La rosa di Paulo numerosa, non lunga. Il caso terzini destri: hanno fallito in 5
IL MESSAGGERO - CARINA - Numerosa ma non lunga. L’equivoco sulla rosa della Roma è riassumibile in un aggettivo. Perché quantità non equivale a qualità e il credo dell’uno vale uno, è già stato sconfessato da tempo anche in politica. Normalmente una panchina viene considerata lunga quando chi entra non fa rimpiangere chi esce. Purtroppo non è il caso dei giallorossi che mostrano di avere lacune già nei titolari, figuriamoci nelle riserve. Fonseca – benché dialetticamente abbia una buona parola per tutti – con le sue scelte lo ha spesso lasciato intendere. A partire dal terzino destro. Se dei 5 in rosa tra quelli che hanno iniziato la stagione e Peres arrivato a gennaio – nemmeno uno riesce ad affermarsi, è la conferma che nel ruolo i portoghese amerebbe altro. E non è un caso che sul mercato si è sondato Tomyasu e parlato con il River Plate per Montiel.
Zaniolo, prima volta in gruppo
IL MESSAGGERO - Paulo Fonseca nell’immediato post partita di San Siro è riuscito a trattenere la rabbia davanti ai microfoni, coprendo il comportamento della sua squadra con dichiarazioni palesemente di circostanza (“La condizione fisica ha influito, abbiamo sempre controllato gli spunti del Milan”), ma in realtà la rabbia per la sconfitta era tanta e il portoghese l’ha sfogata nel colloquio con i giocatori prima dell’allenamento di ieri. Il tecnico vuole più concentrazione affinché gli errori banali commessi con Milan e Sampdoria non avvengano più. Intanto Nicolò Zaniolo ieri ha preso parte alla seduta d’allenamento con la prima squadra (“Che bello essere tornato con voi”, ha scritto su Instagram): un significativo passo in avanti verso il rientro in campo che da tabella doveva avvenire a metà luglio ma viste le ottime condizioni non è escluso che riesca a strappare la convocazione per Parma o Brescia.
Kluivert e Under, la Roma adesso vuole una scossa
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Teoricamente dovrebbero essere il tesoretto su cui poter contare per sistemare i conti e garantire un futuro ancora competitivo alla Roma, anche nella prossima stagione. In realtà, però, in questo momento sono soprattutto due giocatori in difficoltà, di certo non due punti di forza per la Roma attuale di Paulo Fonseca. Kluivert&Under, Under&Kluivert. Su entrambi Fonseca sta facendo delle riflessioni, anche solo nel loro utilizzo. Kluivert contro la Sampdoria non ha visto campo, tranne poi partire titolare domenica sera a San Siro, contro il Milan, nella logica di un turnover che ha portato il tecnico portoghese a cambiare ben sei pedine rispetto alla sfida vinta contro la Sampdoria. Under, invece, a San Siro è rimasto seduto per tutta la partita, mentre con la Sampdoria si era visto (si fa per dire…) negli ultimi venti minuti, quando è entrato al posto di Carles Perez. Insomma, i primi passi post-Covid di entrambi non sono stati incoraggianti. E forse nella testa di entrambi pesa anche la situazione individuale, con la consapevolezza per entrambi che al 90% la loro avventura alla Roma tra un paio di mesi sarà conclusa qui.
Zaniolo va veloce. Smalling, via libera soltanto a metà
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Ieri Nicolò Zaniolo ha rappresentato l’unico, vero sorriso della Roma. Il giallorosso è tornato ad allenarsi col gruppo, mostrando anche una buona condizione. Il 2 luglio compirà 21 anni e il suo sogno sarebbe ricevere in regalo il ritorno tra i convocati. L’impressione è che possa tornare veramente a disposizione fra 8 giorni contro il Parma. Capitolo Smalling: il Manchester United per ora non vuole concedere il via libera per l’Europa League. Le motivazioni sono da cercare nella trattativa per il riscatto, oltre all’eventuale pericolo di trovarselo contro ad agosto: i giallorossi chiedono il rinnovo del prestito a 3 milioni più il riscatto obbligatorio a 15, pagabili in 3 anni, ma lo United, che chiede di più, prova a inserire anche il prolungamento del prestito nella trattativa.
Pallotta guarda al di là della classifica. Oltre a Friedkin altri due gruppi Usa
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Per chi segue il calcio del Terzo Millennio, oggi non è un giorno come un altro. Il 30 giugno si chiudono i bilanci e quindi, per certi versi, si orienta il futuro della squadra che verrà. Certo, fra i tanti sconquassati portati dal Coronavirus, almeno la sospensione per un anno del fair play finanziario da parte della Uefa e il Decreto Liquidità del Governo hanno dato un po’ di ossigeno alla Roma, che comunque avrà un fatturato di circa 200 milioni e accuserà perdita per circa 130. Niente di davvero nuovo, perché già il trend evidenziato nell’assemblea societaria del 26 giugno era chiaro. Certo, a Trigoria si sperava che il sogno della rimonta Champions potesse rimanere vivo più a lungo, ma i 9 punti di distacco dall’Atalanta non autorizzano sogni. Pallotta spera nel mese di luglio per incassare il via libera sullo stadio. In ogni caso il rapporto con Friedkin non si è affatto interrotto, anche se ambienti vicini alla trattativa smentiscono colloqui fra legali nell’ultima settimana. Oltre al texano ci sono altri due gruppi Usa interessati ai giallorossi.
Fonseca, il contratto è la miglior difesa
CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - La dirigenza giallorossa ha ripetuto per l’ennesima volta che le dieci partite che mancano vanno affrontate con la massima determinazione. Il quarto posto e la qualificazione in Champions sono ormai una chimera, ma in caso di crollo verticale si rischia persino il posto in Europa League. Contro l’Udinese, giovedì sera, mancheranno gli squalificati Veretout e Pellegrini ma non sono concessi altri passi falsi. Paulo Fonseca ha detto più volte di considerare la sua prima stagione sulla panchina giallorossa come un “anno zero”, ma purtroppo per lui non c’è tempo per fare esperienza senza il rischio di bruciarsi. La sua media punti in campionato – 48 in 28 gare – è quasi uguale a quella che costò il posto a Di Francesco (44 in 26 partite): 1,714 a 1,692. Fonseca è legato da un altro anno di contratto, più un secondo con opzione a favore della società: la sua panchina non è in discussione, ma anche lui deve cambiare marcia. Per ora il contratto in essere e la buona impressione che ha fatto sui tifosi e sugli addetti ai lavori sono i suoi migliori alleati.
Roma, giostra impazzita. Il quarto posto è sfumato e ora i conti fanno paura
LA REPUBBLICA - PINCI - Il prossimo 18 agosto saranno 9 anni. Tanti ne sono passati da quando James Pallotta ha rilevato la Roma: era il 2011 e sembrava l’inizio di qualcosa di nuovo, un percorso in ascesa. Era invece un gigantesco gioco dell’oca, in cui alla fine di ogni stagione si riparte dal via. La sconfitta di San Siro contro il Milan ha fatto scivolare Dzeko e compagnia a 9 punti dall’Atalanta quarta, 13 dall’Inter terza, certificando forse in via definitiva che anche quest’anno l’obiettivo è sfumato. Oggi è la qualificazione in Champions, perseguibile solo vincendo l’Europa League. Ieri era lo scudetto, utopia rimasta tale come ogni rivoluzione che si è alternata all’ombra dei lecci di Trigoria. Otto allenatori in 9 stagioni, ma anche tre presidenti, cinque amministratori delegati, due direttori generali, quattro direttori sportivi, e diventeranno cinque appena verrà comunicato l’esonero di Petrachi per avvicendarlo con l’ex portiere De Sanctis. Soprattutto 152 giocatori alternati per 832 milioni di euro spesi.
Segna solo Dzeko e quando s’inceppa per Fonseca è notte
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Se non segna Edin Dzeko, non segna nessun altro. Nel post-pandemia le cose non sembrano essere cambiate in casa Roma. E la sconfitta di Milano è l’amara conferma di questo andamento stagionale. La Dzeko-dipendenza è mostrata da numeri che suonano come una mini-sentenza. L’attaccante ha trovato il gol in 16 gare e in queste occasioni la squadra ha portato a casa 11 vittorie, 2 sconfitte e 3 pareggi. Nelle 22 partite in cui Dzeko non è riuscito a segnare, la Roma ha raccolto 7 vittorie, 7 sconfitte e 8 pareggi. Faticano a segnare gli attaccanti, tendenza già maturata prima del lockdown. Da capire cosa sia successo nelle ultime settimane ad Under. Intanto, Fonseca potrà contare su Smalling sino al termine della stagione, visto che la Roma ha trovato l’accordo per il prolungamento del prestito. Rientrerà a Trigoria Robin Olsen.
La Raggi tiene fermo lo stadio
IL TEMPO - MAGLIARO - «No, non lo so, stiamo aspettando tutti». Fra i 5Stelle capitolini questa è la risposta alla domanda: cosa aspetta il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ad iniziare le procedure per portare in votazione al Consiglio comunale lo Stadio della Roma? Già da due-tre settimane sul tavolo della Raggi c'è una relazione firmata da Roberto Botta, l'ingegnere vice direttore generale del Campidoglio cui è stato demandato dal Sindaco il coordinamento effettivo di tutti gli uffici tecnici che stanno lavorando al dossier Tor di Valle. Da allora, però, nuovamente silenzio.
All'urbanistica, complice il caos dell'Ufficio Condoni legato all'ultima inchiesta della Procura, non hanno ancora terminato le rivisitazione di tutte le carte tecniche anche perché gli uffici aspettano un cenno di assenso dalla Raggi per chiudere tutto. Ma pure se non tutte le carte tecniche sono perfezionate, la «ciccia» politica è tutta nella relazione Botta. E con quella la Raggi dovrebbe iniziare il complesso iter che porterà al voto finale, l'ultimo passaggio politico che dà il via libera definitivo ai cantieri, iniziando dagli incontri con i consiglieri di maggioranza per evitare sorprese e mal di pancia il giorno del voto. Fra l'altro, nel cerchio ristretto dei «Raggi boys», circola un'altra considerazione: la Giunta è entrata nell'ultimo anno di attività. A giugno 2021 scade il mandato ma, considerando che gli ultimi quattro-sei mesi sono di campagna elettorale, ne restano più o meno fra i 6 e gli 8 per arrivare alla posa della prima pietra dello Stadio in tempo utile perché la Raggi possa giocarselo come carta per l'eventuale corsa per il bis. Facendo la tara con i tempi tecnici post voto per arrivare all'apertura dei cantieri, siamo già molto vicini al tempo limite. Insomma, serpeggia sorpresa e preoccupazione: Virginia deve fare in fretta se vuole usare la foto sul cantiere dello Stadio per la campagna elettorale e il tempo per arrivarci è ormai ridotto al lumicino.
Pjanic al Barcellona. La Roma incassa 600.000€
Miralem Pjanić è stato ceduto dalla Juventus al Barcellona per 60 milioni di euro più 5 di bonus. Per la Roma, dove il giocatore ha militato, è previsto, per il cosiddetto contributo di solidarietà, circa 600.000 euro oltre all’1% dei bonus che eventualmente matureranno.
L'Atletico Madrid rinuncia a Cavani. Roma in pole position
Nei giorni scorsi la Roma è stata accostata all'attaccente uruguaiano Edinson Cavani, in scadenza di contratto con il Paris Saint Germain.
Sul 33enne c'era anche l'interesse dell'Atletico Madrid ma, come riferisce as.com, i Colchoneros avrebbe rinunciato alla trattativa per via dell'ingaggio troppo elevato.
Dunque la Roma resta la favorita per l'acquisto di Cavani, corteggiato anche dall'Inter.
CTS, Ruocco: "Prima della fine del campionato si potranno rivedere i tifosi allo stadio"
Giuseppe Ruocco, segretario generale del Ministero della Salute e membro del Comitato Tecnico Scientifico, ha parlati ai microfoni di Radio Punto Nuovo del ritorno dei tifosi allo stadio:
"Favorire a cuor leggero degli assembramenti come quello di Napoli assolutamente no, ma tra un estremo e l’altro, tutto o niente, esprimo un pensiero personale: certe condizioni prima della fine del campionato si potranno rivedere. Il timore della ripresa dello sport di squadra non è tanto nello stadio, perché in qualche maniera si riesce a regolamentare, ma arrivarci, andar via, esultare. Le scene viste in questi giorni, non sono sempre allineate con le nostre indicazioni, una rondine non fa Primavera ed una sera passata insieme non vuol dire che la pandemia è scomparsa ovunque".