Dubbio centrale
Il tecnico Gasperini deve decidere il terzetto dei difensori alle spalle di Svilar. Il ballottaggio è tra Ndicka e Balerdi.
Hermoso recupera. Lulli è in vantaggio su Molina a destra. Soulè trequartista alle spalle di Malen e Dybala.
Fonte - corsport
Il mondo ci guarda
Nella storia della serie A Roma-Inter è la supersfida che ha prodotto più gol: sono 540.
Domani stadio sold out. Diretta tv da record. Da Pechino a Baires. Malen, Dybala, Lautaro e l'attrazione scudetto. Friedkin jr in arrivo. Hermoso recupera. Tentazione Balerdi. Wesley a sinistra.
Fonte - corsport
Gasperini: "C'è grande attesa per questa partita. E' una soddisfazione per noi arrivarci così"
Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Inter, ha parlato in conferenza stampa.
Cosa significa questa partita per la Roma?
“Intanto è una soddisfazione arrivare a un appuntamento in questa situazione di classifica, con le partite e le vittorie che abbiamo ottenuto, così come mi pare abbia fatto anche l’Inter. È un appuntamento importante: stadio pieno, grande ambiente, tanto entusiasmo, due squadre che stanno facendo risultati importanti. Io mi fermerei a questa sensazione, quella di un incontro molto atteso per quello che è l’inizio del campionato e per quello che è stato questo avvio molto positivo da parte di entrambe. È un’occasione, un appuntamento molto atteso”.
L’entusiasmo può essere anche un rischio?
“Per quanto mi riguarda, tutto quello che riguarda entusiasmo e voglia di fare sono energie positive che vanno raccolte. Poi è chiaro che c’è la partita, ci sono i risultati e, quando le cose vanno meno bene, c’è il rovescio della medaglia: magari il rischio è quello di deprimersi troppo. Ma noi non possiamo pensare a questo. Dobbiamo pensare alla partita con l’Inter, al nostro momento, al fatto di giocare in un ambiente sicuramente favorevole, dove c’è tanta attesa. Credo che queste siano le partite belle da giocare, appuntamenti importanti per tutti: per le due squadre, ma anche per la gente, dove tutti vogliono partecipare”.
Può essere l’equilibrio l’elemento in più per la Roma in questa gara?
“Io credo che invece, come sottolineano un po’ tutti, senza alcun dubbio l’Inter sia la squadra di riferimento per il nostro campionato e per tutti quanti. È una squadra che nel tempo sta facendo delle cose straordinarie in Italia,in Eu ropa, perché ha disputato due finali in tempi recenti. È una squadra molto forte e questo penso che sia riconosciuto da tutti. Poi, per le altre squadre, cercare di avvicinarsi e arrivare a competere con loro è sicuramente un riferimento. È chiaro che questa è un’ambizione da parte di tutti, proprio perché è riconosciuta la forza dell’Inter in questo momento”.
A Torino si è vista un po’ di stanchezza. Ha preparato la gara soprattutto a livello mentale?
“Mentalmente sono partite che si preparano da sole. Dobbiamo avere la lucidità e la serenità di guardare al campo e vedere quello che dobbiamo fare, quello che possiamo fare per contrastare questa squadra e cercare, a nostra volta, di essere competitivi. Penso che non ci siano altri secondi fini. A Torino è stata una partita difficile, così come è difficile il campionato, quindi non si può pensare di giocare sempre le partite e vincerle, come è successo nelle prime due, ad esempio. Il campionato italiano è molto equilibrato. Anzi, vincere partite come abbiamo fatto con l’Atalanta e come abbiamo fatto a Torino, anche con delle difficoltà, perché gli avversari sono lì apposta, è un merito ancora maggiore. Sarebbe troppo bello vincere sempre in modo facile”.
Cos’è che in particolare ha l’Inter in più della Roma?
“Mi sembra che il confronto non sia solo sulla Roma, ma nei confronti di tutte le squadre italiane sia dato dai risultati. Sono lì, sono evidenti, sono eclatanti nei numeri, nei punti fatti e nelle vittorie ottenute. Bisogna anche avere la serenità di riconoscere queste situazioni oggettive. Per arrivare a quei livelli noi dobbiamo, più che guardare gli altri, continuare a guardare noi stessi. Personalmente sono soddisfatto di quello che stiamo facendo. Stiamo cercando il più possibile di poterci inserire in una fascia sempre più alta del campionato. Però, in questo momento, i numeri dicono abbastanza chiaramente come l’Inter sia la squadra più forte del nostro campionato e lo sia da qualche anno. Poi saltuariamente c’è stato il Napoli che è intervenuto. Credo che anche quest’anno, con pochissime giornate disputate, sia un po’ troppo presto per fare dei bilanci. Noi stiamo cercando di inserirci e continuare a stare in una posizione dove, rispetto all’anno scorso, siamo sicuramente cresciuti”.
Ha colpito l’inizio di stagione di Lulli. In Champions League non lo abbiamo visto: le chiedo, è pronto per partite di questo tipo?
“Io non faccio questa disamina, sinceramente, anche perché se gioca in campionato può farlo anche nelle altre partite. È chiaro che è un ragazzo che è venuto fuori da poche gare, ha bisogno anche lui di un percorso che sta facendo, magari saltando dei passaggi in modo veloce. Io, più che guardare al futuro, anche in questo caso guardo al presente e sono molto soddisfatto di quello che sta facendo”.
L’Inter ha trovato una chiave particolare per affrontare le squadre di Gasperini a livello tattico?
“Sicuramente c’è stato un periodo in cui con l’Inter riuscivamo a ottenere dei risultati, poi negli ultimi anni non è più stato così, anzi sono arrivate sempre sconfitte. Può essere un po’ l’aspetto tattico, anche se sono cambiati gli allenatori: c’era Conte, poi è arrivato Inzaghi e adesso è arrivato Chivu. Il risultato non è cambiato. Però credo che l’Inter questi numeri negativi per le altre squadre li abbia fatti registrare contro diverse avversarie. C’è stato un periodo, ad esempio, in cui anche la Juventus ha avuto una striscia di sette, otto, nove scudetti consecutivi e diventava veramente difficile fare risultato. Poi, dopo quel periodo, sono arrivate le vittorie. Evidentemente, ci possono essere tutte queste componenti. Sicuramente siamo di fronte ad una squadra forte, molto più di quanto lo fosse prima, quando comunque riusciva già a ottenere risultati”.
Rispetto a quello che aveva detto in estate, lei ha dovuto rimetter mano per attaccare la spina dei giocatori?
“Quest’anno è stato anche un inizio un po’ particolare, perché c’è stato il Mondiale di mezzo. I giocatori arrivavano in tempi diversi e poi c’era comunque un mercato di mezzo, con operazioni un po’ diverse. Però, globalmente, abbiamo fatto una buona preparazione. È chiaro che quando poi arriva il campionato l’attenzione è diversa. Questo, però, è un aspetto che a questo gruppo non è mai mancato. Anche l’anno scorso, tolto il secondo tempo di Milano, dove dopo un ottimo primo tempo, c’è stato forse l’unico momento un po’ demoralizzante da parte della squadra, per il resto è sempre stata una squadra sul pezzo, concentrata, attenta, che ha fatto sempre il massimo per raggiungere il risultato”.
Quali sono le condizioni di Koné, Ndicka, Wesley e Pellegrini?
“Continuo a incrociare le dita. Ci siamo tutti per domani, quindi siamo tutti disponibili. Questo è già un risultato straordinario, perché succede raramente. È chiaro che c’è sempre qualcuno, su 22-23 giocatori, che sta un po’ meglio, qualcuno che ha qualche acciacco. Ci sono state influenze di stagione la settimana scorsa, qualcuno ha preso qualche colpo, qualcuno ha qualche piccola distrazione, ma queste rientrano nella normalità. Oggi facciamo l’ultima rifinitura, però penso che anche con l’attenzione che arriverà dalla partita le piccole cose verranno superate e quindi saremo tutti presenti. Pellegrini? Anche lui è già la seconda settimana di fila che si allena regolarmente con la squadra. Ormai può fare chiaramente tutto ed è disponibile anche lui. È chiaro che, nel suo caso, la lunga sosta che ci sarà dopo, e magari anche per qualcun altro, sarà un’occasione per fare qualcosa in più, perché lui è da tempo che non gioca partite. Quindi vedremo se sarà il caso di fare qualche amichevole”.
L’interpretazione della gara sarà la stessa di sempre o pensa a qualche cambiamento?
“Per me è fondamentale cercare di fare sempre le cose per il risultato della squadra, quindi per raggiungere il risultato. Ogni partita è diversa: possono essere diverse le prestazioni dei giocatori, così come quelle degli avversari. È fondamentale leggere la situazione momento per momento, perché oggi è imprevedibile quello che può succedere domani nei novanta minuti, e cercare di porre rimedi o trovare soluzioni, ma sempre finalizzate al massimo, cioè al raggiungimento del risultato. Con l’Atalanta ho inserito due difensori per vincere la partita, perché pensavo che avessimo qualche problema di fatica dietro e che, riuscendo a rimediare, avremmo potuto recuperare la partita. Poi bisogna anche abituarsi un po’ ai cambi con i difensori, perché quasi tutte le squadre adottano l’ingresso di attaccanti freschi in certi momenti della partita. Difficilmente si pensa al cambio dei difensori, invece è un aspetto che va considerato. Lunedì a Torino il cambio di Malen o di Dybala alla fine è stato fatto perché a centrocampo avevamo qualche problema: è entrato De Roon e abbiamo rimesso a posto il centrocampo. Non sono mai segnali per diminuire o per non cercare di raggiungere il massimo del risultato”.
Si è parlato della designazione di Massa per Roma-Inter. Cosa ne pensa di questa scelta?
“Domani Massa sarà perfetto. Non ci saranno più polemiche”.
Cosa si aspetta di vedere dall’atteggiamento dei giocatori in una gara tanto importante?
“Niente di diverso da quello che stiamo portando avanti da sempre. È una partita di calcio, importante soprattutto per il contorno che c’è, e quindi dobbiamo arrivare consapevoli che siamo stati bravi a crearci questo tipo di partita. Facendo i risultati abbiamo permesso di arrivare a questo appuntamento in questo modo e quindi cercheremo di giocare al meglio delle nostre possibilità”.
La partita di Molina a sinistra l’ha soddisfatta e Wesley a destra è un’opzione sempre percorribile?
“Entrambi hanno la possibilità di giocare da una parte e dall’altra. Hanno delle caratteristiche diverse, chiaramente essendo destri tutti e due, però sono abili per poter giocare su entrambe le fasce”.
Meglio arrivare a questa sfida con un Malen a questi livelli di rendimento o con una difesa che ha subito un gol in quattro partite di campionato?
“Penso che siano due bei risultati. È chiaro che oggi si dice: quando le squadre sono in alto è perché prendono pochi gol, qualcun altro dice perché ne fanno tanti. Io dico che, di solito, le squadre che sono lassù sono quelle che hanno il miglior attacco e la miglior difesa, altrimenti non sei lì. E se non è il migliore, sei molto vicino”
Svilar a Il Corriere della Sera: "De Rossi mi ha cambiato la vita a Roma. Non vediamo l'ora di giocare con l'Inter"
Mile Svilar ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de il Corriere della Sera, parlando di passato, presente ma anche futuro e sottolineando quanto attesa ci sia a Trigoria per la super sfida contro l’Inter di sabato: “Non vediamo l’ora di misurarci con i più forti”.
“Il mio vero nemico è il pensiero” dice Svilar. “Penso, è più difficile di parare. Perché è più semplice essere sempre sotto pressione con gli interventi, lì non hai tempo di ragionare, ti aiuti con l’istinto. Ma in una squadra dominante come la Roma che la maggior parte delle partite la gioca dall’altra parte del campo, io passo molto tempo solo con me stesso. E devo pensare. E penso negativo, un portiere deve farlo, deve ipotizzare lo scenario peggiore”.
Questa cosa Mile la combatte così: “Nel giorno della partita faccio una seduta con il mio mental coach, facciamo visualizzazione, respirazione”. Poi parla della partita: “Non vediamo l’ora di giocare per misurarci contro la squadra più forte del campionato”.
“Sa in che cosa il mister è differente – dice ancora – che mi lascia libero nelle scelte. Proviamo qualcosa con i piedi anche se è un po’ più difficile con le nuove regole, ma non vogliamo mai prendere rischi inutili. Nel calcio di oggi tutti vogliono inventarsi qualcosa dal basso ma è esagerato, gli errori costano punti”.
Il segreto nell’uno contro uno è il timing: “Credo di avere tempismo nelle uscite basse”. Svilar svela di studiare tanto gli attaccanti al video in settimana e anche il giorno della gara, l’avversario più difficile è “Malen, fa sempre gol pure in allenamento” conferma. In Italia gli piacciono “Maignan e Carnesecchi”. E sull’ipotetica trattativa con la Juventus spiega: “Non ho avuto neppure un colloquio su questa cosa, non sono uno che firma un rinnovo e l’anno dopo rinnega la scelta fatta”.
“Adoro mangiare, pasta e pizza e soprattutto invidio i miei compagni che possono mangiarla sempre, io una volta a settimana per il mio metabolismo”. Se le dico De Rossi, chiede il giornalista: “Mi ha cambiato la vita, forse oggi non sarei alla Roma senza di lui”.
Balerdi a Il Tempo: "Spero di restare a lungo a Roma. Amo questa maglia"
Leonardo Balerdi è il giocatore sulla bocca di tutti nella capitale, in positivo, per l’enorme impatto avuto in campo.
L’argentino questa mattina ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de il Tempo, parlando della sua passione per i colori giallorossi che nasce da lontano – a tal punto da chiedere in tempi non sospetti una maglia ufficiale a Strootman suo ex compagno all’OM – ma anche sul futuro: “Spero di restare qui a lungo ma ora sono concentrato solo sul presente. La Roma è un sogno – ha aggiunto – già un anno fa potevo arrivare ma poi non se ne fece niente. Ad inizio mercato il mio agente è stato a Trigoria, poi avevo perso un po’ le speranze, quando è arrivata la chiamata negli ultimi giorni non ho pensato due volte e ho detto subito sì”.
Sul suo ruolo in campo, Balerdi ha raccontato di “dover ancora apprendere bene i movimenti che fanno Mancini ed Hermoso. Posso giocare ovunque, ma prediligo la zona centrale”.
Roma e Inter si sfidano a suon di gol
Prime delle classe con i migliori attacchi.
Per Gasperini 126 tiri e 11 XG. Per Chivu 142 e 12 XG. 12 reti contro 13 ma i giallorossi hanno subito solamente una rete.
Fonte - ilromanista
Malien
I numeri di Malen sono stellari: 6 reti in 255’, una ogni 42,5 in questo inizio stagione; 21 dal suo arrivo, come nessuno in Europa; con gli assist, 25 procurate in altrettante presenze. Semplicemente mostruoso.
Fonte - ilromanista
Gasperini a SkySport Insider: "L'asticella si alza lavorando su noi stessi"
Il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini ha parlato a Sky Sport Insider della stagione in corso, tra obiettivi e ambizioni per il campionato iniziato con quattro successi su altrettante partite. Ecco le sue parole:
Si aspettava un avvio convincente con 4 vittorie in 4 giornate? E quanto conta questo percorso a livello mentale, dove pensa che possa migliorare ancora la sua Roma?
“Me lo auguravo, più che aspettarmelo. D’altronde avevamo la convinzione di avere alle spalle un buon rodaggio, e una squadra che partiva avvantaggiata rispetto all'inizio della scorsa stagione: siamo insieme da più tempo, ci conosciamo meglio, tante cose le abbiamo già assimilate”
La cultura del miglioramento è uno dei tratti distintivi del suo lavoro. Come si migliora un gruppo che sta già vincendo?
“Questo è un gruppo che si autoalimenta. È composto da giovani, ma anche da giocatori meno giovani, ma di grande valore, e tutti si trascinano a vicenda: ognuno porta qualcosa, i giovani con la loro freschezza e la voglia di essere sempre pronti, e la qualità dei giocatori più affermati, che per come si allenano e per quello che dimostrano ogni giorno sono un esempio per tutti”
La sua fama è legata a un calcio offensivo, eppure questa Roma mostra anche una solidità difensiva importante. Quanto la soddisfa questo equilibrio? E si aspettava un Balerdi così incisivo da subito?
“Per Balerdi l'augurio era quello: la convinzione era di aver preso un giocatore forte. Poi l'impatto è stato subito molto positivo, e questo nonostante avesse fatto solo parzialmente la preparazione con noi. Significa che è un professionista che si è presentato in forma, pronto a dare subito un contributo”
Tra Lulli, Pisilli e Ghilardi sta valorizzando diversi giovani interessanti. Cosa l'ha colpita del loro percorso di crescita?
“Sono tutti ragazzi molto positivi, con una voglia di crescere e di imparare che non è scontata. Non si sentono arrivati, nonostante giochino già in Serie A a una giovanissima età. Ogni giorno trasmettono una freschezza che è utile a tutto il gruppo. E poi hanno qualità: altrimenti il resto non basterebbe”
Dybala e Malen stanno formando una coppia molto efficace. Cosa li rende così complementari?
“Forse proprio il fatto che lo siano, le loro caratteristiche si incastrano bene. Dybala ha la capacità di leggere gli smarcamenti di Malen anche quando sembra non guardarlo, e la qualità con cui lo serve è notevole. Malen dal canto suo ha una straordinaria capacità di tradurre in gol azioni che sembrano semplici ma non lo sono. È un abbinamento che funziona”
Ha riportato la Roma in Champions League dopo 7 anni: che significato ha avuto questo traguardo e quanto può aiutare il club a crescere ancora?
“Non era certamente scontato l'anno scorso, anzi non era facilmente raggiungibile, e nemmeno era tanto nelle previsioni iniziali. La Champions ti costringe a dover superare degli ostacoli, ti dà l'opportunità di giocare con le migliori squadre europee, ti mette di fronte un calcio più difficile e più complicato da cui puoi crescere, e ti aiuta anche a prendere maggiore consapevolezza di te stesso”
È arrivato il momento di alzare l'asticella? Si può sognare lo scudetto?
“Non è questo il modo di alzare l'asticella. L'asticella non si alza mettendo degli obiettivi più o meno raggiungibili: si alza migliorando ogni giorno, lavorando su noi stessi attraverso questa varietà di giocatori con tutte le proprie caratteristiche, cercando di fare meglio ogni volta”
Un pregio e un difetto della Roma che allena quest'anno.
“I difetti faccio fatica a citarli (ride, ndr). Di certo qualche difetto lo abbiamo di sicuro, altrimenti non avrei più niente da fare, e quindi continuerò a cercarli, però con una ricerca sempre più certosina: i difetti grandi li abbiamo eliminati. Il pregio più grande, tra i tanti, è che si è creata una grande unità tra ambiente, squadra, tifoseria e società, e questo è qualcosa che ti aiuta a lavorare bene e ti dà fiducia per fare i migliori risultati”
Dopo oltre un anno nella capitale, quanto si sente parte di questa città e quanto pensa che il rapporto che ha creato con l'ambiente romanista abbia influito sui risultati?
“L'ambiente influenza tantissimo. Ma come ho sempre detto, influenza in modo positivo, non negativo, perché è un ambiente di grande passione e di grande amore verso la propria squadra, e quindi sono tutte componenti fortemente positive. Da parte mia ho cercato da subito di entrare con una professionalità che mi ha accompagnato sempre nella carriera, cercando di farmi apprezzare per il lavoro svolto. In questo momento sento molto apprezzamento intorno a me, e questo è anche un grande stimolo a cercare sempre di ripagare questa fiducia”
Dopo un avvio così convincente è inevitabile che si parli di scudetto. Quanto è difficile gestire queste aspettative?
“Ci rendiamo conto che intorno a noi si fanno tutte le previsioni possibili, ed è giusto così: la gente ha i suoi sogni, vuole il massimo. Per quanto riguarda noi, come ogni anno, dobbiamo guardare in faccia la realtà. E la realtà è che di obiettivi si può parlare solo dopo una ventina di partite. Fissarli dopo quattro o cinque giornate non ha senso. Certo che abbiamo fiducia, certo che vogliamo stare in alto in classifica, però in questo momento questo è l'unico obiettivo concreto”
La Roma è attesa da due grandi sfide: l'Inter in campionato e il Real Madrid in Champions. Quanto potranno dire queste partite sul livello raggiunto dalla sua squadra?
“Ha dimenticato il Como in mezzo, che viene prima del Real Madrid e che ritengo una squadra che sta facendo passi davvero giganti. La considero ormai tra le big del campionato. Certo che l'Inter e il Real Madrid sono due squadre di grandissimo blasone e valore a livello europeo, e credo che ci siamo meritati la possibilità di giocare contro l'Inter da primi in classifica e contro il Real Madrid in Champions. Sarà il momento per misurarci e per vedere, al cospetto di queste squadre, cosa siamo in grado di fare”
Quando le hanno chiesto dell’impatto di Balerdi nella Roma lei ha usato un’iperbole notevole paragonandolo a Franco Baresi per come l’argentino interpreta il ruolo di difensore centrale. Vuole spiegarci meglio cosa intendeva, può entrare un po’ più nel dettaglio di questo paragone impegnativo però interessante?
“Quando mi vengono fatte queste domande capita che mi vengano delle associazioni spontanee, e quando le faccio vado sempre a cercare le caratteristiche dei migliori giocatori mai esistiti. La settimana prima mi avevano chiesto chi mi ricordasse Malen e avevo detto Milito. Con Balerdi ho detto Baresi, perché per caratteristiche, ma ovviamente non per livello assoluto, Balerdi mi ricorda quelle di Franco: la velocità con cui Baresi andava a recuperare certe situazioni di pericolo, l'intensità con cui andava sui contrasti, la sicurezza con cui impostava il gioco. Baresi era avanti trent'anni rispetto ai suoi colleghi, ma apparteneva a un calcio molto diverso da quello di oggi. È in questo mix di modernità e di qualità antiche che vedo la somiglianza. Mi piace fare questi paragoni anche con i ragazzi, per rendere loro l'idea di cosa possono ancora diventare”.
Giochiamocela
Da 10 anni non battiamo l’Inter in casa, nelle sue ultime 10 sfide ai nerazzurri Gasperini ha rimediato solo ko e con Massa arbitro non vinciamo da 10 gare. Torti arbitrali, episodi sfortunati e divario tecnico motivano la striscia negativa. Milanesi battuti da Gasp solo 5 volte in 35 confronti diretti. Ma per i bookmakers la distanza con loro si è annullata.
Fonte - ilromanista
La Roma gioca d'anticipo
Il sogno di Gasp. Dalla promessa di vincere entro tre anni all'idea di bruciare le tappe.
Squadra e tifosi: Lautaro è per tutti un test scudetto. La partita di sabato vale il ruolo di anti-Inter. Aldair: "Gruppo forte, può lottare per il titolo". Wesley e Ndicka pronti. Hermoso è in dubbio. In 66.000 all'Olimpico.
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C'è Pisilli, il risolutore della Roma
Finora gli sono bastati 161 minuti in campionato per fare 2 gol.
Pisilli si ripete: dopo la Fiorentina anche contro il Torino ha trovato il colpo del definitivo ko nel finale.
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Coppia d'oro
Dybala e Malen trascinano la Roma tra assist e gol, insieme fanno scintille.
L'olandese già a sei reti come Mbappè. Paulo, sette assist a Donny in undici gare in tandem.
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