Da Toni e Totti a Dzeko e Zaniolo: si riparte dal 4-4-2

IL MESSAGGERO - ANGELONI - La Roma ha richiamato l’allenatore che nel 2010 aveva sfiorato lo scudetto sfidando col suo calcio acqua e sapone l’Inter di Mourinho e che nel febbraio del 2011 si era dimesso dopo una incredibile rimonta subita sul campo del Genoa (0-3, 4-3). Il suo gioco fatto di linee strette, difesa bloccata, se sale un terzino l’altro resta basso. Di solito ama giocare con una punta centrale e un’altra che gli giri intorno, mantenendo l’indole da trequartista o da seconda punta pura.Ad esempio, nella suaRoma di nove anni fa, vicino a Toni giocava Totti oppure Vucinic. Perrotta, che con Spalletti faceva l’incursore, con Claudio partiva dall’esterno e si buttava in area. Burdisso era il suo difensore di riferimento, lo chiamava il bandito: a Siena, la sua prima in giallorosso, lo schierò da terzino sinistro.

PRINCIPI Non è cambiato negli anni, i principi di gioco sono rimasti più o meno gli stessi, fino alle ultime esperienze in Inghilterra, tra il Leicester e il Fulham. Stavolta ha tre mesi per incantare i dirigenti, che non sono gli stessi della sua prima esperienza romana. Nemmeno gli obiettivi sono gli stessi: dallo scudetto al piazzamento in Champions League, stavolta ha dodici giornate a disposizione, all’epoca aveva quasi tutta la stagione, visto che subentrò a Spalletti dopo appena due giornate. Ranieri comincerà oggi, di quel gruppo ritrova in campo solo De Rossi (Totti è dietro una scrivania), che tra l’altro è infortunato e l’esordio stavolta sarà in casa. La conta per la sfida con l’Empoli la farà da oggi, ma come sarà la sua Roma nei mesi a seguire? Facile ripensare a quel 4-4-2 scolastico ma efficace. Pubblichiamo qui una sorta di undici tipo, soggetto ovviamente a modifiche varie ed eventuali. Sui terzini, potrebbe tornare utile anche Santon, che ha caratteristiche più difensive rispetto a Karsdorp. Florenzi è il suo Taddei, così come Zaniolo potrà essere il trequartista o la mezz’ala. La coppia di attaccanti può essere pescata tra Dzeko-Schick-Perotti, lo stesso Zaniolo, Kluivert, Under ed El Shaarawy (quest’ultimi buoni anche come esterni alti). Stavolta non avrà un regista vero e proprio, probabilmente il riferimento centrale, in assenza di De Rossi, sarà Nzonzi, con Cristante e Pellegrini come alternative o come mezz’ali, nel caso in cui si dovesse giocare a 5. La Roma andrà rigenerata anche fisicamente, ma stavolta il verduraio («la preparazione atletica la può fare anche un verduraio», disse all’epoca) continuerà a vendere verdure.


Reset Roma, a Trigoria c'è Ranieri 2.0

IL MESSAGGERO - TRANI - All'esonero si somma ancora il ritorno. Mai da escludere a Trigoria, anche perché, come spesso cantano i tifosi giallorossi, il passato non si dimentica. Claudio Ranieri, anche se manca l'annuncio ufficiale di Pallotta, è il nuovo allenatore della Roma. Rientra a Trigoria, come hanno già fatto con la proprietà Usa, Zdenek Zeman nel giugno del 2012 e Luciano Spalletti nel gennaio del 2016. Il tecnico di San Saba, frequentatore da ragazzo di Testaccio dovè il papà ha avuto per anni la sua macelleria, prende il posto di Di Francesco. In comune, al momento di passarsi il testimone, hanno il fresco licenziamento. Il romano ha appena lasciato il Fuhlam, esperienza iniziata solo nel novembre scorso e finita presto con 11 sconfitte e appena 3 successi in 16 partite. Il pescarese, sotto contratto fino al 30 giugno 2020, esce di scena dopo l'eliminazione in Champions. Dal 23 settembre, però, è stato sempre in bilico: 11 ko in 36 match, fatali soprattutto il 7 a 1 di Firenze in Coppa Italia e il 3 a 0 di sabato nel derby. Precario dal 5° turno del girone d'andata al ritorno degli ottavi di mercoledì a Oporto.

ADDIO POSTDATATO A fine pomeriggio, il divorzio. Nel comunicato della Roma, il saluto all'allenatore, sollevato dall'incarico dopo l'incontro con il vicepresidente Baldissoni e l'ad Fienga. «Da parte mia e di tutta l'AS Roma, vorrei ringraziare Eusebio per l'impegno profuso. Ha sempre lavorato con un atteggiamento professionale e ha messo al primo posto gli interessi del Club rispetto a quelli personali. Gli auguriamo il meglio per la sua carriera» l'addio misurato di Pallotta. Che si è imposto nella notte. E che lo avrebbe però cacciato già 5 mesi e mezzo fa, subito dopo la sconfitta contro il Bologna al Dall'Ara. Fuori Di Francesco, entra Ranieri. Mister derby: 4 su 4 vinti. Sbarca, in tarda mattinata, a Fiumicino. Da Londra, passando per l'aeroporto Leonardo da Vinci, direttamente a Trigoria. L'allenamento è stato spostato nel pomeriggio proprio per dare la possibilità al nuovo tecnico di dirigerlo. Lasciano, con Eusebio, pure 6 dei 7 collaboratori. In 3 seguono Claudio: gli assistenti Paolo Benetti e Carlo Cornacchia, più il preparatore Andrea Azzalin. Dovrebbero essere sufficienti per le ultime 12 partite. E per tentare la rimonta in classifica e prendersi quel 4° posto vitale per la proprietà Usa.

PROFILO SCONTATO «Sono felice». Ranieri, 68 anni, di rimonte se ne intende. Entusiasmante quella con la Roma nella stagione 2009-2010 contro l'Inter di Mourinho, fino a qualche anno fa suo grande nemico. I nerazzurri festeggiarono il triplete, ma Claudio, subentrando al 3° turno a Spalletti, partì ultimo e senza punti, debuttò vincendo 2 a 1 a Siena il 13 settembre 2009 e arrivò in vetta alla classifica l'11 aprile del 2010, battendo 2 a 1 l'Atalanta. Mai la Roma, dal 2001, è stata così vicina allo scudetto. In testa fino alla quart'ultima giornata: ko del 25 aprile all'Olimpico contro la Sampdoria degli ex Del Neri e Cassano. Perse contro Mou pure la finale di Coppa Italia. Andò via l'anno dopo, l'11 febbraio 2011, per il crollo di Marassi contro il Genoa: 0-3 all'intervallo, 4-3 alla fine. In Premier, prima di essere esonerato in Francia dal Nantes e a Londra dal Fulham, ha vinto l'unico scudetto con il Leicester nel 2016. È il 7° allenatore in 8 anni. E accetta, unico tra gli interpellati, di fare il traghettatore per nemmeno 3 mesi. Fino al 26 maggio. Decisivo, pure se si è speso fino all'ultimo per Eusebio, il parere di Totti, che ha subito sentito Ranieri. Baldini, pur dando l'ok per Claudio (telefonata di qualche giorno fa), non va dunque a dama. Sousa sceglie il Bordeaux, anche perché il contratto sarà di 2 anni e mezzo. Donadoni si sfila. Ranieri no. In cambio ha la promessa di entrare nel management giallorosso.


La Roma post-DiFra parte in salita: con l'Empoli è emergenza totale

IL MESSAGGERO - La squadra che scenderà in campo lunedì sera contro l'Empoli (ore 20.30) cambierà faccia non solo per l'esonero di Di Francesco, ma anche per l'emergenza infortunati e squalificati (entrano in diffida Florenzi, Manolas e Zaniolo). Il nervosismo nel derby ha complicato la vita a Claudio Ranieri che guiderà i giallorossi contro i toscani (nella sua precedente avventura in trasferta, davanti a lui sempre una toscana, all'epoca il Siena, in trasferta): non saranno a disposizione per squalifica De Rossi, Kolarov e Fazio. Il capitano ha accusato anche una forte fitta al polpaccio destro contro il Porto e nelle prossime ore si sottoporrà a esami strumentali per valutare l'entità della lesione, mentre Pellegrini - entrato proprio al posto del numero 16 - ha dovuto chiedere il cambio per un problema muscolare al flessore della coscia destra. Il difensore argentino, invece, è rimasto in tribuna a Oporto per un infortunio al flessore, stessa sorte che capiterà a Pellegrini contro l'Empoli per lo stesso problema. I guai muscolari nella Roma sono arrivati a quota 37 considerando anche il forfait di Pastore alla viglia del Porto per il solito dolore al polpaccio sinistro. Un record a Trigoria che ha fatto scattare diverse domande a Pallotta e ai dirigenti che hanno preso la decisione di esonerare Di Francesco anche per l'eccessiva fragilità e la scarsa preparazione atletica dei calciatori.

SALUTI C'è una squadra da ridisegnare contro l'Empoli e sarà compito di Ranieri, che ama un modulo che non è quello di Di Francesco. All'inizio il nuovo allenatore toccherà il meno possibile, parlerà con i giocatori per non creare subito traumi tattici. Ipotizzando: la difesa sarà composta da Florenzi (o Karsdorp), Manolas, Jesus e Santon, addio comunque alla linea a tre che ha provato a dare battaglia al Porto. La mediana sarà occupata da Nzonzi e Cristante, mentre sulla trequarti potrebbe toccare a Kluivert (o Karsdop o Florenzi) con Zaniolo trequartista ed El Shaarawy a sinistra, grande escluso della sfida di Champions. In attacco sarà il turno di Schick chiamato a riscattarsi dopo l'anno e mezzo anonimo, il cambio in panchina può contribuire a farlo esplodere dando un senso ai 40 milioni spesi per acquistarlo. Quando la notizia dell'esonero di Di Francesco è diventata ufficiale, alcuni calciatori hanno salutato il tecnico tramite i social: «Grazie di tutto mister», ha scritto Manolas postando su Instagram una foto assieme a Eusebio. Stesso messaggio anche di Zaniolo con allegata un'immagine del centrocampista in procinto di entrare in campo. Poi il saluto di Cengiz Under: «Hai sempre creduto in me, grazie di tutto boss». 


Monchi, un destino già segnato

INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI – Nel pomeriggio di ieri è arrivata l’ufficialità: Eusebio Di Francesco non è più l’allenatore della Roma. Dopo quasi due anni insieme le strade del club capitolino e del tecnico abruzzese si separano. Troppi i passi farli nel corso della stagione corrente è un addio con un po’ di amaro in bocca, ripensando ad una squadra capace di arrivare ad affrontare la Semifinale di Champions League neanche un anno fa. Spazio ora a Claudio Ranieri, con il gravoso compito di risollevare le sorti della Roma in Serie A. Se l’ufficialità di Di Francesco è già arrivata, mancano verosimilmente poche ore anche a quella riguardo l’addio del ds Monchi. Nella giornata di ieri, durante l’incontro tra i dirigenti per decidere il futuro tecnico dei giallorossi, Monchi ha fatto capire a chiare lettere che la sua idea era quella di continuare con Eusebio. Già nella giornata di oggi lo spagnolo dovrebbe dimettersi dal proprio incarico, da capire ancora se verrà organizzata una conferenza d’addio. Il futuro per lui parla inglese, è infatti molto probabile che nella prossima stagione Monchi divenga il nuovo direttore sportivo dell’Arsenal dell’allenatore Unai Emery, compagno di successi europei ai tempi del Siviglia. Per quanto riguarda la Roma invece i nomi che avanzano sono diversi, tra questi quello che si fa largo nelle ultime ore è quello di Walter Sabatini, già ds della Roma prima dell’arrivo di Monchi, con un intermezzo tra i due chiamato Ricky Massara.

LA GIORNATA DI RANIERI – Oggi però indubbiamente a prendersi le prime pagine è Claudio Ranieri, romano e romanista, chiamato dalla dirigenza per portare la Roma in Champions League. Un contratto di tre mesi e la semi-promessa di un ruolo dirigenziale al termine della stagione, con tutta la tranquillità di potersi poi spostare su altri profili tecnici, tra i quali quello del sempre più chiacchierato Maurizio Sarri, ancora in bilico nel Chelsea di Abramovich. Ranieri arriverà con un volo diretto da Londra alle 10:30 all’aeroporto di Ciampino, dove ad attenderlo ci sarà un’auto della Roma che lo porterà subito a Trigoria, dove già oggi pomeriggio il mistero condurrà il suo primo allenamento in vista della gara con l’Empoli, che sarà caratterizzata da una rosa più che rimaneggiata. La Roma e Ranieri si ritrovano dopo dieci anni, da un quasi Scudetto svanito alle ultime battute alla possibilità di una nuova partecipazione alla Champions League con la speranza di non separarsi più, se non sulla panchina, “almeno” come dirigente. Buona fortuna Claudio.


Allenamento Roma. Di Francesco dirige la seduta, individuale per Ünder e Pastore

La Roma è tornata ad allenarsi questo pomeriggio in vista della gara di campionato contro l'Empoli, in programma lunedì alle 20:30 allo stadio Olimpico. I giallorossi sono rientrati nella Capitale alle 14:20 da Porto, dove ieri la squadra è stata eliminata dai lusitani. La squadra è stata divisa in due gruppi come di consueto dopo una gara, chi non ha giocato svolge un normale allenamento in campo. La sessione è regolarmente guidata da Di Francesco e dal suo staff. Lavoro individuale in campo per Ünder e Pastore.


Le pagelle di Porto-Roma

La Roma perde 3-1 col Porto e viene eliminata dalla Champions League. I giallorossi commettono 2 errori gravi in fase di ripartenza e vengono puniti dalle reti di Soares e Marega. Nel mezzo, pareggio di De Rossi su rigore. Nei tempi supplementari, rigore dubbio assegnato ai lusitani e trasformato da Telles, che regala la qualificazione agli uomini di Conceicao.

Olsen 5.5 - Non dà molta sicurezza alla difesa e ha un minimo di responsabilità sul secondo gol, rimanendo fisso tra i pali. Compie un paio di buoni interventi ma nulla più.

Karsdorp 5 - Si fa cogliere spesso impreparato da Corona che da quella parte fa il bello ed il cattivo tempo. (55’ Florenzi 5 - La sua gara sarebbe anche sufficiente se non commettesse l’errore di trattenere in area Fernando e regalare così il rigore del 3-1, anche la posizione dell’attaccante del Porto è irregolare).

Manolas 5.5 - Solita ottima partita macchiata pesantemente dall’ingenuità nell’azione della prima rete dei portoghesi, quando si fa togliere il pallone da Marega.

Juan Jesus 6 - Match attento e sempre abile in chiusura, l’ultimo ad arrendersi anche quando i portoghesi attaccavano in massa. 

Marcano 5.5 - Lotta con Marega e lo limita più che può ma di fronte ha una furia difficilmente contenibile e paga dazio anche a livello fisico. (76’ Cristante 6 - Entra per giocare in coppia con Nzonzi ed aumenta la qualità del reparto mettendoci tutta la grinta che ha. Fa un assist eccellente per Dzeko ma il bosniaco spreca la migliore palla gol della partita).

Kolarov 5.5 - Soffre meno di Karsdorp il suo dirimpettaio e si fa vedere spesso in fase d’attacco dando una mano a Perotti ma perde troppi duelli a metà e sulla trequarti campo giallorossa.

Nzonzi 4 - Un ectoplasma pagato quasi 30 milioni. Lento, macchinoso, impreciso e perde anche troppi scontri fisici ed arei che dovrebbero esser le sue doti migliori. Uno dei motivi di questa eliminazione. 

De Rossi 6.5 - Trasforma il rigore dell’1-1 e dà speranza di qualificazione alla squadra ma poi deve arrendere per il riacutizzarsi del problema al polpaccio e la squadra ne risente pesantemente. (37’ Pellegrini 5.5 - Non si vede particolarmente in nessuna fase di gioco se non quando si fa ammonire. Deve lasciare il campo anche lui per infortunio. 6’ del primo tempo supplì. Schick 6 - Dà quello che può dare e si sarebbe procurato anche un fallo da rigore di Marega al 120’ ma il VAR non è di questo avviso).

Zaniolo 5.5 - Cresce alla distanza quando calano gli avversari ma non riesce mai a tirare in porta e lo si ricorda solo per un bell’assist nel finale ma sfruttato da Dzeko. 

Dzeko 5 - Fino al 90’, lotta come un leone con uno degli avversari più scorretti d’Europa che risponde al nome di Pepe ma nei supplementari fallisce 2 conclusioni facili, soprattutto la seconda quando decide di fare un cucchiaio troppo lento che l’ex difensore del Real Madrid salva quasi sulla linea. 

Perotti 6.5 - Si procura il calcio di rigore del pareggio, supera sempre il diretto marcatore, recupera molti palloni e fa assist di pregevole fattura. Un giocatore che è mancato tanto e su cui bisogna puntare. 

 

Di Francesco 5.5 - Il tecnico della Roma disegna la squadra con un quasi inedito 3-4-3 come fatto contro il Barcellona lo scorso anno ma mancano alcuni interpreti fondamentali di quella partita ed i risultati sono evidenti. Il punteggio di 2-1 che porta ai supplementari è giusto ma negli ultimi 30’ è la sua formazione a meritare il passaggio del turno ma se il suo centravanti sbaglia 2 reti facili e l’arbitro decide di dare un rigore con il protagonista del Porto in fuorigioco (di spalla e millimetrico ma c’è) e non dà un evidente penalty ai giallorossi sul finale, le sue responsabilità ci sono ma non sono tante nella sfida del Do Dragao.


C'è qualcosa che non Var

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Finisce con Alessandro Florenzi in lacrime, distrutto nell'animo per aver causato il calcio di rigore che, di fatto, ha estromesso la Roma dalla competizione, la campagna nella Champions League 2018/2019 della squadra di Eusebio Di Francesco.

Se il numero 24 giallorosso ha commesso un'ingenuità plateale nel trattenere, seppur leggermente, un avversario a pochi passi dalla porta di Olsen, quando questi mai sarebbe stato in grado di raggiungere il pallone per andare in rete, è pur vero che a condannare definitivamente la formazione capitolina ci ha pensato qualcun altro; ad essere precisi, un quarantaduenne di Istanbul corrispondente al nome e cognome di Cüneyt Çakır.

Per sfortuna della Roma, si trattava dell'arbitro del match; in particolare, colui che a pochi minuti dal secondo tempo supplementare decideva di recarsi personalmente a rivedere l'episodio inerente alla trattenuta di Florenzi su Fernando, optando per il calcio di rigore in favore dei lusitani, ma allo stesso tempo, soltanto una manciata di secondi dopo, evitava di consultare la VAR review in merito all'episodio in area di rigore portoghese tra Marega e Schick: incoerenza totale e inspiegabile.

Qualcuno si è affrettato a sostenere che la colpa principale sia da attribuire all'arbitro polacco Marciniak, l'uomo scelto dalla Uefa come VAR per la sfida dell'Estadio Do Dragão, il quale avrebbe dovuto segnalare a Çakır di recarsi presso lo schermo installato a bordo campo per vedere in prima persona il contatto tra l'ex Samp e il centravanti del Porto, proprio come avvenuto nel caso Florenzi-Fernando: di chiunque siano state le responsabilità, posto che è stato più volte specificato come il direttore di gara resti il giudice assoluto per ogni decisione da prendere sul terreno di gioco, la sostanza non cambia.

La Roma è fuori dalla Champions League, nonostante un sorteggio che sembrava essere stato realmente benevolo con i giallorossi.

Detto della controversa (eufemismo) condotta arbitrale, non bisogna comunque nascondersi dietro a un dito. La squadra vista in campo ieri sera a Oporto è stata per larghi tratti della partita realmente impresentabile. Non una novità, purtroppo, in questa stagione e soprattutto nelle ultime settimane.

La scelta di Eusebio Di Francesco, un 3-5-2 ultradifensivo dedito a non prenderle per custodire strenuamente il misero gol di vantaggio a disposizione, non ha assolutamente pagato. Fino al momento in cui ha avuto benzina nelle gambe, il Porto di Sergio Conceiçao è parso viaggiare a una velocità doppia rispetto alla Roma, potendo inoltre contare su un sistema di gioco e di idee collaudato rispetto ai giallorossi, i quali a ormai pochi mesi dalla conclusione della stagione sembrano continuare a chiedersi cosa debbano fare sul terreno di gioco in diversi momenti dei match.

Quale la soluzione, dunque? L'addio all'ex mister del Sassuolo pare la scelta più logica in modo da tentare quantomeno di salvare il salvabile in campionato, ma certo le colpe non possono unicamente ricadere sull'allenatore.

Se rispetto alla passata stagione, conclusa con un buon terzo posto e un percorso in Champions League da incorniciare, ma soprattutto con la sensazione che mancasse veramente poco (solo un paio di innesti mirati?) alla Roma per effettuare il definitivo salto di qualità, si è scelto di continuare a cedere alcune delle colonne della squadra (Alisson su tutti), un allenatore può fare veramente poco.

Probabilmente, l'errore principale di Eusebio Di Francesco è stato quello di accettare in modo troppo passivo le scellerate scelte societarie in sede di mercato al fine di tenersi stretto la panchina della 'sua' Roma: uno sbaglio che lui stesso pagherà in prima persona, adesso o comunque a fine campionato.


Europa League, 0-0 tra Inter e Francoforte. Tris del Napoli contro il Salisburgo

Si sono giocati oggi i match d’andata degli ottavi di finale di Europa League, con impegnate le italiane Inter e Napoli.
Per l’Inter, ospite dell’EintrachtFrancoforte, solo un pareggio per 0-0.
Tutto facile, invece, per il Napoli; che ha battuto 3-0 il Salisburgo in casa grazie alle reti di Milik, Ruiz e l’autoretedi Onguene.

Questi gli altri risultati di giornata:

Dinamo Zagabria–Benfica: 1-0 (38’ rig. Petkovic)
Rennes-Arsenal: 3-1 (4’ Iwobi (A), 42’ Bourigeaud (R), 65’ aut. Monreal (R), 88’ Sarr (R) – 41’ espulso Sokratis (A))
Siviglia-Slavia Praga 2-2 (1’ Ben Yedder (S), 25’ Stoch (SL), 28’ El Haddadi (S), 39’ Kral (SL))
Zenit-Villareal 1-3 (33’ Iborra (V), 35’ Azmoun (Z), 64’ Moreno (V), 71’ Morlanes (V))
Chelsea-Dinamo Kyev 3-0 (17’ Pedro, 65’ Willian, 90’ Hudson-Odoi)
Valencia-Krasnodar 2-1 (12’ e 24’ Rodrigo (V), 63’ Claesson (K))


Squinzi: "Dispiaciuto per l'esonero di Di Francesco. E' un signor allenatore"

Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo, ha commentato l'esonero di Di Francesco ai microfoni di tuttomercatoweb.com:
"Di Francesco? Sono molto dispiaciuto per il suo esonero. Eusebio è un signor allenatore. Certo, se lo hanno esonerato avranno i loro motivi. Chi paga, del resto, è sempre l'allenatore. Avrebbe meritato quanto meno una prova d'appello? Forse sì. Certo, ieri sera non è stata bella l'eliminazione. Peccato".


Pioli: "Innegabile la crescita di Zaniolo, ma il miglior talento italiano è Chiesa"

Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, ha parlato ai microfoni di Radio Bruno Toscana dei talenti del calcio italiano; mettendo a confronto Chiesa con Zaniolo:
"Non so se Chiesa diventerà mai un attaccante da 20 gol però io lo sto paragonando a Mbappé, pure lui era partito giocando più esterno e adesso fa l'attaccante. Di sicuro Federico, al di là della crescita innegabile di Zaniolo, è adesso il miglior talento del calcio italiano. Non so cosa sia meglio per il futuro di Chiesa, ma posso dire che oltre ad essere molto forte lui è molto dentro le nostre cose ed è fiorentino. Non mi aspettavo una sua crescita così importante, è maturato in tutti gli aspetti, basta vedere anche come ha reagito ai fischi di Bergamo. Le critiche di Gasperini a Federico? Ho la mia opinione in merito e me la tengo".


InsideRoma Daily News: Esonerato Di Francesco, per sostituirlo pronto Ranieri

NOTIZIE DEL GIORNO | 7 MARZO 2018

QUI ROMA
La notizia principale di giornata, in casa Roma, è l’esonero di Di Francesco.
L’allenatore abruzzese non sarà più alla guida della Roma, con Claudio Ranieri in pole position per sostituirlo. Ranieri sarebbe atteso a Roma domani, intorno le 12:55 e potrebbe già dirigere l’allenamento delle 15:15. Sembrano definitivamente tramontate , dunque, le ipotesi Sousa (vicino al Bordeaux) e Donadoni; che ha dichiarato di non avere contatti con la Roma e non essere interessato a incarichi brevi.
Immancabili i saluti ed i ringraziamenti per Di Francesco. In primis il presidente Pallotta, che ringrazia il mister per la professionalità augurandogli il meglio. Anche Zaniolo, lanciato nel panorama che conta proprio da Di Francesco, ha voluto ringraziare il mister: “In bocca al lupo mister, le sarò sempre riconoscente per aver creduto in me dal primo momento. Grazie di tutto, le auguro il meglio”.
Ma dopo l’addio a Di Francesco potrebbe salutare anche il DS Monchi, che vedendo mancare un punto cardine del suo progetto potrebbe decidere di salutare la Roma.

INTERVISTE

Malagò: "La Var è fantastica se usata in modo onesto, l'errore di ieri è molto grave"

Stadio della Roma, per Berdini non si farà: "Con la relazione del Politecnico Raggi si è incastrata da sola"

De Sisti: "La discontinuità ha fatto prendere la decisione contro Di Francesco. Ranieri è un romano autentico"


Allenamento Roma, seduta pomeridiana alle 15:15. Potrebbe esserci già Ranieri

Dopo l'addio a Di Francesco, la Roma tornerà a lavoro in vista del prossimo match di campionato contro l'Empoli. L'appuntamento è fissato alle ore 15:15, con Claudio Ranieri che molto probabilmente guiderà i giocatori nel suo primo allenamento in giallorosso.