El Shaarawy a Dazn: "Percorso incredibile. Ce lo meritiamo"
EL SHAARAWY A DAZN
Hai chiuso in questo modo…
“Penso che sia il più bel finale che ci poteva essere. Ce lo meritavamo, abbiamo fatto un percorso incredibile. Straordinario finire così. Io qui ho esordito in Serie A e terminare questo percorso così è magico. Sono contento per tutto ciò che ho fatto”
Verso Verona-Roma: Soulè nel tridente. Kone dalla panchina
Soulè nel tridente, Kone dalla panchina.
Il dubbio a centrocampo è tra Pisilli e El Aynaoui. Rensch al posto di Wesley. Ghilardi braccetto da ex.
Fonte - ilromanista
Quinta di cinque finali: ora vogliamo la favola
L’attesa è finita, stasera al Bentegodi ci giochiamo la qualificazione alla prossima Champions contro i gialloblù già retrocessi ma in un campo ostile: serve una vittoria nella quinta di cinque finali. Ci saranno 1.500 romanisti a tifare. Forza grande Roma!
Fonte - ilromanista
Hermoso resterà a disposizione di Gasperini
Il Tempo: la Roma ha attivato la clausola unilaterale per il prolungamento del contratto di Mario Hermoso.
Gasperini: "Kone ha recuperato. Partita molto importante, i bilanci li faremo dopo"
Le parole di Gian Piero Gasperini alla vigilia di Verona-Roma
Condizione fisica della squadra?
“Koné, ad esempio, ha recuperato. Tutta la settimana con noi, quindi è disponibile. Ma non credo giochi dall’inizio. Il caldo incide tanto, le temperature sono cambiate, ma mi sembra che i ragazzi siano pronti. E’ una partita molto importante”.
Un bilancio della stagione?
“Il momento è giusto, per farlo. Ma faccio fatica a farlo ora: la partita di domani è troppo più importante. E’ un traguardo che la piazza aspetta da anni, dipende da noi e non da altri. Domani, dopo la gara, penseremo ai bilanci”.
Quali sono i rischi da non correre? L’aspetto mentale com’è? I ragazzi sono sul pezzo?
“Tutta la squadra è consapevole ed è sempre sul pezzo. E’ una gara che potrebbe portare ad un traguardo importante. Ma la squadra è sempre stata molto applicata e con molta voglia di fare”.
“Non è stato facile, tutt’altro. Sicuramente io ho sempre cercato d’imporre il mio modo di lavorare, ma d’altra parte ho trovato sempre dei ragazzi pronti a lavorare. Abbiamo, fin da subito, trovato il feeling giusto. 11 mesi sono tanti, ma adesso quello che prevale è riuscire a coronare un risultato che ci sembrava irraggiungibile”.
L’eventuale arrivo in Champions, lo renderebbe il più grande traguardo della sua carriera?
“Ognuno ha dei suoi record da raggiungere, quando li raggiunge è soddisfatto. Non è che uno vale più dell’altro. E’ un obiettivo che ci siamo posti, cercando di arrivare oltre i nostri limiti. Poi era un obiettivo che voleva la gente”.
Come vede il rapporto con i Firedkin?
“Per me la loro presenza e il rapporto con loro è fondamentale. Si evitano tante situazioni spiacevoli che magari possono nascere in un qualsiasi ambiente di lavoro. La loro presenza dà forza e dà delle risposte chiare rispetto a ciò che c’è stato in passato. Vedremo anche dal risultato di domani”.
Soulé ci sarà domani? E’ soddisfatto, in generale, della sua stagione? Margini di miglioramento?
“Ha fatto un’ottima prima parte di stagione, poi ha avuto tanti problemi. Ha giocato da quinto? Sì, prima di me. Ma lui, è evidente, è un giocatore più offensivo. Dopo la pubalgia, può diventare ancora più incisivo”.
Quanto è importante andare in Champions League? Nonostante la Roma non sia tra le favorite…
“Beh, l’impatto è sicuramente economico. E poi si convincono tanti giocatori a venire a giocare qui e voler rappresentare Roma. E’ importante anche per i tifosi, ti gratifica davvero giocare in UCL”.
Riesce a dirsi “bravo”? A farsi dei complimenti per ciò che ha fatto a Roma?
“Dipende da domani. Quello che rimane è il risultato finale. Chi vince festeggia, chi non vince racconta. Vorremmo evitare la seconda”.
Un focus sul Verona?
“Vediamo. Non è una partita facile. Incontriamo una squadra che, nonostante la retrocessione, ha sempre fatto ottime partite. Obiettivo tutt’altro che facile. Dobbiamo fare 90 minuti perfetti”.
Con la vittoria di domani eguaglierebbe Liedholm. Raggiungerebbe il quinto posto dei punti fatti dagli allenatori in Serie A.
“Fa parte delle statistiche. Magari è una bella coincidenza, lui è stato un mostro sacro anche qua a Roma”.
Dove ha notato le migliori reazioni del gruppo?
“Dopo le sconfitte. E ne abbiamo perse tante. Ma lì si vede davvero la reazione e la professionalità del gruppo, con la volontà di andare avanti”.
C’è qualcosa che un po’ rimpiange di questo primo anno alla Roma?
“Abbiamo fatto tante cose: sbagliato anche tanto. Ma dagli errori si riparte, gli errori ti insegnano molto. Quindi anche dalla situazioni negative si impara”.
Se l’aspettava di arrivare a questo punto?
“I traguardi me li pongo strada facendo, prima bisogna vedere se riesci ad imporre il tuo gioco. Poi si vede”.
Focus su Svilar, premiato da migliore portiere della Serie A, quanto è importante averlo?
“Tanto, troppo. Si vede la differenza”.
Manu Kone ai canali della Serie A: "Stare a Roma è come passeggiare sulla storia. Voglio giocare in Champios"
Manu Koné si racconta.
Le tue origini? Come hai iniziato a giocare a calcio?
“Sono nato a Parigi. I miei genitori sono ivoriani. Ho iniziato a giocare a calcio perchè già mio padre le praticava anche se non era professionista. Anche i miei amici lo praticavano quindi per me era la logica conseguenza. Quando sei piccolo giochi nei piccoli quartieri e cresci con questo, questo mi ha forgiato. Ora sono un professionista ed ho lavorato per questo, e per me è tutta la mia vita”.
Il tuo primo ricordo legato al calcio italiano?
“Il calcio italiano si guardava molto. Mio fratello maggiore alla playstation sceglieva sempre squadre italiane. Tutti guardavano l’Italia e la Serie A”.
Che gruppo siete dentro Trigoria?
“Sappiamo dove siamo e soprattutto dove si sta andando con lo stesso obiettivo comune, perchè siamo una squadra. In campo siamo 11 ma ci sono anche gli altri, lo staff, gli allenatori, i fisioterapisti, i preparatori. Penso che sia questo a fare una squadre ed è questo che fa la Roma”
Koné entra nella palestra di Trigoria.
“È qui che ci alleniamo tutti i giorni. Qui di solito facciamo il riscaldamento con i preparatori. C’è tutto il necessario per essere in forma e farsi trovare pronti la domenica per vincere le partite”.
Come si vivono le partite?
“Ogni partita è come una finale. La domenica c’è più atmosfera, c’è più stress. Devi vincere la partita. Ci sono più cose che la rendono divertente, sia per noi che per il pubblico. Ci piace che ci sia tanta gente, regalare emozioni ai tifosi con le vittorie è ancora meglio”.
L’adattamento in Italia?
“Penso di essermi adattato bene, per me era un paese nuovo. In città sono tutti appassionati di calcio, e questo mi piace. È un po’ come in Francia. L’Italia è un paese che ama anche gli stranieri, ti fa sentire a tuo agio. Mi piacciono le persone anche al di fuori del campo. Passeggiare a Roma è come sfogliare un libro di storia”.
Su Roma.
“Quando si parla di Roma, si parla di Colosseo, Vaticano, di tante cose. Oggi siamo a Garbatella, un quartiere importante per i romani. Sono contento di rappresentare questo e di venire qui. È simile, ma allo stesso tempo diverso, da dove abitavo da piccolo. C’erano più edifici, qui invece si vede più storia, le case antiche. Ma mi ricorda anche la mia gioventù, quando giocavamo per strada. Credo sia proprio questo a rendere bello questo posto”.
Sulla famiglia.
“La mia famiglia viene a trovarmi ogni tanto. Mio padre a volte viene, anche mio fratello. Mio padre mi chiama dopo ogni partita, mi parla della partita. A volte non gli rispondo perchè sennò mi parla per 30 minuti. È molto attento ai piccoli dettagli. Mia madre a volte guarda le partite e mi dice che in campo non mi riconosce. Sul campo sei un po’ pazzo, capita di litigare. Il campo e la vita fuori sono due cose diverse. In campo vuoi vincere ma in fondo sono una persona timida. Quando ero piccolo ero nel mio angolo, anche a scuola. Quando sei un po’ più popolare la gente ti guarda diversamente, hai più fiducia e quindi sei più aperto. Qualche tempo fa ne parlavo con mia sorella,mi chiedeva che vita avessi fatto se non fossi diventato un calciatore. Penso che avrei lavorato in ospedale con mia madre. Sarei stata una persona semplice”.
Sul valore dello sport.
“Lo sport può unire molte culture senza parlare la stessa lingua. Puoi prendere un francese, un giapponese, un italiano, un africano e si capiranno tutti senza necessariamente comunicare. Penso sia questo che permette di riunire anche altre culture, altre persone”.
Il derby?
“È stato perfetto, una sensazione incredibile. L’esultanza con la bandierina? Mi ero già preparato in caso di vittoria ma è una cosa che faccio da molto tempo, già in Germania. Ma nel derby è ancora più importante. Non lo faccio per irritare l’avversario, lo faccio per me e per i tifosi, lo ribadisco”.
Hermoso a lungo
Da esubero a titolare fisso, così lo spagnolo ha conquistato Gasperini e la Roma.
Già attivata l'opzione di rinnovo per un altro anno: Mario Hermoso è centrale. Premiata la sua rinascita fisica e mentale. E' un leader.
Fonte - corsport
L'ultimo step. Roma grande hai da tornà
Ci siamo. Domani sera, a Verona, la Roma ha il match point per tornare in Champions League, dopo sette stagioni di digiuno. Gasperini carica il gruppo e chiede l’ultimo sforzo. Il futuro può aspettare, c’è da chiudere la pratica. Forza Roma, vinci ancora!
Fonte - ilromanista
"Vi porto in Champions"
Super Malen. Idolo indiscusso dei romanisti, l'olandese vuole chiudere i conti.
A Verona con Soulè e Dybala. "Se sono in un grande club come la Roma è anche grazie alle persone che mi hanno cresciuto". Pellegrini ancora out ma seguirà i compagni nella trasferta. Svilar eletto per il secondo anno di fila miglior portiere della Serie A.
Fonte - corsport
Settimana prossima la decisione su Dybala
Fabrizio Romano: "La settimana prossima Dybala incontrerà la dirigenza della Roma per provare a chiudere quanto prima. Gasperini ha dato il suo assenso al rinnovo. Ci vorrà un altro po’ di pazienza, ma le acque ormai si sono mosse."
Ghilardi chiude il cerchio
Sfiderà da ex il Verona, la squadra che lo ha lanciato.
Ghilardi da gennaio ha giocato 22 partite su 24. Gasperini pensa a lui per sostituire lo squalificato Ndicka.
Fonte - corsport
Ritocca a Rensch, risorsa sulla fascia
L'olandese è in crescita. Si prepara lui per sostituire Wesley. Rensch è pronto a tornare titolare dopo oltre un mese. Intanto Pellegrini va sempre più verso il forfait al Bentegodi.
Fonte - ilromanista