La Roma va in rimonta coi colpi da biliardo del Faraone di ghiaccio
GAZZETTA DELLO SPORT - La palla che rotola sul verde ha bisogno di precisione, velocità e forza. Ma siete sicuri che stiamo parlando di calcio? Pensateci, anche per il biliardo e le sue varianti occorrono le stesse qualità [...]. Sarà per questo che il Faraone dei nostri giorni giallorossi è anche lui innamorato del biliardo nella variante «snooker». [...] El Shaarawy ha una passione per lo «snooker», una variante del biliardo appunto, che lo ha portato in Inghilterra insieme al fratello Manuel per assistere alle finali dei «Masters» all’Alexandra Palace di Londra. [...]
Se avete l’impressione di una Roma serena non vi sbagliate, ed El Shaarawy ne è l’esempio. Non solo per i 6 gol che ne fanno il cannoniere del campionato (quello stagionale è Dzeko con 7), ma anche per il modo in cui sta segnando. Basti pensare che in A segna una rete ogni 160’, con una percentuale realizzativa in relazione ai tiri (23) superiore a tutti gli attaccanti giallorossi, ovvero il 26%, contro l’11% di Under e Schick, Kluivert al 9% e Dzeko addirittura al 4%. [...] Capitolo rinnovo: al momento non vede fissato nessun appuntamento per la trattativa, anche se la scadenza del 2020 è sempre più vicina. La sensazione, comunque, è che il lieto fine arriverà. [...]
Manolas fermali tu
LEGGO - BALZANI - Duvan da Cali e Luis da Baranquilla. Entrambi classe 1991. Il pericolo colombiano è alle porte, anzi alla porta di Olsen. Nei prossimi due impegni con Atalanta e Fiorentina, infatti, la Roma andrà a casa di Zapata e Muriel che nell'ultima giornata hanno esaltato la serie A e che proveranno a far ballare la raggaeton alla non irreprensibile difesa romanista. Un doppio esame tosto che vale quarto posto (ieri ripreso dal Milan) e soprattutto semifinale di coppa Italia. Per questo Manolas sarà chiamato agli straordinari. L'impegno più difficile a Bergamo sarà proprio contro Zapata che alla Roma ha fatto male esattamente un anno fa. Era il 28 gennaio e la Samp espugnava l'Olimpico mettendo per la prima volta veramente nei guai Di Francesco. Era però tutto un altro Zapata. Il colombiano è definitivamente esploso con Re MidaGasperini tanto da aver superato già oggi il suo record di gol (17 complessivi, 14 in campionato) in stagione che risaliva al 2012-2013 quando vestiva la maglia dell'Estudiantes. Nel 3-3 dell'andata non segnò ma fu devastante. Il suo valore di mercato estivo di 26 milioni è schizzato al doppio. L'Atalanta ha detto no ai 40 offerti dal West Ham e in estate subirà l'attacco dell'Inter e forse della stessa Roma che più volte lo ha cercato in passato.
Tre giorni dopo, il 30 gennaio, a Firenze arriverà il colombiano del nord ovvero Luis Muriel (sul biglietto da visita c'è scritto 6 gol in 8 partite contro i giallorossi...). Un talento sopraffino che in carriera non sempre è stato accompagnato da una condizione fisica al top. Domenica ha segnato due gol incantevoli (il secondo ha ricordato molto Ronaldo, il Fenomeno) facendo innamorare Firenze che lo ha abbracciato meno di 20 giorni fa proveniente dalla Siviglia di Monchi. Pericoli quindi, ma non insormontabili per Manolas che in questi ultimi anni - tanto per citarne qualcuno - ha già messo a bada Messi e Hazard. Il greco, domenica a Bergamo, vivrà anche il confronto ravvicinato con un altro bomber inaspettato. Quel Gianluca Mancini che potrebbe sostituirlo nella Roma nella prossima stagione. Il difensore 22enne è ormai a un passo dai giallorossi per una cifra vicina ai 23 milioni. A confermarlo ieri il suo agente a Teleradiostereo: «I contatti sono ben avviati, ma è un affare per giugno. A gennaio non si muove». Anche se Monchiha provato a convincere l'Atalanta ad anticipare i tempi.
Eusebio, terapia di gruppo
MESSAGGERO - TRANI - Il successo del Milan a Marassi contro il Genoa spinge di nuovo la Roma fuori dalla zona Champions. Solo per 2 notti, dunque, è rimasta al 4° posto, posizione che nelle 20 giornate del torneo non ha mai occupato. Di Francesco, nel giorno della ripresa degli allenamenti a Trigoria dopo i 2 giorni di libertà concessi al gruppo, più che alla classifica guarderà al campo. Cioè al comportamento dei giocatori in partita. Il rendimento in campionato, 4 vittorie nelle ultime 5 partite, ha rilanciato i giallorossi. Ma l'allenatore, pure dopo la gara contro il Torino, ha ammesso che la squadra è ancora «malaticcia». Eusebio non la considera completamente guarita. Promossa nei risultati e nelle intenzioni, da rivedere negli atteggiamenti.
DIBATTITO INTERNO - Chiariamo subito: Di Francesco è soddisfatto di quanto ha visto recentemente in partita. Anche in pubblico ha chiarito che la Roma, tra fine 2018 e inizio 2019, è migliorata. Ecco perché vuole confrontarsi con i suoi calciatori. Già oggi e comunque quotidianamente. L'aspetto che più gli è piaciuto, in particolare contro il Torino, è la voglia mostrata dagli interpreti. Hanno sempre giocato in verticale e invaso spesso in blocco la metà campo avversaria. E soprattutto hanno reagito, senza deprimersi e sbandare, dopo il pari granata, realizzato da Ansaldi a metà ripresa. Al gruppo, però, l'allenatore spiegherà quelle che sono le cointroindicazioni dell'esibizione di sabato. E chiarirà che, a volte, serve un po' di malizia, rallentando i ritmi sia nelle giocate che negli inserimenti. «Ogni tanto bisogna togliere il piede dall'acceleratore». E, quindi, pensare anche al controllo del match. Ancor di più sul 2 a 0, punteggio con cui i giallorossi sono arrivati all'intervallo. Da padroni della situazione, subendo, però, nel recupero del 1° tempo l'unica ripartenza. Esageratamente sbilanciati, si sono ritrovati 3 contro 3 nel contropiede che si è concluso con il palo esterno di Iago Falque.
ASSENZA IN REGIA - L'esuberanza e l'incoscienza dei giovani hanno di sicuro giovato alla squadra nell'interpretazione dell'ultimo match. Ma Eusebio, proprio a loro, chiederà più gestione in alcune fasi della gara. Per avere l'equilibrio che, come si sa, fa la differenza. La Roma, contro il Torino, ha rinunciato al palleggio e ha scelto la verticalizzazione. Forzando, senza risparmiarsi, anche nella ripresa. È il concetto su cui insisterà Di Francesco in questi giorni. Anche perché le caratteristiche dei calciatori a disposizione in questo momento non gli consentono alcun aggiustamento tattico. Sono interpreti chiaramente offensivi. Dai terzini Karsdorp, Florenzi, Kolarov e lo stesso Luca Pellegrini ai centrocampisti-trequartisti Cristante, Lorenzo Pellegrini e Zaniolo. E con loro, il tridente che prevede esterni d'attacco purissimi, solo El Shaarawy è abituato a rientrare, e il centravanti. La squadra ha bisogno del play che detta i ritmi di gioco. E quel giocatore, nella rosa, èDe Rossi. Sarà valutato attentamente dall'allenatore che già oggi vorrebbe riportarlo in gruppo. Lo stesso Nzonzi, aspettando il capitano, può rendere meno squilibrato il 4-2-3-1. Sembra scontato il suo rientro, domenica pomeriggio a Bergamo, contro l'Atalanta. L'esperienza e la fisicità di Nzonzi aiutano nella gestione della partita e nella protezione della difesa. Anche Florenzi, alto o basso che sia, diventa utile per la compattezza dell'assetto. Ma poi c'è da scegliere l'escluso del centrocampo azzurro che intriga per le giocate rapide e di qualità. Zaniolo, piede sinistro, ha già dato la disponibilità nel finale contro il Torino a spostarsi a destra. Al tecnico piace anche lì.
Champions, il paradiso in 3 punti
MESSAGGERO - ANGELONI - C'era una volta la Lazio (al quarto posto venerdì), poi la Roma(sabato), quindi il Milan (ieri). L'ultima piazza Champions ha cambiato tre padroni in tre giorni. La corsa sarà lunga, tormentata ed è appena cominciata. Poi c'è l'Atalanta, che fa sul serio: per gioco, punti, per i gol che riesce a segnare con estrema facilità, spinta da un centravanti - Zapata - che segna come Ronaldo. Ecco, anche la squadra di Gasperini concorre, per adesso, almeno perché ha subito uno scontro diretto, domenica contro la Roma, che le sta davanti di soli due punti, il Milan tre e la Lazio uno. Un mischione da tre lunghezze appena. Tra un mese si avrà un quadro delineato di punti e valori Champions, come sappiamo, traguardo vitale per le casse dei club.
L'INTRUSA - L'intrusa Atalanta va come un treno, pare quasi inarrestabile. Il Milan, al momento quarto, barcolla ma non molla: va via Higuain, arriva Piatek, si fa male un giocatore a partita, ma poi vince a Genova e rieccola in zona premio. La Lazio si è sgonfiata a Napoli, e ha subito in due giorni un doppio scavalco, e vive oggi l'incubo dello scorso anno: pagare gli errori arbitrali. Questo - al di là se sia vero o meno, è un punto di vista che noi rispettiamo - rischia di distogliere l'attenzione dall'aspetto tecnico: la Lazio non è dominante come nello scorso campionato. Quest'anno c'è qualche problema tattico in più e qualche errore arbitrale in meno rispetto alla scorsa annata, terminata a sprintare con l'Inter fino all'ultimo respiro. Ma la squadra di Inzaghi è lì, con il quarto posto a portata di mano. Da qui al derby (il calendario delle candidate al posto Champions è qui sopra, ndr), cinque partite che potranno ritirarla su: Juve, Frosinone, Empoli, Genoa e Udinese. Mentre la Roma, ha subito lo scontro diretto con l'Atalanta e poi quello con il Milan, quindi Chievo, Bologna e Frosinone.
L'ALTALENA - Pesando ai due percorsi, si intuisce che la sfida per il quarto posto, a meno di disastri, sarà punto a punto almeno fino al derby, ovvero il 2 marzo. In agguato altre altalene. Le due società non sembrano troppo intenzionate a rinforzarsi in questo finale di calcio mercato, ma la Roma in questa fase sembra più lanciata rispetto ai biancocelesti. Sembra aver ritrovato uno spirito di gruppo, che prima mancava: potrebbero incidere - come sempre - gli impegni di coppa, Milan e Atalanta sono esenti. La Roma non ha un bomber, la Lazio sì, Immobile, e ce l'ha anche l'Atalanta, Zapata. Il Milan lo cerca in Piatek: sostituire l'Higuain degli ultimi numeri (appena 6 gol in campionato contro le 13 del polacco) sarà semplice, sostituire il suo peso specifico, no. Di Francesco aspetta il risveglio di Dzeko, che sotto porta ha lasciato a desiderare, solo due reti a ogg, e spera in Schcik, che però ha segnato solo due reti e ormai non possiamo nemmeno dire che abbia giocato poco. Sta a loro riportare la Roma al quarto posto, e dai quei giovani bravi e promettenti: Zaniolo, Pellegrini, Cristante. Tutti belli, tutti futuri azzurri. Ma se non si va in Champions sono dolori. Per tutti, tranne una.
Olsen, tra serietà e abnegazione
INSIDEROMA.COM - FRANCESCO GIOVANNI VENTURA - La Roma ha iniziato il girone di ritorno con un’importante vittoria contro il Torino per 3-2 lanciando un segnale concreto al campionato e alla classifica, scavalcando i rivali della Lazio e attestandosi al quinto posto ad un solo punto dal Milan.
Tuttavia ci sono sempre quei “fantasmi” che una vittoria non può spazzare facilmente come ad esempio la questione legata alle reti inviolate, ai clean sheet per dirla alla maniera degli inglesi, che in questo campionato sono state solamente 3. Un chiodo fisso per Di Francesco che non ha fatto mancare il suo disappunto per quei gol regalati in partite che i giallorossi avevano in pugno. Generalmente si tende a scaricare la colpa sul portiere, in questo caso Robin Olsen che, vuoi per qualche risultato negativo di troppo, vuoi per qualche sbavatura, sta faticando a conquistare l’amore dei tifosi. E’ necessario però, spezzare una lancia in favore del portiere svedese classe’90: non è stato semplice raccogliere l’eredità lasciata da Alisson e spesso i gol sono arrivati su errori difensivi su cui il portiere giallorosso nulla poteva. Olsen dal suo approdo nella capitale ha dimostrato serietà e abnegazione e sta dimostrando di essere un portiere da Roma, regalando belle parate e salvando i risultati in più di qualche occasione.
Certamente gli uomini di mister DiFra lavoreranno nei prossimi giorni per curare la fase difensiva che deve funzionare come un unico motore formato da 11 ingranaggi, in modo da arrivare preparati alla sfida di Champions contro il Porto.
La gara con l’Atalanta per guarire definitivamente
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma ha vinto col Torino giocando un bellissimo primo tempo ma con dei cali di concentrazione e grande paura nella ripresa, soprattutto dopo il gol del 2-1 dei granata. Nella conferenza post-match, lo stesso mister Di Francesco ha detto che questa squadra è ancora un pò malaticcia e la gara con gli uomini di Mazzarri lo ha dimostrato.
Il tecnico abruzzese ha predicato più volte la calma ai suoi durante la gara ma ha poi spiegato ai giornalisti che i tanti giovani in campo avevano voglia di correre ed andare a segnare ad ogni occasione. Ecco, questo è il punto cruciale: a volte, serve gente che detti i tempi e spieghi ai compagni quando è il momento di controllare il match, quando si può spingere e quando invece bisogna rallentare.
Purtroppo, i giallorossi non hanno più tra le loro fila un maestro sotto questo aspetto come Strootman, che era un esempio per tutti. Un altro calciatore fondamentale come De Rossi è infortunato e si spera si possa recuperare a pieno regime entro fine mese per avere un mix tra giovani di talento come Lorenzo Pellegrini e Zaniolo e centrocampisti più riflessivi come il capitano giallorosso e Nzonzi, altro elemento prezioso nella gestione della gara.
In più c’è Cristante, che ha cominciato male la stagione ma che piano piano ha preso in mano il centrocampo romanista anche se è carente proprio in regia, più per l'età che per capacità. In tanti si stanno adattando in mediana ma servirebbe un vero e proprio regista alla Pizarro per fare quel salto di qualità nella zona nevralgica del campo e lì però è la società ed il ds Monchi in particolare a dover intervenire.
La questione più spinosa resta quella di Javier Pastore. Arrivato nella Capitale italiana dal PSG per 24.7 milioni di euro ed accolto in pompa magna all'aeroporto ma che ancora non ha messo in mostra il suo valore e sarebbe importante che lo facesse già nella prossima circostanza in cui il trainer della Roma lo impiegherà perché ha tutto per stupire così come fece a Palermo prima e nelle prime stagioni in Francia prima dell'arrivo di Neymar e Mbappè, diventando un pilastro anche in maglia giallorossa.
L’altra problema su cui si dovrà intervenire per dare una scossa è il reparto difensivo. Sulla fascia sinistra, Kolarov è il padrone assoluto con Luca Pellegrini che ha trovato poco spazio sia per gli infortuni che per qualche prestazione opaca quando è stato chiamato in causa e Santon che sta giocando con più continuità a destra ma alternando buone cose a scelte discutibili anche nel corso della stessa partita.
Proprio sul lato destro si è ragionato molto se dover intervenire sul mercato o meno. Prima della sfida con i granata, in pochi credevano che Karsdorp potesse esser un terzino utile alla Roma, sia per i tanti guai fisici che per le poche apparizioni che non avevano convinto. Invece, sabato scorso l’olandese ha fornito una prestazione di livello con diagonali all’altezza della situazione, chiusure puntuali, cross bassi tagliati e pericolosi ed un assist al bacio per El Shaarawy nell’azione del rigore del 2-0.
Si è puntato per tanto tempo su Florenzi in quel ruolo ma il ragazzo di Vitinia non ha il fisico adatto e non sempre i tempi giusti in fase di copertura per poter fare quel ruolo al meglio, soprattutto in una difesa a 4. Se l'ex Feyenoord superasse definitivamente l’esame e con Santon come alternativa, il capitolo fasce potrebbe esser archiviato almeno per un paio d’anni ma è la parte centrale che preoccupa molto.
Manolas a parte, sul quale bisognerebbe puntare vita natural durante, il resto dei centrali è rivedibile. Probabilmente, Juan Jesus è il migliore degli altri 3 considerando che il Fazio di questa stagione è il fantasma di se stesso e Marcano non pare si sia ambientato alla grande al nostro campionato.
Se Miranda abbassasse le sue richieste economiche magari con un contratto diluito di una stagione visto che ha in scadenza nel 2020, sarebbe la migliore “soluzione tampone” possibile in questa finestra di mercato. Il brasiliano compirà 35 anni a settembre ed un altro paio di stagioni a buoni livelli li può ancora garantire e sarebbe certamente un plusvalore del pacchetto-centrali, cedendo lo spagnolo e facendoci così anche una piccola plusvalenza visto che è arrivato dal Porto a parametro 0.
Davanti, si punta al recupero psicologo di Schick, a quello fisico di Perotti e si spera di veder tornare Under a disposizione quantoprima. Intanto, ci si affida al ritrovato El Shaarawy, al giovane e quindi discontinuo Kluivert ma ci si augura che Dzeko torni a segnare con maggiore continuità anche in serie A.
Adesso, però, la testa deve andare all’incontro di domenica a Bergamo con l’Atalanta, la peggiore squadra possibile della serie A in questo momento da affrontare per valore dei giocatori, del tecnico e per forma fisica. Zapata segna gol a grappoli, Ilicic e Gomez sono anche loro in uno stato di grazia incredibile ed i compagni corrono a velocità supersoniche per tutta la gara, cosa che la Roma non fa. Anche nelle migliori annate, i giallorossi hanno sempre sofferto contro gli orobici e se si riuscisse ad uscire indenni, sarebbe già una prova di maturità per il proseguo della stagione che deve riportare la formazione di Di Francesco nell’Europa che conta ed andare il più avanti possibile nelle Coppe, a partire dalla gara di Firenze del 30 coi viola e contro il Porto nel doppio match degli ottavi di Champions League.
Masitto: "Zaniolo si vedeva subito che aveva talento, ma non aveva cultura del lavoro"
Cristiano Masitto, ex allenatore di Zaniolo negli Allievi della Fiorentina, ha parlato del talento giallorosso ai microfoni di RMC Sport:
Ci racconta Zaniolo con lei negli Allievi?
"Lo si vedeva subito che Zaniolo aveva talento, però non aveva cultura del lavoro, faceva le cose con sufficienza. Per esempio faceva un tunnel e si accontentava della bella giocata, perdeva palla e non inseguiva l'avversario. Un episodio particolare è che nelle prime 5 partite con me non ha fatto nemmeno un minuto, perchè volevo fargli capire il rispetto del lavoro. Dopo 5 partite andai fuori dallo spogliatoio e tranquillizzai il padre. Gli dissi che doveva continuare a lavorare ogni giorno e che quando capirà di doversi mettere a disposizione della squadra non sarebbe più uscito dal campo. La settimana dopo giocò, fece gol e cominciò a partire in maniera importante".
La Fiorentina non ha puntato su di lui, anche prima della Primavera
"Errore grave, ogni tanto capita. Il percorso di Zaniolo non è stato facile, al primo impatto non ha un carattere facile, ha sempre la battuta pronta e anche a scuola era molto vivace. Credo che la Fiorentina abbia fatto una valutazione in base caratteriale prima di cederlo".
Ora è un titolare inamovibile nella Roma
"Ora ha fame, ha una cattiveria assurda, lo si vede quando esulta. Non è il classico figlio viziato, nessuno gli ha regalato niente. Si è guadagnato tutto quello che sta ottenendo. Sta migliorando giorno dopo giorno. Allenandosi con quelli più bravi, lo si diventa ancora di più".
Sul ruolo
"È un grande palleggiatore, ha qualità sia tecnica ma anche mentale, lo si vede dalle scelte che fa. La qualità della giocata fa la differenza e lui può determinare. Può fare tutti i ruoli a centrocampo, si sa ritagliare lo spazio. Dimostra anche di avere una notevole progressione"
L'ha sentito ultimamente?
"L'ho sentito all'esordio al Bernabeu, gli ho fatto un in bocca al lupo. Gli ho detto che ora tutti parleranno di lui, che non dovrà più sbagliare nulla. Un suo limite? Faceva fatica a gestire le emozioni negative. Quando lo rimproveravi aveva quei 5-6 secondi in cui ti poteva mandare a quel paese. Dovrà lavorare su questa parte del carattere, potrà essere il suo unico ostacolo".
Serie A, tris della Juventus contro il Chievo. Sorrentino para rigore a Ronaldo
L'ultimo match della giornata di campionato, giocato tra Juventus e Chievo, è terminato con il risultato di 3-0 in favore dei bianconeri.
Nella prima frazione di gioco i padroni di casa hanno messo il match dalla loro parte con le reti di Douglas Costa ed Emre Can. In avvio di ripresa Ronaldo ha l'occasione di chiudere il match su rigore, ma si fa ipnotizzare da Sorrentino che para. Solo in chiusura di partita arriverà il gol della sicurezze con Rugani.
Il cordoglio della Roma per la scomparsa del collega Emiliano Di Nardo (foto)
Emiliano Di Nardo, noto giornalista e speaker radiofonico innamorato della Roma, ci ha lasciato in serata. La Roma, tramite il proprio profilo Twitter, lo ha ricordato unendosi al dolore della famiglia e dei colleghi: "Ciao Emiliano, ci mancherai. Sarai lontano dai nostri occhi ma sempre vicino alla tua Roma". Anche l'editore Gabriele Nobile, la direttrice Francesca Ceci, il capo-redattore Massimo De Caridi e la redazione tutta di InsideRoma.com si uniscono al cordoglio per la scomparsa di un caro amico e collega.
Ciao Emiliano, ci mancherai. Sarai lontano dai nostri occhi ma sempre vicino alla tua Roma #ASRoma pic.twitter.com/Yz2PIR31EW
— AS Roma (@OfficialASRoma) 21 gennaio 2019
Prosperetti: "A Tor di Valle contiamo di fare ritrovamenti archeologici"
Francesco Prosperetti, soprintendente di Roma, è intervenuto quest'oggi alla presentazione della mostra realizzata nella Galleria Commerciale Porta di Roma. Durante l'evento ha parlato anche dello Stadio della Roma e degli scavi archeologici preventivi ai microfoni di iltempo.it: "A Tor di Valle contiamo di fare ritrovamenti archeologici e contiamo anche di allestire, che era una delle proposte concordate con i progettisti dell’opera, un museo delle architetture per lo sport a partire dalle Olimpiadi per l’ultimo scorcio di secolo. A Tor di Valle la ricerca deve iniziare. Lì c’erano assi viari importanti e la vicinanza col Tevere ha lasciato qualche testimonianza e noi ci auguriamo di ritrovarle. C’è un programma di ricerca finanziato e varato dagli attuatori del progetto, aspettiamo di cominciare".
InsideRoma Daily News: Contatti con Mancini, ma se ne riparla a giugno. Dzeko piace in Premier. Domani la ripresa degli allenamenti
NOTIZIE DEL GIORNO | 21 GENNAIO 2019
QUI ROMA
Voglia di tornare protagonista ed al 100% per Pastore, che non ha usufruito dei giorni di riposo concessi da Di Francesco alla squadra. L’argentino si è allenato da solo in questi giorni, per poter scendere in campo già domenica contro l’Atalanta. Tutta la squadra, invece, si ritroverà domani alle 10:30 a Trigoria per riprendere il lavoro.
MERCATO
Come già noto, la Roma è in cerca di un difensore ed ha messo nel mirino l’atalantino Mancini. L’agente del giocatore ammette contatti con la Roma, ma rimanda qualsiasi discorso a giungo: “I contatti coi giallorossi vanno avanti già da un pò, ma ogni tipo di discorso verrà fatto a giugno. Non ha senso lasciare l’Atalanta adesso, durante il campionato. Non c’è l’intenzione di andarsene sia da parte mia che del ragazzo”.
Escluso qualsiasi contatto con l’entourage di Gravillon, difensore del Pescara su cui l’Inter ha il diritto di recompra. Categorico l’agente: “Non ho avuto contatti con Monchi. Fa piacere essere accostati ad un club del genere, ma non ho mai parlato con la Roma. Al momento Andrew non si muove, perchè c’è un accordo tra Pescara ed Inter, quindi escludo ci siano possibilità di un trasferimento immediato alla Roma”.
Sirene inglesi, in uscita, per Dzeko. Sul bosniaco c’è l’Everton che avrebbe offerto circa 25 milioni per l’attaccante; ma la Roma ha rifiutato la proposta non volendosi privare del proprio numero nove a gennaio.
INTERVISTE
Marino: "Roma e Atalanta sono due squadre frizzanti, che esprimono un ottimo calcio"
Nicchi: "Voto al girone d'andata degli arbitri? Una sufficienza perché qualche sbavatura c'è stata"
Ag. Dimata: "Non lo ha ancora cercato nessuno"
Landry Dimata, attaccante classe '97 di proprietà del Wolfsburg, in prestito all'Anderlecht è l'ultimo nome circolato in ottica Roma per l'attacco. Autore già di 13 gol nella Pro League belga, è l'ultima idea rilanciata questa mattina dalla stampa. Ma l'entourage del giocatore ha negato ogni contatto con il club giallorosso. Queste le parole della redazione dell'emittente radiofonica dalla Rogon Sportmanagement, agenzia che cura gli interessi del giovane attaccante belga, riportate da TeleradioStereo:
"Non lo ha cercato ancora nessuno".