Avendo perso ogni speranza

IL MESSAGGERO - LIGUORI - De Rossi torna, DiFra resta: due buone notizie per un Roma-Milan che chiude una settimana da incubo. Il nostro umore da tifosi assomiglia al cielo di Roma in queste ore, a tratti diluvia e quando migliora è grigio. La partita si gioca tra due squadre, due allenatori ma anche due società e, se analizziamo quest'ultimo aspetto, francamente non si possono fare paragoni. Il Milan ha avuto problemi enormi ed ha sofferto dopo l'uscita di Berlusconi, ma la proprietà straniera oggi si sente e come: ha preso manager capaci e di sicura fede ed ha provato a ricostruire, investendo e spendendo, soltanto a gennaio per i due acquisti più importanti. La Roma di Pallotta non ha vinto nulla, ha comprato soltanto per rivendere e si è tenuta qualche scarto. Il lavoro di Monchi, che oggi si erge a difensore dell'allenatore, è stato tra il negativo e il disastroso. Ci viene una fitta al cuore a vedere Totti soffrire come noi. Francesco uno di noi, anche nel dolore. Il cuore è gonfio, la testa stanca, le parole insufficienti. Stasera si può soltanto vincere, almeno per l'onore. Però sarà dura, perché da Bergamo siamo tornati con la sensazione di tifare per una squadra che vale l'Atalanta. Con tutto il rispetto.


Un solo uomo al comando: Monchi

IL MESSAGGERO - FERRETTI - La Roma si è avvicinata all'appuntamento odierno contro il Milancome se nulla fosse accaduto. Come se, insomma, la squadra giallorossa pochi giorni fa non sia stata eliminata dalla Coppa Italia dopo aver incassato sette gol (sette gol!) in casa della Fiorentina. Un'inedita terapia del dolore, forse. Ritiro? Macché. Multe? Niente. Rimborso per i tifosi che hanno preso acqua, insulti e sfottò a Firenze? Nulla. Tutto è stato già accantonato, ci si augura non dimenticato, ma di certo messo da una parte. Nel post Firenze, ad eccezione delle scuse a caldo del ds Monchi, nessun dirigente si è fatto avanti per spiegare pubblicamente, e con chiarezza, ai tifosi le mosse del club; si è fatto semplicemente trapelare che Di Francesco non rischiava il posto e che non lo rischierà neppure nel caso in cui dovesse perdere contro il Milan. Il presidente Pallotta ha affidato a Monchi la gestione dell'intera faccenda, riconoscendogli un ruolo altissimo all'interno del club e al tempo stesso mettendolo alla prova (anche) in vista della Roma che verrà. Monchi, oggi, a Trigoria comanda come nessun altro, e per questo difende - contro tutto e tutti - le sue creature, squadra e Di Francesco. Il quale, dopo aver invocato un inevitabile mercato, adesso si trova con una rosa più corta (via Luca Pellegrini in cambio di nessuno), ma si guarda bene dal lamentarsi. Perché un allenatore, si sa, lavora sempre con il materiale che gli mette a disposizione la società. Alzare la voce, perciò? No. Anzi, non facendo mercato in entrata, Monchi paradossalmente gli ha fornito un assist: io questi c'ho, cosa posso fare?

LA TATTICA DI JIM - Il ruolo di Monchi merita una riflessione. Lo spagnolo, confermando sine die EDF, probabilmente sta rischiando qualcosa di suo sul piano professionale, ma qualora le cose alla fine dovessero andare male (leggi Roma fuori dalla zona Champions) lui potrebbe salutare baracca e burattini, e ricominciare da un'altra parte con gli antichi onori del caso. O potrebbe essere esonerato da Pallotta, ma a giochi non più preziosi già fatti. Chissà. E ci si interroga su che fine abbia fatto Franco Baldini, lo sponsor di Paulo Sousa: possibile che sia passato da tutto tutto a niente niente, sorpassato a destra da Monchi arrivato a Roma proprio su suo input? Domande che non troveranno una risposta immediata: l'attualità si chiama Milan, e la squadra «non malata, ma non ancora guarita» (cit. EDF) stasera non può, non deve fare la stupida. Qualora riuscisse a vincere, avrebbero avuto ragione i profeti del tuttoaposto che lavorano a Trigoria. E questo noi alla Roma auguriamo.


L'ultimo appello di Di Francesco: "Con il Milan reagiamo uniti"

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Provato, come uno che non dorme da giorni. Di Francesco è l'immagine della crisi romanista, nervoso e stanchissimo, simbolo di una squadra che però proverà oggi in tutti i modi a trovare una strada che possa portare punti contro il Milan. "Dobbiamo reagire, mettendo in campo una prestazione di altissimo livello — reagisce il tecnico — Prestazione non solo fisica, ma soprattutto mentale, in questo che è un momento delicato. La fortuna, nel calcio, come nella vita, è che dopo una sconfitta, ti puoi rifare". Lontani i discorsi legati a esonero o dimissioni. "Questo è un ambiente pessimistico, ma le chiacchiere stanno a zero: fatti, fatti, fatti" aggiunge. Fatti richiesti alla squadra, che se stasera perderà contro i rossoneri, potrà considerarsi fuori (quasi definitivamente) dalla conquista del quarto posto.

La serata si preannuncia rovente: quasi 40mila gli spettatori presenti, con la curva sud che porterà avanti la contestazione nei confronti della squadra, dopo aver ricordato con una scenografia i trent'anni dalla morte del tifoso Antonio De Falchi ucciso a Milano. Nella notte tra venerdì e sabato, sono apparse scritte contro Kolarov, in zona Torrino (quartiere nel quale il giocatore vive). "Kolarov abbassa la cresta" e ancora "Kolarov "croato" di m...", a lui che è serbo, le frasi fatte sul muro con la vernice nera e la firma "asr". Il difensore è criticato per il rendimento al di sotto di quello avuto la scorsa stagione, e per due episodi: le dichiarazioni in cui diceva che i tifosi non capiscono di tattica e la risposta stizzita a un ragazzo che, prima della partenza per Firenze (dove poi la Roma è stata umiliata 7-1 dalla Fiorentina nei quarti di Coppa Italia), aveva urlato ai giocatori "Svegliatevi".

"Mi sento come un papà che alla squadra non ha dato i consigli giusti, a volte, ma altre volte invece sì — continua Di Francesco — nelle difficoltà non dobbiamo disunirci, è successo spesso invece. Nello spogliatoio deve esserci lealtà, dobbiamo essere noi a rimediare a questo momento difficile".Dopo tre mesi di stop, torna titolare De Rossi, complici le assenze di Nzonzi e Cristante, squalificati. "Mi auguro che Daniele sia una presenza importante, come un allenatore in campo. I miei dubbi sono solo fisici perché non gioca da tanto". Davanti confermato Dzeko. "Il suo nervosismo è stata la parte più brutta della sconfitta dolorosa di Firenze. Ha chiesto scusa alla squadra, siamo uomini, può succedere".


Missione Eurogol: rilancio Dzeko, decollo Piatek. Servono reti da Champions

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Uno lo abbiamo lasciato con entrambe le pistole fumanti sul prato di San Siro, a svuotare un caricatore che ha esaltato i suoi nuovi tifosi. L’altro invece con la testa bassa, col dubbio galeotto di uno sputo all’arbitro (caso poi rientrato in fretta) e con la certezza che la sua espulsione aveva trasformato una inaspettata sconfitta in una caporetto indimenticabile. [...]

Ecco, come nelle migliori tradizioni del calcio, la sfida tra Roma e Milan mette in palio la Champions e in vetrina gli attaccanti. Quindi il «tramontante» Edin Dzeko (33 anni fra un mese) contro lo spietato pistolero 23enne Krzysztof Piatek. Ovvero quello che deve farsi perdonare nevrastenie e (soprattutto) i soli 4 gol in campionato e il suo specchio bello (13 reti finora in Serie A), il flop di Coppa (a Firenze) e il re di Coppa (col Napoli).


Roma, la notte del giudizio

IL MESSAGGERO - TRANI - Basta alzare gli occhi al cielo per capire che notte sarà all'Olimpico.Annunciati rovesci, fulmini e saette sulla Capitale. E sulla Roma che avrebbe preferito giocare lo scontro diretto con il Milan (ore 20,30, quando la pioggia dovrebbe comunque rallentare), in palio il 4° posto, con ben altro clima. Da non associare, però, al meteo delle ultime ore. Più del diluvio nel weekend, conta la grandinata di mercoledì. I giallorossi, umiliati dalla Fiorentina (7-1 al Franchi ed eliminazione ai quarti della Coppa Italia), si devono riabilitare davanti al proprio pubblico. La gente è stanca di giustificazioni e figuracce. Il riscatto dopo la vergognosa resa in Toscana ha quindi la priorità sulla zona Champions. Che è l'unico obiettivo della stagione e il principale della proprietà Usa. La tifoseria, invece, chiede di meglio, scottata dal chiaro ridimensionamento iniziato nell'estate 2017. Ecco perché, con lo stadio che rischia di svuotarsi (annunciati 40 mila spettatori, cornice non da big match), non perdona nessuno: presidente, allenatore, società e squadra.

SENZA PARACADUTE - Di Francesco è sempre più solo. Monchi lo difende come può pensando a se stesso, la società si limita a farlo sotto traccia: non rischia il posto nemmeno se perde contro il Milan. Non ci crede nessuno, ma bisogna dirlo perché, aspettando il 3° turno del girone di ritorno, è sembrato doveroso rafforzarne la posizione dentro Trigoria, dove il tempo è volato via pesante tra confronti e sussurri. L'allenatore, bocciato da Pallotta già a settembre, sceglie il solitario per giocarsi la sfida cruciale della sua gestione.

SVOLTA TATTICA - Così, pure per cautelarsi dall'emergenza in cui si trova per infortuni e squalifiche (giocatori contati in ogni reparto: tra i 21 convocati, i primavera Riccardi e l'attaccante Cangiano, ieri 3 gol proprio al Milan), ripropone il suo 4-3-3, scartato 4 mesi e mezzo fa e scelto in 5 delle prime 6 partite stagionali. Virò, per accontentare i giocatori e metterli a loro agio. Ma, al 30° match del suo calvario, prepara il nuovo ribaltone. In fase difensiva sarà il 4-1-4-1 che si è visto già nella ripresa a Firenze e che ha tenuto decentemente per metà tempo, fino alla sciocchezza di Cristante (rete del 4-1 e partita chiusa) e all'espulsione di Dzeko. Il rientro di De Rossi che, non essendo titolare dal 28 ottobre, incide sul cambio del sistema di gioco. Il capitano non è al top della condizione (a Firenze, solo 13 minuti per il rodaggio), scende in campo con la sorta dei giovani scudieri Pellegrini e Zaniolo. In difesa il ballottaggio a destra tra Santon e Karsdorp permette la mossa di Florenzi alto sulla stessa corsia. A sinistra conferma per El Shaarawy. E Dzeko di nuovo dall'inizio per cercare il sorpasso: il Milan quarto ha 1 punto in più della Roma e si può accontentare del pari dopo il successo al fotofinish dell'andata.

ASSETTO FRAGILE - Di Francesco di sicuro invidia Gattuso: 1)Il suo collega ha avuto, nel mercato di gennaio, 2 rinforzi, il centravanti cecchino Piatek e la mezzala talentuosa Paquetà: doppio colpo di Elliott e nessuno di Pallotta, nonostante per l'allenatore fosse inevitabile intervenire anche in inverno; 2) il Milan nelle ultime 3 partite non ha incassato reti (1 gol in 5), la Roma ne ha prese 12 (media di 4 a match): a far la differenza l'equilibrio (il 4-3-3, abbandonato momentaneamente, è il modulo di riferimento), sconosciuto ai giallorossi dalla stagione scorsa; 3) la stabilità ritrovata, pur non avendo mai avuto la fiducia di Leonardo: il gruppo, però, lo ha sempre sostenuto, proprio quello che non accade più nello spogliatoio di Trigoria.


Gattuso in conferenza stampa: "Di Francesco fa bene da tanti anni e dobbiamo stare attenti"

Gennaro Gattuso parla in conferenza stampa. Ad un giorno di distanza al match contro la Roma, queste le sue parole:

Avversario ferito ma di qualità domani ?
"Hanno vinto le ultime tre in casa, Di Francesco fa bene da tanti anni e dobbiamo stare attenti".

Nelle vostre teste è cambiato qualcosa in queste settimane?
"Prima di Frosinone avevo detto alla squadra che dovevamo stare dove siamo ora fino alla primavera per giocarci tutto nelle ultime partite. Dobbiamo continuare così, con la voglia di lavorare e senza pensare ognuno al suo orticello".

Partita spartiacque?
"Ora saranno tutte importante. Giocare contro la Roma non è mai facile". 

Il Milan è più forte dopo il mercato?
"Quando rientreranno tutti lo saremo, anche se sicuramente ci siamo rinforzati".

Piatek come va gestito?
"In una squadra c’è un organizzazione di gioco ma il suo istinto va lasciato libero. Per tante altre cose, come il pressing, deve avere diverse informazioni, ma va lasciato libero nei movimenti".

Meno dubbi su di te ora. Senti che è la tua rivincita?
"Tra 15 giorni siamo da capo. Anche Ancelotti per due partite lo hanno massacrato. Io penso a lavorare, se mi massacrano me lo faccio passare e penso a fare bene durante la settimana".

Che cosa ti ha sorpreso di Piatek?
"Già aveva fatto benissimo nelle prime giornate. Ma Paquetà mi ha sorpreso, è una spugna a livello tattico".

Questo Milan può fare a meno di Bakayoko?
"Adesso no, se ci saranno i presupposti dovrà rimanere. Non tengo io la contabilità, ma spero possa diventare fondamentale negli anni per la società".

Non è  arrivata un’ala?
"Il mercato è fatto, non dobbiamo prendere tanto per farlo e abbiamo preferito stare così perché abbiamo fiducia nei nostri attaccanti esterni".

Che cosa ne pensi di Zaniolo?
"Lo ammiro moltissimo. L’ho seguito lo scorso anno perché ho allenato quattro mesi in Primavera. Sta dimostrando grandissima qualità. È una fortuna per il calcio italiano, spero non si perda. Uno dei talenti più grandi del calcio italiano".


12/10/1996 – Una prodezza del baby Totti illumina l’Olimpico

INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI - La Roma di Carlos Bianchi è partita malissimo in Coppa Italiaeliminazione causata dal modesto Cesena (un po’ quello che sarebbe accaduto circa vent’anni dopo con Garcia in panchina e lo Spezia come avversario) ma benino in campionato, sette punti in quattro partite giocate (però, con la macchia di un tremendo 1-4 interno subito contro la Sampdoria di Mancini e Montella): la resa dei conti sembra dover avvenire la sera del 12 ottobre del 1996, quando nella Capitale scende il Milan dei super campioni guidati da Oscar Tabarez.

Sulla carta, la sfida sembra impari: nonostante l’avvio non eccellente, infatti, i rossoneri possono contare ancora sullo ‘scheletro’ della squadra che ha dominato per anni in Italia ed in EuropaSebastiano Rossi, Panucci, Costacurta, Maldini, Desailly, Roberto Baggio, Weah: sono solo alcuni dei nomi dei fenomeni a disposizione del tecnico uruguaiano appena arrivato a Milanello.

Di contro, la Roma di Bianchi, che per una volta rinsavisce e lancia dal primo minuto il baby campione Francesco Totti.

Arbitra Pairetto. La sfida ha inizio.

Dopo tre minuti, per i tifosi romanisti la situazione sembra già degenerare: la super meteora (o bidone, fate voi) Trotta scivola e Baggio si trova a tu per tu con Sterchele, abilissimo però ad anticipare in chiusura il ‘divin codino’.

Al 13’, la Roma passa in vantaggio grazie ad una prodezza di Totti: uscita pessima di Sebastiano Rossi e palla che finisce sui piedi del talento di Porta Metronia, che da posizione impossibile infila la porta ormai sguarnita grazie ad un preciso esterno destro a giro. Gol bellissimo sotto la Tevere ed Olimpico in visibilio.

Passano soltanto 300 secondi e Totti è ancora protagonista: bellissima azione in tandem con Balbo, l’argentino poi vede l’accorrente Cappioli in area e lo serve con un preciso cross, Sebastiano Rossi non può nulla ed è il raddoppio. La gente romanista non crede ai propri occhi. Nemmeno venti minuti e 2-0 per i giallorossi.

Il Milan, però, nonostante tutto, resta sempre pericoloso: al 21’ Maldini compie una bellissima azione personale e conclude da fuori area con il destro, peraltro non il suo piede. La palla si stampa sulla traversa, con Sterchele rimasto a guardare (e sperare).

A questo punto, la Roma si impaurisce e soffre.

Al minuto 35 è sospetto il contatto in area giallorossa tra Lanna ed Eranio; Pairetto, però, lascia correre.

Passano solo 60 secondi ed il Milan va ancora vicino al gol: proprio Eranio serve Roberto Baggio, conclusione su cui è bravo ad intervenire Sterchele.

Finisce, così, il primo tempo.

La seconda frazione è preceduta da un'incursione inaspettata di Raffaella Carrà e del suo "Carramba" sui maxischermi dell' Olimpico: nota di colore.

Nella ripresa dominano il puro contenimento e il possesso palla giallorosso, al cospetto di un Milan raramente pericoloso.

Solo ad un paio di minuti dalla fine del match, è Weah, ottimamente innescato da Albertini, a fallire una buona occasione.

La legge non scritta del calcio, ‘gol sbagliato-gol subito’, colpisce ancora e la Roma fa tris proprio allo scoccare del 90’

Stavolta è Balbo, su assist di Delvecchio, a mandare il pallone in fondo al sacco: 3-0.

Gioco, partita, incontro.

La Roma stravince e il popolo giallorosso si gode una notte meravigliosa.

Peccato che la storia ben presto dirà che si è trattato soltanto di un fuoco di paglia a tinte romaniste, con la forte collaborazione all’impresa data da uno dei Milan più disastrati mai visti in campo.


Serie A. La Juventus si fa rimontare dal Parma nel finale e pareggia 3-3

La Juventus pareggia in casa per la seconda in stagione. Una gara che sembrava stravinta al 73' quando il punteggio era di 3-1. Il Parma ha avuto la forza di riprendere la partita grazie alla doppietta del mattatore Gervinho ed a trovare il pari. Le reti degli uomini di Allegri sono arrivate con il solito Cristiano Ronaldo, che fa doppietta andando a segno al 36' ed al 67' e di Rugani al 62'. Per i gialloblu vanno a segno Barillà al 67' e l'ex romanista al 74' ed al 93'. Ora la squadra bianconera ha 9 punti di vantaggio sul Napoli, secondo in classifica.


I 21 convocati da Di Francesco contro il Milan. Si rivede Mirante, prima volta per Cangiano

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, ha diramato la lista dei 21 convocati che affronteranno domani il Milan. Si rivede Mirante, mentre dalla Primavera arrivano i giovani Riccardi e Cangiano. Questa la lista completa pubblicata dalla Roma sul proprio profilo Twitter:

 


Serie A. Il Napoli passeggia 3-0 con la Samp e si interrompe il record di Quagliarella

Il Napoli strapazza la Sampdoria al San Paolo e consolida la seconda posizione in classifica. L'1-2 tra il 25' ed il 26' del primo con cui i partenopei segnano grazie a Milik ed Insigne è pesantissimo per i blucerchiati, che non riusciranno a trovare la via della rete. Nella ripresa, infatti, è il neoentrato Verdi a segnare su calcio di rigore all'89' il gol del definitivo 3-0. Dopo 11 partite in cui Fabio Quagliarella era andato a referto consecutivamente, proprio nel suo stadio si interrompe la serie e così non riesce a superare il record di Gabriel Omar Batistuta.


Stepinski: "Ci prepareremo bene per la gara contro la Roma. Spero di segnare"

Mariusz Stepinski, attaccante del Chievo, ha parlato ai microfoni di RMC Sport dopo il match pareggiato contro l'Empoli. Tra gli argoenti trattati anche il prosismo impegno di campionato contro la Roma:

"Sono contento per il gol, ma sono anche molto dispiaciuto per il risultato finale. Stavamo sul 2-0 e abbiamo perso l'opportunità di vincere questa partita".

Situazione di classifica?
"Siamo consapevoli della nostra situazione e dobbiamo guardare avanti. Stiamo dimostrando che la squadra c'è e che abbiamo grande coraggio. Non possiamo abbassare la testa, serve prepararci bene per la gara con la Roma".

Cosa manca ancora?
"Un pizzico di concentrazione. Non si può subire subito gol dopo aver segnato. A volte ci manca la concentrazione giusta e questo ci toglie punti in classifica". 

La prossima partita sarà contro la Roma
"Sono riuscito a segnare all'andata e spero di ripetermi anche al ritorno. Dobbiamo prepararci bene, fiduciosi e positivi".

I risultati contro le big?
"Abbiamo ottenuto tanti pareggi, ma alla fine contano le vittorie. Ci servono i tre punti, soprattutto contro squadre che lottano per i nostri stessi obiettivi come Bologna e Empoli".


Serie A, termina 2-2 il match tra Empoli e Chievo

E' terminato il primo anticipo di giornata di Serie A, con Empoli e Chievo che si sono divise la posta in palio con il risultato di 2-2.
Apre le marcature il gialloblu Giaccherini al 31', seguito al 46' da Stepinski. Ma un minuto più tardi, 47' del primo tempo, arriva il gol del toscano Caputo accorcia le distanze.
In avvio di ripresa, 52', è ancora Caputo a trovare la via del gol e mettere il risultato sul 2-2 definitivo.