Dragoni senza attaccanti, ma la loro forza è la difesa

LEGGO - BALZANI - Due pareggi e appena un gol realizzato nelle ultime due partite di campionato, quello di Herrera al 90’ che venerdì ha evitato la sconfitta col Moreirense. L’infortunio di Marega sta pesando sulle ambizioni del Porto di Sergio Conceiçao che si ritrova ora il Benfica (ieri 10-0 al National) a -1 e il Braga a -2.

Momento nero quindi per il club portoghese che domani sera affronterà la Roma, in un Olimpico da almeno 50 mila spettatori, tra defezioni e polemiche. Oltre a Marega (out due mesi per una lesione muscolare) mancheranno Aboubakar e Jesus Corona al quale la Uefa ha confermato lasqualifica di due giornate inflittagli per essersi fatto ammonire volontariamente durante la penultima gara del girone contro lo Schalke 04. Tre attaccanti out quindi. Conceiçao si affiderà a Tiquinho Soares (9 gol in 16 partite di Nos Liga) e quel Brahimi, che la Roma ha cercato in più di una finestra di mercato.

La vera forza del Porto, però, sta in difesa: appena 12 i gol subiti in 21 partite in campionato, 6 in Champions di cui tre in una sola partita (quella inutile col Galatasaray). Merito dell’esperienza di Casillas che domani taglierà l’incredibile quota di 100 presenze in Champions. L’ex portiere del Real ha disputato 20 stagioni di fila nella massima competizione europea e affronterà per la decima volta la Roma (5 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte). Davanti a Iker è tornato Pepe, ma gioca soprattutto quel Militao che a fine stagione finirà proprio al Real per 50 milioni.


Un anno fa il Piedone di Peres spianò la strada verso i quarti

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Ci sono ottavi e ottavi, e la Roma lo sa alla perfezione. Tipo quello della passata Champions, per fare un esempio. Un anno fa, più o meno di questi tempi, la squadra di Eusebio Di Francesco - orgogliosa e rinfrancata dal primo posto nel girone davanti a Chelsea e Atletico Madrid - cominciò in trasferta, nel gelo di Kharkiv, la seconda fase della sua Champions. Avversaria lo Shakhtar Donetsk di Paulo Fonseca, squadra forte ma non irresistibile. Temibile soprattutto a domicilio, come tradizione. E, non a caso, gli ucraini conquistarono il successo, rimontando la rete iniziale di Cengiz Under. Un risultato che, però, consentiva alla Roma di continuare a sperare concretamente nella qualificazione.

Era, quella, una Roma assai diversa da quella attuale, con Alisson, Nainggolan e Strootman titolari, e Defrel, Gerson e Bruno Peres panchinari subentranti. Sei uomini che oggi sono altrove, chi più e chi meno rimpianto. Facciamo un nome: Bruno Peres. Nella Capitale, probabilmente, non c'è un solo tifoso che stia maledicendo la cessione al San Paolo dell'esterno brasiliano. Ma se uno racconta un episodio della partita di Kharkiv, Brunetto Peres fa scattare un sorriso.Ricordatevi questa scena: Roma sotto nel punteggio e in affanno, occasionissima per i padroni di casa, Alisson battuto ma Peres, non si sa ancora bene come, riesce a sventare la minaccia di Ferreyra azionando il piedone addirittura da terra.

QUESTIONE DI AUTOSTIMA C'è qualcuno, adesso, che non sta sorridendo? Proprio quel piedone di Brunetto aiutò vistosamente la Roma a passare il turno grazie al successo di misura, firmato Dzeko, nella gara di ritorno all'Olimpico. E nel post partita la squadra giallorossa celebrò il successo postando sui social la foto del piede di Peres. Non c'è dubbio, riavvolgendo il nastro, che l'eliminazione dello Shakhtar, e quindi la qualificazione ai quarti, diede un'enorme spinta al gruppo di EDF. Gli diede una maggiore convinzione nei propri mezzi, ad esempio. Una qualità che, ripensandoci oggi, aiutò la Roma ad affrontare poi in quel modo in casa prima il Barcellona e infine il Liverpool.

Già, il Liverpool. Tutti sanno che da domani, per la prima volta nella storia della Champions, entrerà in campo la moviola, la Var. E il pensiero di qualsiasi tifoso della Roma di buona memoria va esattamente alla partita dell'Olimpico contro i Reds. Perché se in quell'occasione ci fosse stata la Var, la Roma - probabilmente, forse, chissà - sarebbe arrivata in finale. Minuto numero 66, risultato sul 2 pari: il terzino Alexander Arnold para sulla linea bianca un tiro di El Shaarawy, ma l'arbitro Skomina non vede niente. Ci fosse stata la Var, sarebbe stato calcio di rigore e rosso per l'inglese. Con mezzora di partita ancora da giocare. Una partita, vale la pena ricordare, terminata 4-2 per i giallorossi.

Era la semifinale di ritorno, domani invece ci sarà appena l'ottavo d'andata. Piano, please. Occhio al Porto. E Piedone Peres se ne sta in Brasile. Ma, nonostante quei ricordi, non ce la facciamo proprio a dire che ci manca.


Coppa e tulipani: Karsdorp e Makkelie, è Champions orange

LEGGO - BALZANI - Confidare nei Paesi Bassi per «entrare in Porto col vessillo» e continuare a sognare in Europa. La Roma domani sera disputerà per la 5ª volta nella sua storia gli ottavi di finale di Champions, ma la serata dell'Olimpico potrebbe tingersi d'arancione. Le tonalità rischiano però di essere diverse. Da una parte Karsdorp e Kluivert dall'altra l'arbitro Danny Makkelie. Quattro K e tanta Olanda. Di sicuro sarà una serata speciale per il terzino al debutto assoluto dal primo minuto in Champions e reduce da un mese di inaspettata rinascita. Karsdorp (oggi è il suo 24° compleanno) è il terzino destro titolare della Roma, dopo essere stato per settimane il primo nome sulla lista dei partenti e sull'elenco delle delusioni firmate Monchi. Due presenze tra agosto 2017 e gennaio 2019, colpa dei tanti infortuni ma non solo. In meno di un mese ne ha giocate cinque di fila tra campionato e coppa Italia.

La luna è cambiata, Karsdorp pure. Il tatuatissimo Rick prima era estraneo al gruppo, a Roma viveva male, non capiva le idee di Di Francesco e ha avuto bisogno di parecchi colloqui con Monchi e il team manager De Sanctis. Un lavoro certosino quello dei due dirigenti che ha portato risultati insperati. Senza trascurare il fatto che a giugno la splendida moglie Astrid Bell gli donerà il suo primo figlio. La bella prestazione col Torino è stata l'inizio della risalita anche se deve ancora recuperare la piena forma fisica. Deve ripartire (quasi) da 0 invece il connazionale Kluivert, che domani sera potrebbe trovare spazio visto il forfait di Schick e la flessione di Florenzi. Ma, come dicevamo, c'è pure l'altra faccia del tulipano. Ad arbitrare il match col Porto di domani, infatti, sarà l'ispettore poliziotto Danny Makkelie. Ovvero il direttore di gara della partita di andata col Barcellona nei quarti della scorsa stagione. Finì 4-1 tra enormi polemiche visto che l'olandese (nato in una colonia venezuelana) non concesse due rigori alla Roma. Clamoroso quello su Dzeko spinto e sgambettato in area da Semedo. Non c'era il Var, che esordirà proprio domani sera in Champions.

A fine gara il bosniaco usò parole molto dure nei confronti del fischietto olandese: «Il rigore? Avrebbe cambiato sicuramente il senso della partita, ma l'arbitro deve avere coraggio per assegnarlo in casa del Barcellona...». I due si troveranno faccia a faccia domani. Makkelie ha 36 anni compiuti a gennaio (praticamente coetaneo di De Rossi che li compirà il 24 luglio) ed è stato incoronato miglior fischietto d'Olanda tanto da partecipare all'ultimo mondiale. Ma già nel 2016 era finito nell'occhio del ciclone per un calcio di rigore inesistente assegnato allo scadere in Ajax-Utrecht. Un rigore definito uno scherzo dall'ex fischietto van der Ende (altro nome famigerato in casa Roma), per il quale Makkelie si è poi scusato tramite Instagram. Nel 2017, invece, la federazione calcio olandese ha sanzionato Makkelie dopo aver scoperto di un prestito di 35 mila euro ricevuto dall'ex collega, nonché suo allenatore e amico Jaap Uilenberg, membro della commissione arbitri dell'Uefa.


In ‘Porto’ col vessillo

INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – La Roma di Eusebio Di Francesco sbanca la Verona clivense con un secco 3-0 e si prepara così psicologicamente al meglio in vista della gara di andata contro i lusitani del Porto, valevole per il passaggio ai Quarti di Finale di Champions League.

Dopo la batosta subita in quel di Firenze, che sembrava realmente poter condurre a un cambio di guida tecnica, i giallorossi hanno sorpreso nuovamente tifosi e addetti ai lavori; pareggio nello scontro diretto per la qualificazione all’Europa che conta contro il Milan di Gennaro Gattuso, in una sfida che i capitolini hanno però sostanzialmente dominato e avrebbero meritato di vincere e, appunto, il tris contro il Chievo di mister Di Carlo, ottenuto in modo autorevole e senza grossa sofferenza.

Cosa aspettarsi, dunque, dal prestigioso confronto con il Porto dell’ex laziale Sergio Conceiçao? Difficile effettuare un pronostico, vista la Roma totalmente incostante di questa stagione 2018/2019.

Per quanto concerne la forma psico-fisica, entrambe le compagini giungono all’appuntamento non al top. La squadra di mister Di Francesco soltanto una decina di giorni fa è stata sull’orlo dell’ennesima crisi di nervi e ha mostrato segnali di risveglio di portata non tale da poter pensare che possa partire con i crismi della favorita. Come se non bastasse, l’allenatore abruzzese sarà costretto a fare a meno del portiere titolare Olsen e di Patrik Schick, apparso finalmente in buono stato durante le ultime apparizioni.

Dal canto suo, il Porto, che comunque comanda la Primeira Liga portoghese, è reduce da tre pareggi nelle ultime quattro uscite, tra campionato e coppa; soprattutto, la formazione di casa allo stadio O Dragao deve rinunciare a due pezzi da novanta del proprio undici titolare, come il centravanti Marega e, con ogni probabilità, anche il funambolo messicano Jesus Corona, uno di coloro che ci ‘purgò’ nel tremendo 0-3 subito all’Olimpico nell’estate del 2016 nella gara di ritorno dei preliminari di Champions League.

Proprio questo precedente tanto vicino temporalmente quanto nefasto, aleggia sulla sfida e per gli amanti della cabala non è certo di buon presagio.

Scaramanzie a parte, ripensando alle formazioni che la Roma avrebbe potuto pescare nell’urna di Nyon lo scorso dicembre, di certo non ci si può lamentare: contro i portoghesi non si parte favoriti, ma senza dubbio neppure con la connotazione di ‘vittime sacrificali’ come sarebbe potuto accadere nel caso di sorteggi differenti.

Qualora la Roma ‘facesse la Roma’, espressione molto in voga soprattutto nei momenti di defaillance della squadra capitolina, avrebbe ottime chance di superare il turno e di finire dritta nella Top 8 dei club europei per il secondo anno di fila; tuttavia, c’è da confrontarsi con una squadra che dall’avvento di Sergio Conceiçao in panchina sembra non perdere colpi e, soprattutto, è anche storicamente più abituata a partite di questo tenore.

Oltre alla qualità tecnico-tattica necessaria per poter sopraffare l’avversario, mai come in questa circostanza i giallorossi dovranno essere in grado di ‘tirare fuori gli attributi’ e mettere in campo quella grinta che spesso gli è stato rimproverato di non avere.

Lo Stadio Olimpico farà la sua parte, con oltre 50.000 presenze previste sugli spalti nonostante il clima di aperta contestazione con squadra e società; la speranza è che i protagonisti sul terreno di gioco possano fare altrettanto per poter, parafrasando una frase pronunciata poco prima dello Scudetto del 1983 dal mai dimenticato Agostino Di Bartolomei, arrivare in ‘Porto’ col vessillo.


Serie A, Milan batte Cagliari 3-0 e scavalca la Roma tornando quarto

Il posaticipo serale di Serie A ha visto il Milan trionfare per 3-0 sul Cagliari.
Ad aprire il match un autogol di Ceppitelli al 13'. Nove minuti più tardi arriva la prima rete rossonera di Paqueta che al volo calcia e trova la sua prima gioia italiana. Chiude il match al 62' Piatek con un facile tap-in.


Serie A, Juve batte Sassuolo 3-0 e torna a +11 sul Napoli

Il primo posticipo di Serie A si è concluso con il successo in trasferta della Juventus sul campo del Sassuolo. Un 0-3 senza repliche aperto al 23' da Khedira con un tiro potente. Nella ripresa al 70' raddoppia Cristiano Ronaldo con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner. Chiude il match all'86' Can con un diagonale preciso.


Kluivert: "Voglio rendere ancora più grande il mio nome" (video)

Justin Kluivert, giocatore della Roma, ha rilasiato un'intervista ai microfoni della Uefa:

"Se sento il mio cognome, Kluivert, quello è mio padre. Ha reso grande il suo nome, io voglio renderlo ancora più grande. È speciale giocare con un nome del genere. Non ho mai avuto la sensazione di dover essere migliore né provato alcuna pressione. Adoro giocare a calcio e gioco sempre molto liberamente. Questo è anche uno dei miei punti di forza, penso".

Queste, invece, le sue parole a ESPN:

 

Perché ho scelto la Roma?
"Il livello dei giocatori è molto alto in Italia ed è per questo che ho scelto di venire qui alla Roma. Ora mi aspetto molto da me stesso, voglio migliorare ogni giorno. Credo che quando senti di essere pronto a fare il prossimo passo, allora devi farlo. E sentivo di essere pronto per questo".

 

Differenze tra l'Olanda e l'Italia?
"Qui si difende da squadra e anche il ruolo di esterno è diverso. In Olanda si prende la palla e si va diretto all'uno contro uno. Qui invece si deve fare più movimento, bisogna attaccare gli spazi, un modo di giocare che mi porta a migliorare. Ho imparato molto, spero di poter giocare in tutti i ruoli dell'attacco in futuro".

 

I compagni di squadra?
"Manolas è il più veloce in campo, ma di sicuro è anche il più pazzo... fa sempre scherzi. De Rossi mi ha aiutato in tutto di quando sono qui, fin dal primo giorno. Parla un ottimo inglese. È davvero bello quando qualcuno come lui ti mostra così tanto rispetto e cerca sempre di aiutarti: l'accoglienza perfetta".

 

La vita a Roma?
"Ho comprato una piccola utilitaria da quando sono qui, ma guidare a Roma è impossibile, cercano sempre di sorpassarti e poi è pieno di buche, se non si sta attenti si rischia di bucare una gomma... Ma è qualcosa che ti tiene sull'attenti. Come in campo: bisogna sempre farsi trovare pronti".

 

Il calcio olandese?
"Siamo in crescita, invecchiando miglioriamo e vedrete che anche l'Olanda tornerà ad alti livelli, credo che possiamo migliorare molto. De Jong? È incredibile, un trasferimento da sogno al Barcellona. Per uno che ama il calcio e pensa solo a giocare, il Barcellona è il club ideale".

 

Il gol di mio padre in finale di Champions League?
"Non è qualcosa da tutti, è un momento davvero speciale della sua vita. Io mi sto impegnando a segnare molto di più".

 

 


Ilicic e l'offerta di Monchi: "Mi volevano, normale volerci andare...ma sono felice all'Atalanta"

"Sono un professionista, c'è stato quel momento. Se ti viene a cercare una squadra come la Roma è normale ed anche giusto volerci andare. Ma sto bene qui, sono felice qui all'Atalanta e provo a fare il massimo". Queste le parole rilasciate da Ilicic, al termine del match tra l'Atalanta e la Spal. Il retroscena che raccontava di come Monchi si era fatto sotto con la Dea, presentando un offerta di 13 milioni di euro, era stata rilanciata dal portale di Gianluca Di Marzio, nel primo pomeriggio di oggi.


Serie A - l’Atalanta batte la Spal ed aggancia la Roma. Vincono Torino e Frosinone

Tutti i risultati e i marcatori di questo turno:

GIOVEDI’

Ore 20.30
Lazio-Empoli 1-0 (41′ rig. Caicedo)

VENERDI’

Ore 20.30
Chievo-Roma 0-3 (9′ El Shaarawy, 18′ Dzeko, 51′ Kolarov)

SABATO

Ore 18.00
Fiorentina-Napoli 0-0

Ore 20.30
Parma-Inter 0-1 (79′ Lautaro Martinez)

DOMENICA

Ore 12.30
Bologna-Genoa 1-1 (17′ Destro, 33′ Lerager)

Ore 15.00
Sampdoria-Frosinone 0-1 (25′ Ciofani) 
Atalanta-Spal 2-1 (7′ Petagna, 57′ Ilicic, 79′ Zapata) 
Torino-Udinese 1-0 (33′ Aina) *

Ore 18.00
Sassuolo-Juventus

Ore 20.30
Milan-Cagliari


Zaniolo: "Credi sempre nei tuoi sogni" (Foto)

Nicolò Zaniolo pubblica un collage su Instagram. Una foto da piccolo e una con la maglia giallorossa con la descrizione "Credi sempre nei tuoi sogni...". 


Il suo di sogno l'ha realizzato l'estate scorsa quando è arrivato nella capitale e ora incita tutti a perseguire le proprie aspirazioni.

 
 
 
Visualizza questo post su Instagram

Credi sempre nei tuoi sogni...

Un post condiviso da Nicoló Zaniolo (@nicolozaniolo) in data: Feb 10, 2019 at 6:00 PST


Rodrigo Palacio sarà assente in Roma-Bologna

Rodrigo Palacio salterà Roma-Bologna. Già diffidato, è stato ammonito nel match di oggi contro il Genoa e non giocherà lunedì 18 all'Olimpico.


Domani alle 13.45 la conferenza stampa di Di Francesco e De Rossi pre Roma vs Porto

Programma completo in avvicinamento al match di Champions League tra Porto e Roma che si aprirà lunedì alle 13.45 quando il trainer romanista, Eusebio Di Francesco, insieme al capitano Daniele De Rossi, incontreranno i giornalisti nella conferenza stampa pre-match. L’allenamento invece è previsto alle 15.20. Per quanto riguarda il Porto, la conferenza di Conceiçao sarà alle 17.45 mentre la seduta di rifinitura alle 18.30 allo Stadio Olimpico.