Fischi e speranze con Zaniolo: è pari ora la Champions

REPUBBLICA - FERRAZZA - Dopo l’eliminazione dalla coppa Italia, la Roma non perde il treno Champions, rialzando subito la testa e bloccando il Milan all’Olimpico (1-1). In gol, per la terza volta consecutiva in casa (in campionato), Zaniolo, che pregusta la convocazione azzurra di Mancini, riuscendo a non naufragare con la maglia giallorossa. Ma l’atmosfera è pesante, i tifosi sono infuriati e dal settore più caldo il dissenso si fa sentire in maniera piuttosto dirompente. Anche al termine della partita i fischi sono fortissimi, a sottolineare un malumore e una distanza talmente grandi da squadra, tecnico e società, che sarà complicato riavvicinare le parti. La contestazione comincia all’ingresso della squadra sul campo per il riscaldamento, con i fischi che diventano la colonna sonora anche della lettura ufficiale delle formazioni. Ne vengono sommersi un po’ tutti, in particolare Kolarov, Florenzi (fischiato anche al momento del cambio) e Di Francesco, fino a questo momento non incluso nella rabbia della gente. Si salva solamente De Rossi, al rientro in campo da titolare dopo tre mesi di stop: ovazione e applausi per il capitano giallorosso, in scadenza contrattuale a giugno. La batosta di Firenze è un ricordo troppo fresco e la curva Sud ha uno spartito preciso da seguire, per una serata tesissima. Emozionante la scenografia messa in piedi all’ingresso delle squadre per ricordare i (quasi) trent’anni dalla morte di Antonio De Falchi, il tifoso giallorosso morto nel giugno del 1989 in occasione di un agguato subito fuori San Siro da alcuni sostenitori del Milan. Vengono alzati 30 volti di De Falchi (ognuno a ricordo di un anno) e la scritta ai piedi del settore “Curva Sud Antonio De Falchi”. Presente in mezzo agli ultras la sorella Anna e i nipoti, commossi e partecipi. Comincia la partita e sono tanti i cori di contestazione, verso i giocatori e Pallotta: «Mercenari», «Andate a lavorare», «Tifiamo solo la maglia» alcuni di quelli intonati. Per protesta, si svuota poi tutta la parte bassa della Sud al quindicesimo del primo tempo, dopo aver esposto l’eloquente striscione: «Oggi solo Antonio dobbiamo onorare…a voi non vi vogliamo neanche guardare». Tolti stendardi e bandiere dei vari gruppi, in curva restano solamente cinque scritte sulle vetrate, tra loro identiche: «Portate rispetto». Da oggi la squadra dovrà cominciare a preparare la sfida con il Chievo, per quella che sarà una settimana corta. A Verona infatti si giocherà venerdì sera, a quattro giorni dalla riapertura della Champions. Dopo aver superato il girone, la Roma giocherà infatti l’andata degli ottavi all’Olimpico, contro il Porto(martedì 12 febbraio), sperando di riuscire a ritrovare quella marcia in più europea che ha caratterizzato fino a questo momento l’era di Eusebio Di Francesco.


Pareggiare rafforza Roma e Milan, attaccate all’Europa

REPUBBLICA - CURRO' - Nella grande ammucchiata per la Champions, traguardo milionario esteso a più concorrenti per via degli inciampi dell’Inter, Milan e Roma restano avvinghiate. L’abbraccio finale tra eroi di Berlino, De Rossi capitano romanista e Gattuso stratega milanista, è la sintesi del mucchio selvaggio, che dietro Juventus e Napoli rimane il solo vero motivo agonistico del campionato. La trama del pareggio di ieri è stata un po’ avventurosa. La Roma ha saputo reagire ai fischi dei suoi tifosi per la disfatta di Firenze in Coppa Italia, Di Francesco agli epitaffi anticipati all’ombra di Paulo Sousa. Con la Curva Sud presto spopolata, per protesta e accompagnata dai cori contro il presidente Pallotta e l’altezzoso Kolarov, l’1-0 a metà partita, firmato dall’implacabile Piatek, avrebbe messo al tappeto una squadra meno orgogliosa e dotata di talento: non è un caso che il gol del riscatto l’abbia segnato il 19enne Zaniolo e che il 22enne Pellegrini abbia sfiorato la rimonta, stoppata solo dal palo. Ma anche Gattuso esce rafforzato dall’Olimpico, stesso stadio in cui due mesi e mezzo fa il ministro Salvini, incontenibile sui social, lo bollò come incapace: lo hanno aiutato sì le formidabili parate di Donnarumma, però con Suso e Çalhanoglu in versione meno spenta avrebbe probabilmente controllato meglio il vantaggio. La si può definire maturità di squadra: raggiunta, per paradosso, proprio quando l’addio di Higuain ha abbassato l’età media. Con Florenzi esterno offensivo a sinistra, Zaniolo in suo appoggio e Kolarov più ala che terzino, Di Francesco aveva studiato una tattica ad hoc per inchiodare al di qua della metà campo l’intera catena di destra milanista Calabria-Kessié-Suso. Completava il marchingegno il bracconaggio di Pellegrini su Bakayoko, la mossa che tagliava i rifornimenti a Paquetá e a Piatek. Qualche giocata imprevedibile di Zaniolo e gli agguati in area di Dzeko sfuggivano al controllo. Scampato all’egemonia romanista nei primi 20’, il Milan ha morso la partita a metà tempo con i due neoacquisti di gennaio. Paquetá, svellendo il pallone all’altezza della bandierina all’ingenuo Pellegrini, lo ha dribblato in un fazzoletto e lo ha recapitato in area: il fainesco Piatek ha anticipato Fazio d’esterno destro e ha firmato il primo gol in campionato con la nuova maglia. Le tre notevoli parate di Donnarumma, a una mano su diagonale di Zaniolo, in balzo su schiacciata di testa di Schick e infine di piede in uscita sulla ribattuta di Dzeko, garantivano in teoria la situazione tattica più adatta ai contropiedisti di Gattuso e in particolare al velocista Piatek. Invece il 1° episodio della ripresa ha ripristinato l’equilibrio: Donnarumma ha evitato l’autogol di Romagnoli su cross di Karsdorp, ma non ha battuto le leggi della fisica, quando Zaniolo ha scaraventato in porta l’1-1 da un metro. Il portiere si sarebbe ripetuto con un volo su colpo di testa di Dzeko. In mezzo c’era stato il rigore su Suso per il blocco di Kolarov: Maresca l’ha ignorato col conforto audio del Var (fuorigioco o assoluzione?). Di Francesco ha varato la logica staffetta El Shaarawy-Florenzi, mentre Gattuso, constatato l’esaurimento delle energie di Paquetá, ha inserito Castillejo e arretrato Çalhanoglu. Soltanto il palo, però, ha fermato il colpo di testa di Pellegrini, cui è stato in compenso risparmiato il 2° giallo per un fallo su Suso. L’innesto finale di Cutrone e Laxalt ha dimostrato la volontà di sottrarsi all’assedio per provare a vincere. E la parata di Olsen su Laxalt ha detto che la gara per la Champions sarà ancora lunga, forse appassionante, certamente equilibrata.


Un punto da vera Roma

IL MESSAGGERO - TRANI -  I fischi dell'Olimpico, da mettere in preventivo dopo la figuraccia di Firenze, non sono certo per il pari contro il Milan: 1-1, esibizione decente e in crescendo. La Romagioca meglio dei rossoneri, ma paga l'ennesima distrazione e la rimonta non è completa nemmeno nello spareggio Champions. Gattuso si tiene il 4° posto, in vantaggio di 1 punto (e diventerebbero 2 in caso di arrivo al traguardo alla stessa quota). Di Francesco, nonostante l'emergenza, ritrova almeno il comportamento di squadra. Già è qualcosa.

ALLEANZA PLATEALE - Passano 15 minuti e la Sud, ricordato Antonio De Falchi, si svuota per metà: è la protesta della tifoseria contro la società, l'allenatore e i giocatori. Il più colpito è ancora Pallotta. La gente chiede rispetto e lo mette per iscritto. Da copione, dopo l'umiliazione di mercoledì al Franchi contro la Fiorentina. Anche perché niente è cambiato dopo il vergognoso 7-1 e l'eliminazione dalla Coppa Italia. Ma se Monchi ha fatto di nuovo scudo a Di Francesco che da settembre è nel mirino di Pallotta, l'allenatore ha provato a ricambiare al momento di scegliere la formazione di partenza (30esima stagionale) dando spazio, per sei-undicesimi, a giocatori portati a Trigoria dal ds: Olsen, Karsdorp, Kolarov, Schick, Pellegrini e Zaniolo. La Roma è simile a quella schierata nella ripresa a Firenze e crollata dopo la gaffe di Cristante e l'espulsione di Dzeko. Anche il sistema di gioco è identico, quel 4-1-4-1 che, con il rientro di De Rossi da play, garantisce maggior equilibrio all'assetto. Vulnerabile, a contare i 12 gol presi nelle ultime 3 partite prima di incrociare Piatek che si è fatto subito riconoscere. Karsdorp si riprende il posto di terzino destro, con Schick subito davanti e con Florenzi spostato sull'altra corsia, da esterno alto, a formare la catena di sinistra con Kolarov. Dzeko è il centravanti. Lo assistono Zaniolo e Pellegrini: doppio trequartista. Se Schick e Florenzi partono larghi, le mezzali si alzano per l'inserimento in area avversaria. Di Francesco, insomma, non pensa solo alla fragilità difensiva. Il Milan, nessun gol incassato in 3 partite, è compatto e organizzato nel suo 4-3-3. Bakayoko, regista e interditore, lascia la corsa a Kessie e la qualità a Paquetà. Dzeko conclude di sinistro, Donnarumma devia in angolo. I giallorossi non riescono, però, a essere efficaci: colpa dell'atteggiamento prudente scelto da Gattuso.

SOLITO REGALO - Piatek, già in gol all'Olimpico il 17 dicembre con il Genoa e sempre sotto la Sud, lascia presto il segno. L'omaggio al nuovo centravanti rossonero è però della Roma: Pellegrini, lato Tribuna Tevere, si fa strappare il pallone di Paquetà che chiama a rimorchio Piatek. Che, anticipando Fazio a centro area, con l'esterno timbra per il vantaggio: 22° gol stagionale e 1° in A con il Milan. I giallorossi chiudono all'attacco il 1° tempo: chance per Zaniolo, per Schick e soprattutto per Dzeko. Donnarumma è in serata. Bastano 25 secondi, dopo l'intervallo, per il pari. Karsdorp che va al cross dalla destra, Schick che usa il tacco e inganna Musacchio e Zaniolo che esplode il destro dentro la porta. L'azione è dedicata al biennio di Monchi sul mercato. La Roma ritrova subito il coraggio e anche la spensieratezza. I giovani, guidati da De Rossi, tentano il ribaltone. Di Francesco, con El Shaarawy per Florenzi, asseconda la squadra. Gattuso accetta la sfida: Castillejo per Paquetà, con Calhanoglu abbassato a centrocampo. Entra anche Kluivert per Schick. Gran finale giallorosso: Pellegrini gira di testa, su pennellata di Kolarov, e colpisce il palo (13° stagionale). Ecco, prima del recupero, Santon per Karsdorp, Laxalt per Suso e Cutrone per Piatek. Olsen salva su Laxalt. Parata che vale il 5° risultato utile consecutivo. Mai accaduto fin qui in questo torneo.


Dimenticate Fiorentina-Roma, arriva capitan De Rossi

INSIDEROMA.COM - ELISA GIOCONDI - Dopo le sette vergogne capitali contro la Fiorentina e con l’acqua alla gola, Di Fra sfoggia il pezzo da 90. Costretto in panchina per le varie problematiche al ginocchio, Capitan De Rossi non gioca da titolare da quel 28 ottobre a Napoli. Complicanze varie e le cure adatte al caso (contando anche la non più giovane età del giocatore romano) l’hanno tenuto lontano dalla scena per tanto, troppo tempo. Ora è arrivato il momento di scaldare i motori, lucidare la carrozzeria e farlo uscire dai box.

Danielino dovrà essere la medicina che serve a questa Roma avvelenata dalla sconfitta contro i viola e dalle polemiche che hanno assalito la squadra: i 7 goal ancora bruciano e soltanto la vittoria di domani contro il Milan potrà dissipare l’incendio.
L’idea di Eusebio è quella di piazzare De Rossi in centrocampo e posizionare accanto a lui Lorenzo Pellegrini e Nicolò Zaniolo, dovendo far fronte alle squalifiche di Cristante e Nzonzi.

Ad alimentare le fiamme come benzina sul fuoco è stata la squalifica dei due giocatori già in diffida: il primo ammonito per un fallo su Zapata al 23’ e il secondo per proteste 20 minuti dopo il fischio d'inizio del secondo tempo.

Il clima non era già dei migliori e l’umore dei tifosi era inversamente proporzionale alle reti subite: più queste aumentavano, più lo stato d’animo dei romanisti andava giù vorticosamente.
Carlo Verdone, che potrebbe essere designato portavoce della tifoseria giallorossa, a “Un giorno da pecora” sfoga la sua delusione: “Vorrei prendere la sedia e tirarla in testa a qualcuno. Serve un cambiamento. […] Voglio bene a Di Francesco, ma non riesce a formare il gruppo, la squadra non può essere così bipolare. Evidentemente c’è una spaccatura nello spogliatoio, forse tra giovani e senatori”.
La situazione in atto è come una partita a Prato Fiorito: ogni passo falso può potenzialmente causare un’esplosione.

Come dopo ogni sconfitta, il primo pensiero va all’allenatore: pronti a puntare il dito e a cercare disperatamente la causa, o la colpa, di questo andazzo. Il mister giallorosso però sta un passo indietro (o avanti) e non risponde alle provocazioni dei giornalisti in conferenza stampa, i quali tornano sul “lascerà la squadra quando i giocatori non saranno più dalla sua parte”. A dirlo possono essere soltanto i suoi ragazzi, nessun altro, ma adesso “contano i fatti. E dobbiamo farli noi, io in particolare, che sono il responsabile di questa squadra”.

Gennaro Gattuso non sottovaluta la Roma di domani, nonostante la sconfitta di cui tutti ancora parlano. In conferenza stampa non fa riferimenti a quanto accaduto in quel di Firenze e valuta obiettivamente la squadra, senza abbassare la guardia e temendola, come è giusto (o era) giusto che sia (fosse): "Hanno vinto le ultime tre in casa, Di Francesco fa bene da tanti anni e dobbiamo stare attenti”.

Ed è per mantenere questa sorta di "strizza" nell’avversario e per far tornare l’entusiasmo e la fiducia nei tifosi, che la Roma si affida (quasi) interamente a De Rossi: una pressione che il capitano può sicuramente portarsi sulle spalle (nonostante la delicata situazione del ginocchio). La posta in gioco è tanto alta che domani sera la squadra si gioca il quarto posto in Champions e, in caso di sconfitta, la situazione diverrà tragica.

Come si dice nella capitale, “na botta di qua, na botta di là” la Roma resiste. Insultata, derisa, strappata dall’interno e boccheggiante, ma ancora speranzosa affidando la situazione al nostro Danielino. Sarà l'eroe che la squadra merita e quello di cui ha bisogno?


Roma-Milan 1-1 - Le pagelle dei giallorossi

INSIDEROMA.COM - FEDERICO FALVO - La Roma era chiamata a fare vedere di essere squadra dopo la debacle di Firenze e lo fa anche se con qualche momento di calo generale. Un punto che visto l'avversario ed il pessimismo intorno la squadra non è assolutamente da buttare via.
Ma vediamo come si sono comportati i giallorossi in campo:

OLSEN 6 - Sbaglia intervento sul vantaggio rossonero andando troppo leggero sul tiro di Piatek. Salva il risultato nel finale con un ottimo intervento.

KARSDORP 6 - Qualche errore in avvio ma si riscatta con ottime sovrapposizioni e anticipi. Meglio in fase offensiva che difensiva.

SANTON (dall'86') 5.5 - Nei pochi minuti a disposizione rischia di compromettere il match con un errore.

MANOLAS 6 - Dopo il black-out di Firenze torna leader della difesa chiudendo bene sugli attaccanti avversari.

FAZIO 5.5 - Non ancora perfetto ma più attento rispetto le ultime uscite.

KOLAROV 5.5 - Sbaglia chiusure ed in avanti non rende come la scorsa stagione. Rischia di causare un rigore. Chiude il match in positivo con sovrapposizioni e cross.

DE ROSSI 7 - Regista perfetto. Trova sempre il compagno e regge il centrocampo con classe. Bentornato capitano.

PELLEGRINI 6.5 - Sempre presente con ottime trame per i compagni. Sfortuna sul colpo di testa che si infrange contro il palo.

ZANIOLO 6.5 - Pressa su chiunque porti palla e si libera bene degli avversari. Trova il gol del pareggio in apertura di secondo tempo.

FLORENZI 5.5 - Da esterno offensivo non rende come ci si aspettava. Poco propositivo e si fa trovare in varie occasioni fuori posizione.

EL SHAARAWY (dal 64') 6 - Si libera ottimamente sulla fascia e scatta in avanti. peccato l'azione si sia conclusa con un nulla di fatto.

SCHICK 5.5 - Inizia esterno offensivo, non il suo ruolo naturale. Incide poco sul match compiendo solo un recupero degno di nota all'altezza del centrocampo.

KLUIVERT (dall'80') SV - Non si vede quasi per nulla, non venendo cercato dai compagni. Ma solo dieci minuti sono davvero pochi.

DZEKO 5.5 - Si vede poco e fa salire poche volte la squadra. Avrebbe l'occasione di trovare iol gol ma un super Donnarumma gli nega la gioia.


Roma-Milan, arbitra Maresca. I precedenti col fischietto partenopeo

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Sarà Fabio Maresca della sezione di Napoli ad arbitrare la gara tra Roma e Milan di domenica sera, valevole la 22esima giornata di Serie A. Allo Stadio Olimpico il fischietto campano sarà affiancato dagli assistenti Carbone e Lo Cicero, con Abbattista quarto uomo. Il VAR è assegnato a Calvarese, che ha diretto Atalanta-Roma della scorsa giornata, mentre all’AVAR ci sarà Di Liberatore. Primo Roma-Milan per Maresca, che in Serie A ha già diretto 47 partite con il bilancio di 233 cartellini gialli, 12 doppie ammonizioni, 11 espulsioni e 18 rigori assegnati.

I PRECEDENTI – Positivo il bilancio giallorosso col fischietto campano. La Roma è infatti imbattuta (due vittorie e un pareggio) nelle tre gare giocate sotto la direzione di Maresca: Chievo-Roma 0-0 del 10 dicembre 2017, Roma-Torino 3-0 del 9 marzo 2018. In Coppa Italia, invece, figura la vittoria 2-1 col Cesena, datata 1 febbraio 2017. Le statistiche sorridono anche ai rossoneri, imbattuti con Maresca. Si registrano cinque precedenti, per un totale di tre vittorie e due pareggi.


Roma vs Milan, le probabili formazioni dei quotidiani

INSIDEROMA.COM - Archiviato, si fa per dire, il 7-1 di Firenze, la Roma si rituffa nel campionato: all'Olimpico è atteso il Milan di Gattuso,scontro diretto per la conquista del pass per la prossima Champions League. Di Francesco, senza Cristante e Nzonzi squalificati, rispolvera il 4-3-3: a centrocampo ritrova De Rossi, al ritorno dal primo minuto dopo l'infortunio, con Pellegrini e Zaniolo ad affiancarlo. Con Florenzischierato esterno alto, Rick Karsdorp e Davide Santon si contendono il ruolo di terzino destro. Confermato El Shaarawy sulla fascia sinistra, mentre Edin Dzeko guida l'attacco giallorosso.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI:

IL MESSAGGERO: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi; Florenzi, Zaniolo, Pellegrini, El Shaarawy; Dzeko.

IL TEMPO: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Pellegrini; Florenzi, Zaniolo, El Shaarawy; Dzeko.

LA GAZZETTA DELLO SPORT: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; Zaniolo, De Rossi, Pellegrini; Florenzi, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLO SPORT: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; Zaniolo, De Rossi, Pellegrini; Florenzi, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLA SERA: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; Zaniolo, De Rossi, Pellegrini; Florenzi, Dzeko, El Shaarawy.

LA REPUBBLICA: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Pellegrini; Florenzi, Zaniolo, El Shaarawy; Dzeko.

IL ROMANISTA: Olsen; Karsdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; Zaniolo, De Rossi, Pellegrini; Florenzi, Dzeko, El Shaarawy.


Conferenza Gattuso: "Penso che per meriti della Roma, nel primo tempo non abbiamo espresso qualità"

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan, ha parlato in conferenza stampa, al termine della gara contro la Roma. Queste le sue parole:

"Penso che per meriti della Roma, nel primo tempo non abbiamo espresso qualità. Nel secondo siamo migliorati, uscivamo più facilmente dalla pressione. Nel primo tempo verticalizzavamo solo, non abbiamo giocato un buon calcio. Quando lo dico lo credo, la Roma ha tanti giocatori importanti, è in un momento negativo. Sicuramente siamo stati avvantaggiati dall’ambiente, non era positivo per la Roma".

I giallorossi a tratti giocano veramente molto molto bene. Le parole di Salvini? Altra domanda. Suso?

"È stato fermo, non si è allenato con continuità. È la seconda partita da quando ha ripreso. Ci sta il dover ritrovare ritmo partita, nel primo tempo non l’abbiamo messo in condizione, aveva tante palle ingiocabili e Kolarov che gli saltava addosso. Penso che avremmo dovuto trovarlo in una posizione diversa, come abbiamo trovato Paquetà e Çalhanoğlu".

Musacchio?

"Me lo tengo bello stretto, è un giocatore importante. Anche Zapata stava attraversando un buon momento. È sempre bravo a posizionarsi in modo corretto, sono contento".

Com’è la Roma con De Rossi?

"Crea sempre problemi per le imbucate che fa, verticalizza senza caricare. Non ha la fisicità di 5-6 anni fa, oggi ha giocato una grandissima partita, con grande personalità. Ad avercene giocatori come Daniele, può dire la sua. Abbina quantità e qualità".

Chi mi ricorda Zaniolo?

"Il primo Totti, anche a livello di faccia. La cosa che mi impressiona a livello tecnico è che abbina qualità a forza fisica. Ha forza nelle gambe, ti lascia là, bisogna stare attenti. Spero che non si rovini, bisogna lavorare e volare bassi, tenendo questa condizione fisica sempre al massimo. Abbiamo visto che non basta giocare solo a calcio, serve una base aerobica molto alta. Sembra molto più grande dell’età che ha, ha grande intelligenza tattica, si muove benissimo, è un bene per il calcio italiano”.


Allenamento Roma. Giallorossi di nuovo a Trigoria domani alle 14:45

La Roma tornerà ad allenarsi domani pomeriggio alle 14:45 al centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria. Questa sera, i giallorossi hanno pareggiato 1-1 in casa col Milan e venerdì affronteranno il Chievo a Verona privi dello squalificato Lorenzo Pellegrini ma con i ritorni di Cristante e Nzonzi. 


Zaniolo: "Con il cuore a mille, sempre forza Roma" (foto)

Nicolò Zaniolo, autore del gol del pareggio contro il Milan, ha voluto esultare sul social network Instagram con una foto ed un messaggio: "Con il cuore a mille...sempre forza Roma".

 

 
 
 
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Con il cuore a mille... sempre forza Roma #romamilan

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Karsdorp: "Contento di riuscire a mostrare il mio valore. Posso migliorare in tutte le fasi"

Rick Karsdorp, difensore giallorosso, è stato intervistato da Roma Tv. Queste le sue dichiarazioni:

Dopo la partita contro la Fiorentina non era facile, lo stadio si aspettava una reazione e la squadra ha reagito...
"Era una partita complicata dopo Firenze e volevamo riscattare quella prestazione. Volevamo una vittoria e la squadra si è allenata bene dopo Firenze. Peccato non aver vinto".

Si può dire che inizia ora la stagione di Karsdorp?
"Fisicamente devo migliorare un po’, oggi dopo 85’ sentivo crampi al polpaccio e flessore ma sto facendo meglio e lo sto facendo vedere. Sono un lottatore, sono tornato e lo sto facendo vedere".

Sei migliorato anche in fase difensiva, ti sei inserito o hai avuto dei problemi ad esempio sulle diagonali?
"Come dicevo posso migliorare in tutte le fasi, anche in quella difensiva dove per voi magari si vedono di più i miei miglioramenti. Spero di fare meglio anche in futuro se avrò la possibilità di dimostrarlo".

Complimenti per la disponibilità...
"Sì, grazie. Effettivamente per me è stato difficile, arrivo, firmo il contratto poi ho avuto tre infortuni in poco tempo e la gente diventa impaziente. Ora sono contento di riuscire a dimostrare il mio valore".


Conferenza Di Francesco: "Credo che Daniele sia seguito in tante cose, voleva esserci a tutti i costi"

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa al termine del match contro il Milan. Queste le sue parole:

Schick?

"Ho visto un giocatore vivo, ho ritenuto di dare peso all’attacco, mi ha dato risposte importanti".

Il 4-3-3?

"Sapete quanto mi possa piacere questo sistema di gioco, l’ho fatto per dare maggiore protezione alla linea difensiva. Dietro ho visto una partita straordinaria di De Rossi, per l’intelligenza che ha messo, dando equilibrio e tempi di gioco".

Carattere con lo stadio ostile?

"Se siamo arrivati a questo è solo colpa nostra. Potevamo dare solo una risposta del genere. So che non è facile, quando scendi in campo è più facile sentire fischi che applausi. I miei ragazzi hanno dato una risposta importante. Sono soddisfatto della prestazione, avremmo meritato nettamente i tre punti per quanto creato, il Milan ha fatto un tiro in porta".

Non riusciamo a ripulire totalmente questa fase difensiva. Risposte dai giocatori?

"In 3-4 giorni rovinare un rapporto non è facile, se tieni a una persona un rapporto non può morire per un 7-1 che ha fatto veramente male. A me non devono dare risposte, mi prendo tutto quello che c’è da prendersi. Loro devono dare risposte a se stessi, ma oggi non basta. Sono arrabbiato per non aver preso i tre punti, ma per la situazione, contro una squadra in buona condizione la prestazione è stata ottima". 

Quanto vale il ritorno di De Rossi?

"Credo che Daniele sia seguito in tante cose, voleva esserci a tutti i costi. So quanto ci sia mancato, lo ha dimostrato l’anno scorso, la difesa ha lavorato meglio con lui in campo. Quando gli dici due cose da riferire riesce a trasmetterle con tranquillità, al contrario di un Pellegrini che vuole rimediare da solo la partita".

Pressing alto?

"È il nostro marchio di fabbrica, la difesa è stata spesso alta, ha lavorato quasi perfettamente. Parte tutto dalla grande attenzione che si mette in campo, il difensore migliore è quello che mentalmente è più forte di tutti".

Olsen?

"I sette gol di Firenze sono nati per errori individuali e tattici incredibili, non ne parliamo più, il primo da ammazzare sarebbe l’allenatore. Però Robin è cresciuto tantissimo, può ancora migliorare. È un po’ un discorso generale".

El Shaarawy per migliorare la spinta?

"Ho visto che la rincorsa di Florenzi non era agile, mi ha detto che era arrivato. Mi fa sorridere quando si parla di difesa col 4-1-4-1, è normale che ci si difenda così col 4-3-3”.