INTERCETTAZIONI - Nelle conversazioni intercettate con De Vito e con il suo socio Camillo Mezzacapo - pure lui in carcere -, però, Parnasi diceva di conoscere bene Frongia. E De Vito - si legge nell'ordinanza a suo carico - accettando di aiutare l'imprenditore in un progetto parallelo allo stadio, cioè quello sulla realizzazione di un palazzetto del basket nell'area della ex Fiera di Roma, «assicura che provvederà a parlare dell'operazione con il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Paolo Ferrara e con l'assessore Daniele Frongia», sottolinea il gip Maria Paola Tomaselli. È il 31 maggio 2018. «Ne parliamo sabato anche con Paolo così lavoriamo un po' sulla maqqioranza... mò riparla adesso con Daniele... rinvialo questo passaggio dell'Eurobasket». E Parnasi: «Glielo sfumo, glielo sfumo. Siccome Daniele è uno che è una volpe, ha una velocità in testa che... io con Daniele ho un buon rapporto lui onestamente è un po'... come si dice a Roma rintorcinato... Non capisci mai». De Vito ride: «Ha la modalità del giocatore di scacchi russo». Interviene anche Mezzacapo: «Anni 70 proprio dell'Unione Sovietica. Capito?».
GLI INTERROGATORI - Intanto, mentre ieri montava l'ennesima bufera politica, De Vito ha deciso, solo per il momento, di non rispondere alle domande del gip. Da Regina Coeli, però, ha detto al suo avvocato Angelo Di Lorenzo di essere pronto a «chiarire tutto nei prossimi giorni. Sono sereno anche se molto dispiaciuto per quanto sta succedendo». Anche Mezzacapo si è avvalso, ma ha dichiarato di «non aver percepito nessuna tangente, ma solo compensi per attività professionali, che nulla avevano a che fare con l'attività politica di De Vito. Curavo transazioni e attività che si svolgono di norma nella pubblica amministrazione». Ha anche precisato che «la Mdl srl non è una società-cassaforte e non è in alcun modo riconducibile» all'ex presidente del Consiglio comunale, come sostenuto dagli inquirenti. Il suo difensore, l'avvocato Francesco Petrelli, ha già annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame. Ha reso dichiarazioni spontanee anche Gianluca Bardelli, imprenditore finito ai domiciliari: «Sono estraneo alla vicenda, non ho mai preso soldi, né mi sono mai stati promessi». A carico di De Vito e Mezzacapo è stato anche disposto il sequestro preventivo di 250mila euro. Altri 95mila euro sono stati sequestrati all'avvocato Virginia Vecchiarelli, indagata a piede libero, e 20mila a Bardelli.
Dzeko-El Shaarawy, la lite va avanti
IL MESSAGGERO - TRANI - La lite di sabato a Ferrara, Dzeko scatenato nel faccia a faccia con El Shaarawy, rimane d'attualità a Trigoria. Anche se i protagonisti di quel diverbio, esagerato e violento, sono lontani dalla Capitale, essendo stati convocati rispettivamente dalla Bosnia e dall'Italia. Gli strascichi sicuramente non aiutano Ranieri che già lavora con metà squadra (contando i soliti infortunati, anche meno di mezzo gruppo: almeno è tornato Kolarov che ha lasciato il ritiro della Serbia) e nemmeno i dirigenti che si preparano ad affrontare il nuovo caso che non è facile da risolvere.
FARAONE DELUSO - Anche perché, a differenza di quanto si è visto in campo dove Edin ha litigato davvero con il mondo, il più arrabbiato è adesso Stephan. Che ha lasciato Ferrara infuriato con Ranieri che, dopo il diverbio, non lo ha schierato nella ripresa, sostituendolo con Perotti, e risentito anche con la società che non lo ha tutelato dopo l'aggressione del centravanti davanti ai compagni. El Shaarawy non ha compreso soprattutto la scelta dell'allenatore che lo ha lasciato negli spogliatoi e che, secondo il giocatore, con la sua decisione, è come se avesse dato ragione a capitan Dzeko. Ecco perché, oltre ad aver preso male la scelta di Ranieri per l'esclusione a metà tempo, non ha gradito la mancata difesa della dirigenza.
FUTURO INCERTO - Stephan, in ritiro a Coverciano, si concentra per ora sull'Italia. E, a quanto pare, prende tempo con la Roma. Che, da qualche settimana, è pronta a rinnovargli il contratto. Conclusione che, al momento, non piace all'attaccante. Vuole prima confrontarsi con i dirigenti su quanto è successo sabato allo stadio Mazza. La rissa nell'intervallo della partita con la Spal non è stata insomma archiviata a Ferrara: Edin è volato in Bosnia da Bologna con un jet privato e quindi non c'è stato alcun chiarimento con il compagno dopo il match. El Shaarawy, comunque, ne fa una questione di principio, conoscendo le intenzioni del club giallorosso. Che non vuole confermare Dzeko, ma lui.
Roma, ostacoli tecnici
IL MESSAGGERO - TRANI - Il futuro della Roma rimane ancora in stand by. La proprietà Usa è nella fase di valutazione/riflessione per capire quali saranno gli interventi da fare nelle prossime settimane per la stagione che verrà. E a prescindere dal piazzamento finale in campionato che comunque inciderà sull'ennesima rivoluzione tecnica: senza la partecipazione alla Champions, ogni investimento va pesato più che negli ultimi anni (possibile pure la rinuncia alla squadra B). Come il monte ingaggi: l'attuale diventerebbe improponibile. Di conseguenza qualche big uscirebbe dalla rosa. La priorità di Pallotta, però, è il completamento dell'organigramma della società, nominando il nuovo ds (Petrachi sfida Massara). Perché con il successore di Monchi, sempre ascoltando il suggeritore Baldini, il presidente deve individuare l'erede di Ranieri.
TENTAZIONE UNILATERALE - Lungo il percorso stanno aumentando gli ostacoli. La situazione non è allarmante, Ma bisogna essere realisti con quanto sta accadendo attorno alla Roma. Le idee sono chiare e anche intriganti. Le certezze, invece, mancano. Oggi, e non c'è da stupirsi, è più facile arrivare alla scelta del nuovo allenatore che alla disponibilità dello stesso. Così, passando da Sarri a Gasperini e tenendo in corsa Conte, non va dato per scontato il sì dell'eventuale interlocutore.
SOLUZIONE DI SCORTA - Il Grande Rebus è sulla scrivania di Pallotta. Che, a quanto pare, è stato già relazionato sui contatti avuti con gli interessati. Baldini è quello che lo tiene informato sul rapporto di Sarri con il Chelsea. L'allenatore è ormai in bilico, addirittura i tifosi vogliono disertare Stamford Bridge e vendere gli abbonamenti delle ultime gare dei Blues. Ma Sarri non è più convinto, come fece capire due anni fa a Baldini, di trasferisi a Trigoria. Al Napoli avrebbe voluto soprattutto Manolas e Dzeko (anche El Shaarawy, per la verità). Adesso è stato pre-allertato: il difensore e il centravanti non sono sicuri di restare qui. Il tecnico è stato ultimamente chiamato anche dalla Fiorentina. Non si è, però, ancora impegnato con nessuno. La doppia pista italiana è, dunque, il suo piano B. In questo senso è più semplice puntare su Gasperini che, pur essendo sotto contratto con l'Atalanta fino al 2021, avrebbe avuto la garanzia da Percassi di potersi liberare nel caso fosse chiamato da un grande club. Gasperini, però, è considerato il re di Bergamo: per la piazza è il vero artefice dell'exploit nerazzurro più di quanto lo sia la proprietà. Così, se si qualfica per l'Europa League, non è detto che non resti all'Atalanta. È, insomma, combattuto. Anche recentemente ha ammesso, a chi lo ha avvicinato in privato, di essere tentato dall'avventura nella Capitale dove troverebbe giovani da migliorare e e big da rivalutare. Ma sa in partenza che si complicherebbe la vita.
SOGNO LEGITTIMO - Conte, amico di Petrachi, è l'allenatore di «alto profilo» indicato da Pallotta nel comunicato di lunedì. Non ha nemmeno avuto la necessità di nominarlo. E ha fatto bene. Non è l'ingaggio a frenare la trattativa, quanto l'ambizione dell'ex ct azzurro (ieri prima udienza della causa con il Chelsea: 9 milioni in ballo). Che, pur essendo nel mirino del Tottenham più che dello United, è diventato ultimamente frequentatore di salotti, ristoranti e alberghi meneghini. L'Inter e Marotta sono nel suo destino. Come lo è stato fino a novembre il Milan. La Juve, per l'eventuale ritorno, resta il sogno. Simile a quello della Roma. Che può solo rimanere alla finestra. Non si sa mai.
Montuori: «Chi è solo indagato non lasci, dovremmo essere garantisti»
IL MESSAGGERO - DE CICCO - "Io sono garantista, chi è indagato non dovrebbe lasciare o dimettersi. Vale per Daniele (Frongia, ndr), vale per tutti", dice mentre infila le scalette del Campidoglio, da un’entrata laterale, appena smontato dall’auto di servizio. Luca Montuori, nonostante le ac- que agitate attorno alla giunta grillina, ha la faccia tranquilla. L’altro ieri, poche ore dopo l’arresto di Marcello De Vito, è stato sentito in Procura come persona informata sui fatti. La sua capo-staff, Gabriella Raggi, dirigente di lungo corso, invece è indagata, sempre per corruzione.
Motivi per essere impensieriti, insomma, ce ne sarebbero, eppure l’assessore all’Urbanistica della giunta Raggi, quello che in fin dei conti deve gestire la grana Tor di Valle, pur con «l’amarezza» per la situazione, si dice «sereno». Per sé stesso e per la tenuta dell’amministrazione pentastellata. «È ovvio che a oggi il quadro non è chiaro, dobbiamo ancora capire cosa succederà nei prossimi giorni». Si nota un po’ di mestizia per quanto successo in queste ore tormentate. Per quanto si è sco- perto, nelle carte della Procura. «Mi viene da dire solo che questa è una città che ha bisogno di spe- ranze e non di queste cose, fanno male a Roma». «Io mi sento tranquillo - aggiunge l’assessore all’Urbanistica, in carica da marzo del 2017 - Credo che alla fine, più di ogni cosa, per un amministratore pubblico parlino gli atti, non quello che si sono dette delle persone intercettate e che poi alla fine è tutto da dimostrare. Perché bisogna sempre vedere se le cose dette al telefono sono accadute sul serio». «In questi ultimi giorni ho sentito tante storie, i Mercati Generali, ad esempio». Per i pm, De Vito avrebbe fatto pressioni a favore dei Toti, in cambio di tangenti. «Ma la nostra delibera è limpida - dice Montuori - e anche sull’altra operazione di cui ho sentito parlare, l’albergo al posto dell’ex stazione di Trastevere, i nostri uffici avevano appena spedito, a febbraio, un preavviso di diniego, quindi di che stiamo parlando?». Secondo la Procura, anche per quell’affare De Vito si sarebbe mosso indebitamente, sempre in cambio di soldi dai privati. «Ma con De Vito parlavamo solo di aspetti politici, non dell’iter am- ministrativo dei progetti». Il suo collega Frongia, da ieri, è indagato. E si è autosospeso, deleghe rimesse alla sindaca. «Io sono garantista, chi è indagato non dovrebbe dimettersi», dice Montuori. E va a parlare con Raggi.
Roma e azzurro, Zaniolo pigliatutto
INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Il primo a credere in lui fu proprio il commissario tecnico della nazionale italiana Roberto Mancini, che addirittura lo scorso settembre, con ancora zero minuti di Serie A in carriera, decise di convocarlo con la motivazione che "ci vuole anche il coraggio di far giocare i giovani bravi se ci sono. E Zaniolo è bravo".
A distanza di sei mesi da quella data, con 28 presenze e 5 gol stagionali ora all'attivo, ma soprattutto con la consapevolezza ormai, da parte di tifosi e addetti ai lavori, dell'enorme qualità a disposizione, Nicolò Zaniolo sta per 'prendersi' anche la maglia azzurra.
Mancini, infatti, sembra sempre più convinto di lanciare l'enfant prodige giallorosso già nella prima sfida del girone per le qualificazioni a Euro 2020, prevista per sabato alle ore 20.45 contro la Finlandia del ct Kanerva.
Da carneade a nuovo potenziale fenomeno nell'attualmente desolante panorama calcistico dello Stivale: il passo per Zaniolo è stato assai più che semplicemente breve.
Arrivato a fine giugno 2018 all'interno della dolorosissima (per i fan romanisti) operazione che porta Radja Nainggolan a Milano, sponda Inter, il ragazzo classe 1999 di Massa viene accolto in modo piuttosto tiepido da parte della piazza capitolina, ancora scossa per la cessione di uno dei propri beniamini, oltre che di un punto fermo del centrocampo titolare a disposizione dell'allora tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco.
Sin dalla preparazione estiva, tuttavia, di questo giovane si parla un gran bene. Il suo arrivo nel gruppo guidato dall'ex Sassuolo è tardivo a causa dell'impegno nell'Europeo Under 19, ma la classe appare ben presto di altro livello.
Timoroso di 'bruciare' Zaniolo in un contesto assai esigente come quello romano e romanista, Di Francesco aspetta qualche settimana prima di far debuttare il fantasista tra i 'grandi'. Alla fine, l'occasione arriva presso il palcoscenico più prestigioso possibile: il Santiago Bernabeu di Madrid, un vero e proprio tempio del calcio.
È il 19 settembre del 2018 e una Roma già alle prese con una crisi che sarebbe poi perdurata, tra alti e bassi, per tutto il prosieguo della stagione, debutta in Champions League contro le 'Merengues'. Va male, anzi malissimo: 3-0 per i Blancos, ma soprattutto la sensazione di una squadra senza un gioco né un'anima in campo.
Nicolò Zaniolo può fare ben poco in un contesto tanto negativo; intanto, comunque, il ghiaccio è stato rotto. Una settimana dopo, nel match infrasettimanale di campionato vinto per 4-0 contro il Frosinone all'Olimpico, il giovane debutta anche nella massima serie, entrando al minuto 67 al posto del 'Flaco' Pastore.
Da qui in poi è un'escalation di successi per Zaniolo, che inizia a trovare sempre maggiore spazio nell'undici titolare proposto da Eusebio Di Francesco grazie a prestazioni di ottima fattura. Nel Boxing Day contro il Sassuolo, giunge pure il primo gol in Serie A e non è una marcatura banale: il numero 22 giallorosso si porta sul fondo, evita l'intervento di un difensore con un pregevole colpo di tacco e dopo ben due finte conclude alle spalle dell'incolpevole Consigli con un delizioso 'cucchiaio' alla Totti. L'Olimpico è ai piedi di Zaniolo.
Il rischio concreto diventa che il ragazzo possa montarsi la testa e iniziare a perdersi, anche perché la squadra, dal canto suo, di certo non lo aiuta, a causa di prestazioni spesso imbarazzanti.
Oltre al talento, tuttavia, in Zaniolo pare proprio esserci un grado di maturità superiore a quello che lascerebbe pensare la verde età; infatti, le prestazioni del ragazzo migliorano settimana dopo settimana.
Il 12 febbraio del 2019 il talento toscano diventa poi il più giovane calciatore italiano a segnare una doppietta in Champions League, grazie alle due perle realizzate nella gara di andata degli Ottavi di Finale contro il Porto.
Il resto è storia recente.
Esonerato Di Francesco, Zaniolo resta uno dei punti fermi anche per mister Claudio Ranieri, così i tifosi continuano a lustrarsi gli occhi grazie alle sue giocate settimana dopo settimana, pur con la consapevolezza e la paura di poter perdere in qualsiasi momento il calciatore, a causa dell'ormai più che chiara (ma altrettanto fallimentare) strategia della società in sede di calciomercato.
Inter, Ausilio vicino al rinnovo. Non sarà lui il nuovo Monchi
Oltre al toto-allenatore, in casa Roma si pensa a chi prenderà le redini della direzione sportiva dopo il forfait di Monchi. Tra in nomi fatti – Massara come soluzione interna o Petrachi del Torino – era spuntato anche quello di Piero Ausilio, attualmente all’Inter. Secondo quanto riporta alfredopedulla.com, il ds presto potrebbe raggiungere un accordo con la società nerazzurra per un prolungamento di almeno un’altra stagione, visto il contratto in scadenza nel 2020.
Roma e Inter interessate al centrocampista Kovačić
Mateo Kovačić, centrocampista in prestito al Chelsea dal Real Madrid, potrebbe non essere riscattato dai Blues, qualora il blocco del mercato dovesse essere confermato dal TAS. Secondo quanto riportato da calciomercato.com, il giocatore croato sarebbe negli interessi di Roma e Inter; per i nerazzurri si tratta di un ritorno di fiamma: hanno avuto in rosa il giocatore dal 2013 al 2015.
Defrel: "Voglio finire bene la stagione alla Samp, sarebbe bellissimo arrivare in Europa"
Grégoire Defrel, attaccante della Roma in prestito alla Samp, ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni:
"È stata una settimana brutta per me dopo l'incidente. L'ho detto anche alla fine del primo tempo a Sassuolo che avevo fatto un errore. Ma ho lavorato a testa bassa, sono contento della grande prestazione, l'avevo promesso al mister. Non vedo l'ora di ricominciare a giocare per far vedere alla gente che sono ancora io. A gennaio è girato tanto il mio nome sul mercato ma io ho voluto finire la stagione qui. Devo giocare sempre come col Sassuolo per arrivare più in alto possibile con la Sampdoria, sarebbe bellissimo arrivare in Europa".
Anche Florenzi vittima di un risentimento muscolare al polpaccio
Alessandro Florenzi, terzino giallorosso, è al momento in ritiro con la Nazionale Azzurra. Il giocatore ha accusato nell'allenamento odierno a Coverciano un risentimento muscolare al polpaccio sinistro. Le condizioni di Florenzi verranno valutate nelle prossime ore, ma resta in dubbio per il match con la Finlandia, in programma a Udine sabato sera.
Napoli, Fabian Ruiz dimesso dall'ospedale
Fabian Ruiz, centrocampista del Napoli, ha lasciato l'ospedale dove era stato ricoverato da lunedì per una febbre alta, che l'aveva costretto a lasciare il ritiro della Spagna. Lo riferisce Radio Kiss Kiss Napoli.
Sarri-Roma, si inserisce la Fiorentina
Maurizio Sarri, tecnico del Chelsea, sembra ormai destinato a concludere la sua esperienza con i Blues a fine stagione. L’ex allenatore del Napoli, come riferito da Radio Kiss Kiss, ha ricevuto due richieste dall'Italia: una da parte della Fiorentina, l'altra da parte della Roma. I giallorossi avrebbero già i contatti avviati con Sarri, che avrebbe già dato disponibilità al club anche in caso di mancato accesso alla prossima Champions League.