I tifosi votano Totti miglior giallorosso dell'intero decennio

IL TEMPO - SCHITO -  Mentre Totti festeggia l'anno nuovo con un tuffo in piscina con Pierfrancesco Favino in un resort alle Maldive, i tifosi giallorossi confermano che l'ex numero 10 è parte indelebile della storia della Roma. L'ex capitano ha ricevuto il «Roma Awards» di miglior giocatore dell'ultimo decennio - se fosse stato possibile votarlo avrebbe ricevuto anche quello dell'ultimo ventennio - e guida così come ha fatto sul campo la formazione ideale dell'ultima decade.

Il sondaggio proposto su Twitter dalla società romanista, con oltre 90.000 voti espressi, ha deciso che il 4-3-3 ideale sarebbe composto da Alisson tra i pali, Florenzi, Manolas, Marquinhos, Kolarov davanti al portiere brasiliano, centrocampo formato da Pjanic, De Rossi e Nainggolan e tridente d'attacco con Salah, Dzeko e Totti. Se dunque per l'ex capitano è confermato amore eterno, rimangono fuori dall'undici ideale, oltre che Kevin Strootman, anche Zaniolo e Lorenzo Pellegrini. Ma per loro c'è ancora tempo e una nuova decade per scrivere la storia.

 

 


Per il texano Friedkin esordio all'Olimpico nella sfida con il Torino

IL TEMPO - BIAFORA -  Il Capodanno lo ha trascorso nel suo Texas, ma ora Dan Friedkin è pronto a sbarcare in Italia e probabilmente ad avere il primo contatto con il tifo giallorosso presentandosi all'Olimpico per Roma-Torino, prima gara del 2020. L'idea del magnate che si appresta a diventare il nuovo proprietario del club di Trigoria, dando un ruolo di primo piano al figlio Ryan, è quella di volare a Roma già nelle prossime ore, prima di concludere del tutto l'affare con Pallotta, segnalato a Miami.

Friedkin ha studiato a lungo il dossier giallorosso e insieme al suo staff è convinto che quello che si appresta a compiere è un investimento a lungo termine che ha un gran potenziale, non soltanto limitato alla pura area sportiva della società, ma anche alla stessa città di Roma. Il tycoon di San Diego pensa che sia necessario avere un buon rapporto con la tifoseria, fiduciosi di poter ottenere quel sostegno che Pallotta non è riuscito ad avere nel corso dei suoi quasi otto anni di presidenza.


Bagno di folla al Tre Fontane. Pastore: "Resto"

IL TEMPO - BIAFORA - Bagno di folla per la Roma nel primo allenamento del 2020. La squadra giallorossa ha svolto la prima seduta del nuovo anno davanti ai propri tifosi, che hanno riempito ogni seggiolino dei 2600 disponibili delle tribune del Tre Fontane. La buona notizia per Fonseca, tra i più acclamati dal pubblico insieme a Dzeko e Florenzi, è il pieno recupero di Smalling, tornato ad allenarsi in gruppo: il centrale sarà quindi abile e arruolabile per il match con il Torino.

Al Tre Fontane si sono affacciati anche gli infortunati di lungo corso - Pastore, Cristante, Santon e Kluivert - prima di far ritorno a Trigoria per continuare i propri programmi di recupero. L'argentino, out nelle ultime 7 partite, è ancora alle prese con l'edema osso nella zona dell'anca e continua ad avere difficoltà ad allenarsi al meglio. Di certo dietro all'infortunio non c'è alcun motivo di mercato: «Sono molto felice alla Roma, dove mi sento importante. Non voglio affatto andare via. Non sto - ha detto il Flaco in un'intervista ai media del suo paese - pensando di tornare in Francia o in Sudamerica». Anche Kluivert avverte ancora fastidio al flessore della coscia e l'edema non si è del tutto riassorbito. Cristante e Santon martedì hanno invece effettuato dei controlli che hanno certificato il buon avanzamento dello stato di guarigione delle rispettive lesioni.


Italia al palo, impianti vecchi e progetti lenti. E cosa fanno Milano e Roma? Nuovi stadi, è l'ultima chiamata

GAZZETTA DELLO SPORT - Come certificato dall'ultimo Report della Figc pubblicato a luglio, l'Italia è dopo le prime dieci nazioni che hanno costruito nuovi stadi nel decennio 2008-18. Davanti a noi anche Israele, Turchia, Polonia e Ucraina. Poche società di Serie A e B sono riuscite a costruire nuovi impianti o a ristrutturarli, ma a parte la Juventus, le altre sono solo squadre di provincia. Sono sette anni che la Roma ha avviato il progetto del nuovo stadio a Tor di Valle. Dicono che il 2020 sarà l'anno buono per ottenere le autorizzazioni e lanciare gli appalti. Nel frattempo, però, Pallotta si è arreso e ha deciso di cedere il club a Friedkin senza avere il progetto approvato. Le squadre italiane hanno perso moltissimo rispetto alle altre società europee che, dagli stadi nuovi, riescono a ottenere cifre ben più alte rispetto alle squadre di Serie A.


Mkhitaryan, prove per un anno da protagonista

GAZZETTA DELLO SPORT - Uno dei protagonisti della giornata di ieri, che ha visto la Roma allenarsi a porte aperte davanti ai propri tifosi allo stadio Tre Fontane, è stato Mkhitaryan. L'armeno è apparso particolarmente in forma e in palla, anche se va segnalato un suo errore dal dischetto dove è scivolato calciando il pallone sopra la traversa. Fonseca, che ha già in mentre la formazione da mandare in campo domenica sera contro il Torino, come unico dubbio sembra avere quello della trequarti, con un ballottaggio proprio tra l'armeno e Perotti.


La Roma cerca gol: non solo Politano c'è anche Petagna

GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma inizia a muoversi sul mercato. Il direttore sportivo Petrachi sta lavorando per portare nella Capitale un vice Dzeko da dare a Fonseca. Ogni operazione sarebbe però nulla se prima non partisse Kalinic. Il sogno del tecnico portoghese è quello di Mertens, che però rappresenta per le casse giallorosse e per l'età del giocatore un investimento forse troppo esoso. In alternativa si pensa ai nomi di Petagna, che sembra esser tornato in corsa, e di Mariano Diaz del Real Madrid.

Ancora, in attacco se dovesse partire Under, direzione Inghilterra, potrebbe subentrare al suo posto Politano. Altri nomi che potrebbero essere nella lista del mercato giallorosso sembrano essere Faraoni del Verona, anche se per prenderlo uno tra Florenzi e Santon dovrebbero lasciare Trigoria, e Nandez del Cagliari, che non sembra andare troppo d'accordo con la società di Giulini.


Fonseca, mercato d'attesa

IL MESSAGGERO - Tra il passaggio societario e il campionato che riprenderà domenica sera in casa contro il Torino, la Roma non deve dimenticare che sta per partire il calciomercato. Il ds Petrachi e il ceo Fienga saranno gli incaricati della gestione delle entrate e delle uscite. I giallorossi non pensano a un grande colpo a effetto, ma l'obiettivo è quello di rafforzare la squadra di Fonseca per farla andare avanti in ogni competizione.

Se dipendesse dal tecnico portoghese probabilmente dal mercato arriverebbero tre giocatori, uno per ogni reparto. Si lavora per trovare un vice Dzeko, anche se l'operazione dipenderà dalla partenza di Kalinic. Il prescelto dell'allenatore giallorosso sembra essere Mertens, anche se l'operazione nonostante il contratto in scadenza non sembra facile. In alternativa i nomi che restano sono quello di Mariano Diaz del Real Madrid e di Petagna, che nonostante non piaccia a Fonseca rappresenta un'operazione più abbordabile a gennaio.

Altro nome che si sta legando alla Roma in questi giorni è quello di Politano, che potrebbe sbarcare nella Capitale solo se Under dovesse lasciare Trigoria. Altri nomi in uscita sembrano essere quelli di Juan Jesus, Perotti e Pastore.


Roma, un derby con Mr. Friedkin

IL MESSAGGERO - I tempi dell'operazione che vedrà il passaggio della Roma da Pallotta a Friedkin sono stati leggermente più lunghi del previsto. Certo è che esiste una data limite entro cui dovrebbe avvenire la firma dell'accordo: il 26 gennaio. In quella data all'Olimpico andrà in scena il derby e nulla esclude che seduto in tribuna per la partita ci sarà anche il nuovo proprietario giallorosso Dan Friedkin.

Intanto in questi giorni scade la rata da 50 milioni di euro della ricapitalizzazione. Questi soldi verranno investiti nel calciomercato invernale, ma non è chiaro se a metterli sarà Pallotta o Friedkin. Nel caso fosse il primo, al momento dell'accordo il magnate texano dovrà restituirli.


Svolta vicina, ora manca solo l’ok definitivo al nuovo stadio

IL TEMPO - MAGLIARO - Manca solo lo Stadio. Iniziato con la ricerca dei terreni quando presidente era Thomas DiBenedetto, portato sin quasi sulla soglia del via libera finale da James Pallotta, ora spetterà a Dan Friedkin concludere questo travagliato e lungo iter che ha risentito dell’addio di Ignazio Marino al Campidoglio e dell'arrivo a Palazzo Senatorio di Virginia Raggi. Fra le prime incombenze di Friedkin - che quando venne a Roma fece un sopralluogo a Tor di Valle e vide tutte le carte progettuali - ci sarà quella di confermare formalmente al Campidoglio la volontà di concludere gli accordi. La seconda, sarà trovare i soldi (1 miliardo e 25 milioni di euro il valore del progetto) per finanziare tutto. Sarà importante avere una forte posizione pubblica sulla necessità di concludere per evitare che il Campidoglio targato Movimento 5Stelle ripiombi nella sua apatica melina che ha segnato questo triennio. Anche se alla Raggi - presentatasi agli elettori come la paladina del «no» al progetto - oggi è rimasto solo lo Stadio fra le grandi opere private da portare a termine in un desolato e desertico nulla.

La parabola del dossier Stadio ha vissuto nell'ultimo triennio alcuni snodi chiave: dai bizantinismi del primo governo Raggi/Berdini; all'accordo del febbraio 2017 fra la Raggi, Baldissoni e Parnasi; fino alla deflagrazione dell'inchiesta sul costruttore e i suoi rapporti con la politica, per arrivare ora alla (quasi) conclusione di tutti i lavori preparatori.
Nel frattempo, proprio Luca Parnasi sta per uscire di scena e cedere tutto il pacchetto all’immobiliarista céco, Radovan Vitek. E questo doppio passaggio - Pallotta/Friedkin e Parnasi/Vitek - dovrà quasi certamente prevedere in agenda dei colloqui fra i nuovi partner per confermare o modificare gli accordi su quote e partecipazioni. In Campidoglio, per chiudere i lavori tecnici preliminari su Tor di Valle e passare alle operazioni di voto, di fatto, si aspetta proprio la conclusione del passaggio di proprietà fra Parnasi e Vitek.


Accordo trovato: la Roma passa a Friedkin

IL TEMPO - BIAFORA - E’ venuto. Ha visto. Ha deciso di investire nella Roma. Ed ora ha raggiunto un accordo con Pallotta per diventarne l’azionista di maggioranza. Da ieri Dan Friedkin è virtualmente il nuovo proprietario giallorosso ad oltre due mesi di distanza dal momento in cui ha dato mandato ai propri advisor di seguire con attenzione e di approfondire il dossier di vendita preparato da Goldman Sachs. Il magnate texano ha raggiunto un’intesa - la notizia era nell’aria già da prima di Natale - con James Pallotta in merito alla valutazione dell’intero pacchetto giallorosso. La base su cui il presidente bostoniano e il tycoon di Houston si sono virtualmente stretti la mano è una valutazione di 550 milioni, a cui vanno sommati i 272,1 milioni dell’indebitamento finanziario netto (cifra al 30 settembre dell’anno corrente) e i massimo 150 milioni dell’aumento di capitale, già approvato dall’assemblea degli azionisti e da completare entro il 31 dicembre 2020. Al momento di andare in stampa non era stato ancora pubblicata la nota richiesta dalla Consob alla dirigenza della Roma, che è una società quotata in Borsa: il comunicato del club è atteso al massimo per questa mattina prima dell’apertura delle contrattazioni, che già negli scorsi giorni avevano fatto schizzare il titolo fino a 0,657 euro per azione sulla scia delle notizie sul possibile avvicendamento della proprietà. Nella comunicazione al mercato si confermerà che AS Roma Spv Llc - ovvero la società costituita in Delaware da Pallotta e soci e messa a capo di tutte le aziende che orbitano nel mondo giallorosso, compreso il club - ha trovato con la controparte un accordo sulla valutazione economica di Neep e delle sue controllate e verrà precisato che ad ora non è stato formalizzato e sottoscritto alcun tipo di accordo: in caso di perfezionamento degli accordi, che comunque saranno soggetti al buon esito della due diligence e al fatto che tutte le negoziazioni delle clausole contrattuali saranno reciprocamente accettate da entrambe le parti, Spv Llc farà poi una comunicazione al mercato. Non saranno esplicitate cifre, né sarà specificato se nell’accordo è previsto un trasferimento integrale di Neep al nuovo veicolo che Friedkin costituirà appositamente per l’operazione-Roma negli Usa o se Pallotta resterà con una quota di minoranza. Da ricordare che Spv Llc ha il possesso diretto del 3,293% di AS Roma Spa, e per tramite della partecipata al 100%, la Neep Roma Holding Spa, possiede l’83,284% del totale delle azioni del club. A sua volta Neep, holding italiana, ha tra le altre il 100% di Brand Management, di AS Roma Real Estate e soprattutto di Stadio TdV SpA, la società deputata alla progettazione, finanziamento, costruzione e gestione del progetto riguardante lo Stadio della Roma. L’auspicio dei legali coinvolti è quello di formalizzare il tutto già entro la metà di gennaio, accelerando tutte le pratiche grazie al fatto che l’operazione avverrà direttamente negli Stati Uniti dove i passaggi burocratici di trattative del genere sono più veloci e snelli. Con l’acquisto del controllo della Roma Friedkin sarà costretto a lanciare un’Opa, necessaria secondo i regolamenti Consob: l’Offerta Pubblica di Acquisto avrebbe un importo di poco inferiore ai venti milioni. Il texano si era presentato, insieme al figlio Ryan, a Roma a novembre e ora si attende un suo imminente ritorno in Italia. L’accelerazione della trattativa è arrivata anche grazie alla “success fee”, un bonus che spetta alle banche coinvolte come advisor se tutto si fosse concluso entro Capodanno. Sarà una fine del 2019 con i botti.


Sogno Champions e strappo con la Sud: gestione in chiaroscuro di Jim

IL TEMPO - ZOTTI - Non passerà alla storia come il più amato dei presidenti, ma nei suoi sette anni al vertice - è numero uno dal 2012 - è uno di quelli che più ha inciso sullo sviluppo del club. James Pallotta ha cercato di proiettare la Roma verso una nuova era, con il difficile compito di traghettare la società dal calcio dei presidenti tifosi verso una dimensione più moderna ed internazionale, scontrandosi praticamente sempre con la piazza.
Oltre a non aver conquistato un trofeo, sono diverse le "colpe" del bostoniano secondo gran parte dei romanisti: si va dal cambio del logo, all'ossessione per lo stadio di proprietà fino alle cessioni di diversi pezzi pregiati della squadra per mettere a bilancio preziose plusvalenze necessarie a rispettare il FFP. La frattura più netta è con la Curva Sud, che non ha mai dimenticato l'espressione 'few fucking idiots' utilizzata dopo la squalifica inflitta al settore per alcuni striscioni su Ciro Esposito.
Ma c'è stato anche qualche momento di gloria. Come la notte della storica rimonta contro il Barcellona: dopo la qualificazione alla semifinale di Champions il presidente si ritrovò a ballare in una delle fontane di Piazza del Popolo in mezzo ai tifosi in delirio. Ha contribuito ad una crescita constante della società e all'internazionalizzazione marchio.


Il ruolo cruciale dello stadio aspettando il Campidoglio

IL MESSAGGERO - James Pallotta e Luca Parnasi escono di scena.  Il nodo non è stato ancora sciolto ufficialmente, ma dietro le quinte è chiaro a tutti quanto sia centrale la questione stadio nella cessione dell'As Roma. Il gruppo Cpi, dell'immobiliarista ceco Radovan Vítek, è in trattativa con Unicredit per acquistare i crediti ipotecari che gravano sulla Eurnova, circa 50-60 milioni di euro.

Nelle prossime settimane si assisterà dunque ad un doppio annuncio: nuovo proprietario del club e nuovo titolare dei terreni e del progetto di Tor di Valle. Negli ultimi giorni tra Friedkin e Vitek i contatti sono stati intensi.

Per quanto riguarda il Campidoglio, la doppia svolta fa tirare un sospiro di sollievo ai pentastellati: se tutto andrà in porto infatti usciranno da sotto i riflettori i protagonisti di un progetto che finora ha dato molti più dolori che gioie. Soprattutto dal punto di vista dell'immagine. Le tangenti e gli arresti intorno allo stadio nel corso dei mesi hanno fatto da detonatore alle guerre interne ai Cinque Stelle.