Campo Testaccio: spazio al degrado
IL TEMPO - Un progetto pilota per il riciclo del terreno di Campo Testaccio. A darne notizia, qualche giorno fa, è stato l'assessore capitolino allo Sport, Daniele Frongia, rimarcando: «Si lavora per migliorare il territorio ottimizzando i costi per Roma Capitale». «Il primario impegno del Dipartimento Sport, cui è ancora in carico la struttura in attesa di trasferimento al Municipio I, come da nuova classificazione degli impianti capitolini - spiegava una nota - era di restituire gli spazi mettendo in atto le azioni preliminari alla messa in sicurezza dell'area, stanziando circa 250mila euro per coprire in parte le buche presenti», Specificando: «La novità è che, grazie a un importante lavoro congiunto tra Dipartimento Sport e Dipartimento Tutela Ambientale, si prevede di proporre Campo Testaccio come progetto pilota per il riutilizzo di terre da scavo nel rispetto della normativa di settore e del principi dell'economia circolare». Intanto, l'ex glorioso stadio dell'As Roma in primo Municipio, dopo la bonifica di settembre dello scorso anno, che ha consentito la rimozione di cumuli di rifiuti, lo smantellamento di insediamenti abusivi e lo sfalcio dell'erba, sembra un bosco: un ammasso di sterpaglia secca dove proliferano rifiuti a dismisura sia all’interno che all'esterno della struttura. Cumuli di bottiglie, ammassi di cartoni davanti all'ingresso, e il terreno invaso da erbacce ricresciute, ora ad altezza uomo, su sfondo dei soliti graffiti che deturpano i muri cadenti. Sporgendosi dalle grate o affacciandosi dalle finestre della confinante scuola media, è un tripudio di degrado e pericoli dietro l'angolo. Tra gabbiotti elettrici aperti e divelti accanto a rami e tubi caduti. Si era detto «entro la fine dell'anno i lavori saranno conclusi». I residenti dubbiosi - e la città tutta - attendono comunque fiduciosi.
Fonseca è già sotto esame: troppe lacune difensive da rivedere
LA REPUBBLICA - MORRONE - Era stato profetico Paulo Fonseca nell'avvertire l'ambiente romanista sui pericoli di un'eccessiva euforia dopo la sofferta vittoria di Bologna. Alla fine ha avuto ragione il tecnico portoghese, sia quando ha invitato a rimanere coni piedi per terra sia quando ha ammesso di aver iniziato ad italianizzarsi. Il guaio è che il passo indietro registrato contro Atalanta ha ferito profondamente le ambizioni della sua Roma, che ha perso 7 punti in 5 giornate e si vede ora costretta a rialzare la testa il prima possibile.
Per sua fortuna il calendario le viene in soccorso, perché domenica è in programma la trasferta contro il Lecce neo promosso in Serie A, mentre giovedì volerà in Austria per la seconda giornata di Europa League contro il piccolo Wolfsberger. Sulla carta, non dovrebbero destare particolari patemi d'animo neanche le altre due gare di campionato all'orizzonte, ovvero quella di domenica prossima all'Olimpico contro il Cagliari (che è addirittura avanti in classifica) e quella dopo la sosta per le nazionali quando i giallorossi affronteranno la Sampdoria dell'ex tecnico Di Francesco, attualmente ultima in classifica.
In ogni caso, per rimettersi in carreggiata e tornare stabilmente nei primi quattro posti che valgono la Champions, la Roma dovrà dare una bella sistemata alla difesa. La buona prestazione di Smalling, che contro l'Atalanta faceva il suo debutto in maglia giallorossa, lascia intravedere segnali di speranza, proprio mentre Fazio e Juan Jesus sembrano sempre più in crisi, «È stata una bellissima sensazione scendere in campo con la maglia della Roma - ha scritto il difensore inglese sui social - peccato solo per il risultato». I nove gol incassati in cinque partite restano comunque un campanello d'allarme che Fonseca non può ignorare.
Nel frattempo, continua ad aggirarsi come uno spettro per Trigoria l’incubo degli infortuni. Contro l'Atalanta è stato costretto a fermarsi pure Spinazzola, bloccato da un guaio all'adduttore che a Trigoria non sanno più come maledire. Dopo quelle di Pastore, Under, Zappacosta, Smalling e Perotti, questo era ll settimo infortunio muscolare, poiché Spinazzola si era già fermato una volta. Di questo passo, si rischia di superare perfino il record negativo della scorta stagione quando gli stop muscolari furono addirittura più di cinquanta.
Insulti razzisti a Juan Jesus. La Roma: daspo a vita all'autore, tolleranza zero
GAZZETTA DELLO SPORT - Daspato a vita dalle partite della Roma. Se in Italia serviva e si voleva un segnale per combattere l’ignoranza del razzismo, ieri ci ha pensato la Roma a lanciarne uno. Mettendo al bando per sempre dalle partite casalinghe della squadra giallorossa Andrea Dell’Aquila, il tifoso romanista (ex giocatore di pallavolo in Serie B con l’Asp Civitavecchia, ruolo palleggiatore) che ieri non ha trovato di meglio che mandare a Juan Jesus un messaggio privato del genere dal proprio account Instagram: «Stai meglio al giardino zoologico, li mortacci tua un’altra volta. Maledetto scimmione. Negro». Un messaggio vergognoso, che si commenta da solo e che ha scatenato subito la rabbia di Juan Jesus. E, ovviamente, anche della Roma.
Il difensore brasiliano ha postato una storia su Instagram pubblicando il messaggio razzista ricevuto dall’account di Dell’Aquila e taggando anche l’account ufficiale della Roma. «Sapete già cosa fare con uno così», il messaggio del difensore giallorosso, con tanto di hashtag #notoracism e il successivo messaggio: «Orgoglioso di essere quello che sono», con cuoricino finale. La Roma ovviamente si è subito mossa a livello dirigenziale, confrontandosi con il presidente James Pallotta sul da farsi. Verificata la possibilità legale di daspare il tifoso.
Dall’Aquila, una volta avvertito il rischio della bufera, ha prima reso privato il proprio account Instagram e poi si è affrettato a scrivere un post su quello Facebook: «Regà, mi sono entrati nell’account Instagram, hanno scritto insulti razzisti a più giocatori. Non sono io ovviamente». Difficile crederci, soprattutto scorrendo a ritroso lo stesso profilo. Questo il post del 15 aprile, a commento dell’episodio che coinvolse Acerbi, schernito da Kessie e Bakayoko alla fine di Milan-Lazio. «Se Acerbi fosse stato meno strafottente probabilmente quelle due scimmie non gli avrebbero dato addosso con quel gesto. Scegliere da che parte stare, tra un laziale e due negri è dura...». Insomma, la vena razzista di Dall’Aquila è evidente, tanto che in molti gli hanno ricordato – in modo ilare – come i suoi profili fossero già stati hackerati in passato.
Bivio Fonseca: italianizzarsi senza tradire le proprie idee
GAZZETTA DELLO SPORT - La partita contro l’Atalanta è stato un risveglio fin troppo brusco anche per coloro che, col passare delle settimane, aveva notato gli accorgimenti che Fonseca metteva in atto per tonificare una difesa sempre sotto scacco. Niente più terzini entrambi arrembanti ma uno all’assalto e l’altro prudentemente in linea; niente più pressing offensivo asfissiante ma solo in determinati contesti. Quanto basta perché, dopo la vittoria di Bologna, il tecnico dicesse soddisfatto: «Il bel gioco mi piace, ma sono realista. Occorre vincere. Mi sono italianizzato». Ma la difesa a tre improvvisata domenica dopo appena un quarto d’ora, dai tifosi giallorossi è stata accolta una resa ideologica, con quell’unico schema offensivo diventato: lancio lungo su Dzeko e attacco alle “seconde palle” con Zaniolo e Pellegrini. Un po’ poco, tant’è che persino dei calciatori in privato abbiano manifestato perplessità. Morale: non occorre che Fonseca venga arruolato nella «querelle» giochisti contro risultatisti, né che divenga l’erede di Zeman oppure di Rocco. Il segreto, forse, è che cresca (in fretta), ma senza tagliare il cordone ombelicale che lega l’estetica delle sue idee alla loro duttilità.
Liverani: "Bello il mio Lecce coraggioso, con la Roma però mi basta un punto"
GAZZETTA DELLO SPORT - Fabio Liverani, tecnico del Lecce di dichiarata fede romanista, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo dove, tra i vari temi trattati, ha parlato anche della prossima gara di campionato in programma domenica contro la Roma di Fonseca. Queste alcune delle parole del tecnico della squadra salentina in vista del match contro i giallorossi:
Quanto fanno paura i prossimi impegni contro Roma, Atalanta, Milan e Juventus?
«Sulla carta, sono avversari inavvicinabili per il Lecce. Ma questo avvio ci dà coraggio, le vittorie fanno aumentare la consapevolezza nei giocatori. Rispettiamo tutti, però ce la giochiamo senza ansia, tentando di essere spensierati nel proporre il nostro gioco».
Domenica contro la Roma le andrebbe bene un punto?
«Contro una grande squadra, ovviamente sarebbe ben accetto. Meglio se fosse il frutto di una prestazione positiva».
Liverani, tifoso romanista, si emozionerà nell’incrociare la squadra del cuore?
«No. Provai sensazioni speciali quando affrontai la Roma da calciatore della Lazio, dove sono stato anche capitano, dimostrando per 5 anni il mio attaccamento alla maglia. Mi emozionerò di più quando rivedrò Lazio e Fiorentina, i club nei quali ho giocato».
Quali novità ha portato Fonseca?
«Mentalità offensiva, comando della partita, conquista della metà campo avversaria. Fonseca ha saputo trattenere Dzeko. Mi piace la sua Roma, anche se avrà bisogno di tempo. Non è pronta per la lotta per lo scudetto, un affare ristretto a Juventus, ancora superiore a tutte, Inter e Napoli».
Da tifoso, chi considerava il simbolo della sua Roma?
«Falcao».
Ora chi incarna lo spirito della Roma?
«Lorenzo Pellegrini. Stravedo per lui, da quando, sotto età, giocava nella Primavera: lo ammirai nella fase finale dello scudetto Primavera contro la Lazio. E’ universale, può fare tutto. Sarà protagonista anche in Nazionale per tanti anni».
Per la sfida con la Roma ci saranno almeno 26.000 spettatori. Ci vorrà un’impresa per strappare il primo risultato positivo in casa?
«I nostri tifosi meritano la prima gioia in casa. Magari...».
Difesa bocciata: troppi gol presi. E pure decimata, Spinazzola out
GAZZETTA DELLO SPORT - Smalling ha voluto ribadire di nuovo che lui e la Roma sono concentrati sulla gara con il Lecce. La squadra di Fonseca ha un grande bisogno della forza del difensore inglese, perché la retroguardia, con 9 reti incassate in 5 partite, sta dando segnali dì una piccola grande crisi. Adesso per Fonseca il compito si fa difficile: da una parte deve incassare meno reti. dall'altra deve cercare di non perdere brillantezza e spensieratezza offensiva. Anche perché gli infortuni continuano: oggi controlli per Spinazzola, costretto ad uscire contro l'Atalanta per un problema al flessore sinistro. K.o. a cui si sommano quelli di Smalling e Zappacosta, che tornerà dopo la sosta. Il reparto difensivo è il più colpito, altro aspetto che costringe Fonseca a dover chiedere gli straordinari a Florenzi e all'insostituibile Kolarov.
Gli errori di Paulo
LEGGO - BALZANI - Passare da fenomeni a brocchi (o viceversa) nell'arco di pochi giorni a Roma è un percorso abituale. Non poteva scampare Fonseca (quota esonero crollata a 4) che dopo la sconfitta con l'Atalanta ha incassato le prime critiche della piazza, forse troppo ottimista dopo la vittoria in extremis al Dall'Ara. In primis per il cambio modulo a partita in corso che ha snaturato i pregi di una squadra che con Sassuolo e Bologna sembrava aver trovato i giusti equilibri. Poi per i cambi in corsa (in particolare quello di Zaniolo) che hanno peggiorato le cose ed evidenziato la bravura nella lettura della partita di Gasperini che con Zapata (gol) e Pasalic (assist) ha trovato le carte vincenti. Anche le parole nel post partita, in cui è stata esaltata la superiorità dell'Atalanta, non hanno convinto. Insomma il percorso di crescita di Fonseca è ancora lungo ma può sfruttare già domenica col Lecce l'effetto positivo del calendario.
Va detto, però, che la Roma nei due scontri diretti per la Champions con Lazio e Atalanta si è dimostrata inferiore. Urge quindi autocritica e analisi di alcuni aspetti. Il primo riguarda i giocatori impiegati fuori ruolo. L'esempio più lampante è quello di un Florenzi sempre più anonimo che contro l'Atalanta ha cambiato tre posizioni: esterno alto a destra, poi terzino poi esterno a sinistra. Non è un caso, poi, ma rischia di diventarlo Zaniolo apparso di nuovo nervoso (3 gialli in 3 partite) e ancora una volta sostituito. Da registrare pure la fase difensiva visto che la Roma continua a prendere la media di 1,8 gol a partita. Preoccupa anche la tenuta fisica. Ieri Spinazzola è uscito dolorante all'adduttore. Oggi si sottoporrà agli esami ma il rischio è che si tratti di lesione. E' il settimo ko in un mese per la rosa di Fonseca. Pastore, Spinazzola (2 volte), Perotti, Under, Zappacosta e Smalling. Già a rischio il triste record di 50 stop muscolari dello scorso anno. E a rischio pure il turn over. A Lecce saranno pochi i cambi. A centrocampo probabile presenza di Diawara, mentre in attacco tornerà Kluivert al posto di uno stanco Pellegrini.
POST RAZZISTA - Pesante episodio di razzismo che ha coinvolto ieri Juan Jesus. Un tifoso, Andrea Dell'Aquila, ha insultato gravemente Juan Jesus su Instagram: Il tuo posto è lo zoo. Maledetto scimmione negro. Il difensore ha risposto con stile: No Racism, orgoglioso di essere quello che sono. Finita qui? Per fortuna no. La Roma ha segnalato l'episodio alla Polizia Postale e qualche ora dopo ha pubblicato un post su Twitter: La persona responsabile sarà daspata a vita dalle partite dell'ASRoma. Un gesto inedito che non solo testimonia la vicinanza all'ex Inter, ma che manda un chiaro segnale contro il razzismo in tutto il Paese.
Di Biagio: «Ok, la strada è giusta»
LEGGO - BALZANI - «Tranquilli, la Roma è in crescita». Nel giorno delle prime accuse a Fonseca arriva la difesa di Gigi Di Biagio (114 partite e 16 gol in giallorosso). L'ex ct azzurro invita alla calma all'indomani del pesante ko con l'Atalanta e sottolinea i meriti del portoghese: «La Roma sta facendo un percorso giusto, una partita non può modificare il giudizio. Il cambio modulo? Ho la sensazione che Fonseca lo avesse preparato al decimo del primo tempo per togliere i punti di riferimento all'avversario. Ci sono allenatori che iniziano con un modulo diverso per qualche minuto per sorprendere l'avversario per poi tornare dopo 10-15 minuti al modulo classico. Non è un azzardo anche se è andata male». «Semmai - ha aggiunto Di Biagio a Te la do io Tokyo - nel secondo tempo ho visto una squadra stanca che forse non riesce a giocare ogni 3 giorni. Un altro difetto, se così lo vogliamo chiamare, è l'abitudine a voler sempre uscire palla al piede dall'area di rigore. Lanciare il pallone avanti non è sempre un male, se fatto con criterio va bene, serve per uscire da una situazione di pressing visto che ormai tutti tendono a pressare alto».
Spazio anche ai due pupilli di Di Biagio: Pellegrini e Zaniolo. Due giocatori cresciuti in Under 21 da Gigi e che oggi rappresentano presente e futuro della Roma. «Lorenzo è il centrocampista italiano più forte in assoluto. Secondo me a Roma siamo troppo severi nei giudizi con lui, è davvero forte questo ragazzo. Se un giorno, speriamo mai, dovesse andar via, ci renderemo conto di che giocatore è e di cosa ha perso la Roma. Su Zaniolo va fatto un discorso a parte perché secondo me non sta giocando nel suo ruolo ideale. Per me è un classico trequartista o mezzala, fatica a fare il quarto, però capisco Fonseca che volendo mettere tutti i giocatori più forti in campo lo adatta a destra. Detto ciò lo sto vedendo bene, sta tornando allo stato di forma che aveva un anno fa. Mi piace il fatto che i giovani giocano nella Roma mentre mi fa rabbia vedere Bernardeschi fuori. Uno come lui deve giocare sempre, mi chiedo sempre perché sia rimasto alla Juve. Veretout? Dopo Bologna era un fenomeno, oggi è un brocco. Ci vuole più equilibrio nei giudizi». Infine un pronostico sul campionato: «Secondo me la Juventus lo rivincerà, resta la più forte. Non nascondo però che mi piacerebbe lo vincesse l'Inter. Dai mi butto,la classifica finale sarà: Juventus prima, Inter seconda, Napoli terzo e Roma quarta».
Lecce-Roma sarà arbitrata da Abisso
Sono state rese note le designazioni ufficiali per la sesta giornata di Serie A, che vedrà la Roma impegnata sul campo del Lecce.
L'arbitro del match sarà Abisso della sezione di Palermo, coadiuvato da Di Iorio e Bresmes. Quarto ufficiale sarà Baroni, mentre al VAR ed all'AVAR vi saranno rispettivamente Guida e Fiorito.
Vucinic: "La rosa ed il gioco ci sono. Mi auguro la Roma vada in Champions"
Mirko Vucinic, che in carriera ha vestito le maglie sia del Lecce che della Roma, ha parlato ai microfoni di Centro Suono Sport in vista del prossimo match tra le due compagini giallorosse:
Che idea si è fatto della Roma?
"Non buona purtroppo dopo la sconfitta. Il gioco c’è, io punto tanto su Dzeko. Ora c’è il Lecce. Il Lecce e la Roma mi hanno dato tanto, non tifo per nessuno".
Ci può arrivare al quarto posto la Roma?
"Me lo auguro, la rosa c’è. Spero riesca andare in Champions".
Che esperienza è essere allenati da Conte?
"La sua forza è che si fa seguire dalla squadra, vede cose prima degli altri".
Si è assottigliata la distanza tra la Juve e le altre?
"La Juve è forte, ha un organico importantissimo, ma l’Inter sta facendo bene e su questo si sente la mano di Conte".
Giocherai con Totti nel campionato di calciotto?
"Farò qualche partita, ci andiamo a divertire".
Le fa effetto vedere la Roma senza Totti e De Rossi?
"Sicuramente, fa male anche al calcio italiano non vedere più De Rossi in campo. E’ uno che poteva dare ancora tanto".
Che è successo tra Totti e Spalletti?
"Dovresti chiedere a loro, ai miei tempi erano proprio amici".
Lo scudetto del 2010 lo sentivate davvero in mano?
"Noi abbiamo avuto la sfortuna di incontrare l’Inter più forte di sempre, anche più forte della Juventus attuale".
Cosa è successo nel secondo tempo di quel Roma-Samp?
"Non si sa, c’era Storari in campo e parava tutto".
Ricorda i tempi con Zeman?
"I tempi con Zeman non si scordano mai".
Il gol più bello con la maglia della Roma?
"Quello contro lo Sporting, ho dribblato nel piccolo spazio e ho fatto un bel gol".
Sul trasferimento alla Juve.
"Avevo la necessità di cambiare e quindi alla fine sono andato via".
Giacomazzi: "La Roma è forte ma potrebbe essere stanca. Il Lecce sta facendo bene"
Guillermo Giacomazzi, ex capitano del Lecce, ha parlato ai microfoni di Teleradiostereo in vista del match di domenica tra i salentini e la Roma:
La Roma viene da una sconfitta, il Lecce dalla seconda vittoria di fila in trasferta.
"Entrambe provengono da situazione particolari. Sappiamo la forza e la qualità della Roma, però la squadra di Fonseca potrebbe essere più stanca dopo tutte queste partite ravvicinate, mentre lo stato d'animo del Lecce è ottimo, sta facendo bene. I pugliesi hanno avuto una buona partenza, avevano giocato molto bene anche col Napoli, anche se poi è arrivata una sconfitta".
Liverani ha portato una ventata di coraggio, la squadra cerca sempre di proporre gioco.
"Condivido, ha trasmesso coraggio ai suoi ragazzi, sia in B che in Serie A. Il Lecce ha sempre voglia di fare la partita, è una filosofia, ormai ci sono tante squadre che provano a giocarsela invece di difendere solamente. Questo modo di impostare le gare lo sposo, è quello giusto".
Come mai il Lecce ci ha messo così tanto a risalire?
"Non è facile vincere la Serie B, bisogna avere anche fortuna. Il Lecce è un club che dovrebbe stare sempre lì, tra la A e la B, invece negli ultimi anni ci si è ritrovati in Serie C, ma per altre situazioni".
Come mai il Lecce finora ha faticato più in casa che in trasferta?
"La partita interna che i salentini hanno sbagliato è stata col Verona, col Napoli invece si è incontrato una squadra con una qualità molto superiore. Con l'Hellas sicuramente si poteva fare di più, ma in casa si gioca in maniera diversa, ci sono più pressioni, credo sia solamente un discorso mentale. La Roma, ad esempio, non avrà difficoltà a giocare al Via del Mare, perché è abituata a giocare in ambienti caldi. Sicuramente sarà una bella gara, da seguire".
Pellegrini: "Mi piace giocare avanzato, mi da più libertà. Voglio godermi gli anni alla Roma"
Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma, è stato intervistato da Dazn a cui ha parlato di se e del suo rapporto con Francesco Totti:
Come è andato il primo mese?
“Bene, stiamo migliorando piano piano rispetto a quello che chiede il mister…”.
Aspetta, ti chiedevo del primo mese da padre…
“A quello non ci pensavo proprio (ride, ndc). E’ una soddisfazione continua. Mi piace anche solo vederla o sentire il suo odore. Ti riempie la vita. Mi dà quella forza in più che ti fa fare la differenza. Quando sei stanco e la vedi, ti passa tutto”.
Il giorno più importante della tua vita è il giorno della sua nascita, il secondo forse il gol di tacco al derby…
“E’ sicuramente uno dei più importanti della mia vita. Era un periodo difficile, non mi riusciva niente. E’ brutto quando vorresti fare, ma non riesci. Quando niente va come vorresti. Molti dicono che quello sia stato il mio punto di sblocco, ma non la penso così. Non è stato il punto di sblocco per me, ma lo è stato per quello che c’era intorno a me. Il mio sblocco l’ho avuto prima, quando nonostante le critiche ho continuato a lavorare e dare tutto. Quella è stata una liberazione”.
Quest’anno ti vedo più libero, anche più spavaldo, si vede che in campo ti diverti. Hai fatto uno step in più anche legato al ruolo?
“Sono d’accordo sul fatto di essere più libero, sono cresciuto mentalmente e anche a livello di responsabilità. So che ci si aspetta tanto da me. Mi piace avere responsabilità, tira fuori il meglio di me”.
Sul ruolo più avanzato.
“Mi piace molto, mi dà libertà di movimento e di fare quello che voglio in campo. Con il gioco del mister mi piace anche giocare da mediano, amo toccare tanti palloni”.
In carriera hai fatto tutti i ruoli. In Nazionale addirittura l’esterno. Perché?
“Quando ho saputo che in Nazionale avrei fatto l’esterno ho cercato di guardare i miei compagni di squadra che lo facevano da tempo per vedere qualche piccolo movimento e qualche piccola considerazione che loro tenevano in conto e che io magari non tenevo in conto, visto che non l’avevo mai fatto. Forse è il fatto che io riesca a rubare con gli occhi o che mi interessi imparare”.
Ti sentire un calciatore intelligente?
“Secondo me è meglio essere un uomo intelligente piuttosto che un calciatore. Essere un calciatore intelligente è un riflesso di come sei come uomo”.
Ti senti un uomo intelligente?
“Sì, mi sento una persona intelligente. Ma questo qualità ha tante sfaccettature, la voglia di imparare, rubare e stare sempre sul pezzo per me vuol dire essere una persona intelligente”.
Gli mostrano un video di Totti che parla di lui: “Gli ho promesso tante cose, che spero possano avverarsi”.
Francesco Totti ti ha promesso la maglia numero 10?
“Della maglia con Francesco non abbiamo mai parlato. Ora ho la fortuna di dire che lui per me è un amico, per qualsiasi difficoltà so che posso contare su di lui. Se va male la partita mando un messaggio a lui. Ancora non l’ho fatto, spero di non doverlo fare fino a fine stagione. Ci sentiamo, il nostro rapporto è bello perché siamo schietti. Essere romani ci aiuta. Lui per me adesso è solo Francesco, ma resta anche una leggenda. Solo il fatto che lui dica queste cose, è come avere dieci magliette con il numero 10 sulle spalle”.
Se lui tra cinque anni viene da te e ti dà la 10 che fai? La prendi?
“Non si rifiutano mai le richieste di Francesco (ride, ndr). A parte gli scherzi, devo trovarmi nella situazione. Non scambierei mai il rapporto che ho con Totti per il numero 10 della Roma”.
De Rossi lo hai sentito?
“Lo sento sempre, sta bene. Gli piace. Ci manca tanto qui, glielo dico sempre. Lui ha preso la sua strada, è stata la scelta di Daniele. Lui non è mai banale, è speciale e ha fatto una scelta che gli fa onore nonostante in tutti questi anni non abbia mai sbagliato una virgola”.
Il tuo Boca qual è?
“Il mio Boca è la Roma adesso. Non sono stato come Daniele e Francesco, prima di ritagliarmi il mio spazio qui sono stato due anni al Sassuolo, poi ho scelto di tornare e adesso fatemi godere gli anni alla Roma. Poi ci pensiamo… Daniele lo ha fatto dopo 16 anni”.
Senti la pressione di essere già visto come un leader?
“La vivo serenamente. Faccio quello che mi fa stare bene”.
Fonseca vi fa stare bene?
“Sì, lui è molto bravo in questo. Ci fa stare sereni, ci fa lavorare perché capisce che per far rendere un giocatore al 150% si deve divertire. Noi lo facciamo tutti i giorni in allenamento e questo non ti fa sentire la fatica. Caratterialmente sembra tranquillo, ma quando vuole una cosa se la va a conquistare. Le cose ce le spiega sempre in maniera tranquilla per farcele capire serenamente, senza mettere pressione. Se però non giochiamo un buon primo tempo si arrabbia. Sul 4-0 contro il Sassuolo ci ha detto di non abbassare la guardia perché altrimenti avremmo rischiato”.
Gli obiettivi?
“Quest’anno non ne abbiamo, se non quello di tornare in Champions che è fondamentale. E’ l’anno della ripartenza e per questo ci serve un po’ di tempo”.
Sei uno dei tre centrocampisti più forti d’Italia?
“Non mi sento uno dei centrocampisti più forti d’Italia in questo momento. Penso di poter imparare ancora tanto e soprattutto mettere nel bagaglio personale tanta esperienza ancora. Un giocatore si fa soprattutto con l’esperienza. Ho voglia di imparare e sbagliare ancora e per questo c’è tempo”.