Robin si veste da supereroe come Batman

MESSAGGERO - FERRETTI - La Roma vince la partita che doveva vincere per guardare il Diavolo più da vicino. Ma quanta sofferenza. Troppa, come è accaduto un sacco di volte nel passato più o meno recente. I giallorossi portano a casa tre punti e, per questo, devono ringraziare, tanto, lo svedese Robin Olsen che para tutto quello che era possibile (e assolutamente non semplice) parare. Il successo porta soprattutto la sua firma, a legger bene la cronaca.

Partita complicata, secondo pronostici. Bologna attento nella fase di palleggio, Roma meno ordinata ma più rabbiosa quando entra in possesso del pallone. Nulla di straordinario, comunque, per via della serata in sordina di troppi elementi con la maglia rossa. La squadra di Di Francesco sembra aspettare le mosse del nemico prima di mettersi in moto oppure, probabilmente, non ce la fa proprio a prendere in mano le redini della partita. Troppi errori, ad esempio, nella fase di impostazione del gioco, con una marea di palloni bruciati nella fase di uscita. E con un'altissima percentuale di errori riferibile ai difensori, eccessivamente fallosi al momento di azionare il pallone. E Zaniolo? Là a destra poco servito, poco cercato, molto marcato e, per questo, poco nel vivo della partita. Un paio di strappi in avanti, anche un paio di recuperi importanti in fase difensiva ma nulla da Zaniolo. Da segnalare nel primo tempo, invece, quattro parate determinanti di Olsen e una traversa di Soriano. La testimonianza diretta della serata svagata della squadra di EDF. Sì, bravino il Bologna ma Roma molle e troppo perforabile specie centralmente. E con la testa chissà dove. Mah.

L'INTERRUTTORE - Ancora una volta, insomma, stupisce l'immensa capacità della Roma di giocare in maniera pessima una partita contro un avversario sulla carta (molto) abbordabile. Come se a far funzionare o meno i giallorossi ci fosse un interruttore on off nelle mani del destino. Impensabile, del resto, che tutte le cose brutte siano frutto solo della mente dei calciatori o di chi li guida. Fosse vero il contrario, si sarebbe trovata da tempo una soluzione, invece niente. Tu non sai mai che Roma farà. Puoi, anzi devi aspettarti di tutto nel bene o nel male. E, per l'appunto, il cambio di modulo nella ripresa, con El Shaarawy dentro e Zaniolo al centro, porta quasi subito al calcio di rigore trasformato da Kolarov, sette gol in campionato, proprio sotto la Sud. Niente inchino, stavolta. Olsen protegge ancora da par suo il vantaggio, poi Fazio raddoppia sugli sviluppi di una palla inattiva. Evidentemente l'interruttore durante l'intervallo era stato spostato sull'on. Così il gol di Sansone, nel finale, non preoccupa più di tanto.


La Roma vede il Diavolo

MESSAGGERO - TRANI - Basta metà prestazione per prendersi il match: la Roma, entrando in scena all'Olimpico solo nella ripresa, supera il Bologna (2-1) e si riavvicina al Milan quarto, ora a più 1, restando in corsa per la zona Champions e staccando di 3 punti l'Atalanta e la Lazio. Successo, dunque, sofferto, ma prezioso per la classifica: allungata la striscia positiva in campionato (7 risultati utili: 5 vittorie e 2 pari), cominciata dopo Natale.

FALSA PARTENZA - Di Francesco limita gli interventi e, per otto-undicesimi, ripropone la formazione che ha battuto martedì scorso il Porto. È sempre inedita, la numero 33 in 33 partite, come è nuovo il tridente con Zaniolo, Dzeko e Kluivert. Sono loro, del resto, gli unici 3 giocatori offensivi a dare garanzie. In panchina torna Perotti e trova spazio, recuperato in extremis, El Shaarawy. I 3 che entrano sono Olsen, cioè il portiere titolare, Nzonzi, anche per evitare la full immersion a De Rossi dopo i 3 mesi abbondanti di stop, e appunto Kluivert. Zaniolo, dunque, gioca il suo 3° match di fila da esterno alto. Il 4-1-4-1, però, va presto in tilt: la Roma non ha l'equilibrio delle ultime partite e, nella prima parte, rischia come spesso è accaduto in questa stagione. Mihajlovic risponde al collega con il 4-2-3-1, puntando sul rombo offensivo che ha qualità e potenza: dietro al centravanti Santander, il trequartista è Soriano, con Edera e Sansone rispettivamente sulle corsie di destra e di sinistra. Il più ispirato è Soriano che calcia subito di destro: Olsen alza sopra la traversa. Sempre Soriano, dopo torre di Santander, calcia sul portiere giallorosso di sinistro, sprecando la chance per il possibile vantaggio. Ancora decisivo Olsen prima dell'intervallo: chiusura con le gambe sul sinistro di Edera. E nel recupero Soriano centra la traversa. Fazio sbanda e spesso è fuori posizione. L'Olimpico fischia i giallorossi, bocciati dal pubblico per la prova sciatta e soprattutto fiacca.

SENZA RITMO - Il Bologna usa il pressing per limitare la Roma. La scelta paga nel 1° tempo. Le assenze non incidono sul piano di Mihajlovic: mancano gli infortunati Lyanco, Mattiello, Orsolini, Destro e Gonzalez, più lo squalificato Palacio, ma l'atteggiamento di chi va in campo è comunque propositivo. I giallorossi, lenti nel palleggio, faticano a conquistare campo. Timidi e impacciati, anche se davanti hanno la terzultima squadra della serie A, non riescono a salire, restando bloccati nella loro metà campo. Kluivert va per conto suo, Dzeko, ancora a digiuno all'Olimpico in campionato, non ha l'appoggio di Cristante e Pellegrini che si preoccupano solo della fase difensiva e di collaborare con Nzonzi passeggia. Kolarov frena a sinistra, Florenzi è almeno più intraprendente.

CORREZIONE IN CORSA - Fuori Cristante, dentro El Shaarawy che indirizza il match: Di Francesco cerca di aggiustare l'assetto, mettendosi a specchio con il 4-2-3-1. Pellegrini va ad affiancare Nzonzi, Zaniolo si accentra da trequartista e Kluivert passa a destra, lasciando la fascia sinistra a El Shaarawy. Fazio regala a Edera il contropiede: conclusione scontata e Olsen blocca. El Shaarawy, andando a chiudere il triangolo con Dzeko, cade in area, atterrato da Helander: rigore, trasformato da Kolarov sotto la Sud. Il gol del vantaggio sveglia i giallorossi, anche se Olsen deve subito volare sul tiro di Poli. Skorupski ferma Zaniolo, lanciato da El Shaarawy. Cambia pure Mihajlovic: Svanberg per Edera. Esce Kluivert per De Rossi che lascia la fascia a Florenzi. Pellegrini si alza a destra. Ecco Dzemaili per Poli. Fazio si fa perdonare e firma il raddoppio: destro su spizzata di De Rossi. Olsen è il migliore in campo e si arrende solo prima del recupero sul destro di Sansone (gol confermato dal Var).


Cornet, il nome nuovo per il mercato di Monchi

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - La Roma guarda già al mercato estivo e nonostante quello invernale sia da poco concluso, il toto nomi è già più vivo che mai. E' di iei la notizia che la Roma ed il ds Monchi avrebbero messo gli occhi su Cornet, attaccante ivoriano di proprietà del Lione, club con il quale, il classe '96 si sta mettendo in mostra. Lo sa bene anche il Manchester City che nel girone di Champions tra andata e ritorno contro i francesi, ha subito ben quattro gol, tre dei quali segnati dallo stesso ragazzo nativo di Bregbo, piccola realtà urbana vicina alla capitale ivoriana Abidjan.

UN PO' DI STORIAMaxwel Cornet nasce il 27 settembre 1996 a Bregbo, località della Costa d’Avorio, tuttavia, il calciatore del Lione è praticamente cresciuto sempre in Francia, dato il trasferimento nel paese transalpino all’età di tre anni. Non c’è voluto molto per comprende le capacità del ragazzo: a sette anni era stato già inserito nelle giovanili del Metz, ma le sue doti colpiscono così tanto gli allenatori francesi che viene inserito in squadra con i ragazzini di undici anni. Già a sedici anni esordisce tra i professionisti con il Metz, due stagioni più tardi il Lione lo acquista per 200 mila euro. Con la maglia dell’OL dimostra le sue qualità vestendo il numero 27. Cornet è una attaccante mobile, dotato di tecnica e rapidità, che ama partire dall’esterno per poi accentrarsi e cercare la giocata vincente con il suo piede preferito, il sinistro. Il ragazzo sulla carta può giocare sia come ala destra che sinistra, infatti spesso durante le partite si allarga per cercare spazi e lo scambio veloce con i compagni. Da evidenziare la sua grande abilità di scattare e attaccare la profondità, mettendo spesso in difficoltà le retroguardie avversarie. Nonostante la struttura fisica non sia imponente e l’altezza arrivi fino a 179 cm, il Nazionale ivoriano in area di rigore sa farsi valere: la velocità nel breve, unita alla capacità di andare al tiro con entrambi i piedi, risulta spesso fatale alle difese che giocano contro Cornet, come testimoniano i 33 gol (alcuni pesantissimi) messi a segno in 149 presenze (molte delle quali da subentrato) con la maglia dell’OL. Il ragazzo è in continua evoluzione, anche in virtù dell’età (22 anni): non ha limiti e sembra rispecchiare a pieno il prototipo del calciatore moderno. Diversi top club hanno già manifestato un grandissimo interesse, ma se il Lione dovesse cederlo allora metterebbe a segno una grande plusvalenza. Per il momento il club francese si gode il talento di Maxwel Cornet, pronto a brillare anche nei palcoscenici più prestigiosi d’Europa e chissà che il prossimo stadio in cui poterlo ammirare non sia proprio l'Olimpico di Roma, con la casacca giallorossa sulle spalle.


Conferenza Di Francesco: "Ho cambiato col 4-2-3-1 che ha dato maggior equilibrio e ripartenze"

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria contro il Bologna. Queste le sue parole:

Aveva chiesto un atteggiamento in stile Porto. Come si spiega un passo indietro? 

"In altre occasione avevamo meritato qualcosa in più. Ci tengo alla prestazione, non è stata all’altezza soprattutto nel primo tempo. La ripresa ha un senso differente. Il Bologna ha fatto una grande partita, erano più brillante, vincevano i duelli. Forse abbiamo pagato la partita col Porto e qualche cambiamento. Il calcio è tutto e il contrario di tutto, soprattutto qui. Tante partite ravvicinate non ti aiutano".

Loro arrivavano prima. Erano più vicini alla zona del pallone. 

"Non è questione di stare vicini alla zona, tutti stanno vicini. Poi il pallone lo prende chi è più attento. Abbiamo fatto errori di posizionamento: hanno creato le occasioni più importanti su due spizzate, tutte sottigliezze che stavamo pagando profumatamente. Ho cambiato col 4-2-3-1 che ha dato maggior equilibrio e ripartenze. Il secondo tempo è stata un’altra partita, la squadra è stata differente".

De Rossi perché non dall’inizio visto che stava bene?

"Se dico che stava bene è anche per nascondere la formazione. Non è che ho un redattore che devo dare conto. So benissimo che Daniele potrebbe giocare, ma non so come reagisce il giorno dopo. Dobbiamo centellinarlo. Se ci basiamo solo su un giocatore c’è qualcosa che non va. I risultati sono stati fatti con e senza Daniele, che è un giocatore importantissimo soprattutto nel 4-3-3. Ne è stato avvantaggiato anche Nzonzi, che poteva aggredire in avanti e con meno tatticismi. Per noi De Rossi è molto importante. Se si allena oggi non so se si allena domani, dobbiamo essere bravi a portarlo gradualmente a giocare tre partite con continuità".

Olsen: si può dire che la Roma ha un top in porta dopo Alisson?

"La più difficile su quel traversone di Poli, una palla difficilissima da leggere. È un grandissimo professionista, non è stato sempre brillantissimo nell’ultimo periodo ma è rientrato bene. Le grandi squadre spesso hanno i portieri migliori in campo. Contenti di averlo".

Gli indisponibili erano tre più Perotti. Lei non fa turnover perché? 

"È una scelta, per giocare 4-3-3 devo mettere determinati giocatori. Speravo dessero continuità, sono rimasto sorpreso che nel primo tempo eravamo poco brillanti. Non ho la sfera magica, è tutto e il contrario di tutto. Devo capire questa squadra che manca di continuità di prestazione. Chi era stato poco lucido nella ripresa è cresciuto, ma dopo il primo tempo non bastavano due cambi".


Da dicembre il cambio di passo: Roma imbattuta in campionato da sei giornate

INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – Come molto spesso succede dall’inizio della stagione, in casa Roma vige un imperativo, guardando all’impegno di stasera: vietato sbagliare. Lazio e Atalanta, entrambe sconfitte durante il weekend, hanno lasciato un po’ di strada alla Roma per tentare di staccarsi dalle dirette avversarie alla lotta Champions, e di rimanere nella scia del Milan, la squadra da battere secondo Di Francesco.

Anche perché il momento della Roma in campionato è più che positivo. I giallorossi, infatti, non perdono una partita dal 22 dicembre scorso, dall’1-0 contro la Juventus allo Stadium. I numeri parlano di sei giornate senza subire sconfitte, più precisamente di quattro vittorie (Sassuolo, Parma, Torino e Chievo Verona) e due pareggi (Atalanta e Milan). I giallorossi mettono a segno la miglior serie positiva della stagione, eguagliando CR7 e compagni (14 punti conquistati in 6 giornate). Dal clamoroso pareggio di Cagliari la Roma ha infatti cambiato passo in campionato. Da dicembre soltanto la Juventus ha fatto meglio della squadra di Di Francesco, raccogliendo 20 punti in otto giornate, a fronte dei 17 conquistati dai giallorossi.


Le pagelle di Roma-Bologna

La Roma vince 2-1 soffrendo in casa contro il Bologna. I giallorossi giocano male soprattutto nel primo tempo e vengono salvati da Olsen ed una traversa che impedisce agli ospiti di passare in vantaggio. Nella ripresa, sono i difensori Kolarov (su rigore) e Fazio a regalare i 3 punti anche se devono stringere i denti sino all'ultimo, poiché segna Sansone il gol che riapre il match.

Olsen 7.5 Il portiere svedese è spesso criticato da una certa parte della stampa e della tifoseria ma contro il Bologna il merito principale della vittoria appartiene all'estremo difensore. Non sarà mai Alisson ma è comunque un ottimo elemento per la squadra e la sua presenza è un fattore in quasi tutte le gare. 

Florenzi 6 - Si impegna molto sia in fase difensiva che offensiva ma è poco lucido in entrambe le fasi anche se non fa errori importanti e recupera qualche pallone importante. Sbaglia un paio di ultimi passaggi che avrebbero messo Dzeko solo davanti alla porta e pronto a fare il tap-in vincente. (85' Santon s.v.) Pochi minuti nei quali fa un paio di buoni interventi ma lascia girovagare Sansone in area di rigore e non lo contiene nell'azione della rete del 2-1. Si poteva fare meglio.

Manolas 7 - Peccato per il gol subito nel finale, altrimenti la sua prestazione sarebbe stata ancora migliore. Praticamente, in difesa la Roma può contare quasi solo su di lui, che si carica la retroguardia sulle spalle salvando più volte quando le punte felsinee erano sicure di arrivare al tiro. 

Fazio 6 - Lo salva la rete della vittoria che gli permette di raggiungere la sufficienza in una giornata in cui in fase difensiva non ne indovina molte. Sempre in ritardo con Santader ed è addirittura colpevole dell'assist a Soriano, che tira sulla traversa a fine primo tempo. 

Kolarov 6.5 - Comincia sbagliando troppi palloni e appoggi semplici per un giocatore della sua esperienza e del suo valore. Poi, cresce cammin facendo e con El Shaarawy davanti nella ripresa, torna ad esser un fattore in avanti ma è anche più attento in difesa. Il rigore trasformato lo porta a 7 reti stagionali, record personale ed è il capocannoniere europeo dei difensori.

Cristante 5.5 - E' un pò in fase di down rispetto ad un mese fa e ha forse giocato troppe gare consecutive e merita di riposare. Esce a fine primo tempo e la squadra migliora. (46' El Shaarawy 6.5) - Entra e dopo pochi minuti ha il pregio di fare uno splendido 1-2 con Dzeko e di procurarsi il rigore del vantaggio giallorosso. La sua presenza in campo è sempre importante anche se l'alternanza con Perotti sarà una risorsa da tirar fuori più avanti.

Nzonzi 5 - Il centrocampista francese gioca finalmente nel suo ruolo naturale ma Soriano non gli dà respiro e lo soffre moltissimo, sia quando è in possesso del pallone sia quando deve recuperare sull'ex Torino. Un pò meglio quando entra De Rossi e si posiziona accanto al capitano romanista ma gioca male soprattutto la prima frazione di gioco.

Pellegrini 6 - Prova diligente del centrocampista romano che non eccellente ma svolge il suo compito in maniera ordinata anche quando viene spostato sulla fascia. Si rende utile quando serve giocare di sciabola e lascia finalmente da parte il fioretto.

Zaniolo 6 - Non la miglior partita del talentino romanista. Troppe luci della ribalta dopo la doppietta di Champions ma gli avversari lo tartassano di falli con la compiacenza di un pessimo Di Bello, che gli concede la prima punizione al 75'. Inizia con un paio di spunti dei suoi ma piano piano va sparendo dalla gara. 

Dzeko 6.5 - Poco lucido sotto porta ma fondamentale in questa squadra. La sua presenza in campo si fa sentire sempre, recupera palloni impossibili, li protegge, nel finale si mette sulla bandierina del calcio d'angolo per far passare i secondi. Un altro che si sta caricando la squadra sulle spalle. 

Kluivert 6 - L'olandese gioca 2 partite: una nel primo tempo telecomandato da mister Di Francesco, dove si impegna e lotta su ogni pallone, mostrando buona tecnica, qualche spunto ma poche idee. Nella seconda parte di gara, si estranea dal gioco sino all'inevitabile sostituzione. (67' De Rossi 6.5) - Entra in campo e la squadra cambia marcia, così come fatto all'ingresso in campo di El Shaarawy. Uno dei primi palloni da lui toccati si trasforma in oro: lancio in verticale per Dzeko, che Helander è costretto a deviare in angolo. Sugli sviluppi del corner, proprio il suo colpo di testa fa da assist al gol di Fazio. Leader vero in campo ma ancora grandissimo giocatore.

Di Francesco 6 - La vittoria è una medicina importante per una squadra che deve ancora ritrovare la piena fiducia dei suoi tifosi, che in ogni caso hanno fatto il loro dovere sostenendo i giallorossi nel momento più difficile, come i veri innamorati fanno. Primo tempo orribile e solo sorte ed Olsen hanno impedito guai peggiori del pareggio ma l'ingresso in campo di El Shaarawy prima e De Rossi poi hanno dato linfa vitale ai compagni, apparsi più sicuri sino ai soliti 10-15 minuti finali, dove il punteggio di 2-0 a proprio favore viene visto come uno spauracchio e su questo dovrà lavorare molto per evitare nuove rimonte stile Chievo e Cagliari ma anche Genoa e Torino, dove alla fine si è vinto ma soffrendo tantissimo.


Conferenza Stampa Mihajlovic: "Il pareggio ci poteva stare stretto. Ci rode, ma è la strada giusta"

Sinisa Mihajlovic, tecnico del Bologna, ha parlato in conferenza stampa dopo il match perso per 2-1 contro la Roma:

Fa peggio non aver guadagnato nemmeno un punto o uscire sconfitti?
Noi dobbiamo guardare noi stessi. Oggi posso dire che il pareggio ci poteva star stretto, ma se non la butti dentro con queste squadra la paghi. Ai miei non posso dire nulla, ci è mancato solo il gol. Ci rode, ma se continuiamo così abbiamo molte possibilità per salvarci. Creiamo tanto attraverso il gioco, non è facile giocare a Roma con questo atteggiamento”.

Nel primo tempo sembravate una squadra europea per come attaccavate, su cosa avete lavorato?
Noi in 7 giorni dovevamo fare quello che gli altri fanno in un mese. Noi facciamo la nostra partita al di là dell’avversario. Abbiamo avuto un po’ di infortuni perché ci alleniamo con più intensità. I ragazzi si applicano molto durante la settimana, e i risultati si vedono. Sono fiducioso, è la strada giusta, i risultati arriveranno”.

Come si va a giocare con la Juve adesso, si sfrutta la rabbia per portare a casa dei punti?
Dobbiamo sicuramente essere arrabbiati per aver perso dei punti oggi. Con la Juve cercheremo di fare la nostra partita, tutte le partite partono da 0-0. Ce la giocheremo a viso aperto”.

Come sta Destro? Un giudizio sulla prestazione di Sansone?
Mattia si è stirato in allenamento e ci penalizza un po’. Dipende dall’aver cambiato modo di allenarci. Era in preventivo e spero che da prossima settimana non si faccia più male nessuno. Sansone? Non mi piace parlare dei singoli, è merito di tutti questa prestazione”.

Come potrai approcciare le partite con avversarsi più chiusi?
Stiamo lavorando sulla gestione e sul possesso della palla. Il possesso non deve essere fine a se stesso, dobbiamo anche accelerare e cercare profondità. Sono sicuramente partite diverse quando giochi con Roma, Inter e squadre che non si chiudono. Quando ci sbloccheremo faremo anche i gol. Dobbiamo essere più concreti e cattivi sottoporta”.

Lei ha visto Inter e Roma a distanza di poche giornate: che differenza ha notato?
L’Inter veniva da un momento non buono. La Roma invece da 2-3 vittorie di fila, era più avanti psicologicamente rispetto all’Inter. Con i nerazzurri siamo stati anche fortunati noi. Sono due grandi squadre comunque. Adesso abbiamo un’altra partita non così facile con la Juve…speriamo di vincere quella”.

Quanto importanza ha nei suoi piani Soriano?
Con i miei giocatori mi arrabbio quando non fanno quello che chiedo. Deve continuare a lavorare così, la prossima volta speriamo che la butti dentro, per me sono tutti importanti, tutti mi danno qualcosa. Oggi mi mancavano 5 giocatori, e tutti quelli che hanno giocato al posto loro hanno fatto bene. Altrimenti non potevamo fare una prestazione del genere, si può anche partire dalla panchina ed essere determinante. Se si entra senza l’atteggiamento giusto, non si gioca”.


Patrick Kluivert: "Justin vuole giocare a Roma e deve lavorare per stare nei primi undici"

Patrick Kluivert, padre del giallorosso Justin, ha parlato in zona mista dopo aver assistito allo Stadio Olimpico al match tra la Roma ed il Bologna:

Ti è piaciuta la partita di Justin?
"Lui ha avuto qualche azione buona però è ancora giovane. Può giocare e deve avere un po’ di fortuna".

Come sta andando l’ambientamento a Roma?
"Lui vuole giocare a Roma e se così non è lui deve lavorare per stare nei primi undici".

Di Francesco è l’allenatore giusto per lui?
"Io non dico niente su questo. Di Francesco lavora ogni giorno con lui e lui sa le sue qualità".

Avrebbe fatto meglio a restare in Olanda un altro anno?
"Questo l’ho già detto. Quando un figlio sceglie qualcosa il padre deve sempre stargli dietro e io lo seguo tutti i giorni".


Zaniolo: "Vittoria fondamentale, continuiamo così" (foto)

Nicolò Zaniolo ha voluto esprimere la sua goia per i tre punti conquistati oggi con un post sul social network Instagram: "Vittoria fondamentale! Continuiamo così".

 

 
 
 
Visualizza questo post su Instagram

Vittoria fondamentale! Continuiamo così.. #romabologna

Un post condiviso da Nicoló Zaniolo (@nicolozaniolo) in data: Feb 18, 2019 at 2:13 PST


Olsen: "Dovevamo fare meglio nel primo tempo"

Robin Olsen, portiere della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa al termine del match contro il Bologna. Queste le sue parole:

OLSEN A ROMA TV

Sei stato il migliore in campo.

"Ho fatto una bella partita, loro hanno creato tante occasioni ma sono contento di aver aiutato la squadra".

Avete faticato più del previsto, ma vittoria importante.

"Dalla prima partita che abbiamo giocato con il Bologna, è una squadra fisica e tosta e sapevamo che sarebbe stata dura. Ma noi dobbiamo giocare meglio di così".

Come mai questa sofferenza esagerata?

"Non lo so, ora è appena finita la partita ed è difficile dare spiegazioni. Dobbiamo guardare a domani, parlarne e vedere cosa è andato male oggi. Non è la vera Roma, abbiamo concesso troppo. Dobbiamo giocare in maniera più sicura anche in fase difensiva, dobbiamo tenere di più la palla. Possiamo lavorarci, domani ne parleremo".

Non siete riusciti a riorganizzarvi come linea difensiva e come squadra. Come mai?

"Sapevamo che loro avrebbero utilizzato molto l’attaccante, ci sono stati dei problemi quando mettevano palla lunga e hanno creato tante occasioni troppo facilmente. Ne abbiamo parlato nell’intervallo e abbiamo fatto meglio nel secondo tempo".

A fine partite l’immagine dell’abbraccio con la famiglia.

"Amo vedere la mia famiglia allo stadio, significa molto per me. Li abbraccio dopo ogni partita, è una sensazione bellissima".

OLSEN A SKY SPORT

Si aspettava un match così complicato?

"Sì, perché già all'andata era una squadra forte e fisica ma mi sarei aspettato una Roma migliore".

Differenza tra primo e secondo tempo?

"Nel secondo tempo abbiamo giocato meglio. Ci siamo parlati e detti che dovevamo fare meglio perché nel primo tempo il Bologna aveva creato più di noi".

OLSEN IN ZONA MISTA

 

Secondo te la Roma si comporta meglio in campo con il 4-2-3-1 o con il 4-3-3? 

"Oggi l’hanno visto tutti, abbiamo giocato meglio nel secondo tempo. Questo lo si è visto. A prescindere dal modulo, dobbiamo sicuramente fare meglio rispetto a quello che abbiamo fatto nel primo tempo".

 

Hai tenuto a galla la squadra in un momento complicato, anche questo ha contribuito alla vittoria finale? 

"Io sono soltanto un giocatore di questa squadra, sono un uomo squadra, non sono stato io a segnare i gol decisivi. In ogni caso vinciamo e perdiamo tutti insieme come una squadra".

Vi aspettavate una gara così complicata e un avversario così in palla? 

"Sì mi aspettavo questa partita, già all’andata avevamo visto che il Bologna è una squadra molto forte fisicamente e che ci avrebbe messo in difficoltà".

 


Allenamento Roma. Domani squadra di nuovo in campo a Trigoria alle ore 16:45

La Roma tornerà ad allenarsi domani pomeriggio alle 16:45. Gli uomini di Di Francesco sono reduci dalla vittoria con il Bologna per 2-1 di questa sera ma si rigiocherà sabato e così si è deciso di non perdere neanche un giorno per potersi ritrovare in vista del match di Frosinone contro i ciociari. 


Mihajlovic: "Non posso dire nulla ai miei ragazzi, devo ringraziarli"

Sinisa Mihajlovic, tecnico del Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine del match contro la Roma. Queste le sue parole:

MIHAJLOVIC A SKY SPORT

 

Nel primo tempo avete dominato. Cosa ha pensato sugli interventi miracolosi di Olsen?

"Ho pensato che se non la butti dentro, con i giocatori che la Roma ha a disposizione prima o poi ti puniscono anche se hanno fatto due gol su due palle inattive. Sicuramente nel primo tempo abbiamo avuto 5-6 occasioni da gol, nel secondo tempo due più un gol. Assurdo perdere una partita del genere, anche il pareggio ci stava stretto. Ci poteva stare, invece l’abbiamo persa. Non posso dire nulla ai miei giocatori, hanno fatto una grande gara. Bisogna migliorare sottoporta, ma è importante che la squadra giochi per vincere, che va a Roma e a Milano per vincere. Quando giochi così, le prossime partite le vinci. Questa è la strada giusta. Un po’ è stato bravo il portiere, un po’ meno bravi noi. Ci dispiace, ma abbiamo fatto una grande gara".

"Non l’ho visto. Penso che El Shaarawy abbia buttato la palla… non ho visto bene, non ho guardato le immagini.
(Dopo aver visto le immagini) Diciamo che il rigore ci poteva stare, ma Helander non poteva neanche scomparire. Gli errori ci stanno, comunque Helander ha fatto una grande partita, ha marcato bene Dzeko. Queste ingenuità le mettiamo in conto, non posso dire nulla ai miei ragazzi. Al di là di quest’episodio hanno fatto bene, ci mancava solo il gol".

Dove pensi di andare ad incidere maggiormente su questa squadra?

"Ci sono 2-3 cose che possiamo migliorare, soprattutto sulle palle inattive, sulla gestione della palla e sul finalizzare le occasioni che si creano. Ma come ho detto prima la strada è giusta se vieni a Roma e giochi a viso aperto. Sarei più preoccupato se avessimo pareggiato giocando male. Bisogna giocare con questo spirito e questa concentrazione, mettendo in pratica quello che si prova in allenamento. Mi dispiace per il risultato, la squadra ha fatto bene, ma se non la butti dentro è dura vincere".

Ora il Bologna gestisce il pallone, non lo butta mai via. Provate a giocare tutti i palloni. Questa è la cosa che ti inorgoglisce di più?

"Devo dire che i ragazzi sono stati bravi. Io sto qui da 3 settimane, quando sono arrivato ho detto che dovevamo cambiare mentalità. Loro sono stati bravi ad applicarsi e mettere in pratica quello che facciamo in allenamento. Dobbiamo migliorare la gestione della palla e la finalizzazione, ma penso che tutte queste occasioni ci devono dar fiducia. Se continuiamo così ci possiamo togliere soddisfazioni".