De Rossi fratello di Roma

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Una richiesta di non belligeranza, di tregua: «Dico ai tifosi, visto che vi siete sempre fidati di me, fidatevi anche questa volta: Kolarov non è tifoso della Roma da bambino ma è un professionista come ne ho conosciuti pochi in vita mia. Preferisco quelli così a quelli che baciano la maglia e poi magari si tirano fuori al primo doloretto o se l'allenatore gli chiede di giocare in un ruolo diverso. Io da uno come Kolarov vorrei essere sempre rappresentato». La firma è di Daniele De Rossi, oggi sessanta presenze (sette gol) nella Champions League, sessantadue se contiamo la doppia sfida nel preliminare di due anni fa con il Porto. O forse meglio non contarla, visto come è andata: eliminazione della Roma ed espulsione di De Rossi nella sfida di ritorno. Parla di Kolarov, Daniele.

 FIDATEVI DI ME - Un ragazzo in difficoltà per colpa di un suo errore, ha risposto male a un tifoso. «A volte è meglio girarsi dall'altra parte», il consiglio del capitano. Alla fine Alex, come lo chiama De Rossi, sa reagire e lo ha fatto, anche a Verona. Il punto è, secondo il capitano della Roma, non stabilire chi abbia torto o ragione, perché è difficile dire se si voglia più bene a mamma (i tifosi) o a papà (Kolarov), ma pensare a una tregua, perché stasera la Roma ha bisogno di tutti: di un giocatore sereno e di una tifoseria unita. «In questa storia mi trovo in mezzo, perché voglio bene ai tifosi e considero Kolarov un fratello. Spero si possa chiudere qui questa vicenda».

LE SESSANTA IN EUROPA - C'è altro a cui pensare, stasera. A quella Champions come percorso emozionale, tipo l'anno scorso. A far sì che la passata avventura europea non resti un'eccezione ma la normalità. La strada è un'altra e le difficoltà le stesse, nessuno ti regala una nuova semifinale Champions, ma qualcuno ha dato alla Roma un certezza: «L'essere un pochino più pronti a giocare partite delicate come questa». E come questa ne vorrebbe giocare tante altre De Rossi, ma si sa, dipende dal ginocchio. «L'operazione non l'avrei accettata alla mia età. Per adesso va bene e se sto così continuo a giocare. Con la gestione dell'allenatore e con il giusto minutaggio, potrei continuare. Io importante per la squadra? I miei compagni non si rendono conto di quanto lo siano loro per me. Negli ultimi anni mi hanno fatto sentire importante come mai mi ero sentito prima in carriera, per questo devo solo ringraziarli. Mi hanno fatto sentire desiderato. Ma ora abbiamo una partita da vincere e non dobbiamo fare test sulla mia condizione fisica. È importante la squadra, è importante battere il Porto. C'è la consapevolezza di potercela fare».

EUSEBIO UNO DI NOI - Dopo aver preso le difese di Kolarov, Daniele tira una carezza significativa anche al suo allenatore, Eusebio Di Francesco. Che dal baratro ha sempre saputo tirar fuori se stesso e la squadra. «Sa riconoscere i nostri problemi e intervenire, portando avanti sempre concetti normali. Ovviamente non può essere felice come quando lo è dopo aver vinto una partita importante, gli umori degli allenatori sono ricchi di alti e bassi ancor più di noi calciatori, ma ha sempre tenuto la barra dritta, e non ha mai perso la testa, anche in questa città, dove non è facile. Non siamo stati sull'orlo del baratro tante volte, ci sono stati momenti negativi e altri dove si è parlato tanto anche del suo futuro. Siamo quinti, stare sull'orlo del baratro è un'altra cosa. Sono stato quintultimo in classifica e fuori da ogni competizioni e mi sentivo più sotto pressione in quel caso». Già, lo ricordiamo.


Roma, sognando le notti magiche

IL MESSAGGERO - TRANI - Il sogno, dopo l'avventura fantastica nell'edizione passata, è come se non finisse più. Anche perché basta la parola, prima ancora della musichetta, per dare un senso alla notte della Roma all'Olimpico: la Champions cattura il pubblico, a prescindere dal senso di appartenenza e da qualsiasi ragionamento sulla competitività della squadra. Finalmente la cornice da big match, come è giusto che sia la gara d'andata degli ottavi contro il Porto. Niente sold out come per le sfide dell'anno scorso contro il Barcellona (quarti) e il Liverpool (semifinale), ma comunque 50 mila spettatori allo stadio. Niente male, tenendo conto che i giallorossi, dopo il vergognoso 7-1 di Firenze in Coppa Italia, sono sotto contestazione. La chance, in questo senso, va sfruttata. Lo sa bene Di Francesco. La prestazione e, ancor di più, la qualificazione possono aprire la strada alla riconciliazione. Il bivio di oggi è, insomma, lo stesso di inizio 2018. La riabilitazione dell'allenatore e del gruppo ci fu proprio nella principale competizione continentale che, in quanto a interesse e prestigio, non ha niente a che vedere con l'appeal del campionato (con la Juve lontana 25 punti dopo 23 gare), come certificato anche dalle presenze nelle 3 partite della fase a giorni: 41.243 per il Viktora Plzen, 46.005 per il Cska Mosca e 59.124 per il Real Madrid. I 35 mila abbonati in Europa fanno ulteriore chiarezza sulla scelta di campo della gente.

RIVALE SCOMODA - La Roma, nel suo 110° match di questo torneo (Coppa Campioni compresa), ritrova il Porto, adesso allenato dall'ex laziale Coinceçao e mai battuto (e mai eliminato) dai giallorossi, fuori sia in Coppa delle Coppe (2° turno nel 1981) sia in Champions (playoff nel 2016). Di Francesco ci riprova dopo Liedholm e Spalletti, sapendo che gli avversari, in testa nel loro campionato, sono imbattuti da 26 partite (ultimo ko il 7 ottobre contro il Benfica). E nella prima fase hanno preso 16 punti su 18 (nessuna sconfitta, quindi).

ULTIMO TENTATIVO - La Roma farà il turnover anche in Champions. Possibili 4 novità nel 4-3-3 dopo il successo di Verona contro il Chievo: in difesa, da terzino, è pronto al rientro Florenzi, Karsdorp (titolare nelle ultime 4 gare di campionato e fuori solo a Firenze in Coppa Italia), ieri è rimasto vittima di un problema muscolare, e al centro torna disponibile Manolas accanto a Fazio; a centrocampo, invece, si riprendono il posto De Rossi da play e Pellegrini da mezzala. Il dubbio più ingombrante per Di Francesco è Olsen, rimasto a guardare fino a domenica, non potendo nemmeno calciare il pallone. Nelle ultime ore la situazione è migliorata: stamattina test decisivo, anche se l'infortunio al polpaccio non sembra consigliarne la presenza contro il Porto, forzando il recupero. Se, dunque, tocca ancora a Mirante, spazio alla 32esima formazione diversa in 32 partite: il portiere di scorta ha del resto giocato da titolare solo contro l'Udinese e il Chievo in serie A e contro il Viktoria Plzen in Europa. Sarebbe il suo debutto casalingo: fin qui è sempre stato schierato in trasferta.

 ALLO SPECCHIO - Anche Coinceçao insiste sul 4-3-3 che spesso, con Danilo play davanti alla difesa (interpretazione alla De Rossi), aggiorna in fase difensiva, passando al 4-1-4-1, proprio come accade ultimamente alla Roma. Le assenze in attacco, out l'infortunato Marega e lo squalificato Corona, pesano: dentro Tiquinho e Otavio. I campioni di Portogallo, comunque, sono più o meno gli stessi che, con Marcano titolare, eliminarono i giallorossi, con Spalletti in panchina, il 23 agosto del 2016 all'Olimpico (0-3, espulsi De Rossi ed Emerson) nel play off di ritorno. Stasera rivedremo sette-undicesimi di quella formazione: Casillas, Maxi Pereira, Felipe, Telles, Danilo, Herrera e Otavio (di fronte Florenzi, Manolas, De Rossi e Dzeko: solo loro possono riscattare quell'eliminazione). Meglio, dunque, non fidarsi, anche se a guidarli non c'è più Espirito Santo.


Di Francesco: «Una vittoria per riportare entusiasmo»

IL MESSAGGERO - CARINA - La Champions è come fosse la sua coperta di Linus. Nei momenti di difficoltà, Di Francesco ha sempre trovato nell’Europa che conta il trampolino necessario per tornare in auge. E questa sera, contro il Porto, si gioca molto del suo futuro. Perché se arrivare quarti in campionato rimane il diktat di Pallotta, superare il turno gli regalerebbe tante fiches da giocarsi sul tavolo della conferma a giugno: «Il percorso è lungo ma è una buona occasione per fare una grande partita e riportare entusiasmo. Dobbiamo essere ambiziosi». Tra le avversarie che poteva regalare l’urna di Nyon (Barcellona, Psg, Manchester City, Borussia Dortmund e Bayern Monaco) il Porto è quella più alla portata dei giallorossi. Ma Eusebio non si fida: «È un gruppo compatto, sa quello che vuole. È una delle squadre che ha vinto più duelli difensivi in tutta la Champions. Conceiçao sta facendo un grande lavoro, ha regalato un’identità anche caratteriale. Prima era una squadra con più palleggiatori che andava alla ricerca della qualità, adesso la vedo molto più concreta. Sarà una partita molto dispendiosa dal punto di vista fisico. Servirà il giusto mix di esperienza e freschezza, perché senza corsa non si va da nessuna parte. E poi dobbiamo fare una grande fase difensiva, sarà determinante cercare di mantenere inviolata». In quest’ottica difficile il recupero di Olsen (provino questa mattina: Mirante è pronto) mentre torna dal primo minuto Manolas, tenuto a riposo contro il Chievo.

 


Stadio, l’ultimo giallo la giunta al Politecnico: “Distruggete tutti gli atti”

IL MESSAGGERO - DE CICCO - La domanda che sorge spontanea è: perché? Perché la giunta 5 stelle che della trasparenza ha fatto un brand – non sempre rispettato – chiede agli esperti arruolati per valutare il controverso progetto Tor di Valle di “distruggere qualsiasi file, atto, documento, elenco, nota, disegno, schema, lettera ed ogni altro materiale” che ha riguardato il lavoro di analisi di queste settimane? Perché, insomma, tanta segretezza, tanta smania di fare pulizia sugli scambi tra i professori del Politecnico di Torino e i vertici del Campidoglio? Dopo le insistenze dell’opposizione e di pezzi importanti della stessa maggioranza grillina, Virginia Raggi ha fatto pubblicare il rapporto finale dell’ateneo piemontese sul sito web del Comune di Roma. 

Il documento che conferma l’impatto “catastrofico” sulla viabilità del quadrante Sud di Roma, salvo stravolgimenti di tutta la mobilità cittadina, è apparso online quattro giorni dopo la consegna a Palazzo Senatorio, dopo che dal Pd a Fdi avevano minacciato di “denunciare” la sindaca se l’avesse tenuto chiuso in un cassetto, segretato. Spulciando il contratto, sin qui inedito, tra l’amministrazione comunale e il Politecnico – il timbro del protocollo capitolino è del 9 ottobre 2018 – spunta una clausola che oltre a pretendere dai professori “riservatezza” fino al termine dello studio, impone agli estensori del parere di cancellare tutte le comunicazioni con l’amministrazione.

I privati che sognano l’affare Tor di Valle, intanto, cercano l’accelerata, di riuscire cioè a incardinare il prima possibile l’iter per la variante e la convenzione urbanistica. Il diggì della Roma, Mauro Baldissoni, e Giovanni Sparvoli, membro del nuovo Cda di Eurnova, saranno stamattina al Dipartimento Urbanistica per fare il punto con i dirigenti comunali. E un’altra riunione è in calendario giovedì. L’obiettivo? Arrivare a un voto in Consiglio comunale entro l’estate, prima però tocca convincere il gruppo M5S, ancora diviso, dopo l’inchiesta per tangenti che ha travolto il gruppo Parnasi.


Roma-Porto, arbitra Makkelie. I precedenti col fischietto olandese

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - L’andata dell’ottavo di finale di Champions League tra Roma e Porto è stata affidata ad una squadra arbitrale olandese. A dirigere il match sarà Danny Makkelie, affiancato dagli assistenti Mario Diks e Hessel Steegstra e con Kevin Blom quarto uomo. La novità di questa fase della competizione è senza dubbio l’introduzione del Video Assistant Refree, approvato lo scorso dicembre dalla UEFA. Al VAR, dunque, ci sarà Pol van Boekel con Jochem Kamphuis AVAR. Altra introduzione degna di nota è la possibilità di effettuare un quarto cambio in caso di tempi supplementari.

I PRECEDENTI – Bilancio perfettamente omogeneo per la Roma con il fischietto olandese (in due incontri una vittoria e una sconfitta). Makkelie ha già diretto i giallorossi in due occasioni nelle competizioni europee, il primo incrocio è stato il match contro il Villareal, nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League 2016/17, quando gli uomini di Luciano Spalletti si imposero per 4-0 (rete di Emerson Palmieri e tripletta del solito Dzeko). L’altro precedente risale a poco più di un anno fa: la sconfitta per 4-1 contro il Barcellona al Camp Nou, nella partita di andata dei quarti di finale di Champions League. Nessun precedente, invece, per il Porto di Conceiçao, domani sera al debutto con l’arbitro olandese.


Problema muscolare per Karsdorp. Out per la sfida con il Porto di domani

Problema muscolare per Rick Karsdorp, laterale difensivo della Roma. Il giallorosso non sarà a disposizione per la gara di domani contro il Porto. Al suo posto per la sfida di Champions League dovrebbe essere schierato Florenzi dal primo minuto. Lo riferisce Alessandro Austini, giornalista de "Il Tempo" ed opinionista di punta di TeleRadio Stereo.


Da Costa: “Sono fiducioso, la squadra domani darà il meglio”

A 24 ore dal match contro la Roma, Pinto Da Costa, presidente del Porto, ha parlato ai canali ufficiali del club portoghese

Fiducioso in un risultato positivo?
Sono sempre fiducioso in un risultato positivo, ovviamente. Conosco la squadra, so come funziona e come l’allenatore si prende cura del più piccolo dettaglio in qualsiasi partita e in questa lo farà in un modo davvero speciale. Lui stesso ha vissuto qui giorni di gloria e spero che domani ne abbia un altro come allenatore. Sono convinto che questo potrebbe accadere.

Sulla conferenza stampa di Sérgio Conceição…
Sono stato alla conferenza stampa, come di solito faccio in queste partite, e sono sempre soddisfatto del modo intelligente in cui risponde, anche a domande stupide come Sport TV, che non lo interrogano più sul 10-0 (del Benfica, ndr) di ieri. Sei già abituato a domande stupide come quella.

Sul viaggio in Vaticano…
Sono andato in Vaticano dopo essere arrivato, mentre la squadra stava riposando. Mi piace sempre andare lì e ho sempre dei bei ricordi. Anche nel 2003 ci andai e all’epoca fui persino ricevuto da Papa Giovanni Paolo II. Non è una questione di fede, è una questione di credere nel valore della squadra, abbiamo giocatori di tutte le credenze e ciò in cui credo è nel loro valore. Spero che domani il team risponda come ha fatto.

Più di quattromila sostenitori a Roma…
Vorremmo alla fine delle partite, anche quando non vinciamo, che i tifosi sapessero che la squadra lavora bene, devotamente, e loro sembrano riconoscerlo. Ciò che è necessario, a cominciare da me e a finire con i fan, è che la squadra faccia del suo meglio e che domani sono sicuro che accadrà.


Antunes: “Totti era un grande capitano, la Roma mi è rimasta nel cuore"

Vitorino Gabriel Antunes ex giocatore portoghese della Roma, ha rilasciato una sua intervista al Match Program di AS Roma

Sapeva di essere l’unico giocatore portoghese della Roma ad aver giocato in Champions?
Non lo sapevo, sinceramente. Ma mi fa piacere, mi fa molto piacere. A Roma ci ho lasciato un pezzo di cuore. Torno spesso nella Capitale, ho tanti amici. È lì che la mia carriera è partita, una volta lasciato il Portogallo. E pensare che avrei potuto vestire un’altra maglia prima di firmare per la Roma…

Quale maglia?
“Quella bianconera, della Juventus. Avevo già firmato un precontratto con loro, ma nell’accordo rientrava che io sarei dovuto andare a giocare a Vicenza un anno per farmi le ossa. Il Vicenza, allora, era una squadra a cui la Juventus mandava tanti giovani. Poi verso la fine di agosto arriva una chiamata al mio procuratore e lui mi propone di partire per Roma. Era stato contattato dai direttori Pradè e Conti. Lì non ci ho pensato un attimo, dalla prospettiva di finire al Vicenza, mi ritrovai in una squadra che faceva la Champions League, con tanti campioni”.

Campioni come Totti, De Rossi, ma non solo. Come fu il suo approccio a una realtà così?
Era la mia paura iniziale più grande, quella di entrare in uno spogliatoio formato da tante personalità importanti. Ma l’impatto fu più semplice di quello che pensavo. I ragazzi mi fecero sentire uno di loro, accogliendomi nel gruppo da subito. Francesco era un grande capitano e una persona splendida, così come Daniele. Ma devo ringraziare anche Panucci. Pure lui mi ha dato tanto sul piano personale. Per non parlare di Spalletti…

Il suo primo allenatore in Italia…
Esattamente, gli sono grato. Mi ha insegnato molto a livello tattico e tecnico. Io pensavo già di avere una buona predisposizione a difendere, ma una volta arrivato in Italia ho capito che non bastava. Che c’era da lavorare tanto. E il mister mi fece lavorare in allenamento curando ogni dettaglio. Mi prendeva da parte e mi spiegava i movimenti corretti. Cose, concetti, che poi mi sono ritrovato nel proseguo di carriera.

Poi, arrivò la sera dell’esordio contro il Manchester United…
Giocai dal primo minuto e non venni sostituito. Ebbi un buon impatto sulla gara, andammo sotto nel punteggio, ma poi la riprendemmo anche se il risultato contava fino ad un certo punto. Ma quella partita mi servì per farmi capire che potevo giocare a buon livello. Tanto che l’anno dopo andai prestito a Lecce e iniziai molto bene, ma poi ci furono altri problemi. Non prettamente calcistici…

Ovvero?
L’allenatore, Beretta, ad un certo punto ebbe una sorta di indicazione dal club di non schierare più i giocatori arrivati in prestito dal mercato. Tra cui il sottoscritto, che ero ancora di proprietà della Roma. Evidentemente volevano valorizzare i tesserati di proprietà. E da quel momento la squadra ebbe una flessione continua. Venne esonerato Beretta e arrivò De Canio. Troppi cambiamenti, arrivò inevitabile la retrocessione. Un peccato.

Oggi ha 32 anni ed è tornato in Liga, al Getafe…
Sì, forse è il campionato migliore per le mie caratteristiche di esterno basso di spinta. Mi trovai molto bene nel Malaga nel 2012-2013, dove arrivammo fino ai quarti di finale di Champions, ora sono a mio agio nel Getafe. Gioco con regolarità e sono soddisfatto.

Vedrà Roma-Porto?
Certo che la vedrò. È una partita molto interessante, complicata per entrambe e difficilmente pronosticabile. La Roma è in un buon momento, il Porto è primo in classifica in campionato e con Sergio Conceiçao è diventata una formazione molto organizzata. Ci sarà da divertirsi, ma la Roma occupa ancora un posto particolare nel mio cuore, anche se sono portoghese.


Marcano: "Il Porto è una grande squadra. Noi abbiamo voglia di andare avanti"

Ivan Marcano, difensore della Roma arrivato in estate proprio dal Porto, ha parlato alla viglia del match di Champions League contro i Dragoes ai microfoni di Match Preview:

Torna la Champions League, arriva il Porto, un avversario che lei conosce bene…
Sì è un avversario che conosco bene, la mia ex squadra, sarà una sensazione speciale per me affrontarli”.

A cosa e a chi fare maggiore attenzione?
Il Porto è un'ottima squadra, non è composta solo da singole individualità. È una squadra che da molti anni gioca con gli stessi giocatori, hanno la stessa compatta ossatura da anni. Dovremmo quindi fare attenzione a come gioca come squadra, non nei singoli giocatori”.

Non ci sarà Marega. Quanto peserà la sua assenza?
Sarà un'assenza pesante, è un giocatore importante per loro: attacca bene lo spazio, veloce e forte fisicamente. Il Porto ha ottimi giocatori, ma lui in particolare in questo momento sta facendo benissimo”.

Tra le squadre in lizza, tutti volevano incontrare il Porto. È stato davvero un sorteggio favorevole?
Nel calcio non si sa mai, è evidente che a priori c’erano squadre di maggior blasone. Probabilmente il tifoso potrebbe pensare che il Porto sia la formazione più debole, ma loro sono una grande squadra. Lo hanno dimostrato ai gironi, hanno chiuso al primo posto e, tra l’altro, imbattuti”.

Sergio Conceiçao è stato il suo allenatore lo scorso anno, che tipo è?
È un allenatore super esigente che spinge i propri calciatori fino al limite, l’anno scorso ha compiuto il progetto di vincere il campionato e non accadeva da molti anni. Sta svolgendo un gran lavoro”.

La Roma psicologicamente sta recuperando serenità dopo un periodo di appannamento…
Sì, è vero, abbiamo attraversato un periodo difficile, ma stiamo acquisendo gara dopo gara maggiore consapevolezza nei nostri mezzi. Abbiamo disputato una buona fase a gironi in Champions, la continueremo ad affrontare con mentalità positiva perché abbiamo voglia di andare avanti”.

Giocare la prima in casa sarà un vantaggio?
Difficile da dire. In passato ho pensato che fosse meglio giocare il ritorno in casa, ma la realtà è che dipende tutto da come va l’andata, potremmo dirlo solo a posteriori”.

Sarà importante non incassare gol nella prima gara. In questa stagione la fase difensiva ha avuto momenti di appannamento. Come mai?
Sarà molto importante non incassare gol, in particolare in casa, perché il gol in trasferta vale doppio in caso di parità alla fine dei 180 minuti. È vero, dobbiamo lavorare di più e meglio in fase difensiva perché invece in attacco la squadra si sta rivelando abbastanza prolifica. Quello che ci manca è un po’ di sicurezza difensiva”.

Cosa l'ha colpita di più del calcio italiano? È vero c’è una grande differenza con gli altri campionati dal punto di vista tattico?
Sì ci sono parecchie differenze. In particolare tutte le squadre sono ben organizzate e forti tatticamente. Probabilmente negli altri campionati le migliori squadre sono allo stesso livello tattico, ma quelle che sono dietro in classifica in Italia tutte hanno un elevato grado di organizzazione tattica. E abbiamo già visto più volte che le squadre in fondo classifica possono battere le prime”.

Che cosa l'ha impressionato di più nel lavoro quotidiano con i compagni?
Niente in particolare mi ha sorpreso, a parte il livello molto elevato di diversi calciatori e la forte pressione che c’è intorno a noi. C’è un alto livello di attenzione che viene richiesto a tutti”.

Chi secondo lei può decidere la gara per la Roma?
Non credo ci debba essere uno che da solo possa risolvere la gara. Dobbiamo cercare di essere superiori come squadra e imporre il nostro ritmo, portare la partita su un terreno che più ci si addice. Dobbiamo essere superiori al Porto nel complesso, come squadra”.

La Roma, in questa stagione, ha sorpreso in negativo o in positivo. Può essere anche quest’anno la sorpresa della Champions League?
Quest’anno abbiamo avuto delle serie di risultati molto positivi e altre negative, è stata un po’ una stagione sulle montagne russe per certi versi. Credo che la Roma possa ripetere l’exploit della scorsa stagione in Champions League. Sarà difficile, ma ci proveremo. E il Porto è il primo passo”.


Infortunio al flessore della coscia sinistra per Schick. Sarà out per due settimane

Piccola nota dolente in casa Roma. Patrick Schick, uscito prima della fine del match contro il Chievo, ha riportato un infortunio al flessore della coscia sinistra. Lo stop per il ceco inizierà già domani contro il Porto e lo costringerà a saltare anche i match di campionato contro Bologna e Frosinone.


Allenamento Porto, rifinitura allo stadio Olimpico alla vigilia del match

Dopo la conferenza stampa di mister Coinceicao e di Pepe, il Porto è sceso sul prato dell'Olimpico per la rifinitura della vigilia. I portoghesi, nei 15 minuti aperti alla stampa, si sono ritrovati intorno al porprio allenatore per ascoltarne le indicazioni. In seguito tutti all'opera con un riscaldamento incentrato sulla corsa.


Conferenza Stampa Conceicao: "Dobbiamo essere forti come squadra". Pepe: "Domani vogliamo vincere e faremo di tutto per farlo"

Sergio Conceicao e Pepe, allenatore e difensore del Porto, hanno parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di domani contro la Roma:

PAROLE CONCEICAO

Torni in un posto dove sei stato felice come calciatore. Il Porto è in un momento difficile? L’avversario di domani?
"Sono stato qui come giocatore. Indipendentemente da quello che ho vissuto come giocatore, domani siamo qui per giocare. Questo è il nostro incontro che sarà fantastico. Il Porto affronterà come deve questa prova perché vogliamo arrivare all’obiettivo. Noi siamo concentrati su domani".

Senti di più la parte tattica o strategica?
"Io sono pagato per trovare delle soluzioni e non per pormi dei problemi. Questo fa parte del mio lavoro. Non mi sentirete mai dire che questo o quel risultato è venuto fuori per delle assenze. Noi non evitiamo di essere positivi e siamo concentrati sul campionato".

Come vi sentite ad essere gli unici portoghesi rimasti in Champions?
"Noi l’anno scorso abbiamo incontrato il Liverpool, è stata un’esperienza importante. Sono 180 minuti che dovremo giocare e noi dobbiamo essere esigenti. Dobbiamo essere forti come squadra e questo sarà importante per affrontare domani la partita. Anche gli avversari sono da considerare. In Italia ci sono i migliori giocatori al mondo e noi dobbiamo essere all’altezza".

Il Porto è soddisfatto di affrontare la Roma?
"Diciamo che il Porto è una squadra che si trova ai livelli più alti nel mondo e quindi vi potrò parlare di quello che sarà il risultato domani. Siamo contenti di incontrare la Roma e anche la Roma sarà contenta di incontrare noi".

Avete più esperienza?
"L’esperienza conta poco, bisogna avere coraggio e un insieme di caratteristiche che rende possibile la vittoria. La mia squadra è pronta".

Quali sono le aspettative per la partita di domani?
"Ho già parlato della Roma. La Roma è una squadra che ha giocatori molto interessanti. Sono il terzo miglior attacco del campionato italiano e questo non è poco. Fa parte del dna delle squadre essere offensive. Dobbiamo essere quello che siamo. Credo che domani parte di questo successo verrà mostrato. Terremo conto anche del processo offensivo della Roma. Sarà una partita molto interessante. Cercheremo di fare più gol possibili".

Il suo passato da ex laziale costituisce una motivazione in più? Può rispondere alla frase di Totti sul sorteggio?
"Non ci sono dei sentimenti speciali nell’affrontare la Roma. Un sentimento speciale per portare con me l’orgoglio del Porto. Per quanto riguarda Totti forse per la simpatia o l’antipatia nei miei confronti".

Cosa pensa della decisione della punizione inflitta a Corona?
"Non voglio parlare di questo. Ho delle difficoltà a capire come il presidente possa considerare questi sogni dei giocatori. Non capisco questa punizione per Corona. Noi dobbiamo avere più soluzioni per affrontare una squadra e quindi non so".

Come vedi la decisione del VAR?
"Forse non mi conosci ma io non parlo mai di arbitri".

Che indicazioni ha tratto da Fiorentina-Roma?
"Sono partite che succedono. Sono casi isolati, non possiamo prenderla ad esempio. Vediamo la Roma come una squadra competitiva".

Cosa ne pensa di Zaniolo?
"E' uno dei giocatori più importanti nella fase offensiva della Roma. Noi ovviamente consideriamo la squadra e non le individualità. Lui è veramente un giovane di grande valore".

Che emozione ci sarà ad entrare all’Olimpico?
"Ho appena risposto a questa domanda. Io sono qui per rappresentare il Porto. Mi ricordo gli anni alla Lazio comunque qui ho trovato una struttura di livello alto. Per me è sempre un emozione venire a Roma, è ovvio che la mia concentrazione è sulla partita di domani".

Perché Marcano sta avendo difficoltà?
"Ho avuto modo di allenarlo l’anno scorso. So che è un eccellente professionista e una persona fantastica. Non so perché non è riuscito a convincere in Italia. Ha delle qualità immense e anche esperienza come persona. L’anno scorso ha fatto un percorso fantastico. Per me è un giocatore al di sopra della media. Ci sono poi diversi fattori come l’adattamento, non ne ho idea".

PAROLE PEPE

Cosa si prova a giocare la Champions League?
"Giocare la Champions League è sempre speciale per qualunque giocatore ma per me di più perché mi trovo in una squadra per cui provo affetto. Grazie a questa squadra sono quello che sono oggi".

L’ultima tua partita con il Porto in Champions League è stata contro il Chelsea…
"Per me è più importante il lavoro, quello che il Porto dimostra in questa Champions League. Abbiamo una passione molto profonda. Indipendemtne dall’esperienza che abbiamo dobbiamo essere noi stessi. Vogliamo raggiungere i nostri obiettivi".

Sei arrivato a gennaio e sei già seduto qua…
"Il fatto di essere qui seduto non significa molto, anche perché è il mister a decidere chi si siede qua. La cosa più importante è capire cosa è la squadra, il gruppo. Domani vogliamo vincere e faremo di tutto per portare a casa la vittoria".

Ci sono molte critiche alla difesa della Roma…
"Credo che il gruppo della Roma sia molto buono. Vogliono avere sempre il possesso della palla ma noi siamo molto preparati e sappiamo cosa dobbiamo fare per sorprenderli".

Che significato ha avuto incontrare Casillas dopo 4 anni?
"Devo dire che è sempre molto positivo trovare un compagno con il quale ho lavorato molto tempo come Iker. Abbiamo vinto molti titoli insieme e spero di poter dare continuità ai titoli che abbiamo vinto qui a Porto. Quando si vince tutto è molto più bello e io spero di continuare a vincere".

Hai già affrontato la Roma in passato. Quali sono le insidie di domani?
"Sono partite differenti. Quelle che ho giocato con il Real Madrid e queste. I giocatori sono diversi e anche le società. Avremo sicuramente difficoltà domani ma faremo di tutto per arrivare ad un risultato positivo per la nostra squadra".

Come ti senti per questa partita? 
"Mi sento bene, forte. Sento che sto lavorando bene. Diciamo che il Porto chiede molto lavoro negli allenamenti e credo che questo sia il segreto".