Monchi al lavoro per DiFra. Due acquisti nel mirino

IL CORRIERE DELLA SERA - Le priorità sono un difensore centrale e un centrocampista, non necessariamente in quest’ordine; (...) Per il centrocampo sono molti i nomi accostati alla Roma nelle ultime ore: da Julian Weigl, mediano classe
’95 del Borussia Dortmund a Diadie Samassekou, maliano del Salisburgo già osservato la scorsa estate che piace moltissimo a Di Francesco.

Leander Dendoncker, centrocampista belga classe ’95 di proprietà dell’Anderlecht, ma ora
in prestito al Wolverhampton, può essere una valida alternativa. Per giugno, invece, resta sulla lista di Monchi il messicano Hector Herrera. (...) Piacciono moltissimo due classe 2000: HamedTraorè, ivoriano dell’Empoli, e Sandro Tonali del Brescia, per entrambi si scatenerà una vera e propria asta.

Uno degli obiettivi per la difesa è Gianluca Mancini, centrale classe ’96 dell’Atalanta, ma c’è da superare la concorrenza di Juventus e Inter.
Prima di pensare agli arrivi, però, bisogna sistemare alcuni esuberi. Il primo è Ivan Marcano. (...) In uscita anche Rick Karsdorp, che potrebbe tornare in prestito al Feyenoord; con la stessa formula dovrebbero partire anche Ante Coric e William Bianda, che hanno bisogno di accumulare minuti ed esperienza. (...).


Acquisti low cost per Monchi, che confessa: “Ho sbagliato”

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Da Dubai alle Maldive, dalla Turchia all’Argentina: si godono la loro settimana di vacanza, i giocatori della Roma, mentre i tifosi sognano che questo gennaio possa regalare qualche nuovo giocatore. Il 2018 è terminato con due vittorie salva-panchina, contro Sassuolo e Parma, capaci di ridare forza a Di Francesco e restituire alla gente la speranza di vedere nel nuovo anno una squadra meno umorale e più vincente. “I tifosi della Roma hanno ragione, più degli altri, perché quando uno tifa una squadra come quella giallorossa, bisogna vincere qualcosa”. Parole e musica di Monchi, bersaglio mobile della critica di questo periodo, consapevole che il malcontento nei suoi confronti abbia un fondamento. “Tutti si aspettano che prenda 4-5 giocatori - ammette il ds spagnolo a Sky - invece per me il mercato di gennaio non cambia tanto una squadra, è per sistemare piccole cose. Se bisognasse fare 4-5 acquisti, vorrebbe dire che qualcosa si è sbagliato in estate. Siamo in 16 a lavorare sui giocatori da prendere, le mie idee devono combaciare con quelle dell’allenatore e viceversa”.

Quindi nessuna finestra di riparazione stravolgente, solamente la sostituzione di giocatori che partiranno. Vedi Coric, Marcano e Karsdorp. Verranno presi un centrocampista e un difensore. “Penso che i bilanci si facciano a fine stagione, ma è vero, qualcosa ho sbagliato”, ammette con onestà Monchi. Paraticamente un budget pari a zero per il mercato di gennaio, e la necessità di muoversi tra prestiti con diritto di riscatto. Con i tifosi vigili per la paura che si possa pensare di cedere un big come accaduto proprio un anno fa quando si è provato a vendere Dzeko al Chelsea. Gli obiettivi tra i quali ci si muove? Per il centrocampista i nomi possibili sono quelli di Julian Weigl(Borussia Dortmund), Diadie Samassekou (Salisburgo) e il belga Leander Dendoncker(Wolverhampton).

In attesa di qualche new entry, continua a lavorare in questi giorni di vacanza, De Rossi, rimasto nella capitale per curarsi. Il capitano giallorosso vuole tornare a stare bene prima di decidere, insieme a Monchi, di rinnovare il contratto che gli scadrá il prossimo giugno.


Vigorelli: “Roma e Milan le più attive. Il messicano Herrera? Piace tanto...”

IL MESSAGGERO - TROTTA - Claudio Vigorelli è tra i più noti agenti italiani e intermediari di calciomercato internazionale. Ha curato gli interessi di Stankovic, Eto'o, Destro e il trasferimento di Szczesny dall'Arsenal alla Roma.
Nella sua scuderia ora figurano il talento dell'Empoli La Gumina, il romanista Santon e Viviano, in parola con la Spal.

Ci conferma che la Serie A ritroverà Emiliano Viviano?
"Potrebbe tornare alla Spal, accetterebbe volentieri questa sfida: ha tanto da dare e una voglia sfrenata di giocare.
Con lo Sporting non è stata un'esperienza positiva. Essendo stato scelto da Mihajlovic, ha pagato il cambio dell'allenatore".

Il suo, poi, non sarà l'unico ritorno.
«È il tema dominante di gennaio. Si parla anche tanto di Ogbonna, GabbiadiniNon prevedo colpi clamorosi, ma c'è tutto il tempo per ragionare».

I club più attivi?
"Il Milan e la Roma, se trova le giuste opportunità".

Il ds Paratici invece lavora al colpo Ramsey, in scadenza nel 2019.
"Ha il dna da Juve, se ci sono le condizioni credo che non avranno difficoltà a prenderlo".

Da esperto di calcio portoghese, come si spiega il momento no di Marcano?
"Roma è una piazza particolare, a volte alcuni giocatori hanno bisogno di più tempo per ambientarsi. Ma il calciatore non si discute, ha dimostrato di essere importante. Secondo me, il club giallorosso deciderà di farlo uscire solo per un'alternativa di livello".

Lei rappresenta in Italia il centrocampista Herrera.
"Sta valutando se rinnovare con il Porto o prendere in considerazione altre offerte. Se la Roma lo ha cercato? Resta un giocatore molto apprezzato in Italia".

Passiamo a Santon.
"Il bilancio è positivo, sono contento della fiducia di Monchi e dello spazio che gli ha concesso Di Francesco. Ha una storia importante. L'operazione con l'Inter per la cessione di Nainggolan e gli arrivi a Roma di Davide e Zaniolo ha favorito i giallorossi".

Infine La Gumina, uno dei maggiori talenti del calcio italiano.
"Un giovane davvero promettente, insieme a Tonali e Zaniolo rientra sicuramente nella categoria dei baby più interessanti".


Monchi punta Dendoncker. E piace Young

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Monchi ha messo gli occhi su Leander Dendoncker, 23 anni, mediano belga del Wolves che all’occorrenza può giocare anche come difensore centrale. (...) Dall’Inghilterra, invece, tornano d’attualità le voci su di un interessamento per Ashley Young, il terzino del Manchester United che ha il contratto in scadenza a giugno prossimo. In difesa ancora occhi puntati su Iago Maidana(San Paolo) e Kabak (Galatasaray), mentre a centrocampo continuano a piacere Weigl (Borussia Dortmund) e Samassekou (Salisburgo). (...).


Roma, difesa a oltranza

IL MESSAGGERO - CARINA - I numeri (24 gol subiti, undicesima difesa del torneo) c'entrano fino ad un certo punto. Tra questioni anagrafiche (Fazio, 32 anni a marzo; Kolarov, 34 il prossimo novembre), altre dovute al mercato (Manolas) e flop legati al rendimento (Marcano, Bianda), la difesa è il reparto che tra gennaio e la prossima estate rischia di essere maggiormente cambiato. Non una scelta ma una necessità. La decisione quest'anno di limitarsi a puntellare il reparto con gli arrivi di Marcano e Bianda non ha dato gli effetti sperati. E non solo per le difficoltà palesate dai due. Lo spagnolo (360 minuti in stagione) - che nelle idee originarie doveva alternarsi con Fazio - nelle gerarchie interne è stato sorpassato anche da Jesus (che la Roma in estate ha provato a cedere prima al Torino, poi in Turchia e allo Zenit, scontrandosi con il no del calciatore), mentre il francese - per il quale si pensava ad un inserimento graduale - ha incontrato ostacoli anche nel campionato Primavera. Il problema, però, è stato il drastico calo nel rendimento di Fazio che ha acuito le difficoltà del reparto. Intervenire a campionato in corso, con un budget pari a zero, è impossibile. Tradotto: a gennaio saranno dunque effettuate operazioni di routine. Marcano tornerà in Spagna, lo vuole il Siviglia; Bianda andrà in prestito in serie B: piace al Crotone. Al loro posto, potrebbe arrivare Iago Maidana, brasiliano di proprietà del San Paolo ma in prestito all'Atletico Mineiro. Ventidue anni, è un difensore abituato a una linea a quattro. Di piede destro, anche se quasi sempre utilizzato sul centro-sinistra: forza atletica (196 centimetri), anticipo, colpo di testa, con una buona visione di gioco (a livello giovanile veniva utilizzato a centrocampo). Altro nome che circola è quello di Kabak del Galatasaray. A meno che la Roma non decida di prendere un calciatore che possa ricoprire (eventualmente) il doppio ruolo di mediano e all'occorrenza di difensore. Il profilo di Dendoncker (che piace in ogni caso) ha trovato conferme off record.

IN ESTATE - In estate si metterà mano in modo più radicale al reparto. Che, inutile girarci intorno, potrebbe vedere la dolorosissima partenza di Manolas. Il greco ha una clausola rescissoria accessibile (36 milioni) per un giocatore del suo valore e aver deciso di affidarsi definitivamente a Raiola (che aveva già agevolato il suo trasferimento nell'agosto del 2014) addensa nubi oscure sul futuro in giallorosso. Discorsi futuribili e fastidiosi da fare ma quanto mai attuali conoscendo sia il modus operandi della Roma che dell'agente. I nomi sul taccuino di Monchi sono diversi. Tra questi ci sono quelli di Mancini (Atalanta), Andersen (Sampdoria) e Rugani (Juventus), anche se quest'ultimo rinnoverà entro gennaio per altri due anni. Monchi - per ora - s'è fermato ad un semplice pourparler. Qualcosa in più c'è stato per Andersen, nell'ambito dei colloqui avvenuti nelle scorse settimane relativi ad un possibile ritorno di Schick alla Sampdoria in prestito. Il 22enne danese è però un pezzo pregiato del prossimo mercato: su di lui, c'è anche l'Inter. Duello, quello con i nerazzurri, che potrebbe ripetersi per Mancini. Prima Kessie (poi finito al Milan per un voltafaccia del procuratore), lo scorso anno Cristante, non dimenticando Tumminello, ora Mancini: l'asse Roma-Bergamo è sempre caldo. A questi profili, nel caso di partenza di Manolas, andrebbe aggiunto un big. Al netto di possibili occasioni a parametro zero in Premier (Vertonghen, Alderweireld, Mangala e Kompany si svincolano a giugno), De Ligt, nonostante la giovane età, è il sogno. Apparentemente proibitivo vista la concorrenza. Ma l'agente dell'olandese indovinate chi è? Lo stesso di Manolas. Alias Mino Raiola. Con il quale la Roma (avendo in rosa Kluivert, Luca Pellegrini e appunto Manolas), volente o nolente, dialoga sempre più frequentemente.


La Roma aspetta De Rossi: “Mi serve ancora tempo"

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Nella vita c’è bisogno di capitani coraggiosi, e ben lo sa la Roma, che da troppo tempo sta facendo a meno di Daniele De Rossi.
(...) Infatti, nelle 14 partite stagionali che De Rossi ha saltato finora, per potenziali 42 punti disponibili, la squadra giallorossa ne ha conquistati solo 21, la metà. Sicuramente un problema per Eusebio Di Francesco, che lo ha perduto durante il match in trasferta col Napoli (con la Roma in vantaggio, per poi essere raggiunta) per non riaverlo fino a questo momento, anche se nella partita contro il Genoa in casa – quella decisiva per le sorti dell’allenatore – Daniele volle essere presente in panchina per vivere fino in fondo il suo ruolo da capitano.

Ma perché questo calvario? La storia è nota. Dalla cisti meniscale al ginocchio destro fino alla lesione della cartilagine, a 35 anni De Rossi ha affrontato la crisi più nera dal punto di vista fisico. (...) Proprio per questo il capitano giallorosso sta trascorrendo le vacanze al lavoro a Trigoria, rinunciando al viaggio alle Maldive insieme alla famiglia, che posta comprensibili frasi di nostalgia. Ma il momento è delicato. De Rossi sta facendo di tutto per cercare di tornare il prima possibile, anche sottoporsi ai fattori di crescita che aiutano la cartilagine. Per un problema come il suo, tra l’altro, neppure l’ipotesi chirurgica sarebbe stata da escludere, ma è ovvio che la stagione sarebbe stata quasi compromessa. Per questo a Trigoria incrociano le dita, sperando che il problema venga sconfitto in modo semplice, anche se nessuno è in grado di dare certezze sul ritorno. E allora, visto che la voglia di giocare del capitano è ancora tanta, nulla esclude che a fine stagione possa affrontare l’intervento per ora evitato.

Già, perché a De Rossi piacerebbe continuare ancora per un altro anno, e la dirigenza – fisico permettendo – è già d’accordo con lui per il via libera. Logico, però, che tutto dipenderà dalle condizioni fisiche, ed è per questo che il problema al ginocchio è stata una tegola in questo percorso. In ogni caso, il rapporto con la Roma non finirà certo così, visto che il capitano (in un giorno non lontano) sarà in panchina. (...)


Florenzi sicuro: “Più continuità per il 4o posto”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Zitti tutti, parla Alessandro Florenzi, capitano designato in attesa di De Rossi. Il jolly della Roma ha parlato a Roma Tv tra passato e futuro. “Di Francesco ci ha dato una filosofia ci ha portato a fare grandi partite e speriamo di farne altre nel prossimo futuro - ha detto Florenzi - . (...) Il quarto posto è il nostro obiettivo e dovremo averlo chiaro fino in fondo, ma ci sono la Lazio e poi il Milan, la Sampdoria e non solo. Insomma, nel 2019 servirà più continuità per poter giocare la Champions”.


Gennaio, un mese di mercato

IL MESSAGGERO - TROTTA - Molte operazioni sono entrate nella fase calda e altre veleggiano già verso il traguardo. Ma solo da domani al 31 gennaio le società italiane potranno depositare i contratti. Sulla falsariga della sessione estiva sarà il mese dei ritorni: la Fiorentina ha ufficializzato l'attaccante colombiano Muriel (prestito con diritto di riscatto sui 13-15 milioni: oggi l'ex Samp sosterrà le visite mediche); la Spal aspetta Viviano; il Bologna attende Sansone più Soriano e sogna quel Gabbiadini proposto a Milan e Sampdoria. Protagonisti dei possibili affari come back' anche Ogbonna del West Ham, accostato al club rossoblu, e Barreca. Il Genoa ha invece bloccato Sturaro. Non solo opportunità, però. Il mese di gennaio si rivelerà una finestra utile sia per programmare con anticipo le operazioni estive sia per prenotare i prossimi svincolati.

SGUARDO AL FUTURO - La Juventus, in particolare, vuole confermarsi la regina degli affari cosiddetti low cost portando in Italia uno dei calciatori più ambiti in Europa: Ramsey. Al momento, i bianconeri guardano le concorrenti da una posizione di vantaggio. Il gallese ha infatti dato la sua disponibilità al ds Paratici e sembrerebbe molto attratto dall'idea di giocare con CR7 («Voglio chiudere la carriera allo Sporting», le parole del campione portoghese da Dubai). Ma la presenza del Psg e del Bayern obbligano i Campioni d'Italia a non abbassare la guardia. E forse ad effettuare l'ennesimo rilancio, considerando le alte pretese del centrocampista dell'Arsenal e del suo entourage: 8-9 milioni per l'ingaggio più 10 come commissione.
In uscita si segnalano invece le probabili partenze di Spinazzola e Kean. Il prossimo incontro con l'agente del giovane attaccante, Mino Raiola, permetterà tra l'altro ai bianconeri di prendere nuove informazioni su de Ligt, sul quale è forte il pressing del Barcellona.
A proposito di difensori, va monitorata la situazione di Todibo. Il classe '99, attratto dalla proposta della Vecchia Signora, ha rifiutato il contratto da professionista con il Tolosa. Paratici lavora per strapparlo ai francesi già a gennaio. Sullo sfondo il Bayern e le big spagnole.
Todibo resta anche un pallino del ds del Napoli Giuntoli, ora in posizione più defilata. Ecco che il dirigente ha concentrato le sue attenzioni su un altro colpo in prospettiva: Almendra del Boca Juniors. Il centrocampista ha dato il suo ok agli azzurri, l'ostacolo si conferma la richiesta del club argentino di 20 milioni di euro per il cartellino. Proseguono poi i dialoghi con il Genoa per Kouamé, stimato anche da Milan e Roma. De Laurentiis vorrebbe chiudere ora l'affare per giugno. Capitolo uscite: Rog è richiesto dal Parma. Anche il calciomercato dell'Inter è proiettato al futuro. Gli osservatori nerazzurri sono rimasti incantati da Brazao, portiere classe 2000 del Cruzeiro. L'obiettivo è replicare l'operazione Julio Cesar: parcheggiarlo sei mesi in una società amica', per tesserarlo poi in estate da comunitario. Al ds Ausilio piace pure Kabak, difensore del Galatasaray da tempo nei radar della Roma.

DOPPIO ARRIVO - Decisamente più attivo il Milan, costretto, però, a muoversi entro certi paletti dopo il richiamo della Uefa per l'acquisto di Paqueta. Intanto il sogno Fabregas si allontana: il Monaco dell'amico Henry è in pressing. Un altro nome evidenziato sui taccuini è Sensi: il Sassuolo però lo ritiene incedibile a gennaio.
Per l'attacco, dopo il mancato contro sorpasso sulla Fiorentina per Muriel, è stato proposto Gabbiadini. Scatenatissimo il Bologna. Prenotati, come detto, Sansone e Soriano, i rossoblu vogliono inserire altri tre innesti. Riflettori su Kean e Spinazzola.


Ufficiale, Muriel è un nuovo giocatore della Fiorentina

Luis Fernando Muriel è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina. Questo è quanto riferisce il sito dei toscani, violachannel.tv, che spiega come l'attaccante colombiano sia stato acquistato dalla società spagnola a titolo temporaneo con diritto di riscatto. Domani il giocatore sarà nel capoluogo toscano per svolgere le visite mediche di routine. L'ex Udinese era stato accostato alla Roma nelle scorse settimane e sembrava ad un passo dal Milan, bravo il ds Pantaleo Corvino a portarlo a Firenze, visto che l'aveva avuto a Lecce e lo conosce bene.


Florenzi: "Roma-Barcellona una partita che difficilmente scorderemo. Col Liverpool per poco non facevamo il miracolo grazie alla spinta dei tifosi" (video)

Alessandro Florenzi, vicecapitano della Roma, è stato il primo protagonista del 2019 dello Slide Show di Roma  Tv. Queste le sue dichiarazioni:

Napoli-Roma...
"Venivamo da un momento difficile però grazie all'aiuto di tutti siamo riusciti a fare una grande partita che ci a rilanciato verso i nostri obiettivi. Edin ha segnato due bellissimi gol e abbiamo fatto una grande vittoria".

Ritorno di Roma-Shaktar?
"Partita importante per noi. All'andata avevamo perso 2-1 e quindi per forza dovevamo vincere. È stato un bel gol che viene da un passaggio da sinistra di Kevin (Strootman ndr) che la mette di prima, una giocata che provavamo da tempo. Edin è scattato sul filo del fuorigioco e poi ha fatto quello che gli viene meglio del suo mestiere, ovvero il gol, portandoci ai quarti di finale di Champions League".

Roma-Barcellona. L'esultanza di Manolas al terzo gol?
"Questa è la foto della stagione dell'anno scorso, non tralasciando quello che hanno fatto Daniele (De Rossi ndr) ed Edin (Dzeko ndr) perché senza di loro non ci saremmo trovati sul 2-0, ma quello che ha fatto Kostas (Manolas ndr) rimane nella storia. È stata una partita che difficilmente scorderemo e che difficilmente scorderà Roma. Noi ci credavamo perché avevamo visto quello che abbiamo fatto lì a Barcellona. Ci aveva detto male in qualche occasione, però sapevamo che potevamo colpirli, dovevamo ovviamente fare la partita perfetta e così è successo, abbiamo fatto una grande gara sotto tutti i punti di vista, trascinati dal'affetto del pubblico siamo riusciti a fare qualcosa di davvero straordinario".

Esultanza Florenzi-De Rossi?
"Non ricordo se questa era l'esultanza dopo il gol di Kostas o dopo la fine della partita. Insomma si siamo resi conto che stavamo facendo qualcosa di straordinario. Daniele come me vorrebbe vincere qualcosa qui e anche se quella non era una vittoria, per noi era come se lo fosse, per quello che poteva rappresentare per i tifosi. Se calcoli che l'ultima volta che la Roma aveva giocato una semifinale nell'84 dopo l'anno dello scudetto ti viene comunque da pensare che sei nella storia di questo club e che hai fatto qualcosa di incredibile. Non è stata una vittoria, ma è stata una bella pagina perché sono romano e romanista".

I festeggiamenti dopo la partita col Barcellona?
"Abbiamo buttato tutto quello che avevamo davanti a noi, sprecammo anche un po' troppa acqua. A parte gli scherzi sono dei festeggiamenti che sono di un gruppo che si vuole bene e che vuole rivivere come quella".

Salah?
"Giocatore fortissimo. Quella sera ci ha fatto male (Liverpool-Roma nr). È stata una partita andata male che siamo riusciti solo a renderla meno amara nel finale, per poi nel ritorno avere l'amarezza e dire: 'Se facevamo meno peggio in quella partita forse potevamo ambire a qualcosa di importante". Siamo stati fuori dai binari per trequarti della partita e loro ci hanno ammazzato sotto il punto di vista di aggressività e di gioco di squadra. Gli ultimi 20 minuti siamo riusciti a risalire".

Roma-Liverpool...
"Prima della partita ricordo i momenti prima della partita. Prima di entrare al campo si fa la curva e poi si va a Via dei Gladiatori penso che quelle immagini che ho anche sul mio telefonino, o i video fatti da me, li porterò sempre con me perché è l'affetto che Roma ci ha sempre dato e ci ha spinto a fare una grande partita che poi è stata visto che alla fine abbiamo vinto 4-2. È stata una pagina brutta, però che portiamo con noi perché è stata una vittoria bella e per poco non facevamo il miracolo. Abbiamo avuto tutto l'affetto dei 70 mila che erano allo stadio, li abbiamo sentiti ed è stata una bella serata, anche se abbiamo perso l'obiettivo di arrivare in finale di Champions".

La vittoria sul Cagliari?
"Vittoria importante, dove Cengo ha fatto il gol vittoria. Successo che ci ha dato grandi punti. Lui per me è un gran giocatore e se continuerà così potrà fare grandi cose nella sua carriera, quindi gli auguro il meglio. Non è mai facile nulla, soprattutto quando hai 3 competizioni da giocare, devi stare sempre sul pezzo, sempre concentrato e questa è stata la partita che ci dava la Champinos League e siamo riusciti con un guizzo di Cengiz".

Roma-Juventus...
"Dovevamo finire con una vittoria, così non è successo. Abbiamo finito con un pareggio ma è stata sicuramente un'annata importante e speriamo di rifarci nel 2019 e fare cose buone".

De Rossi e Di Francesco...
"Il mister ci ha dato un'impronta ben precisa. L'abbiamo leggermente cambiata quest'anno, ma la sua filosofia di gioco ci ha portato a fare grandi partite e speriamo di poterne fare tante altre nei prossimi tempi. Ha fatto qualche accorgimento tattico che ha fatto in base alla squadra che c'è quest'anno e secondo me ha fatto la cosa giusta. Ha apportato delle modifiche per fare in modo che tutti possano essere nel proprio ruolo e cercare di fare meglio. Daniele manca tanto come capitano, come uomo-squadra, ma soprattutto come giocatore. Quando lui gioca, faccio sempre la solita battuta: 'è facile giocare in 12' perché lui riesce a stare in difesa nel momento giusti e a far ripartire l'azione nel momento giusto. È quel tipo di giocatore che tutte le squadre vorrebbero. Speriamo si riprenda presto e ci venga a dare una mano, perché abbiamo bisogno di lui".

Preparazione prestagionale...
"Una bella preparazione e diversa perché comunque era la prima che facevo dopo due infortuni ed è stato bello stare fin dall'inizio con il gruppo ed è stato un bel periodo ma faticoso".

La preparazione a Trigoria?

"Ci piace perché conosciamo già l'ambiente, tutto ciò che ci circonda, ci sono strutture all'avanguardia. Poi siamo a Roma quindi se qualcuno della mia famiglia vuole venirmi a trovare può farlo e questo avvantaggia la scelta di Trigoria".

Torino-Roma...
"Prima giornata di campionato dove siamo partiti benissimo. All'ultimo c'è stata l'azione di Justin sulla destra ed Edin con un colpo da maestro è riuscito a fare un gran gol e a portare a casa questi primi tre punti".

Gol di tacco di Pastore...
"Per noi, lui è un giocatore importante, si sta ambientando benissimo e sono sicuro che fra poco vedremo il Flaco che ci può dare una grande mano e far fare il salto di qualità".

Gol di Florenzi contro l'Atalanta...
"Partita iniziata male dove siamo riusciti a riagguantarla con Kostas. una partita dove stavamo sotto 3-1 e poi siamo riusciti a pareggiarla ed è stato un bel segnale non abbattendoci dopo quel 3-1. Qui c'è un po' di rabbia, un po' di tutto. Quando scendo in campo cerco sempre di dare il massimo e quando faccio un gol riesco a sfogare tutte quante le emozioni che si provano nel campo. Spero di fare altri gol, ma sicuramente non mancherà mai il mio apporto e dare il 100% per questa maglia".

Real Madrid-Roma?
"Una sconfitta eccessiva per quello che abbiamo costruito. Abbiamo avuto anche due occasioni da gol che non siamo riusciti a concretizzare. Loro sono il Real Madird e ci hanno rifilato il 3-0 ed è stata una brutta batosta".

Bologna-Roma...
"Il punto più basso di questa stagione, un 2-0 dove praticamente non siamo scesi in campo e dove poi sono partiti dei risultati negativi. Cerchiamo di non fare più queste figure perché non è da noi. Siamo la Roma e dobbiamo dimostrarlo partita dopo partita senza cadere così in basso".

Il derby con la Lazio...
"Questa potrebbe essere la rinascita di Lorenzo (Pellegrini ndr). All'inizio è stato un giocatore da cui tutti si aspettavano qualcosa di importante, ma non era facile. Anche lui era al 'primo anno' nella Roma. Aveva la fiducia di tutti noi e questo gol ha cambiato un po' le sue sorti, da questo tacco è rinato Lorenzo che poi ha contribuito a tante vittorie della Roma e speriamo che adesso l'infortunio sia alle spalle e continui a fare queste magie per noi. La Lazio è una squadra molto affiatata, è rimasta quella dell'anno scorso e quindi sono un gruppo ben assortito. Poi c'è il Milan e le squadre che possono fare l'exploit come la Sampdoria... Sarà difficile, ma questo è il nostro obiettivo e lo dovremo realizzare tutti nei prossimi 6 mesi che saranno molto importanti".

Roma-Viktoria Plzen?
"Stiamo facendo dei grandi risultati. A parte il Real Madrid, credo che abbiamo fatto più di 7 risultati utili consecutivi. È stata una partita che abbiamo vinto 5-0 e che ci ha risollevato. Poi ci aspettava un'altra partita importante come quella contro il Cska e siamo riusciti a vincere. Quando senti la musichetta qualcosa dentro ti scatta. È ovvio che ci sono circostanze che ti fanno fare grandi partite e partite mediocri in campionato però è sempre bello giocare la Champions. Quello che dobbiamo capire è che se vogliamo sentire la musichetta dobbiamo arrivare al quarto posto e dobbiamo fare prestazioni altrettanto importanti in campionato".

Roma-Spal...
"Nelle partite dopo la sosta non siamo riusciti a fare quello che volevamo. In questa partita abbiamo fatto più del 70% di possesso palla ma non siamo riusciti a concretizzare. Loro sono riusciti a espugnare l'Olimpico, cosa che non volevamo perché dovevamo dare un segnale di risposta che purtroppo non c'è stato". 

Napoli-Roma...
"A Napoli riusciamo quasi sempre a risorgere. Abbiamo fatto gol quasi subito nel primo tempo e poi l'avevamo portato fino alla fine, difendendo uniti. Al 96' sono riusciti a pareggiare questa partita ma se avessimo vinto sarebbero stati 3 punti pesanti". 

Fiorentina-Roma...
"Questo è il gol del pareggio che doveva essere invece il gol vittoria. Ci hanno dato un rigore contro che non c'era e che anche gli arbitri dopo avevano detto che non era rigore. Però siamo riusciti a non usciti sconfitti da Firenze, un campo sempre difficile".

CSKA Mosca-Roma...
"Il gol di Kostas insieme a quello di Lorenzo ci hanno fatto vincere a Mosca e ci ha dato una grande mano per il passaggio del turno. Sapevamo che dovevamo fare punti contro il Cksa se volevamo passare il turno e così è stato, riuscendo a raggiungere il primo obiettivo degli ottavi di Champions League. La Roma non è andata tante volte agli ottavi di finale e quindi questo deve diventare un'abitudine e cercare di andare avanti".

Totti nella Hall of Fame?
"Dall'ultima partita col Genoa a qui, l'affetto per lui è sempre stato maggiore e lo sarà per sempre. È entrato giustamente nella Hall of Fame e ne è diventato il Capitano. Con alcuni di noi ha un rapporto speciale che va al di là del calcio, è sempre vicino la squadra, è sempre lui il primo a fare colazione anche se in un tavolo leggermente distante".

Roma-Inter...
"Abbiamo fatto un 2-2 dove siamo andati due volte in svantaggio. Non è stata una partita semplice ma abbiamo tirato fuori tutto quello che avevamo dentro e penso che questo si sia visto. Abbiamo fatto una buona partita anche se non siamo riusciti a portare a casa la vittoria, ma ci abbiamo provato fino all'ultimo. Alle volte ci siamo buttati giù mentalmente in alcune gare, ma non è successo in questa. Anzi in due volte siamo andati in svantaggio e in entrambe le volte abbiamo avuto una reazione da squadra. Non dovremo più ritrovarci in svantaggio, ma le volte che lo saremo dovremo avere una reazione come  quella che abbiamo avuto qui con l'Inter".

Il torello durante il ritiro?
"Ci è servito per amalgamare ancora di più il gruppo e per cercare tra di noi cosa è che non andava i quel periodo. Spero che siamo riusciti a trovare ciò che non andava anche se nella partita con il Plzen non è avvenuto. Dopo però c'è stata sicuramente una reazione".

Roma-Genoa...
"La reazione che tutti volevamo. Partita non bellissima, ma giocata con rabbia. Tutti noi volevamo i tre punti e alla fine ci siamo riusciti. In questo momento non avevamo bisogno di gioco, o di belle giocate: dovevamo fare un gol più dell'avversario e così è stato".

Juventus-Roma...
"Nell'ultima parte della gara li abbiamo messi dentro la loro area ma non siamo riusciti a concretizzare e meritavamo sicuramente qualcosa in più".

Roma-Sassuolo?
"Ultima partita in casa vinta meritatamente dove Patrick e Zaniolo hanno fatto una grande gara. Tanti giocatori hanno dato il loro contributo per continuare questo percorso verso il quarto posto che resta il nostro obiettivo. Nel 2019 dovremmo avere più continuità di risultati per giocare la Champions del prossimo anno".

 


Monchi: "Quando c'è il mercato, il mondo gira intorno ai direttori sportivi. Il tifoso ha sempre ragione, quello della Roma di più"

Ramon Rodriguez Verdejo 'Monchi', ds della Roma, è stato intervistato da Sky Sport per il ciclo dei direttori sportivi delle principali squadre della serie A. Queste le sue dichiarazioni:

Arriva gennaio: si sente un po’ Babbo Natale per i tifosi quando arriva il mercato?
"Sì, quando arriva il mercato, che sia d’estate o d’inverno, il mondo gira intorno ai direttori sportivi. Tutti si aspettano che prenda tre o quattro giocatori, che diventeranno calciatori importanti. Invece per me normalmente il mercato di gennaio non cambia tanto una squadra, è per cambiare delle piccole cose. Se bisogna fare 4 o 5 acquisti, vuol dire che qualcosa si è sbagliato in d’estate. Non prendo un giocatore che non vuole l’allenatore e mai prendo un giocatore che vuole solo l’allenatore e che io non voglio. Ma questa è la mia filosofia, il mio modo di lavorare, nessuno dei due deve imporre il proprio punto di vista, tutto deve essere condiviso. Non c'è solo Monchi, sono 16 le persone che lavorano nel mio ufficio, lavorano e viaggiano tanto, siamo in tanti".

Quante volte vedete un giocatore prima di decidere?
"Tante volte. Noi facciamo una prima parte dell’anno in cui raccogliamo una visione generale, poi cominciamo a segnalare il giocatore. Ma lo visioniamo tante volte, tra le 6 e le 12 volte. Dal vivo o in tv".

Non le è mai capitato di prendere un giocatore che non aveva mai visto?
"No, ma io sono un difensore della tv, perché credo che la prima impressione debba essere così, altrimenti sarebbe impossibile, dovresti avere 500 scout. Poi, una volta che capisci che un giocatore potrebbe avere certe caratteristiche, devi sempre andare a vederlo dal vivo".

Che differenza c’è tra fare mercato in Spagna e in Italia?
"Un fatto unico, qui si lavora in una vetrina, sulla stampa esce di tutto... E' difficile, per me è stato il cambiamento più grande. In Spagna il mercato è importante, ma non diventa una notizia continua. Qui è una notizia non solo ad agosto o a luglio, ma a settembre, ottobre, novembre… Quindi è più difficile. L'unica cosa che può succedere è che una squadra si svegli prima dopo aver letto una notizia".

Come il Barcellona con Malcom...
"Immagino che il Barcellona lo volesse da prima, non penso che una squadra spenda 40 milioni di euro solo perché la Roma vuole un giocatore. Li conosco e sono dei professionisti".

Il rapporto con i tifosi?
"I tifosi della Roma hanno tutti ragione. Il tifoso ha sempre ragione, quelli della Roma di più. Perché è vero che quando uno tifa una squadra come la Roma che è una grande squadra grande, non solo in Italia, ma anche in Europa – bisogna vincere qualcosa. È normale, gli ultimi ai quali si può dare una colpa sono i tifosi della Roma, perché hanno ragione. Io non posso dire niente, al di là dei media, ho sempre avuto la sensazione che loro siano vicini a me, ma è vero che dobbiamo anche dare loro qualcosa. Sono tanti anni che non vincono niente, quindi è normale. Non sono venuto qui per vendere Salah, Rudiger e Paredes ma per fare il mio lavoro. E il mio lavoro era sistemare i numeri. Piano, piano l’anno scorso abbiamo sistemato più o meno i numeri e abbiamo fatto delle vendite normali, quelle che ho pensato fossero buone per la società. Non ho la bacchetta magica: quello che ho fatto, l’ho fatto sempre nella stessa forma, lavorando con i giovani, ma anche con i giocatori già pronti. Credo che alla fine, piano piano, i tifosi e anche voi potrete cominciare a capire quale sia la mia idea. So che il tempo nel calcio a volte non arriva mai. Ma sono convinto, perché so come lavoro io e come lavorano quelli che ho attorno, che abbiamo ragione".

E' autocritico? Si rende conto di quando ha sbagliato?
"Tanto. Io sono il più esigente di tutti con me stesso. Dico sempre che il direttore sportivo deve avere 3-4 caratteristiche. Una di queste è capire quando sbaglia e imparare da quello che ha sbagliato. È vero che ho avuto la possibilità di vincere tante cose, ma il giorno dopo sono preoccupato. Perché non mi fermo mai al successo, lavoro sempre pensando che domani il successo non arriverà. Quindi ogni giorno provo a chiedermi 'Dove ha sbagliato Monchi?'. Io non mi nascondo mai, metto sempre la faccia, perché credo sia giusto così. Ho la fortuna, qui a Roma e a Siviglia, di lavorare con autonomia. Quindi, se sbaglio, sbaglio io. Non sbaglio per qualcosa che mi dice Pallotta. Il presidente mi ha detto: 'Questa è la tua squadra, questa è la tua Roma, tu devi fare questo'".

Ha fatto più cose giuste o sbagliate, da quando sei qui?
"È troppo presto per saperlo. Faccio l’esempio di Dani Alves. Dopo un mese che è arrivato a Siviglia dicevano 'Ma da dove è arrivato questo giocatore?', e poi è arrivato dove è arrivato. Ma ce ne sono tanti di esempi del genere. Per me il primo anno è stato difficile ma abbiamo raggiunto un risultato ottimo, per come avevamo iniziato. Quest’anno è ancora presto per sapere come finiremo, perché siamo ancora vivi in tutte le competizioni. Penso che i bilanci si facciano alla fine della stagione, ma è vero, qualcosa ho sbagliato".

Zaniolo un grande merito, come è nata l'idea?
"Stavamo facendo la trattativa per Nainggolan e cercavamo due nomi, abbiamo fatto due richieste all'Inter: Zaniolo e Radu. Per Radu era già fatta con il Genoa. E non volevano vendere Zaniolo, Ausilio non è scemo. Ma loro volevano fortemente Nainggolan. Con Ausilio ho un ottimo rapporto, sapevamo entrambi che avrebbero dovuto cedere su qualcosa".

Pensava che potesse essere subito determinante?
"No".

Perché fa il direttore sportivo?
"Non lo so, mai avrei pensato di fare il direttore sportivo. Mi sono laureato per fare l’avvocato, che è quello che mi sarebbe piaciuto fare. Quando ho smesso di giocare, ho fatto il team manager al Siviglia per un anno. È stata una stagione orribile, eravamo retrocessi. in quel momento penso che nessuno avrebbe voluto fare il direttore sportivo. In quel momento il presidente me lo ha chiesto e io, che difficilmente dico di no, ho risposto di sì, senza pensare dove sarebbero arrivati, perché era un casino incredibile, la squadra era in Serie B (Segunda Division, ndr), più vicina al fallimento che ad altro. Ho iniziato così e sono arrivato fin qui".

Il futuro di Totti?
"Piano piano sta imparando tanto. E' bravo e sveglio. Non so se farà il direttore sportivo, ma è un lavoro che gli piace. Anche quello che dice ha sempre un senso".

Il soprannome?
"Monchi è un diminutivo di Ramon, si usa in Spagna, come Pepe per José. Anche mia mamma mi chiama così, tutti mi conoscono così".