Kone vicino al rientro, con cautela

Koné vicino al rientro dopo il ko, ma a Trigoria non vogliono affrettare i tempi e valutano la via della cautela: lavorando durante la sosta, il francese rientrerebbe al top per il nuovo tour de force. Viste le ricadute dell'anno scorso, si valuterà oggi se convocarlo col Sassuolo. Il francese dopo 20 giorni ai box potrebbe al massimo disputare uno spezzone.

Fonte - ilromanista 


Malen e Soulè, il gol è assicurato

I due hanno cambiato l'attacco.

Sono 12 le firme stagionali di Malen mentre Soulè è arrivato a quota 8 tra reti e assist vincenti.

Matias, Castro e Balerdi convocati dal ct Scaloni.

Fonte - corsport 


L'ultima tappa

Dopo un rientro complesso da Manchester con il volo in ritardo alla fine del ritiro.

Sabato con il Sassuolo almeno tre cambi di formazione. Difesa e mediana: contro Aquilani un'altra Roma. 20 i giocatori di movimento a disposizione di Gasperini che ha schierato in questo ciclo di partite tutti almeno una volta dall'inizio.

Fonte - corsport


La Roma si scopre indifesa

Otto punti persi da situazioni di vantaggio in Champions League.

Quattordici gol subiti nelle ultime sette gare. Non solo il gioco offensivo, troppi errori individuali.

Fonte - corsport


Il tempo della Roma

Black out nel finale. Nei primi 45 minuti domina sempre: incassate solo 3 reti.

Viaggia a due velocità: presi 9 gol negli ultimi 15 minuti. Flessioni fatali con Inter, Real e United. La tendenza è da invertire. Il problema non è atletico: Gasperini chiede più attenzione a tutti. Sabato c'è il Sassuolo: torna Ndicka, dubbio Ghilardi e Koulierakis. Malen e Soulè, tandem 6 gol e 5 assist.

Fonte - corsport

 


Manu Konè verso il recupero con il Sassuolo

Manu Koné viaggia spedito verso il rientro e punta a tornare a disposizione per la partita di sabato contro il Sassuolo. Anche Dybala spera di tornare a disposizione già contro il Sassuolo. L'argentino ha ripreso a lavorare sul campo e punta a recuperare il prima possibile.


Blackout a corrente alternata

La Roma all’Old Trafford ha giocato un tempo in paradiso e l’altro all’inferno. Subiamo rimonte, ma ogni volta abbiamo reagito. La ripresa dà problemi: 6 le reti subite dal 46 al 60 minuto di cui 5 dal 47 al 50. In cinque occasioni sono stati incassati gol uno dopo l'altro.

Ora c’è il Sassuolo: la nostra Champions è il campionato.

Fonte - ilromanista


Soulè in volo

Matias Soulè protagonista a Old Trafford nonostante il ko.

Il gol e il rigore procurato: l'argentino è al top. Prima dell'intervallo ha sfiorato anche la doppietta personale.

Fonte - corsport


Morte Jesus De Miguel Alameda: quale responsabilità per il portiere?

Caso De Miguel Alameda: quale responsabilità per il portiere?

Il portiere Jesús Owono è stato espulso dopo lo scontro con Jesús de Miguel, morto il giorno successivo. Ma il cartellino rosso basta per parlare di responsabilità penale? Ne parliamo con l'avvocato Marco Valerio Verni, noto penalista e esperto in diritto spagnolo.

Avvocato Verni, che cosa sappiamo della dinamica?

Il 3 novembre il CD Tenerife ha annunciato la morte di Jesús de Miguel, ricoverato in terapia intensiva dopo lo scontro con il portiere del FC Andorra, Jesús Owono, durante la partita del giorno precedente. Secondo quanto riportato da AS, il referto arbitrale descrive un impatto con la gamba alta e l’uso di forza eccessiva mentre il pallone era in disputa. È un elemento importante, ma la dinamica dovrà essere valutata insieme alle immagini e agli altri accertamenti.

L'espulsione dimostra che il portiere è penalmente responsabile?

No. Il giudizio disciplinare e quello penale hanno presupposti e finalità diversi. Il cartellino rosso documenta la valutazione arbitrale dell’azione e può essere rilevante, ma non equivale a una condanna. Anche il Codice della Real Federación Española de Fútbol stabilisce espressamente che la responsabilità disciplinare è indipendente da quella penale.

Quale reato potrebbe venire in considerazione?

In astratto, l’articolo 142 del Código Penal disciplina l’omicidio per imprudenza (homicidio imprudente). Per l’imprudenza grave prevede la reclusione da uno a quattro anni; per quella meno grave una multa di durata da tre a diciotto mesi. Quest’ultima non è una “rateizzazione mensile”: la pena si calcola secondo il sistema dei giorni-multa, con una quota giornaliera stabilita dal giudice in base alle condizioni economiche del condannato. Naturalmente, citare la norma non significa affermare che sia applicabile al caso: occorre provare la condotta colposa e il nesso causale con la morte.

Il rischio di un contatto fa parte del calcio?

Sì, ma entro i limiti propri del gioco. Chi partecipa a una partita accetta i rischi ordinari di un contrasto, non qualsiasi condotta. Gli accertamenti dovranno chiarire la forza e le modalità dell’impatto, la possibilità di giocare il pallone e se l’azione abbia superato in modo penalmente rilevante le regole di cautela esigibili. Né la gravità dell’esito né il fatto che si trattasse di un’azione di gioco risolvono da soli la questione.

Quali conseguenze sportive sono possibili?

Il Codice disciplinare RFEF prevede almeno una giornata di squalifica per l’espulsione diretta. Se gli organi competenti qualificassero l’azione come condotta violenta durante il gioco con conseguenze lesive gravi, potrebbe essere valutato anche l’articolo 102, che prevede da quattro a dodici partite di sospensione. La sanzione dipenderà dalla qualificazione disciplinare dei fatti e dagli elementi acquisiti; non è possibile anticiparla. Ma, certamente, assume scarsa importanza, a fronte di quanto purtroppo accaduto.

Qual è la conclusione, oggi?

Che occorre distinguere i due piani e attendere gli accertamenti. Una decisione sportiva non determina automaticamente la responsabilità penale, che richiede una verifica autonoma della condotta e del nesso causale. In una vicenda così grave, la prudenza nel giudizio è parte essenziale anche del rispetto dovuto alla famiglia di Jesús de Miguel e, se vogliamo, dello stesso portiere.

 


Cristante a SkySport: "Dobbiamo capire dove sbagliamo per non subire più queste rimonte"

Il centrocampista e Capitano della Roma, Bryan Cristante al termine della partita contro il Manchester United, ha rilasciato alcune dichiarazioni a SkySport

Siamo tutti un po’ in sospeso nel dare un giudizio, tra il bello che ci avete fatto vedere e questa rimonta che sta diventando un fatto ripetuto dopo il Real Madrid. Riesci in qualche modo a capire la chiave di questi diversi momenti? “Siamo entrati bene, abbiamo fatto un grandissimo primo tempo, potevamo anche finire più di 2-0. Poi chiaramente ci sono anche gli avversari, sono forti e quando spingono, ritrovano anche loro il momento buono, diventa difficile contenerli. Noi sicuramente dovevamo fare qualcosa in più, soprattutto perché c’eravamo già passati. Poi, con il rigore, non l’ho rivisto, però dal campo mi sembrava molto, molto generoso. Molto generoso. E chiaramente poi, quando si caricano, anche loro sono forti, sono giocatori forti, quindi diventa difficile contenerli. Però sicuramente dobbiamo rivederla bene e capire dove sbagliamo, perché sta succedendo un po’ troppo frequentemente”.

Senti, può essere che siete talmente abituati a pensare in verticale che vi manca un attimo in cui bisogna respirare e gestire il gioco? È un’abitudine che non avete? “Sì, può essere, possono essere varie cose. Però sicuramente dobbiamo essere un po’ più concentrati dietro, tutta la squadra, perché insomma anche oggi eravamo sul 2-0 e ogni tanto puoi abbassarti un po’, ecco. Puoi tenere la partita e puoi far giocare un po’ gli altri, però senza concedergli gol. Chiaramente dovremo rivederla e capire dove abbiamo sbagliato”.

Il mister ha detto che questa sconfitta può servire più delle altre partite nel vostro percorso. Si è visto anche nel primo tempo, come hai detto tu, che se Soullè fa gol potete andare sul 3-0. Volevo sapere cosa ne pensavi rispetto alla crescita e a questa sconfitta… “Ma sì, dobbiamo prendere sicuramente le cose positive. Abbiamo fatto un grandissimo primo tempo in uno stadio del genere, contro una squadra forte che chiaramente non era nel suo momento migliore, però comunque una squadra con giocatori forti, con una rosa ampia, con una buona panchina. Dobbiamo imparare, insomma. Dobbiamo prendere le cose belle di questo inizio di campionato. Sappiamo che questo è un punto dove dobbiamo migliorare, ecco. Chiaramente ci lavoreremo e miglioreremo. Cerchiamo di capire dove sbagliamo per non commettere più questi errori”.

Mi ha sorpreso la pressione che vi ha fatto lo United nel secondo tempo. Non pensavate potessero fare una cosa del genere? Eravate impreparati? “Sì, magari ci siamo abbassati anche un po’ noi, insomma, pensando di tenere il risultato. È un insieme di fattori, sicuramente. Come ho detto prima, dobbiamo rivederla e capire dove abbiamo sbagliato. Siamo riusciti a tenere poco palla su nel secondo tempo, ecco, con la loro pressione. Poi abbiamo calciato tanto, non siamo riusciti a respirare con la palla nella loro metà campo e sicuramente questo, alla lunga, gli ha concesso di attaccare tanto”.


Maledetto United

Dopo un primo tempo sontuoso (Soulé e Malen su rigore) che poteva avere uno scarto molto più ampio, a inizio ripresa l’arbitro Gil Manzano inventa il rigore che resuscita i Red Devils. La Roma “esce” dal campo e gli inglesi completano la rimonta. Bisogna crescere. Tanto.

Fonte - ilromanista


Roma, finale shock

La Roma domina a Manchester e va 2-0, poi la beffa: 3-2.

Soulè e Malen gelano Old Trafford in 17 minuti. Lammens evita altri due gol. Decidono Bruno Fernandes e Cunha (doppietta) nell'ultima mezz'ora. Arbitraggio disastroso: polemiche sul rigore. Graziato Maguire.

Fonte - corsport