Roma-Karsdorp: storia al capolinea. Si guarda in Spagna per il sostituto

Sembra ormai giunta al capolinea l'avventura in giallorosso di Rick Karsdorp.
La Roma lo attende a Trigoria ma lui, per il secondo giorno consecutivo, non si presenta in ritiro nonostante la convocazione per la tournèe in Giappone. Una presa di posizione da parte del terzino che porterà la Roma, per forza di cose, ad agire sul mercato per trovare un sostituto.
Dalla Spagna, come riporta sport.es, spunta il nome di Hector Bellerin come acquisto per la corsia difensiva destra già nel mercato invernale. Il giocatore, in forza al Barcellona, andrà in scadenza a giugno 2023 con i blaugrana che pare non avrebbero intenzione di rinnovargli il contratto. Il giocatore preferirebbe andare a scadenza per riunirsi al Betis Siviglia a parametro zero; mentre il Barcellona vorrebbe cedero a gennaio alla Roma poichè pagherebbe per averlo anche senza un grande esborso. Una mossa, in pratica, per guadagnarci qualcosa e non perderlo a zero.
Dall'Italia, come riporta La Gazzetta dello Sport, resta viva la pista che porterebbe a Bereszynski della Sampdoria; mentre si apre anche un un'ipotesi Odriozola (Real Madrid).
Intanto la Roma dovrà prendere una decisione circa la multa da comminare a Karsdorp, che quasi sicuramente sarà il massimo consentito, ovvero pari al 30% dello stipendio mensile.


La Roma riprende gli allenamenti, ma Karsdorp non si presenta a Trigoria

La Roma è tornata ad allenarsi per preparare la tournèe in Giappone prevista tra il 22 ed il 29 novembre.
Karsdorp era stato regolarmente convocato ma, come riferisce il sito gianlucadimarzio.com, non si è presentato a Trigoria e dunque non prenderà parte alla convocazione.
Una decisione che non fa altro che sancira la rottura, che sembra ormai irreparabile, tra l'olandese ed il tecnico portoghese.
Spetterà adesso alla Roma ed a Mourinho decidere il da farsi con Karsdorp; se sanzionarlo con una semplice multa o con l'esclusione dalla rosa.


Fonseca: "Continuo ad amare Roma ed i romanisti. Mourinho e Tiago Pinto sono stati onesti con me"

Paulo Fonseca, ex allenatore della Roma ed oggi al Lille, ha rilasciato un'intervista per Sky Sport in cui ha parlato del suo passato giallorosso e del rapporto con Mourinho:

Quando ha capito che sarebbe diventato allenatore?
"Non ho mai pensato di essere allenatore, ma a 28/30 anni ho iniziato a pensarci. Ho avuto allenatori che mi hanno indirizzato su questa via, così ho fatto il corso e a 32 ero già motivato per iniziare come allenatore e finire la carriera da giocatore. L'obiettivo era arrivare nella massima divisione portoghese, non ho mai pensato ad altri campionati, ma ora è l'opposto. Voglio continuare nei migliori campionati e difficilmente ritornerei in Portogallo".

L'esperienza allo Shakhtar le ha cambiato la vita?
"Sì, non solo professionalmente, anche dal punto di vista personale. Quando ho giocato contro lo Shakhtar a loro era piaciuto il mio modo di giocare del mio Braga. Poi volevano cambiare e hanno scelto me, è stata una buona opportunità. Questa è stata la mia prima volta fuori, ho disputato la Champions League. In questo momento è difficile parlare dell'Ucraina, sono molto legato a questa nazione, anche perché ho conosciuto mia moglie lì. Ho casa e tanti amici, l'Ucraina è la mia seconda patria. È molto molto difficile guardare ciò che sta succedendo. Io ero lì quando è iniziata la guerra. Per noi che viviamo qui non è difficile perché lo vediamo in televisione, ma la verità è che gli ucraini stanno soffrendo e tante persone stanno morendo. Noi possiamo fare di più, è difficile per me guardare la sofferenza di quel popolo senza fare niente. Continuiamo a guardare, ma quello che facciamo non è sufficiente né per l'Ucraina né per il mondo".

Il 24 febbraio era lì, doveva partire ma poi è scoppiata la guerra.
"Ero a casa quando le bombe sono arrivate a Kiev. È stato un momento tragico, di panico per tutti. Un'esperienza che solo nei film si vede. Quando hai un bambino di due anni è difficile scappare, pensare in modo equilibrato, ma non è niente confrontandolo a ciò che stanno vivendo ora le persone. C'era il panico. L'ambasciata del Portogallo mi ha aiutato, ma sono state 30 ore di viaggio senza sapere cosa potesse succedere. Avevamo due bambini, è stato difficile".

Come si spiega ai bambini questo?
"Il mio bambino non ha capito quello che è successo, ma oggi è difficile non parlare di questo perché lui guarda e vede ciò che è successo. Spero che un giorno questo possa finire". 

Com’è stato l’inizio a Roma?
"L’inizio è stato molto bello perché la Roma è un club diverso dove le persone sono molto calorose. Non è stato facile essere l’allenatore dei giallorossi, ma è un momento unico".

La città le è rimasta addosso
"Molto, mi è piaciuto tanto vivere a Roma, la città è bellissima e le persone sono molto calorose. È diversa da tutte le altre".

Come ha preso l’arrivo di Mourinho?
“Ci siamo scambiati alcuni messaggi, io ho capito la situazione. Lui è stato onesto con me”.

Su Tiago Pinto.
“È una persona che stimo molto, sta facendo un gran lavoro alla Roma. È stato sempre onesto con me. Ho vissuto un periodo difficile, i Friedkin sono arrivati e non avevamo il direttore sportivo, per loro era tutto nuovo perché non avevano mai seguito il calcio. È stato un periodo difficile perché non ho avuto il direttore sportivo finché non è arrivato Tiago Pinto”.

Sui Friedkin.
“I Friedkin hanno portato entusiasmo e volevano un progetto nuovo, così hanno investito e portato un allenatore che ha vinto tanto. È normale”.

Sui tifosi della Roma.
“Ancora oggi sono molto calorosi con me. Quando ho vissuto la situazione della guerra in Ucraina ho avuto tanto sostegno dai romanisti. Anche oggi ne ricevo molto, è impressionante. Continuo ad amare la città e i romanisti”.

Cos'è Mourinho per i portoghesi?
“È un riferimento per tutti. Ha vinto tanto, ha ispirato tanti allenatori perché ha iniziato un processo che ha cambiato il modo di fare gli allenamenti e di fare gioco in Portogallo”.

Uno dei suoi momenti più popolari è quando ha tenuto la conferenza stampa vestito da Zorro.
"Era Halloween e una giornalista mi chiese quale era la mia maschera preferita e io risposi Zorro. Il mio direttore quindi mi disse: 'Se domani vinciamo ti travesti?' E io gli dissi di sì, ma non avrei mai immaginato di farlo subito dopo la partita. Il calcio a volte è troppo serio, ma è stato un momento diverso".

L'esperienza al Lille.
"Sono molto soddisfatto di essere qui. Mi piace l'atmosfera e le condizioni di lavoro. Sono rimasto positivamente sorpreso dal campionato, mi piace molto".

Cosa c'è di diverso tra la Serie A e la Ligue 1?
"In Italia è più tattico, ci sono meno spazi, mentre qui le squadre vogliono giocare, sono più aperte. C'è anche grande atmosfera negli stadi. La società ha perso giocatori importanti, ma avevano questa necessità. Siamo in un periodo di trasformazione, è un nuovo progetto. Questa squadra non è quella che ha vinto il campionato due anni fa, abbiamo nuovi giocatori. Volevo un progetto in cui iniziare a mettere in pratica il mio gioco. Quando mi hanno chiamato ho subito pensato che fosse il progetto giusto". 

A capo del Lille c'è un italiano, Barnaba.
"L'ho conosciuto qui. Mi ha chiamato lui. Sta sempre vicino alla squadra".

Perché l'equilibrio è così importante?
"Lo stato di depressione o euforia non ti lascia pensare in modo giusto, io cerco sempre di essere equilibrato".

Il PSG è proprio di un altro livello?
"Sì, è la verità. Hanno fatto un investimento totalmente diverso rispetto alle altre squadre. Neymar, Mbappé, Messi, Verratti, non è facile. Per me non è giusto avere questa differenza tra le squadre, ma è la realtà. Non so cosa possiamo fare, penso che UEFA e FIFA vogliano fare qualche modifica".

Il tuo sogno?
"Non faccio piani per il futuro. Io penso che la cosa più importante sia lavorare ed essere felice".

Quando non allena cosa fa?
"Sto a casa con la mia famiglia, penso sia importante staccare".


Balbo: "Nei singoli la Roma è un'ottima squadra, ma fa fatica e non gioca bene"

Abel Balbo, ex attaccante della Roma, ha parlato della compagine giallorossa in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Queste le sue parole:

È tornato a vivere in Argentina, ma la Roma gli è rimasta nel cuore e continua a seguirla.
"È una squadra che fa fatica e non gioca bene, è sempre più difficile, quindi, in questa situazione per gli attaccanti".

Abraham e Belotti, sei gol in due. Il loro bilancio è in rosso.
"Sono due giocatori che a me piacciono molto, sono attaccanti da 15 gol almeno nel campionato italiano. Per caratteristiche dipendono dalla squadra, quindi se la squadra non gioca hanno pochissime occasioni".

Un problema che si riflette sulla classifica, oggi la Roma è sesta.
"Se prendiamo i singoli giocatori la Roma è un’ottima squadra, non per vincere lo scudetto ma per esempio è più forte dell’Atalanta. Non ha una squadra per vincere, ma neanche per fare queste prestazioni. Penso che Mourinho, che è uno straordinario allenatore, riuscirà a trovare i rimedi".

Dybala è la luce, come ha detto Mourinho, ma nell’ultimo periodo è stato assente per infortunio.
"È un giocatore decisivo, un campione vero, fa la differenza. Gli unici problemi sono stati fisici, se sta bene è inarrestabile. Un argentino qui a Roma si esalta, può fare benissimo, speriamo che non si infortuni più".


Boniek: "Alla Roma non mancano i giocatori, ma un disegno di gioco"

Zibi Boniek, ex giocatore della Roma sul finire degli anni '80 e vice presidente della Uefa, ha parlato dei giallorossi ai microfoni di Centro Suono Sport:

Sulla Roma
“Stiamo un po’ deludendo e ci manca un po’ il gioco. Ho guardato le ultime partite, quando vedo i tre centrali di difesa che si scambiano la palla non per liberare un centrocampista ma per darla a Rui Patricio che fa una rimessa lunga”.

Però i centrocampisti della Roma non si abbassano a prendere la palla
Guardando tutti i nostri centrocampisti quelli che giocano meglio in mezzo sono Matic, che però al 70° è sempre arrivato, e questo ragazzo giovane che ha carisma, al quale piace dribblare, parlo di Volpato. Matic è bravo fisiologicamente non può giocarle tutte, la sua più bella partita è stata quando è entrato nell’ultimo quarto d’ora a Verona dove ha fatto la differenza. Abbiamo dei problemi”.

Su Abraham
“Cosa gli sta succedendo? Bella domanda. Lui è un po’ caotico, un centravanti particolare, buono nel colpo di testa e nelle palle alte. Gli manca la freddezza e la tranquillità. Se lo confrontiamo con quello dello scorso anno parliamo di due calciatori diversi, difficile però dare una spiegazione perché non frequento Trigoria e non vedo gli allenamenti. Sicuramente mancano le sue giocate e i suoi gol che lo scorso anno ci sono state e se ci sono state significa che le sa fare. Gli attaccanti però se non segnano iniziano ad avere dei problemi. Belotti invece mi dà la sensazione di avere paura della palla, ovviamente sembra questo, sembra andare in panico con la palla. Invece negli anni passati, quando il Torino faceva gol, io pensavo subito a Belotti, ero sicuro al 100%. Qui a Roma sta facendo una fatica pazzesca, eppure è un nazionale”.

Ci sono giocatori che sentono il peso di un grande pubblico. I giocatori forti questi problemi non li hanno
"Avete ragione. Dal collo in giù sono tutti calciatori, la differenza è dal collo in su. Un giocatore è forte nella testa, così riesce a giocare reggendo lo stress”.

Sul pubblico dell’Olimpico
 “Io vado a vedere quasi tutte le partite. Questo calore della gente è inspiegabile e forse è merito anche del carisma di Mourinho, anche perché Mourinho è un comunicatore, è un trasformatore. Lo scorso anno abbiamo vinto la Conference League e sembrava quasi una Champions League alla fine, questo perché è riuscito a creare un’atmosfera tale che abbiamo festeggiato come se fosse un traguardo importantissimo. Alla fine abbiamo battuto il Leicester e il Feyenoord perché tutte le altre erano squadre che, in partenza, dovevamo battere per forza”.

Noi però non vincevamo da sessant’anni e siamo stati felici di questo
“C’è un’atmosfera fantastica. La gente va allo stadio anche per il pre-partita e ti viene la pelle d’oca quando i tifosi cantano. Il pre-gara della partita dell’AS Roma è fantastico. Poi però bisogna anche giocare. La Roma deve fare tutto il possibile per arrivare tra i primi quattro se non dovesse riuscirci alla fine qualcuno dovrà farsi qualche domanda. Se ci pensiamo Pellegrini, Dybala, Zaniolo, Belotti, Abraham, abbiamo tre difensori centrali come Mancini, Smalling e Ibanez. Non è che ci mancano i giocatori, forse può mancare qualche fuoriclasse, però secondo me manca un disegno di gioco, i giocatori non sanno quello che devono fare, mi sembra che sia tutta invenzione di un singolo giocatore. La Roma non è una squadra scarsa”.

Con la rosa al completo la Roma può arrivare tra le prime quattro?
“La Roma deve arrivare tra le prime quattro. Napoli e Milan sono secondo me sicuri di un posto in Champions poi ci sono le altre”.

Inter e Juve molleranno?
“Non sarà una cosa semplice arrivare tra le prime quattro ma serve ambizione”.

Sul Salisburgo in Europa League
“Parliamo di una competizione molto difficile, perché sembra la coppa europea numero due ma è una coppa molto tosta da giocare. Se la vuoi prendere in maniera seria il Salisburgo è la squadra giusta per vincere perché giocano bene a calcio ma una Roma motivata, concreta, in salute, con tutti i giocatori deve vincere se vuole andare avanti, la Roma è nettamente più forte. Detto questo non bisogna prenderli sottogamba”.

Roma-Napoli?
“Sembra che la Roma punti ogni tanto sull’inventiva dei singoli giocatori. Questo aiuta quando trovi una squadra organizzata, il problema è stato con la Lazio. Sarri è uno che allena tattica e, nonostante qualche assenza, ha giocato in maniera intelligente. Chiaro poi che la partita doveva finire in pareggio, se non ci fosse stato quell’errore di Ibanez. Quasi tutte le squadre poi sono ben organizzate, anche le “piccoline” vengono qua e gestiscono la palla in mezzo al campo quasi sempre meglio di noi”.

Non siamo però al nono o decimo posto, in classifica siamo vicini alla zona Champions.
 “La Roma secondo me, per i giocatori che ha, per potenzialità degli stessi calciatori, secondo me si esprime in maniera modesta, la Roma dovrebbe giocare molto meglio”.

Alcuni singoli hanno una tenuta mentale, dopo Tirana, insufficiente.
“Il giocatore forte quando vince una competizione importante guarda al futuro, i giocatori normali vogliono vivere sugli allori per tanto tempo. Adesso non so qual è il problema”.

Sono giocatori normali quelli della Roma?
“Non lo so, non li conosco personalmente, non conosco la loro mentalità e con quale rabbia arrivano a Trigoria. I problemi vanno affrontati dentro Trigoria proprio per migliorare. La differenza la fa sempre la testa”.


Rick Karsdorp, dalla titolarità alla lite con Mourinho

INSIDEROMA.COM - MIRCO MONDA - Al termine della 14° giornata di campionato l’allenatore dell’AS Roma, Josè Mourinho, non le ha mandate a dire ad un suo giocatore, durante la conferenza stampa, criticandolo di avere un atteggiamento poco professionale. Il giocatore a cui era riferita la sfuriata dello Special One era Rick Karsdorp, difensore olandese giallorosso, escluso poi dalla lista dei convocati della 15° giornata contro il Torino.

Scopriamo chi è il giocatore che sembrerebbe con le valige pronte per il mercato di gennaio.

Rick Karsdorp nasce l’11 febbraio 1995 a Schoonhoven (Olanda) ed inizia a giocare a calcio nelle fila del VV Schoonhoven prima di approdare al Feyenoord. Con la società di Rotterdam esordisce, nel 2014, nell’Eredivise ed in 3 anni vince un campionato olandese ed una coppa nazionale. Nel 2017 la formazione giallorossa decide di investire sul terzino offensivo soprannominato ‘’la locomotiva’’, pagandolo 16 milioni di euro. La prima stagione nella capitale è sfortunata con ben 3 infortuni che lo tengono lontano dai campi per 294 giorni. La seconda stagione giallorossa lo vede maggiormente in campo, 14 partite contro la singola presenza della stagione d’esordio, ma gli infortuni e la fatica ad ambientarsi al campionato italiano ne limitano i minuti in campo. Dopo 2 stagioni alla Roma, Karsdorp torna, in prestito, al Feyenoord per la stagione 2019/20 con cui disputa 24 partite con 2 gol realizzati e 5 assist tra Eredivise, coppa d’Olanda ed Europa League in 1818 minuti di gioco. Per la stagione 2020/21 torna nella rosa giallorossa e diventa un punto fisso della difesa capitolina con 45 partite giocate, tra Serie A, Europa League e Coppa Italia, disputando 3313 minuti e realizzando il suo primo gol in giallorosso, il 23 gennaio 2021, nel 4 a 3 sullo Spezia oltre a servire ben 6 assist. Nella prima stagione con Mourinho in panchina gioca ben 51 partite (4082 minuti) con 7 assist messi a referto tra Serie A, Conference League e Coppa Italia. Nella stagione attuale Karsdorp ha dovuto fermarsi per 40 giorni per due infortuni che ne hanno limitato le presenze a soli 684 minuti tra Europa League e Serie A prima della lite con Josè Mourinho. Al mister portoghese non è piaciuto l’atteggiamento dell’olandese, subentrato al 65’ al posto di Celik e colpevole della cavalcata di Laurientè sulla fascia autore poi del passaggio decisivo per Pinamonti.

Al termine della sfida con i neroverdi sono poi arrivare le parole dello Special One in conferenza stampa che hanno ufficializzato la rottura tra i due confermata, poco tempo dopo, dallo stesso terzino olandese con un messaggio sui social network con un cuore giallo, un cuore rosso spezzato ed un’emoticon con la lacrima.

Sul terzino giallorosso sembra aver messo gli occhi la Juventus che potrebbe portarlo a Torino per una cifra intorno ai 9 milioni di euro, suo valore attuale, rispetto ai 15 con cui veniva valutato l’inverno scorso o i 13 dello scorso giugno.


Wijnaldum: "Dopo l'infortunio ho pianto, ma la riabilitazione sta andando nella giusta direzione"

Georginio Wijnaldum, centrocampista della Roma, ha rilasciato una lunga intervista per ESPN Olanda in cui ha parlato del suo infortunio:

"La riabilitazione sta andando davvero nella giusta direzione. Quando è successo ho pianto per diversi giorni, ero triste. Adesso vivo come un monaco, diciamo, ma mi sento molto bene. Sto vedendo molti progressi, anche se vivo lontano dalla mia famiglia. Torno nei fine settimana, è un sacrificio che devo fare. In questo momento sono completamente da solo. Vedo davvero solo due posti: il mio appartamento e il campo di allenamento. Devo solo superare questo momento. Futuro? È sempre difficile dire in quale squadra andrò, ma solo il Feyenoord è la mia squadra. A 13 anni dallo Sparta Rotterdam potevo andare all'Ajax o al Feyenoord. Lo Sparta ovviamente avrebbe preferito che andassi all'Ajax, ma sono sempre stato un tifoso del Feyenoord, fin da bambino. Quindi per me la scelta è stata facile. Siamo cresciuti molto in quegli anni, ho vissuto momenti meravigliosi. Sono stato calciatore dell'anno, ma anche per come mi hanno trattato al club. In quattro anni ho imparato ad amarlo molto. Però solo il Feyenoord è davvero nel mio cuore, il PSV è venuto dopo. Nazionale? Sono contento che venga Koeman come ct al suo posto. Ho un ottimo rapporto con Ronald. Poi non è che non mi piaccia van Gaal. Io sono onesto: se non fai bene devi fare spazio ai prossimi. È vero che ho fatto bene in nazionale, ma ci sono state anche partite molto meno buone. Però ovviamente mi aspettavo più considerazione e credito da van Gaal, solo che lui la vedeva diversamente".


Sabatini: "Mourinho mi lascia indifferente come allenatore"

Walter Sabatini, ex Direttore Sportivo della Roma, ha parlato di Mourinho ai microfoni di TMW Radio:

"Mourinho? È un argomento stucchevole. Fa la sua recita quotidiana a uso e consumo dei giornalisti. Quando è venuto a Roma ho detto che era l'oppio dei poveri, la storia sta dimostrando che è così. Sono stato ammirato quando ha allenato il Porto, per il resto mi lascia indifferente come allenatore. Abraham? Va bene pizzicare i giocatori, ma quando esponi al pubblico ludibrio un giocatore come Karsdorp gli togli la possibilità di vivere serenamente in quell'ambiente. È probabile che questo ragazzo debba rinunciare a vivere normalmente a Roma. È triste che debba scappare in Olanda, poteva essere gestita in maniera diversa".


Contusione ossea alla mano sinistra per Cristante. Dovrà operarsi

Bryan Cristante ha lasciato il ritiro della nazionale.
Per il centrocampista della Roma la scelta è stata dettata da motivi fisici. Cristante, infatti, aveva riportato un forte trauma alla mano sinistra durante Roma-Napoli. Non ha voluto fermarsi ma continuare a giocare con un tutore nonostante la contusione ossea allo scafoide della mano sinistra.
Ciò non ha fatto altro che peggiorare la situazione, come emerso da una risonanza condotta nei giorni scorsi.
Da qui la scelta di abbandonare il ritiro della nazionale per potersi sottoporre a intervento chirurgico nei prossimi giorni.


Conferenza Stampa Juric: "Abbiamo dominato la Roma. C'è rammarico per non aver portato a casa il risultato"

Ivan Juric, allenatore del Torino, ha parlato in conferenza stampa dopo il pareggio contro la Roma:

La scelta di Sanabria dall'inizio a cosa è dovuta? Molti si aspettavano tre trequartisti che non danno punti di rierimento...
"Ci sono partite e partite. A volte puoi giocare senza punte, altre no. Sanabria ha fatto bene e peccato abbia sbagliato due gol. Ma la scelta è stata mia per affrontare questa partita".

In questo momento c'è rimpianto per la vittoria sfumata o soddisfazione per la squadra?
"Per me è un peccato che non facciamo il massimo per migliorare la squadra. Negli ultimi 20 minuti abbiamo pagato la fisicità, ma orgolioso per il dominio in 70 minuti. Rammarico per non essere riusciti a portare a casa la vittoria".

Un bilancio fino a questa sosta?
"Penso che i ragazzi hanno fatto bene nonostante abbiamo perso giocatori importanti nel mercato. I giocatori sono stati fantastici ed i nuovi si sono integrati benissimo. Il bilancio è che vorrei qualcosina in più per vincere partite tipo queste che poi ti possono dare ambizioni diverse".

Vojvoda scelta tecnica? Cosa ne pensa del Torino visto nel finale?
"Si, non mi è piaciuto e l'ho tolto. Nel finale abbiamo pagato anche l'aver giocato tre partite in una settimana non essendo abituati. Abbiamo subito la pressione della Roma che può permettersi certi tipi di cambi, noi nn abbiamo risposto bene. Li dovevamo portare a casa la partita, non dominare".

Cosa si aspetta dal mercato di gennaio?
"Non rispondo".

Nei primi 70 minuti ha messo in difficoltà la Roma. Lei che Roma ha visto?
"Penso che abbiamo dominato la partita soprattutto dal punti di vista del palleggio e spostanto spesso la posizione dei giocatori. In questo modo loro ballavano da un giocatore all'altro e non ci prendevano. Dopo con i lanci lunghi abbiamo subito e non siamo riusciti a contrastare bene, abbiamo anche molti giocatori importanti fuori. Ma nei primi 70 minuti abbiamo dominato e con un pò più di cattiveria avremmo potuto fare anche più gol".


Conferenza Stampa Mourinho: "Dopo il rigore sbagliato la squadra ha reagito. Sono positivo"

Josè Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Torino:

Questa partita ci conferma che la Roma è Dybala dipendente. E' preoccupato?
"Ora che è recuperato no, non sono preoccupato. Spero torni in forma per la seconda parte del campionato. Questi ultimi 20 minuti sono stati di speranza, perchè Tahirovic sarà un grande giocare. Finchè sono qui non smetterò di aiutare a sviluppare questo giocatore, perchè la Roma ne ha bisogno e con il tempo potrà rubare il posto ad altri. Su Dybala avete visto tutti, abbiamo creato di più. Per sei partite non lo abbiamo avuto e per noi sia lui che Pellegrini sono importanti. Per questo motivo esco dal campo con la speranza e contento per l'atteggiamento dei giocatori, che dopo il rigore sbagliato non sono crollati ma hanno continuato a crederci. Abbiamo dei limiti ma sono positivo".

Dov'è finita la Roma che senza Dybala ha vinto la Conference League. Perchè il resto della Roma ha tutte queste difficoltà?
"E' difficile rispondere. Se vuoi ti rispondo fuori ma deve rimanere tra me e te. Altrimenti non ti rispondo".

Abraham è uscito dal campo con tanti fischi...
"Magari sono vecchio stampo, ma penso che quando diventi un giocatore professionista tra tanti che non ci sono riusciti non hai bisogno dell'appoggio di nessuno. Non hai bisogno di fonti esterne per avere fiducia, no. Devi dare tutto in campo ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita. Giochi bene o giochi male, sbagli, ma una cosa è sbagliare una cosa è l'atteggiamento. Vai la, corri, fai i duelli individuali. Milioni di bambini vogliono fare i calciatori, pochi ci riescono. Sono dei privilegiati e devono avere loro la mentalità, non sono bambini ma uomini. Oggi Volpato ha giocato mia ma la colpa è mia perchè loro sono grossi e l'ho cambiato per proteggerlo. Ma altri giocatori devono avere un livello alto di loro, si può sbagliare ma devono avere la motivazione a dare di più".

L'assenza di Karsdorp?
"E' una decisione mia e non devo spiegare niente. Lui sa il perchè, i compagni sanno il perchè, non devo spiegare niente a voi".


Roma vs Torino 1-1 | La Roma strappa un pareggio in extremis

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Celik, Cristante, Camara, Zalewski; Volpato, Zaniolo; Abraham
A disposizione: Boer, Svilar, Pellegrini, Matic, Belotti, Shomurodov, Viña, Dybala, Kumbulla, Bove, Tripi, Tahirovic, El Shaarawy.
Allenatore: José Mourinho.
Indisponibili: Darboe, Wijnaldum, Spinazzola.
Diffidati: Cristante, Mancini.
Squalificati: -.

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Djidji, Buongiorno, Zima; Lazaro, Ricci, Linetty, Vojvoda; Miranchuk, Vlasic; Sanabria.
A disposizione: Berisha, Gemello, Bayeye, Karamoh, Pellegri, Rodriguez, Ilkhan, Singo, Adopo, Seck, Garbett, Radonjic, N’Guessan.
Allenatore: Ivan Juric.
Indisponibili: Aina, Lukic.
Diffidati: Buongiorno.
Squalificati: -.

Arbitro: Rapuano.
Assistenti: Berti e Vono.
Quarto Ufficiale: Piccinini.
VAR: Nasca.
AVAR: Guida.