Di Francesco, medico senza pietà: «La squadra è ancora malaticcia»

IL MESSAGGERO - CARINA - Missione compiuta. Terza vittoria consecutiva in campionato (quarta considerando la coppa Italia) e, aspettando Lazio e Milan, zona Champions agganciata con il quarto posto provvisorio. Di Francesco però non si esalta più di tanto: «Risultati e prestazioni ci aiutano in termini di consapevolezza, ma siamo sempre un po' malaticci Anche con il Torino ci siamo presi un raffreddore e come nostro solito ce la siamo un po' complicata. Credo che meritavamo un vantaggio anche più largo nel primo tempo per quanto dimostrato. Ho visto grande qualità fino al 2-1. Debbo però sottolineare che la squadra ha reagito nel modo giusto dopo il 2-2 e questa è una dimostrazione di grande forza».

ASPETTANDO EDIN - Tre gol che confermano la facilità della Roma a trovare la rete nelle gare casalinghe (27 dei 37 centri complessivi in campionato sono stati segnati all'Olimpico) ma nessuno dei quali porta la firma di Dzeko: «È mancato nella fase conclusiva ma si è messo a disposizione della squadra facendo un po' il regista avanzato. Mi auguro che ricominci presto a segnare. È troppo importante per noi». Due gol come Zaniolo, al secondo centro dopo la rete al Sassuolo: «Nel gol di Nicolò c'è caparbietà e forza fisica, lui è un ragazzo che non molla niente. E' uno di quei giocatori che rompe gli equilibri, ha la capacità di recuperare il pallone con grande aggressività. Deve continuare a giocare come si allena». Menzione anche per Schick: «Se entra con questa veemenza può giocare ovunque». Ha qualcosa da ridire invece sulla fase difensiva. Entrambe le reti del Torino sono arrivate con la difesa schierata: «Ci sono momenti in cui si deve rallentare il gioco e invece ci siamo allungati come volevano loro. Spesso mettevano la palla in verticale sugli attaccanti, noi cercavamo sempre di essere aggressivi. Sul portatore di palla dobbiamo essere più smaliziati. Tante volte abbiamo forzato giocate anche quando non serviva. Poi i pericoli ci sono, perché le squadre sono forti e ti creano difficoltà. Non riusciamo mai a gestire il risultato? L'anno scorso avevamo un centrocampo con maggiore esperienza, con cui riuscivamo a rallentare i ritmi e spesso vincere anche 1-0. Serve tempo». Nota dolente l'infortunio di Under. Con Perotti, De Rossi, Juan Jesuse il turco out, l'infermeria rimane piena: «Mercato? Non mi serve prendere qualcuno solo per fare numero, se invece c'è qualche giocatore interessante e di prospettiva allora va bene. Stiamo cercando opportunità davvero valide». Non resta allora che attendere.


Baby Roma, Euro boom: Zaniolo e i giovani per la Champions. Toro, che rimpianti

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Una partita molto «inglese» – per intensità, prodezze, svarioni, ribaltamenti di gioco e punteggio, nonché carica emotiva – viene decisa dai giovani italiani della Roma: il crack del momento, Nicolò Zaniolo (’99), la apre e la interpreta da grande protagonista per un’ora; Stephan El Shaarawy, splendidamente liberato dall’assist di Lorenzo Pellegrini (’96), va a chiuderla dopo la rimonta del Toro realizzata con due tiri «sudamericani» da fuori area del venezuelano Rincon e dell’argentino Ansaldi. Insomma, se la squadra di Di Francesco (addormentatosi, più sereno, al quarto posto) ha messo pressione a Lazio e Milan per la corsa alla Champions, il centrocampo giallorosso, completato dal roccioso ed efficace Cristante (’95), ha messo pressione sul c.t. Roberto Mancini, in continua ricerca di profili da Nazionale.

[...] La Roma ha disputato probabilmente il miglior primo tempo della sua stagione, macinando azioni pericolose con brillanti aperture di campo, tocchi svelti e talora raffinati (molto applauditi) a velocizzare la manovra e concedendo al Toro soltanto una opportunità, sia pure ghiotta, al 47’ (palo di Iago Falque) [...].

La flessione della ripresa va ascritta più che altro all’orgoglio e ai meriti del Torino, spinto da Ansaldi e Aina verso una rimonta che all’intervallo pareva proibitiva e che invece si è concretizzata al 67’. [...] La Roma ha saputo trovare il guizzo del successo. [...] Va sottolineato come l’azione del successo romanista sia stata avviata in modo intelligente da Schick (‘96), entrato in campo da 50 secondi al posto di un declinante Kluivert (’99) per dare vita a un modulo a quattro punte che ha visto Zaniolo spostarsi sulla destra.


Controlli a tappeto, i tifosi entrano tardi

IL MESSAGGERO - LENGUA - I numerosi posti vuoti in Curva Sud in occasione della partita contro il Torino, hanno fatto scattare l'allarme in casa Roma. Il dg Mauro Baldissoni nel post gara si è presentato davanti alle telecamere della Tv di casa sollevando la questione: «Ci hanno riferito che si sono create lunghissime code ai tornelli con perquisizioni individuali molto approfondite che hanno fatto sì che la Curva si sia riempita solo a 15' dall'inizio della partita. Qualcosa di piuttosto discutibile. Se c'è intenzione di rovinare lo spettacolo con comportamenti violenti siamo sempre stati duri nello stigmatizzarli, ma che addirittura non si riesca ad entrare in tempo per vedere la partita Abbiamo chiesto informazioni e chiarimenti alla Questura e siamo in attesa della loro verifica per capire cosa è successo». Oltre ai controlli più accurati da parte delle forze dell'ordine nei settori più caldi dell'Olimpico, a rallentare le operazioni ha contribuito anche il giorno semi-lavorativo che ha costretto molti tifosi a presentarsi davanti i cancelli a ridosso del fischio d'inizio.


Zaniolo corre, illumina e segna. Anche il ct Mancini coccola il predestinato

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Se il futuro di Nicolò Zaniolo sarà un film da Oscar, non ci sarà bisogno di attendere la notte delle stelle per sapere a chi andranno i primi riconoscimenti. Nel giorno in cui la Roma batte il Torino e dorme in zona Champions, le tre statuette virtuali paiono infatti già assegnate, «and the winners are...» il d.s. Monchi (che si schermisce), Eusebio Di Francesco (che fa il burbero) e Roberto Mancini (che gongola). Vedere scorrazzare per il campo un 19enne col fuoco dentro, avrà aperto il cuore al c.t. azzurro, ieri in tribuna. [...]

D’altronde Di Francesco sa bene di coltivare un talento: «Ha caparbietà e forza fisica – spiega l’allenatore, che fotografa così anche l’azione del primo gol –. Ma Nicolò parte da una grande fase difensiva, è da lì che nasce la sua gran partita. Rompe gli equilibri e non so quanti palloni abbia recuperato nella metà campo avversaria. Per me può fare anche l’esterno, seppur con caratteristiche differenti». [...] «Deve continuare a lavorare, perché come ci si allena, si gioca. Prosegua così e stia zitto», chiude tra il serio e il faceto. [...]


Anno nuovo, Edin vecchio e con il mal di gol

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Sabato 28 aprile 2018. La Roma, in campo con la maglia nera, all'Olimpico asfalta il Chievo (4-1), grazie ai gol di Schick e El Shaarawy e alla doppietta di Dzeko. A pochi giorni dalla semifinale Champions di ritorno contro il Liverpool, la squadra di Eusebio Di Francesco - pur con i soliti alti e bassi sul piano del gioco - porta a casa i tre punti, conferma il terzo posto in classifica e guarda al futuro, più o meno immediato, con ottimismo. Segnatevi questa data: 28 aprile 2018. Perché da quel giorno, Dzeko, ieri in campo con la fascia di capitano al braccio, non ha più segnato un gol in campionato all'Olimpico.Duecentosessantasei giorni di digiuno romano che, fatalmente, diventeranno (almeno) 281, visto che la prossima gara interna è in programma il 3 febbraio contro il Milan. Un'eternità.

IL FANTASMA - Con quella doppietta dello scorso 28 aprile, Dzeko salì a quota 16 reti in campionato: il bosniaco, oggi, è fermo a quota 2 (segnati in casa di Torino e Empoli), e il suo deludente rendimento sta pesantemente condizionando il cammino italiano della Roma. Che, nonostante il mal di gol del suo miglior attaccante, si è piazzata al quarto posto, alimentando però più rimpianti che soddisfazione. Di Francesco, ieri, ha proposto di nuovo Edin dal primo minuto nonostante i due gol (più assist) firmati da Schick nella gara di Coppa Italia contro l'Entella, gli ha dato l'ennesima dimostrazione di fiducia, l'ha coccolato come di più non poteva ma il bosniaco ha ancora steccato la prestazione sul piano della finalizzazione. Il gol che si è divorato all'inizio della ripresa, quello che avrebbe portato la Roma sul 3-0 (e chiuso la partita con largo anticipo), con un tocco moscio da un metro e Sirigu già rassegnato a terra, ci ha fatto tornare in mente il fantasma di Dzeko di qualche anno fa, quello che faceva imbestialire i tifosi per gli errori sciagurati sotto porta avversaria.

IL FUTURO - Non v'è dubbio che la rincorsa della Roma verso il quarto posto finale passi attraverso i piedi e i gol di Dzeko, dunque è fondamentale recuperare la sua vena, la sua abilità realizzativa. Poi, quello che sarà sarà. Inteso come il suo futuro a Roma. Non è azzardato sostenere che, per tutta una serie di motivi, la Roma al momento non sta pensando al rinnovo del suo contratto, scadenza 2020. Questo vuol dire che nella prossima estate Edin, 33 anni a marzo, potrebbe finire sul mercato e che, quindi, la caccia al suo successore di fatto è già cominciata. In attesa di scoprire verità e nomi, non resta che supportare fino alla fine Dzeko come se niente fosse, come se nulla dovesse o potrebbe accadere.
PS: dopo il gol al Sassuolo, Zaniolo è diventato il nuovo Totti. Dopo la rete, bellissima, al Torino ha addirittura scavalcato il Capitano? Il ragazzo è bravo, molto bravo. Piano, piano, però... Per il suo bene.


E' Zaniolo-mania, la baby star conquista i tifosi: "Periodo magico"

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - La Roma più giovane di tutte batte il Torino, riprendendo la scalata al quarto posto. Va avanti di due gol, si fa recuperare, e poi vince (3-2), dimostrando una ritrovata solidita mentale proprio nel pomeriggio in cui Di Francesco schiera la formazione più "verde" che si ricordi dal marzo del 2017. Ai tempi si giocava contro il Sassuolo e l'età media era di 25 anni e 320 giorni. Contro i granata la media è stata invece di 25 anni e 355 giorni. Portabandiera del gruppo è Zaniolo, sempre leader nonostante i suoi 19 anni (è il giocatore giovane del campionato ad aver realizzato almeno due gol), con i tifosi ormai innamorati pazzi di lui e delle sue giocate.

Bellissimo il gol dell'1-0, da terra, che fa stropicciare gli occhi al ct azzurro Mancini, seduto in tribuna, vicino agli osservatori dell'Arsenal, con i tifosi dell'Inter che sui social hanno cominciato ad inveire contro la dirigenza nerazzurra per esserselo fatto sfuggire la scorsa estate. "Niente di più magico...è stata una grande vittoria!", il commento entusiasta di Zaniolo sui social a fine partita. "Nel suo gol ci stanno caparbietà e forza fisica — l'elogio di Di Francesco — è un ragazzo che crede in quello che fa e non molla nulla. Rompe gli equilibri degli avversari, ha una grande aggressività e si allena come gioca, l'aspetto più importante per un giovane". La Roma è intenzionata a blindarlo, rinnovandogli il contratto, con l'inserimento di una clausola rescissoria. "Ma lui deve continuare così e stare zitto — il consiglio del tecnico giallorosso — deve continuare a lavorare".

In una partita da batticuore, risolta a un quarto d'ora dalla fine da una rete di El Shaarawy,conquistando la quarta vittoria consecutiva (coppa Italia compresa), è sembrato non troppo brillante Dzeko, preferito nella formazione iniziale a Schick. "Lui è troppo importante per noi — lo protegge Di Francesco — ha giocato davvero bene per la squadra, è mancato nelle conclusioni. Ma lui fa i gol complicati e spero ricominci presto a segnare perché uno con le sue qualità non può star fermo a soli due centri". Mentre Monchi sul mercato ammette che "La disponibilità economica è quella che è", con Under bloccato da guai muscolari, Baldissoni spiega: "Ci sono stati dei ritardi nel far entrare i tifosi in curva Sud, abbiamo chiesto chiarimenti alla Questura".


La Roma risale verso l'Europa

IL MESSAGGERO - TRANI - Il sorpasso è doppio. Sulla Lazio e sul Milan. La Roma, vincendo 3 a 2 contro il Torino all'Olimpico, si addormenta (un po' pure in campo) al 4° posto e quindi in zona Champions, aspettando le partite delle rivali in trasferta, i biancocelesti (-1) stasera al San Paolo contro il Napoli e i rossoneri (-2) domani pomeriggio a Marassi contro il Genoa. Il peso del verdetto di questo anticipo, insomma, si vede subito in classifica. Il valore della prestazione, invece. è da analizzare. Ci penserà Di Francesco che, nonostante l'assenza di diversi titolari, festeggia comunque sotto la pioggia il 4° successo consecutivo (il 3° in campionato) che conferma la lenta e al tempo stesso evidente crescita del gruppo. I giallorossi, soffrendo e lottando, sono di nuovo protagonisti. Per spirito e qualità.

VIRATA GENERAZIONALE - La Roma, insomma, non sbaglia la partenza nel girone di ritorno. È ancora diversa, mai la stessa formazione nelle 27 partite stagionali. E mai così giovane da quasi 2 anni: età media di poco superiore ai 25 anni. Mancano Florenzi, Jesus, de Rossi e Perotti. Gente d'esperienza e di sostanza, come Nzonzi che resta in panchina. Il 4-2-3-1 è chiaramente offensivo. Rientra Manolas accanto a Fazio, ma sulle fasce attaccano i terzini Karsdorp e Kolarov. I centrocampisti sono 3 trequartisti, ma Cristante e Pellegrini fanno i mediani, con Zaniolorifinitore. E gli esterni alti Under e Kluivert raramente rientrano. Davanti Dzeko che gioca per la squadra. E, in proprio, per ritrovare la forma prima del gol. Si ferma subito Under, dentro El Shaarawy, con Kluivert a destra. Pure il Torino è in emergenza: Mazzarri va sul sicuro con il 3-5-1-1. Ma i giallorossi non sbandano sulle ripartenze. L'unica, a fine 1° tempo e sul 2-0, è dell'ex Iago Falque: palo esterno. Nessun rischio fino a quel momento per Olsen. I granata, invece, capiscono che la serie positiva in trasferta (12 match, con gli ultimi 2 dello scorso torneo), sta per finire. Zaniolo, fermato da Sirigu, riconquista palla e da terra indirizza la partita. Entra in scena Shaarawy. E, coinvolgendo Karsdorp che lo lancia in profondità, conquista il rigore per il raddoppio, fallo di Sirigu poi spiazzato da Kolarov (già 5 gol).

SPINA STACCATA - Il 1° tempo della Roma convince per il dinamismo degli interpreti. Che sono spigliati. E pericolosi sulle palle inattive. Il gol di Zaniolo, sempre con Rincon addososo, sboccia dalla punizione di Kolarov che sistema l'assist sul piattone di Fazio. La ripresa sembra in fotocopia. Dzeko, però, fa cilecca davanti a Sirigu. Mazzarri rilancia. Doppio centravanti: fuori Iago Falque e dentro Zaza per svegliare Belotti. Aina sfrutta la stanchezza di Karsdorp, Rincon e Ansaldi spingono su Cristante e Pellegrini in stand by. Olsen prende 2 gol da fuori: lento sul destro a giro di Rincon e sorpreso dalla finta di Parigini su quello tagliente di Ansaldi. I giallorossi, come con il Chievo e il Cagliari, si fanno rimontare 2 reti: 2-2. Ancora convalescenti. Interviene Di Francesco: Schick accanto a Dzeko. Fuori Kluivert, svagato a destra. Dove va Zaniolo senza fare una piega. Imbucata d'autore di Pellegrini: El Shaarawy fa centro e resta il capocannoniere del gruppo con 6 gol nel pomeriggio in cui ne conta 50 in A: 3-2 e miglior attacco in casa (27 reti). Ora Santonper Karsdorp e l'equilibrio. E Berenguer per Lyanco e il 4-2-4 granata, ma Belotti spreca la chance del pari e si dispera. Dzeko, invece, esulta e abbraccia Schick. Il centravanti titolare non segna in campionato, solo 2 gol, dal 6 ottobre. E all'Olimpico dal 28 aprile. Mai successo di vederlo steccare per 9 partite di fila del nostro torneo. Eppure, per la serenità e la presenza, dà l'impressione che il bello, per lui e la squadra, debba ancora venire.


Lo. Pellegrini: "Grande squadra, grandi uomini, grande vittoria"

Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma ed autore dell'assist vincente ad El Shaarawy nel match vinto 3-2 contro il Torino, ha scitto un post sul suo profilo Instagram. Questo il suo messaggio:

"Grande squadra, grandi uomini, grande vittoria!".


Kolarov raggiunge il suo record personale ma è la stagione più prolifica per lui in campionato

Aleksander Kolarov raggiunge il suo record personale. Infatti, oggi il serbo si è portato a quota 5 gol stagionali. Solo nella stagione 2009-2010 aveva fatto altrettanto, quando indossava la maglia della Lazio ma fece 5 goldivisi tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Mai però aveva ne aveva realizzati così tanti in un singolo campionato, al massimo si era fermato a 4 ai tempi dell'OFK Belgrado. 


Sulla (buona) strada per la quarta vittoria di fila

INSIDEROMA.COM - ELISA GIOCONDI - Partita bagnata, partita fortunata. Non era così? Il cielo sulla capitale è grigio, ma non lo sarà lo spirito della Roma che alle 15 scenderà in campo per battere il Torino.
L'approccio è diverso e la voglia di vincere è molta: le tre vittorie consecutive unite alla sosta, più gli allenamenti serrati a cui la squadra si è sottoposta, possono spezzare l'incantesimo del Torino imbattuta da 12 gare in trasferta.
A favore di Di Fra vanno le mancanze dei granata: Mazzarri & Co. sono privati di Izzo e Meitè causa squalifica, Moretti e Baselli per infortuni, mentre tornano dopo la ripresa Lukic e Zaza, Ansaldi spostato a centrocampo. Il mister dei torinesi sfoggerà il temuto 3-5-2 che ha fatto tribolare i giallorossi: non c'è squadra "debole" che tenga, quando si trovano di fronte la suddetta tattica, vanno in tilt.
Il tecnico abruzzese, invece, disporrà la sua rosa con un ben riuscito 4-2-3-1. Farà a meno di De Rossi, Florenzi, Juan Jesus, Perotti e Mirante, Manolas torna trionfante in difesa, Nzonzi e El Shaarawy prontissimi in panchina. In ottima forma Marcano, Schick e Karsdorp, che giocherà sulla fascia da titolare per la seconda partita di fila.

I punti portati a casa contro Sassuolo, Parma e Virtus Entella, devono gasare i giallorossi per le prossime partite più toste delle precedenti: Torino, oggi, e Atalanta in campionato, poi Fiorentina e Porto in coppa. Non c'è 3 senza 4: se conquisteranno anche la vittoria di oggi, si piazzeranno al 4° posto davanti alla Lazio, che ha due punti in più e giocherà domani, e al Milan che ha soltanto un punto di vantaggio rispetto alla Roma e sfiderà il Genoa lunedì. La risalita deve pressare le concorrenti in Champions.
Di Francesco è (parzialmente) soddisfatto della crescita ma non può (e non deve) tirare ancora un sospiro di sollievo, la strada per il traguardo è tortuosa. Il Torino è temibile, soprattutto in trasferta, ma il 4° posto in classifica è (potenzialmente) raggiungibile e la Roma, nonostante le privazioni forzate, potrebbe avere i numeri per farcela.


Roma-Torino 3-2 - Le pagelle dei giallorossi

INSIDEROMA.COM - FEDERICO FALVO - Come alla prima d'andata la Roma parte bene con i tre punti. Non un match facile però, soprattuto per come si era messa la gara nel primo tempo. Ma fortunatamente i ragazzi di Di Francesco si sono fatti trovare pronti, reagendo con cattiveria e trovando il successo finale.
Ma vediamo come si sono comportati i giallorossi in campo:

OLSEN 6 - Si fa trovare impreparato sui due gol dalla distanza, ma era comunque difficile arrivarci. Per il resto del match compie solo qualche uscita senza essere seriamente impegnato.

KARSDORP 6.5 - Ottime sovrapposizioni e trova l'imbeccata per El Shaarawy che porta al rigore. Si perde un pò nel corso della ripresa ma è un piacere poterlo finalmente vedere in campo.

SANTON (dall'80') 6 - Entra per i dieci minuti finali e fa vedere buone cose, cercando anche il gol con un'azione personale ma Sirigu para.

MANOLAS 6 - Come sempre una partita attenta senza commettere errori o perdere il diretto marcatore.

FAZIO 5.5 - Qualche errore di troppo, ma chiude il match con cattiveria e voglia di non chiudere la partita senza i tre punti.

KOLAROV 6.5 - Gol su rigore a coronamento di un'ottima prestazione. Quando è in forma si vede e risulta fondamentale per la squadra.

CRISTANTE 6.5 - Sempre presente in mezzo al campo con contrasti e trame di gioco per liberare i compagni e far ripartire l'azione.

LO. PELLEGRINI 7 - Una prestazione sopraffina la sua, con costanza in mezzo al campo e sostegno ai giocatori offensivi. Al bacio l'assist per El Shaarawy che vale il gol della vittoria.

ZANIOLO 7 - Porta in vantaggio la Roma con un super gol. Arpiona il pallone in area con il destro e da terra la piazza sotto la traversa. Lotta in mezzo al campo con foga agonistica e dribbla con classe e semplicità.

UNDER SV - Solo sei minuti per l'esterno turco, che esce per infortunio.

EL SHAARAWY (dal 6') 7 - Sciupa una ghiotta occasione poco dopo il suo ingresso in campo, ma si fa trovare in area procurandosi il rigore. Trova l'angolo giusto per il nuovo vantaggio giallorosso che regala la vittoria finale.

KLUIVERT 5.5 - Partita sottotono la sua, con qualche cross per i compagni ma senza incidere.

SCHICK (dal 72') 5.5 - Pochi minuti in cui gioca largo facendo vedere come non sia il suo ruolo naturale.

DZEKO 5 - Partita molto sottotono la sua. Il non aver giocato per varie partite sembra aver pesato. Sbaglia un facile tap-in nella ripresa, un gol che in passato avrebbe segnato ad occhi chiusi.


In-granata la marcia!

INSIDEROMA.COM - L.LUCIANI - Giunta al giro di boa della stagione, la Roma riprende la corsa al quarto posto sulle orme positive dell’anno appena trascorso, ottenendo la terza vittoria consecutiva senza far mancare quella sofferenza peculiare dello stile romanista.

SOLUZIONE - L’anticipo delle 15:00 contro il Torino vede subito una tegola in casa Roma: dopo solo cinque minuti Under si infortuna per un problema muscolare alla coscia che richiede immediatamente una sostituzione. Con Florenzi non convocato, l’unica soluzione appare El Shaarawy, non ancora al meglio dopo un periodo influenzale. Ma il Faraone non sembra curante del suo stato fisico e corona la sua ottima prestazione con un rigore procurato e il gol della vittoria.

INVOLUZIONE - Assente ingiustificato dal rientro dalle vacanze è il bomber Edin Dzeko. Con solo 2 gol all’attivo, di cui l’ultimo datato 5 Ottobre, il bosniaco si presenta poco motivato e di lunga sotto le aspettative dei tifosi e dei bookmakers, che lo davano quasi scontato come marcatore del match. Capace di sbagliare a pochi metri dalla porta, Dzeko si allontana dal profilo di goleador ormai acquisito da anni dando i primi segni di un’involuzione in rapida ascesa.

VETERANO - Nel risultato finale condito con ben cinque reti, non poteva mancare la firma di Zaniolo. Il “giovane veterano” continua a sfornare prestazioni maiuscole marchiate a fuoco, con gol spettacolari ricchi di tenacia mista a tecnica sopraffina. Un talento cristallino pronto a imporre il proprio “io” nel calcio italiano da qui ai prossimi dieci anni, a patto che venga protetto dalle pressioni esterne e dalle numerose aspettative che gravano sui suoi appena 19 anni.