Cristante a Dazn: "Le partite ora valgono doppio. Oggi era importantissima"
CRISTANTE A DAZN
Questa vittoria ha un peso diverso…
“Sapevamo che sarebbe stata una partita importantissima considerando gli altri risultati. Era importante portarla a casa”.
Più bello il gol o l’assist di tacco?
“Dico il gol perché ha sbloccato la partita. La Cremonese stava difendendo bene ed era importante sbloccare la gara”.
Quest’anno la Roma è più forte delle rivali?
“Stiamo bene, stiamo crescendo e stiamo facendo un ottimo campionato. Ma è ora che si decide, i punti sono importanti e adesso le partite valgono doppio. Quello che abbiamo fatto finora vale poco, era importante posizionarci lì ma ora c’è lo sprint finale e ci faremo trovare pronti”.
Pisilli a Dazn: "Contento per il gol. Ora mi sento più maturo e affidabile per i concetti del mister”
PISILLI A DAZN
Quanto sei felice per questo gol?
“Molto. Vittoria e primo gol in questa stagione in Serie A”.
Che emozione è segnare sotto la Sud?
“Sempre bellissimo giocare per questa maglia e in questo stadio. I tifosi sono stupendi, non è scontato fare un sold out anche contro la Cremonese”.
Hai convinto Gasperini: la tua crescita è uno dei lavori migliori dell’allenatore…
“Quando arrivano un nuovo allenatore ci sta che qualcuno ci mette di più a capirlo. Venivamo da una stagione con tre allenatori e dovevamo adattarci alle richieste di tutti e tre. Ora il mister chiede ai centrocampisti le preventive, mentre l’anno scorso avevo più libertà. La mia crescita è stata soprattutto nel diventare un giocatore più maturo e affidabile per i concetti del mister”
È vero che ti sarebbe piaciuto fare il giornalista sportivo?
“Diciamo che preferisco fare il calciatore, però era una bella alternativa”.
Chi ti piace in particolare?
“Non mi viene in mente un nome, ma vedo tutto come le bordocam di DAZN (ride, ndr). Mi piace questo mondo che sta sempre a contatto con il calcio”.
La Roma travolge la Cremonese 3-0
La squadra di Gasperini ritrova i tre punti all'Olimpico e aggancia il Napoli al terzo posto nella corsa alla prossima Champions. Poche chance nel primo tempo: Luperto rischia l'autogol sul cross di Zaragoza, traversa di Mancini al 35'. Nella ripresa la sblocca Cristante di testa su corner di Pellegrini. Pericoloso Ndicka che raddoppia ancora da palla inattiva, poi il tris di Pisilli che chiude il match.
Roma-Cremonese, cancelli aperti dalle 18:15
La Roma torna a giocare all'Olimpico, pronta a vivere un'altra grande serata davanti alla sua gente.
La corsa per un posto in Champions League entra in una fase cruciale! Oggi alle 20:45 arriva la Cremonese: un appuntamento da non perdersi sugli spalti, dove la spinta dei romanisti potrà rivelarsi ancora una volta determinante per conquistare i tre punti.
I cancelli dell'Olimpico apriranno alle 18:15. Come sempre, il consiglio è quello di arrivare almeno 90 minuti prima del fischio di inizio, per godersi ogni momento di questa partita.
Ranieri a Il Messaggero: "Non torno ad allenare. Italia? Rifiuto per onestà"
Claudio Ranieri, nato a Testaccio e oggi consulente della Roma, si racconta in una lunga intervista a Il Messaggero. La sua carriera, prima da calciatore e poi da allenatore vincente, è stata un viaggio incredibile, culminato con l'impresa storica del Leicester e il ritorno a casa, nella sua Roma.
Il calcio come è entrato nella sua vita?
«Il classico sogno da bambino. Non ho mai frequentato scuole calcio, allora non esistevano. Però c'erano gli oratori, io cominciai in quello di San Saba. A 16 anni non ancora compiuti feci un provino con la Roma ma non mi presero. E finii in una squadretta succursale. Fu Herrera a ripescarmi».
Come si entra nella testa di un giocatore?
«I tifosi pensano che siano dei robot, metti il gettone e loro giocano. Non funziona così: hanno degli alti e dei bassi, e tu devi stargli vicino soprattutto nei momenti difficili. Io mi sono sempre proposto come un equilibratore».
Lo scudetto con il Leicester l'ha cambiata?
«No, io sono sempre quello della poesia di Kipling. Più che altro ha fatto cambiare l'opinione su di me. Sfioravo gli scudetti con squadre che non erano attrezzate per vincere i campionati, ed ero l'eterno secondo o il magnifico perdente. Però accettavo tutto, perché non puoi andare contro il mainstream. È sempre una fatica inutile».
È stato difficile dire no alla Nazionale?
«È stato difficile nel senso che quale allenatore non vorrebbe allenare la Nazionale del proprio Paese? Ma, al tempo stesso, non è stato difficile perché sono sotto contratto con la Roma. Ci sarebbe stato un conflitto di interessi pazzesco. Mi è sembrata la scelta più onesta».
Ha scelto i Friedkin.
«Ho scelto la Roma e un contratto scritto».
E cosa le hanno detto i Friedkin?
«Claudio decidi, e qualunque cosa deciderai, noi saremo con te. Sono stati molto corretti».
È difficile gestire una squadra dagli Stati Uniti?
«Non credo. Sono stato otto anni In Inghilterra. Ken Bates, il presidente del Chelsea, l'ho visto soprattutto dopo che ha lasciato il club. Abramovic veniva qualche volta in trasferta e mi riportava indietro con il suo aereo personale. Al Leicester il thailandese si presentava di tanto in tanto. Il presidente è importante perché a fine mese paga. Solo in Italia siamo ossessionati dalla sua presenza».
Chiuderà la sua carriera a Roma, alla Roma?
«Penso che finirà così, poi mai dire mai. Avevo assicurato che non avrei più allenato dopo Cagliari, e invece è uscita fuori la Roma. E alla Roma non potevo dire di no».
Quindi potrebbe ripensarci e tornare ad allenare?
«Parlo di un ruolo dirigenziale. Con la panchina ho chiuso, troppo faticoso. Negli ultimi anni mi sono accorto che la sconfitta mi divorava. Il piacere della vittoria dura poco, cominci a pensare subito alla partita successiva».
E sempre stato così?
«No, per questo ho smesso. Prima, quando perdevo, me ne facevo una ragione. Nel calcio hai sempre, o quasi, un'altra occasione. A un certo punto è cambiato qualcosa. sarà l'età. Pensavo che sarei morto in campo, ma non succederà»
"In Champions vado io"
Roma-Cremonese (20:45). La Juve crolla e viene travolta dal Como 2-0, Gasp può salire a più quattro.
Gasperini scopre le carte: "Esiste solo questo traguardo. Se non faremo errori per gli altri sarà dura". Dybala e Soulè out. C'è Zaragoza con Pellegrini. Ritorna Kone. Wesley recupera.
Fonte - corsport
A tutti i costi
In due partite, in sette giorni, davanti a 130.000 spettatori, ci giochiamo una buona parte della stagione. Stasera con la Cremonese, domenica con la Juventus, ieri sconfitta nettamente dal Como. Non c’è scelta. La direzione, ancora una volta, ce la indica Gasperini.
Fonte - ilromanista
Wesley è tornato
Niente turnover, Gasperini non vuole perdere punti in chiave Champions.
Wesley ha smaltito il dolore alla caviglia. Kone sta sempre meglio. L'ex Flamengo, Mancini e Ndicka sono diffidati in vista della Juve.
Fonte - corsport
Sold out e ricavi. È oro Olimpico
Stadio al completo per Cremonese e Juventus.
La Roma incasserà tra i 40 e i 50 milioni di euro dal botteghino. Oggi sarà il tutto esaurito numero 78 dell'era Friedkin. E tornano anche i conti della difesa: 6 reti al passivo. Solo Psg, Lens e Barcellona hanno subito meno gol in casa.
Fonte - corsport
Roma-Cremonese: i convocati di mister Gasperini
Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati per Roma-Cremonese, giornata numero 26 di Serie A.
Ecco i giocatori a disposizione del tecnico.
Portieri: De Marzi, Gollini, Svilar
Difensori: Rensch, Angelino, Ndicka, Tsimikas, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Wesley, Ghilardi
Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, El Aynaoui, Kone, Pisilli
Attaccanti: Malen, Venturino, Arena, Vaz, Zaragoza
Gasperini: "Dybala e Soulè out per la Cremonese. Totti? Sarebbe risorsa e avrei anche idee per lui"
Gasperini, alla vigilia di Roma-Cremonese, ha parlato in conferenza stampa.
Ci sono margini di miglioramento per la coppia di trequartisti Zaragoza-Pellegrini? Lo spagnolo deve migliorare nelle scelte, mentre Lorenzo deve tornare ad essere più pericoloso?
“Credo di sì, assolutamente sì. Anche se Pellegrini ha giocato tanto con continuità, ci può stare un momento non dico di calo, ma magari meno brillante. Però già dalla partita con la Cremonese, nelle prossime gare, mi aspetto che torni a essere determinante. Ha sempre dato un contributo importante e continuo a questa squadra. Su Zaragoza dobbiamo anche dargli un po’ di tempo. È arrivato da poco e l’abbiamo inserito subito dall’inizio, dandogli responsabilità e minuti. Ha caratteristiche molto valide, che ha già fatto intravedere, ma per trovare continuità e inserirsi completamente nei meccanismi della squadra servono alcune partite”.
Wesley, Ndicka e Mancini sono diffidati: farà valutazioni anche in quest’ottica? E può darci un aggiornamento sulle condizioni di Dybala?
“Quella con la Cremonese è una partita in cui i tre punti sono fondamentali. Dobbiamo giocare al meglio, al massimo, con grande determinazione, perché i punti pesano in tutte le partite e sono sempre difficili da conquistare. Non possiamo guardare oltre questa partita. Dybala con la Cremonese non farà parte della partita. Sta continuando le cure e sono davvero dispiaciuto, come lo sono per tutti gli altri che stanno lavorando per rientrare. Anche lui si sta applicando al massimo per cercare di essere presente, ma ha ancora un fastidio che glielo impedisce. È però determinatissimo nel voler recuperare il prima possibile”.
Una riflessione sugli infortuni: i giocatori sembrano allenati molto bene e rientrano anche velocemente, ma gli stop sono molti. Come se lo spiega?
“Gli infortuni fanno parte del gioco del calcio, è sempre stato così. Oggi ancora di più, perché le partite sono tante e la maggior parte degli infortuni avviene in gara. Si gioca a ritmi molto alti e non sempre si riesce a recuperare al meglio tra un impegno e l’altro. Per quanto riguarda noi, ho 14-15 giocatori che praticamente non si sono quasi mai infortunati e qui tocco ferro, però ci sono stati alcuni casi che hanno inciso molto. Penso a Dovbyk, Ferguson, Bailey, lo stesso Dybala, El Shaarawy e altri: hanno avuto stop lunghi. Quando vai a conteggiare le giornate perse, cioè i mesi in cui alcuni giocatori sono stati fuori, è chiaro che il numero pesi. Poi nell’arco di 40, 50 o magari 60 partite può capitare che qualcuno, come Koné, salti una o due gare, e questo ormai rientra nella normalità. Il problema vero è quando gli infortuni durano tante settimane o addirittura mesi: in quel caso l’impatto sulla squadra è inevitabile”.
Soulé sarà a disposizione per la partita con la Cremonese? E che giudizio può dare su Venturino e Vaz: chi vede più pronto e chi ha più bisogno di crescere?
“Soulé è stato fermo tutta la settimana, quindi non sarà della partita. Speriamo possa rientrare nelle prossime. Venturino e Vaz sono due giocatori giovanissimi che, appena arrivati, sono stati subito buttati in campo, un po’ per necessità e un po’ anche per capire il loro livello di maturazione. Sono due ragazzi diversi. Venturino è in prestito, ha già fatto qualche partita a Genova e lo scorso anno ha segnato un paio di gol, mentre quest’anno ha giocato poco. È arrivato in un ruolo dove eravamo carenti anche numericamente e secondo me, con il tempo, potrà darci soddisfazioni. Vaz è stato un investimento molto importante da parte della società. È anche lui molto giovane, ha fatto solo spezzoni di partita, ma ha già segnato qualche gol. Su di lui pesa un po’ l’investimento fatto, perché inevitabilmente cambia la percezione. Io sto cercando di capire in fretta quanto possa essere utile nell’immediato alla Roma, perché nel futuro lo sarà sicuramente. Tra spezzoni di gara e allenamenti dobbiamo valutare bene, considerando che non è semplice inserirsi subito in un campionato difficile come quello italiano a stagione in corso”.
In queste ore si discute di una possibile riforma del sistema arbitrale: si è sentito ascoltato dopo le riflessioni che aveva fatto sul tema? Che idea si è fatto?
“Io ho toccato degli argomenti che non erano riferiti a singoli episodi e neanche alla Roma o a situazioni favorevoli o sfavorevoli. Mi riferivo alle simulazioni, ai falli di mano e ai contatti, che sono gli aspetti che oggi creano più problemi. La discussione, per me, è solo quella. C’è un problema di interpretazione che mette in difficoltà gli arbitri, il pubblico, i giocatori e gli allenatori. Il regolamento, su questi punti, non è più condiviso da molti o comunque viene interpretato in modi troppo diversi, giustificando tutto e il contrario di tutto. Il mio intervento era riferito esclusivamente a questo, non a episodi specifici o a vantaggi per una squadra rispetto a un’altra. Kalulu-Bastoni? Ci sono almeno altri due episodi altrettanto clamorosi”.
Malen in Inghilterra nell’Aston Villa aveva un ruolo più marginale, mentre alla Roma ha avuto un impatto incredibile. È una questione di scarsa lungimiranza di chi lo aveva o il campionato italiano è meno competitivo? E una curiosità: cosa avete mangiato a cena con Totti?
“Non credo che il campionato italiano sia inferiore, anzi per certi versi è anche più difficile, soprattutto per gli attaccanti. Malen è un giocatore dell’Aston Villa e della nazionale olandese, quindi parliamo di un profilo importante. Quando lo abbiamo presentato ho detto che ero convinto del suo valore e che il motivo principale per cui l’ho voluto a Roma è legato al ruolo. Io gli ho detto chiaramente: tu per me giochi lì. Spesso veniva utilizzato come esterno in un 4-2-3-1, finendo largo sia in Inghilterra sia in nazionale. Io invece lo vedo in quella posizione centrale, dove per me può essere determinante. Non è vero che un centravanti debba per forza essere alto un metro e novanta. Le sue caratteristiche sono quelle e nel mio modo di interpretare il calcio lì rende al massimo. Poi può giocare anche altrove, ma per me il suo ruolo è quello. Totti? Se fossimo andati a cena non ci sarebbe stato nulla di male, ma non è successo. Non ne ho mai parlato né con la società né con Ranieri. Se però mi chiedete un’opinione, Totti è una grandissima risorsa. Ho anche delle idee su come potrebbe essere valorizzato, ma non è un tema che ho sollevato io, ne ha parlato Ranieri. In ogni caso la vedo come un’opportunità importante”.
Qualche giorno fa a Udine dopo la partita aveva fatto una battuta sul fatto che, se non si arriva quarti, si manda via l’allenatore. Guardando in prospettiva, vivendo Roma da mesi, vede ancora le potenzialità per raggiungere un livello alto o ha pensato: “Chi me l’ha fatto fare di venire qui”?
“Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri, fin dalla presentazione e poi nei mesi successivi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita e di costruzione. È chiaro però che, quando si parla di Champions, per me esiste solo quello. Io ho lasciato la Champions e mi manca anche molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione dicendo “devi arrivare in Champions”, per me l’obiettivo è quello, ma sappiamo che significa dover superare squadre come Juventus, Napoli, Como, Atalanta. È un gruppo molto competitivo, il nostro. Io non sono venuto qui per dire: quest’anno vediamo, poi il prossimo anno, e così via. Sono venuto per costruire qualcosa di forte. I due mercati, quello di agosto e quello di gennaio, sono stati fatti con questa idea. Non è vero che non si possa lavorare in questa città. È difficile lavorare bene, ma non per la città: bisogna lavorare bene qui dentro. La città risponde sempre, lo stadio è pieno, ci sono 130.000 persone in due partite come Cremonese e Juventus. La differenza la fa il lavoro che si riesce a fare all’interno”.
A che punto è oggi la squadra, anche dopo il mercato di gennaio?
“Stiamo lavorando e continuiamo a lavorare. Io ho sempre grande soddisfazione di questi ragazzi, per me sono straordinari in tutto quello che fanno. Abbiamo passato e stiamo passando un periodo di grande emergenza, ma stiamo andando avanti senza cercare alibi. È chiaro che tutto è migliorabile, ma il percorso di crescita c’è stato. La squadra ha acquisito maggiore consapevolezza e presenza in campo. Poi il calcio è fatto di momenti e di difficoltà, però l’atteggiamento e l’impegno non sono mai mancati. E questo, per me, è la base su cui continuare a costruire”.
A questo proposito le volevo chiedere, considerando gli innesti del mercato di gennaio, cosa le sta piacendo di più nelle ultime partite della Roma e dove vede ancora margini di miglioramento?
“Secondo me siamo già a un buon livello, ma chiaramente tutto è migliorabile. Il problema in questo momento è legato alle assenze: se perdi Dybala, Soulé, Ferguson ed El Shaarawy, cioè quattro attaccanti nello stesso reparto, diventa difficile per qualsiasi squadra. Se uno manca una settimana è un conto, ma quando le assenze diventano di un mese o addirittura di più, la situazione cambia. Ci sono esempi anche di altre squadre che hanno perso giocatori importanti, però avere quattro elementi fuori nello stesso ruolo pesa. E non sappiamo ancora quando e se riusciremo a recuperarli tutti. Questo è l’unico vero punto critico. Stiamo cercando di valorizzare al massimo Venturino e Vaz, che sono giovani, e Malen, che è appena arrivato, ci ha dato un apporto importante. Se non fosse arrivato lui a gennaio sarebbe stato ancora più complicato. Ora speriamo di non perdere altri giocatori e di riuscire a recuperare qualcuno il prima possibile. Tra quindici giorni rientreremo anche nelle coppe e torneremo a giocare tre partite a settimana. Questo significa che dobbiamo cercare di velocizzare il più possibile la maturazione e la crescita di Venturino e Vaz, perché in questo momento le alternative nel reparto offensivo sono soprattutto loro. È inevitabile che debbano crescere in fretta, anche attraverso le partite, ma allo stesso tempo dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo da due ragazzi così giovani. Hanno qualità, però serve equilibrio nelle valutazioni e nelle aspettative”.
In vista della partita con la Cremonese, Koné può giocare insieme a Pisilli? È una soluzione alternativa rispetto a Cristante o El Aynaoui, magari più abili nel palleggio?
“Sono quattro giocatori che stanno facendo molto bene. In quel reparto abbiamo abbondanza e qualità. Dobbiamo anche capire, vista l’emergenza che abbiamo davanti, se qualcuno di loro possa essere impiegato in una posizione un po’ più offensiva. È un po’ come per Pellegrini: si possono adattare, ma le caratteristiche vere degli attaccanti sono diverse. A centrocampo però siamo coperti e forti, con tutti che stanno rendendo bene. Quando torneremo a giocare anche le coppe, avere questo tipo di soluzioni sarà un grande vantaggio. Le squadre che affrontano più competizioni hanno bisogno di una rosa ampia e nel reparto della mediana siamo sicuramente ben attrezzati”.
Sono trascorsi 90 giorni dalla gara d’andata con la Cremonese. Dal punto di vista caratteriale è cambiato qualcosa? E cosa si aspetta, anche tatticamente, dalla Cremonese nel match dell’Olimpico?
“Dal punto di vista caratteriale no, non è cambiato nulla. Ho avuto un gruppo forte dal primo giorno di ritiro, sotto questo aspetto è sempre stato fantastico e si è confermato fino a oggi. Sono convinto che sarà così fino alla fine. Non abbiamo mai sbagliato sotto il profilo della determinazione e del senso di appartenenza. Credo che il merito principale di questa stagione, fino a questo momento, sia proprio la voglia e l’attaccamento di questi giocatori. Poi tutto è migliorabile, ma sotto l’aspetto caratteriale ho un gruppo straordinario”.
Che partita si aspetta dalla squadra di Nicola?
Mi aspetto una partita difficile. In questo momento della stagione i punti iniziano a pesare per tutti, sia per chi ha obiettivi alti sia per chi lotta per altre posizioni. Nel girone di ritorno le gare diventano ancora più equilibrate e complicate. Noi abbiamo motivazioni fortissime: se il campionato finisse oggi saremmo premiati e non vogliamo scendere da quella posizione. Dipende molto da noi: se non sbagliamo, per gli altri diventa difficile”.
Gli agenti di Celik: "Le sue voci verso un altro club non sono accurate"
Il futuro di Zeki Celik é ancora incerto. Nelle ultime ore si era parlato di un accordo già trovato con la Juventus, ma gli agenti del calciatore hanno smentito tutto.
“Le voci secondo cui Zeki avrebbe raggiunto un accordo con un club non sono accurate. Il suo contratto con la Roma scade a fine stagione; tuttavia, nutre grande rispetto per il club. In questa fase non si concentra su questioni contrattuali o di mercato. La sua piena attenzione e il suo impegno sono rivolti a supportare la Roma nel raggiungimento dei suoi obiettivi”, si legge nella nota.