Zaniolo, questo è amore: "Perché andare via ora?"

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Qualunque sarà la strada che Nicolò Zaniolo sceglierà di intraprendere una cosa è certa, rimarrà sempre nel cuore di tutti i tifosi giallorossi. Per capirlo basta guardare le immagini di ieri pomeriggio, con il bagno di folla e l'entusiasmo con cui lui, Mkhitaryan e Antonucci sono stati accolti a Tor Bella Monaca, alla chiesa Santa Maria Madre del Redentore.

Gli oltre 300 bambini che hanno partecipato all'evento potevano fare una domanda ai tre giocatori giallorossi, ma la più frequente è stata quella per il numero 22: "Resti alla Roma vero?". La risposta, per ora, ha messo tutti d'accordo: "Sto bene qui ad ora e non vedo perché cambiare. Se dovessi andarmene? Beh, sarei molto triste perché Roma è una città che mi ha dato tanto e così la società. Ora non ci voglio pensare".


Calciomercato Roma: per la difesa si pensa a Medina. In attacco Kean o Mariano Diaz al posto di Kalinic

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma attraverso il proprio direttore sportivo, Gianluca Petrachi, continua a lavora in vista del prossimo mercato. Per i giallorossi la prima preoccupazione arriva del reparto difensivo, soprattutto per il fatto che Smalling rischia di non essere riscattato se il Manchester United deciderà di alzare il prezzo del cartellino. L'idea per il sostituto sembra portare al nome di Facundo Medina, giovane argentino di 20 anni, attualmente in forza all'Atletico Talleres di Cordoba e cresciuto nelle giovanili del River Plate. Il giocatore può giocare sia da centrale che da terzino sinistro e il prezzo del cartellino sembra aggirarsi intorno ai 5 milioni di euro.

In attacco esiste la possibilità che l'avventura in maglia giallorossa di Kalinc sia arrivata già al capolinea. Il croato sicuramente verrà ceduto per lasciare spazio ad altri giocatori più utili per il progetto di Fonseca. I nomi di cui si parla maggiormente sono quelli di Kean e di Mariano Diaz.


Roma, i cocci di fine anno

IL MESSAGGERO - Lorenzo Pellegrini si ferma ancora: microfrattura del mignolo sinistro. Questa volta il “colpevole” è Veretout, che non si risparmia nemmeno in allenamento e in un contrasto è scivolato prima dell'impatto senza trattenere la frenata. L'infortunio è fastidioso ma gestibile, salta domani la sfida con il Wolfsberger per evitare rischi, ma con la Spal dovrebbe esserci.

Ma Pellegrini non basta, si ferma anche Smalling che ha rimediato venerdì a San Siro un trauma contusivo distrattivo al ginocchio sinistro (interessamento del collaterale) che difficilmente lo farà rientrare in campo prima della fine del 2019. Domani al suo posto è probabile ci sia Fazio, con Juan Jesus e Cetin che invece si contenderanno una maglia da titolare contro la Spal vista la squalifica di Mancini. Per il futuro in quel ruolo si sta monitorando Facundo Medina, argentino, centrale del Talleres, classe 99.

Con il Wolfsberger (alla Roma basta un punto per la qualificazione ai sedicesimi di Europa League) rivedremo in campo Under, Mirante, forse Florenzi, Kalinic e Spinazzola. Conferme per Diawara, Veretout e Zaniolo. Visti gli stop di Pellegrini e Kluivert, domani toccherà a uno tra Mkhitaryan e Perotti.


Nuova proprietà: 15 giorni decisivi

LA REPUBBLICA - I prossimi potrebbero essere decisive per il futuro societario della Roma. Pallotta sta lavorando con Friedkin: i due imprenditori infatti stanno trattando per la cessione del pacchetto di maggioranza del club giallorosso . L'attuale numero uno  del club, se l'affare andasse in porto, lascerebbe dunque il timone al tycoon texano. L'operazione, se dovesse andare in porto, sarebbe da circa 700 milioni (complessivi di conti debitori e ricapitalizzazione).  Per i tifosi romanisti dunque sotto l'albero potrebbe esserci un nuovo presidente.


Derby domenica 26 gennaio alle ore 18

IL TEMPO - PIERETTI - La Lega Calcio ha programmato gli anticipi e i posticipi per le ultime due giornate del girone di andata e le prime tre del girone di ritorno del campionato 2019-2020. Il derby tra Roma e Lazio si giocherà di pomeriggio, alle 18, mentre per la prima volta nella storia Lazio e Roma giocheranno entrambe in casa nell'ultima di andata. Ma andiamo con ordine.
La Lazio sarà la prima formazione a metter piede in campo nell’anno che verrà: la squadra di Inzaghi sarà impegnata domenica 5 gennaio 2020 (alle 12.30) in trasferta contro il Brescia. La Roma ospiterà il Torino alle 20.45, mentre il big match tra Napoli e Inter andrà in scena il giorno successivo, nella notte dell'Epifania, alle 20.45. La Juventus ospiterà il Cagliari allo Stadium lunedì 6 gennaio alle 15.00.
La formazione di Inzaghi giocherà anche nell'anticipo dell'ultima di andata quando - sabato 11 gennaio - ospiterà il Napoli all'Olimpico alle 18. Questa giornata rappresenta un unicum a livello storico, perché - sempre nell’impianto del Foro Italico - giocherà anche la Roma che chiuderà la prima parte del proprio campionato ospitando - appena 24 ore dopo - la Juventus nel posticipo serale delle 20.45.
Nel turno successivo che aprirà il girone di ritorno: la Roma sarà di scena di domenica a Marassi (ore 18.00) contro il Genoa. La giornata domenicale si chiude con il posticipo Juventus-Parma (20.45). La seconda giornata di ritorno presenterà il derby della Capitale: si giocherà domenica 26 gennaio alle 18.00. Nello stesso turno di campionato ci sarà anche Napoli-Juventus, che nella programma della Lega è previsto sempre di domenica - dopo Roma-Lazio - alle 20.45.
La terza giornata di ritorno prevede l'impegno della Roma a Reggio Emilia, contro il Sassuolo: si giocherà sabato 1 febbraio, alle 20.45. La Lazio ospiterà la Spal, nel classico pomeriggio della domenica, alle ore 15.00. Nello stesso turno, la Juventus sarà impegnata nel lunch match delle 12.30 contro la Fiorentina. Inter di scena a Udine nel posticipo domenicale (20.45), il Napoli gioca di lunedì a Genova contro la Sampdoria (sempre 20.45).


Sotto l'albero giallorosso il sogno della Champions e lo Stadio che verrà

LA REPUBBLICA - La Roma spera di affrontare la sosta natalizia da padrona del quarto posto, anche perché gli introiti ricavati dalla qualificazione alla Champions League sarebbero vitali per i bilanci societari in un momento così delicato come quello attuale. Infatti, o in un verso o in un altro, entro Natale si dovrebbe definire la trattativa che vedrebbe Dan Friedkin rilevare alcune quote di maggioranza o di minoranza del club giallorosso. La negoziazione è in continua evoluzione e bisognerà capire quanto questa sia legata all'iter per il progetto dello stadio di Tor di Valle. Inoltre, la squadra di Fonseca vorrebbe affrontare la sosta invernale con la certezza del superamento del girone di Europa League. Intanto Petrachi è già al lavoro con l'obiettivo di cedere gli esuberi della rosa, vedi Juan Jesus, Perotti e Pastore, e cogliere le opportunità che si presenteranno sul mercato.


Sarri-Fonseca, non c’è differenza (reti)

IL MESSAGGERO - Stessi gol fatti (26) e stessi gol subiti (15), ergo medesima differenza reti (+11). Eppure tra Roma e Juventus ci sono 7 punti di differenza. La distribuzione delle marcature è la risposta: la squadra di Fonseca ha segnato almeno 3 reti in 5 occasioni (Genoa, Sassuolo, Udinese, Brescia e Verona). La Juventus solamente in due occasioni, tra l’altro necessaire per superare il proprio avversario (4-3 al Napoli e 3-1 all’Atalanta). 


Roma, se il gol non è facile serve un Kean

IL MESSAGGERO - ANGELONI - La difesa è ok, con quindici reti incassate (come Lazio e Juve) è peggiore solo dell’Inter (tredici), l’attacco stenta (ventisei gol fatti, undici meno dell’Atalanta, dieci della Lazio e cinque di Inter e Cagliari). Dzeko, con i suoi otto gol - sei in campionato, due in Europa League - non può bastare. Questo è ormai arcinoto, anche perché Edin non è di certo il tipo di attaccante spaccaporte, non garantisce l’exploit ogni anno. Segnama non troppo, insomma. Di solito aiuta gli altri ad andare a segno, ma Zaniolo & company sono ancora indietro. Nicolò, ad esempio, in campionato ha realizzato solo tre reti, più due in Europa League. Pure lui, troppo poco. E Kluivert? Stesso schema di Zaniolo: tre più due. Mkhitaryan è fermo a due, ma per lui è basso il numero delle presenze, Perotti ha giocato poco e ha segnato solo a Verona, su calcio di rigore, Under è fermo alla rete nell’ouverture contro il Genoa. Stop. Sedici gol totali, distribuiti su tutti gli attaccanti, compreso Kalinic che è a secco. La Roma è come se stesse pagando lo sforzo di aver tenuto Dzeko, l’uomo sul quale Fonseca fa girare tutto il settore offensivo e non solo. La rinuncia a Schick, che però non era certo un bomber, è stata necessaria, ma ora Dzeko non ha un sostituto né uno, col vizio del gol, che gli possa giocare vicino. Ecco perché, a gennaio, Petrachi dovrà per forza prendere in considerazione l’ipotesi di fare un sacrificio e accontentare l’allenatore. Serve un rinforzo soprattutto lì, in quel settore. L’identikit: Moise Keane, zero gol in Premier fino a questo momento, sette in diciassette partite lo scorso anno nella Juve di Allegri. Giovane, forte, di prospettiva e con voglia di tornare in Italia. Si punta, al momento, al prestito. In Inghilterra non si trova bene, o forse l’Everton, squadra nella quale gioca, non si trova bene con lui. Per l’azzurro, al momento accantonato da Mancini, la Roma potrebbe essere l’occasione per riprendersi la Nazionale e soprattutto per trovare continuità, con o al posto di Dzeko. Nell’Everton viene schierato (undici presenze, solo due da titolare, più due in Efl Cup), come punta di riferimento del 4-2-3-1.

CARATTERISTICHE Qui può fare anche l’esterno sinistro (in alternanza a Kluivert), o all’occorrenza, il destro (in fila dopo Zaniolo c’è anche Under). E’ chiaro che come numero, la Roma è sufficientemente coperta: dipenderà molto da Perotti, se accetterà o meno l’idea di lasciare la capitale. Resta in piedi il discorso Kalinic, in odore di taglio. Di soldi da spendere non ce ne sono moltissimi, l’idea, a proposito di tagli, è di rinunciare a gente che gioca poco, vedi appunto Perotti, più Juan Jesus e Florenzi, che ormai è un caso conclamato all’interno di Trigoria, o a chi, comunque, è ben spendibile sul mercato, vedi Under e Florenzi stesso. Un altro nome nel taccuino del ds è Haris Seferovic, attaccante del Benfica, ex Fiorentina, svizzero di origine bosniaca, anni 27. E’ un mancini, forte fisicamente e tecnicamente, in 61 partite nel Benfica ha segnato 29 gol. Staremo a vedere. ALTRO MERCATO Se ci sarà spazio, il ds dovrà occuparsi pure della questione terzino (destro), discorso che riguarda proprio Florenzi. Zappacosta è infortunato, Santon è infortunabile, (lesione al retto, torna nel 2020) così come Spinazzola. Servirebbe un laterale destro, specie se dovesse andare via il capitano, così Spina potrà essere usato con continuità nel ruolo per cui era stato ingaggiato, terzino sinistro e vice Kolarov. Hysaj è il nome forte, ma ha un costo al momento non alla portata. L’albanese, tra l’altro, sa giocare sulle due fasce. Ma la priorità resta l’attaccante.


Braccio di ferro tra Pallotta e Friedkin. La società è valutata 850-900 milioni

IL MESSAGGERO - TRANI - La due diligence è stata completata poco meno di un mese fa e proprio in quei giorni di metà novembre Dan Friedkin, fermatosi 8 giorni (dal 13 al 20) nella Capitale con la moglie Debra e il figlio Ryan, ha deciso di prendersi la Roma. Azionista di maggioranza e non semplice partner. Il magnate californiano, prima di tornare a casa via Londra, ha visitato la sede in viale Tolstoj e il centro sportivo Bernardini, si è intrattenuto a lungo con il ceo e ad giallorosso Guido Fienga e soprattutto si è interfacciato con Bob Needham, il Chief Financial Officer della Raptor di Pallotta. La negoziazione è entrata nel vivo proprio con quel blitz del tycoon che ha poi continuato, attraverso il suo advisor JP Morgan, ad approfondire la conoscenza del pianeta romanista (12 società, comprese le 3 esclusivamente dedicate al nuovo stadio di Tordivalle).
NEGOZIAZIONE IN CORSO È, invece, questa la fase più delicata, con il classico braccio di ferro tra chi vende e chi acquista. Friedkin vorrebbe chiudere prima di Natale. Non ha ancora convinto, però, Pallotta. Che, pur considerando serio e affidabile il potenziale investitore, vorrebbe incassare quella che è stata la sua richiesta ufficiale: 1 miliardo di euro. Il prezzo adesso è più basso, ma non ancora quello giusto: la proprietà Usa è scesa a 850-900milioni. Così divisi: 272 per coprire i debiti del club, 130 (su 150) di aumento di capitale da sottoscrivere per intero entro 31 dicembre 2021 e i rimanenti 450-500 per completare l’operazione (dentro anche gli 80 spesi finora per il progetto stadio). Ne discutono quotidianamente i legali e gli advisor, con Goldman Sachs a rappresentare il presidente giallorosso. E, negli States, i diretti interessati, James e Dan, attraverso gli intermediari. Il tycoon, pure per accorciare i tempi, punta a entrare subito nell’As Roma SPV LLC, la società che detiene il controllo indiretto di As Roma spa tramite la sua controllata Neep Roma Holding spa. Quando poi chiederà a Pallotta di lasciargli il controllo del club, entrando nel cda giallorosso, dovrà comunque lanciareun’opa. PROSSIMO STEP L’unica mossa scontata, a breve termine, la faràPallotta: entro fine dicembre interverrà personalmente con la prima quota per l’aumento di capitale, versando circa 40milioni (la successiva è prevista a marzo), più altri 10 (conversione di vecchi crediti). E’ il sostegno finanziario di cui ha bisogno la società giallorossa, come ammesso in pubblico da Fienga, per la gestione della squadra. Discorso a parte, invece, per i terreni di Tordivalle. L’imprenditore ceco Vitek li acquisterà da Unicredit entro metà dicembre, iniziativa che sta bene sia a Pallotta sia al Comune perché avrebbero un interlocutore finalmente solido. Vitek, comunque, non è interessato alla Roma. Ma il vecchio (o nuovo) proprietario, ottenuto il via libera dal Campidoglio, dovrà poi trattare con lui per (ri)prendersi l’area su cui costruire l’impianto.


La svolta di Friedkin. Al tycoon Usa la maggioranza della Roma: entra con 600 milioni, subito investimenti

LEGGO - La svolta è davvero vicina. Dan Friedkin, il 504° uomo più ricco del mondo, sta per diventare il nuovo presidente della Roma e già entro il fine settimana arriverà la fumata bianca. La trattativa, iniziata un paio di mesi fa, ha trovato il punto di svolta nella notte tra venerdì e sabato tra Londra e Milano dove l'advisor Jp Morgan e i legali del Friedkin Group hanno limato gli ultimi dettagli.
DEBITO - Il magnate texano della Toyota verserà a Pallotta una somma di circa 200 milioni ai quali vanno aggiunti i 270 per l'estinzione del debito con Goldman Sachs e i 130 della ricapitalizzazione per un totale di quasi 600 milioni. Sarà un ingresso graduale (inizialmente il 51%) ma che riguarderà solo Friedkin contrariamente da quanto accaduto con Pallotta che invece faceva parte di una cordata. Proprio loro avrebbero convinto l'attuale presidente a ritirarsi anche se inizialmente potrebbe mantenere una percentuale. Si sta per aprire quindi il secondo capitolo americano della storia della Roma. Ma cosa cambierà?
PRESENZA - Pallotta manca da oltre 520 giorni. Anche Friedkin senior avrà diversi affari negli Usa, ma la presenza della nuova proprietà sarà assicurata da Ryan Friedkin che si stabilirà in Italia. Uno dei 4 figli del tycoon di Houston che già oggi dovrebbe sbarcare nella capitale. Un po' come avviene all'Inter con Zhang. Ryan, 35 anni e appassionato di soccer, è un producer di docufilm musicali a storie dark e ha già un paio di progetti a Cinecittà.
INVESTIMENTI - Friedkin tamponerà una situazione in perdita, ma almeno inizialmente non farà sognare la piazza. I paletti imposti dal Financial Fair Play non permettono spese superiori ai ricavi. Niente sanzioni però sulle prime due finestre di mercato visto che l'Uefa concede spese straordinarie ai nuovi proprietari, a patto di avere un piano di rientro. Stop alle cessioni (vedi Zaniolo) e forse un colpo a gennaio (Nandez?) ma con un occhio al bilancio. Sarà rivoluzione dirigenziale, anzi è già iniziata, a Trigoria. Lasceranno Baldissoni e Baldini. Resterà fino a giugno il Ceo Fienga ma sono previsti nuovi ingressi e si fa il nome di Paratici.
STADIO - Qui entra in ballo un altro pezzo da 90 come il ceco Vitek che ha messo sul piatto 600 milioni per l'acquisto dei terreni e dei debiti da Eurnova. Il miliardario immobiliarista subentrerà a Parnasi e si occuperà della costruzione dell'impianto e non solo nella zona di Tor di Valle magari venendo incontro alle richieste del Comune sulle opere di pubblica utilità.


Europa League, turnover in vista. Derby di ritorno: 26 gennaio alle 18

LEGGO - Santon ha già chiuso il suo anno solare. Il terzino, infortunatosi contro l’Inter, ha rimediato una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra e dovrà stare ai box per almeno 15 giorni come confermato dagli esami strumentali. Arrivederci al 2020 quindi e 21° infortunio stagionale per la Roma (13 muscolari). Le buone notizie arrivano da Pau Lopez e Fazio che saranno a disposizione contro la Spal. Entrambi dovrebbero essere risparmiati giovedì in Europa League col Wolfsberger quando Fonseca (ieri in visita al Bambin Gesù) adotterà un discreto turnover. Chance dal 1’ per Florenzi, Under e (forse) Kalinic; in difesa Mancini che, causa squalifica, sarà indisponibile domenica.

ANTICIPI E POSTICIPI - Sono stati resi noti, infine, gli anticipi e i posticipi fino alla 3° di ritorno. Salva la Befana visto che col Torino si giocherà il 5 gennaio alle 20,45. Il big match con la Juve domenica 12 gennaio alle 18 mentre il derby il 26 sempre alle 18. Le trasferte con Genoa e Sassuolo il 19 alle 18 e il 1 febbraio alle 20.45.


Addio Santon, torna nel 2020. Dubbio Pastore

IL TEMPO - BIAFORA - Arrivederci al 2020. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto ieri Santon hanno confermato quanto già si temeva al momento della sostituzione a San Siro: il terzino della Roma ha una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. Il laterale difensivo, che nell'ultimo periodo aveva scavalcato Spinazzola e Florenzi nelle gerarchie, tornerà soltanto con l’anno nuovo. Lo stesso destino può toccare anche a Pastore, che non riesce ancora a risolvere il problema all'anca. Il trequartista, di cui non si esclude una cessione a gennaio, ha già dato forfait per 4 partite e salterà sicuramente anche Wolfsberger e Spal. Per la gara di Europa League contro gli austriaci Fonseca, che ieri ha fatto visita all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, recupera però Fazio e Pau Lopez. Il difensore ha superato l’affaticamento all'adduttore, mentre il portiere ha smaltito il fastidio al quadricipite. In bilico la presenza di Kluivert (ieri allenamento individuale). Da verificare in giornata Smalling e Kolarov, che hanno svolto una seduta personalizzata.