Roma malata e senza difesa

IL MESSAGGERO - TRANI - Solita chance sprecata. Ma, a 10 partite dal traguardo, il flop in Emilia può risultare decisivo. Cambia l'allenatore, non il risultato: la Roma, irriconoscibile e fiacca, perde con la Spal anche al ritorno. Se la sconfitta del 20 ottobre all'Olimpico è stata soprattutto umiliante, questa di Ferrara, 2-1, rischia però di chiudere in anticipo la corsa Champions. Il Milan e l'Inter, in attesa del derby, restano avanti rispettivamente di 3 e 4 punti. Il 4° posto, insomma, si allontana. 

Commozione al Mazza quando la Spal entra in campo con il lutto al braccio per la scomparsa di Cipollini e la Roma si presenta con il ricordo di Taccola sulla manica, a 50 anni dal tristissimo pomeriggio di Cagliari. Improvvisazione, invece, nel match. Non solo i lancioni giallorossi chiesti da Ranieri ma anche quelli biancoazzurri imposti da Semplici che però prepara meglio la sfida e va all'incasso. La superiorità numerica a centrocampo, con il 3-5-2, garantisce più possesso palla. Ne approfittano il play Missiroli e gli intermedi Murgia e Kurtic. All'assalto vanno Lazzari e faraes. Nzonzi e Cristante pensano alla costruzione solo nella metà campo avversaria, chiamando in causa anche Karsdorp. Jesus, invece, resta dietro. Si alzano Kluivert ed El Shaarawy,allineandosi a Schick e Dzeko: fase offensiva con il 4-2-4. La formula con il doppio centravanti, però, fa cilecca.

SOLITA DORMIT - A Ranieri, schierando 3 centrali difensivi nella linea a 4, punta a proteggere Olsen. In mezzo Fazio e Marcano, a sinistra Jesus subito in apnea contro Lazzari. La mossa, però, non paga. La Roma, a metà tempo, è già sotto. E addirittura prende il gol, il 57° (e diventeranno 58) in 38 partite stagionali, con la difesa schierata. Cross scontato di Cionekdalla destra e taglio vincente di Fares: colpo di testa, Karsdorp nemmeno prova a saltare. Il nuovo sistema di gioco, insomma, non basta: i giallorossi rimangono vulnerabili. E impotenti. Bisogna aspettare 35 minuti per la prima conclusione nello specchio della porta. Dzeko calcia sul palo coperto: Viviano respinge con i piedi. La Spal, brillante e propositiva, mette pressione a Olsen: Lazzari è il più intraprendente. Dzeko, a fine tempo, risponde ai tifosi biancoazzurri che lo insultano e litiga, rientrando negli spogliatoi, col ds della Spal Vagnati e con i panchinari di Semplici: Rocchilo ammonisce. Il centravanti ormai è nervoso pure a gioco fermo. Ma è l'unico almeno ad andare al tiro.

INTERVENTO SCONTATO - La Roma, come spesso è accaduto in questo campionato, regala mezza partita. Sbagliata la formazione iniziale, la 38ª diversa in 38 match: Jesus non è adatto per Lazzari, El Shaarawy per aiutarlo si allontana dalla porta avversaria e Kluivert da esterno corre a vuoto. Ranieri, dopo l'intervallo, inserisce Zaniolo e Perotti per Kluivert ed El Shaarawy. Dzeko, su lancio di Zaniolo che entra convinto e spigliato, conquista subito il rigore, fallo di Cionek (da rosso), trasformato da Perotti per il momentaneo pari. Jesus, però, è ancora in campo e atterra Petagna: Rocchi assegna il rigore e il Var, odiato dal pubblico di Ferrara, conferma la decisione poco convincente dell'arbitro. Petagna realizza per il nuovo vantaggio della Spal. Viviano salva su Dzeko. Schick ha la lingua di fuori e chiede il cambio. Resta, però, in campo. Cionek va a colpire di testa: traversa. Entra Santon per Karsdorp. Nemmeno questo cambio è però sufficiente a evitare il 12° ko stagionale (7° in campionato). La Spal vince in casa dopo 6 mesi (17 settembre) e vede la salvezza, la Roma esce di scena. Lasciati 16 punti a chi lotta per non retrocedere.


Juan Jesus su Petagna: tanti dubbi

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CATAPANO - Succede tutto nella ripresa. Al 7’ Rocchi assegna un giusto calcio di rigore alla Roma per il fallo di Cionek su Dzeko lanciato verso la porta. Il polacco viene ammonito ma meriterebbe il rosso. Proteste della Spal perché l’azione giallorossa è nata da un intervento falloso del bosniaco sullo stesso Cionek, non rilevato. Cinque minuti dopo Rocchi valuta da rigore anche il contatto più dubbio tra Juan Jesus e Petagna: sembra non esserci più di una spallata.

 


Il flop della Roma. Il colpo di Sinisa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CALAMAI - L’effetto Ranieri è già svanito. Cambiano gli allenatori, ma la Roma continua a essere prigioniera dei tanti equivoci che l’accompagnano da inizio stagione. Il passo falso di Ferrara, contro una Spal che non vinceva in casa addirittura dal 17 settembre, rischia di avere conseguenze dolorose. Per il presente e per il futuro. Restare fuori dalla prossima Champions League, oltre a sancire il fallimento di un progetto sportivo, avrebbe anche pesanti conseguenze dal punto di vista economico. Senza i soldi che garantisce la Coppa più prestigiosa l’apertura di un nuovo ciclo sarebbe sicuramente più complicata. Il passaggio da Di Francesco a Ranieri ha portato a un nuovo modulo ma non ha cambiato anima alla Roma. Che era e resta senza una precisa identità, come se fosse un continuo cantiere aperto. Con una difesa che ha subito 39 reti (la differenza con le quattro squadre di testa è impressionante), con un centrocampo con poca personalità e con un attacco che fatica a far coesistere Dzeko e Schick.

Ieri, inoltre, ha sorpreso la scelta di Ranieri di rinunciare in partenza a Zaniolo per dare spazio a Kluivert. Il gioiellino giallorosso non era al cento per cento dal punto di vista fisico, ma quando è entrato ha dimostrato di avere rispetto ai compagni una marcia in più dal punto di vista fisico e una personalità e una determinazione agonistica da veterano. Zaniolo è la bella favola di questa stagione piena di delusioni. Ma per conquistare un posto in Champions la squadra giallorossa ha bisogno di ritrovare, subito, il valore aggiunto degli altri suoi giocatori simbolo.

L’inatteso passo falso di Dzeko e compagni toglie qualche goccia di tensione al derby di Milano. Guardando la classifica un pareggio potrebbe andare bene sia a Gattuso che a Spalletti. Il vantaggio sulla quinta diventerebbe, per entrambe, ancor più importante. Ma di sicuro i due tecnici hanno ben altre idee in testa. Dopo la sconfitta della Roma vincere il derby vorrebbe dire fare uno scatto importante, forse decisivo, per la conquista di un posto in Champions. Provarci non è un’opzione ma un dovere.

E’ stato un sabato che ha premiato soprattutto chi lotta per la salvezza. Tre punti d’oro li ha conquistati la Spal e tre punti, forse ancora più importanti, il Bologna. Che grazie a questo risultato, dopo tanto tempo, almeno per una notte, esce dalla zona retrocessione. Sinisa Mihajlovic, che ha veramente trasformato la squadra emiliana oggi una delle più brillanti del campionato, ha centrato la sua piccola vendetta sportiva battendo un Torino che ha perso l’occasione per salire al volo sul treno-Champions.

La squadra di Mazzarri ci ha messo cuore e grinta ma è mancata nei suoi due bomber. Male Zaza, malino anche Belotti al quale sicuramente non ha giovato la mancata convocazione in Nazionale. Il Gallo deve ritrovare velocemente entusiasmo e autostima. Nonostante il passo falso il Toro resta in lotta per un posto nelle prossime Coppe europee. Quello che, poi, era il sogno di inizio stagione.

Da un attaccante in difficoltà a uno che sta vivendo una stagione da favola. Fabio Quagliarella ha contribuito alla goleada che ha permesso alla Sampdoria di travolgere il Sassuolo e di rimettersi in corsa per un posto tra le prime sette della classifica. Il premio però gli era già arrivato alla vigilia: un posto con gli azzurri di Mancini. L’attaccante doriano può essere un’arma importante per la nostra Nazionale che tra pochi giorni partirà alla conquista dell’Europeo. Tanti ragazzi di talento e Quagliarella. Un vecchio... giovane. Una bella miscela.


Semplici: «Che gioia! È per i tifosi»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo sei mesi la Spal ritrova la vittoria interna, e come con l’Atalanta a decidere è stato Petagna. «Una grande prova sotto tutti gli aspetti - ha affermato il presidente Walter Mattioli - Il nostro allenatore ha azzeccato tutte le mosse». Così Semplici: «Abbiamo saputo interpretare tutti i momenti della partita. Con il ritorno di Lazzari, siamo stati agevolati nel poter sfruttare il modulo a cui siamo abituati e ci troviamo a meraviglia. Felicissimo anche per la soddisfazione regalata ai nostri tifosi».

 


Ranieri: «Senza Champions molti cambiano aria»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Alla fine lo dice senza mezzi termini, tracciando il profilo dello scenario più funesto. «Se la Roma andrà in Champions c’è un programma, in caso contrario si cambia aria in parecchi e si ha un ridimensionamento generale», è l’ammissione di Claudio Ranieri. Anche se prima della partita il d.s. Massara era stato chiaro: «L’ipotesi di non entrare in Champions non la prendiamo in considerazione». Ed invece va presa e la sconfitta di ieri, in tal senso, pesa come un macigno. Non solo per il risultato, ma anche per come è maturata. «Non siamo stati una squadra, ma un gruppo di giocatori che si sono impegnati individualmente - continua Ranieri - Abbiamo perso tutti i duelli, manca autostima e convinzione, qualcuno non ce l’ha neanche nelle corde. Questi ragazzi devono meritarsi ciò che guadagnano. E hanno perso contro una squadra con gente che guadagna di meno, è più umile e più determinata».

Poco squadra Insomma, la prima trasferta del Ranieri 2.0 non è andata come il tecnico avrebbe voluto. Sperava in una vittoria per accorciare su Milan o Inter (oggi c’è il derby). «Sapevamo che la Spal viveva una situazione disperata - continua Ranieri - Così come sapevamo che molti loro gol arrivano dalle fasce laterali, in particolare partendo da destra per poi segnare a sinistra. Eppure non siamo stati capaci di fermarli». Già, anche perché Jesus lì a sinistra ha confermato tutti i suoi limiti, perdendo ogni sfida con Lazzari. «Ma era l’unico giocatore veloce che avevo da mettere in quella posizione, pensavo fosse il giocatore idoneo per contrastare l’esterno della Spal». Così la Roma incassa la settima sconfitta in campionato, forse la più dura perché ti brucia sul nascere il sogno di tornare in corsa. «Ripeto, loro si sono dimostrati una squadra, noi no - continua Ranieri - È vero, ad un certo punto non pressavamo neanche più, ma poi in certi momenti devi avere la forza di pressare, altrimenti è meglio restare compatti».

 

 


Roma brutta e affondata. La Spal gode con Petagna

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ARCHETTI - Dopo il sacco di Roma, quando passò per 2-0 all’Olimpico, la Spal aveva vinto soltanto una sola altra volta in questo campionato. Aspettava di nuovo i giallorossi e un girone dopo non ha cambiato la sentenza. In casa poi erano sei mesi che non vedevano un successo: dal 17 settembre contro l’Atalanta; a Ferrara adesso suonano campane a festa. Quasi non ci credono e nei sei minuti (allungati) di recupero, temono la crudeltà del recente passato. Un errore improvviso, una chiamata Var non capita. Non succede, le urla non diventano delusione. La Roma è una fonte benefica, per Semplici; la Spal è uno spettro che intimorisce i giallorossi. In pochi giorni non si trasforma una squadra; la mente pesa più del contenuto. Claudio Ranieri è onesto: la sua non è stata squadra, gli avversari sì. Il linguaggio del calcio sa essere sintetico, spietato.

I MOTIVI Ranieri ha preso in consegna un gruppo pieno di paure dopo aver perso derby e Champions. Se contro l’Empoli, causa il breve tempo di lavoro insieme, non era stata ben definita una nuova struttura, qui il concetto base dell’allenatore viene mostrato: 4-4-2, già intravisto nella ripresa lunedì. Ma affonda. In queste situazioni, quando sei vicino a buttare una stagione, quando troppe turbolenze hanno disturbato il percorso, la semplicità è il rifugio migliore. Sapersi proteggere, non commettere errori, cercare di colpire in avanti, anche con i lanci, ma dopo essersi guardato dietro. Eppure la Roma è sempre vulnerabile: ha incassato 58 reti in 38 partite, ha perso sei volte in trasferta e i sette k.o. complessivi sono già uguali al bilancio dell’intero scorso torneo. L’allenatore cerca di coprirsi le spalle nel senso che vuole evitare le giocate dietro la schiena dei difensori. Quindi tutte le linee restano più basse, ma tra di loro lasciano troppa aria. E la Spal sugli esterni sguazza. Fares è il migliore, non solo per il gol dell’1-0; Petagna in mezzo lotta e segna, come sempre. Lazzari rientra e fa rivivere i suoi slalom, specialità della casa.

LE MOSSE SPAL Quindi la Spal riesce a trovare scoperti gli avversari, perché i due terzini vengono lasciati da El Shaarawy e Kluivert, attaccanti svogliati, e affrontano in velocità, con tempi giusti, i difensori. Juan Jesus cerca di non venire travolto dalla furia di Lazzari ma gli lascia spesso il cross; quando poi stringe al centro, causa il rigore del 2-1, non troppo chiaro. Karsdorp non riesce a intercettare il volo di Fares nel colpo di testa dell’1-0. Eppure non è un’azione rapida, anzi una palla indietro che arriva a Cionek, un difensore puro: il traversone sarebbe leggibile, ma Fazio annaspa all’indietro e l’olandese spera che la prenda il compagno. La scena del vantaggio è l’immagine del primo tempo, in cui gli errori a centrocampo della Spal non vengono sfruttati dalla Roma mentre gli sprint sui lati dei padroni di casa sorprendono i Ranieri Boys. Così il tecnico, senza sette possibili titolari, cambia totalmente la fasce nella ripresa: dentro Perotti e Zaniolo per El Shaarawy e Kluivert.

ROMA SPAESATA E’ vero che i due nuovi entrati costruiscono il pari dell’argentino su penalty, scena sulla quale ci sarebbe un rosso a Cionek ma pure un fallo su di lui in partenza. Ma raggiunto l’1-1 e con la Spal più dietro, la Roma non sa colpire come dovrebbe chi punta alla Champions. Solo Zaniolo scompagina le protezioni, Cristante e Nzonzi vanno con la solita lentezza; Schick si sgonfia e non dà sponde a Dzeko, suo compagno nel 4-4-2. Così la Spal ripassa avanti e potrebbe chiudere senza ansie (traversa di Cionek). Nel ritorno Semplici aveva aggiunto soltanto sei punti alla sua classifica. Poi ha rivisto la Roma e ha sentito un boato che mancava da troppo tempo.

 

 


Ritorno a Canossa

INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – La settimana scorsa la Roma ha esonerato Eusebio Di Francesco e, il giorno seguente, Monchi ha fatto le valige e ha salutato il club. Che l’esperienza del ds nella Capitale si sarebbe conclusa a breve era nelle sensazioni di tutti, se non dopo l’esonero del tecnico abruzzese sicuramente al termine della stagione. “C’è voluto un secondo per scegliere la Roma, sarà impossibile dimenticarla”, recita lo spagnolo sul suo profilo Instagram a pochissime ore dall’annuncio del suo addio.

A Monchi non sono di certo mancate le offerte di lavoro, anche mentre si trovava ancora tra i dirigenti giallorossi. Nelle ultime settimane l’ipotesi Premier League si era fatta più che insistente per il direttore sportivo, con l’Arsenal che nei giorni passati aveva maturato un pressing costante nei confronti dello spagnolo. Sembrava fosse cosa fatta, da Roma a Londra in un battito di ciglia.

Ma ecco sbucare il Siviglia, club che Monchi ha chiamato casa per ben 18 anni, dal 1999 al 2017, e che aveva lasciato due anni fa per insediarsi a Trigoria. Dalla Spagna trapelano alcuni retroscena sulla trattativa: il club andaluso aveva avviato i contatti con Monchi non appena era stato ufficializzato il suo addio alla Roma. L’eliminazione dall’Europa League, con conseguente esonero del tecnico Machin e il ritorno in panchina del ds Caparros, ha fatto il resto.

Fin dai primi contatti l'ex ds giallorosso ha dato la sua disponibilità. Il presidente Castro avrebbe voluto chiudere la trattativa già nella giornata di ieri ma forse bisognerà attendere ancora qualche giorno o, forse, solo qualche ora. Intanto arrivano altri indizi dai profili social di Monchi che non lascerebbero spazio ai dubbi:

“El corazón nunca olvida el lugar donde dejó sus mejores latidos”. (“Il cuore non dimentica mai il luogo in cui ha lasciato i suoi migliori battiti”).


Pagelle SPAL-Roma

La Roma cade a Ferrara contro la SPAL per 2-1 grazie alle reti di Fares e Petagna su rigore e con Perotti, che aveva momentaneamente pareggiato. Giallorossi in evidente crisi di gioco e risultati e le numerose assenze si sono fatte sentire contro una squadra che non vinceva dal 27 gennaio e che è in piena lotta per non retrocedere. 6 punti in 2 gare conquistati dagli uomini di Semplici è la sintesi di questo scontro e dell’intera annata romanista.

 

Olsen 5 - Insicuro per tutta la partita e sul primo gol non è completamente esente da responsabilità. Non fa grandi errori ma non regala nemmeno punti alla Roma.  

Karsdorp 4 - Il peggiore in campo dei giallorossi. Colpevole sul primo gol dei padroni di casa e fa sembrare Fares il nuovo Roberto Carlos. Un match da dimenticare per l’olandese. (80' Santon sv. Entra nei minuti finali e dà un pò più di spinta in avanti e concede meno in chiusura anche per la maggior freschezza rispetto al compagno che ha sostituito).

Fazio 5 - Prova a farsi vedere in fase d’impostazione ma in difesa quasi nullo. Dov’è finito il difensore delle precedenti stagioni?

Marcano 5 - Un altro errore tecnico del mercato di Monchi che si fa sentire in questa parte di stagione in cui si è costretti a schierarlo per mancanza di alternative. 

Juan Jesus 5 - Procura il rigore del 2-1 ai ferraresi anche se il contatto con Petagna non appare così evidente. Per il resto, si adatta a sinistra senza spingere ma è il meno peggio del reparto.  

Nzonzi 4 - Ogni volta che scende in campo ci si domanda il perché sia stato convocato così spesso in Nazionale (Deschamps lo ha escluso per la prima volta in questo periodo) e perché giochi ad alti livelli. Sembra più un giocatore di basket, non ha né la tecnica né la forza e soprattutto la velocità per palcoscenici importanti. 

Cristante 5.5 - Prova a fare qualcosa nel disastro generale ma i risultati non sono quelli sperati. Dovrebbe proporsi un pò di più quando la palla è tra i piedi dei romanisti ma è evidente che il suo è quello di intermedio in un centrocampo a 3 o un trequartista alla Nainggolan. 

Kluivert 4.5 - L’incontro con l’Empoli aveva illuso tutti che con Ranieri potesse mostrare qualcosa ma così non è stato. Evanescente ed inconcludente. Sostituito per disperazione a fine primo tempo. (46' Zaniolo 6 - Pronti via fa un bell’assist a Dzeko che vale il penalty del momentaneo pareggio, poi tenta qualche numero ma la difesa della SPAL gli concede pochissimo). 

Schick 5.5 - Buon primo tempo quando si crea un paio di occasioni interessanti ma sbaglia la conclusione o l’ultimo passaggio. Scompare nella ripresa nella morsa di Bonifazi, Vicari e Cionek non Bonucci, Barzagli e Chiellini… 

Dzeko 6 - Comincia a giocare quando si innervosisce come a Frosinone ma stavolta trova Viviano in stato di grazia che prima respinge di piedi un suo tiro di sinistro e nella ripresa gli nega la gioia del gol respingendo un tiro di destro sul secondo palo a botta sicura. 

El Shaarawy 5.5 - Non un primo tempo da ricordare ma forse avrebbe meritato di rimanere in campo, vista la ripresa di Schick, avanzandolo al fianco di Dzeko e dando meno punti di riferimento ai difensori ferraresi. Una sua conclusione poteva esser finalizzata meglio ma è mancata anche in lui la luciidtà. (46' Perotti 6 - Il rigore trasformato con freddezza e poco altro per l’argentino ma almeno ha provato a raddrizzare una partita nata storta e finita peggio). 

 

Ranieri 5 - Difficile arrivare e cambiare completamente la rotta di una squadra che prende sempre gol in un modo o in un altro. Prova a ricominciare dalle basi ma il materiale a disposizione è veramente misero. Poche le responsabilità del tecnico quando non si hanno alternative valide ed i calciatori in campo non sono all’altezza. Monchi ha lasciato una pesante eredità e sarà dura anche in estate rimettere a posto le cose.


Il doppio ex di Spal-Roma – Federico Viviani

INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – Il tanto vituperato Luis Enrique, che soltanto tre anni dopo avrebbe vinto tutto il possibile a Barcellona, soleva chiamarloBibiani’, a causa della pronuncia spagnola che trasforma la ‘v’ in ‘b’.

Federico Viviani, nato a Lecco, ma cresciuto a Grotte di Castro, nel viterbese, nel 1992, conquistò sin da subito l’allenatore iberico. ‘Lucho’ impazziva per la facilità di calcio e la visione di gioco del ragazzo cresciuto nel settore giovanile giallorosso.

In più di un’occasione, durante le proprie conferenze stampa, l’ex tecnico del Barcellona B dichiarava apertamente la propria stima per Viviani. Alla fine, complici anche alcune assenze, Luis Enrique decise di lanciarlo nella mischia proprio durante la partita con la ‘p’ maiuscola: Roma-Juventus.

Il 12 dicembre del 2011, Viviani si ritrova titolare accanto a De Rossi nella sfida ai bianconeri di Antonio Conte. E’ una prestazione intelligente, senza voler strafare per mettersi in mostra; così, il giovane centrocampista conquista tutti, sia pubblico che addetti ai lavori.

Luis Enrique, però, che di giovani se ne intende, non vuole ‘bruciare’ il ragazzo e da quel momento in poi ne centellina l’impiego, nella speranza, magari, di poterlo aiutare a crescere negli anni seguenti; lo spagnolo ancora non sa che il suo soggiorno a Roma sarà ben più breve di quanto possa immaginare e sperare.

Alla fine della stagione 2011/2012, Viviani, che ha già debuttato, come detto, in Serie A ma pure in Europa League (Luis Enrique, infatti, lo aveva lanciato titolare in agosto nei playoff contro lo Slovan Bratislava) e Coppa Italia, ha collezionato nove presenze.

Insomma, il ghiaccio è stato rotto.

Con l’addio del mentore spagnolo e l’avvento di Zeman a Roma, la società decide di mandare il ragazzo in prestito.

Fioccano le richieste e alla fine la spunta l’ambizioso Padova in Serie B; per Viviani dovrebbe essere la stagione della definitiva esplosione ma qualcosa si inceppa.

L’anno seguente, il centrocampista cambia ancora maglia e va a Pescaraaltra esperienza sfortunata.

A metà stagione, però, arriva la chiamata del Latina, dove in 18 mesi Viviani sembra rinascere, tanto da meritare nell’estate del 2015 il ritorno nella massima serie: è il Verona di Mandorlini a volerlo nella propria rosa.

La scelta si rivela sfortunata, vista la pessima annata vissuta dagli scaligeri. Il ragazzo, però, ha comunque dimostrato di poter stare e bene in Serie A. Il Bologna se ne accorge e lo tessera.

Ancora una volta, solo un anno con una casacca.

Dall’estate del 2017, Viviani milita nella Spal, con cui peraltro ci segna nel girone di andata dello scorso campionato.

L'esperienza ferrarese dell'ormai ventisettenne centrocampista si esaurisce a gennaio del 2019, quando il Frosinone del presidente Stirpe e di mister Baroni lo accoglie tra le proprie fila per tentare di rafforzare una compagine alla disperata ricerca della salvezza nella massima serie.


Serie A. Il Bologna vince 3-2 a Torino coi granata

Importante vittoria del Bologna per 3-2 a Torino coi granata per rimanere attaccate alle squadre in lotta per non retrocedere. I felsinei vanno subito sotto al 6' con un'autogol di Pulgar ma poi comincia la rimonta. A segno Poli al 29', lo stesso Pulgar si fa perdonare con una rete su calcio di rigore al 34' e chiude i giochi Orsolini al 65', dopo che pochi minuti prima la VAR aveva tolto la gioia del gol a Sansone. Nel finale, prima viene espulso l'ex di giornata Lyanco e poi accorcia le distanze Izzo al 90', nel recupero rosso anche per Aina ma i giocatori di Mazzarri non riescono a completare la rimonta. Non ci voleva la vittoria della SPAL con la Roma per gli uomini di Mihajlovic ma sperano che l'Empoli possa perdere dei punti per non esser più al terzultimo posto. 


Manolas e Kolarov convocati dalle rispettive Nazionali. Non è escluso che tornino a Trigoria

Kostas Manolas e Aleksander Kolarov convocati dalle rispettive Nazionali per le partite in programma la prossima settimana ed in vista dei prossimi Europei del 2020. Non è escluso, però, che entrambi tornino in anticipo a Trigoria visto che le loro condizioni non sono ottimali, in particolare quelle del greco, che è in dubbio anche per la sfida di campionato contro il Napoli dopo la sosta.


Allenamento Roma. La squadra si ritroverà a Trigoria mercoledì

La Roma tornerà a Trigoria mercoledì per allenarsi in vista della sfida col Napoli, che si disputerà dopo la sosta per le Nazionali. Tanti i giocatori da tenere sotto controllo e valutare per la gara coi partenopei.