Feyenoord, Slot: "Preferisco uscire con una squadra come loro. Pellegrini un campione"

Feyenoord, Arne Slot in conferenza stampa:

L’analisi del match?
“È la sconfitta più dolorosa perché ai rigori, però se perdi una finale è come se perdi uno spareggio. Siamo andati vicini alla qualificazione, abbiamo giocato un’ottima partita, ma l’importanza della partita non è comparabile con una finale. Sì, siamo passati in vantaggio poi Pellegrini ha fatto un gol straordinario, abbiamo fatto la nostra partita, potevamo passare in vantaggio ma non ci siamo riusciti”.

Errore sul gol di Pellegrini?
“Dobbiamo riconoscere i meriti di Pellegrini per il gol, la Roma è molto forte sugli esterni, i centrocampisti dovevano ripiegare sulle fasce”.

I rigori?
“È una questione di fortuna, si può allenare ma il miglior allenamento è calciare i rigori in momenti come questo. È una sconfitta amara perché non mi piace perdere, non mi piace uscire per mano della stessa squadra ma la squadra ha giocato una gara molto positiva”.

Karsdorp?
“Non c’è stato niente con lui, qualcuno forse è passato e ha detto qualcosa ma niente di eclatante”.

Perché la Roma è stata superiore?
“La Roma ha dei grandi calciatori, la differenza è stata questa”.


Feyenoord, Slot: "Non siamo intimoriti dall'Olimpico, gli arbitri invece a volte si"

Arne Slot in conferenza stampa presenta Roma-Feyenoord con parole non banali: "Abbiamo lavorato su tutto, dall'impostazione alla pressione, fino alla fase di realizzazione che per noi non è un problema, visto che nelle ultime venti partite siamo sempre andati a segno. Il risultato dell'andata non lascia tranquilli, ma viste le tante assenze resta positivo". Se avremo a disposizione Wellenreuther e Timber sarà meglio, ma giocheranno solo se saranno in condizione. Abbiamo il nostro piano di gioco e cercheremo di costruire, poi un conto è preparare la partita sulla carta e un conto è scendere in campo, ma la strada che abbiamo intrapreso è questa. 

L'OLIMPICO - "È uno stadio che in un certo senso conosciamo bene, speriamo di avere più fortuna rispetto al passato. Questa squadra è cresciuta e questo ti aiuta a gestire la pressione anche in stadi difficili come l'Olimpico". 

ATTACCO AGLI ARBITRI - "Sappiamo esattamente come vanno le cose a Roma. I miei giocatori non ne rimangono colpiti, invece altre persone che sono all'interno delle linee sì (agli arbitri ndr)".


Conferenza Stampa De Rossi e Cristante: "Una squadra ha bisogno di tutti i giocatori. A me interessa solo che la Roma passi il turno, con o senza i gol di Dybala e Lukaku"

Daniele De Rossi e Bryan Cristante, rispettivamente allenatore e centrocampista della Roma, hanno parlato in conferenza stampa alla vigilia dell'incontro di Europa League contro il Feyenoord:

PAROLE DE ROSSI

Cosa può cambiare rispetto all'andata?
"Dal punto di vista della formazione loro potrebbero recuperare alcuni giocatori e quindi cambierebbero i valori in campo. L'atteggiamento potrebbe essere simile da entrambi le parti perché abbiamo pareggiato, inizialmente potrebbe essere simile la partita".

È lecito chiedere qualcosa di più a Lukaku e Dybala?
"Dobbiamo analizzare oltre il semplice gol, per voi giornalisti è più facile vedere se un attaccante o un trequartista faccia gol o meno. Io valuto le prestazioni e loro stanno entrando nella mia idea di calcio, sono contento di loro. Dovremo passare il turno con o senza i loro gol".

Domani record assoluto di presenze allo Stadio Olimpico, quanto può fare la differenza?
"Non ci lascia indifferenti. Nei primi giorni dicevamo che dovevamo ricreare quell'unione e riportare tutti allo stadio e a quanto pare più di così non entrano allo stadio. Siamo contenti, è una responsabilità in più per noi, ma anche se fossero stati meno tifosi sarebbe stato lo stesso".

Quanto sposta questa partita nel suo percorso?
"In quanto bivio e partita decisiva sposta, sentiamo quel brivido in più. Nella mia carriera ne ho giocate tante, da allenatore è diverso ma la preparo alla stessa maniera, come quando voglio vincere in campionato".

Come sta N'Dicka? Con Smalling si può giocare soltanto a tre?
"N'Dicka sta bene, anche se ha fatto un solo allenamento con noi perché ha avuto l'influenza e non è stato bene. Ora sta meglio, ieri era un giorno abbastanza di scarico quindi probabilmente non sarà al 100%, ma è disponibile e andrà in panchina per darci una mano se ne avremo bisogno. Smalling? A Frosinone ho fatto una sostituzione proprio per farlo entrare, il mio unico obiettivo era farlo giocare. Fortunatamente era un risultato abbastanza tranquillo, ho tolto un giocatore stanco per farlo entrare. Lui comunque può giocare a 3 e a 4, sono sicuro che possa giocare a 4".

I ballottaggi sulla fascia sinistra?
"Sceglierò chi penso che mi farà vincere la partita. Si fanno mille ragionamenti diversi, ma sceglierò quelli che potenzialmente possono farmi vincere la partita e farò lo stesso anche per le prossime partite".

Tocca a Dybala e Lukaku prendere per mano la Roma?
"A prescindere dalla partita di domani, ogni squadra ha bisogno di tutti i giocatori. Nel calcio molte squadre hanno dei campioni che provano a trascinare la squadra ma il resto non funziona e viceversa. Loro giocheranno e saranno molto importanti per noi, come lo sono stati fino ad adesso. Da loro ci si aspetta sempre la doppietta, ma a me interessa solo che la Roma passi il turno e per fare ciò loro devono essere dentro la partita, così come lo sono stati mille volte anche senza segnare. Magari farà gol o assist un altro giocatore oppure recupereranno palla velocemente e ci faranno fare gol, per me è indifferente. Sarei contento per loro perché so quanto possa essere importante per gli attaccanti essere decisivi, ma per me è indifferente".

I soli due clean sheet la preoccupano?
"Non è normale, ma il clean sheet a volte racconta parte della storia. A Frosinone avremmo meritato di prendere gol nel primo tempo, per me non è un clean sheet ma una serata in cui abbiamo subito troppo. Contro l'Inter abbiamo concesso di meno nel primo tempo. Domani il clean sheet ci darebbe la certezza di andare almeno ai supplementari. La squadra deve essere equilibrata, non chiedo un gioco ultra offensivo. Dobbiamo essere precisi con il pallone tra i piedi per concedere meno occasioni e soprattutto più attenti in fase difensiva, il Feyenoord è una squadra che crea e segna. Sarà una partita difficile, qualcosina subiremo ma dobbiamo essere bravi a fare il nostro gioco quando abbiamo il pallone".

PAROLE CRISTANTE

Domani record assoluto di presenze allo Stadio Olimpico, quanto può fare la differenza?
"Farà sicuramente la differenza, come già accaduto negli ultimi anni. È sempre uno spettacolo giocare in uno stadio così pieno, dobbiamo ringraziare i tifosi, creano un'atmosfera incredibile. L'unico modo per ripagare questo regalo è vincere e passare il turno".

Il tuo ruolo è cambiato: è una nuova scoperta o si sente ancora un playmaker?
"Nuova scoperta no perché ho già fatto questo ruolo. Non c'è grande differenza, mi sono adattato a entrambi, so cosa richiedono i differenti ruoli nella gestione della partita e della palla, ma ormai penso di saper gestire le diverse richieste. Non c'è problema tra uno e l'altro".

Ti immagini qui anche a fine carriera?
"Qui sono contento, sono tanti anni che sono alla Roma. Mi trovo bene, ora c'è un percorso nuovo e sono concentrato sul raggiungere gli obiettivi di squadra. Non sento necessità di muovermi, nel calcio sappiamo come funziona ma non ho questa esigenza".

Come è De Rossi da allenatore? Le urla nello spogliatoio all'intervallo di Frosinone-Roma ti hanno fatto effetto?
"L'ho trovato bene. Il mister non aveva bisogno di presentazioni, ma arrivare a stagione in corso in una situazione difficile poteva avere le sue insidie. Dal primo giorno invece ha trovato gli equilibri perfetti per gestire il gruppo e la situazione, che era tutt'altro che semplice. Siamo contenti del percorso che stiamo facendo, stiamo costruendo giorno dopo giorno. Si sta rivelando la soluzione giusta, è stata una decisione presa dalla società in un momento difficile e inizialmente poteva sembrare azzardata perché non ha grandissima esperienza da allenatore".

Quanta consapevolezza c'è nel gruppo nello sperare di arrivare fino in fondo in Europa League?
"Giocando tante partite europee guadagni consapevolezza e conosci i dettagli che in partite così delicate possono fare la differenza. Abbiamo una bella consapevolezza europea, sappiamo quale scelta fare nel momento delicato. Dobbiamo mettere tutta l'esperienza che abbiamo per passare il turno domani".

Credete di poter tornare in finale?
"Certo, è uno dei nostri obiettivi, abbiamo la possibilità per farlo. La squadra è forte, stiamo giocando bene e ci stiamo trovando benissimo con l'allenatore, vogliamo arrivare in finale e vincere. Ci proveremo fino alla fine".


Il signore dell'anello

Tre gol in tre partite e poi il migliore in campo contro l’Inter. Pellegrini sta uscendo con la forza del suo romanismo da un periodo molto delicato. E dalle calunnie messe in giro da chi gli vuole male. 

Il Romanista


Losi, Roma assente. "Chi non rispetta il passato non ha futuro" (Editoriale)

(Francesca Ceci - Insideroma) Fa rumore l'assenza della Roma nel giorno dell'addio a Giacomo Losi, uno dei giocatori più rappresentativi della storia della Roma: 386 presenze, di cui 299 da Capitano. È l'ex calciatore che vanta più presenze in giallorosso, dopo Francesco Totti e Daniele De Rossi, assenti anche loro. Così come Lorenzo Pellegrini, il Capitano.

Ieri non c'era nessuno. (Eccetto una delegazione dell'U18 giallorossa: un po' poco, no?).  In una chiesa gremita da centinaia di persone tra parenti, amici e semplici tifosi, nessun dirigente e nessun calciatore è riuscito a presenziare alle esequie. Evidentemente, nessun rappresentante della società ha ritenuto importante esserci.

Fa acqua da tutte le parti il tentativo di giustificazione: quando la toppa, insomma, è peggio del buco. Dal club, infatti, si affrettano a spiegare che l'intenso lavoro di questi giorni non ha consentito di essere presenti all'ultimo saluto ad un pezzo della storia della Roma.

Sarà che noi di Insideroma, Giacomo Losi abbiamo avuto la fortuna e l'onore di conoscerlo bene: qualche anno fa il nostro Alessandro Capone, in occasione della presentazione di un suo libro sulla Roma organizzò un evento. Contattai personalmente Losi al telefono che seppur già in età avanzata non esitò un secondo ad accettare il nostro invito, specialmente dopo aver saputo che parte del ricavato sarebbe andato alla ricerca contro la sclerosi multipla. Nessun ufficio stampa a "filtrare" la mia richiesta. Rispose sua moglie: "Giacomo vieni, c'è una signorina al telefono per te". Non fece nessuna richiesta, disse semplicemente "sì, ditemi quando e dove e ci sarò". Venne.

Uomini, ancora prima che calciatori, di un'altra tempra, di una caratura morale che oggi è un miraggio.
Forse è per questo che, in fondo, l'assenza della Roma ci colpisce, ci addolora e ci offende, ma non ci stupisce. Ci induce però a una amara considerazione che somiglia ad una ancora più triste profezia: chi non ha memoria e rispetto del proprio passato, è destinato a non avere futuro.

Ciao Giacomino, Core de Roma.

Francesca Ceci - Insideroma


Si rivede Aouar a Trigoria. Ok anche Mancini e Dybala

Dopo la vittoria in amichevole con l’Al Shabab, Pellegrini e i suoi compagni hanno svolto una sessione di allenamento nel primo pomeriggio di ieri a Trigoria.

De Rossi ha ritrovato anche Mancini e Dybala, i quali erano stati risparmiati dal viaggio a Riad per precauzione, al fine di permettere loro di recuperare dai rispettivi problemi fisici. Il difensore Mancini continua a gestire la pubalgia che lo affligge da un po’ di tempo, mentre il campione del mondo argentino Dybala si è ripreso da un fastidio muscolare accusato durante la partita contro il Verona, che ne aveva causato la sostituzione anticipata nell’intervallo.

Per la sfida contro la Salernitana, De Rossi non potrà contare su Paredes, squalificato per la seconda volta in questa stagione, ma al suo posto potrebbe esserci Aouar. Dopo l’eliminazione dell’Algeria dalla fase a gironi della Coppa d’Africa, dove ha giocato solamente 55 minuti in 3 partite, il centrocampista è tornato ieri nella Capitale per incontrare il suo nuovo allenatore, ed è ora a disposizione dell’ex capitano giallorosso. Lo scrive il Tempo.


Women's Champions League: una grande Roma sfiora la vittoria contro il Bayern ma viene fermata da un arbitraggio inadeguato

Soltanto un arbitraggio non all’altezza dell’importanza della partita ha impedito alla Roma Femminile di conquistare i meritati tre punti nella delicata sfida contro il Bayern Monaco e di fare un importante passo avanti verso la qualificazione ai quarti di finale della Women’s Champions League. A pochi secondi dalla fine della sfida, con il punteggio di 2-1 per le giallorosse, capaci di tornare avanti nel punteggio con un gol di Giugliano su assist di Bartoli al 93’ dopo il pareggio di Schüller pochi minuti prima, l’arbitro danese Klarlund - insufficiente per tutta la partita - ha invertito una palese punizione a favore della Roma, fischiando fallo a favore del Bayern a pochi metri dall’area di rigore. Il successivo cross in area si è trasformato nella rete del pareggio per le bavaresi: mischia in area con Linari caduta a terra e Schuller a depositare in rete il gol del 2-2.
 
Un vero peccato per le ragazze di Spugna, capaci di giocare una delle migliore partite della stagione di fronte agli oltre 2000 spettatori del Tre Fontane, e che meritavano di gran lunga i 3 punti per quanto fatto vedere nell’arco dei 90’ minuti totali di gioco. Avanti sul finire della prima frazione con un gol di Giacinti, poi uscita per infortunio, ben imbeccata da una super Giugliano, poi MVP della partita, la Roma ha amministrato perfettamente la gara, grazie ad un’ottima prova difensiva e a diverse sortite offensive, soprattutto nel primo tempo, che in più di un’occasione hanno spaventato le avversarie.
 
Le giallorosse si giocheranno ora le proprie chances di qualificazione martedì prossimo sul campo dell’Ajax, sconfitto per 3-1 dal PSG. La Roma dovrà vincere a ogni costo per qualificarsi e sperare che il Bayern Monaco non batta le francesi, prime del girone a cui manca un punto per ottenere il pass per i quarti di finale.    

dallo stadio delle Tre Fontane, Daniele Mattioli


La Roma cerca un esterno d'attacco e un terzino: ipotesi Ikone

La Roma cambia strategia di mercato: non arriva un centrale, anzi Llorente è in bilico. Si cercano un’ala destra e un terzino sinistro, per poter fare il 4-3-3. Due ipotesi sono Ikoné (la Fiorentina per ora dice no a scambio con Belotti) e Bakker dell’Atalanta.

Corriere dello Sport


Hellas Verona, Baroni: "I giocatori della Roma cercheranno di avere un buon impatto dopo il cambio"

Marco Baroni ha parlato dalla sede del club per presentare il match che sabato vedrà la compagine scaligera impegnata all'"Olimpico" di Roma nella sfida alla Roma del neo-tecnico Daniele De Rossi, in quello che sarà il match valido per la seconda giornata di ritorno del campionato di Serie A.

Davanti ci sarà una Roma reduce dal cambio di guida tecnica, che squadra ti aspetti?
"La Roma è una squadra forte, i calciatori cercheranno di avere un buon impatto, sarà una bella partita, troviamo il massimo e a noi piace confrontarci con il massimo, senza avere timore". 

Quanto è difficile approcciare partite come questa?
"Io guardo la partita nell'insieme, nella durata, nella capacità di stare in campo e anche di reggere sollecitazioni che ci sono, noi cercheremo di replicare la prestazione di Firenze e San Siro, poi il risultato speriamo arrivi come conseguenza".


Grazie Mister, uno di noi. Per sempre

(INSIDEROMA.COM)  "La vita è fatta di emozioni che non hanno prezzo. Grazie di tutto Mister, sei stato uno di noi. Per sempre"

insideroma


La stagione è finita. Si, fra centotrentadue giorni

INSIDEROMA.COM - ALESSANDRO CAPONE - Ogni partita finisce così come ogni stagione finisce. All’ultimo triplice fischio dell’ultima partita stagionale. Se vogliamo dirla tutta termina dopo l’ultimo chilometro della stagione macinato, dopo quell’ultima partita dell’annata. Quando chiudi la porta di casa e azzeri tutto per trovare l’entusiasmo in ciò che, fortunatamente, sta per ricominciare. Quel settore ospiti in cui non sei mai stato e ora troverai, quel coro nuovo che ora imparerai, quella compagnia aerea che ora sentirai, in quel “stavorta non ce la posso fa…” e invece ce la fai.
Ecco, si, tutto questo, appunto…alla fine. Si sente spesso parlare di sintonia, di simbiosi, di trasporto e di attaccamento. Si ma di chi?.
La verità è che tutto questo è ad esclusivo beneficio di chi la passione la porta dentro, del tuo vicino di seggiolino, in quello vicino a lui e così via. E’ tutto nel cuore e nella mente di chi canta fino all’ultimo tiro, fino all’ultimo coro. Il senso di appartenenza e l’orgoglio ce l’ha chi per l’ennesima volta sente arrivare alle orecchie l’urlo che parte dalla parte opposta ritrovandosi quasi al tappeto…quasi. Non esiste KO per chi crede in quello che sente. E’ una forza che arriva dall’anima e nulla la può fermare.
Quindi, chi è che può essere legittimato a crederci ancora, a crederci sempre? Solo chi, in qualsiasi parte del mondo possa trovarsi, ha il cuore che urla di gioia quando il fischio da il via alla partita. Si, solo quelle persone, quelli che c’erano, ci sono e ci saranno in ogni caso. Quelli che non hanno mai “l’approccio sbagliato” e che non si sentono mai con “le gambe tagliate”. Che non “sottovalutano l’avversario”, e che “non toccano il fondo” e che è finita…si dice alla fine.
Continuare ad urlare al cielo il nome e i colori con orgoglio e forza anche quando davanti lo spettacolo dovrebbe disarmare. Vedere le proprie maglie trascinate sul campo in balia dell’avversario quando è in quel momento che si vorrebbe vedere la reazione indipendentemente da come finisca, che si vorrebbe vedere il sudore che quella maglia può tenere. E’ li che si dimostra. Non con le parole, non con gesti di scusa al triplice fischio, non negli isterismi senza senso. Si dimostra con il sudore, la voglia di crederci, tutti insieme, anche quando tutto sembra perduto senza stare li ad aspettare una scossa che può arrivare solo da quelle voci amiche che non si arrendono mai e non da chissà quale concessione astrale.
Dimostrare di crederci, questa è la cosa che più conta. Perché la differenza fra chi crede che finisce solo alla fine sta proprio in chi, dopo i migliaia di chilometri stagionali quell’ultimo chilometro, sia esso fisico o emozionale, lo fa. E lo fa solo chi porta nell’anima questa città e questi colori.
Per tutte queste persone che credono che alla fine di questa annata mancano ancora centotrentadue giorni e non mollano ad un gol subito e che saranno pronti al proprio posto al prossimo fischio d’inizio sempre convinti di sostenere la squadra più forte che il mondo ha visto mai e che quando l’inno s’alzerà sarà sempre più forte.
Per la città, per la maglia, per questo popolo bisogna sentirlo e subito dopo dimostrarlo in campo. C’è ancora metà stagione da scrivere. Metà stagione per sognare e per crederci ancora. Basta parole. Durante la partita solo voce, cuore e sudore.
Avanti Roma e avanti, sempre, Romanisti. Che la stagione è finita lo diremo fra centotrentadue giorni. Questo deve valere per tutti.

a cura di Alessandro Capone


Scontri derby, tifoso giallorosso perde l'orecchio. La famiglia: "Non lo accettiamo"

I genitori del tifoso romanista ferito dal lancio di petardi tra la Tevere e i Distinti Sud non cercano scuse e accusano: "Non è accettabile tutto questo. Nostro figlio ha alcune ferite interne e molto probabilmente non riacquisterà l’udito dal lato destro"