Di Biagio: "Una partita non cambia il giudizio sulla Roma. Pellegrini nel suo ruolo è il migliore d'Italia"
Luigi Di Biagio, ex CT dell'Italia Under21 che in carriera ha vestito anche il giallorosso, ha parlato della Roma e della partita di ieri sera ai microfoni di Centro Suono Sport:
Qual è il reale peso della Roma visto questo inizio di campionato?
"Penso bisogni fare dei discorsi diversi. La Roma sta facendo un percorso giusto, una partita non può modificare il giudizio".
Come mai la Roma ieri ha cambiato modulo?
"Io ho la sensazione che Fonseca avesse preparato il cambio modulo al decimo del primo tempo per togliere i punti di riferimento all’avversario. Ci sono allenatori che iniziano con un modulo diverso per qualche minuto per sorprendere l’avversario per poi tornare dopo 10-15 minuti al modulo classico".
Non è stato un azzardo allora?
"Ha cercato di sorprendere un avversario che di solito imposta la partita sull’avversario, purtroppo il risultato non è stato positivo. Ieri ho visto una squadra un po’ più stanca, non abituata a giocare ogni tre giorni".
La Roma ieri ha faticato ad uscire anche palla al piede?
"Ormai tutti ti vengono a prendere alti, non è facile uscire palla al piede dall’area di rigore. Lanciare il pallone avanti non è sempre un male, se fatto con criterio va bene, serve per uscire da una situazione di pressing".
Zaniolo e Lorenzo Pellegrini come li sta vedendo con Fonseca?
"Vi posso dire che Zaniolo per me è un classico trequartista o mezzala, fatica a fare il quarto, però capisco Fonseca che volendo mettere tutti i giocatori più forti in campo lo adatta a destra. Niccolò lo sto vedendo bene, sta tornando allo stato di forma che aveva un anno fa. Pellegrini per me è il centrocampista più forte d’Italia, nonostante ieri non abbia fatto una grandissima partita".
Come mai non riescono a trovare continuità?
"Lorenzo quest’anno sta avendo una continuità incredibile. Secondo me a Roma siamo troppo severi nei giudizi con lui, è forte forte questo ragazzo. Se un giorno, speriamo mai, dovesse andar via, ci renderemo conto di che giocatore è".
Le piace Veretout-Cristante come centrocampo?
"Veretout è un giocatore che dà equilibrio, mi piace. Poi anche qui, a Bologna ha giocato bene e ieri un po’ meno, dopo Bologna veniva descritto come fenomeno e oggi come un giocatore scarso, ci vuole equilibrio".
Qual è il modulo che esalta più Mancini? Meglio la difesa a tre o a quattro?
"Può giocare sia a tre che a quattro. Da lui mi ha aspetto sempre qualcosina in più, ora è a Roma e deve osare. Io voglio bene a questi ragazzi perché li ho allenati tutti: Zaniolo, Pellegrini, Mancini, Zappacosta, Spinazzola. Spinazzola purtroppo ha avuto un infortunio che lo ha tenuto fuori tanto e ora ne sta risentendo, ma è normale. Quando rientrerà in forma non ce ne sarà per nessuno".
Allenamento Roma, appuntamento domani mattina alle ore 11
I giallorossi continueranno gli allenamenti in vista della gara di domenica prossima contro il Lecce. Appuntamento domattina a Trigoria alle ore 11 per il consueto allenamento mattutino.
La Roma convoca la prossima assemblea degli azionisti
La Roma ha deciso le date per la prossima assemblea degli azionisti. La prima convocazione è stata è stata fissata per il prossimo 28 ottobre alle ore 15 a Trigoria. Se necessario è prevista una seconda convocazione il giorno dopo alla stessa ora sempre a Trigoria.
Questi i punti all'ordine del giorno:
Parte straordinaria:
1) aumento di capitale sociale scindibile a pagamento per un ammontare massimo di euro 150.000.000,00 (centocinquanta milioni/00); deliberazioni inerenti e conseguenti.
Parte ordinaria:
1) approvazione del progetto di bilancio al 30 giugno 2019; deliberazioni inerenti e conseguenti;
2) relazione sulla remunerazione ai sensi dell’art. 123-ter del D. Lgs. 58 del 24 febbraio 1998 e successive modificazioni e integrazioni.
Sticchi Damiani, pres. Lecce: "Domenica per la Roma è già tutto esaurito"
Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, ha parlato ai microfoni di TMW Radio in vista del prossimo match di campionato contro la Roma:
È un inizio di campionato che la soddisfa?
"Sicuramente è incoraggiante, anche se è in salita dal punto di vista degli infortuni. Questi risultati davvero valgono doppio. Le prime giornate hanno detto che non ci sono squadre materasso, già tutte e 20 hanno vinto almeno una partita. Sarà un torneo equilibrato e spietato, poi tra qualche mese magari la classifica dirà altro".
Davanti avete tanti giocatori di qualità...
"Abbiamo cercato di dare alternative importanti nel reparto offensivo. È una squadra in un certo senso squilibrata in avanti: abbiamo operato così su indicazione di mister Liverani. Il tipo di calcio che facciamo è forse spregiudicato ma è l'unico che possiamo fare vista la rosa. Speriamo di arrivare al nostro Scudetto, la salvezza, attraverso il gioco".
Se l'aspettava così la Serie A?
"Immaginavo un impatto difficile, ma è stato eccellente. Se mi guardo indietro, poco più di due stagioni fa ero in Serie C. Sono presidente da due anni e ho avuto la fortuna di vincere due campionati. Noi giochiamo in A con dei giocatori che erano stati protagonisti in C. Mi aspetto tanto anche dai nuovi, anche da chi è arrivato all'ultimo sul mercato".
C'è la necessità di portare il VAR anche in Serie B?
"Stravolge tutto, proprio la modalità e i tempi della gara. Cambia anche il modo di vivere il gol, in B esulti non a caso, mentre in A devi stare attento. Vengono valutate e analizzate tutte le situazioni".
Avete fatto il record di abbonati e il numero di spettatori medi è molto alto...
"Ci lusinga il dato degli abbonati, ma ci responsabilizza anche. Abbiamo fatto il record, per esempio domenica per la Roma è già tutto esaurito: ci sono sempre pochi biglietti a disposizione da vendere. Lo stadio deve essere un'occasione per tutti, abbiamo fatto una politica con prezzi popolari per dare un'opportunità a tutta la nostra terra".
Serie A, altro scivolone del Milan. Vince il Torino 2-1
Si è concluso il posticipo serale della quinta giornata di campionato, con il Torino che ha battuto il Milan per 2-1.
Apre le marature al 18' Piatek su rigore, portano in vantaggio il Milan.
Nella ripresa sale in cattedra Belotti, che in quattro minuti (72' e 76') firma la doppietta personale regalando i tre punti al Torino.
Al 72' espulso Reina direttamente dalla panchina per proteste.
Bruno Peres passa allo Sport Recife. Rientrerà a Roma a fine dicembre (foto)
Ancora di proprietà della Roma, Bruno Peres era stato girato in prestito per 18 mesi al San Paolo con il rientro nella Capitale fissato per il 31 dicembre 2019. Ma il terzino, non trovando più spazio e non giocando da marzo, ha deciso di accettare la proposta dello Sport Recife in Serie B per trovare nuovi stimoli e minuti di gioco. A comunicarlo la stessa società brasiliana su Twitter:
Reforço de peso! Com carreira internacional, Bruno Peres chega para o Sport até o final da Série B: https://t.co/3jcu9azpej #ÉoLeão #PST! pic.twitter.com/5462ygABS6
— Sport Club do Recife (@sportrecife) 26 settembre 2019
Roma azzerata
IL TEMPO - CARMELLINI - La Roma torna sulla terra e lo fa bruscamente. Rimedia la prima sconfitta in campionato della gestione Fonseca che con questa sconfitta, due pareggi e altrettanti successi viaggia a quota 8 punti dopo cinque partite: quattro delle quali giocate all’Olimpico, un dato che a questo punto della stagione fa tutta la differenza del mondo. Vince l'Atalanta perché gioca meglio nell'arco dell’intera partita, ma soprattutto perché è più squadra, si conosce a memoriae riesce ad esprimere un calcio fluido e aggressivo. Senza intoppi, concedendo sì qualcosa, ma senza mai andare in affanno.
La Roma, che comunque gioca una prima parte di gara quasi sufficiente, non riesce ad approfittare delle due-tre occasioni per far male a un avversario che poi nel secondo tempo salirà in cattedra e detterà legge. Il gol di Zapata fa da prologo al raddoppio firmato da De Roon nel finale: gol da «oggi le comiche» che dimostra come la Roma aveva già spento il cervello. In mezzo i giallorossi sbagliano due cose clamorose: una con Zaniolo, l’altra con la coppia Dzeko-Kalinic messo dentro nel finale da Fonseca pe rcercare di ribaltare la dinamica di una gara ormai compromessa.
Ma mera cronaca a parte, sulla serata complessivamente «no» della Roma (il migliore è stato l'esordiente Smalling: perfetto in tutte le occasioni e incolpevole sui due gol nerazzurri), c'è il contributo, stavolta negativo, di Fonseca. Il tecnico giallorosso, che sembrava aver trovato la quadra di una squadra in costruzione, stabilito equilibri e dettato priorità, cambia il modulo (passando alla difesa a tre) dopo poco più di dieci minuti di gioco e butta giù tutto. La Roma perde l'orientamento, non si ritrova più, ognuno gioca per se e la manovra offensiva è troppo spesso affidata a palloni spioventi perla testa di Dzeko chiaramente in giornata storta. L'attacco stellare della Roma si inceppa, fa segnare il primo «0» della stagione e manda segnali preoccupanti per il futuro.
E il colosso bosniaco non è l’unico «stonato». Mediana da dimenticare con Cristante (finora uno dei pochi che le aveva giocate) ombra di se stesso e Veretout mai in partita: tra l’altro suo l’errore che innesca il gol del vantaggio firmato Zapata. Zaniolo è esplosivo come al solito, salta spesso l’uomo grazie a una prestanza fisica spaziale ma si perde più volte e sbaglia il gol che poteva cambiare tutto. Pellegrini non ne azzecca una e Florenzi (che ha giocato influenzato) non è mai riuscito a dare la scossa ai suoi. Gli altri, vedi Fazio, Kolarov e Juan, pur utilizzati per lunghi tratti fuori ruolo si adeguano e si salvano di mestiere: ma comunque non arrivano alla sufficienza. Il bilancio è duro, riporta la Roma con i piedi per terra e cambia il prospetto di Fonseca che finora aveva ricevuto solo sorrisi e pacche sulle spalle.
Dopo la prima sconfitta il tecnico lusitano capirà come a Roma si cambi idea rapidamente, come una squadra di fenomeni più diventare un gruppo di pippe: basta poco. È un attimo. Ora tocca a lui rimetterla in piedi e farsi scivolare addosso le critiche. C'è tanto da lavorare, ma questo era già chiaro: soprattutto a lui.
Roma-Atalanta: è in ballo la Champions
IL MESSAGGERO - TRANI - Ancora la Roma all'Olimpico. In un mese esatto eccola giocare nel suo stadio il 5° match su 6 stagionali. La nuova chance è, dunque, da sfruttare per dare continuità alla striscia positiva di 3 vittorie, compresa quello contro il Basaksehir in Europa Legaue, e alla risalita lampo in classifica, 8 punti in 4 partite di campionato. Il successo di Bologna ha riportato i giallorossi in quota Champions, direttamente al quarto posto, mai raggiunto durante l'ultimo torneo. Il salto verso l'alto coincide con il principale obiettivo della proprietà Usa. Lo sanno bene Fonseca e i giocatori che, a fine pomeriggio (ore 19), affrontano l'Atalanta, match che ha già il sapore dello scontro diretto, come lo è stato il derby alla seconda giornata. E, tanto per non guastare, sulla panchina nerazzurra c'è Gasperini che, prima dell'estate disse no a Fienga e Petrachi (e anche a Pallotta), preferendo restare a Bergamo. Stessa scelta di De Zerbi e Mihajlovic, avversari appena battuti. Il tris di rifiuti, insomma, è stato calato in fretta.
RIVISITAZIONE DEL MENU - «Sì, mi sono italianizzato». L'ammissione di Fonseca, proprio incrociando Gasperini, non deve stupire. Da persona intelligente e preparata, sa che non c'è da vergognarsi a certificare, pure pubblicamente, l'aggiornamento di alcuni concetti del suo calcio, in corsa e soprattutto dopo il derby. Intervento necessario per adeguarsi alle abitudini tattiche di un campionato per lui nuovo e quindi da scoprire. «Il calcio italiano è diverso, obbliga ad essere elastici e malleabili. Ogni partita ha una storia a sè, chi viene qui e non ha questa elasticità, si sbaglia di grosso. E' un calcio che ti porta a fare correttivi e chi pensa di giocare solo in un modo commette un grave errore». Qualche modifica, senza però stravolgere la sua traccia coraggiosa: «I miei principi restano: squadra propositiva che fa possesso palla e gioca nella metà campo avversaria». Il portoghese, pur confermando il 4-2-3-1, ha però ritoccato il sistema di gioco, bloccando preferibilmente il terzino a destra o quanto meno alternandolo nella spinta con quello di sinistra. Kolarov si alza sulla linea di Dzeko e dell'esterno alto a destra: quello è il tridente che si è visto al Dall'Ara contro il Bologna in fase di possesso palla. Cristante è il centrocampista che resta più basso e che è il riferimento per l'equilibrio, Veretout quasi si affianca Pellegrini, pronto ad allargarsi sul centro destra. Sul centro sinistra si accentra Mkhitaryan. Assetto camaleontico, dunque, e in continuo movimento. Nelle linee e negli interpreti: la Roma con il 3-1-3-3 quando attacca e con il 4-1-4-1 se si difende.
OPZIONE TRIO - Ma il portoghese va oltre proprio guardando all'Atalanta. Che, imbattuta all'Olimpico dall'aprile del 2014, si presenta senza Muriel. Fonseca, invece, annuncia il debutto di Smalling, fuori Mancini (squalificato), magari per la difesa a 3 con Fazio e Jesus, escludendo Mkhitaryan. Pellegrini, infiammazione alla pianta del piede, è sicuro di recuperare e si prepara a far coppia con Zaniolo. dietro a Dzeko, nel 3-4-2-1 per specchiarsi in Gasperini. Spinazzola,anche pensando alla gara di domenica a Lecce, entra per Florenzi sulla fascia destra.
Gasperini dopo Mihajlovic e De Zerbi: Fonseca, ecco i fantasmi del passato
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Derby a parte (Simone Inzaghi), ex romanisti (Aurelio Andreazzoli) o possibili romanisti (Roberto De Zerbi, Sinisa Mihajlovic e Gian Piero Gasperini), gli avversari sulla strada di Paulo Fonseca. Nella lista dei possibili manca solo Antonio Conte, sogno estivo per eccellenza, ma per lui a Roma «non c'erano le condizioni giuste». E pace. Quello di Gasperini, alla fine, è stato il no più cocente: lui, richiestissimo da tanti per lo splendido campionato giocato con l'Atalanta, piazzatasi in Champions, ha scelto di restare a Bergamo. L'attuale allenatore dell'Atalanta, come noto, è stato davvero a un passo dalla Roma,quel passo compiuto da Gianluca Mancini e in passato da Bryan Cristante, per non parlare poi dei vari Leonardo Spinazzola e Davide Zappacosta, reduci pure loro da esperienze a Bergamo. Ma Gasp ha detto quel no, improvviso, e per certi versi inaspettato. E questo ha aperto le strade all'allenatore portoghese, ora molto amato dai tifosi giallorossi, che non rimpiangono più il Gian Piero e gli altri.
TRADIZIONE DI GOL - Paulo affronterà stasera Gasperini (Roma-Atalanta, sfida sempre ricca di gol), mentre Mihajlovic lo ha battuto domenica scorsa a Bologna. Si ricorderà come anche Sinisa sia stato vicino alla Roma, perché in estate calda si era pensato a un tecnico caratterialmente forte. Il suo passato alla Lazio ha stoppato più i dirigenti giallorossi che non il serbo, dettosi pronto ad affrontare quel tipo di avventura. E con quello che sta vivendo oggi, la panchina della Roma sarebbe stata una passeggiata di salute. Tanti auguri ancora. Che dire poi della domenica precedente: a Roma è passato il Sassuolo di De Zerbi, giovane tecnico emergente che piaceva tanto a qualche dirigente della Roma per il suo calcio spettacolo, arrogante, molto studiato e coraggioso. Alla fine le caratteristiche ricercate dalla Roma sono state raccolte in questo tecnico lusitano, col ciuffo ribelle e l'eleganza british. Fonseca ha ricreato un certo entusiasmo, che mancava da un po', specie nei mesi bollenti degli addii traumatici di Daniele De Rossi e Francesco Totti. Non sappiamo se anche gli altri candidati tecnici avrebbero fatto tanto, ma in giro, oggi, sono tutti contenti di avere il portoghese, perché qui a Roma ci si affeziona subito, basta qualche risultato: per tutti oggi Fonseca è meglio di De Zerbi, Gasperini o Mihajlovic. Così come a Napoli, Maradona è meglio di Pelè. Lunga vita a Paulo, senza rimpianti per nessuno. Ah, domenica la Roma va a Lecce, sulla panchina dei salentini c'è Fabio Liverani. Per certi versi, pure lui un ex.
Tocca a Smalling: «Non vedo l'ora»
IL MESSAGGERO - CARINA - Non ce la faceva più. Complice un sovraccarico muscolare alla vigilia del match col Sassuolo, Smalling ha dovuto rimandare il debutto. Con 10 giorni di ritardo, il momento è arrivato. Ad annunciarlo, Fonseca: «Chris gioca». Non proprio l'esordio più semplice. Di fronte, Duvan Zapata. Ma un ragazzo che arriva da oltre 25mila minuti giocati con la maglia dello United, ha debuttato a 21 anni con la nazionale e un paio di anni fa stuzzicò alla vigilia di una gara addirittura Messi - «Ho avuto già la fortuna di affrontare Ronaldo e Mbappe. Queste sono sfide che ogni giocatore vuole vivere. Quindi dico a Messi, fatti sotto!» - non si farà prendere di certo dall'emozione. Il binomio coraggio, richiesto da Fonseca, e personalità, insita in Smalling, è un mix da scoprire. Forte nei contrasti (in carriera ne ha vinti l'83%), aggressivo quanto basta per accorciare in avanti, veloce nei recuperi, il suo impiego permetterà alla Roma di giocare con il baricentro più alto. «Non vedo l'ora», dice Smalling. Parola al campo. Rinnovo, intanto, per Bouahfino al 2024.
Il vero esame per la difesa
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Contro l’Atalanta le difficoltà della prova aumentano ancora, rispetto a Bologna. E’ vero che si gioca all’Olimpico, ma la squadra di Gasperini ormai da anni è un avversario molto ostico. L’anno scorso furono due pareggi, ma alla fine i nerazzurri conquistarono il posto in Champions. E anche adesso non conta la sconfitta dei nerazzurri a Zagabria, quanto il pareggio conquistato in rimonta, con testardo orgoglio, contro la Fiorentina. La Roma è in fase positiva, galvanizzata da quel gol di Dzeko in extremis e ancora di più dalla assoluta pulizia dell’azione che l’ha generato: un capolavoro, dopo 95 minuti di gioco. C’è fiducia e consapevolezza nella propria forza, almeno in attacco, un paradossale rovesciamento di tutti i dubbi che hanno accompagnato le decisioni della proprietà e le vicende di mercato. Dzeko era fuori, con oltre un piede e mezzo? Eccolo là, in maglia giallorossa, a dettare i tempi del gioco e le finalizzazioni. Zaniolo era in crisi e dato già altrove? E invece oggi si discute su quanti minuti debba giocare. Molti meriti sono di Paulo Fonseca, altri del carattere dello spogliatoio, che pure incide. Oggi ci saranno nuove entrate e nuove uscite, speriamo senza polemiche. Ma sarà ancora una volta la fase difensiva a sopportare il vero esame.
Bouah vuol dire fiducia: crociato k.o. ma cinque anni di rinnovo
LA GAZZETTA DELLO SPORT - In questa storia di contratti e stipendi c’è poco: è una storia di fiducia e motivazione, di cuore prima e di testa poi. Perché Bouah aveva rinnovato già a gennaio - c’era Monchi - fino al 2021, adesso dopo il brutto infortunio al crociato della scorsa settimana la Roma ha prolungato l’accordo fino al 2024. La trattativa era in piedi da giorni, perché Petrachi e De Sanctis volevano blindare il terzino, appena diventato maggiorenne, che tanto piace a Fonseca, ma l’accelerata c’è stata quando il ragazzino, che già aveva dovuto subire un’operazione all’altro ginocchio, si è fatto di nuovo male. La Roma americana, da sempre, è molto attenta all’aspetto psicologico, per precisa volontà del presidente Pallotta.